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Cosa succede quando le Autorità Superiori dell'Universo incontrano l'Ordine Naturale delle Cose? Lo status quo che mantiene l'omniverso in equilibrio sta per finire.
Vecchie conoscenze si rincontrano in occasione dell'Evento Babilonia. Il Leone Tra i Lupi organizza le peggiori feste. Non guardare sotto il tavolo. C'è un penny con il volto di John Wilkes Booth a terra.
🆕 Dietro la copertina della rising star Matheus Manhanini c'è la prima, corposa anteprima di 𝗚.𝗢.𝗗.𝗦.! Il nuovo progetto Marvel firmato Jonathan Hickman & Valerio Schiti (con i colori di Marte Gracia) esplorerà le connessioni segrete e i passaggi nascosti tra super-scienza e arti arcane, introducendo un nuovo gruppo di personaggi in grado di camminare su questi fili sottili che separano la realtà e l'astratto.
Il #1 arriva a ottobre e non vedo l'ora di leggerlo.
Post per seminare il panico e ricordarmi che non ho ancora finito Dark Knights of Steel.
"Ciao lettori e lettrici, sono Tom Brevoort, attuale editor di 𝘔𝘰𝘰𝘯 𝘒𝘯𝘪𝘨𝘩𝘵 e veterano degli uffici Marvel dal 1989! Come state? Sentite, so che siete tutti un po' scottati dalla recente morte e resurrezione lampo di Ms. Marvel - era un segreto di pulcinella ma concedeteci almeno questa, dai! La sinergia è importante per i nostri prodotti transmediali e cerchiamo solo di offrirvi il meglio quindi non perdetevi il rilancio della nostra Kamala Khan in 𝘔𝘴. 𝘔𝘢𝘳𝘷𝘦𝘭 - 𝘛𝘩𝘦 𝘕𝘦𝘸 𝘔𝘶𝘵𝘢𝘯𝘵!
... oh, già che ci siamo, lo sapete che anche Moon Knight morirà? Ma sì, Marc Spector tirerà le cuoia pedavvero in 𝘛𝘩𝘦 𝘋𝘦𝘢𝘵𝘩 𝘖𝘧 𝘔𝘰𝘰𝘯 𝘒𝘯𝘪𝘨𝘩𝘵, l'ultimo arco narrativo della serie firmata Jed Mackay e Alessandro Cappuccio! Pazzesco, non ci credete?"
🆙 Okay, mi sono preso alcune libertà nel parlarvi di 𝗠𝗼𝗼𝗻 𝗞𝗻𝗶𝗴𝗵𝘁 #𝟮𝟴 e del climax della serie dedicata al Cavaliere Lunare. Mi viene davvero difficile trattenere una spontanea risata quando tutto questo bordello succede in Marvel nel corso della stessa settimana.
Chi è che chiedeva Bachalo su Moon Knight?
(non vi esaltate, è solo un'illustrazione)
> hai Leonardo Romero in copertina
> non lo colori flat
> distruggi il potenziale di vendermi definitivamente il personaggio
Soffro, soffro tantissimo.
Non dirò molto di Joker; ci sono visual gag in continuazione e Rosenberg lascia la vena dell'umorismo grottesco e macabro aperta.
Disegni meno convincenti ma comunque una divertente lettura, specie nella prima parte.
Il tie-in di Shazam! firmato Waid & Crùz è invece interamente dedicato a Mary Marvel, vittima delle allucinazioni causate da Insomnia.
Waid riesce a toccare alcuni punti davvero oscuri e Crùz, nonostante la sua cartoonosità, lo segue molto bene.
Alex Segura e Mario Foccillo, al suo debutto come interior artist, riescono a sorprendermi con una storia interamente dedicata a Sinestro - elemento ancora misterioso appena accennato nella serie principale.
Non sappiamo cosa sia successo all'ex tiranno di Korugar e quale sarà il suo ruolo all'interno della trama principale ma gli autori riescono a incastrare bene il percorso all'interno di Knight Terrors, mettendo in discussione le poche certezze rimaste al personaggio.
Due paroline in più: Jeremy Adams approfitta di Knight Terrors per affrontare la paura, elemento chiave del mythos di Lanterna Verde.
Niente che non fosse sia stato già esplorato meglio e con più spazio altrove ma è una buona dimostrazione di comprensione del personaggio. Pansica è un ottimo mestierante e riesce benissimo a bilanciare le scene più realistiche e più surreali.
Parliamo ora dei tie-in meglio riusciti... usciti finora.
Green Lantern di Adams/Pansica/Segura/Foccillo e Shazam! di Waid & Cruz sono quelli che meglio si integrano all'evento, raccontando storie che hanno senso. Buoni anche Culver & David Baldeòn su Zatanna con un pizzico di Doom Patrol; The Flash di Paknadel/Bayliss/Monti è forse il più terrificante, storia davvero ben congeniata con più di un twist e un ottimo comporta artistico a supporto.
Joker di Rosenberg e Raffaele è clamorosamente divertente e macabro al punto giusto, un vero spasso da leggere.
Okay io sarò pure un fesso ma questo è un #1 nettamente migliore del vero #1 di Knight Terrors.
First Blood ha il tempo e lo spazio necessario a sviscerare la premessa, dare ancora più importanza a Deadman come protagonista, spiega perfettamente la portata dei poteri e la pericolosità di Insomnia e in più gode di un Howard Porter imperfetto ma decisamente azzeccato per queste atmosfere e questa storia.
Ma che diamine di senso ha separare questo prologo e il #1, considerando soprattutto il fatto che il vero albo di debutto dell'evento aggiunge giusto due cose a questa sequenza? Una incredibile e quasi improponibile dilatazione di tempi narrativi che danneggia solo il lettore; senza checklist alla mano quest'albo sarebbe andato perso e così buona parte della premessa principale della storia.
RETTIFICO
Sono io coglione che ricordavo ci fosse un albetto introduttivo extra ma ho dimenticato di leggerlo; pardon.
Stefano Nesi, Giuseppe Camuncoli e Frank Martin sono quelli che più soffrono il ritmo incessante con tavole tirate via e raramente ben riuscite. C'è un pizzico di approssimazione nella composizione delle scene d'azione, tutte in spazi stretti e con molte figure in tavola difficili da gestire; tutto comincia in medias res e non ci permette di avere un pieno controllo su cosa stiamo leggendo in modo da capirlo meglio.
Un numero di debutto molto strano e complesso da metabolizzare... ma ora passiamo ai tie-in.
Quando Joshua Williamson e Caspar Wijngaard hanno la possibilità di rallentare un attimo e dedicarsi al protagonista della storia, Deadman, il ritmo rallenta leggermente e risulta anche godibile.
Williamson trova una buona voce per Boston Brand e le motivazioni che lo spingono a contrastare il folle ma anonimo Insomnia sono buone benché clamorosamente semplici.
Knight Terrors non sembra proprio un evento ponderato e ben costruito ma un'idea dell'ultimo secondo incastrata forzatamente in questa estate bollente... e si vede.
Possiamo paragonare il primo numero di Knight Terrors a una corsa a ostacoli sui 100m.
Raramente ricordo qualcuno dover mettere in piedi un evento in circa 22 pagine (più le paginette del prologo FCBD) correndo come dei dannati, sudando a dover per forza incastrare tutti gli elementi necessari a illustrare la premessa, il nuovo villain e lo status quo che porta con esso.
Mamma mia, sto sudando io per Williamson.
Lasciate a Priest il compito di andare in profondità e dare ai lettori una versione di Superman estremamente vicina ma paradossalmente lontana dallo stereotipo, dall'icona.
Perché Superman non smetterà mai di esistere... ma cosa ne è rimasto di Clark Kent?
Come in ogni buona storia, ci sono più livelli di lettura da analizzare.
Come accennato, superficialmente abbiamo un'ottima avventura puramente fantascientifica che riconnette Superman alle sue origini aliene - dove l'ignoto e lo sconosciuto costituiscono una minaccia ancora più complessa da affrontare.
Subito sotto questo primo strato c'è il dramma di un uomo lontano dalla sua casa costretto a riadattarsi, a ricostruire una vita lasciando cadere poco a poco i suoi affetti, la sua emotività, la sua natura; questo aspetto è magnificato dalla cornice che inquadra il racconto visto dalla prospettiva di Lois Lane, amorevole ma ormai affranta dalla condizione in cui vive l'uomo che dorme insieme a lei nel loro letto
Ancora più in fondo, al nucleo di questa storia, c'è un concetto chiave dell'Uomo d'Acciaio che resta sopito e rischia di sparire: cosa significa la Speranza per un uomo che ha perso tutto? Cosa è più importante, restare ancorati al passato o tentare di andare avanti e ricostruire?
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