Pensiero Verticale
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Armare le parole. Costruire il pensiero. Alimentare consapevolezza.
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Ce lo ricordiamo tuti cosa è successo a Parigi: lo spettacolo olimpico si è trasformato in una sfilata di provocazioni, identità ridotte a slogan, simboli svuotati, trasgressione elevata a messaggio politico. Molto rumore, molta ideologia, poca comunità. Un’estetica che divide, che cerca lo shock invece del senso e che confonde l’inclusione con la cancellazione di ogni radice.
L’Italia, alle Olimpiadi invernali, ha scelto l’opposto. Misura, eleganza, ordine. Una cerimonia che ha parlato di bellezza, tradizione e futuro senza urlare, senza disprezzare ciò che siamo e che l'Italia stessa rappresenta. Un racconto nazionale sobrio ma fiero, dove l’individuo non schiaccia la collettività e la modernità non rinnega la storia.
In un tempo di decadenza spettacolarizzata, l’apertura italiana ha ricordato che si può essere contemporanei senza essere nichilisti. Ed è già una vittoria.
#olimpiadi #italia #cronaca #notizie #olimpiadiinvernali
Già quarant’anni fa, Indro Montanelli, forse l’ultimo grande giornalista ad essere non solo “narratore” dei fatti, ma ad esserne anche testimone, denunciava le storture e gli abusi del potere giudiziario.
In questi giorni, il giornalista Montanelli molto avrebbe avuto da dire sulle incrostazioni del dibattito politico italiano oramai polarizzato sulla violenza : ma sulla magistratura politicizzata e sulla malagiustizia impunita, utilizzata spesso dai suoi avversari per metterlo a tacere, vale la pena di riflettere sulle sue parole.
In Italia si ha sempre più l’impressione che non tutte le idee abbiano lo stesso diritto di cittadinanza: alcune vengono celebrate, altre trattate come una colpa da giustificare.
Quando il confine tra dissenso e sospetto si fa sottile, e il giudizio morale precede quello sui fatti, il rischio è chiaro: non è più lo Stato di diritto a stabilire le regole del confronto, ma una gerarchia invisibile di idee ritenute “giuste” e altre considerate, a priori, illegittime.
Questo é il caso di Andrea Ballarati, attivista identitario e fautore del Remigration Summit, ora sotto accusa da una magistratura che, ad oggi, sembra avere due pesi e due misure.
#immigrazione #sicurezza #remigration #italia #politicaitaliana
📍🇵🇸 Cisgiordania: sicurezza o quotidiana violenza?
Domenica 25 gennaio 2026 due carabinieri italiani in missione diplomatica UE sono stati fermati e minacciati da un uomo armato. L’IDF ha poi spiegato che si trattava di un soldato che aveva ritenuto sospetto il veicolo. L’Italia ha chiesto spiegazioni.
Ma per i palestinesi questa non è una “eccezione”: è la vita di ogni giorno. Raid militari, arresti a decine, demolizioni di case, attacchi dei coloni, feriti, ambulanze bloccate… migliaia di persone che vivono sotto pressione costante.
Quanto tempo ancora possiamo considerare tutto questo “normale”? Quanto è giusto guardare da lontano senza reagire?
#Cisgiordania #Palestina #DirittiUmani #ConflittoIsraelePalestina #Sicurezza #Westbank #Tajani
Quella vista oggi a Torino non è stata una protesta, ma disordine organizzato. Askatasuna è solo il nome sullo striscione: il vero problema è un meccanismo che si ripete, fatto di arrivi, devastazioni e rapide sparizioni.
Vetri rotti, cassonetti incendiati, strade bloccate e attività chiuse: il costo ricade su chi lavora e vive la città. Per contenerlo è servito un enorme dispiegamento di forze, sottratto ad altre emergenze reali, mentre il caos viene ancora spacciato per iniziativa politica.
Qui non c’è progetto né disciplina, solo vandalismo seguito dal vittimismo sulla repressione. Non è un’esperienza popolare, ma un feticcio che legittima la distruzione senza costruzione. La storia insegna che senza ordine non c’è giustizia sociale.
Torino oggi non chiedeva slogan.
Chiedeva rispetto.
REFERENDUM COSTITUZIONALE 2026
Le ragioni per cui non si tratta di una questione riservata agli "addetti ai lavori" ma sulla quale si giocano la libertà e la sovranità dei cittadini.
Confusioni tra magistratura inquirente e giudicante, politicizzazione e abusi giudiziari sono stati un male al quale molti si erano rassegnati.
Con la consultazione referendaria il popolo italiano avrà l'opportunità di reagire votando SI e dando uno schiaffo ad uno "stato parallelo" che per troppi decenni ha scavalcato la volontà popolare.
#giustizia #referendum #politicaitaliana #politica #cronaca
Nel nord-est della Siria la situazione sta peggiorando.
Non è una guerra finita, è una guerra ignorata.
Dopo anni di controllo curdo, l’equilibrio si sta rompendo.
Le SDF arretrano sotto pressione militare e politica.
Gli Stati Uniti riducono la presenza e il supporto.
La priorità occidentale non sono più i curdi,
ma la “stabilità” del territorio.
Anche a costo di accordi con ex jihadisti.
Nelle zone di detenzione il sistema cede.
Carceri e campi sovraffollati collassano.
Miliziani dell’ISIS riescono a fuggire.
Nel frattempo iniziano le repressioni.
Arresti arbitrari, esecuzioni, epurazioni.
A colpire soprattutto le minoranze.
Curdi. Cristiani. Alawiti. Sciiti.
Chi non ha milizie, non ha voce.
Chi non serve più, viene abbandonato.
Gli alleati di ieri diventano un problema.
I “terroristi” di ieri diventano interlocutori.
In Siria non vince la pace. Vince il potere.
#politica #politicaestera #siria #statiuniti #news
Strana parabola quella del fascismo: da periodo storico oggetto di studio per gli "addetti ai lavori" (storici, ricercatori, semplici studiosi) a ragione (unica?) di vita per stormi di politici, giornalisti, influencer, psichiatri.
Sentirsi vivi parlando dei morti. Pretendendo di continuare a combatterli, per giunta. Nell'Anno del Signore 2026 al centro di inchieste, speciali TV, libri, spettacoli teatrali c'è ancora e sempre Lui: il mostro nero dalla volitiva mascella e il cranio pelato.
Un mostro che continua ad alimentare una sontuosa macchina di denari per sconosciuti scrittori o illustri maestri di pensiero in crisi di creatività e alla ricerca di un soggetto "cool" che salvi il portafoglio (ma non la dignità).
Il mondo cambia, gli equilibri globali si ridefiniscono, l'IA investe la vita delle persone. Siamo sicuri che rimanere fermi, a combattere fantasmi in nome di un passato che non passa, sia la strada migliore da percorrere?
#politica #politicaitaliana #storia #attualita #governo
Ecco cosa accade quando ammassiamo persone nei quartieri senza controlli, servizi e presìdi, poi ci stupiamo se esplode il caos?
Questa non è accoglienza: è abbandono sociale mascherato da buonismo.
Senza ordine pubblico i più penalizzati sono sempre i lavoratori e i quartieri popolari.
Senza controllo dei flussi e senza polizia sul territorio, vince solo la legge del più pericoloso.
Chi governa ha scelto di non scegliere:
né integrazione, né sicurezza.
Risultato? Tensioni, rabbia, città ostaggio degli eventi.
Non servono slogan.
Servono regole, controlli e presenza dello Stato.
Ecco come si é addormentata Torino ieri sera.
#immigrazione #attualita #cronaca #notizie #torino
Per secoli il corpo è stato altare, tempio, linguaggio.
Il cristianesimo ci ha insegnato che la carne non è solo materia, ma segno:
segno di sacrificio, di promessa, di appartenenza.
E allora cosa succede quando il segno non è più solo parola, ma diventa pelle?
Quando il simbolo smette di essere inciso nella pietra o nella carta
e sceglie il corpo come luogo della memoria?
Il tatuaggio, spesso visto come profanazione,
nasce in realtà dallo stesso bisogno che attraversa la fede:
rendere visibile l’invisibile,
portare addosso ciò in cui si crede,
trasformare il dolore in senso.
In questo nuovo video di "inciso sulla pelle", parliamo di religione e tatuaggi,
non come mondi opposti,
ma come linguaggi fratelli.
E tu? Cosa ne pensi?
Faccelo sapere nei commenti!
#tatuaggi #tatuaggio #arte #milano
Il leone del Ponte dei Leoni non è stato danneggiato per caso.
È stato colpito perché simbolo di una città, della sua storia popolare e della sua identità.
Un gruppo di giovani di origine maghrebina ha infilato un petardo nella bocca della statua, distruggendo un bene pubblico che appartiene a tutti i monzesi.
Questo episodio non è una semplice bravata, ma l’ennesima dimostrazione del fallimento di un modello che tollera l’immigrazione senza pretendere rispetto, regole e integrazione reale. Chi vive ai margini, senza lavoro, senza disciplina e senza legami con la comunità, finisce per disprezzarla.
La città non è una terra di nessuno. I monumenti popolari non sono bersagli.
L’accoglienza non può essere cieca, né scollegata dall’ordine sociale. Chi distrugge i simboli comuni rompe il patto con il popolo che lo circonda.
Difendere l'Italia significa difendere i suoi spazi, la sua storia e la sua dignità. Senza giustizia e legalità non esiste solidarietà.
*E senza rispetto non esiste integrazione.*
È morto lavorando, di notte, al freddo, da solo, mentre sorvegliava un cantiere olimpico. Aveva 55 anni, un contratto a termine e mille chilometri da casa. È così che oggi si muore di lavoro: senza clamore, dentro turni considerati “normali”, finché il corpo non regge più.
Intorno c’è il racconto trionfale delle Olimpiadi, della corsa contro il tempo, delle opere da finire a ogni costo. Sotto, però, restano cantieri aperti 24 ore su 24, vigilanza privata con turnazioni esasperate, sicurezza trattata come un fastidio.
Quando succede l’inevitabile, si parla di malore e si abbassano i toni, come se il contesto non avesse alcuna responsabilità.
Questa non è una fatalità, è un modello. Un modello che consuma lavoro umano per tenere lucida la vetrina dei grandi eventi. Le Olimpiadi diventano così una patina brillante sopra un sistema che funziona male e non protegge chi regge davvero il peso della fretta.
in memoria di Pietro Zantonini. Lavoratore.
#lavoro #olimipiadi #milano #italia #governo
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È il 47' minuto di Inter-Napoli, posticipo serale della 20' giornata di serie A. Dai principali gruppi ultras nerazzurri (Secondo Anello Verde e Irriducibili, assiepati rispettivamente nelle curve nord e sud dello stadio Meazza di Milano) compaiono due striscioni: "Vicini alle famiglie delle vittime di Crans-Montana" e "Crans-Montana, 01-01-2026: 16 anni per sempre...". 47' minuto.47, come il numero delle vittime, perlopiù giovanissimi, della "strage di Capodanno" avvenuta nella rinomata località svizzera.
Il ricordo e il dolore per la strage che ha bagnato di sangue l'inizio del nuovo anno, riecheggiano nel messaggio, sobrio e composto come solo un sentimento profondo e sentito può e deve essere, esposto dalle frange del tifo interista. Un messaggio che ha accomunato l'Italia nei giorni dei funerali dei suoi giovani, dinanzi alle cui bare si è scoperta ferita e animata da una vibrante richiesta di giustizia e di verità che non potrà essere tradita.
Notte di Capodanno, Brera, pieno centro di Milano. Un turista straniero passeggia con moglie e figli quando viene assalito da tre rapinatori che tentano di strappargli dal polso un Patek Philippe. L’uomo viene scaraventato a terra, davanti ai bambini. Nessuna pattuglia, nessuna prevenzione. Solo la reazione della famiglia riesce a mettere in fuga gli aggressori.
Questo episodio non è un caso isolato. Milano è diventata territorio di caccia per delinquenti che colpiscono in centro, tra turisti e famiglie, certi dell’impunità. Non è disagio sociale: è criminalità organizzata, favorita da uno Stato assente.
Senza sicurezza non esiste giustizia sociale. Difendere le famiglie, i cittadini e chi lavora non è “repressione”, è il minimo dovere pubblico. Milano non può essere una giungla per chi la vive.
#immigrazione #sicurezza #italia #governo #milano
“Io qui ci sono cresciuta, ed era un’isola felice.”
È da questa frase che parte il racconto di una residente di Rogoredo, una voce che riporta indietro nel tempo, a un quartiere diverso, prima che degrado, spaccio e insicurezza diventassero parte della quotidianità.
In questa intervista abbiamo ascoltato la sua storia per raccontare, senza filtri, cosa significa oggi vivere accanto a un’area che da anni rappresenta una delle ferite più profonde della città. Un cambiamento lento ma costante, che ha trasformato abitudini, spazi e percezioni di sicurezza.
Dalle strade ai giardini, dai sottopassi alle case, il suo racconto restituisce la realtà vissuta da chi non ha mai lasciato il quartiere. Non numeri né slogan, ma esperienze dirette: la paura, la stanchezza, la sensazione di essere stati dimenticati.
Le sue parole, cariche di memoria e amarezza, raccontano una Milano che raramente trova spazio nel dibattito pubblico. Una città che chiede ascolto, presenza e risposte concrete, non interventi temporanei.
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Nella notte, poco dopo le due, la città di Caracas è stata svegliata da almeno sette violente esplosioni, accompagnate da forti boati descritti da alcuni testimoni come simili al rumore di aerei in volo.
L'episodio ha generato momenti di forte tensione nella capitale venezuelana. In una dichiarazione successiva, il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti avrebbero condotto con successo un'operazione militare su vasta scala contro il Venezuela.
Secondo quanto riportato, I'intervento avrebbe portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro, che sarebbe stato poi trasferito fuori dal Paese insieme alla moglie. Trump ha inoltre precisato che l'operazione è stata realizzata con il coinvolgimento e il coordinamento delle forze dell'ordine degli Stati Uniti.
#politicaestera #venezuela #guerra #america #notizie
Abbiamo chiuso l’anno guardandoci indietro, frame dopo frame.
Dalle inchieste sul degrado e la criminalità, alla storia dei tatuaggi, dall'inno di Mameli fino alle conferenze su un'Europa libera, e senza padroni.
Contenuti diversi, un unico filo: andare a fondo, senza paura, senza scorciatoie.
Buon anno da Pensiero Verticale.
Ma tranquilli, non ci fermeremo, anzi. Continueremo a osservare, raccontare, discutere e prendere posizione. Perché pensare in verticale significa non accontentarsi della superficie.
Questo non è un traguardo.
È solo l’inizio.
#capodanno #nuovoanno #politica #politicaitaliana
Alcuni media, come @Fanpage, tornano a parlare di Rogoredo scegliendo però una narrazione comoda e parziale: si concentrano sulle storie individuali e sull’emotività, umanizzando il degrado ma rimuovendo il nodo centrale, la sicurezza. Rogoredo è oggi un quartiere segnato dall’arretramento dello Stato, dallo spaccio organizzato e da una diffusa insicurezza dei residenti, un dato sistematicamente messo tra parentesi.
Evitare il tema della sicurezza significa evitare le responsabilità politiche: anni di lassismo, immigrazione mal gestita e territori lasciati a dinamiche illegali. Ridurre tutto al disagio sociale e all’empatia serve a coprire questi fallimenti e a far ricadere i costi sui cittadini.
I residenti non chiedono propaganda mascherata da giornalismo, ma sicurezza, presenza dello Stato e verità.
Pensiero Verticale rifiuta narrazioni che assolvono il sistema e colpevolizzano il territorio: la sicurezza non è secondaria e l’immigrazione fuori controllo è parte del problema, non un tabù da ignorare.
La storia, ormai, la conosciamo tutti. Un ragazzo come tanti, studente dell'istituto Molinari di Milano. Un solo "problema": è di destra. Per questo è costretto a cambiare scuola, scrive un tema contro le BR e, puntuale, arriva il castigo. È il 13 marzo 1975. L'aggressione a colpi di chiave inglese gli costerà 47 giorni di agonia fino a quando, il 29 aprile dello stesso anno, muore all'età di 18 anni. Il suo nome è Sergio Ramelli.
A 50 anni di distanza la sua figura dovrebbe ormai essere ricordata da qualsiasi partito politico. E allora ecco l'iniziativa coraggiosa di Pippi Mellone, sindaco di Nardò (LE), che decide di dedicare a Ramelli una scuola.
Ma dalle parti della CGIL di Maurizio Landini sentir parlare di riconciliazione non è cosa che si possa tollerare con leggerezza."Era un neofascista", "Personaggio divisivo", si scrive.
Resta un mistero di come in un luogo dove tutte le idee dovrebbero trovare cittadinanza, come la scuola, un ragazzo come Ramelli possa essere considerato "divisivo".
A volte, in mezzo alle lucine, ai regali e ai festoni, sentiamo che qualcosa manca. Che lo spirito del Natale si sia perso per strada, sostituito da una corsa frenetica che lascia il cuore vuoto.
Questo video non è solo un discorso, è un richiamo. Un invito a fermarci e a porci la domanda più importante: chi siamo, quando nessuno ci guarda? Questo è un viaggio al di là della superficie scintillante delle feste.
Ci ricorda che il primo Natale non fu uno spettacolo di ricchezza, ma un miracolo di umiltà. E ci sfida a riscoprire quella stessa essenza oggi: a riconoscere la "spada" che taglia via il superfluo, a silenziare il rumore del mondo per ascoltare il sussurro dello Spirito.
È un monito potente contro il Natale "a rate", che indebita il nostro animo.
Un messaggio che risuona oltre lo schermo, chiedendoci dove vogliamo accendere la nostra luce quest'anno. Perché la risposta più autentica non è nella corsa ai negozi, ma nel silenzio di una riflessione onesta.
