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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets

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⚠️ BREAKING NEWS | MicroStrategy entra in territorio inesplorato: perdita non realizzata da oltre $10 miliardi sulla posizion
⚠️ BREAKING NEWS | MicroStrategy entra in territorio inesplorato: perdita non realizzata da oltre $10 miliardi sulla posizione Bitcoin. Secondo i dati citati da Hedgeye, la società di Michael Saylor registra una perdita non realizzata di circa $10,8 miliardi, con il portafoglio Bitcoin in calo del 17% rispetto al costo medio di acquisto. Nel frattempo, il titolo Strategy (MSTR) perde circa il 77% dai massimi storici, mentre Bitcoin è sceso del 50% dal proprio picco. Il punto più interessante non è la perdita in sé, ma il cambio di narrativa. Per anni il mercato ha raccontato che ETF spot, treasury company crypto e veicoli a leva avrebbero reso il settore più stabile. Oggi, per la prima volta, tutti e tre i principali canali di domanda istituzionale stanno subendo pressione contemporaneamente: deflussi dagli ETF, difficoltà delle crypto treasury company e calo delle azioni utilizzate come proxy a leva su Bitcoin. Un segnale che ha attirato molta attenzione è stata la vendita di 32 Bitcoin da parte di Strategy per finanziare il dividendo di una delle sue emissioni preferred. L’importo è irrilevante rispetto agli oltre 840.000 Bitcoin detenuti, ma rappresenta una rottura simbolica rispetto alla narrativa del “never sell”.

Il Dow vola sui massimi storici, ma il Nasdaq cede: il mercato sta ruotando fuori dall’AI Il Dow Jones estende il rialzo a ci
Il Dow vola sui massimi storici, ma il Nasdaq cede: il mercato sta ruotando fuori dall’AI Il Dow Jones estende il rialzo a circa +730 punti e segna nuovi massimi storici, mentre il Nasdaq 100 scende di oltre l’1%. Una divergenza molto netta, che racconta meglio di tante parole cosa sta succedendo sotto la superficie del mercato. Il trigger è Broadcom, in calo di oltre il 15% dopo una guidance sui chip AI giudicata insufficiente rispetto ad aspettative ormai estreme. Il selloff si è poi allargato a semiconduttori e titoli legati all’intelligenza artificiale, penalizzando il Nasdaq 100, molto più esposto a chip, AI infrastructure e megacap growth. Il Dow, invece, sta beneficiando di una rotazione verso settori più value, difensivi e meno affollati. Non è quindi un semplice rally generalizzato. È un mercato che sta premiando una parte dell’equity e punendo quella più cara, più amata e più sovrappesata dagli investitori.

⚠️ BREAKING NEWS | Broadcom trascina al ribasso l’intera filiera AI Dopo la trimestrale di Broadcom, il mercato sta vendendo
⚠️ BREAKING NEWS | Broadcom trascina al ribasso l’intera filiera AI Dopo la trimestrale di Broadcom, il mercato sta vendendo in blocco molti titoli legati all’intelligenza artificiale. Il problema non sono tanto i risultati già pubblicati, quanto una guidance sui chip AI giudicata non abbastanza forte rispetto alle aspettative molto elevate degli investitori. Nel pre-market scendono semiconduttori e memorie come AMD, Qualcomm, Arm e Micron. Pressione anche su hardware AI, con Dell, Super Micro e Hewlett Packard in calo, e sui nomi legati a ottica e fotonica come Marvell, Coherent, Lumentum e Corning.

▪️Quanto dipendiamo davvero noi europei da cloud, AI e Big Tech americane? ▪️Europa e Cina stanno davvero entrando in una nuova guerra commerciale? ▪️Auto, chimica, acciaio, batterie e terre rare: quali sono i settori europei che rischiano di pagare il prezzo più alto? ▪️Il modello cinese (produzione enorme, domanda interna debole ed export aggressivo), può reggere ancora a lungo? Di questo, ne abbiamo parlato nella puntata di oggi di Market Mover (Il Sole 24 Ore), uno dei podcast più seguiti d’Italia, curato da Andrea Franceschi, che ringraziamo per l’invito e per gli spunti. Link per l’ascolto: https://open.spotify.com/episode/2eNDrkZss5WZERpeyOHwHu?si=8SeBeqNeTMiNEEc6hq2PhA Come sempre, se volete farci sapere cosa ne pensate o avete spunti di riflessione, conoscete i nostri canali di comunicazione.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 4 giugno 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 −0,71% (7.556), Nasdaq 100 −0,29% (30.571), Dow Jones −1,21% (50.688), Russell 2000 −1,31% (2.894) Europa: EuroStoxx 50 −0,93% (6.051), DAX −1,24%, CAC 40 −0,71%, FTSEMIB −1,07% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Energy +1,42%, Consumer Staples +0,78%, Healthcare +0,76% Bottom 3: Technology −1,52%, Financials −1,21%, Consumer Discretionary −1,07% –– Takeaway veloci –– • L’ISM Servizi USA sale a 54,5 e sorprende al rialzo. L’economia continua a mostrare resilienza nonostante i tassi elevati. • ADP sopra le attese a 122 mila posti di lavoro. Ora tutta l’attenzione è rivolta al dato NFP di venerdì. –– Macroeconomic Data –– • ISM Servizi USA: 54,5 vs 53,7 atteso. • Nuovi ordini ISM: 57,3 vs 53,5 precedente. • ADP occupazione privata: 122 mila vs 110 mila atteso. • Williams (Fed): nessun motivo evidente per modificare i tassi. • Barr (Fed): politica monetaria in una buona posizione e probabilmente invariata per un po’. –– Specifiche azioni –– • Broadcom: risultati sopra le attese ma titolo in forte calo after-hours. Il mercato si aspettava guidance AI ancora più aggressiva. • Alphabet: conferma capex FY26 tra 180 e 190 miliardi di dollari e prevede ulteriore accelerazione nel 2027. • Marvell: continua il rally dopo i commenti di Jensen Huang sulla possibilità di diventare una società da 1 trilione di dollari. –– Focus del giorno –– Broadcom e la domanda che nessuno doveva fare Broadcom ha appena pubblicato una trimestrale che, sulla carta, era quasi perfetta. Ricavi a 22,19 miliardi contro 22,13 attesi, utili sopra le stime e ricavi da chip AI in crescita del 143% anno su anno. Eppure il titolo ha perso il 13% dopo la chiusura, bruciando circa 63 miliardi di dollari di capitalizzazione in una sola sera. La spiegazione immediata è che la guidance sui chip AI per il prossimo trimestre è arrivata a 16 miliardi di dollari contro i 17,2 miliardi che Wall Street si aspettava. Ma probabilmente c’è qualcosa di più interessante sotto la superficie. Nelle cinque sedute precedenti Broadcom aveva aggiunto oltre 300 miliardi di dollari di capitalizzazione. Le aspettative erano diventate talmente elevate che persino una trimestrale eccellente non è bastata. Quando un titolo corre così tanto prima dei risultati, il problema non è più battere le stime. Il problema è battere l’immaginazione del mercato. Abbiamo seguito la conference call e un analista ha chiesto al CEO Hock Tan se stesse osservando guadagni di produttività concreti generati dagli agenti AI. La risposta è stata sorprendentemente diretta: no. Vale la pena fermarsi un attimo su questo punto. IBM, pochi giorni fa, aveva sollevato un dubbio diverso: forse non esistono ancora ricavi sufficienti per giustificare 6-8 trilioni di dollari di investimenti nel settore. Quello è un tema di ritorno economico sul capitale investito. Broadcom come sappiamo vende i chip e l’infrastruttura che rendono possibile l’intelligenza artificiale. L’azienda parla di impatto reale sull’economia. Se gli agenti AI dovrebbero rendere aziende e lavoratori molto più produttivi, quei benefici, almeno per ora, non si vedono ancora in modo chiaro. Sono due messaggi diversi, ma puntano nella stessa direzione. Il mercato sta finanziando una quantità enorme di infrastruttura AI, mentre le prove concrete dei benefici finali stanno arrivando più lentamente delle aspettative. Questo non significa che l’AI sia una bolla o che la rivoluzione sia finita. Significa però che il mercato sta iniziando a chiedere qualcosa di diverso rispetto a un anno fa. Non basta più mostrare quanti miliardi vengono investiti. Bisogna dimostrare quali risultati economici stanno producendo. Broadcom resta una società straordinaria. Ma il messaggio del mercato è chiaro: o la produttività promessa dall’AI inizia a comparire nell’economia reale, oppure saranno le valutazioni a dover tornare verso la realtà. ~About Markets

Abbiamo aperto coperture su tutti fondi. Portando l’esposizione sul minimo consentito. Giugno il mese delle IPO AI arriva con alcuni titoli ben prezzati e un po’ di pausa e ‘ nell’aria Broadcom e’ solo uno dei tanti esempi

⚠️ BREAKING NEWS | Broadcom batte le stime, ma il titolo crolla in after market. Broadcom ha chiuso il Q2 con EPS rettificato
⚠️ BREAKING NEWS | Broadcom batte le stime, ma il titolo crolla in after market. Broadcom ha chiuso il Q2 con EPS rettificato a 2,44 dollari contro 2,39 attesi e ricavi a 22,19 miliardi contro 22,13 miliardi stimati. La parte semiconduttori resta molto forte: ricavi a 15,01 miliardi contro 14,65 attesi. Dentro questo dato, l’AI continua a correre: i ricavi AI nei chip sono arrivati a 10,8 miliardi, in crescita del 143% anno su anno, grazie alla domanda di acceleratori custom e networking AI. Il punto più debole è il software infrastrutturale, leggermente sotto le attese a 7,18 miliardi contro 7,23 stimati. Per il Q3 Broadcom guida ricavi a 29,4 miliardi e margine operativo non GAAP intorno al 67%. Il mercato però reagisce male: il titolo perde circa il 7% in after market. Numeri buoni, AI fortissima, ma aspettative ormai altissime. Su titoli già prezzati come vincitori assoluti dell’AI, il semplice “beat” non basta più. Serve sorprendere molto più delle attese.

⚠️ BREAKING NEWS | Alphabet alza l’aumento di capitale a 84,75 miliardi di dollari dai precedenti 80 miliardi Alphabet ha pre
⚠️ BREAKING NEWS | Alphabet alza l’aumento di capitale a 84,75 miliardi di dollari dai precedenti 80 miliardi Alphabet ha prezzato l’operazione legata al finanziamento della sua espansione in AI infrastructure e global compute. Il pacchetto include 10 miliardi di dollari di private placement con Berkshire Hathaway, 18 miliardi di azioni ordinarie, 16,75 miliardi di mandatory convertible preferred stock e il programma ATM da 40 miliardi.

⚠️ BREAKING NEWS | Attacco iraniano contro l’aeroporto internazionale del Kuwait Missili e droni iraniani hanno colpito il Te
⚠️ BREAKING NEWS | Attacco iraniano contro l’aeroporto internazionale del Kuwait Missili e droni iraniani hanno colpito il Terminal 1 dell’aeroporto, causando almeno un morto e 63 feriti secondo le autorità kuwaitiane. Il traffico aereo è stato sospeso e diversi voli sono stati dirottati. L’episodio segna una nuova escalation nel Golfo, dopo gli scontri tra Stati Uniti e Iran e le accuse incrociate sugli attacchi in Kuwait e Bahrein. Per i mercati, il rischio torna subito su petrolio, rotte energetiche e stabilità dell’area del Golfo.

🔥 RISULTATI GESTIONI PATRIMONIALI 🔥 Pubblicati i risultati di maggio delle Gestioni Patrimoniali Gamma Capital Markets. Cli
🔥 RISULTATI GESTIONI PATRIMONIALI 🔥 Pubblicati i risultati di maggio delle Gestioni Patrimoniali Gamma Capital Markets. Clicca qui per visionare il PDF completo. Maggio è stato un altro mese positivo per i mercati azionari, soprattutto negli Stati Uniti. Il Nasdaq 100 ha chiuso a +10,49%, l’S&P 500 a +5,15% e l’MSCI World a +4,37%. Il rialzo è stato guidato ancora una volta da utili societari solidi, tecnologia, semiconduttori, software e investimenti legati all’intelligenza artificiale. Le nostre linee hanno partecipato bene al movimento, mantenendo però un approccio selettivo e più disciplinato dopo il forte recupero di aprile. Tra le Tematiche Azionarie, spiccano ▪️Robotics & AI Long Only a +11,08% nel mese e +24,49% da inizio anno, ▪️Best Brands Long Only a +5,92% nel mese e +12,51% YTD, e ▪️Alternative Energy Long Only a +0,49% nel mese e +12,00% YTD. Positive anche le linee flessibili: ▪️Best Brands Flex +2,95%, ▪️Robotics & AI Flex +4,13%. La componente flessibile è stata gestita con maggiore prudenza, riducendo l’esposizione azionaria nel corso del mese per proteggere parte del recupero. Bene anche le GPM Multiasset: ▪️Azionaria +2,82%, ▪️Dinamica +2,34% ed ▪️Equilibrata +2,71%. Tutte e tre restano positive da inizio anno, rispettivamente a +7,68%, +5,16% e +7,34%. Secondo il nostro punto di vista, maggio è stato un mese molto forte, ma non semplice. Gli indici sono saliti, ma la performance è rimasta concentrata su pochi settori. Per questo continuiamo a privilegiare qualità dei bilanci, crescita degli utili, valutazioni sostenibili e capacità di generare cassa, senza inseguire il mercato in modo indiscriminato. [Disclaimer: le performance passate non sono indicative dei risultati futuri. Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza o raccomandazione di investimento] Per maggiori info compila il form https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdYY22okoOqEC30D9DllM9Yrbb_Kx3JnDuuj0iKfxzg7240Xw/viewform

Microsoft taglia Claude Code internamente e spinge i dipendenti verso Copilot Microsoft starebbe cancellando gran parte delle licenze interne di Claude Code entro fine giugno, orientando gli ingegneri verso GitHub Copilot CLI. Il punto non è solo competitivo. È soprattutto economico. Il caso è interessante perché mostra il lato meno raccontato dell’AI: quando l’utilizzo esplode dentro le aziende, anche il conto dei token esplode. In alcuni casi, l’automazione rischia di costare più del lavoro che avrebbe dovuto rendere più efficiente. In parallelo, Microsoft ha presentato nuovi modelli proprietari di AI, proprio per ridurre la dipendenza da OpenAI e Anthropic e trattenere più valore dentro Azure, Copilot e GitHub. L’AI resta una rivoluzione enorme, ma probabilmente la fase “usiamo qualsiasi modello a qualsiasi costo” sta finendo. Ora inizia la fase più dura: margini, efficienza, controllo dei costi e ritorno reale sull’investimento.

⚠️ BREAKING NEWS | Trump prova a ricostruire il muro tariffario USA: nuove tariffe di almeno il 10% su importazioni da 60 partner commerciali. Gli Stati Uniti propongono dazi legati a un’indagine su beni presumibilmente prodotti con lavoro forzato. Il 10% colpirebbe importazioni da Canada, Messico, Unione Europea, Taiwan e Regno Unito. Il 12,5% invece riguarderebbe economie come Cina, India, Giappone, Corea del Sud, Brasile e Svizzera. Non entrano in vigore subito. Ci sarà una fase di consultazione pubblica fino al 6 luglio, con audizioni dal 7 luglio. Ma lo strumento legale usato, la Section 301, è considerato molto più solido rispetto ai dazi bocciati dalla Corte Suprema.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 3 giugno 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 +0,13% (7.610), Nasdaq 100 +0,48% (30.661), Dow Jones +0,45% (51.313), Russell 2000 +0,90% (2.932) Europa: EuroStoxx 50 +1,17% (6.106), DAX +0,48%, CAC +0,77%, FTSEMIB +1,61% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Utilities +1,93%, Materials +1,16%, Industrials +1,00% Bottom 3: Communication Services −2,61%, Health Care −0,99%, Consumer Discretionary −0,71% –– Takeaway veloci –– • Wall Street chiude positiva, ma senza euforia: bene Russell 2000, Nasdaq sostenuto ancora dal tema AI, mentre Alphabet pesa sui Communication Services dopo il piano di raccolta da 80 miliardi di dollari. • Il petrolio torna a salire: WTI a 93,76 dollari e Brent a 96 dollari, dopo le indiscrezioni di Fars su una possibile interruzione dei colloqui USA-Iran, poi smentite da Trump. • Treasury sostanzialmente stabili: il dato JOLTS molto forte ha spinto brevemente i rendimenti, ma il mercato lo ha preso con cautela. –– Macroeconomic Data –– • JOLTS USA: 7,618 milioni di offerte di lavoro vs 6,82 milioni attese e 6,866 milioni precedenti. • Il dato headline è molto forte, ma meno pulito sotto la superficie: il tasso di dimissioni scende all’1,9% e l’aumento delle vacancy non si traduce in più assunzioni. –– Specifiche azioni –– • Alphabet: titolo debole dopo il piano da 80 miliardi di dollari per finanziare infrastrutture AI, con Berkshire pronta a investire 10 miliardi. • Marvell: in forte rialzo dopo le parole di Jensen Huang, secondo cui potrebbe diventare la prossima società da 1 trilione di dollari. • HPE: trimestrale solida, EPS e ricavi sopra le attese, guidance migliorata e domanda forte per server AI. • STMicroelectronics: ricavi data center 2026 attesi ora intorno a 1 miliardo di dollari, rispetto alla precedente indicazione sopra 500 milioni. • Microchip: prevede crescita del business data center di circa il 65% nel 2026. • Microsoft/Nvidia: collaborazione su una piattaforma unificata per agenti AI. –– Prossimi eventi da monitorare –– • USA: ADP, ISM servizi, ordini di fabbrica, Beige Book Fed. • Venerdì: report NFP, vero dato chiave della settimana. • Europa: PPI area euro e interventi BCE. • Banche centrali: Ueda BoJ, Elderson e Cipollone BCE, Goolsbee, Barr e Logan Fed. • Trimestrali: Broadcom e CrowdStrike. –– Focus del giorno –– AI, FOMO e zero protezione Il mercato continua a comprare tutto ciò che racconta una storia credibile sull’intelligenza artificiale. Non solo Nvidia. Non solo semiconduttori. Ora il movimento si sta allargando a software, data center, infrastrutture, power, server, memoria, chip custom e perfino tecnologia cinese. Il software ha appena registrato la maggiore sovraperformance in due giorni rispetto all’S&P 500 in oltre 25 anni. Su IGV, l’ETF del settore (quotato negli USA), i volumi di call sono esplosi: 280 mila contratti venerdì, record storico, e altri 225 mila lunedì. Anche il retail sta entrando forte, con il più grande acquisto giornaliero mai visto su IGV. Questo ci dice una cosa semplice: il mercato non sta più solo cercando qualità. Sta cercando esposizione. Vuole essere dentro la prossima gamba rialzista dell’AI, anche a costo di pagare multipli più alti e accettare più volatilità. Il punto però è che, mentre cresce la voglia di upside, cala la domanda di protezione. Lo skew scende, la paura di mercato generale resta bassa, ma la volatilità sui singoli titoli rimane elevata. Che significa? gli investitori non temono “il mercato”, ma continuano a scommettere in modo aggressivo sui singoli nomi. È un contesto potente, ma sempre più sbilanciato. Il trend resta forte e sarebbe sbagliato combatterlo solo perché è salito tanto. Però quando tutti iniziano a comprare la stessa storia, con sempre meno coperture, il margine d’errore si restringe. ~About Markets

Ci risiamo, aumenta l’inflazione, aumentano le possibilità di rendere la politica monetaria europea più restrittiva. Sul tavolo si stima un rialzo da 25 bps. Sarà l’unico? 👉🏼 https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_bce-altro-che-tagli-inflazione-area-euro-share-7467641116134301696-GjVi/?utm_source=social_share_send&utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_campaign=copy_link

JOLTS troppo forte per essere preso alla lettera? ▪️Il dato sulle offerte di lavoro USA è uscito molto sopra le attese: 7,62
JOLTS troppo forte per essere preso alla lettera? ▪️Il dato sulle offerte di lavoro USA è uscito molto sopra le attese: 7,62 milioni contro 6,86 milioni stimati e 6,89 milioni precedenti. Una sorpresa enorme, quasi “troppo bella per essere vera”. ▪️Il punto però è che il JOLTS è un dato spesso rumoroso e volatile. Un singolo numero così forte va quindi letto con cautela, soprattutto quando arriva con uno scarto così estremo rispetto al consensus. ▪️Il dettaglio che ridimensiona il segnale è il quits rate, cioè il tasso di dimissioni volontarie, uscito sotto le attese. Se il mercato del lavoro fosse davvero in forte riaccelerazione, ci si aspetterebbe più lavoratori disposti a lasciare il posto per cercarne uno migliore. ▪️Per la Fed il dato resta comunque scomodo. Un mercato del lavoro più forte dà munizioni ai membri più hawkish del FOMC per frenare l’idea di nuovi tagli dei tassi, soprattutto con un nuovo presidente della Fed che preferirebbe probabilmente avere più spazio per allentare. ▪️La reazione dei Treasury è stata finora contenuta: segnale che il mercato obbligazionario sta guardando il dato con scetticismo, senza trattarlo come una vera svolta macro.

Su The Signal si parla della pausa dei titoli europei della difesa dopo anni di forte rally. Nell’articolo, Giuliana Taccogna, analista di Gamma Capital Markets, ha risposto ad alcune domande di Rita Annunziata spiegando che il settore non ha perso appeal, ma oggi richiede più selettività. https://www.thesignalmedia.com/azioni-europee-difesa-in-pausa/

⚠️ BREAKING NEWS | Marvell vola in pre-market dopo le parole di Jensen Huang. $MRVL sale di oltre il 20% dopo il keynote COMP
⚠️ BREAKING NEWS | Marvell vola in pre-market dopo le parole di Jensen Huang. $MRVL sale di oltre il 20% dopo il keynote COMPUTEX, dove Jensen Huang avrebbe definito Marvell la prossima possibile “trillion-dollar company”.

Riflessioni. Il mercato si sta prendendo una pausa. Dopo il rally molto violento degli ultimi giorni, oggi sembra esserci un primo tentativo di tirare il fiato. Il Kospi è salito ancora, ma ormai parliamo di pochi basis point, mentre i futures americani e i rendimenti obbligazionari hanno fatto un piccolo passo indietro, cancellando parte del movimento visto ieri. In superficie, guardando solo gli indici, non sembra successo molto. I movimenti sono stati abbastanza contenuti. Ma sotto la superficie c’è stato parecchio movimento, e anche piuttosto violento. Il punto più interessante è la rotazione tra semiconduttori e software. Il basket Barclays semiconductor versus software ieri ha perso il 7,4%, un movimento da circa 3 deviazioni standard e il peggior calo dal famoso “DeepSeek Day” di inizio anno scorso. Non è un dettaglio banale. Anche perché arriva subito dopo il -6,4% registrato nell’ultima seduta di maggio. Probabilmente ci sono diversi portafogli che, pur vedendo indici ancora tranquilli, stanno subendo perdite molto più pesanti sotto il cofano. Questo è il classico mercato in cui l’indice racconta una storia, ma le singole posizioni ne raccontano un’altra. Per ora questo stress non si è ancora trasformato in contagio più ampio. Non stiamo vedendo un vero risk-off generalizzato. Però c’è un elemento da monitorare con molta attenzione: la leva finanziaria sta tornando nel sistema. Dean Curnutt di Macro Risk Advisors ha segnalato un caso interessante: un ETF a leva 2x su SK Hynix (memory stock), quotato a Hong Kong, con quasi 11 miliardi di dollari di asset. Per ottenere l’esposizione necessaria, sembra che il prodotto sia stato costretto a entrare anche sul mercato delle opzioni, perché a un certo punto gli swap dealer non sono più disposti o in grado di fornire tutta la leva richiesta. Questo, secondo noi, è il punto chiave. Non sono segnali che di solito si vedono nelle prime fasi di un rally sano. Sono segnali che compaiono quando il trade diventa affollato, quando entra leva, quando tutti vogliono la stessa esposizione nello stesso momento. E sappiamo come può finire. Basta guardare cosa è successo nell’ultimo anno agli ETF leveraged su MicroStrategy: quando il sottostante sale, la leva amplifica l’euforia; quando il movimento si gira, però, la stessa leva amplifica le perdite e costringe molti operatori a ridurre esposizione proprio nel momento peggiore. A voi le conclusioni. Occhi aperti.