Formazione Educatori
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Spazio di formazione di chi si occupa professionalmente di educazione. Condividiamo approfondimenti tematici, solleviamo domande, promuoviamo occasioni di confronto attorno al vasto mondo dei servizi educativi (comprese le scuole).
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Cassano ci accompagna in uno viaggio nel quale rinterrogare lo sguardo che utilizziamo, per smitizzarlo e poi rinnovarlo.
Lanciamo oggi un incontro online gratuito, il primo appuntamento della SPIRALE FORMATIVA 2023 autunnale sull'organizzazione del lavoro educativo.
Organizzazione dei servizi educativi. Come nascono i servizi educativi? Da chi sono pagati? A quali bisogni rispondono? Quali strumenti di manutenzione e crescita sono utili ai professionisti?
Un incontro gratuito con Anna Gatti, pedagogista e Monica Cristina Massola, consulente pedagogica in cui poter dialogare con i partecipanti.
L'incontro si terrà giovedì 19 ottobre alle 18.30 online.
Per ricevere il link scrivete una mail a info@associazionemetas.it
Riportando tutto a casa di Silvia Sanchini è una raccolta di storie di educazione narrate sia dal punto di vista degli educatori che di storie raccontate dagli utenti dei servizi. Un viaggio nei servizi rivolti a ragazzi e giovani adulti (comunità, centri giovani, carcere, educativa di strada)
Futuro Fragile Futuro possibile, educare nel tempo del chiaroscuro di Antonia Chiara Scardicchio che ci porta a guardare dentro e fuori di noi per vedere il possibile.
Buongiorno a tutti, innanzitutto Grazie di aver partecipato al sondaggio! 😊
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Stiamo costruendo la SPIRALE FORMATIVA dei prossimi mesi con appuntamenti online e dal vivo.
Tra pochi giorni ve ne daremo comunicazione.
Vogliamo condividere con voi due spunti di lettura 📚
Ci piacerebbe sapere su quali tematiche sentite il bisogno di formarvi. Quali sceglieresti?
"Più che "come educare?" La domanda da porci è "come vogliamo essere educati?". Questa svolta di punto di vista ci porta a prendere in considerazione il punto di vista del discente, nella sua accezione più ampia, ovvero tutti noi purchè impariamo gli uni dagli altri."
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Queste parole di Marina Garces in un'intervista curata da Andrea Marchesi accompagnano uno sguardo che ci obbliga ad uno spostamento, da quelli che sanno a quelli che si fanno domande, che ricercano, che sostengono il dubbio, che abitano il disequilibrio necessario al movimento.
Un approccio che passa dall'essere consapevoli di chi si è come professionisti a ciò che c'è (e ci sarà sempre!) Da imparare ancora. E ancora, ancora!
Quello che la prof.ssa Garces propone allora è la necessità di un'alleanza tra apprendisti, tra chi si pone nella prospettiva di imparare gli uni dagli altri correndo il rischio di imparare insieme e di immaginare futuri possibili.
Una proposta la sua che ha la necessità di avere ben chiara la potenza politica (della polis, di chi la abita) del fare educazione.
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L'articolo è pubblicato sul n.361 di Animazione Sociale, rivista degli operatori sociali.
Marina Graces è autrice del libro *Scuola di Apprendisti* edito in Italia da Nutrimenti, Roma.
L'educatore (ha) bisogno di un momento in cui poter riprendere in mano la propria esperienza, non solo raccontandola, ma pensandola, teorizzandola, dopo averla agita e dopo esserne stato agito. Chiamare questo momento (...) *supervisione pedagogica* aggiunge l'idea di appartenenza e riconoscimento professionale reciproco.
Riccardo Massa, Aprire Mondi
Cosa è necessario in educazione?
Questa domanda ha aperto l'esperienza formativa LE CARTE DELL'EDUCAZIONE, un appuntamento in cui Arte e Pedagogia si incontrano
Ciò che è emerso è frutto del lavoro e del pensiero dei 14 partecipanti (educatori ed insegnanti) e lo trovate sintetizzato nelle slide che trovate qui sopra👆
La sintesi e le slide restituiscono solo parzialmente la riflessione che ne è nata (e la bellezza delle opere!)
L'incontro è stato condotto da Viviana Visconti e Anna Gatti nella sede di Associazione Metas
Vi aspettiamo alla prossima occasione?
Tre anni fa partecipavamo ad "Ops! Il Festival della Ricchezza Educativa" esplorando l'art.5 della convenzione internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza:
I BAMBINI HANNO DIRITTO AD ESPRIMERSI
Una riflessione che sentiamo attuale nonostante la registrazione si stata realizzata durante la timida riapertura post lockdown.
Alle prese con le partenze dei servizi estivi vogliamo contribuire alla formazione di chi si occupa di bambini e ragazzi in questo periodo dell'anno.
https://youtu.be/2MkLCfew_qQ
Oggi ultimo giorno per iscriversi a
*LE CARTE DELL'EDUCAZIONE*
Sabato 10 giugno 2023
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Le Carte dell'Educazione è una formazione che si terrà presso la sede di Associazione Metas (che gestisce questo canale😉) in cui intrecceremo arte e pedagogia, immagini e parole, per costruire carte concrete dell'educazione che pratichiamo professionalmente ogni giorno.
Alle immagini seguiranno le parole in un processo che da polisemantico svela il personale significato che ciascuno di noi darà a concetti chiave dell'educazione come contributo ad un processo gruppale.
Conducono la formazione Viviana Visconti, arteterapista e Anna Gatti, pedagogista.
Se la metafora in poche parole racchiude significati intrisi di cultura, le immagini hanno in sé infinite possibilità.
Per iscrizioni, scrivici a info@associazionemetas.it
Avete mai fatto caso al fatto che utilizziamo molte metafore quando spieghiamo qualcosa inerente all'educazione?
Negli studi sulla comunicazione umana è stato verificato che facciamo uso delle metafore quando dobbiamo spiegare qualcosa di complesso. E l'educazione è un fatto complesso di per sé.
Una metafora per essere compresa ha bisogno di un terreno culturale condiviso.
Un insegnante che dice ai genitori "Alzo le mani" in segno di resa davanti alle difficoltà del bambino sono state comprese come un gesto violento da uno dei due genitori.
Questa ci permette di sottolineare quanto sia importante leggere e trovare parole per dire il lavoro che facciamo, sia quando incontriamo gli utenti o i loro familiari, sia quando accogliamo nuovi colleghi in équipe.
A volte questo processo è talmente complesso da interrogarci e smarrirci un po'. È però un processo necessario perchè l'educazione possa continuare ad insegnare se stessa, agendo e narrando ciò che si è fatto, ciò che si pensa, ciò che ci ha condotti li. È necessario anche per noi che altrimenti rischiamo di perderci e la perdita di senso attorno e nel lavoro educativo è uno dei rischi che portano al born out.
Smarrirsi invece può portare al sorgere di domande che interrogano il nostro modo di vedere le pratiche, le regole, il senso stesso per cui abbiamo fatto dell'educazione la nostra professione.
