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Galipettes Milano

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Il sistema giudiziario e il carcere sono cristallizzatori di una società sempre più diseguale e frammentata, volti a reprimere e disciplinare tutti coloro che non vi si allineano o chi tenta di trasformarlo per una vita all’altezza dei propri desideri. Nella convinzione che sia necessario lottare contro questo stato di cose, continueremo a dare voce e a portare solidarietà a chi si trova ancora rinchiuso ed organizzarci nonostante la repressione continua a colpire e minacciare chiunque non abbassa la testa di fronte alle torture e alle innumerevoli morti nelle carceri, allo sfruttamento nei luoghi di lavoro e dell’istruzione, alla devastazione dell’ambiente, al saccheggio dei territori, alla guerra e al razzismo di stato.

Note a partire dal corteo dell’11 febbraio a Milano Il 25 giugno a MIlano scatta un’operazione di Polizia che vede emesse sei misure cautelari(obblighi di dimora, divieti e firme) per il corteo dell’11 febbraio scorso in solidarietà allo sciopero della fame di Alfredo Cospito. All’oggi di quelle misure non resta più nulla. Il 14 dicembre infatti il gip, su richiesta del pm, ha deciso di revocare tutte le misure cautelari. Al momento le indagini risultano chiuse, il numero delle persone coinvolte è però salito a 13, imputati a vario titolo di resistenza aggravata, travisamento e danneggiamento. Oltre a dare aggiornamenti ed esprimere la nostra solidarietà alle persone coinvolte in questa operazione repressiva, vorremmo spendere due parole in più su quella giornata e sulla mobilitazione a sostegno dello sciopero della fame di Alfredo contro il regime di 41 bis e l’ergastolo ostativo. La giornata dell’11 febbraio si inseriva all’interno delle numerose iniziative messe in campo di fronte alle menzogne statali, alla violenza mascherata dietro la freddezza della burocrazia e all’aggravarsi delle condizioni di salute di Alfredo, oramai in sciopero della fame da oltre 100 giorni. In tutta Italia e all’estero si moltiplicavano cortei, blocchi e iniziative informative o di disturbo, attacchi verso le istituzioni e i loro rappresentanti. A Milano, all’interno di un percorso cittadino nato e cresciuto intorno alla lotta di Alfredo, centinaia di persone decidono di partecipare al corteo chiamato in Piazza XXIV Maggio. Durante il percorso si susseguono interventi, cori, scritte e danneggiamenti ad alcune vetrine, fino a quando la polizia decide che il corteo non può proseguire oltre. Iniziano le cariche e i lanci di lacrimogeni per disperdere i partecipanti che insieme cercano un’altra strada sicura attraverso la quale muoversi per terminare il corteo. Al di là del piano giudiziario di questa vicenda, ci pare importante ribadire cosa quel giorno e nelle settimane precedenti, aveva animato la testa e il cuore dei tanti che sono scesi in piazza. La determinazione della lotta di Alfredo è riuscita a rompere il silenzio attorno alla tortura di Stato costituita dal regime di 41bis, fatto di isolamento pressoché totale, deprivazione sensoriale e che ha come unico fine l’annullamento fisico e mentale della persona che lo subisce e che lo Stato continua a legittimare e perpetuare attraverso lo spauracchio della mafia. Da fuori, tante sono state le parole spese per riportare, far emergere le condizioni e la natura violenta e strutturale di quel regime e del carcere tutto. Un’occasione di lotta che tanti e tante hanno condiviso e che in diverse forme aveva trovato una propria agibilità. Non vogliamo qui addentrarci in analisi riguardo la mobilitazione, saremmo sbrigativi e poco chiari, ma crediamo sia importante guardare a quello che è stato e a ciò che resta per poter continuare a creare terreni di lotta. Ci pare che assieme si è riusciti a prenderci dello spazio nel manifestare in strada, e se i numeri hanno sicuramente favorito, fino a un certo punto, un rapporto di forza con chi gestiva l’ordine pubblico, l’eterogeneità nella partecipazione e composizione pensiamo sia stati dei tasselli fondamentali in quei mesi. Essere riusciti a stare in strada, poi senza interfacciarsi con la polizia per contrattare lo spazio ma provando a prendercelo ci sembra un buon auspicio di ciò che potrebbero essere i cortei nella nostra città. Tentare di creare momenti autorganizzati di protesta in cui si cerca di non dialogare con la polizia, tutelando chiunque voglia partecipare con i propri metodi e pratiche, cercando per quanto possibile di stare assieme durante i momenti concitati e di carica. Abbiamo ancora molta strada da fare, di confronti da avere e riflessioni da condividere per mantenere viva la critica al 41bis e all’ergastolo ostativo, ancora più oggi che lo sciopero della fame di Alfredo è giunto al termine.

SE È TUTTO LORO CIÒ CHE LUCCICA... Viviamo a Milano da diversi anni e abbiamo sempre cercato di lottare in questa città. Capitale finanziaria del paese, centro nevralgico di investimenti, vetrina per i grandi marchi, la Metropoli di Milano, sulla lunga onda post Expo 2015, si presenta oggi come la città degli eventi continui: una drastica rimodellazione del tessuto urbano e della geografia meneghina hanno trasformato la città nella perfetta sede di kermesse richiamando in città numerosi fruitori ogni giorno. Questi fenomeni hanno generato, e continuano a  generare, dinamiche di esclusione ed espulsione particolarmente violente. I quartieri dove viviamo vengono ridisegnati ad uso e consumo del capitale e le vite di chi ci è nato o cresciuto vengono stravolte. Ci sembra importante cercare di leggere e comprendere questi meccanismi e farlo con la lente di chi vorrebbe opporsi e ostacolare, per quanto possibile, quella che sembra una trasformazione sempre più predatoria, profonda e complessa di Milano. Per fare questo, nei prossimi mesi, scriveremo dei brevi testi per approfondire delle questioni che osserviamo in città o che ci riguardano da vicino per provare ad aggiungere e stimolare riflessioni intorno a questi temi.

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PROSSIMI APPUNTAMENTI SOLIDALI contro l'estradizione di Gabriele e per tutti i compagni e le compagne coinvolte nell'inchiesta per i fatti di Budapest L'udienza per l'estradizione di Gabriele tenutasi ieri mattina, martedì 5 dicembre, è stata rinviata al 12. Il giudice del tribunale di Milano si è riservato una settimana di tempo per visionare gli atti portati dagli avvocati della difesa, tra cui la lettera della nostra compagna detenuta a Budapest da febbraio in cui porta testimonianza delle pesanti condizioni detentive subite. - Rimaniamo al fianco del compagno e chiamiamo per martedì prossimo, 12 dicembre, alle ore 11:30 un PRESIDIO solidale di fronte all'ingresso del TRIBUNALE in concomitanza con la prosecuzione dell'udienza. Vogliamo che Gabri rimanga in Italia e libero! Libertà per Ila e Tobi Libertà per tutti e tutte - domenica 17 dicembre, alle ore 16:00 è indetta UN'ASSEMBLEA pubblica alla Camera Del Non Lavoro di Milano (via Volta 22) dove verrà presentato il corteo antifascista del 13 gennaio - Sabato 13 gennaio 💥CORTEO a Milano more info soon... STAY TUNED STAY ANTIFA ///

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🔴 PRESIDIO AL CARCERE DI OPERA🔴 📍10/12 h 14.30 , davanti al' ingresso del carcere Per un mondo senza galere!
🔴 PRESIDIO AL CARCERE DI OPERA🔴 📍10/12 h 14.30 , davanti al' ingresso del carcere Per un mondo senza galere!

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🔴 PRESIDIO AL CARCERE DI OPERA🔴 📍10/09 h 14.30 , davanti al' ingresso del carcere Per un mondo senza galere!
🔴 PRESIDIO AL CARCERE DI OPERA🔴 📍10/09 h 14.30 , davanti al' ingresso del carcere Per un mondo senza galere!

Versione definitiva testo 5 DICEMBRE  GIORNATA DI MOBILITAZIONE CONTRO L' ESTRADIZIONE  Chiamiamo per il 5 dicembre, data fondamentale per le sorti di Gabriele, una giornata di solidarietà per fare sentire forza e vicinanza a lui come a tutti e tutte le altre compagne coinvolte in questo caso! Invitiamo in questo giorno chiunque a mostrare striscioni, scritte, graffiti, scendere in strada o utilizzare la propria fantasia per portargli solidarietà ed esprimersi contro la sua estradizione. Gabri deve rimanere in Italia! Tra il 20 e il 21 novembre a Milano il nostro compagno Gabriele è stato raggiunto da un Mandato d'Arresto Europeo per i fatti accaduti a Budapest nel febbraio 2023. In quel contesto nella capitale ungherese migliaia di neonazisti si sono ritrovati per la commemorazione del "giorno dell'onore" e alcuni di loro sono stati attaccati. Ilaria e Tobias si trovano da febbraio in carcere a Budapest con l' accusa di aver partecipato a queste azioni e Gabriele è ora agli arresti domiciliari a Milano in attesa dell'udienza, fissata per il 5 dicembre, che deciderà per la sua estradizione in Ungheria. Alcune/i compagne/i tedesche/i su cui pendono altri MAE per gli stessi fatti sono latitanti da mesi. Di fronte a questo pesante attacco repressivo verso compagni e compagne antifascisti/e che si protrae da 10 mesi rispondiamo con la solidarietà! “Innocenti” o “colpevoli” saremo sempre al loro fianco!  NO ESTRADIZIONE! Gabri Libero! Ilaria e Tobias liberi! Solidarietà a tutte e tutti i latitanti  Liberi tutti Libere tutte

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💥DOMENICA 26 NOVEMBRE 💥 📍ore 16:00 piazzale Aquileia Al fianco di tutti i reclusi e tutte le recluse Al fianco di Gabriele
💥DOMENICA 26 NOVEMBRE 💥 📍ore 16:00 piazzale Aquileia Al fianco di tutti i reclusi e tutte le recluse Al fianco di Gabriele! Fermiamo l'estradizione!

GABRI LIBERO! NO ESTRADIZIONE! Nella notte fra il 20 e il 21 novembre Gabriele, un compagno di Milano, è stato arrestato e trasferito nel carcere di San Vittore. In seguito alla prima udienza, mercoledì 22 novembre gli sono stati concessi gli arresti domiciliari con tutte le restrizioni, dove si trova ora. Su di lui pendeva un MAE (mandato d'arresto europeo) emanato dall'Ungheria per i fatti del febbraio 2023, quando alcuni neonazisti presenti a Budapest per commemorare il "giorno dell'onore" vennero attaccati. Il prossimo appuntamento con la giustizia italiana per lui sarà l'udienza in corte d'appello, l'organo competente in materia di estradizioni, fissata per il 5 dicembre. In questa udienza si entrerà nel merito della decisione per l'estradizione. Esprimiamo la nostra totale solidarietà a Gabriele e rinnoviamo la nostra vicinanza a Ilaria e Tobias. Un pensiero di coraggio e buon augurio anche a tutte le compagne e i compagni tedeschi ricercati dalle autorità per questi MAE. Mobilitiamoci ovunque affinché Gabriele non venga trasferito in una prigione ungherese dove, come se non bastasse, le condizioni detentive sono tra le peggiori in Europa. https://www.instagram.com/p/Cz_thf7NaGu/?igshid=NGEwZGU0MjU5Mw==

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GABRI LIBERO! NO ESTRADIZIONE! 💥DOMENICA 26 NOVEMBRE💥 H. 16:00 piazzale Aquileia PRESIDIO

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NUOVO ARRESTO PER I FATTI DI BUDAPEST – BASC https://www.basc.news/it/nuovo-arresto-per-i-fatti-di-budapest/

75 anni di occupazione e apartheid. Oltre un mese di bombardamenti indiscriminati. Più di 12000 morti di cui oltre 4000 minor
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75 anni di occupazione e apartheid. Oltre un mese di bombardamenti indiscriminati. Più di 12000 morti di cui oltre 4000 minori. Ospedali, ambulanze, centri profughi attaccati come obiettivi strategici dall'esercito israeliano. Negli scorsi giorni a Milano abbiamo disturbato diversi McDonald's, azienda che fornisce cibo ai soldati israeliani mentre questi compiono il massacro dei palestinesi. Vogliamo agire, non restare in silenzio difronte a tutto questo, alla connivenza di quasi tutti gli Stati con il massacro perpetuato da Israele, alla narrazione falsificante che i media italiani fanno di questa guerra. Sempre a fianco del popolo palestinese Sempre a fianco degli oppressi.

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SE È TUTTO LORO CIÒ CHE LUCCICA... Viviamo a Milano da diversi anni e abbiamo sempre cercato di lottare in questa città. Capitale finanziaria del paese, centro nevralgico di investimenti, vetrina per i grandi marchi, la Metropoli di Milano, sulla lunga onda post Expo 2015, si presenta oggi come la città degli eventi continui: una drastica rimodellazione del tessuto urbano e della geografia meneghina hanno trasformato la città nella perfetta sede di kermesse richiamando in città numerosi fruitori ogni giorno. Questi fenomeni hanno generato, e continuano a generare, dinamiche di esclusione ed espulsione particolarmente violente. I quartieri dove viviamo vengono ridisegnati ad uso e consumo del capitale e le vite di chi ci è nato o cresciuto vengono stravolte. Ci sembra importante cercare di leggere e comprendere questi meccanismi e farlo con la lente di chi vorrebbe opporsi e ostacolare, per quanto possibile, quella che sembra una trasformazione sempre più predatoria, profonda e complessa di Milano. Per fare questo, nei prossimi mesi, scriveremo dei brevi testi per approfondire delle questioni che osserviamo in città o che ci riguardano da vicino per provare ad aggiungere e stimolare riflessioni intorno a questi temi.

Con novembre e i primi freddi della stagione tornano le Cene della Domenica per ritrovarci attorno ad un tavolo e scaldarci i
Con novembre e i primi freddi della stagione tornano le Cene della Domenica per ritrovarci attorno ad un tavolo e scaldarci insieme!🍻 5 novembre 🍴 Dalle ore 20:00 al Cuore in gola Il menù comprende 🍁: - Vellutata di zucca e porri con crostini di pane 🥣 - Burger di fagioli rossi 🧆 - Cavolfiore gratinato 🥗 - Sformatino di patate 🥔 Menù + birra o vino 10€ È gradita prenotazione📝 Potete scrivere entro giovedì 2 novembre a: cenedelladomenica@libero.it Vi aspettiamo!

✴️con noi a tatuare: @zelia_tattoo Vi aspettiamo il 14 e 15 ottobre a Milano! https://www.instagram.com/p/Cx_H3CPtq2o/?igshid=MTc4MmM1YmI2Ng==