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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets

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⚠️ BREAKING NEWS | Il dato sul lavoro USA ribalta il mercato: Nasdaq 100 futures giù di circa 1,7%, rendimenti Treasury in fo
⚠️ BREAKING NEWS | Il dato sul lavoro USA ribalta il mercato: Nasdaq 100 futures giù di circa 1,7%, rendimenti Treasury in forte rialzo e tagli Fed sempre più fuori scenario. A breve usciremo con un mini report a riguardo...

PAYROLLS: GOOD NEWS IS BAD NEWS ▪️Payrolls USA: 172k contro 88k attesi. Quindi il mercato del lavoro resta molto più resilien
PAYROLLS: GOOD NEWS IS BAD NEWS ▪️Payrolls USA: 172k contro 88k attesi. Quindi il mercato del lavoro resta molto più resiliente del previsto. Anche il dato precedente è stato rivisto a 179k da 115k, e la revisione a due mesi è positiva per 93k. Questo è il punto più importante: non è solo un singolo numero forte, è una fotografia del lavoro USA ancora solida. ▪️La parte meno problematica è sui salari. Average hourly earnings +0,3% m/m e +3,4% a/a, in linea con le attese. Quindi non è un report “wage inflation shock”. Però resta abbastanza forte da impedire alla Fed di dichiarare vittoria. La disoccupazione resta al 4,3%, partecipazione ferma al 61,8%, ore lavorate stabili a 34,3. Tradotto in termini di mercato: crescita ancora viva, ma senza un evidente raffreddamento del lavoro. ▪️La reazione è coerente: futures azionari leggermente giù e rendimenti su. Il 2Y sale più del 10Y e del 30Y, quindi il movimento è soprattutto sulla traiettoria Fed. Il mercato sta togliendo probabilità a uno scenario più dovish. Non sta dicendo “economia boom”, sta dicendo “la Fed ha meno spazio per tagliare”. ▪️Il problema è il contesto. Con petrolio, dazi e Medio Oriente sullo sfondo, un mercato del lavoro così resiliente può essere letto come inflazionistico. Non perché i salari oggi siano esplosi, ma perché se l’economia regge mentre aumentano pressioni su energia e beni importati, la Fed rischia di trovarsi con inflazione più appiccicosa e domanda ancora sufficiente ad assorbirla. ▪️Cosa farà la Fed? Dopo questo dato, secondo noi potrebbe pensare di restare in pausa. Tagliare diventa più difficile. Per un taglio servirebbero segnali chiari di deterioramento del lavoro o un raffreddamento convincente dell’inflazione core. Qui abbiamo l’opposto: lavoro forte, disoccupazione stabile, salari non drammatici ma ancora compatibili con un’economia che non sta rallentando abbastanza. Dato buono per l’economia, meno buono per asset molto sensibili ai tassi. Per l’azionario non è un disastro, ma rafforza il tema “higher for longer”. E in una fase in cui valutazioni, petrolio, dazi e geopolitica sono già sul tavolo, il mercato non aveva bisogno di un NFP così forte.

Carlo De Luca è stato intervistato da Mariangela Pira su Sky TG24 per rispondere ad alcune delle domande che molti investitori si stanno facendo in queste ore. - Perché il mercato sta scendendo? - Perché ieri il Dow Jones è salito mentre il Nasdaq è sceso, creando una divergenza così marcata tra economia “tradizionale” e tecnologia? - Cosa non ha convinto davvero nella trimestrale di Broadcom? - E, soprattutto, come leggere l'IPO di SpaceX, tra hype, valutazioni molto elevate e rischio di farsi trascinare dalla narrativa più che dai numeri? Una conversazione molto utile per mettere ordine in una fase di mercato in cui gli indici raccontano storie diverse e non tutti i movimenti vanno letti nello stesso modo. Consigliamo la visione. 👉🏼 https://youtu.be/hHwZkn5CbLo?is=KDgzDRZeKrFt4n1z

⚠️ BREAKING NEWS | L’economia dell’Eurozona si è contratta nel primo trimestre: PIL rivisto a -0,2%, contro la precedente sti
⚠️ BREAKING NEWS | L’economia dell’Eurozona si è contratta nel primo trimestre: PIL rivisto a -0,2%, contro la precedente stima di crescita dello 0,1%. Il dato è stato trascinato soprattutto dall’Irlanda, dove il PIL è crollato del 12,1% invece del 2% stimato in precedenza. Il motivo principale è la contrazione del 27% del settore delle multinazionali, che spesso distorce i dati irlandesi e, di riflesso, anche quelli dell’intera area euro. Sotto la superficie, però, il quadro è meno disastroso di quanto sembri: in Irlanda la domanda interna modificata, indicatore più pulito dell’economia reale, è cresciuta dello 0,6%, sostenuta dai consumi. Il problema è che il dato arriva in un momento delicatissimo per la BCE. L’inflazione dell’area euro è tornata al 3,2%, lo shock energetico legato alla guerra con l’Iran pesa sulle prospettive e i funzionari hanno già preparato il mercato a un possibile primo rialzo dei tassi dal 2023 nella riunione della prossima settimana. La BCE rischia di dover alzare i tassi proprio mentre la crescita europea torna a perdere slancio. È il classico scenario scomodo per i mercati: meno crescita, più inflazione, meno spazio per essere accomodanti.

ANTEPRIMA PAYROLLS | ABOUT MARKETS Il mercato del lavoro USA rischia di essere il dato “sbagliato”…qualunque cosa dica 1️⃣ Il
ANTEPRIMA PAYROLLS | ABOUT MARKETS Il mercato del lavoro USA rischia di essere il dato “sbagliato”…qualunque cosa dica 1️⃣ Il consenso si aspetta 88.000 nuovi posti di lavoro a maggio, in rallentamento dai 115.000 di aprile. Il tasso di disoccupazione dovrebbe restare al 4,3%, mentre i salari dovrebbero salire dello 0,3% mensile, con crescita annua in calo dal 3,6% al 3,4%. Quindi il mercato cerca una cosa molto precisa: occupazione non troppo forte, non troppo debole, salari in raffreddamento. Il classico scenario “Goldilocks”. Il problema è che questa volta lo spazio per una lettura perfetta sembra molto stretto. 2️⃣ I segnali sono molto misti. Da un lato, le richieste iniziali di sussidio restano basse e ADP ha mostrato 122.000 nuovi posti privati, meglio delle attese. Dall’altro, gli indici ISM sull’occupazione restano sotto 50 sia nel manifatturiero sia nei servizi, quindi in area contrazione. Anche diversi indicatori alternativi, come Indeed, LinkUp, NFIB e Conference Board, raccontano un mercato del lavoro meno brillante rispetto ai dati ufficiali. 3️⃣ Goldman è più prudente del consenso e stima solo 60.000 nuovi posti, mentre Pantheon vede addirittura 50.000 e disoccupazione al 4,4%. Il punto chiave è che il mercato del lavoro americano sembra entrato in una fase di “low hiring, low firing”: poche aziende licenziano davvero, ma molte assumono poco, bloccano nuove posizioni o sostituiscono solo ruoli essenziali. Non è recessione piena, ma non è nemmeno forza pulita. 4️⃣ Per la Fed il dato è delicato. Se il mercato del lavoro rallenta troppo, torna il rischio crescita. Se invece i payroll sorprendono al rialzo, il mercato potrebbe leggere il dato come inflazionistico, soprattutto con petrolio, dazi e Medio Oriente sullo sfondo. In pratica, un dato troppo debole fa paura per la stagflazione; un dato troppo forte fa paura per rendimenti e Fed. Ecco perché viene definito un report “anti Riccioli d’Oro”. 5️⃣ JPM vede lo scenario migliore tra 70.000 e 100.000 posti, con possibile reazione positiva dell’S&P 500. Sopra 130.000, però, il rischio è che i rendimenti salgano e l’azionario corregga. Sotto 40.000, invece, il mercato potrebbe prezzare un deterioramento più serio del ciclo. Le opzioni, però, stanno prezzando poca volatilità: lo straddle SPX è il più economico su un NFP da dicembre 2024. Bottom Line 👉🏼 Il mercato non vuole un dato forte e non vuole un dato debole. Vuole un numero abbastanza morbido da raffreddare la Fed, ma non abbastanza brutto da riaprire il tema recessione. Una finestra molto stretta. ~ About Markets

⚠️ BREAKING NEWS | S&P chiude la porta all’ingresso rapido di SpaceX nell’S&P 500 • S&P Dow Jones Indices ha deciso di non ca
⚠️ BREAKING NEWS | S&P chiude la porta all’ingresso rapido di SpaceX nell’S&P 500 • S&P Dow Jones Indices ha deciso di non cambiare le regole di ammissione ai suoi principali indici. Per SpaceX significa niente corsia preferenziale nell’S&P 500 dopo l’IPO. • Il punto chiave è il periodo minimo di 12 mesi dalla quotazione. S&P non lo ridurrà a 6 mesi e non farà eccezioni solo perché una società arriva in Borsa con una valutazione gigantesca. • Restano anche i requisiti su redditività e flottante. Per entrare nell’S&P 500 una società deve avere utili GAAP positivi e almeno il 10% delle azioni effettivamente negoziabili sul mercato. • Secondo BNP Paribas, l’ingresso di SpaceX nell’S&P 500 avrebbe potuto generare circa 13,4 miliardi di dollari di domanda passiva. Questi flussi ora vengono rimandati almeno di un anno, realisticamente anche di più. • La differenza con Nasdaq e FTSE Russell è netta. Nasdaq ha aperto alla possibilità di ingresso nel Nasdaq 100 dopo soli 15 giorni di negoziazione, mentre FTSE Russell ha ridotto l’attesa a 5 giorni. S&P invece sceglie una linea più conservativa. • Il tema non è solo SpaceX. È il nuovo problema di Wall Street: società private enormi, potenzialmente da oltre 1.000 miliardi di dollari, che arrivano sul mercato già più grandi di molte blue chip quotate da anni. • La scelta di S&P riduce il rischio che i fondi passivi siano costretti a comprare subito un titolo appena quotato, magari ancora molto volatile e con un prezzo non pienamente “testato” dal mercato. • Per gli investitori, però, cambia una parte importante della narrativa IPO. Senza l’ingresso rapido nell’S&P 500, viene meno uno dei principali argomenti tecnici a favore della domanda forzata sul titolo.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 5 giugno 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 +0,41% (7.585), Nasdaq 100 −0,54% (30.408), Dow Jones +1,73% (51.562), Russell 2000 +1,46% (2.936) Europa: EuroStoxx 50 +0,81% (6.103), DAX +0,48%, CAC +1,15%, FTSEMIB +0,27% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Health Care +3,20%, Financials +2,71%, Communication Services +2,16% Bottom 3: Technology −1,37%, Consumer Staples −0,02%, Energy +0,04% –– Takeaway veloci –– • Wall Street chiude divisa: Dow e Russell sui massimi, Nasdaq in calo dopo la delusione di Broadcom. • AVGO riaccende i dubbi sull’AI trade. I numeri restano forti, ma le aspettative erano diventate ancora più forti. • Oggi l’attenzione si sposta completamente sul report sul lavoro USA, l’evento macro più importante della settimana. –– Macroeconomic Data –– • Jobless Claims USA: 225 mila vs 213 mila attese. • Challenger Job Cuts: 97 mila licenziamenti a maggio, massimo per il mese dal 2020. • Il settore tech ha annunciato oltre 38 mila tagli, massimo da agosto 2024. • L’intelligenza artificiale viene indicata come principale causa di oltre 38 mila licenziamenti. –– Specifiche azioni –– • CrowdStrike: trimestrale sopra le stime ma outlook deludente. • Amazon: investirà oltre 10 miliardi di euro nei centri logistici europei. • Boeing: valuta un aumento della produzione del 737. • SK Hynix: forte interesse degli investitori per la possibile quotazione negli Stati Uniti. –– Prossimi eventi da monitorare –– • Non-Farm Payrolls USA. • Tasso di disoccupazione USA. –– Focus del giorno –– SpaceX: il problema non è Marte, sono i flussi SpaceX è una storia enorme. Su questo c’è poco da discutere. Razzi, satelliti, Starlink, difesa, AI, Elon Musk. Dentro c’è praticamente tutto quello che oggi accende l’immaginazione del mercato. Il problema, però, è un altro. Se davvero l’IPO arriverà con una valutazione vicina a 1,8 trilioni di dollari e una raccolta potenziale fino a 86 miliardi, il mercato dovrà assorbire una quantità gigantesca di nuove azioni. E quei soldi da qualche parte devono uscire. Non è un dettaglio tecnico. È il punto centrale. Negli ultimi mesi gli investitori retail hanno comprato in modo aggressivo semiconduttori, AI, ETF a leva e titoli ad altissima narrativa. Molti hanno profitti enormi. Se parte di quei soldi venisse spostata su SpaceX, la pressione potrebbe finire proprio sui titoli che hanno guidato il rally. Poi ci sono i fondi passivi. Con le nuove regole del Nasdaq, SpaceX potrebbe entrare più rapidamente negli indici, costringendo ETF e fondi indicizzati a comprare il titolo. Ma anche qui il meccanismo è semplice: per comprare SpaceX, devono vendere altro. Ed è qui che la cosa diventa delicata. Non perché SpaceX sia una brutta azienda. Al contrario, probabilmente è una delle società private più impressionanti al mondo. Ma anche le grandi aziende possono creare problemi di mercato se arrivano al prezzo sbagliato, nel momento sbagliato, con troppa euforia intorno. A volte le grandi IPO non segnano l’inizio di una nuova fase. Segnano il momento in cui il mercato prova a monetizzare tutto l’entusiasmo accumulato prima. Non sappiamo se sarà questo il caso. Ma una domanda bisogna farsela: se tutti vogliono comprare SpaceX, cosa verrà venduto per farle spazio? E soprattutto, quanta liquidità resta davvero in un mercato che sembra fortissimo, ma è già pieno di posizioni affollate, leva e aspettative quasi perfette? ~About Markets

⚠️ BREAKING NEWS | MicroStrategy entra in territorio inesplorato: perdita non realizzata da oltre $10 miliardi sulla posizion
⚠️ BREAKING NEWS | MicroStrategy entra in territorio inesplorato: perdita non realizzata da oltre $10 miliardi sulla posizione Bitcoin. Secondo i dati citati da Hedgeye, la società di Michael Saylor registra una perdita non realizzata di circa $10,8 miliardi, con il portafoglio Bitcoin in calo del 17% rispetto al costo medio di acquisto. Nel frattempo, il titolo Strategy (MSTR) perde circa il 77% dai massimi storici, mentre Bitcoin è sceso del 50% dal proprio picco. Il punto più interessante non è la perdita in sé, ma il cambio di narrativa. Per anni il mercato ha raccontato che ETF spot, treasury company crypto e veicoli a leva avrebbero reso il settore più stabile. Oggi, per la prima volta, tutti e tre i principali canali di domanda istituzionale stanno subendo pressione contemporaneamente: deflussi dagli ETF, difficoltà delle crypto treasury company e calo delle azioni utilizzate come proxy a leva su Bitcoin. Un segnale che ha attirato molta attenzione è stata la vendita di 32 Bitcoin da parte di Strategy per finanziare il dividendo di una delle sue emissioni preferred. L’importo è irrilevante rispetto agli oltre 840.000 Bitcoin detenuti, ma rappresenta una rottura simbolica rispetto alla narrativa del “never sell”.

Il Dow vola sui massimi storici, ma il Nasdaq cede: il mercato sta ruotando fuori dall’AI Il Dow Jones estende il rialzo a ci
Il Dow vola sui massimi storici, ma il Nasdaq cede: il mercato sta ruotando fuori dall’AI Il Dow Jones estende il rialzo a circa +730 punti e segna nuovi massimi storici, mentre il Nasdaq 100 scende di oltre l’1%. Una divergenza molto netta, che racconta meglio di tante parole cosa sta succedendo sotto la superficie del mercato. Il trigger è Broadcom, in calo di oltre il 15% dopo una guidance sui chip AI giudicata insufficiente rispetto ad aspettative ormai estreme. Il selloff si è poi allargato a semiconduttori e titoli legati all’intelligenza artificiale, penalizzando il Nasdaq 100, molto più esposto a chip, AI infrastructure e megacap growth. Il Dow, invece, sta beneficiando di una rotazione verso settori più value, difensivi e meno affollati. Non è quindi un semplice rally generalizzato. È un mercato che sta premiando una parte dell’equity e punendo quella più cara, più amata e più sovrappesata dagli investitori.

⚠️ BREAKING NEWS | Broadcom trascina al ribasso l’intera filiera AI Dopo la trimestrale di Broadcom, il mercato sta vendendo
⚠️ BREAKING NEWS | Broadcom trascina al ribasso l’intera filiera AI Dopo la trimestrale di Broadcom, il mercato sta vendendo in blocco molti titoli legati all’intelligenza artificiale. Il problema non sono tanto i risultati già pubblicati, quanto una guidance sui chip AI giudicata non abbastanza forte rispetto alle aspettative molto elevate degli investitori. Nel pre-market scendono semiconduttori e memorie come AMD, Qualcomm, Arm e Micron. Pressione anche su hardware AI, con Dell, Super Micro e Hewlett Packard in calo, e sui nomi legati a ottica e fotonica come Marvell, Coherent, Lumentum e Corning.

▪️Quanto dipendiamo davvero noi europei da cloud, AI e Big Tech americane? ▪️Europa e Cina stanno davvero entrando in una nuova guerra commerciale? ▪️Auto, chimica, acciaio, batterie e terre rare: quali sono i settori europei che rischiano di pagare il prezzo più alto? ▪️Il modello cinese (produzione enorme, domanda interna debole ed export aggressivo), può reggere ancora a lungo? Di questo, ne abbiamo parlato nella puntata di oggi di Market Mover (Il Sole 24 Ore), uno dei podcast più seguiti d’Italia, curato da Andrea Franceschi, che ringraziamo per l’invito e per gli spunti. Link per l’ascolto: https://open.spotify.com/episode/2eNDrkZss5WZERpeyOHwHu?si=8SeBeqNeTMiNEEc6hq2PhA Come sempre, se volete farci sapere cosa ne pensate o avete spunti di riflessione, conoscete i nostri canali di comunicazione.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 4 giugno 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 −0,71% (7.556), Nasdaq 100 −0,29% (30.571), Dow Jones −1,21% (50.688), Russell 2000 −1,31% (2.894) Europa: EuroStoxx 50 −0,93% (6.051), DAX −1,24%, CAC 40 −0,71%, FTSEMIB −1,07% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Energy +1,42%, Consumer Staples +0,78%, Healthcare +0,76% Bottom 3: Technology −1,52%, Financials −1,21%, Consumer Discretionary −1,07% –– Takeaway veloci –– • L’ISM Servizi USA sale a 54,5 e sorprende al rialzo. L’economia continua a mostrare resilienza nonostante i tassi elevati. • ADP sopra le attese a 122 mila posti di lavoro. Ora tutta l’attenzione è rivolta al dato NFP di venerdì. –– Macroeconomic Data –– • ISM Servizi USA: 54,5 vs 53,7 atteso. • Nuovi ordini ISM: 57,3 vs 53,5 precedente. • ADP occupazione privata: 122 mila vs 110 mila atteso. • Williams (Fed): nessun motivo evidente per modificare i tassi. • Barr (Fed): politica monetaria in una buona posizione e probabilmente invariata per un po’. –– Specifiche azioni –– • Broadcom: risultati sopra le attese ma titolo in forte calo after-hours. Il mercato si aspettava guidance AI ancora più aggressiva. • Alphabet: conferma capex FY26 tra 180 e 190 miliardi di dollari e prevede ulteriore accelerazione nel 2027. • Marvell: continua il rally dopo i commenti di Jensen Huang sulla possibilità di diventare una società da 1 trilione di dollari. –– Focus del giorno –– Broadcom e la domanda che nessuno doveva fare Broadcom ha appena pubblicato una trimestrale che, sulla carta, era quasi perfetta. Ricavi a 22,19 miliardi contro 22,13 attesi, utili sopra le stime e ricavi da chip AI in crescita del 143% anno su anno. Eppure il titolo ha perso il 13% dopo la chiusura, bruciando circa 63 miliardi di dollari di capitalizzazione in una sola sera. La spiegazione immediata è che la guidance sui chip AI per il prossimo trimestre è arrivata a 16 miliardi di dollari contro i 17,2 miliardi che Wall Street si aspettava. Ma probabilmente c’è qualcosa di più interessante sotto la superficie. Nelle cinque sedute precedenti Broadcom aveva aggiunto oltre 300 miliardi di dollari di capitalizzazione. Le aspettative erano diventate talmente elevate che persino una trimestrale eccellente non è bastata. Quando un titolo corre così tanto prima dei risultati, il problema non è più battere le stime. Il problema è battere l’immaginazione del mercato. Abbiamo seguito la conference call e un analista ha chiesto al CEO Hock Tan se stesse osservando guadagni di produttività concreti generati dagli agenti AI. La risposta è stata sorprendentemente diretta: no. Vale la pena fermarsi un attimo su questo punto. IBM, pochi giorni fa, aveva sollevato un dubbio diverso: forse non esistono ancora ricavi sufficienti per giustificare 6-8 trilioni di dollari di investimenti nel settore. Quello è un tema di ritorno economico sul capitale investito. Broadcom come sappiamo vende i chip e l’infrastruttura che rendono possibile l’intelligenza artificiale. L’azienda parla di impatto reale sull’economia. Se gli agenti AI dovrebbero rendere aziende e lavoratori molto più produttivi, quei benefici, almeno per ora, non si vedono ancora in modo chiaro. Sono due messaggi diversi, ma puntano nella stessa direzione. Il mercato sta finanziando una quantità enorme di infrastruttura AI, mentre le prove concrete dei benefici finali stanno arrivando più lentamente delle aspettative. Questo non significa che l’AI sia una bolla o che la rivoluzione sia finita. Significa però che il mercato sta iniziando a chiedere qualcosa di diverso rispetto a un anno fa. Non basta più mostrare quanti miliardi vengono investiti. Bisogna dimostrare quali risultati economici stanno producendo. Broadcom resta una società straordinaria. Ma il messaggio del mercato è chiaro: o la produttività promessa dall’AI inizia a comparire nell’economia reale, oppure saranno le valutazioni a dover tornare verso la realtà. ~About Markets

Abbiamo aperto coperture su tutti fondi. Portando l’esposizione sul minimo consentito. Giugno il mese delle IPO AI arriva con alcuni titoli ben prezzati e un po’ di pausa e ‘ nell’aria Broadcom e’ solo uno dei tanti esempi

⚠️ BREAKING NEWS | Broadcom batte le stime, ma il titolo crolla in after market. Broadcom ha chiuso il Q2 con EPS rettificato
⚠️ BREAKING NEWS | Broadcom batte le stime, ma il titolo crolla in after market. Broadcom ha chiuso il Q2 con EPS rettificato a 2,44 dollari contro 2,39 attesi e ricavi a 22,19 miliardi contro 22,13 miliardi stimati. La parte semiconduttori resta molto forte: ricavi a 15,01 miliardi contro 14,65 attesi. Dentro questo dato, l’AI continua a correre: i ricavi AI nei chip sono arrivati a 10,8 miliardi, in crescita del 143% anno su anno, grazie alla domanda di acceleratori custom e networking AI. Il punto più debole è il software infrastrutturale, leggermente sotto le attese a 7,18 miliardi contro 7,23 stimati. Per il Q3 Broadcom guida ricavi a 29,4 miliardi e margine operativo non GAAP intorno al 67%. Il mercato però reagisce male: il titolo perde circa il 7% in after market. Numeri buoni, AI fortissima, ma aspettative ormai altissime. Su titoli già prezzati come vincitori assoluti dell’AI, il semplice “beat” non basta più. Serve sorprendere molto più delle attese.

⚠️ BREAKING NEWS | Alphabet alza l’aumento di capitale a 84,75 miliardi di dollari dai precedenti 80 miliardi Alphabet ha pre
⚠️ BREAKING NEWS | Alphabet alza l’aumento di capitale a 84,75 miliardi di dollari dai precedenti 80 miliardi Alphabet ha prezzato l’operazione legata al finanziamento della sua espansione in AI infrastructure e global compute. Il pacchetto include 10 miliardi di dollari di private placement con Berkshire Hathaway, 18 miliardi di azioni ordinarie, 16,75 miliardi di mandatory convertible preferred stock e il programma ATM da 40 miliardi.

⚠️ BREAKING NEWS | Attacco iraniano contro l’aeroporto internazionale del Kuwait Missili e droni iraniani hanno colpito il Te
⚠️ BREAKING NEWS | Attacco iraniano contro l’aeroporto internazionale del Kuwait Missili e droni iraniani hanno colpito il Terminal 1 dell’aeroporto, causando almeno un morto e 63 feriti secondo le autorità kuwaitiane. Il traffico aereo è stato sospeso e diversi voli sono stati dirottati. L’episodio segna una nuova escalation nel Golfo, dopo gli scontri tra Stati Uniti e Iran e le accuse incrociate sugli attacchi in Kuwait e Bahrein. Per i mercati, il rischio torna subito su petrolio, rotte energetiche e stabilità dell’area del Golfo.

🔥 RISULTATI GESTIONI PATRIMONIALI 🔥 Pubblicati i risultati di maggio delle Gestioni Patrimoniali Gamma Capital Markets. Cli
🔥 RISULTATI GESTIONI PATRIMONIALI 🔥 Pubblicati i risultati di maggio delle Gestioni Patrimoniali Gamma Capital Markets. Clicca qui per visionare il PDF completo. Maggio è stato un altro mese positivo per i mercati azionari, soprattutto negli Stati Uniti. Il Nasdaq 100 ha chiuso a +10,49%, l’S&P 500 a +5,15% e l’MSCI World a +4,37%. Il rialzo è stato guidato ancora una volta da utili societari solidi, tecnologia, semiconduttori, software e investimenti legati all’intelligenza artificiale. Le nostre linee hanno partecipato bene al movimento, mantenendo però un approccio selettivo e più disciplinato dopo il forte recupero di aprile. Tra le Tematiche Azionarie, spiccano ▪️Robotics & AI Long Only a +11,08% nel mese e +24,49% da inizio anno, ▪️Best Brands Long Only a +5,92% nel mese e +12,51% YTD, e ▪️Alternative Energy Long Only a +0,49% nel mese e +12,00% YTD. Positive anche le linee flessibili: ▪️Best Brands Flex +2,95%, ▪️Robotics & AI Flex +4,13%. La componente flessibile è stata gestita con maggiore prudenza, riducendo l’esposizione azionaria nel corso del mese per proteggere parte del recupero. Bene anche le GPM Multiasset: ▪️Azionaria +2,82%, ▪️Dinamica +2,34% ed ▪️Equilibrata +2,71%. Tutte e tre restano positive da inizio anno, rispettivamente a +7,68%, +5,16% e +7,34%. Secondo il nostro punto di vista, maggio è stato un mese molto forte, ma non semplice. Gli indici sono saliti, ma la performance è rimasta concentrata su pochi settori. Per questo continuiamo a privilegiare qualità dei bilanci, crescita degli utili, valutazioni sostenibili e capacità di generare cassa, senza inseguire il mercato in modo indiscriminato. [Disclaimer: le performance passate non sono indicative dei risultati futuri. Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza o raccomandazione di investimento] Per maggiori info compila il form https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdYY22okoOqEC30D9DllM9Yrbb_Kx3JnDuuj0iKfxzg7240Xw/viewform

Microsoft taglia Claude Code internamente e spinge i dipendenti verso Copilot Microsoft starebbe cancellando gran parte delle licenze interne di Claude Code entro fine giugno, orientando gli ingegneri verso GitHub Copilot CLI. Il punto non è solo competitivo. È soprattutto economico. Il caso è interessante perché mostra il lato meno raccontato dell’AI: quando l’utilizzo esplode dentro le aziende, anche il conto dei token esplode. In alcuni casi, l’automazione rischia di costare più del lavoro che avrebbe dovuto rendere più efficiente. In parallelo, Microsoft ha presentato nuovi modelli proprietari di AI, proprio per ridurre la dipendenza da OpenAI e Anthropic e trattenere più valore dentro Azure, Copilot e GitHub. L’AI resta una rivoluzione enorme, ma probabilmente la fase “usiamo qualsiasi modello a qualsiasi costo” sta finendo. Ora inizia la fase più dura: margini, efficienza, controllo dei costi e ritorno reale sull’investimento.