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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets

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ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 9 giugno 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 +0,30% (7.406), Nasdaq 100 +1,58% (29.414), Dow Jones −0,16% (50.791), Russell 2000 +0,77% (2.855) Europa: EuroStoxx 50 +0,04% (6.064), DAX −0,47%, CAC −0,23%, FTSEMIB +0,63% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Technology +1,47%, Energy +1,14%, Consumer Discretionary +0,49% Bottom 3: Utilities −1,92%, Real Estate −1,63%, Materials −1,28% –– Takeaway veloci –– • Wall Street rimbalza dopo il selloff di venerdì, ma il movimento resta molto concentrato sul tech. • Nasdaq in recupero grazie a semiconduttori, memorie e AI, mentre l’ampiezza del mercato rimane debole. • Il petrolio apre in forte rialzo dopo nuovi attacchi tra Israele e Iran, poi riduce i guadagni con Trump che spinge per la de-escalation. • Treasury quasi invariati: il mercato continua a guardare insieme energia, inflazione e prossime mosse Fed. • Questa settimana il vero test arriva da CPI e PPI USA, con la riunione Fed del 17 giugno sullo sfondo. –– Specifiche azioni –– • Intel: forte rialzo dopo indiscrezioni su Google e Nvidia interessate a usarla come partner produttivo secondario. • Nvidia e SK Hynix: partnership pluriennale sulle memorie di nuova generazione per server AI, PC e robotica. • Apple: presenta Siri AI alla WWDC, ma il titolo chiude debole. Il lancio non sarà inizialmente disponibile in UE e Cina per temi regolatori. • Marvell: +11%, entrerà nell’S&P 500 dal 22 giugno insieme a Flex. • AMD: investirà fino a 2 miliardi di dollari nel Regno Unito in 5 anni su AI e ricerca. • Amazon: accordo con Corning per aumentare la produzione USA di fibra ottica. • Semiconduttori: SOXX +6%, DRAM ETF circa +8%, recuperando parte del crollo della scorsa settimana. –– Prossimi eventi da monitorare –– • USA: CPI, PPI, scorte all’ingrosso, vendite case esistenti, ADP settimanale. • Fed: riunione FOMC del 17 giugno, prima sotto Kevin Warsh. • Europa: intervento di Lagarde, bilancia commerciale tedesca. –– Focus del giorno –– Rimbalzo sì, segnale definitivo no Il mercato oggi ha fatto quello che spesso fa dopo una brutta seduta: ha respirato. Il Nasdaq ha recuperato, i semiconduttori sono rimbalzati, Bitcoin ha seguito il ritorno del rischio e il petrolio ha smesso di salire quando Trump ha spinto pubblicamente per fermare l’escalation. Il punto però è che un rimbalzo non cancella automaticamente il problema. Venerdì il Nasdaq aveva perso oltre il 4%. Storicamente, secondo BTIG, quando l’NDX perde almeno il 4% di venerdì, nella grande maggioranza dei casi il minimo intraday viene ritestato nei giorni successivi. Oggi qualche segnale di fragilità c’è stato. Il tech ha trainato tutto, ma molti settori hanno chiuso in rosso. Utilities, real estate, materiali, finanziari e comunicazione sono scesi. In altre parole, non è stato un rally ampio e pulito. È stato soprattutto un rimbalzo dei nomi più colpiti. Poi c’è il tema dei tassi. Il petrolio resta alto, la geopolitica non è risolta e i dati sul lavoro hanno dato alla Fed meno spazio per essere morbida. Se CPI e PPI dovessero uscire ancora caldi, il mercato dovrà fare i conti con una domanda scomoda: l’AI può continuare a correre anche con rendimenti più alti? La risposta, secondo noi, non è bianca o nera. L’AI resta una storia strutturale enorme. Ma anche le grandi storie, quando diventano troppo affollate e troppo care, hanno bisogno di pause. Oggi il mercato ha comprato il sollievo. Nei prossimi giorni capiremo se era davvero forza o solo una pausa dentro una correzione ancora incompleta. ~About Markets

OpenAI ha presentato in via riservata la documentazione per la quotazione in borsa, preparando Wall Street al suo debutto nel
OpenAI ha presentato in via riservata la documentazione per la quotazione in borsa, preparando Wall Street al suo debutto nel mondo dell'intelligenza artificiale.

⚠️ BREAKING NEWS | Trump avverte Netanyahu: “Se torni in guerra con l’Iran, potresti dover combattere da solo.” Secondo Axios, durante una telefonata con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, Donald Trump avrebbe chiesto di evitare nuove escalation contro Teheran, sostenendo che gli sforzi diplomatici sono ancora in corso. Fonti vicine ai colloqui riferiscono che Trump avrebbe avvertito Netanyahu che un’ulteriore offensiva rischierebbe di isolare Israele e compromettere il sostegno americano. La tensione tra Washington e Gerusalemme sembra aumentare dopo giorni di scontri tra Israele e Iran e dopo altre telefonate molto tese tra i due leader.

E se il numero più importante per capire la prossima Fed non fosse il CPI, né il core PCE? Nel nuovo report spieghiamo perché la “trimmed mean” potrebbe diventare la nuova bussola di Warsh, cosa cambia per inflazione, tassi e mercati, e perché questo indicatore può essere utile, ma anche pericoloso se letto male. Un tema tecnico, ma decisivo per chi investe. Consigliamo la lettura e, come sempre, commenti, critiche e punti di vista diversi sono più che benvenuti, sotto il post o in privato. Sul tema inflazione, del resto, anche la Fed fa fatica a mettersi d’accordo. 👉🏼 https://www.linkedin.com/pulse/trimmed-mean-meno-inflazione-o-pi%C3%B9-rischio-alessio-garzone-g1uhc

⚠️ BREAKING NEWS | Intel vola di oltre il 12%. Google e Nvidia starebbero valutando Intel come produttore “di riserva” per ch
⚠️ BREAKING NEWS | Intel vola di oltre il 12%. Google e Nvidia starebbero valutando Intel come produttore “di riserva” per chip AI, con Google pronta a ordinare oltre 3 milioni di TPU entro il 2028.

⚠️ BREAKING NEWS | L’Iran annuncia la fine delle operazioni militari contro Israele, ma avverte: nuovi attacchi in Libano potrebbero riaprire l’escalation. Mercati in risk-on: Nasdaq futures +1,25%, S&P 500 futures +0,64%, Russell 2000 +2,00%. Oro leggermente negativo, VIX in calo verso 18.

Before the European Bell: AI Bulls Bruised, ECB Liftoff Eyed • La festa dell’AI si prende una pausa Il forte Jobs Report USA
Before the European Bell: AI Bulls Bruised, ECB Liftoff Eyed • La festa dell’AI si prende una pausa Il forte Jobs Report USA ha riacceso il timore che la Fed possa addirittura tornare a valutare un rialzo dei tassi nel 2026. Venerdì il Nasdaq 100 ha vissuto la peggior seduta dai giorni successivi al “Liberation Day”, mentre l’indice SOX dei semiconduttori ha perso oltre il 10%, il peggior calo dal marzo 2020. I titoli più sensibili ai tassi e con valutazioni elevate sono stati i più colpiti. Oggi Asia pesante, con MSCI Asia a -3,2%, Nikkei a -4,0% e Kospi a -6,8%. In Europa futures deboli: DAX ed Euro Stoxx 50 a -1,4%, FTSE 100 a -0,6%. • Mercato ora prezza fino a 3 rialzi BCE Il meeting BCE sarà l’evento principale della settimana. Il mercato considera quasi certo un rialzo da 25 punti base, che porterebbe il tasso sui depositi al 2,25%. Il grafico mostra come gli operatori stiano già scontando un tasso BCE vicino al 2,7% entro la primavera 2027, equivalente a circa tre rialzi da 25 punti base rispetto ai livelli attuali. Il punto vero sarà la conferenza stampa di Christine Lagarde: dopo una comunicazione poco chiara a marzo, il mercato cercherà segnali su un possibile secondo rialzo. Il problema è che la BCE si trova davanti a un trade-off sempre più scomodo: da un lato l’inflazione sta tornando ad accelerare, dall’altro la crescita economica continua a indebolirsi. Per questo motivo non tutti credono alla narrativa dei tre rialzi. JPMorgan Asset Management ritiene che la stretta possa essere un classico “one and done”, ovvero un unico rialzo seguito da una lunga pausa. Pictet e Carmignac sono ancora più prudenti e sostengono che la BCE avrebbe già oggi motivi sufficienti per restare ferma. • Petrolio, Iran e inflazione tornano al centro Il Brent sale del 4,6% a 97,34 dollari, il WTI del 4,1% a 94,23 dollari, mentre il gas europeo avanza del 5,0%. Israele ha lanciato missili contro obiettivi militari in Iran nonostante Trump avesse chiesto a Netanyahu di non reagire. Teheran ha risposto colpendo Israele, mentre l’escalation si è allargata anche al Libano dopo l’attacco israeliano su Beirut. Domenica segna anche i 100 giorni dall’inizio dell’Operazione Epic Fury. Il rischio ora è che la crisi entri in una fase più pericolosa: Ghalibaf ha avvertito che basi e infrastrutture USA e israeliane nella regione sono “obiettivi legittimi”, mentre restano bloccati i negoziati sui 24 miliardi di dollari di asset iraniani congelati. Sullo sfondo, l’Iran continua a monetizzare il controllo dello Stretto di Hormuz, incassando secondo Fars tra 1,5 e 2 milioni di dollari per ogni nave in transito. Se energia e petrolio continueranno a salire, la battaglia contro l’inflazione potrebbe diventare più complicata sia per la Fed sia per la BCE. L’elemento più interessante stamattina è che per la prima volta da mesi il mercato sta tornando a parlare di tassi e inflazione più che di AI. Quando succede, i multipli contano di nuovo e i titoli più cari diventano improvvisamente molto più vulnerabili.

Nasdaq 100 in calo del 4%, peggior seduta da aprile 2025. Il Jobs Report USA più forte delle attese fa risalire i rendimenti e riapre lo scenario di una Fed più restrittiva. Il 2 anni USA sale al 4,16%, mentre il mercato arriva a prezzare un possibile rialzo dei tassi entro fine 2026. Si aggiunge anche Meta che sta considerando di raccogliere "decine di miliardi di dollari" in un'offerta azionaria mentre cerca nuove fonti di capitale, dopo il lancio dell'aumento di capitale da record di 85 miliardi di dollari di Google questa settimana. Le big tech stanno finendo i money? ——- ‼️OPERATIVITÀ‼️ Rassicuriamo clienti e consulenti: non potevamo arrivare a questa fase in condizioni migliori. La revisione delle strategie fatta nelle scorse settimane andava già nella direzione di una forte riduzione del rischio, con taglio massiccio della tecnologia e rotazione verso pharma, energy e consumer staples, come comunicato più volte qui sul canale. Sulle linee flessibili siamo già da qualche giorno sui livelli più bassi della forchetta azionaria. Ora la priorità è lasciare passare la fase più violenta del movimento. La tormenta che avevamo segnalato nelle scorse settimane è arrivata. Su questo canale ci avete sentito spesso prudenti, forse anche troppo poco ottimisti rispetto al mercato. Il motivo era esattamente questo: non serviva una grande crisi per far scattare le vendite. Bastava una scusa qualunque. Per ora preferiamo sembrare troppo prudenti oggi, piuttosto che scoprire tra qualche settimana di essere stati troppo ottimisti. Alla fine Wall Street è un posto curioso: per mesi ha pregato per una crescita economica più forte. Oggi l’ha ottenuta e ha deciso di vendere tutto. Ora non serve inseguire il mercato né forzare ingressi mentre la visibilità resta bassa. La revisione della strategia Best Brands, insieme alla riduzione del rischio già effettuata sulle linee flessibili, va letta esattamente in questa direzione: proteggere il capitale quando il rapporto rischio/rendimento peggiora, senza restare passivi davanti al mercato. Questo è il vero significato di gestione attiva. Non prevedere ogni movimento al millimetro, ma preparare i portafogli prima che il movimento arrivi. Ovviamente non siamo immuni a giornate come questa. Il colpo lo subiremo anche noi, ma l’obiettivo della gestione fatta nelle scorse settimane era proprio arrivarci con un impatto estremamente più contenuto rispetto a un portafoglio pienamente esposto alla tecnologia e al growth. Quando il quadro tornerà più leggibile, avremo spazio per aumentare nuovamente l’esposizione con decisione. Oggi, invece, il vantaggio è proprio essere arrivati a questa fase con ottime performance, come evidenziato nei factsheet di maggio, e con l’esposizione azionaria già sui livelli minimi. In giornate come questa non vince chi corre più forte, ma chi ha la lucidità di non farsi trovare nel posto sbagliato al momento sbagliato. Noi restiamo pazienti, disciplinati e pronti a intervenire quando il rapporto rischio/rendimento tornerà interessante. E nel frattempo lasciamo agli altri il compito di spiegare perché un’economia troppo forte sia improvvisamente diventata un problema. Buon weekend ~ About Markets

⚠️ BREAKING NEWS | Wall Street accelera al ribasso S&P 500 in calo di circa -1,5%. Bruciati oltre 1.000 miliardi di dollari d
⚠️ BREAKING NEWS | Wall Street accelera al ribasso S&P 500 in calo di circa -1,5%. Bruciati oltre 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione in meno di tre ore. Nasdaq 100 vicino a -3%.

❗️MESSAGGIO OPERATIVO❗️ Abbiamo chiuso le coperture short tramite futures sui fondi azionari flessibili in gestione, realizzando un forte guadagno sulla posizione. Restiamo ancora scarichi di azioni, perché il contesto di mercato continua a richiedere prudenza. Allo stesso tempo, dopo il movimento recente, abbiamo preferito portare a casa i profitti generati dalla copertura. Siamo soddisfatti del trade appena chiuso: ha svolto esattamente il suo lavoro, proteggendo i portafogli nella fase di correzione e creando valore in un contesto difficile. Il presente messaggio non costituisce consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento. Prima di assumere qualsiasi decisione è opportuno consultare il proprio consulente finanziario.

⚠️ BREAKING NEWS | Trump: “Le azioni dovrebbero salire, non scendere” Il presidente Trump ha commentato pochi minuti dopo il
⚠️ BREAKING NEWS | Trump: “Le azioni dovrebbero salire, non scendere” Il presidente Trump ha commentato pochi minuti dopo il Jobs Report USA, affermando che con un dato sul lavoro così forte “le azioni dovrebbero salire, non scendere” e sostenendo che crescita economica e inflazione non siano necessariamente collegate. Il problema è che oggi il mercato non sta guardando alla crescita, ma alla Federal Reserve. Un mercato del lavoro così resiliente riduce drasticamente la probabilità di tagli dei tassi e aumenta il rischio che la Fed mantenga una politica restrittiva più a lungo o addirittura valuti nuovi rialzi. Per questo motivo i rendimenti dei Treasury stanno salendo e il Nasdaq resta sotto pressione. Qualcuno gli spieghi come funzionano i mercati….

⚠️ BREAKING NEWS | Il dato sul lavoro USA ribalta il mercato: Nasdaq 100 futures giù di circa 1,7%, rendimenti Treasury in fo
⚠️ BREAKING NEWS | Il dato sul lavoro USA ribalta il mercato: Nasdaq 100 futures giù di circa 1,7%, rendimenti Treasury in forte rialzo e tagli Fed sempre più fuori scenario. A breve usciremo con un mini report a riguardo...

PAYROLLS: GOOD NEWS IS BAD NEWS ▪️Payrolls USA: 172k contro 88k attesi. Quindi il mercato del lavoro resta molto più resilien
PAYROLLS: GOOD NEWS IS BAD NEWS ▪️Payrolls USA: 172k contro 88k attesi. Quindi il mercato del lavoro resta molto più resiliente del previsto. Anche il dato precedente è stato rivisto a 179k da 115k, e la revisione a due mesi è positiva per 93k. Questo è il punto più importante: non è solo un singolo numero forte, è una fotografia del lavoro USA ancora solida. ▪️La parte meno problematica è sui salari. Average hourly earnings +0,3% m/m e +3,4% a/a, in linea con le attese. Quindi non è un report “wage inflation shock”. Però resta abbastanza forte da impedire alla Fed di dichiarare vittoria. La disoccupazione resta al 4,3%, partecipazione ferma al 61,8%, ore lavorate stabili a 34,3. Tradotto in termini di mercato: crescita ancora viva, ma senza un evidente raffreddamento del lavoro. ▪️La reazione è coerente: futures azionari leggermente giù e rendimenti su. Il 2Y sale più del 10Y e del 30Y, quindi il movimento è soprattutto sulla traiettoria Fed. Il mercato sta togliendo probabilità a uno scenario più dovish. Non sta dicendo “economia boom”, sta dicendo “la Fed ha meno spazio per tagliare”. ▪️Il problema è il contesto. Con petrolio, dazi e Medio Oriente sullo sfondo, un mercato del lavoro così resiliente può essere letto come inflazionistico. Non perché i salari oggi siano esplosi, ma perché se l’economia regge mentre aumentano pressioni su energia e beni importati, la Fed rischia di trovarsi con inflazione più appiccicosa e domanda ancora sufficiente ad assorbirla. ▪️Cosa farà la Fed? Dopo questo dato, secondo noi potrebbe pensare di restare in pausa. Tagliare diventa più difficile. Per un taglio servirebbero segnali chiari di deterioramento del lavoro o un raffreddamento convincente dell’inflazione core. Qui abbiamo l’opposto: lavoro forte, disoccupazione stabile, salari non drammatici ma ancora compatibili con un’economia che non sta rallentando abbastanza. Dato buono per l’economia, meno buono per asset molto sensibili ai tassi. Per l’azionario non è un disastro, ma rafforza il tema “higher for longer”. E in una fase in cui valutazioni, petrolio, dazi e geopolitica sono già sul tavolo, il mercato non aveva bisogno di un NFP così forte.

Carlo De Luca è stato intervistato da Mariangela Pira su Sky TG24 per rispondere ad alcune delle domande che molti investitori si stanno facendo in queste ore. - Perché il mercato sta scendendo? - Perché ieri il Dow Jones è salito mentre il Nasdaq è sceso, creando una divergenza così marcata tra economia “tradizionale” e tecnologia? - Cosa non ha convinto davvero nella trimestrale di Broadcom? - E, soprattutto, come leggere l'IPO di SpaceX, tra hype, valutazioni molto elevate e rischio di farsi trascinare dalla narrativa più che dai numeri? Una conversazione molto utile per mettere ordine in una fase di mercato in cui gli indici raccontano storie diverse e non tutti i movimenti vanno letti nello stesso modo. Consigliamo la visione. 👉🏼 https://youtu.be/hHwZkn5CbLo?is=KDgzDRZeKrFt4n1z

⚠️ BREAKING NEWS | L’economia dell’Eurozona si è contratta nel primo trimestre: PIL rivisto a -0,2%, contro la precedente sti
⚠️ BREAKING NEWS | L’economia dell’Eurozona si è contratta nel primo trimestre: PIL rivisto a -0,2%, contro la precedente stima di crescita dello 0,1%. Il dato è stato trascinato soprattutto dall’Irlanda, dove il PIL è crollato del 12,1% invece del 2% stimato in precedenza. Il motivo principale è la contrazione del 27% del settore delle multinazionali, che spesso distorce i dati irlandesi e, di riflesso, anche quelli dell’intera area euro. Sotto la superficie, però, il quadro è meno disastroso di quanto sembri: in Irlanda la domanda interna modificata, indicatore più pulito dell’economia reale, è cresciuta dello 0,6%, sostenuta dai consumi. Il problema è che il dato arriva in un momento delicatissimo per la BCE. L’inflazione dell’area euro è tornata al 3,2%, lo shock energetico legato alla guerra con l’Iran pesa sulle prospettive e i funzionari hanno già preparato il mercato a un possibile primo rialzo dei tassi dal 2023 nella riunione della prossima settimana. La BCE rischia di dover alzare i tassi proprio mentre la crescita europea torna a perdere slancio. È il classico scenario scomodo per i mercati: meno crescita, più inflazione, meno spazio per essere accomodanti.

ANTEPRIMA PAYROLLS | ABOUT MARKETS Il mercato del lavoro USA rischia di essere il dato “sbagliato”…qualunque cosa dica 1️⃣ Il
ANTEPRIMA PAYROLLS | ABOUT MARKETS Il mercato del lavoro USA rischia di essere il dato “sbagliato”…qualunque cosa dica 1️⃣ Il consenso si aspetta 88.000 nuovi posti di lavoro a maggio, in rallentamento dai 115.000 di aprile. Il tasso di disoccupazione dovrebbe restare al 4,3%, mentre i salari dovrebbero salire dello 0,3% mensile, con crescita annua in calo dal 3,6% al 3,4%. Quindi il mercato cerca una cosa molto precisa: occupazione non troppo forte, non troppo debole, salari in raffreddamento. Il classico scenario “Goldilocks”. Il problema è che questa volta lo spazio per una lettura perfetta sembra molto stretto. 2️⃣ I segnali sono molto misti. Da un lato, le richieste iniziali di sussidio restano basse e ADP ha mostrato 122.000 nuovi posti privati, meglio delle attese. Dall’altro, gli indici ISM sull’occupazione restano sotto 50 sia nel manifatturiero sia nei servizi, quindi in area contrazione. Anche diversi indicatori alternativi, come Indeed, LinkUp, NFIB e Conference Board, raccontano un mercato del lavoro meno brillante rispetto ai dati ufficiali. 3️⃣ Goldman è più prudente del consenso e stima solo 60.000 nuovi posti, mentre Pantheon vede addirittura 50.000 e disoccupazione al 4,4%. Il punto chiave è che il mercato del lavoro americano sembra entrato in una fase di “low hiring, low firing”: poche aziende licenziano davvero, ma molte assumono poco, bloccano nuove posizioni o sostituiscono solo ruoli essenziali. Non è recessione piena, ma non è nemmeno forza pulita. 4️⃣ Per la Fed il dato è delicato. Se il mercato del lavoro rallenta troppo, torna il rischio crescita. Se invece i payroll sorprendono al rialzo, il mercato potrebbe leggere il dato come inflazionistico, soprattutto con petrolio, dazi e Medio Oriente sullo sfondo. In pratica, un dato troppo debole fa paura per la stagflazione; un dato troppo forte fa paura per rendimenti e Fed. Ecco perché viene definito un report “anti Riccioli d’Oro”. 5️⃣ JPM vede lo scenario migliore tra 70.000 e 100.000 posti, con possibile reazione positiva dell’S&P 500. Sopra 130.000, però, il rischio è che i rendimenti salgano e l’azionario corregga. Sotto 40.000, invece, il mercato potrebbe prezzare un deterioramento più serio del ciclo. Le opzioni, però, stanno prezzando poca volatilità: lo straddle SPX è il più economico su un NFP da dicembre 2024. Bottom Line 👉🏼 Il mercato non vuole un dato forte e non vuole un dato debole. Vuole un numero abbastanza morbido da raffreddare la Fed, ma non abbastanza brutto da riaprire il tema recessione. Una finestra molto stretta. ~ About Markets

⚠️ BREAKING NEWS | S&P chiude la porta all’ingresso rapido di SpaceX nell’S&P 500 • S&P Dow Jones Indices ha deciso di non ca
⚠️ BREAKING NEWS | S&P chiude la porta all’ingresso rapido di SpaceX nell’S&P 500 • S&P Dow Jones Indices ha deciso di non cambiare le regole di ammissione ai suoi principali indici. Per SpaceX significa niente corsia preferenziale nell’S&P 500 dopo l’IPO. • Il punto chiave è il periodo minimo di 12 mesi dalla quotazione. S&P non lo ridurrà a 6 mesi e non farà eccezioni solo perché una società arriva in Borsa con una valutazione gigantesca. • Restano anche i requisiti su redditività e flottante. Per entrare nell’S&P 500 una società deve avere utili GAAP positivi e almeno il 10% delle azioni effettivamente negoziabili sul mercato. • Secondo BNP Paribas, l’ingresso di SpaceX nell’S&P 500 avrebbe potuto generare circa 13,4 miliardi di dollari di domanda passiva. Questi flussi ora vengono rimandati almeno di un anno, realisticamente anche di più. • La differenza con Nasdaq e FTSE Russell è netta. Nasdaq ha aperto alla possibilità di ingresso nel Nasdaq 100 dopo soli 15 giorni di negoziazione, mentre FTSE Russell ha ridotto l’attesa a 5 giorni. S&P invece sceglie una linea più conservativa. • Il tema non è solo SpaceX. È il nuovo problema di Wall Street: società private enormi, potenzialmente da oltre 1.000 miliardi di dollari, che arrivano sul mercato già più grandi di molte blue chip quotate da anni. • La scelta di S&P riduce il rischio che i fondi passivi siano costretti a comprare subito un titolo appena quotato, magari ancora molto volatile e con un prezzo non pienamente “testato” dal mercato. • Per gli investitori, però, cambia una parte importante della narrativa IPO. Senza l’ingresso rapido nell’S&P 500, viene meno uno dei principali argomenti tecnici a favore della domanda forzata sul titolo.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 5 giugno 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 +0,41% (7.585), Nasdaq 100 −0,54% (30.408), Dow Jones +1,73% (51.562), Russell 2000 +1,46% (2.936) Europa: EuroStoxx 50 +0,81% (6.103), DAX +0,48%, CAC +1,15%, FTSEMIB +0,27% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Health Care +3,20%, Financials +2,71%, Communication Services +2,16% Bottom 3: Technology −1,37%, Consumer Staples −0,02%, Energy +0,04% –– Takeaway veloci –– • Wall Street chiude divisa: Dow e Russell sui massimi, Nasdaq in calo dopo la delusione di Broadcom. • AVGO riaccende i dubbi sull’AI trade. I numeri restano forti, ma le aspettative erano diventate ancora più forti. • Oggi l’attenzione si sposta completamente sul report sul lavoro USA, l’evento macro più importante della settimana. –– Macroeconomic Data –– • Jobless Claims USA: 225 mila vs 213 mila attese. • Challenger Job Cuts: 97 mila licenziamenti a maggio, massimo per il mese dal 2020. • Il settore tech ha annunciato oltre 38 mila tagli, massimo da agosto 2024. • L’intelligenza artificiale viene indicata come principale causa di oltre 38 mila licenziamenti. –– Specifiche azioni –– • CrowdStrike: trimestrale sopra le stime ma outlook deludente. • Amazon: investirà oltre 10 miliardi di euro nei centri logistici europei. • Boeing: valuta un aumento della produzione del 737. • SK Hynix: forte interesse degli investitori per la possibile quotazione negli Stati Uniti. –– Prossimi eventi da monitorare –– • Non-Farm Payrolls USA. • Tasso di disoccupazione USA. –– Focus del giorno –– SpaceX: il problema non è Marte, sono i flussi SpaceX è una storia enorme. Su questo c’è poco da discutere. Razzi, satelliti, Starlink, difesa, AI, Elon Musk. Dentro c’è praticamente tutto quello che oggi accende l’immaginazione del mercato. Il problema, però, è un altro. Se davvero l’IPO arriverà con una valutazione vicina a 1,8 trilioni di dollari e una raccolta potenziale fino a 86 miliardi, il mercato dovrà assorbire una quantità gigantesca di nuove azioni. E quei soldi da qualche parte devono uscire. Non è un dettaglio tecnico. È il punto centrale. Negli ultimi mesi gli investitori retail hanno comprato in modo aggressivo semiconduttori, AI, ETF a leva e titoli ad altissima narrativa. Molti hanno profitti enormi. Se parte di quei soldi venisse spostata su SpaceX, la pressione potrebbe finire proprio sui titoli che hanno guidato il rally. Poi ci sono i fondi passivi. Con le nuove regole del Nasdaq, SpaceX potrebbe entrare più rapidamente negli indici, costringendo ETF e fondi indicizzati a comprare il titolo. Ma anche qui il meccanismo è semplice: per comprare SpaceX, devono vendere altro. Ed è qui che la cosa diventa delicata. Non perché SpaceX sia una brutta azienda. Al contrario, probabilmente è una delle società private più impressionanti al mondo. Ma anche le grandi aziende possono creare problemi di mercato se arrivano al prezzo sbagliato, nel momento sbagliato, con troppa euforia intorno. A volte le grandi IPO non segnano l’inizio di una nuova fase. Segnano il momento in cui il mercato prova a monetizzare tutto l’entusiasmo accumulato prima. Non sappiamo se sarà questo il caso. Ma una domanda bisogna farsela: se tutti vogliono comprare SpaceX, cosa verrà venduto per farle spazio? E soprattutto, quanta liquidità resta davvero in un mercato che sembra fortissimo, ma è già pieno di posizioni affollate, leva e aspettative quasi perfette? ~About Markets