Free4Future
Відкрити в Telegram
Non c'è pace senza verità. Notizie video e approfondimenti sul Medio e Vicino Oriente Abbiamo attivato il gruppo per ricevere i vostri messaggi, suggerimenti, commenti https://t.me/+TLUWaMOIcR5iMWU0
Показати більше1 474
Підписники
Немає даних24 години
+27 днів
+1130 день
Архів дописів
1 474
Da tre anni Free4Future per la verità. Tempo, energie, risorse. Aiutaci a continuare la lotta. Fai una donazione adesso.
https://www.gofundme.com/f/fai-vivere-f4f
1 474
Ieri mattina vi abbiamo detto che l’ISIS ha chiamato agli attentati in Europa per Pasqua…
Ieri sera qualcuno ha cominciato a rispondere all'appello.
Poco dopo le 23:30 un ordigno esplosivo è detonato davanti all’Israel Center di Nijkerk, nei Paesi Bassi, gestito dall’organizzazione cristiana Christians for Israel.
L’esplosione ha provocato danni all’ingresso e al cancello, fortunatamente nessun ferito.
La polizia olandese sta indagando e cercando possibili testimoni.
L’organizzazione ha parlato di un attacco mirato per seminare paura, proprio alla vigilia di Pasqua.
L’odio non si ferma a parole.
E l’Europa continua a far finta di niente.
1 474
Mentre Pedro Sánchez si atteggia a leader europeo della jihad, e corre da una conferenza all’altra per riconoscere lo Stato di Palestina, spingere per l’ingresso pieno all’ONU e accusare Israele di “genocidio”, in Spagna brucia un’intera generazione.
Secondo Eurostat 2024, il 34,6% dei bambini spagnoli è a rischio di povertà o esclusione sociale: quasi 2,7 milioni di minori.
Solo la Bulgaria fa peggio.
Sánchez celebra la “crescita record” del Paese (grazie a regolarizzazioni di massa e immigrazione low-cost), ma lascia che i bambini spagnoli crescano in case fredde, con genitori precari e senza futuro.
1 474
Mentre Hannoun resta in galera, fuori c'è chi trema.
I parlamentari italiani di sinistra che frequentavano Mohammad Hannoun sapevano che era collegato ad Hamas. È quanto emerso dalle intercettazioni relative all'operazione “Domino”, un dato che non è sfuggito a “Il Tempo” e rivelato in un articolo del 19 febbraio 2026 di Rita Cavallaro e Giulia Sorrentino - notizia debitamente passata in sordina.
La prova si basa sulle affermazioni di Yaser Elasaly, membro del comparto estero di Hamas e parte della cellula italiana, riportando le parole di Hannoun stesso: «I loro parlamentari... Si sa che l'associazione è legata ad Hamas... Non lo sapevano che noi fossimo legati?». Non è un dubbio. È una constatazione.
Tra i nomi emersi nelle intercettazioni, anche quelli di Stefania Ascari (M5S), Alessandro Di Battista, Davide Tripiedi e Riccardo Ricciardi. Lo stesso Hannoun, il 21 gennaio 2025, aveva ammesso di aver parlato «con vari deputati tra cui Ascari, Di Battista» aggiungendo che «loro tutti sono spaventati dall'idea di essere affiancati dalla sua figura».
Le intercettazioni compongono parte delle prove a carico di Mohammad Hannoun, arrestato insieme ad altre nove persone il 27 dicembre scorso dalla Procura di Genova, nell’ambito dell'operazione “Domino”. Hannoun, 63 anni, architetto palestinese residente in Italia dal 1983 e già inserito negli Stati Uniti nella blacklist dei finanziatori del terrorismo, è per gli inquirenti il capo della cellula italiana di Hamas. L'accusa: tra i sette e gli otto milioni di euro raccolti attraverso associazioni umanitarie e dirottati, in realtà, al gruppo terroristico.
Hannoun è ancora in carcere. Il Riesame, a gennaio 2026, ha scarcerato tre degli arrestati ma ha confermato la sua detenzione. A marzo, la Procura ha presentato ricorso in Cassazione.
Il procedimento va avanti. Le domande ai parlamentari, ancora no.
1 474
https://hakol.ilriformista.it/12870-2/ L'intervento di Carmen Dal Monte al Museo Ebraico di Bologna, 29 marzo.
"Voglio cominciare con una domanda. Una domanda che sembra semplice. Come riconosciamo l’antisemitismo?
Sembra facile, vero? Ci sono le croci uncinate sui muri. C’è chi nega la Shoah. C’è chi insulta gli ebrei per strada. Quello è antisemitismo, lo riconosciamo tutti, lo condanniamo tutti.
C’è un’idea diffusa, soprattutto in certi ambienti, che chi si dichiara antifascista, progressista, dalla parte giusta — non possa essere antisemita. È una convinzione molto comoda. Ed è falsa."
1 474
https://gofund.me/4562f070e
Per il nuovo progetto di Free$future
La Brigata Ebraica: la resistenza con la stella di David
1 474
LA BRIGATA EBRAICA: LA RESISTENZA CON LA STELLA DI DAVID
dal 6 aprile
Nell'aprile 1945, mentre l'Italia si avviava alla Liberazione, sul fronte del Senio combatteva un esercito che non ti aspetteresti di trovare lì.
Cinquemila uomini venuti dalla Palestina. Una bandiera bianca e blu. Una Stella di Davide cucita sulla spalla.
Si chiamava Brigata Ebraica. Aveva combattuto per anni per ottenere il diritto di esistere.
Aveva attraversato il Mediterraneo, si era addestrata in Italia, aveva passato il Senio nella notte tra il 9 e il 10 aprile 1945.
Aveva liberato pezzi d'Italia che ancora oggi portano i segni di quel passaggio.
Dal 6 aprile, su tutti i canali di F4F, una nuova serie racconta questa storia. Ogni giorno un contenuto: episodi, protagonisti, battaglie, documenti.
Una storia italiana. Poco conosciuta. Che è ora di raccontare.
1 474
Rima Hassan dovrà presentarsi davanti al tribunale correzionale di Parigi il 7 luglio 2026 per essere giudicata per “apologia di terrorismo commessa online”.
Rilasciata ieri sera, è stata nuovamente convocata dalle autorità questa mattina, per un'altra indagine.
Il capo d’imputazione relativo al possesso di droga avrà un procedimento separato.
Il suo avvocato, Vincent Brengarth, ha annunciato una conferenza stampa per questo pomeriggio.
1 474
AGGIORNAMENTO!
Rima Hassan è ancora in stato di fermo. Nella perquisizione dei suoi effetti personali la polizia ha trovato stupefacenti. Per questo motivo ora è indagata per due reati:
1. Apologia del terrorismo
2. Detenzione di stupefacenti
Rima Hassan ha dichiarato che si trattava di CBD acquistato legalmente a Bruxelles e che la sostanza le sarebbe stata messa nel sacchetto a sua insaputa.
1 474
+1
Segnatevi questo nome: Abolqasem Salavati.
E guardate bene la sua foto.
Questo è il giudice iraniano, noto come “Judge of Death”, che ha condannato a morte e fatto impiccare Amirhossein Hatami, un ragazzo di 18 anni.
All’alba di oggi, 2 aprile 2026, Amirhossein è stato impiccato nel carcere di Ghezelhesar (Karaj), dopo essere stato arrestato durante le proteste di gennaio a Teheran per l’incendio alla base Basij “Kaveh”.
Salavati, presidente della Sezione 15 del Tribunale Rivoluzionario di Teheran, lo ha condannato con l’accusa di moharebeh (“inimicizia contro Dio”), dopo un processo-farsa basato su confessioni estorte sotto tortura.
Questo è l’uomo che firma regolarmente condanne a morte contro giovani manifestanti, attivisti e oppositori del regime.
Guardatelo bene in faccia.
Questo è uno dei volti della barbarie della Repubblica Islamica dell’Iran.
Mettete nei preferiti questo post. E usatelo sulle bacheche di chi difende il regime iraniano.
E speriamo di vedere presto la sua foto con la scritta ELIMINATO
1 474
Una buona notizia dalla Francia.
L’eurodeputata francese Rima Hassan (La France Insoumise) è stata messa arrestata oggi, per apologia del terrorismo. Il motivo è un tweet in cui esprimeva sostegno a Kōzō Okamoto, il terrorista giapponese responsabile del massacro all’aeroporto di Lod del 1972, in cui furono uccise 26 persone e ferite altre 80.
Rima Hassan, nota per le sue posizioni molto radicali sulla questione israelo-palestinese e per aver più volte difeso la “resistenza armata” palestinese, è già stata oggetto di diverse denunce per incitamento all’odio e apologia del terrorismo.
In Francia l'apologia di attentati terroristici è un reato. L'arresto permette alla polizia di interrogarla per un massimo di 48 ore.
1 474
Claudio Velardi
@ilriformista
li mette tutti in fila.
"Ecco l’elenco, solo parziale, dei Sepolcri Imbiancati (ci si passi il facile gioco di parole) di casa nostra, in ordine alfabetico: Francesco Boccia, Angelo Bonelli, Chiara Braga, Roberto Calderoli, Carlo Calenda, Bobo Craxi, Stefania Craxi, Guido Crosetto, Graziano Delrio, Piero Fassino, Vittoria Ferdinandi, Lorenzo Fontana, Paolo Gentiloni, Ignazio La Russa, Giorgia Meloni, Luciano Nobili, Pina Picierno, Stefania Proietti, Lia Quartapelle, Matteo Renzi, Tatjana Rojc, Matteo Salvini, Elly Schlein, Arturo Scotto, Antonio Tajani, Nicola Zingaretti."
Ci sono tutti: governo e opposizione, destra e sinistra, amministratori locali, laici presunti e assidui baciapile. Protagonisti dell’ennesimo capolavoro di conformismo e ipocrisia messo in scena dalla politica italiana. Di fronte alla falsa, falsissima notizia del “blocco” israeliano al cardinale Pizzaballa, hanno avuto tutti il solito riflesso pavloviano. Pronti a stracciarsi le vesti per l’attentato alla libertà di culto, senza la decenza di fare mezza verifica. La levata di scudi corale non solo ha messo allo scoperto un’ignoranza crassa delle basilari misure di sicurezza a Gerusalemme, ma ha certificato una volta di più l’antisemitismo strisciante che intossica la nostra politica.
https://www.ilriformista.it/lelenco-dei-sepolcri-imbiancati-da-destra-a-sinistra-i-protagonisti-dellennesimo-capolavoro-di-conformismo-e-ipocrisia-dopo-il-blocco-fake-a-pizzaballa-506172/
1 474
Le notizie che non trovi sulla stampa
Il Patriarcato Melkita Greco-Cattolico di Antiochia ha annunciato che le celebrazioni pasquali 2026 si svolgeranno solo con preghiere dentro le chiese, senza processioni né eventi all’aperto.
La decisione, presa in accordo con le altre Chiese cristiane, è motivata dalle «circostanze non favorevoli».
Tre giorni fa decine di uomini armati provenienti da villaggi sunniti vicini hanno assaltato la cittadina cristiana di Al-Suqaylabiyah.
Hanno sparato devastato negozi, bruciato auto, saccheggiato e distrutto arredi e simboli cristiani
I residenti si sono barricati in casa per ore.
L’episodio ha riacceso la paura di violenze settarie nella Siria post-Assad, dove i cristiani si sentono sempre più esposti.
Mentre in Italia la stampa mainstream ha mantenuto un silenzio quasi totale su questi attacchi, il premier britannico Keir Starmer ha ricevuto con tutti gli onori a Downing Street il presidente siriano Ahmed al-Sharaa (ex Jolani, ex leader di HTS), ex jihadista legato ad Al-Qaeda.
#mediamente
1 474
A questo referendum, ci mancava solo la manata di gesso dietro la schiena di chi ha votato sì ed era subito vittoria del fascismo del 1924.
Alla fine la donna ha votato. Ha votato per sedici anni senza problemi. Casualmente la cagnara è uscita fuori questa volta.
1 474
Cosa si sono dimenticati di scrivere oggi i nostri quotidiani:
1. Tariq Ramadan è stato condannato (per la seconda volta in due paesi diversi) per diversi stupri. 18 anni di galera in Francia
2. La domenica delle palme ha visto in Nigeria l'ennesima strage di cristiani da parte di islamisti.
3. La Germania ha confermato che ci sono indagini sulla Salis (non solo per il suo compagno, un pregiudicato che paghiamo noi). Proprio sulla Salis, per legami con un gruppo eversivo violento.
#mediamente
1 474
Repubblica dedica una pagina al Muro del Pianto. Il tunnel sotterraneo lungo il Muro come "unico luogo di culto accessibile" nella città vecchia. Giusto. La Basilica del Santo Sepolcro è chiusa. Il Monte del Tempio è chiuso. La Spianata delle Moschee è chiusa — il Ramadan si è celebrato quasi senza fedeli ad Al-Aqsa. Ebrei, cristiani e musulmani tutti fuori, per ordine della polizia israeliana in applicazione delle direttive del Comando del Fronte Interno.
Perché? Un missile iraniano intercettato ha spruzzato frammenti sul tetto del Patriarcato greco-ortodosso, a pochi metri dal Santo Sepolcro. Un altro ha colpito la strada che porta al Muro del Pianto. Gerusalemme è sotto attacco missilistico iraniano da febbraio.
Repubblica costruisce un pezzo sull'assenza dei pellegrini e sul silenzio della città vecchia. Non compare mai la parola Iran. Non compaiono i missili. La desolazione galleggia senza mittente, come un fenomeno climatico; l'agente causale è evaporato nella sintassi.
C'è un'ultima cosa. Il pezzo è firmato dal corrispondente de Il Cairo. Non da Gerusalemme. Dal Cairo. La città di cui si descrivono i vicoli deserti e i luoghi di preghiera svuotati è a 1.200 chilometri dalla scrivania da cui è stato scritto il reportage.
Il corrispondente scrive da Il Cairo. La distanza dalla redazione non sempre coincide con la distanza dal frame.
#mediamente
1 474
+1
Il Corriere della Sera impiega due giorni e due pagine per raccontare la stessa storia due volte, arrivando a conclusioni opposte senza mai accorgersene.
Giorno uno
Netanyahu blocca Pizzaballa, l'Europa insorge. In fondo all'articolo, quasi di passaggio, Frattini segnala che Netanyahu in serata ha già chiesto che l'accesso fosse garantito. Dettaglio sepolto, si va avanti.
Giorno due
Pizzaballa entra, grande vittoria delle proteste europee. Il Corriere esulta; nessuno in redazione sembra aver letto il Corriere del giorno prima.
La correzione era già avvenuta la sera stessa, per ordine dello stesso Netanyahu che il titolo dipingeva come il problema.
Le cancellerie europee hanno protestato nel vuoto; il sistema israeliano aveva già risolto da solo.
Questa sarebbe la notizia; il Corriere la possiede, la pubblica, poi la dimentica con una disinvoltura che ha qualcosa di ammirevole.
Il 31 marzo arriva Cazzullo a pagina 37, con il tono di chi porta cattive notizie a un vecchio amico: "Pizzaballa è amico degli ebrei, certi estremismi vanno fermati." Traduzione: lo dico da amico, quindi non si discute.
È la tecnica dell'immunizzazione preventiva; funziona sempre, non richiede fonti.
Due giorni, un solo frame, il archivio del Corriere disponibile a chiunque tranne ai giornalisti del Corriere.
Davide Frattini scrive da Gerusalemme. La distanza dalla redazione non sempre coincide con la distanza dal frame.
#mediamente
1 474
Domenica delle Palme - Pizzaballa e i cristiani massacrati dagli islamisti.
In Italia i media e la politica si infiammano per Pizzaballa. Titoli indignati aprono i telegiornali e i siti. Nello stesso giorno, in Nigeria, ad Angwan Rukuba (Jos North, Plateau State), uomini armati su motociclette – alcuni in mimetica – aprono il fuoco indiscriminatamente in una zona prevalentemente cristiana. L’attacco avviene di sera, mentre molti tornavano dalle funzioni pasquali.
Il bilancio varia tra fonti locali e residenti: tra 26 e oltre 40 morti, decine di feriti, tra cui giovani e studenti dell’Università di Jos.
Il governatore impone un coprifuoco di 48 ore. Scene straziante circolano: una madre che tiene tra le braccia il corpo del figlio.
In Nigeria questi massacri contro comunità cristiane nella Middle Belt sono ricorrenti da anni e sono i gruppi jihadisti.
Mentre l’Occidente cattolico si mobilita compatto per un alto prelato fermato per motivi di sicurezza (e poi rapidamente risolto), il sangue di decine di cristiani nigeriani uccisi proprio nel giorno più sacro scorre senza nessuna eco.
Un provocatore in Terra Santa fa più rumore di decine massacrati in Nigeria.
La libertà religiosa sembra contare di più per un cardinale italiano in uno Stato democratico, piuttosto che intere comunità africane sotto il fuoco degli islamisti.
#mediamente
1 474
Tariq Ramadan condannato a 18 anni di galera per stupro e i "grandi" giornali italiani scelgono il silenzio.
Il 25 marzo 2026 il Tribunale penale di Parigi ha condannato in contumacia Tariq Ramadan a 18 anni di carcere per lo stupro di tre donne, commesso tra il 2009 e il 2016 (uno dei casi aggravato perché su persona vulnerabile).
La corte ha emesso un mandato d’arresto internazionale, una misura di sorveglianza giudiziaria di 8 anni e il divieto definitivo di soggiorno in Francia.
La pena è stata motivata con l’«estrema gravità dei fatti».
A questa sentenza si aggiunge quella definitiva in Svizzera: nel 2025 il Tribunale federale ha confermato la condanna a 3 anni di reclusione (di cui uno da scontare) per violenza carnale e coazione sessuale su una donna, avvenuta in un hotel di Ginevra nell’ottobre 2008.
In totale, dunque, Ramadan – islamologo svizzero di origini egiziane, ex professore a Oxford e figura di riferimento per una certa sinistra islamofila europea – è stato condannato per stupro su quattro donne in due paesi diversi.
Eppure, di fronte a una notizia di questa portata, Repubblica, Corriere della Sera e La Stampa hanno scelto di non pubblicare alcun articolo dedicato alla condanna francese degli ultimi giorni.
Non compare nemmeno sui rispettivi siti web.
Perché questo silenzio?
Secondo noi perché ammettere che Tariq Ramadan fosse un predatore seriale potrebbe costringere a rivedere narrazioni consolidate sul multiculturalismo e sull’islam moderato.
Ramadan è stato per anni un intellettuale “utile”, ponte tra l’Islam politico (è nipote del fondatore dei Fratelli Musulmani) e una parte della sinistra europea che lo ha invitato in convegni, università e talk show.
Avete un'altra ipotesi? Qualunque sia la ragione, tre dei giornali più influenti d’Italia hanno deciso che questa condanna non meritava spazio in home page. Una scelta che dice molto più sul loro approccio all’informazione che sulla vicenda giudiziaria in sé. #mediamente
