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🏦 FED
Siamo entrati in una delle settimane macroeconomiche più importanti degli ultimi mesi.
Mercoledì 28 ottobre, alle 19:00 italiane, arriverà la nuova decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse, seguita dalla conferenza stampa del presidente Kevin Warsh.
Dopo il rialzo di 25 punti base di settembre, la FED si trova nuovamente davanti a una decisione complicata: continuare a contrastare l’inflazione oppure fermarsi temporaneamente per valutare gli effetti della politica monetaria sull’economia.
E questa volta, secondo me, saranno soprattutto le dichiarazioni successive alla decisione a determinare la reazione dei mercati.
📊 COSA SI ASPETTA IL MERCATO?
Attualmente i tassi americani si trovano nell’intervallo 3,75%-4,00%.
Secondo le ultime aspettative, il mercato attribuisce circa il 90% di probabilità a una pausa durante il FOMC di mercoledì.
La situazione cambia però guardando a dicembre.
Gli investitori stanno infatti prezzando una probabilità vicina all’80% di un ulteriore rialzo di 25 punti base entro dicembre.
Questo significa che il mercato non si aspetta necessariamente la fine della stretta monetaria, ma semplicemente una pausa.
Il problema principale rimane l’inflazione, ancora ben al di sopra dell’obiettivo del 2% della FED.
A complicare ulteriormente lo scenario troviamo i prezzi energetici elevati, le tensioni geopolitiche e un’economia americana che, nonostante i segnali di rallentamento del mercato del lavoro, continua a mostrare una certa resilienza.
Bitcoin è tornato a muoversi intorno agli $80.000, dopo aver registrato nuovi segnali di debolezza durante gli ultimi giorni.
Quando i tassi rimangono elevati, gli investitori possono ottenere rendimenti interessanti anche attraverso strumenti considerati meno rischiosi, come i titoli di Stato americani.
Il Treasury decennale, ad esempio, continua a offrire rendimenti vicini al 5%.
Questo tende a ridurre l’attrattiva relativa degli investimenti più speculativi e può limitare l’afflusso di capitali verso Bitcoin, Ethereum e soprattutto le altcoin.
Al contrario, una prospettiva di tassi più bassi e condizioni finanziarie meno restrittive potrebbe favorire il ritorno della propensione al rischio.
La settimana non finirà mercoledì.
Giovedì 29 ottobre arriveranno altri due appuntamenti importanti: i dati sul PIL americano del terzo trimestre e il PCE, l’indicatore d’inflazione particolarmente seguito dalla FED.
Avremo inoltre le trimestrali di alcune delle principali aziende tecnologiche americane, fondamentali per valutare la tenuta di Wall Street.
Infine, il 3 novembre ci saranno le elezioni Midterm, che potrebbero introdurre ulteriore volatilità sui mercati.
Personalmente continuo a mantenere un prudenza su Bitcoin, nonostante tutti gridino alla fine del Bear Market non ne sono convinto.
Il recupero degli ultimi mesi è stato importante, ma non considero ancora fatto il bottom.
La zona $85.000-$90.000 rimane la principale area da recuperare per iniziare a parlare di un cambiamento strutturale.
Il punto fondamentale è che mercoledì non conterà soltanto cosa farà la FED, ma soprattutto cosa il mercato inizierà a prezzare per dicembre e per il 2027.
| 2 | Bitcoin continua a muoversi intorno agli $80.000/82.000, senza riuscire per il momento a recuperare stabilmente la zona degli $85.000.
Come spiegavo negli ultimi aggiornamenti, continuo a mantenere una view prudente. La fascia $85.000-$90.000 rimane fondamentale per capire se il recupero degli ultimi mesi possa trasformarsi in una vera inversione del trend oppure rimanere un rimbalzo all’interno del Bear Market.
Sul fronte macroeconomico, l’inflazione americana rimane elevata, con l’ultimo CPI al 3,7% annuo. La prossima riunione della FED, prevista per il 28 ottobre, sarà quindi particolarmente importante.
La maggioranza degli economisti si aspetta una pausa sui tassi, ma rimane concreta la possibilità di ulteriori rialzi nei mesi successivi.
Nel frattempo, anche Wall Street sta mostrando qualche segnale di debolezza, soprattutto nel settore tecnologico. Gli investitori stanno iniziando a interrogarsi sulla sostenibilità degli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale, mentre il petrolio è tornato sopra i 110$ al barile, alimentando ulteriori preoccupazioni sull’inflazione.
Le prossime settimane potrebbero quindi essere decisive per la direzione dei mercati.
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| 3 | 📊 MARKET UPDATE
Settimana piuttosto negativa per i mercati finanziari, con nuove tensioni sul fronte macroeconomico e una correzione importante del settore tecnologico americano.
Bitcoin continua a muoversi intorno agli $82.000, dopo aver registrato un minimo vicino agli $79.700 durante la settimana.
Dopo il recupero degli ultimi mesi, BTC sembra aver perso parte della spinta rialzista, tornando a mostrare una certa debolezza proprio in prossimità delle resistenze che monitoriamo da tempo.
La zona $85.000-$90.000 rimane fondamentale. Finché Bitcoin non riuscirà a recuperarla stabilmente, continuerò a considerare possibile un’altra fase ribassista prima della conclusione definitiva del ciclo.
🏦 INFLAZIONE USA
La notizia macroeconomica più importante della settimana è arrivata dai nuovi dati sull’inflazione americana.
Il CPI di settembre è salito al 3,7% su base annua, rispetto al 3,4% precedente, superando anche le aspettative degli analisti.
L’inflazione core, che esclude alimentari ed energia, si è attestata invece al 2,6%.
Una parte importante dell’aumento deriva dal prezzo dell’energia, che continua a risentire delle tensioni in Medio Oriente.
Il problema è che l’inflazione non sembra più essere concentrata esclusivamente sul petrolio: anche altri settori stanno registrando nuovi aumenti dei prezzi.
Questo complica parecchio il lavoro della Federal Reserve.
Dopo il rialzo di 25 punti base a settembre, il mercato aveva iniziato a sperare in una pausa della politica monetaria restrittiva.
I nuovi dati hanno però riportato sul tavolo la possibilità di un ulteriore aumento dei tassi già durante il FOMC del 27-28 ottobre.
Le aspettative rimangono divise e sarà soprattutto importante ascoltare le indicazioni del presidente della FED, Kevin Warsh.
Per Bitcoin questo è uno dei fattori più importanti da monitorare.
Tassi elevati significano generalmente condizioni finanziarie più restrittive, con una minore propensione degli investitori ad assumersi rischi.
Non significa automaticamente che le crypto debbano scendere, ma rende più complicata una ripartenza sostenuta del mercato.
📉 WALL STREET:
Un altro sviluppo importante riguarda il mercato azionario americano.
Il settore tecnologico ha registrato una delle settimane peggiori degli ultimi mesi, con il Nasdaq in calo di circa il 4,5% e l’S&P 500 che ha perso circa l’1,9%.
Ancora più significativa la correzione del settore dei semiconduttori, che ha perso oltre il 10% in una sola settimana.
Le vendite hanno coinvolto soprattutto le aziende legate all’intelligenza artificiale, dopo che gli investitori hanno iniziato a interrogarsi sulla sostenibilità degli investimenti giganteschi necessari per sviluppare questa tecnologia.
Il problema non è tanto la crescita dell’AI, che rimane enorme, quanto il rapporto tra capitali investiti, debito e profitti futuri.
Molte aziende stanno investendo decine di miliardi in data center, chip e infrastrutture, scommettendo su una domanda che dovrà continuare a crescere a ritmi elevatissimi per giustificare le valutazioni attuali.
Nel frattempo, i rendimenti obbligazionari americani rimangono elevati, rendendo ancora più costoso finanziare questi investimenti.
È una situazione interessante perché, dopo anni di entusiasmo quasi ininterrotto, il mercato sta iniziando a distinguere maggiormente tra il potenziale della tecnologia e il valore delle aziende che la sviluppano.
I prossimi appuntamenti saranno fondamentali:
• 28 ottobre: decisione della FED sui tassi e dichiarazioni di Warsh.
• 3 novembre: elezioni Midterm americane.
• Prossime settimane: trimestrali delle principali aziende tecnologiche, che potrebbero determinare la direzione del settore AI.
Per Bitcoin continuerò a monitorare soprattutto il supporto degli $80.000 e la resistenza in area $85.000-$90.000.
Una perdita decisa degli $80.000 potrebbe aprire la strada a un’ulteriore correzione, mentre un recupero stabile sopra i $90.000 mi porterebbe a rivalutare sensibilmente lo scenario.
Come sempre, sarà il prezzo a darci le conferme più importanti. | 898 |
| 4 | Le midterm potrebbero quindi influenzare direttamente la velocità con cui gli Stati Uniti approveranno nuove regolamentazioni per il settore.
Cosa potrebbe succedere?
Se i Repubblicani dovessero mantenere il controllo del Congresso, Trump avrebbe probabilmente maggiori possibilità di portare avanti la propria agenda legislativa.
Se invece i Democratici dovessero conquistare la Camera, potremmo assistere a una fase di maggiore confronto politico e a possibili rallentamenti su alcune iniziative.
Questo non significa necessariamente che una vittoria democratica sarebbe negativa per Bitcoin: il sostegno alle crypto non è esclusivamente repubblicano.
La vera variabile sarà capire se il nuovo Congresso riuscirà a creare regole chiare e stabili per il settore, indipendentemente dal partito vincitore.
Strategy: la società di Michael Saylor continua la propria strategia di accumulazione, anche se gli acquisti recenti sono stati decisamente più contenuti. Tra il 5 e l’11 ottobre ha acquistato altri 250 BTC per circa $21,5 milioni.
Ethereum e altcoin: il mercato continua a mostrare una forza molto selettiva. Alcuni asset registrano movimenti speculativi interessanti, ma non vedo ancora le condizioni per parlare di una vera altseason. La liquidità rimane concentrata su pochi progetti.
Le prossime tre settimane saranno ricche di appuntamenti: inflazione americana, FOMC e successivamente elezioni midterm.
Personalmente continuo a considerare la fascia $85.000-$90.000 come lo spartiacque principale per Bitcoin. | 949 |
| 5 | Post un po’ lungo, ma ho affrontato vari temi ✅
Bitcoin continua a muoversi in area $83.000-$84.000, dopo aver tentato nuovamente di superare gli $85.000 durante gli ultimi giorni.
Il mercato sembra essere entrato in una nuova fase di consolidamento, con movimenti relativamente contenuti e una direzionalità ancora poco chiara.
La cosa interessante è che, nonostante il recupero importante registrato dai minimi di giugno, BTC rimane ancora circa il 34% sotto il massimo storico di ottobre 2025, quando aveva superato i $126.000.
Personalmente continuo a mantenere una certa prudenza. Il rimbalzo degli ultimi mesi è stato sicuramente significativo, ma non ritengo ci siano ancora conferme sufficienti per dichiarare definitivamente concluso il Bear Market.
La zona $85.000-$90.000 continua a essere quella più importante.
Negli ultimi tentativi di recupero, BTC ha incontrato pressione in vendita proprio avvicinandosi a quest’area.
Una rottura convincente degli $85.000, seguita da un consolidamento sopra i $90.000, sarebbe un segnale molto interessante e mi porterebbe a rivalutare la possibilità che il minimo definitivo del ciclo sia già stato registrato.
Al contrario, un nuovo rifiuto manterrebbe aperta la possibilità di un’altra correzione importante.
Non escludo ancora che Bitcoin possa registrare nuovi minimi prima della fine dell’anno, soprattutto se le condizioni macroeconomiche dovessero peggiorare.
C’è però una differenza rispetto ai cicli precedenti: oggi Bitcoin ha una presenza istituzionale molto più importante, soprattutto grazie agli ETF spot. Questo potrebbe modificare sia la durata sia l’intensità delle fasi ribassiste.
INFLAZIONE E TASSI
Uno dei principali problemi per il mercato rimane il contesto macroeconomico americano.
Il rendimento dei Treasury a 10 anni ha recentemente superato il 5,2%, mentre il dollaro continua a mostrare forza.
Sono condizioni generalmente poco favorevoli agli asset più speculativi, Bitcoin compreso.
La Federal Reserve si trova davanti a una situazione complicata: da una parte il mercato del lavoro americano mostra segnali di rallentamento, dall’altra l’inflazione continua a essere alimentata anche dai prezzi dell’energia.
Questa settimana avremo un altro appuntamento importante con i dati sull’inflazione americana del 14 ottobre, che potrebbero modificare le aspettative sulla prossima riunione FOMC del 28 ottobre.
Se l’inflazione dovesse risultare inferiore alle attese, i mercati potrebbero tornare a scommettere su una FED meno aggressiva. Al contrario, una sorpresa al rialzo rischierebbe di riportare pressione su Bitcoin e Wall Street.
🇺🇸 ELEZIONI MIDTERM: COSA POTREBBE CAMBIARE PER LE CRYPTO?
Tra meno di un mese, il 3 novembre, si terranno le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.
Sono particolarmente importanti perché determineranno i nuovi equilibri del Congresso americano, rinnovando tutta la Camera dei Rappresentanti e circa un terzo del Senato.
Storicamente, le elezioni di metà mandato sono spesso accompagnate da una maggiore incertezza sui mercati, che tende a ridursi una volta conosciuto il risultato.
Ma questa volta c’è anche un altro elemento da considerare: il rapporto tra politica americana e settore crypto.
Negli ultimi anni Trump ha costruito una parte importante della propria agenda economica attorno al sostegno degli asset digitali, mentre l’industria crypto ha investito enormi capitali nel finanziamento di candidati favorevoli al settore, appartenenti a entrambi i partiti.
E proprio questa settimana è arrivata una notizia importante.
Il CLARITY Act, il provvedimento che avrebbe dovuto definire con maggiore precisione le competenze dei regolatori americani e le regole per il mercato crypto, ha subito una battuta d’arresto al Senato.
Il tema è particolarmente delicato perché alcuni parlamentari hanno sollevato preoccupazioni anche sui possibili conflitti d’interesse legati alle attività crypto di Trump. | 843 |
| 6 | 📊 MARKET UPDATE
Settimana interessante per i mercati, con Bitcoin che è tornato a testare area $86.000-$87.000, prima di ritracciare nuovamente verso gli $84.000-$85.000.
Il movimento degli ultimi mesi rimane comunque importante: BTC ha chiuso il terzo trimestre con un rialzo superiore al 40%, il miglior trimestre da quasi due anni. Nonostante questo, rimane ancora negativo da inizio anno e soprattutto non abbiamo ancora una conferma definitiva della fine del Bear Market.
Personalmente continuo quindi a mantenere la stessa view delle ultime settimane.
La fascia $85.000-$90.000 rimane uno dei livelli più importanti da monitorare. Bitcoin ci sta arrivando, ma per cambiare realmente la struttura vorrei vedere una rottura convincente e soprattutto un consolidamento sopra quest’area.
Fino a quel momento considero ancora possibile che quello degli ultimi mesi sia un grande rimbalzo all’interno di una struttura più ampia ancora incerta.
La notizia macro più importante della settimana arriva dal mercato del lavoro americano.
A settembre gli Stati Uniti hanno creato solamente 29.000 nuovi posti di lavoro, molti meno degli attesi, mentre la disoccupazione è salita leggermente al 4,2%.
Questo dato ha cambiato rapidamente le aspettative sulla FED.
Dopo il rialzo dei tassi di settembre, il mercato temeva un altro aumento già durante il FOMC di ottobre. Con un mercato del lavoro che sta iniziando a raffreddarsi, invece, la FED potrebbe decidere di lasciare i tassi invariati questo mese e aspettare nuovi dati su inflazione e occupazione.
È una dinamica importante anche per Bitcoin.
Un’economia abbastanza debole da impedire ulteriori rialzi dei tassi, ma non abbastanza debole da entrare in recessione, sarebbe probabilmente lo scenario migliore per gli asset risk-on.
Il problema è che l’inflazione rimane sopra il target della FED e alcuni membri della banca centrale continuano a ritenere necessari ulteriori rialzi nei prossimi mesi. Kashkari, ad esempio, ha dichiarato di aspettarsi altri aumenti dei tassi entrando nel 2027.
📈 Wall Street rimane fortissima
Il dato debole sul lavoro è stato paradossalmente accolto bene dal mercato.
Nell’ultima seduta il Nasdaq ha guadagnato circa l’1,2%, mentre l’S&P 500 circa lo 0,7%, tornando a meno dell’1% dai massimi storici.
Da inizio anno il Nasdaq è circa a +17%, mentre l’S&P 500 è intorno al +13%.
Continua quindi quella divergenza di cui parliamo ormai da mesi: il mercato azionario americano rimane estremamente forte mentre Bitcoin, nonostante il recupero recente, è ancora molto lontano dai suoi vecchi massimi.
Dopo mesi molto più complicati, gli ETF spot su Bitcoin americani hanno registrato circa $2,4 miliardi di afflussi netti in una sola settimana, riportando in positivo i flussi complessivi del 2026.
È probabilmente uno dei segnali più interessanti dietro al recupero recente di BTC: sta tornando domanda attraverso gli strumenti istituzionali.
Anche Strategy di Michael Saylor continua ad accumulare.
Nell’ultima operazione ha acquistato altri 1.665 BTC per circa $143 milioni, portando le proprie riserve complessive a 847.666 Bitcoin.
Starei comunque attento alle prossime settimane, c’è qualcosa che mi insospettisce nella situazione attuale. Vedo tantissimo ottimismo nei social, e non è mai un bel sentore soprattutto nei mercati crypto. | 1 121 |
| 7 | 📊 WEEKLY MARKET UPDATE
Settimana decisamente interessante sui mercati finanziari. Bitcoin continua a mostrare una certa forza, ma le notizie più importanti arrivano soprattutto dalla Federal Reserve e dal settore dell’intelligenza artificiale.
Bitcoin è riuscito a recuperare gli $80.000, spingendosi successivamente oltre gli $87.000, prima di tornare in area $84.000 negli ultimi giorni.
Siamo vicini ad un livello importante, quello dei 90.000$, se lo superasse con forza si potrebbe iniziare ad ipotizzare una possibile inversione.
Interessante anche quanto sta succedendo sulle altcoin: negli ultimi giorni diversi asset hanno sovraperformato Bitcoin. Tuttavia, qualche settimana positiva non è sufficiente per parlare di una nuova altseason.
🏦 FED: PRIMO RIALZO DEI TASSI DAL 2023
La notizia macroeconomica più importante è arrivata dalla Federal Reserve.
Durante il FOMC del 16 settembre, la FED, guidata dal nuovo presidente Kevin Warsh, ha aumentato i tassi di interesse di 25 punti base.
Si tratta del primo rialzo dal 2023, una decisione presa per contrastare un’inflazione che continua a rappresentare un problema per l’economia americana.
La situazione è particolarmente interessante perché fino a qualche mese fa si discuteva soprattutto di ulteriori tagli dei tassi. Adesso, invece, il mercato deve nuovamente confrontarsi con la possibilità di una politica monetaria più restrittiva.
E potrebbe non essere finita.
Secondo Bank of America, la FED potrebbe effettuare altri due rialzi entro la fine del 2026, mentre le aspettative di mercato si stanno spostando verso un ulteriore intervento già a ottobre.
Per le crypto questo è un elemento da monitorare attentamente.
Tassi elevati e rendimenti obbligazionari in crescita rendono generalmente meno attraenti gli investimenti più rischiosi.
Il settore AI continua a essere uno dei principali protagonisti di Wall Street.
La scorsa settimana abbiamo assistito a un’importante correzione dei titoli legati ai semiconduttori, dopo che alcuni dirigenti delle principali aziende americane di intelligenza artificiale hanno sollevato preoccupazioni sui rischi dei modelli più avanzati, chiedendo di rallentarne lo sviluppo.
Le dichiarazioni hanno provocato vendite importanti su Nvidia e su altre aziende del settore.
La cosa interessante è che il mercato ha successivamente mostrato una certa capacità di recupero.
L’entusiasmo per l’intelligenza artificiale rimane elevato e diverse aziende tecnologiche sono tornate a registrare valutazioni importanti. AMD, ad esempio, ha raggiunto una capitalizzazione di circa 1.000 miliardi di dollari.
È una dinamica che conosciamo molto bene anche nel mercato crypto: una tecnologia può avere prospettive enormi senza che qualsiasi valutazione sia necessariamente giustificata.
Nel frattempo, il rendimento dei Treasury americani a 10 anni ha superato il 5%, arrivando successivamente oltre il 5,1%.
È un dato particolarmente importante perché il mercato obbligazionario influenza direttamente il costo del capitale, le valutazioni azionarie e la propensione al rischio degli investitori.
Se i rendimenti dovessero continuare a salire, soprattutto le aziende con valutazioni molto elevate potrebbero risentirne.
🌍 GEOPOLITICA E PETROLIO
Rimangono inoltre le tensioni legate all’Iran e al prezzo del petrolio.
L’energia continua a rappresentare uno dei principali rischi per l’inflazione americana, complicando ulteriormente il lavoro della Federal Reserve.
Il problema è che un petrolio persistentemente elevato può alimentare l’inflazione proprio mentre la FED cerca di riportarla sotto controllo.
Questo significa che gli sviluppi geopolitici continueranno ad avere conseguenze anche sui mercati finanziari.
Per il momento continuo quindi a monitorare soprattutto la fascia $85.000-$90.000 su Bitcoin.
Sarà interessante vedere se BTC riuscirà a recuperarla stabilmente nonostante le condizioni macroeconomiche oppure se questo movimento si rivelerà un altro rimbalzo all’interno di una struttura ancora ribassista. | 1 244 |
| 8 | Settimana abbastanza tranquilla per il mercato crypto. Bitcoin continua a muoversi tra i $77.000 e gli 80.000$, senza riuscire per il momento a trovare una vera direzione.
Dopo il forte rimbalzo delle scorse settimane, BTC è quindi entrato nuovamente in una fase di lateralizzazione. Non è necessariamente un segnale negativo: dopo un movimento importante è normale vedere il prezzo consolidare, ma servirà la rottura dei prossimi livelli per capire se questo impulso avrà ancora spazio oppure se rimarrà semplicemente un rimbalzo all’interno del Bear Market.
Questa settimana sarà però particolarmente interessante soprattutto dal punto di vista macroeconomico.
Il mercato è tornato improvvisamente a prezzare la possibilità di un rialzo dei tassi, principalmente a causa di un’inflazione ancora persistente e del nuovo aumento del prezzo del petrolio.
Sarebbe un cambio di scenario importante rispetto a pochi mesi fa, quando si discuteva principalmente di quando e quanto velocemente la FED avrebbe tagliato.
Per Bitcoin e per gli asset risk-on non sarebbe certamente la situazione ideale: tassi più alti significano generalmente condizioni finanziarie più restrittive e meno liquidità disponibile per gli asset speculativi.
Mercoledì avremo quindi un FOMC particolarmente importante e, ancora più della decisione sui tassi, sarà fondamentale capire il tono utilizzato dalla FED per i prossimi mesi.
🛢 Petrolio nuovamente sopra i $100
Altro problema è il petrolio, tornato sopra i $100 al barile, con il Brent arrivato oltre i $108.
Il collegamento è abbastanza semplice: petrolio più caro significa maggiore pressione sui prezzi, maggiore rischio inflazionistico e quindi meno spazio per una politica monetaria accomodante.
È uno dei motivi principali per cui i rendimenti dei Treasury americani sono tornati a salire, con il 10Y arrivato temporaneamente intorno al 5%.
La notizia probabilmente più particolare della settimana arriva però dal settore AI.
Diversi leader delle principali aziende di intelligenza artificiale hanno iniziato pubblicamente a chiedere maggiore cautela nello sviluppo dei modelli più avanzati, sottolineando i rischi derivanti da una corsa troppo veloce.
I mercati hanno reagito immediatamente.
Oggi Nvidia, AMD, Broadcom e diversi produttori di semiconduttori hanno subito forti vendite, con l’indice dei semiconduttori americano arrivato a perdere quasi il 6%.
È interessante perché per anni il mercato ha prezzato praticamente uno scenario solo:
AI sempre più potente → investimenti sempre maggiori → sempre più data center e chip.
Se per motivi di sicurezza o regolamentazione questa crescita dovesse rallentare, sarebbero proprio le aziende che vendono l’infrastruttura AI ad essere tra le prime a risentirne.
Non significa assolutamente che la bolla AI sia finita, ma è probabilmente uno dei primi veri segnali di paura che vediamo su questo settore dopo anni di euforia quasi ininterrotta.
Anche i mercati americani hanno reagito negativamente: S&P 500, Nasdaq e Dow Jones hanno chiuso tutti in rosso, trascinati soprattutto dal settore tecnologico.
Per ora comunque parliamo di movimenti relativamente piccoli sugli indici. La vera debolezza è concentrata soprattutto sui semiconduttori e sui titoli più esposti alla crescita degli investimenti AI.
Tornando alle crypto
Per Bitcoin quindi non è cambiato molto dal precedente aggiornamento.
Il prezzo sta semplicemente consolidando e questa settimana potrebbe essere proprio la FED a rompere l’equilibrio.
Se BTC riuscisse a mantenere la forza anche davanti a tassi e rendimenti più elevati, sarebbe un segnale interessante. Al contrario, un FOMC più aggressivo del previsto potrebbe riportare pressione su tutto il comparto risk-on.
In questo momento quindi preferisco non anticipare il mercato.
Bitcoin non si sta muovendo molto, ma intorno a lui stanno succedendo parecchie cose.
E spesso è proprio durante queste fasi apparentemente noiose che si preparano i movimenti più importanti. | 1 322 |
| 9 | 📊 Market Update
Settembre è storicamente uno dei mesi più deboli per Bitcoin, ma rimane un dato statistico che, preso singolarmente, non ci dice praticamente nulla su quello che farà il prezzo nelle prossime settimane.
Per il momento il mercato continua a reggere e Bitcoin rimane nella parte alta della struttura.
Negli ultimi giorni è tornato anche un po’ di movimento on-chain, soprattutto sul fronte memecoin, esattamente come abbiamo visto più volte durante l’ultima Bull Run.
Questa volta una parte importante dell’attenzione si sta concentrando su FOMO, una piattaforma per il trading di memecoin con dinamiche simili a quelle che abbiamo già visto su Pumpfun.
E qui secondo me bisogna fare molta attenzione.
Sui social vediamo continuamente screenshot di PnL assurdi, con trader che apparentemente trasformano poche migliaia di dollari in centinaia di migliaia o addirittura milioni.
Come mostra l’analisi che ho condiviso nella foto, il 95% degli utenti della piattaforma ha perso soldi. Solo una percentuale minuscola riesce a superare i $10.000 di profitto e ancora meno persone arrivano a guadagni milionari.
Quella piccolissima minoranza di vincitori sono account con centinaia di migliaia o milioni di follower, capaci di spostare liquidità che speculano quindi sulla massa.
Ed è anche uno dei motivi per cui continuo a considerare questo mercato sempre più vicino a un gigantesco casinò speculativo.
Le notizie più interessanti della settimana:
• Strategy è tornata ad acquistare Bitcoin dopo circa 10 settimane di pausa: altri 4.603 BTC per circa $370 milioni, acquistati a un prezzo medio di $80.318. La società possiede ora circa 845.050 BTC.
• Standard Chartered ha lanciato negli Emirati Arabi Uniti il trading spot di Bitcoin ed Ethereum per clienti istituzionali, diventando la prima banca di rilevanza sistemica globale a offrire questo servizio nel Paese. Un altro piccolo passo verso l’integrazione tra finanza tradizionale e mercato crypto.
• Coinbase ha presentato alla SEC la documentazione per poter offrire perpetual sulle azioni negli Stati Uniti. L’obiettivo è avvicinare sempre di più il funzionamento dei mercati tradizionali a quello crypto, con strumenti negoziabili senza la classica scadenza dei futures.
• La SEC terrà inoltre un incontro dedicato alla possibilità di estendere progressivamente il trading azionario americano verso un modello 24 ore su 24. È un’evoluzione interessante perché il confine tra infrastruttura crypto e mercati tradizionali continua lentamente ad assottigliarsi.
Questo mercato comunque offre opportunità tutti gli anni, seguendo le nuove narrative si possono cavalcare trend di mercato. Probabilmente l’esempio più grande della scorsa Bull Run è stato HYPE, in un mare di “merda” di meme Coin si è distinta come uno dei pochi progetti funzionanti e utili. Soprattutto se BTC nei prossimi mesi confermerà nuovi minimi ci saranno grandi opportunità. La pazienza è la chiave di tutto, i soldi più grandi si fanno accumulando in Bear Market. Nelle prime fasi del Bull c’è la crescita esponenziale, nello scorso ad esempio paradossalmente ci sono state più opportunità nella prima parte fine 2023 inizio 2024 che dopo l’halving effettivo.
Purtroppo all’epoca non avevo ancora il canale, e non ho potuto quindi condividere i miei primi ingressi, ma questa volta sarà diverso. | 1 327 |
| 10 | Bitcoin tocca gli $80.000: nuovo Bull Market o semplice rimbalzo?
Dopo quasi 3 mesi di lateralità, il mercato crypto ha finalmente dato un bello scossone. Bitcoin ha guadagnato circa il 30% in poche settimane, mentre Ethereum è arrivato a sfiorare il +40%.
Come scrivevo già negli scorsi post, era abbastanza probabile aspettarsi prima o poi un rimbalzo importante. Negli ultimi giorni però sto leggendo sempre più persone parlare già di nuovo Bull Market ma sarei molto più cauto.
C’è innanzitutto una premessa importante da fare: durante i Bear Market Bitcoin non scende mai in linea retta. Anche nei cicli precedenti abbiamo assistito a rimbalzi molto forti all’interno di strutture che rimanevano comunque ribassiste, soprattutto nei mesi di luglio/agosto. Nel 2022, ad esempio, il minimo definitivo arrivò solamente a novembre, mentre nel Bear Market del 2018 arrivò a dicembre.
Se quindi questo ciclo dovesse seguire una struttura simile a quelle del passato, non escluderei un nuovo minimo entro la fine dell’anno. Se fosse così Bitcoin potrebbe quindi perdere anche un buon 50% dai livelli attuali.
Allo stesso tempo, però, bisogna avere l’apertura mentale di riconoscere che il mercato è cambiato tantissimo.
L’arrivo degli ETF spot, il peso crescente degli investitori istituzionali e una struttura di mercato completamente diversa hanno già reso l’ultimo Bull Market molto differente dai precedenti. Di conseguenza non possiamo avere la rigidità mentale di pensare che anche questo Bear Market debba necessariamente replicare alla perfezione quelli passati.
Nonostante questo, non griderei ancora alla fine del bear market.
La candela mensile è sicuramente molto positiva, ma al momento non vedo ancora abbastanza conferme strutturali per decretare definitivamente l’inizio di un nuovo Bull Market.
Se dovessi basarmi semplicemente sulla mia view, direi che il Bear Market non è ancora terminato. Ma, come sempre, la cosa migliore è lasciare parlare il prezzo e adattarsi a quello che farà il mercato.
Due livelli che considero particolarmente importanti sono $85.000 e successivamente $90.000. Un recupero deciso e soprattutto un consolidamento sopra queste zone cambierebbero sensibilmente la struttura e mi porterebbero a rivalutare lo scenario.
Quindi attenzione soprattutto alla FOMO e a chi oggi dà già per certo l’inizio di un nuovo Bull Market: può succedere, ma ad oggi non abbiamo ancora abbastanza elementi per affermarlo con certezza.
Interessante infine anche il ritorno di Strategy (ex MicroStrategy) sul mercato. Dopo circa 10 settimane senza nuovi acquisti, la società di Michael Saylor ha comprato 4.603 BTC per circa $370 milioni, a un prezzo medio di $80.318 per Bitcoin.
Un acquisto arrivato proprio dopo il forte recupero del mercato e che porta le riserve complessive di Strategy a circa 845.000 BTC.
Mercato finalmente tornato interessante. Ora bisognerà capire se questo movimento rappresenta l’inizio di qualcosa di nuovo o uno degli ultimi grandi rimbalzi del Bear Market. | 1 416 |
| 11 | 📊 Market Update
Non ci sono grosse novità nel mercato crypto. I prezzi continuano a muoversi all’interno dello stesso range, con oscillazioni ma senza una direzione ben definita.
Si stanno vedendo alcuni movimenti speculativi nel settore DeFi, ma al momento nulla di particolarmente rilevante. La liquidità rimane contenuta e il mercato continua a essere in una fase di attesa.
Nella foto postata troviamo 3 cicli di Bitcoin, dal loro minimo fino al loro massimo.
L’ultimo ciclo 2022-2025.
Siamo quindi molto probabilmente vicini ad un nuovo minimo da cui poi partirà il prossimo ciclo.
Tra le notizie più interessanti degli ultimi giorni:
La Federal Reserve ha lasciato intendere che nella prossima riunione del FOMC potrebbe mantenere un approccio più restrittivo, con il mercato che valuta anche la possibilità di un rialzo dei tassi qualora l’inflazione dovesse tornare a sorprendere al rialzo.
Negativo quindi per i mercati.
Strategy (Michael Saylor) ha autorizzato un nuovo piano finanziario che prevede la possibilità di vendere fino a 5 miliardi di dollari in Bitcoin, qualora fosse necessario nell’ambito della gestione del capitale. Non significa che l’azienda abbia iniziato a vendere BTC, ma semplicemente che si è dotata di questa facoltà.
Mi sto concentrando anche su un’opportunità al di fuori del mercato crypto: SPCX, il titolo legato a SpaceX.
Dal listing il prezzo ha perso circa il 60%.
Guardando i multipli tradizionali, il titolo appare ancora sopravvalutato, con una valutazione di circa 77 volte i ricavi, livelli difficili da giustificare secondo i parametri classici.
Tuttavia, SpaceX è un caso particolare.
Stiamo parlando in primis di un’azienda di Elon Musk, che ha praticamente il monopolio nel suo settore. Il mercato sta quindi prezzando soprattutto la crescita futura, più che i risultati attuali.
Se dovesse continuare a correggere, potrebbe diventare una delle opportunità di investimento più interessanti dei prossimi anni, anche rispetto al mercato crypto. | 1 234 |
| 12 | 📊 Performance delle principali crypto dall’inizio dell’anno
BTC: -29,72%
ETH: -40,48%
XRP: -47,43%
SOL: -44,49%
Il Bear Market è sempre così: oltre ad essere ribassista, è soprattutto noioso. Negli ultimi mesi il mercato crypto è rimasto praticamente in stallo, con poca volatilità direzionale e pochi movimenti degni di nota.
Non escludo che tra agosto e settembre possa esserci un rimbalzo tecnico, ma sono convinto che entro la fine dell’anno vengano segnati nuovi minimi, completando così questo ciclo ribassista.
📈 Una riflessione sugli ultimi due anni
Volevo fare anche un’analisi onesta di questi ultimi due anni, cioè da quando è nata questa community.
Bitcoin, nel complesso, ha seguito abbastanza fedelmente il proprio ciclo, anche se con alcune differenze rispetto al passato.
Le vere anomalie, invece, hanno riguardato il resto del mercato.
Per la prima volta nella storia delle crypto non abbiamo assistito ad una vera altseason. Nessuna inversione della Dominance. Le altcoin, salvo rarissime eccezioni, non hanno mai avuto quell’esplosione che ha sempre caratterizzato i precedenti bull market.
Dispiace infatti che sia andata male la challenge sulle altcoin che avevo condiviso. È andata meglio invece l’anno scorso grazie alla possibilità data da Ethereum, che comunque in questo ciclo ha faticato parecchio e, di fatto, non ha mai vissuto un vero bull market rispetto a quanto visto in passato.
È stato probabilmente il ciclo più anomalo che il mercato crypto abbia mai vissuto.
Le vere protagoniste sono state quasi esclusivamente le meme coin ed infatti l’unico x10 condiviso nel canale è stato PEPE all’inizio del 2024, quando però la community era molto più piccola.
Credo sia giusto prendere atto che questo mercato è cambiato profondamente.
L’arrivo degli ETF, la crescente presenza degli istituzionali e la maturazione di Bitcoin hanno modificato completamente le dinamiche che avevamo conosciuto nei cicli precedenti.
I Bear Market durano mediamente circa un anno e, se anche questo dovesse rispettare la storia, potremmo essere ormai nella parte finale del ciclo ribassista.
Ci troviamo nuovamente nella fase che, storicamente, ha sempre offerto le migliori opportunità. E il prossimo halving dista meno di 2 anni, voglio quindi tornare a pubblicare costantemente qui nel canale e anche tramite video.
Condividerò come sempre ciò che farò, nel prossimo ciclo difficilmente investirò in altcoin fuori dalla Top 50. Darò priorità soprattutto a Bitcoin e a pochissimi altri progetti realmente solidi.
Questa bull run mi ha lasciato una convinzione molto forte.
Il mercato crypto, così come quello tradizionale, sta diventando sempre più una gigantesca macchina speculativa. Sempre meno progetti cercano realmente di creare valore, mentre l’obiettivo principale sembra essere quello di attirare liquidità nel minor tempo possibile ed estrarla dal mercato.
Trump probabilmente ha portato più danni che benefici, perché è stato uno dei principali speculatori, portando il mercato a diventare una giungla.
Si riparte quindi con un focus diverso. | 1 191 |
| 13 | 📊 Market Update – BTC, Ethereum e contesto macro
Mese molto impegnativo, ma da oggi tornano gli aggiornamenti regolari sul canale.
Nell’ultimo post ci eravamo lasciati analizzando i possibili sviluppi del mercato. Da allora Bitcoin, dopo aver raggiunto area $82.000, ha registrato una nuova correzione importante tornando fino ai $60.000.
Come spiegavo già negli aggiornamenti precedenti, ci troviamo sempre in Bear Market. Per questo motivo i movimenti rialzisti vanno interpretati con cautela e, almeno finché non verranno recuperati determinati livelli strutturali, come semplici impulsi all’interno di un trend ancora ribassista.
Storicamente i bear market di Bitcoin tendono a concludersi con una fase finale di capitolazione prima della costruzione di una nuova struttura rialzista. Se il ciclo dovesse seguire gli schemi del passato, il minimo definitivo potrebbe arrivare entro la fine dell’anno. Tuttavia questo ciclo ha già mostrato diverse anomalie rispetto ai precedenti: ETF spot, maggiore presenza istituzionale e un contesto macro completamente diverso. Per questo non escludo che i tempi possano essere più rapidi rispetto alla storia passata.
Attualmente BTC ha reagito dai minimi ed è tornato in area $64.000. Durante l’estate non escludo la possibilità di un nuovo impulso rialzista verso la fascia $85.000-$90.000, che al momento considero una delle principali zone obiettivo in caso di prosecuzione del rimbalzo.
I periodi ribassisti sono quelli in cui si costruiscono i portafogli che poi performano durante il ciclo successivo. Dato gli sviluppi dello scorso Bull Market preferisco maggiore esposizione su pochi asset principali piuttosto che sulle altcoin, che negli ultimi anni hanno perso completamente rilevanza.
Ethereum continua ad essere uno degli asset che osservo con maggiore attenzione. Se guardiamo il grafico di lungo periodo, sembra trovarsi in una fase di accumulazione che dura ormai da anni. Proprio per questo motivo non mi sorprenderebbe vederlo tra i protagonisti del prossimo ciclo rialzista, qualora il mercato tornasse in una fase di espansione.
Sul fronte geopolitico, le tensioni tra Stati Uniti e Iran si sono notevolmente ridotte rispetto ai mesi precedenti grazie agli accordi raggiunti recentemente (che vede gli USA uscirne malissimo).
Rimangono però diversi punti critici, tra cui il controllo dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi commerciali più importanti al mondo per il trasporto del petrolio.
Anche nelle ultime ore non sono mancati nuovi attriti e dichiarazioni contrapposte, segno che la situazione è tutt’altro che definitivamente risolta. La differenza rispetto a qualche mese fa è che i mercati sembrano reagire molto meno a queste notizie, a meno che non si verifichino eventi realmente in grado di alterare gli equilibri internazionali.
Tra gli eventi più interessanti delle ultime settimane c’è sicuramente l’attenzione crescente attorno al listing di SpaceX. Elon è diventato il primo trillionario della storia. Dedicherò un post specifico all’argomento perché potrebbero nascere opportunità speculative interessanti nei prossimi mesi.
Infine, un altro tema da monitorare sarà l’evoluzione della Federal Reserve. Dopo la fine dell’era Powell, i mercati stanno già cercando di capire quale sarà l’approccio della nuova leadership in materia di tassi e politica monetaria. Come sempre, la liquidità globale continuerà ad essere uno dei fattori più importanti per determinare il futuro di Bitcoin e del mercato crypto. | 1 083 |
| 14 | L’ultimo mese è stato decisamente positivo per i mercati crypto.
Bitcoin è riuscito a recuperare e consolidarsi sopra gli $80.000, entrando ora in una fase di lateralizzazione su questi livelli dopo il forte rimbalzo partito dai minimi.
Nel frattempo, anche i mercati americani continuano a mostrare forza, con gli indici principali vicini ai massimi storici grazie al ritorno di fiducia sul fronte macro e geopolitico.
Il contesto internazionale nelle ultime settimane è migliorato rispetto ai mesi precedenti:
tra Stati Uniti, Iran e Israele si è ridotta l’escalation diretta;
i bombardamenti che stavano destabilizzando il Medio Oriente si sono temporaneamente fermati;
il petrolio ha smesso di correre come nelle settimane di massima tensione.
Questo ha dato respiro ai mercati risk-on, crypto comprese.
Tuttavia, la situazione resta tutt’altro che risolta.
Continuano infatti le tensioni legate allo stretto di Hormuz, punto strategico da cui passa circa il 20% del petrolio mondiale.
Inoltre, proprio nelle ultime ore:
Israele ha colpito un importante leader di Hamas,
e questo dimostra quanto il contesto resti fragile e potenzialmente esplosivo.
Altro tema molto importante è il recente viaggio di Trump in Cina, che potrebbe rappresentare uno dei momenti geopolitici più rilevanti degli ultimi anni.
L’obiettivo è duplice:
migliorare i rapporti economici tra USA e Cina, e facilitare accordi strategici anche sul fronte Medio Oriente e Iran.
Un eventuale disgelo economico tra le due superpotenze potrebbe avere effetti enormi sui mercati globali e sulla liquidità.
Il mercato crypto sta riflettendo perfettamente questo scenario:
Bitcoin continua a essere il principale asset su cui si concentra la liquidità;
mentre le altcoin restano molto più deboli.
Ed è normale in una fase di bear market:
storicamente, nei periodi ribassisti il capitale tende a concentrarsi quasi esclusivamente su BTC e su pochi asset considerati più solidi.
📊 Livello chiave: la 200 Moving Average
In questo momento Bitcoin si trova vicino a una zona tecnica molto importante: la 200 MA (Moving Average).
Storicamente, durante i bear market, questa media ha spesso rappresentato:
una forte resistenza, oppure il livello decisivo che separa un semplice rimbalzo da una vera inversione strutturale.
Se BTC riuscisse a superarla con forza e consolidare sopra, il mercato potrebbe spingersi anche verso area $90.000.
Personalmente però continuo a vedere quella zona come un possibile target massimo di questo rimbalzo, prima di una nuova correzione importante. | 1 170 |
| 15 | Bitcoin si è spinto fino ai $77.000 dopo la notizia dell’accordo di tregua tra Iran e Stati Uniti.
Una reazione forte, che conferma quanto in questo momento il mercato sia guidato soprattutto dal sentiment geopolitico.
Se BTC dovesse superare con decisione gli $80.000, il prossimo target potrebbe arrivare abbastanza rapidamente in area $90.000.
Quella zona resta probabilmente il target più realistico di questo rimbalzo, prima di un possibile nuovo ribasso più profondo. Ricordiamo infatti che siamo sempre in Bear Market.
In questo momento i mercati sono estremamente volatili e dipendono quasi totalmente dagli eventi geopolitici e soprattutto dalle dichiarazioni di Trump.
Basta una frase, un’intervista o un nuovo accordo internazionale per spostare miliardi di dollari nel giro di poche ore.
📊 Crypto in Bear Market, America quasi in ATH
La cosa interessante è che, mentre il mercato crypto continua a sembrare in bear market, il mercato azionario americano è praticamente sui massimi storici.
In realtà non è una situazione così strana:
le crypto tendono ad essere correlate allo stock market solo per brevi periodi;
il mercato americano è molto più solido e segue dinamiche economiche diverse;
il bear market crypto è spesso quasi uno schema ciclico predefinito.
Va però detto che questa potrebbe essere la prima vera fase ribassista “post ETF”, e quindi potrebbe essere diversa da quelle del passato:
- più breve
- meno violenta
- con più sostegno istituzionale.
D’altronde anche questo bull market è stato molto diverso dai precedenti:
- altseason praticamente mai arrivata
- dominance di Bitcoin rimasta sempre alta
- ETH e altcoin mai davvero esplose come nei vecchi cicli | 1 665 |
| 16 | Bitcoin si è spinto fino ai $77.000 dopo la notizia dell’accordo di tregua tra Iran e Stati Uniti.
Una reazione forte, che conferma quanto in questo momento il mercato sia guidato soprattutto dal sentiment geopolitico.
Se BTC dovesse superare con decisione gli $80.000, il prossimo target potrebbe arrivare abbastanza rapidamente in area $90.000.
Quella zona resta probabilmente il target più realistico di questo rimbalzo, prima di un possibile nuovo ribasso più profondo. Ricordiamo infatti che siamo sempre in Bear Market.
In questo momento i mercati sono estremamente volatili e dipendono quasi totalmente dagli eventi geopolitici e soprattutto dalle dichiarazioni di Trump.
Basta una frase, un’intervista o un nuovo accordo internazionale per spostare miliardi di dollari nel giro di poche ore.
📊 Crypto in Bear Market, America quasi in ATH
La cosa interessante è che, mentre il mercato crypto continua a sembrare in bear market, il mercato azionario americano è praticamente sui massimi storici.
In realtà non è una situazione così strana:
le crypto tendono ad essere correlate allo stock market solo per brevi periodi;
il mercato americano è molto più solido e segue dinamiche economiche diverse;
il bear market crypto è spesso quasi uno schema ciclico predefinito.
Va però detto che questa potrebbe essere la prima vera fase ribassista “post ETF”, e quindi potrebbe essere diversa da quelle del passato:
- più breve
- meno violenta
- con più sostegno istituzionale.
D’altronde anche questo bull market è stato molto diverso dai precedenti:
- altseason praticamente mai arrivata
- dominance di Bitcoin rimasta sempre alta
- ETH e altcoin mai davvero esplose come nei vecchi cicli | 1 |
| 17 | Spero abbiate passato tutti una bella Pasqua. Anche questa settimana è stata particolarmente movimentata per i mercati.
La cosa più assurda è che ormai sembra che tutto si muova quasi esclusivamente in base alle dichiarazioni di Trump.
I mercati sono sempre stati volatili, ma dal suo ritorno al centro della scena nel 2024 sembra che ogni movimento dipenda più dalle sue parole che dai dati macroeconomici o dagli eventi reali.
Ed è curioso notare come, puntualmente, poco prima delle sue dichiarazioni vengano mossi milioni di dollari tra acquisti e short. Chissà perché…
Bitcoin ha reagito positivamente alla notizia di un accordo temporaneo tra Iran e Stati Uniti, con un cessate il fuoco di due settimane.
Non si tratta di un accordo definitivo, ma è bastato per riportare un po’ di fiducia sui mercati:
• Bitcoin è passato da circa $65.000 a $72.000
• Il petrolio ha perso circa il 15% nel giro di poco tempo
Questo conferma ancora una volta quanto il mercato sia guidato più dal sentiment e dalle aspettative che da reali cambiamenti strutturali.
Per ora non ho aperto operazioni, perché il mercato continua ad essere estremamente volatile e soprattutto non sta seguendo una narrativa chiara.
Bitcoin darebbe un segnale importante se riuscisse a superare e chiudere la settimana sopra i $75.000.
Quello sarebbe il primo vero segnale di forza dopo mesi di debolezza.
Resta però da monitorare tutta la situazione geopolitica, perché nonostante il cessate il fuoco, dallo stretto di Hormuz continuano a non transitare navi normalmente. E questo rimane uno dei rischi principali per petrolio, inflazione e mercati.
Un altro tema importante riguarda la FED.
Negli ultimi giorni è emerso che probabilmente quest’anno non vedremo molti tagli dei tassi: al momento il mercato si aspetta al massimo un solo taglio.
Questo è un elemento da non sottovalutare, perché i tagli dei tassi tendono a favorire gli asset risk-on, comprese le crypto.
Meno tagli = meno liquidità = più difficoltà per i mercati nel sostenere rally forti e duraturi.
Per questo continuo a pensare che ogni movimento rialzista vada sfruttato con lucidità, senza dare per scontato che il peggio sia già passato. | 1 693 |
| 18 | L’ultima partita giocata dall’Italia ad un mondiale risale a giugno 2014 quando Bitcoin prezzava tra i 500 e i 600$.
Abbiamo visto prima Bitcoin a 100.000$ che l’Italia ad un altro mondiale e di questo passo lo vedremo prima ad 1.000.000$ | 1 733 |
| 19 | Dal minimo di Bitcoin a $59.000 sono passati ormai quasi due mesi.
Da allora il mercato non ha mostrato grandi movimenti direzionali: tanta lateralità, volatilità ridotta e prezzo fortemente influenzato dal contesto geopolitico.
La guerra tra Stati Uniti e Iran, almeno per ora, sembra aver creato più problemi interni agli USA che reali vantaggi strategici.
Trump si trova con una popolarità in forte calo, anche tra parte dei suoi sostenitori, mentre i mercati restano deboli, il debito pubblico continua ad aumentare e il petrolio continua a salire.
Uno dei problemi più delicati resta quello dello stretto di Hormuz, il passaggio marittimo da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale.
Se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente e l’Iran minacciasse di bloccarlo completamente le conseguenze sui mercati sarebbero ancora più pesanti.
In questo momento sembra quasi che siano più gli Stati Uniti a cercare un accordo con l’Iran che il contrario.
È molto difficile fare previsioni precise, perché basta una notizia geopolitica per cambiare completamente il sentiment nel giro di poche ore.
Quello che però è abbastanza evidente è che un eventuale accordo definitivo e una riduzione delle tensioni potrebbero dare uno slancio importante a tutti i mercati, crypto comprese.
Siamo comunque in una fase di bear market.
Per questo motivo, anche in caso di rialzo, lo vedrei più come un forte rimbalzo tecnico che come l’inizio di un nuovo bull market.
Ma un rimbalzo può comunque essere molto importante.
Bitcoin da questi livelli potrebbe tranquillamente tornare in area $90.000, che significherebbe quasi un +50% dai prezzi attuali.
Successivamente, continuo a ritenere probabile un minimo definitivo più avanti nel corso dell’anno, magari in area $40/45.000.
Personalmente proverò a sfruttare questo eventuale rimbalzo.
Come sempre, se dovessi aprire posizioni o vedere setup interessanti, li condividerò qui nel canale. | 1 745 |
| 20 | Dopo il crollo fino ai $59.000 di circa un mese fa, Bitcoin è entrato in una nuova fase di lateralizzazione.
Il prezzo si muove in un range stretto mentre il contesto globale diventa sempre più instabile.
Nel frattempo è esploso un nuovo conflitto in Medio Oriente tra Iran e Israele con il coinvolgimento degli Stati Uniti, e questo sta aumentando ulteriormente la tensione sui mercati globali, soprattutto sulle materie prime e sui combustibili.
I mercati oggi reagiscono praticamente in tempo reale alle dichiarazioni e alle provocazioni dei leader mondiali, più simili a scaramucce mediatiche che a reali strategie diplomatiche.
Il contesto geopolitico e macroeconomico è diventato talmente confuso che i mercati sembrano un gigantesco casinò globale.
Emblematico è anche il ruolo di piattaforme come Polymarket, dove spesso chi ha accesso a informazioni privilegiate riesce a guadagnare milioni semplicemente scommettendo su eventi geopolitici che conosce in anticipo o che può influenzare.
Se avete mai visto la serie Black Mirror, sembra davvero che dal 2020 in poi ci troviamo dentro una di quelle puntate distopiche.
Per la prima volta su questo canale mi distacco un po’ dal lato puramente speculativo, è evidente che dal 2020 qualcosa nel mondo è cambiato.
Se fino a qualche anno fa i giochi di potere avvenivano dietro le quinte, manipolando informazione, economia e politica, oggi sembra che tutto avvenga alla luce del sole, senza neanche più il bisogno di nascondersi.
Tra insider trading, scandali politici, guerre lampo e manipolazione delle informazioni, il mondo sembra sempre più teso, quasi compresso, come se fosse in attesa di un’esplosione definitiva.
Spaventa quindi direzione che si sta prendendo.
Guardando invece puramente al mercato, Bitcoin arriva da circa 5 mesi di ribassi e tecnicamente ci sono diversi elementi che potrebbero favorire un rimbalzo:
• RSI su livelli storicamente molto bassi
• circa -50% dai massimi storici
• fase di compressione dopo un lungo drawdown
Anche nel caso in cui il ciclo fosse entrato in una fase più debole, un rimbalzo tecnico importante resta probabile.
Questo potrebbe dare respiro a tutto il settore crypto,
Per questo motivo ho iniziato ad aprire alcune posizioni speculative long, con stop loss sotto i minimi precedenti.
Il contesto rimane estremamente fragile: basta una notizia negativa per cambiare completamente lo scenario o anche solo per manipolarlo.
Soprattutto oggi, dove diventa sempre più difficile distinguere tra notizie reali e contenuti generati con l’AI. | 1 900 |
