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Come volevasi dimostrare, Christine Lagarde si dimette in anticipo, in prossimità della pubblicazione della sua autobiografia Lady First per coronare una carriera decisamente coerente. Se infatti esiste un’incarnazione plastica e ininterrotta dell’ortodossia neoliberista globale, questa porta il nome di Christine Lagarde. La sua traiettoria non è mai stata una sequenza di ruoli diversi, bensì un’unica, coerente traiettoria al servizio dei mercati e dell’architettura finanziaria tecnocratica. Già al vertice del gigante legale aziendale Baker McKenzie e poi come ministra delle Finanze della Francia di Nicolas Sarkozy, Lagarde ha sistematicamente promosso la deregolamentazione, la flessibilizzazione del lavoro e la protezione del capitale d'investimento. Questo dogma è esploso con devastante evidenza durante la sua gestione al Fondo Monetario Internazionale: nove anni segnati dall'imposizione di draconiane politiche di austerità al Sud Europa e in Sudamerica. Sotto la sua guida, il FMI è diventato il braccio armato del rigore, devastando lo stato sociale greco in nome di un debito inestinguibile e concedendo all’Argentina di Macri il più grande e fallimentare prestito della storia dell’istituzione. Eppure, anziché scontare le responsabilità di queste ricette recessive o il peso della condanna per negligenza sul caso Tapie, la tecnocrazia l’ha premiata con la presidenza della Banca Centrale Europea. A Francoforte, la sua mancanza di formazione monetaria pura è stata compensata da una fedeltà cieca alla dottrina neoliberale: dall’indimenticabile crollo dei mercati causato dalla dichiarazione sulla mancanza di competenze per "chiudere gli spread", fino alla recentissima e spietata campagna di rialzo dei tassi d'interesse. Tale stretta, giustificata come lotta all’inflazione, si è scaricata interamente sui lavoratori, sulle famiglie oppresse dai mutui e sui bilanci dei Paesi più vulnerabili, tutelando unicamente i rendimenti finanziari. Oggi, di fronte all'ipotesi di un suo imminente approdo alla presidenza del World Economic Forum, il cerchio delle porte girevoli dell'élite globale si chiude in modo emblematico. Sedersi al WEF accanto a figure come Larry Fink, CEO del colosso finanziario BlackRock, rappresenta il naturale approdo per una carriera spesa a sovrapporre l'interesse dei mercati alle sovranità democratiche. Lagarde incarna il passaggio permanente e senza soluzione di continuità tra governi, banche centrali, organismi sovranazionali e club dell'élite economica, a dimostrazione di come la finanza neoliberista non rinnovi mai le sue ricette né le sue élite, ma si limiti a spostare le stesse pedine sulle stesse scacchiere di potere.

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La peggiore.👇
La peggiore.👇

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Ecco come hanno votato alla Camera per il reintegro dei medici e infermieri radiati i vari Partiti.
Ecco come hanno votato alla Camera per il reintegro dei medici e infermieri radiati i vari Partiti.

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27 maggio 2024 — Il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz avverte la Spagna: «Coloro che ci danneggiano, noi li danneggeremo a nostra volta», aggiungendo che «i giorni dell'Inquisizione sono finiti» 28 maggio 2024 — La Spagna riconosce formalmente la Palestina 7 marzo 2025 — Grave interruzione della rete Rodalies in Catalogna; ~900 passeggeri evacuati 28 aprile 2025 — Blocco elettrico nazionale (almeno 6 morti) 11 settembre 2025 — Netanyahu accusa Sánchez di aver lanciato una «minaccia genocida sfacciata» contro Israele 18 gennaio 2026 — Crisi ferroviaria di Adamuz (46 morti) 20 gennaio 2026 — Incidente del treno R4 Rodalies a Gelida (1 morto, 37 feriti) 11 marzo 2026 — Crisi diplomatica Spagna–Israele sulla guerra con l'Iran 10 aprile 2026 — Netanyahu accusa la Spagna di condurre una «guerra diplomatica» contro Israele e avverte che ne pagherà un «prezzo immediato» 30 luglio 2026 — Crisi di Ceuta (oltre 100 morti) 5 ottobre 2026 — Convocate elezioni generali 28 ottobre 2026 — Collisione ferroviaria a Urda, Toledo (almeno 68 morti)

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🇪🇸🚆🇮🇱 CRONOLOGIA: 👇
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In Spagna il fatidico n 33 numero preferito dei ''maestri'', è presente in ogni fottuto problema, incendi boschivi, incidenti
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In Spagna il fatidico n 33 numero preferito dei ''maestri'', è presente in ogni fottuto problema, incendi boschivi, incidenti ferroviari, inondazioni, hacking

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INCIDENTE FERROVIARIO IN SPAGNA ''UN GRAVE GUASTO ALLA SICUREZZA'' guarda caso, i sistemi ferroviari spagnoli hanno contratti
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INCIDENTE FERROVIARIO IN SPAGNA ''UN GRAVE GUASTO ALLA SICUREZZA'' guarda caso, i sistemi ferroviari spagnoli hanno contratti con aziende di sorveglianza, sicurezza e cybersecurity fondate da ex militari israeliani. Netanyahu in precedenza aveva avvertito la Spagna che avrebbe "pagato un prezzo" per essersi opposta a Israele. Stranamente un'azienda informatica israeliana ha reclutato l'ex capo delle infrastrutture ferroviarie della Spagna nel 2024, Isabel Pardo de Vera, ex presidente di Adif e segretaria ai trasporti spagnola, è entrata nel consiglio consultivo della società israeliana di cybersecurity ferroviaria Cylus nel 2024. L'incidente è derivato da un guasto al sistema LZB più un ordine inspiegabile del centro di controllo che autorizzava la marcia a piena velocità verso un treno fermo. Ovviamente, Nessuna prova collega Cylus o quella nomina all'incidente 😎

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Youssef Siher, gip non convalida fermo: sarà rimesso in libertà.
Youssef Siher, gip non convalida fermo: sarà rimesso in libertà.

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Alle elezioni del 27 ottobre, il Likud del premier uscente Benjamin Netanyahu è ancora il primo partito di Israele e la sua coalizione in testa nella distribuzione dei seggi. Nonostante tutto quel che ha combinato in questi anni. L’analisi a cura del direttore di Fanpage.it, Francesco Cancellato: https://fanpa.ge/MSMzD

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Eisenkot: dal voto sfiducia a Netanyahu--------------------------- 22.00 "I risultati preliminari indicano una totale sfiducia nei confronti di Netanyahu e del governo del 7 ottobre da parte della maggioranza dei cittadini israeliani". E' il primo commento del leader del blocco dell'opposizion agli exit poll per le elezion politiche in Israele. "Se questi saranno i risultati finali, agirò immediatamente per attuare la decisione del popolo e sostituire il governo Netanyahu", aggiunge Eisenkot.

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Durante l’audizione dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza in Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid del 26 ottobre, il senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei è intervenuto sul messaggio conclusivo che Speranza intendeva pronunciare, citando papa Francesco. Lisei ha fatto notare che il contenuto era già stato diffuso dalle agenzie di stampa prima ancora che l’ex ministro lo pronunciasse: «Le sue dichiarazioni escono sulle agenzie prima ancora che lei le pronunci», ha dichiarato Lisei. A quel punto, altri componenti della Commissione hanno iniziato a borbottare e ridere, facendo notare che il discorso è già apparso nei lanci di alcuni agenzie, tra cui l’Adnkronos. «Queste cose le dico sempre - ha replicato Speranza -. I miei appunti sono noti, la mia posizione è nota», prima di concludere il suo intervento con la citazione di Bergoglio.

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Microsoft: piano per esodo volontario di 60.000 dipendenti per poter far fronte ai crescenti investimenti destinati ai data center https://www.imolaoggi.it/2026/10/26/microsoft-piano-per-esodo-volontario-di-60-000-dipendenti/

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"Spezzeremo le reni alla Russia!!"
"Spezzeremo le reni alla Russia!!"

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I cittadini iraniani possono fare il pieno di carburante a un prezzo inferiore a quello di una bottiglia d'acqua negli Stati Uniti.

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Mentre le masse si contendono sinistra o destra... In OGNI elezione il vincitore è sempre lo stesso ✡️ Quello che le masse ve
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Mentre le masse si contendono sinistra o destra... In OGNI elezione il vincitore è sempre lo stesso ✡️ Quello che le masse vedono è solo una messinscena. Il potere è dietro le quinte, non negli attori.

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Il diesel russo solca di nuovo le rotte atlantiche dirette verso gli Stati Uniti. Quel carburante che la retorica occidentale aveva trasformato nel bersaglio primario delle sanzioni contro Mosca riceve il placet di Washington, mossa dall'urgenza di raffreddare i listini interni. La geometria delle sanzioni si piega quando sul piatto della bilancia finisce la tenuta dei prezzi americani, mentre l'Europa resta imbrigliata nella rigidità del proprio embargo. Il 22 ottobre 2026, la petroliera Agioi Fanendes è salpata da Primorsk con un carico di 40.000 tonnellate di diesel a bassissimo contenuto di zolfo, equivalenti a 300.000 barili. I tracciamenti di Reuters e S&P Global indicano New York come destinazione, con arrivo previsto tra il 6 e il 7 novembre. La partenza inaugura il piano negoziato il 9 ottobre tra Donald Trump e Vladimir Putin: un programma che prevede 300.000 tonnellate iniziali, seguite da 500.000 tonnellate a novembre e un milione a dicembre. In totale, 1,8 milioni di tonnellate pari a 13,5 milioni di barili destinati ai mercati americani e internazionali. Nelle stesse ore, l'Office of Foreign Assets Control del Tesoro americano autorizzava transazioni, trasporto e importazione del gasolio russo. Il Cremlino ha risposto allentando le restrizioni all'esportazione introdotte per tutelare il mercato interno. Due decisioni speculari che riattivano un circuito finanziario e commerciale rimasto congelato per mesi. L'imminenza del voto congressuale del 3 novembre spiega la tempestività dell'operazione. Con un mercato energetico appesantito dalle tensioni con l'Iran, l'aumento dei costi del trasporto merci e della produzione industriale rischiava di scaricarsi sui beni di consumo. Sul fronte contabile, la Russia registra le difficoltà legate ai costi del conflitto e alla contrazione dei margini energetici, dovuti agli sconti praticati agli acquirenti asiatici e ai danni subiti dagli impianti sotto le incursioni dei droni ucraini. Riaprire le vendite verso gli Stati Uniti garantisce al Cremlino un gettito immediato in valuta liquida. I volumi autorizzati non alterano la struttura dell'offerta globale. Il carico di 40.000 tonnellate copre appena il 7-8% del fabbisogno giornaliero statunitense, e anche l'intero contingentamento rappresenterebbe poco più di tre giorni di consumo. Spostare verso il porto di New York nave destinate ad altri mercati modifica la destinazione delle cisterne, ma non aumenta la disponibilità complessiva di carburante raffinato. L'operazione risponde a una lucida convenienza politica. Alla Casa Bianca serve un segnale tangibile di calmieramento da spendere prima delle urne, a Mosca servono risorse e la legittimazione d'immagine derivante dalla vendita di carburante alla principale potenza avversaria. Resta lo scarto con la sponda europea dell'Oceano: Bruxelles continua a vietare l'importazione marittima di carburanti russi dal febbraio 2023, sostenendo il costo economico dell'isolamento energetico mentre l'alleato americano ridefinisce i confini dei propri divieti a misura del proprio interesse nazionale.