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Don Francesco d'Erasmo

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Obbedienza e responsabilità – Mt 7,15 https://mt715.etpa.it/catechesi/obbedienza-e-responsabilita/

Mons. Pozzo: nel 2018 fu la Fraternità a rifiutare l’accordo - La Nuova Bussola Quotidiana https://lanuovabq.it/it/mons-pozzo-nel-2018-fu-la-fraternita-a-rifiutare-laccordo

Segnali del totalitarismo imminente

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La Guerra dell'UERSS alla Libertà di Informazione si Intensifica. Kevork Almassian - STILUM CURIAE https://marcotosatti.com/2026/07/07/la-guerra-delluerss-alla-liberta-di-informazione-si-intensifica-kevork-almassian/

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Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa Ciascuno ricerchi ciò che è utile a tutti e non il proprio tornaconto Sta scritto: Unitevi ai santi, perché quelli che li seguono saranno santificati. E ancora in un altro passo: Con l’uomo innocente sarai innocente, con l’eletto sarai eletto, ma con il perverso ti pervertirai (cfr. Sal 17, 26). Perciò stiamo uniti agli innocenti e ai giusti, perché essi sono gli eletti di Dio. Perché liti, collere, discordie, scismi e guerre tra voi? Non abbiamo forse un unico Dio, un unico Cristo, un unico Spirito di grazia diffuso su di noi, un’unica vocazione in Cristo? Perché straziare e lacerare le membra di Cristo, perché ribellarsi contro il proprio corpo e arrivare a tal punto di delirio da dimenticare di essere gli uni membra degli altri? Ricordate le parole di Gesù nostro Signore. Egli ha detto: Guai a quell’uomo! Sarebbe stato meglio se non fosse mai nato, piuttosto che recare scandalo a uno dei miei eletti; sarebbe meglio che gli fosse messa al collo una pietra da mulino e fosse sommerso nel mare, piuttosto che trarre al male uno dei miei eletti (cfr. Lc 17, 1-2). La vostra scissione ha sviato molti, ha gettato molti nello scoraggiamento, molti nel dubbio, tutti noi nel dolore; e il vostro dissidio perdura tuttora. Prendete in mano la lettera di san Paolo apostolo. Qual è la cosa che vi ha scritto per prima all’inizio del suo messaggio? Certo è sotto un’ispirazione divina che egli vi ha scritto una lettera su se stesso, su Cefa, su Apollo, perché fin da allora vi era tra voi la tendenza alle fazioni. Ma quel parteggiare vi ha causato allora un peccato minore, perché le vostre preferenze andavano verso apostoli famosi per chiara reputazione e verso un uomo approvato da loro. Ora invece date ascolto a gente da nulla, a persone che vi pervertono e gettano il discredito su quella vostra coesione fraterna, che vi ha resi meritatamente celebri. È un disonore che dobbiamo eliminare al più presto. Buttiamoci ai piedi del Signore e supplichiamolo con lacrime perché, fattosi propizio, ci restituisca la sua amicizia e ci ristabilisca in una magnifica e casta fraternità d’amore. Questa infatti è la porta della giustizia aperta alla vita, come sta scritto: «Apritemi le porte della giustizia: entrerò a rendere grazie al Signore. È questa la porta del Signore, per essa entrano i giusti» (Sal 117, 19). Sono molte, è vero, le porte aperte, ma la porta della giustizia è precisamente quella di Cristo: beati tutti quelli che sono entrati per essa e hanno diretto i loro passi nella santità e nella giustizia, compiendo tutto nella carità e nella pace. Vi è qualcuno fedele, capace nell’esporre la dottrina, sapiente nel discernimento dei discorsi, casto nell’agire? Egli deve essere tanto più umile quanto più è ritenuto grande, e deve cercare ciò che è utile a tutti, non il proprio tornaconto. RESPONSORIO 1 Cor 9, 19. 22; cfr. Gb 29, 15-16 R. Libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti, debole con i deboli. * Mi sono fatto tutto a tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. V. Ero occhio per il cieco, e piede per lo zoppo; padre io ero per i poveri. R. Mi sono fatto tutto a tutti, per salvare a ogni costo qualcuno.

Dal secondo libro di Samuele 15, 7-14. 24-30; 16, 5-13 Ribellione di Assalonne e fuga di Davide Una volta Assalonne disse al re: «Lasciami andare a Ebron a sciogliere un voto che ho fatto al Signore. Perché durante la sua dimora a Ghesur, in Aram, il tuo servo ha fatto questo voto: Se il Signore mi riconduce a Gerusalemme, io servirò il Signore!». Il re gli disse: «Va’ in pace!». Egli si alzò e andò a Ebron. Allora Assalonne mandò emissari per tutte le tribù d’Israele a dire: «Quando sentirete il suono della tromba, allora direte: Assalonne è divenuto re a Ebron». Con Assalonne erano partiti da Gerusalemme duecento uomini, i quali, invitati, partirono con semplicità, senza saper nulla. Assalonne convocò Achitofel il Ghilonita, consigliere di Davide, perché venisse dalla sua città di Ghilo ad assistere mentre offriva i sacrifici. La congiura divenne potente e il popolo andava crescendo di numero intorno ad Assalonne. Arrivò un informatore da Davide e disse: «Il cuore degli Israeliti si è volto verso Assalonne». Allora Davide disse a tutti i suoi ministri che erano con lui a Gerusalemme: «Alzatevi, fuggiamo; altrimenti nessuno di noi scamperà dalle mani di Assalonne. Partite in fretta perché non si affretti lui a raggiungerci e faccia cadere su di noi la sventura e colpisca la città a fil di spada». Venne anche Zadok con tutti i leviti, i quali portavano l’arca dell’alleanza di Dio. Essi deposero l’arca di Dio presso Ebiatar, finché tutto il popolo non finì di uscire dalla città. Il re disse a Zadok: «Riporta in città l’arca di Dio! Se io trovo grazia agli occhi del Signore, egli mi farà tornare e me la farà rivedere insieme con la sua Dimora. Ma se dice: Non ti gradisco, eccomi: faccia di me quello che è bene davanti a lui». Il re aggiunse al sacerdote Zadok: «Vedi? Torna in pace in città con tuo figlio Achimaaz e Giònata figlio di Ebiatar. Badate: io aspetterò presso i guadi del deserto, finché mi sia portata qualche notizia da parte vostra». Così Zadok ed Ebiatar riportarono a Gerusalemme l’arca di Dio e là dimorarono. Davide saliva l’erta degli Ulivi; saliva piangendo e camminava con il capo coperto e a piedi scalzi; tutta la gente che era con lui aveva il capo coperto e, salendo, piangeva. Quando il re Davide fu giunto a Bacurim, ecco uscire di là un uomo della stessa famiglia della casa di Saul, chiamato Simei, figlio di Ghera. Egli usciva imprecando e gettava sassi contro Davide e contro tutti i ministri del re Davide, mentre tutto il popolo e tutti i prodi stavano alla destra e alla sinistra del re. Simei, maledicendo Davide, diceva: «Vattene, vattene, sanguinario, scellerato! Il Signore ha fatto ricadere sul tuo capo tutto il sangue della casa di Saul, al posto del quale regni; il Signore ha messo il regno nelle mani di Assalonne tuo figlio ed eccoti nella sventura che hai meritato, perché sei un sanguinario». Allora Abisai figlio di Zeruia disse al re: «Perché questo cane morto dovrà maledire il re mio signore? Lascia che io vada e gli tagli la testa!». Ma il re rispose: «Che ho io in comune con voi, figli di Zeruia? Se maledice, è perché il Signore gli ha detto: Maledici Davide! E chi potrà dire: Perché fai così?». Poi Davide disse ad Abisai e a tutti i suoi ministri: «Ecco, il figlio uscito dalle mie viscere cerca di togliermi la vita! Quanto più ora questo Beniaminita! Lasciate che maledica, poiché glielo ha ordinato il Signore. Forse il Signore guarderà la mia afflizione e mi renderà il bene in cambio della maledizione di oggi». Davide e la sua gente continuarono il cammino e Simei camminava sul fianco del monte, parallelamente a Davide, e, cammin facendo, imprecava contro di lui, gli tirava sassi e gli lanciava polvere. Parola di Dio Rendiamo grazie a Dio

Gospels & epistles - Our Lady of Guadalupe Seminary https://fsspolgs.org/gospels-epistles/

Dom Alcuin Reid: «Bisogna fare tutto il possibile per preservare l’unità della Chiesa» – INFOVATICANA https://infovaticana.com/it/2026/07/06/dom-alcuin-reid-bisogna-fare-tutto-il-possibile-per-preservare-lunita-della-chiesa/

Morricone conducts Morricone: The Mission (Gabriel's Oboe) https://youtube.com/watch?v=s7w-IeNR9ko&si=h2Z3HW2q1BqoOy8s

Ovozli xabar22:32

Ovozli xabar27:27

È menzogna ! È menzgna fingere che la migrazione non sia invece un piano globale di sostituzione etnica. È ipocrisia dire che ci sono vittime quando si favorisce in ogni modo ciò che genera queste vittime. Ma è memzogna anche dire che Giovanni Paolo II abbia cooperato a questo piano, quando una delle ragioni principali per cui era odiato era proprio la lotta costante per la custodia delle identità nazionali contro il globalismo. Ed è ipocrita denunciare gli errori di un pontefice come pretesto per calunniarne altri e giustificare chi a questi altri si è ribellato. Nulla più della menzogna ci allontana da Dio e dal bene! Non si difende l'Europa o la cattolicità con la menzogna. Attenzione allo spirito settario

Prevost, ovvero l’apologia dello sradicamento | Aldo Maria Valli https://www.aldomariavalli.it/2026/07/04/prevost-ovvero-lapologia-dello-sradicamento/amp/

Don Francesco d'Erasmo - Telegram kanali @donfrancescoderasmo statistikasi va tahlili