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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets

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ADDA PASSA A NUTTAT Wall Street ha vissuto una delle sedute più nervose degli ultimi mesi. La giornata era iniziata con un fo
ADDA PASSA A NUTTAT Wall Street ha vissuto una delle sedute più nervose degli ultimi mesi. La giornata era iniziata con un forte rimbalzo dei titoli legati all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori, dopo il crollo di venerdì che aveva visto il Nasdaq 100 perdere quasi il 5% in una sola seduta. Tuttavia, l’ottimismo è durato poco. Alle 15:30 italiane l’S&P 500 è arrivato a guadagnare circa l’1%, ma nel giro di poche ore la pressione di vendita sui titoli AI è tornata con forza. Nvidia, Qualcomm, Marvell e l’intero comparto semiconduttori hanno invertito la rotta trascinando al ribasso tutto il settore tecnologico. Il momento più critico è arrivato intorno alle 18:40 italiane, quando l’S&P 500 perdeva oltre il 2,2% e il Nasdaq 100 crollava fino al -4,1%. Poco dopo il VIX, l’indice della paura di Wall Street, ha superato quota 23 per la prima volta da aprile. Ad aggravare il sell-off sono arrivate anche le dichiarazioni di Donald Trump, che ha affermato che gli Stati Uniti dovranno rispondere all’abbattimento di un elicottero militare americano da parte dell’Iran. Il mercato ha immediatamente aumentato il premio per il rischio geopolitico. Nella seconda parte della seduta, però, è emerso un elemento molto interessante: non si è trattato di una vendita indiscriminata dell’azionario. Mentre i grandi nomi tecnologici continuavano a scendere, centinaia di titoli del resto del mercato hanno iniziato a recuperare terreno. A fine giornata circa 370 società dell’S&P 500 hanno chiuso in rialzo. La fotografia settoriale è chiarissima: tecnologia peggior settore della giornata con -2,0%, seguita dall’energia a -1,8%. Tutti gli altri 9 settori dell’S&P 500 hanno invece chiuso in positivo. In testa Consumer Discretionary, Health Care e Real Estate, tutti a +2,2%, seguiti da Consumer Staples e Industriali a +1,7%, Materials a +1,6%, Utilities a +1,2%, Financials a +1,1% e Communications a +0,2%. Questo spiega perché il Nasdaq 100 abbia terminato la seduta a -1,1%, mentre il Dow Jones è riuscito addirittura a chiudere in positivo (+0,2%) e l’S&P 500 ha limitato le perdite al -0,3%. La vera storia della giornata non è stata tanto il calo degli indici, quanto la prosecuzione della rotazione fuori dai titoli AI e semiconduttori che hanno guidato il rally degli ultimi mesi. Il mercato sta iniziando a cercare opportunità altrove, ampliando la partecipazione del rialzo e riducendo la dipendenza da un numero ristretto di mega-cap tecnologiche. A livello operativo ci riteniamo soddisfatti. Abbiamo aperto la copertura futures short con il Nasdaq in rialzo di circa l’1% e l’abbiamo chiusa quando il ribasso era arrivato vicino al -4%. Tutto scritto live in chat, come sempre con enorme trasparenza: quando siamo contenti, come oggi, ma anche quando sbagliamo. Oggi portiamo a casa un buon risultato e ci tenevamo a condividerlo con voi. Buonanotte. Domani è un’altra giornata e, come diceva un grande artista…adda passà ’a nuttata!!

⚠️ BREAKING NEWS | Secondo fonti USA e media israeliani, Washington avrebbe informato Israele di un possibile attacco contro l’Iran nelle prossime ore. Nessuna conferma ufficiale al momento.

Chiudiamo gli short nasdaq con 4% di guadagno sui fondi che operano a quest’ora gli altri vedremo domani

Il mercato sta passando dalla FOMO al “forse era meglio prendere profitto”. Il Nasdaq 100 perde il 3,30%, l’S&P 500 cede l’1,
Il mercato sta passando dalla FOMO al “forse era meglio prendere profitto”. Il Nasdaq 100 perde il 3,30%, l’S&P 500 cede l’1,70%, il Russell 2000 scende dell’1,34%, mentre il Dow limita il calo a -0,70%. Il VIX sale del 5,98%. Piano piano (o forse no) si stanno smontando le posizioni più affollate, soprattutto momentum, tech e semiconduttori. La lettura è coerente con quanto scritto nel nostro ultimo report: con CPI e Fed in arrivo, il mercato sta tagliando rischio proprio sulle strategie che avevano corso di più negli ultimi mesi. Per chi lo avesse perso, ecco il report completo: https://www.linkedin.com/pulse/good-news-bad-di-nuovo-alessio-garzone-hvjhe?utm_source=share&utm_medium=member_ios&utm_campaign=share_via Versione stampabile: https://aboutmarkets.it/analisi/good-news-is-bad-news-di-nuovo

⚠️ BREAKING NEWS | Nasdaq in forte calo mentre prosegue la rotazione fuori dai titoli tecnologici più cari. L’indice Nasdaq 1
⚠️ BREAKING NEWS | Nasdaq in forte calo mentre prosegue la rotazione fuori dai titoli tecnologici più cari. L’indice Nasdaq 100 perde circa il 2%, con il settore semiconduttori in ribasso di oltre il 2,5%. Nonostante la debolezza delle Big Tech, il mercato sotto la superficie resta relativamente solido: circa 350 titoli dell’S&P 500 sono in rialzo e le small cap continuano a sovraperformare. A sostenere il sentiment contribuisce il calo del petrolio sotto i 90 dollari al barile, favorito dalle speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran. Rendimenti obbligazionari in discesa e minori timori inflazionistici stanno favorendo la rotazione verso settori più ciclici e sensibili all’economia. Per noi la copertura tramite futures short sta funzionando molto bene: posizione aperta con mercato a +1% e Nasdaq ora vicino a -2%. Un movimento di circa 3 punti percentuali in poche ore che è stato interamente compensato. Questa è gestione attiva. Non costituisce consiglio di investimento. Consultare sempre il proprio consulente finanziario. ~ About Markets

Forte volatilità sul Nasdaq: i futures NQ passano da un rialzo di oltre +1% a un calo superiore all’1% in pochi minuti, diven
Forte volatilità sul Nasdaq: i futures NQ passano da un rialzo di oltre +1% a un calo superiore all’1% in pochi minuti, diventando negativi.

⚠️ BREAKING NEWS | Il rally tech USA è sempre più concentrato. Il divario di performance tra migliori e peggiori titoli tecno
⚠️ BREAKING NEWS | Il rally tech USA è sempre più concentrato. Il divario di performance tra migliori e peggiori titoli tecnologici è salito a circa 120 punti percentuali negli ultimi 3 mesi, uno dei livelli più alti mai registrati e vicino al picco della bolla dot-com. Il dato più importante non è solo che il top 20% del settore corre fortissimo, ma che il bottom 20% resta indietro o perde terreno. In pratica non sta salendo “la tecnologia”, stanno salendo pochi vincitori. Quando la dispersione esplode così, il mercato sta premiando in modo estremo una piccola parte del settore. Non è automaticamente una bolla, ma è un segnale da non ignorare: selezione, valutazioni e gestione del rischio contano molto più dell’etichetta “tech”.

Rimbalzo esaurito secondo noi, iniziamo ad accumulare short nasdaq per una copertura parziale dei fondi

IL MERCATO STA MANDANDO UN SEGNALE CHE IN POCHI STANNO GUARDANDO • Le aziende stanno correndo a vendere nuove azioni perché s
IL MERCATO STA MANDANDO UN SEGNALE CHE IN POCHI STANNO GUARDANDO • Le aziende stanno correndo a vendere nuove azioni perché sanno che le valutazioni sono molto elevate. Quando un management ritiene che il proprio titolo sia caro, spesso ne approfitta per raccogliere capitale. Non è un caso che i grandi picchi di emissioni azionarie abbiano accompagnato fasi come il 2000 e il 2008. Oggi all’orizzonte si vedono raccolte record da parte di SpaceX, OpenAI, Anthropic e dell’intero ecosistema AI. • Il problema è che gli investitori sono già fortemente esposti alle azioni. Famiglie, fondi e investitori istituzionali detengono una quota vicina ai massimi storici del proprio patrimonio in azionario. In altre parole, gran parte dei potenziali compratori è già sul mercato. Se arrivano centinaia di miliardi di nuove azioni da assorbire, servono nuovi capitali. E non è scontato che arrivino. • Il supporto tecnico che ha alimentato il rialzo potrebbe indebolirsi. Negli ultimi anni i buyback hanno ridotto l’offerta di azioni in circolazione, sostenendo i prezzi. Se il mercato passa da una fase di riacquisti massicci a una fase dominata da IPO e aumenti di capitale, il meccanismo potrebbe invertire la direzione. • Anche le aspettative sugli utili sembrano estremamente ottimistiche. Storicamente le stime sugli utili dell’S&P 500 vengono quasi sempre riviste al ribasso con il passare del tempo. In media gli utili finali risultano inferiori di circa il 7% rispetto alle aspettative iniziali. Oggi le previsioni per il 2026 e il 2027 appaiono particolarmente ambiziose. • Non è un segnale di vendita immediato, ma è un segnale che merita attenzione. Quando chi conosce meglio un’azienda decide di vendere quote o raccogliere nuovo capitale, vale sempre la pena chiedersi perché lo stia facendo proprio adesso. In finanza esiste una regola semplice: chi entra per ultimo spesso finanzia chi entra per primo. Quando fondatori, venture capital e società iniziano a monetizzare in massa, non significa necessariamente che il mercato stia per crollare. Significa però che chi è più vicino agli asset sta ritenendo questi prezzi sufficientemente interessanti da vendere. E questo, almeno per noi, è un segnale che vale la pena osservare con molta attenzione.

⚠️ BREAKING NEWS | La guerra dei chip AI entra in una nuova fase Da un lato, Taiwan valuta restrizioni molto più severe sull’export di chip AI verso la Cina, allineandosi agli Stati Uniti e rendendo perseguibile penalmente il contrabbando di semiconduttori avanzati. Dall’altro, la Cina prepara un piano quinquennale da circa 2.000 miliardi di yuan, pari a 295 miliardi di dollari, per data center e infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni. L’obiettivo di Pechino è costruire una rete nazionale di hub di calcolo, ridurre la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti e spingere sull’uso di tecnologia domestica, con almeno l’80% dei componenti, inclusi chip AI, forniti da player locali come Huawei. Taiwan e Stati Uniti provano a chiudere l’accesso cinese ai chip avanzati. La Cina risponde accelerando sull’autosufficienza tecnologica. Per Nvidia, AMD, TSMC e Huawei questa non è più solo una storia di domanda AI, ma una partita geopolitica sul controllo dell’infrastruttura digitale del futuro.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 9 giugno 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 +0,30% (7.406), Nasdaq 100 +1,58% (29.414), Dow Jones −0,16% (50.791), Russell 2000 +0,77% (2.855) Europa: EuroStoxx 50 +0,04% (6.064), DAX −0,47%, CAC −0,23%, FTSEMIB +0,63% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Technology +1,47%, Energy +1,14%, Consumer Discretionary +0,49% Bottom 3: Utilities −1,92%, Real Estate −1,63%, Materials −1,28% –– Takeaway veloci –– • Wall Street rimbalza dopo il selloff di venerdì, ma il movimento resta molto concentrato sul tech. • Nasdaq in recupero grazie a semiconduttori, memorie e AI, mentre l’ampiezza del mercato rimane debole. • Il petrolio apre in forte rialzo dopo nuovi attacchi tra Israele e Iran, poi riduce i guadagni con Trump che spinge per la de-escalation. • Treasury quasi invariati: il mercato continua a guardare insieme energia, inflazione e prossime mosse Fed. • Questa settimana il vero test arriva da CPI e PPI USA, con la riunione Fed del 17 giugno sullo sfondo. –– Specifiche azioni –– • Intel: forte rialzo dopo indiscrezioni su Google e Nvidia interessate a usarla come partner produttivo secondario. • Nvidia e SK Hynix: partnership pluriennale sulle memorie di nuova generazione per server AI, PC e robotica. • Apple: presenta Siri AI alla WWDC, ma il titolo chiude debole. Il lancio non sarà inizialmente disponibile in UE e Cina per temi regolatori. • Marvell: +11%, entrerà nell’S&P 500 dal 22 giugno insieme a Flex. • AMD: investirà fino a 2 miliardi di dollari nel Regno Unito in 5 anni su AI e ricerca. • Amazon: accordo con Corning per aumentare la produzione USA di fibra ottica. • Semiconduttori: SOXX +6%, DRAM ETF circa +8%, recuperando parte del crollo della scorsa settimana. –– Prossimi eventi da monitorare –– • USA: CPI, PPI, scorte all’ingrosso, vendite case esistenti, ADP settimanale. • Fed: riunione FOMC del 17 giugno, prima sotto Kevin Warsh. • Europa: intervento di Lagarde, bilancia commerciale tedesca. –– Focus del giorno –– Rimbalzo sì, segnale definitivo no Il mercato oggi ha fatto quello che spesso fa dopo una brutta seduta: ha respirato. Il Nasdaq ha recuperato, i semiconduttori sono rimbalzati, Bitcoin ha seguito il ritorno del rischio e il petrolio ha smesso di salire quando Trump ha spinto pubblicamente per fermare l’escalation. Il punto però è che un rimbalzo non cancella automaticamente il problema. Venerdì il Nasdaq aveva perso oltre il 4%. Storicamente, secondo BTIG, quando l’NDX perde almeno il 4% di venerdì, nella grande maggioranza dei casi il minimo intraday viene ritestato nei giorni successivi. Oggi qualche segnale di fragilità c’è stato. Il tech ha trainato tutto, ma molti settori hanno chiuso in rosso. Utilities, real estate, materiali, finanziari e comunicazione sono scesi. In altre parole, non è stato un rally ampio e pulito. È stato soprattutto un rimbalzo dei nomi più colpiti. Poi c’è il tema dei tassi. Il petrolio resta alto, la geopolitica non è risolta e i dati sul lavoro hanno dato alla Fed meno spazio per essere morbida. Se CPI e PPI dovessero uscire ancora caldi, il mercato dovrà fare i conti con una domanda scomoda: l’AI può continuare a correre anche con rendimenti più alti? La risposta, secondo noi, non è bianca o nera. L’AI resta una storia strutturale enorme. Ma anche le grandi storie, quando diventano troppo affollate e troppo care, hanno bisogno di pause. Oggi il mercato ha comprato il sollievo. Nei prossimi giorni capiremo se era davvero forza o solo una pausa dentro una correzione ancora incompleta. ~About Markets

OpenAI ha presentato in via riservata la documentazione per la quotazione in borsa, preparando Wall Street al suo debutto nel
OpenAI ha presentato in via riservata la documentazione per la quotazione in borsa, preparando Wall Street al suo debutto nel mondo dell'intelligenza artificiale.

⚠️ BREAKING NEWS | Trump avverte Netanyahu: “Se torni in guerra con l’Iran, potresti dover combattere da solo.” Secondo Axios, durante una telefonata con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, Donald Trump avrebbe chiesto di evitare nuove escalation contro Teheran, sostenendo che gli sforzi diplomatici sono ancora in corso. Fonti vicine ai colloqui riferiscono che Trump avrebbe avvertito Netanyahu che un’ulteriore offensiva rischierebbe di isolare Israele e compromettere il sostegno americano. La tensione tra Washington e Gerusalemme sembra aumentare dopo giorni di scontri tra Israele e Iran e dopo altre telefonate molto tese tra i due leader.

E se il numero più importante per capire la prossima Fed non fosse il CPI, né il core PCE? Nel nuovo report spieghiamo perché la “trimmed mean” potrebbe diventare la nuova bussola di Warsh, cosa cambia per inflazione, tassi e mercati, e perché questo indicatore può essere utile, ma anche pericoloso se letto male. Un tema tecnico, ma decisivo per chi investe. Consigliamo la lettura e, come sempre, commenti, critiche e punti di vista diversi sono più che benvenuti, sotto il post o in privato. Sul tema inflazione, del resto, anche la Fed fa fatica a mettersi d’accordo. 👉🏼 https://www.linkedin.com/pulse/trimmed-mean-meno-inflazione-o-pi%C3%B9-rischio-alessio-garzone-g1uhc

⚠️ BREAKING NEWS | Intel vola di oltre il 12%. Google e Nvidia starebbero valutando Intel come produttore “di riserva” per ch
⚠️ BREAKING NEWS | Intel vola di oltre il 12%. Google e Nvidia starebbero valutando Intel come produttore “di riserva” per chip AI, con Google pronta a ordinare oltre 3 milioni di TPU entro il 2028.

⚠️ BREAKING NEWS | L’Iran annuncia la fine delle operazioni militari contro Israele, ma avverte: nuovi attacchi in Libano potrebbero riaprire l’escalation. Mercati in risk-on: Nasdaq futures +1,25%, S&P 500 futures +0,64%, Russell 2000 +2,00%. Oro leggermente negativo, VIX in calo verso 18.

Before the European Bell: AI Bulls Bruised, ECB Liftoff Eyed • La festa dell’AI si prende una pausa Il forte Jobs Report USA
Before the European Bell: AI Bulls Bruised, ECB Liftoff Eyed • La festa dell’AI si prende una pausa Il forte Jobs Report USA ha riacceso il timore che la Fed possa addirittura tornare a valutare un rialzo dei tassi nel 2026. Venerdì il Nasdaq 100 ha vissuto la peggior seduta dai giorni successivi al “Liberation Day”, mentre l’indice SOX dei semiconduttori ha perso oltre il 10%, il peggior calo dal marzo 2020. I titoli più sensibili ai tassi e con valutazioni elevate sono stati i più colpiti. Oggi Asia pesante, con MSCI Asia a -3,2%, Nikkei a -4,0% e Kospi a -6,8%. In Europa futures deboli: DAX ed Euro Stoxx 50 a -1,4%, FTSE 100 a -0,6%. • Mercato ora prezza fino a 3 rialzi BCE Il meeting BCE sarà l’evento principale della settimana. Il mercato considera quasi certo un rialzo da 25 punti base, che porterebbe il tasso sui depositi al 2,25%. Il grafico mostra come gli operatori stiano già scontando un tasso BCE vicino al 2,7% entro la primavera 2027, equivalente a circa tre rialzi da 25 punti base rispetto ai livelli attuali. Il punto vero sarà la conferenza stampa di Christine Lagarde: dopo una comunicazione poco chiara a marzo, il mercato cercherà segnali su un possibile secondo rialzo. Il problema è che la BCE si trova davanti a un trade-off sempre più scomodo: da un lato l’inflazione sta tornando ad accelerare, dall’altro la crescita economica continua a indebolirsi. Per questo motivo non tutti credono alla narrativa dei tre rialzi. JPMorgan Asset Management ritiene che la stretta possa essere un classico “one and done”, ovvero un unico rialzo seguito da una lunga pausa. Pictet e Carmignac sono ancora più prudenti e sostengono che la BCE avrebbe già oggi motivi sufficienti per restare ferma. • Petrolio, Iran e inflazione tornano al centro Il Brent sale del 4,6% a 97,34 dollari, il WTI del 4,1% a 94,23 dollari, mentre il gas europeo avanza del 5,0%. Israele ha lanciato missili contro obiettivi militari in Iran nonostante Trump avesse chiesto a Netanyahu di non reagire. Teheran ha risposto colpendo Israele, mentre l’escalation si è allargata anche al Libano dopo l’attacco israeliano su Beirut. Domenica segna anche i 100 giorni dall’inizio dell’Operazione Epic Fury. Il rischio ora è che la crisi entri in una fase più pericolosa: Ghalibaf ha avvertito che basi e infrastrutture USA e israeliane nella regione sono “obiettivi legittimi”, mentre restano bloccati i negoziati sui 24 miliardi di dollari di asset iraniani congelati. Sullo sfondo, l’Iran continua a monetizzare il controllo dello Stretto di Hormuz, incassando secondo Fars tra 1,5 e 2 milioni di dollari per ogni nave in transito. Se energia e petrolio continueranno a salire, la battaglia contro l’inflazione potrebbe diventare più complicata sia per la Fed sia per la BCE. L’elemento più interessante stamattina è che per la prima volta da mesi il mercato sta tornando a parlare di tassi e inflazione più che di AI. Quando succede, i multipli contano di nuovo e i titoli più cari diventano improvvisamente molto più vulnerabili.

Nasdaq 100 in calo del 4%, peggior seduta da aprile 2025. Il Jobs Report USA più forte delle attese fa risalire i rendimenti e riapre lo scenario di una Fed più restrittiva. Il 2 anni USA sale al 4,16%, mentre il mercato arriva a prezzare un possibile rialzo dei tassi entro fine 2026. Si aggiunge anche Meta che sta considerando di raccogliere "decine di miliardi di dollari" in un'offerta azionaria mentre cerca nuove fonti di capitale, dopo il lancio dell'aumento di capitale da record di 85 miliardi di dollari di Google questa settimana. Le big tech stanno finendo i money? ——- ‼️OPERATIVITÀ‼️ Rassicuriamo clienti e consulenti: non potevamo arrivare a questa fase in condizioni migliori. La revisione delle strategie fatta nelle scorse settimane andava già nella direzione di una forte riduzione del rischio, con taglio massiccio della tecnologia e rotazione verso pharma, energy e consumer staples, come comunicato più volte qui sul canale. Sulle linee flessibili siamo già da qualche giorno sui livelli più bassi della forchetta azionaria. Ora la priorità è lasciare passare la fase più violenta del movimento. La tormenta che avevamo segnalato nelle scorse settimane è arrivata. Su questo canale ci avete sentito spesso prudenti, forse anche troppo poco ottimisti rispetto al mercato. Il motivo era esattamente questo: non serviva una grande crisi per far scattare le vendite. Bastava una scusa qualunque. Per ora preferiamo sembrare troppo prudenti oggi, piuttosto che scoprire tra qualche settimana di essere stati troppo ottimisti. Alla fine Wall Street è un posto curioso: per mesi ha pregato per una crescita economica più forte. Oggi l’ha ottenuta e ha deciso di vendere tutto. Ora non serve inseguire il mercato né forzare ingressi mentre la visibilità resta bassa. La revisione della strategia Best Brands, insieme alla riduzione del rischio già effettuata sulle linee flessibili, va letta esattamente in questa direzione: proteggere il capitale quando il rapporto rischio/rendimento peggiora, senza restare passivi davanti al mercato. Questo è il vero significato di gestione attiva. Non prevedere ogni movimento al millimetro, ma preparare i portafogli prima che il movimento arrivi. Ovviamente non siamo immuni a giornate come questa. Il colpo lo subiremo anche noi, ma l’obiettivo della gestione fatta nelle scorse settimane era proprio arrivarci con un impatto estremamente più contenuto rispetto a un portafoglio pienamente esposto alla tecnologia e al growth. Quando il quadro tornerà più leggibile, avremo spazio per aumentare nuovamente l’esposizione con decisione. Oggi, invece, il vantaggio è proprio essere arrivati a questa fase con ottime performance, come evidenziato nei factsheet di maggio, e con l’esposizione azionaria già sui livelli minimi. In giornate come questa non vince chi corre più forte, ma chi ha la lucidità di non farsi trovare nel posto sbagliato al momento sbagliato. Noi restiamo pazienti, disciplinati e pronti a intervenire quando il rapporto rischio/rendimento tornerà interessante. E nel frattempo lasciamo agli altri il compito di spiegare perché un’economia troppo forte sia improvvisamente diventata un problema. Buon weekend ~ About Markets

⚠️ BREAKING NEWS | Wall Street accelera al ribasso S&P 500 in calo di circa -1,5%. Bruciati oltre 1.000 miliardi di dollari d
⚠️ BREAKING NEWS | Wall Street accelera al ribasso S&P 500 in calo di circa -1,5%. Bruciati oltre 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione in meno di tre ore. Nasdaq 100 vicino a -3%.