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Oppenheimer ha i migliori Momento Avengers che ho mai visto dalla prima fase dell'MCU.
Praticamente ogni volta che compare Einstein pare Nick Fury. La ricerca degli scienziati per partecipare al progetto Manhattan con i namedrop di scienziati famosi, Kennedy che viene nominato e pare sequelbait, è troppo inconsciamente divertente.
La parte migliore è quando Oppenheimer veste praticamente "il costume" da Oppenheimer a Los Alamos e pare Cap che imbraccia lo scudo.
Proprio ieri mi ero promesso di riprendere Fire Power, oggi è stata annunciata la conclusione.
Il #30 in arrivo a dicembre segnerà la fine della serie di Kirkman, Samnee e Wilson.
Buono a sapersi!
Void Rivals non credo sarà in cima alle classifiche delle migliori storie del 2023 ma forse potrà essere un ottimo esempio di approccio strategico, innovativo e creativo.
Tutto funziona benissimo, i personaggi e i loro conflitti sono interessati da esplorare, sono in grado di offrire ai lettori percorsi alternativi verso la fabbrica dei fuochi d'artificio, per usare una metafora Simpsoniana.
Certo, sappiamo tutti che questa serie è un grosso preludio a Transformers... tuttavia il team creativo non si adagia sugli allori.
Sa che deve dare il meglio, che deve impostare il tono di voce, prendere il polso dei lettori e guidarli verso un nuovo universo, percorsi narrativi inediti, prospettive più ampie e inaspettate.
Sarebbe stato incredibilmente facile schiaffare un bell'Autobot in copertina e giocare tutto sull'hype; Kirkman, De Felici e Leoni si rimboccano invece le maniche e lavorano sodo per dare ai lettori una storia che funzioni a prescindere dai suoi tie-in.
Kirkman ha tra le mani un giocattolo nuovo e giustamente ci gioca. La premessa di due mondi in conflitto attorno a un buco nero è già abbastanza suggestiva; veniamo a scoprire di più su questo conflitto via Darak e Solila, naufragati su un planetoide deserto che consentirà loro di conoscersi, collaborare e scoprire che - ovviamente - c'è qualcosa di molto più complesso e articolato rispetto alle apparenze che tengono in piedi da millenni il conflitto galattico tra le loro razze.
Agorriani e Zertoniani sono solo un tassello di questo universo narrativo...
Semplice, efficace.
Kirkman & De Felici (con i meravigliosi colori di Annalisa Leoni) pongono insieme i mattoncini fondamentali del nuovo Energon Universe rendendo Void Rivals un entry point accessibile e digeribile anche per chi, di Cybertroniani, non se n'è mai fregato granché.
Andy Kubert condivide studi del padre Joe.
Quanto talento, quanta visione.
La Adana, nemesi scelta per questo arco narrativo - o tutta la serie ma spero nella prima opzione - ha un inquietante design e un'aura maligna che accompagna la sua presenza, una carica di gravitas che Bryan Edward Hill traduce in parole di morte per Blade.
Solo un'apparizione ma già memorabile.
