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La Brigata Ebraica: la resistenza con la stella di David
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LA BRIGATA EBRAICA: LA RESISTENZA CON LA STELLA DI DAVID
dal 6 aprile
Nell'aprile 1945, mentre l'Italia si avviava alla Liberazione, sul fronte del Senio combatteva un esercito che non ti aspetteresti di trovare lì.
Cinquemila uomini venuti dalla Palestina. Una bandiera bianca e blu. Una Stella di Davide cucita sulla spalla.
Si chiamava Brigata Ebraica. Aveva combattuto per anni per ottenere il diritto di esistere.
Aveva attraversato il Mediterraneo, si era addestrata in Italia, aveva passato il Senio nella notte tra il 9 e il 10 aprile 1945.
Aveva liberato pezzi d'Italia che ancora oggi portano i segni di quel passaggio.
Dal 6 aprile, su tutti i canali di F4F, una nuova serie racconta questa storia. Ogni giorno un contenuto: episodi, protagonisti, battaglie, documenti.
Una storia italiana. Poco conosciuta. Che è ora di raccontare.
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Rima Hassan dovrà presentarsi davanti al tribunale correzionale di Parigi il 7 luglio 2026 per essere giudicata per “apologia di terrorismo commessa online”.
Rilasciata ieri sera, è stata nuovamente convocata dalle autorità questa mattina, per un'altra indagine.
Il capo d’imputazione relativo al possesso di droga avrà un procedimento separato.
Il suo avvocato, Vincent Brengarth, ha annunciato una conferenza stampa per questo pomeriggio.
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AGGIORNAMENTO!
Rima Hassan è ancora in stato di fermo. Nella perquisizione dei suoi effetti personali la polizia ha trovato stupefacenti. Per questo motivo ora è indagata per due reati:
1. Apologia del terrorismo
2. Detenzione di stupefacenti
Rima Hassan ha dichiarato che si trattava di CBD acquistato legalmente a Bruxelles e che la sostanza le sarebbe stata messa nel sacchetto a sua insaputa.
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Segnatevi questo nome: Abolqasem Salavati.
E guardate bene la sua foto.
Questo è il giudice iraniano, noto come “Judge of Death”, che ha condannato a morte e fatto impiccare Amirhossein Hatami, un ragazzo di 18 anni.
All’alba di oggi, 2 aprile 2026, Amirhossein è stato impiccato nel carcere di Ghezelhesar (Karaj), dopo essere stato arrestato durante le proteste di gennaio a Teheran per l’incendio alla base Basij “Kaveh”.
Salavati, presidente della Sezione 15 del Tribunale Rivoluzionario di Teheran, lo ha condannato con l’accusa di moharebeh (“inimicizia contro Dio”), dopo un processo-farsa basato su confessioni estorte sotto tortura.
Questo è l’uomo che firma regolarmente condanne a morte contro giovani manifestanti, attivisti e oppositori del regime.
Guardatelo bene in faccia.
Questo è uno dei volti della barbarie della Repubblica Islamica dell’Iran.
Mettete nei preferiti questo post. E usatelo sulle bacheche di chi difende il regime iraniano.
E speriamo di vedere presto la sua foto con la scritta ELIMINATO
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Una buona notizia dalla Francia.
L’eurodeputata francese Rima Hassan (La France Insoumise) è stata messa arrestata oggi, per apologia del terrorismo. Il motivo è un tweet in cui esprimeva sostegno a Kōzō Okamoto, il terrorista giapponese responsabile del massacro all’aeroporto di Lod del 1972, in cui furono uccise 26 persone e ferite altre 80.
Rima Hassan, nota per le sue posizioni molto radicali sulla questione israelo-palestinese e per aver più volte difeso la “resistenza armata” palestinese, è già stata oggetto di diverse denunce per incitamento all’odio e apologia del terrorismo.
In Francia l'apologia di attentati terroristici è un reato. L'arresto permette alla polizia di interrogarla per un massimo di 48 ore.
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Claudio Velardi
@ilriformista
li mette tutti in fila.
"Ecco l’elenco, solo parziale, dei Sepolcri Imbiancati (ci si passi il facile gioco di parole) di casa nostra, in ordine alfabetico: Francesco Boccia, Angelo Bonelli, Chiara Braga, Roberto Calderoli, Carlo Calenda, Bobo Craxi, Stefania Craxi, Guido Crosetto, Graziano Delrio, Piero Fassino, Vittoria Ferdinandi, Lorenzo Fontana, Paolo Gentiloni, Ignazio La Russa, Giorgia Meloni, Luciano Nobili, Pina Picierno, Stefania Proietti, Lia Quartapelle, Matteo Renzi, Tatjana Rojc, Matteo Salvini, Elly Schlein, Arturo Scotto, Antonio Tajani, Nicola Zingaretti."
Ci sono tutti: governo e opposizione, destra e sinistra, amministratori locali, laici presunti e assidui baciapile. Protagonisti dell’ennesimo capolavoro di conformismo e ipocrisia messo in scena dalla politica italiana. Di fronte alla falsa, falsissima notizia del “blocco” israeliano al cardinale Pizzaballa, hanno avuto tutti il solito riflesso pavloviano. Pronti a stracciarsi le vesti per l’attentato alla libertà di culto, senza la decenza di fare mezza verifica. La levata di scudi corale non solo ha messo allo scoperto un’ignoranza crassa delle basilari misure di sicurezza a Gerusalemme, ma ha certificato una volta di più l’antisemitismo strisciante che intossica la nostra politica.
https://www.ilriformista.it/lelenco-dei-sepolcri-imbiancati-da-destra-a-sinistra-i-protagonisti-dellennesimo-capolavoro-di-conformismo-e-ipocrisia-dopo-il-blocco-fake-a-pizzaballa-506172/
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Le notizie che non trovi sulla stampa
Il Patriarcato Melkita Greco-Cattolico di Antiochia ha annunciato che le celebrazioni pasquali 2026 si svolgeranno solo con preghiere dentro le chiese, senza processioni né eventi all’aperto.
La decisione, presa in accordo con le altre Chiese cristiane, è motivata dalle «circostanze non favorevoli».
Tre giorni fa decine di uomini armati provenienti da villaggi sunniti vicini hanno assaltato la cittadina cristiana di Al-Suqaylabiyah.
Hanno sparato devastato negozi, bruciato auto, saccheggiato e distrutto arredi e simboli cristiani
I residenti si sono barricati in casa per ore.
L’episodio ha riacceso la paura di violenze settarie nella Siria post-Assad, dove i cristiani si sentono sempre più esposti.
Mentre in Italia la stampa mainstream ha mantenuto un silenzio quasi totale su questi attacchi, il premier britannico Keir Starmer ha ricevuto con tutti gli onori a Downing Street il presidente siriano Ahmed al-Sharaa (ex Jolani, ex leader di HTS), ex jihadista legato ad Al-Qaeda.
#mediamente
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A questo referendum, ci mancava solo la manata di gesso dietro la schiena di chi ha votato sì ed era subito vittoria del fascismo del 1924.
Alla fine la donna ha votato. Ha votato per sedici anni senza problemi. Casualmente la cagnara è uscita fuori questa volta.
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Cosa si sono dimenticati di scrivere oggi i nostri quotidiani:
1. Tariq Ramadan è stato condannato (per la seconda volta in due paesi diversi) per diversi stupri. 18 anni di galera in Francia
2. La domenica delle palme ha visto in Nigeria l'ennesima strage di cristiani da parte di islamisti.
3. La Germania ha confermato che ci sono indagini sulla Salis (non solo per il suo compagno, un pregiudicato che paghiamo noi). Proprio sulla Salis, per legami con un gruppo eversivo violento.
#mediamente
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Repubblica dedica una pagina al Muro del Pianto. Il tunnel sotterraneo lungo il Muro come "unico luogo di culto accessibile" nella città vecchia. Giusto. La Basilica del Santo Sepolcro è chiusa. Il Monte del Tempio è chiuso. La Spianata delle Moschee è chiusa — il Ramadan si è celebrato quasi senza fedeli ad Al-Aqsa. Ebrei, cristiani e musulmani tutti fuori, per ordine della polizia israeliana in applicazione delle direttive del Comando del Fronte Interno.
Perché? Un missile iraniano intercettato ha spruzzato frammenti sul tetto del Patriarcato greco-ortodosso, a pochi metri dal Santo Sepolcro. Un altro ha colpito la strada che porta al Muro del Pianto. Gerusalemme è sotto attacco missilistico iraniano da febbraio.
Repubblica costruisce un pezzo sull'assenza dei pellegrini e sul silenzio della città vecchia. Non compare mai la parola Iran. Non compaiono i missili. La desolazione galleggia senza mittente, come un fenomeno climatico; l'agente causale è evaporato nella sintassi.
C'è un'ultima cosa. Il pezzo è firmato dal corrispondente de Il Cairo. Non da Gerusalemme. Dal Cairo. La città di cui si descrivono i vicoli deserti e i luoghi di preghiera svuotati è a 1.200 chilometri dalla scrivania da cui è stato scritto il reportage.
Il corrispondente scrive da Il Cairo. La distanza dalla redazione non sempre coincide con la distanza dal frame.
#mediamente
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Il Corriere della Sera impiega due giorni e due pagine per raccontare la stessa storia due volte, arrivando a conclusioni opposte senza mai accorgersene.
Giorno uno
Netanyahu blocca Pizzaballa, l'Europa insorge. In fondo all'articolo, quasi di passaggio, Frattini segnala che Netanyahu in serata ha già chiesto che l'accesso fosse garantito. Dettaglio sepolto, si va avanti.
Giorno due
Pizzaballa entra, grande vittoria delle proteste europee. Il Corriere esulta; nessuno in redazione sembra aver letto il Corriere del giorno prima.
La correzione era già avvenuta la sera stessa, per ordine dello stesso Netanyahu che il titolo dipingeva come il problema.
Le cancellerie europee hanno protestato nel vuoto; il sistema israeliano aveva già risolto da solo.
Questa sarebbe la notizia; il Corriere la possiede, la pubblica, poi la dimentica con una disinvoltura che ha qualcosa di ammirevole.
Il 31 marzo arriva Cazzullo a pagina 37, con il tono di chi porta cattive notizie a un vecchio amico: "Pizzaballa è amico degli ebrei, certi estremismi vanno fermati." Traduzione: lo dico da amico, quindi non si discute.
È la tecnica dell'immunizzazione preventiva; funziona sempre, non richiede fonti.
Due giorni, un solo frame, il archivio del Corriere disponibile a chiunque tranne ai giornalisti del Corriere.
Davide Frattini scrive da Gerusalemme. La distanza dalla redazione non sempre coincide con la distanza dal frame.
#mediamente
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Domenica delle Palme - Pizzaballa e i cristiani massacrati dagli islamisti.
In Italia i media e la politica si infiammano per Pizzaballa. Titoli indignati aprono i telegiornali e i siti. Nello stesso giorno, in Nigeria, ad Angwan Rukuba (Jos North, Plateau State), uomini armati su motociclette – alcuni in mimetica – aprono il fuoco indiscriminatamente in una zona prevalentemente cristiana. L’attacco avviene di sera, mentre molti tornavano dalle funzioni pasquali.
Il bilancio varia tra fonti locali e residenti: tra 26 e oltre 40 morti, decine di feriti, tra cui giovani e studenti dell’Università di Jos.
Il governatore impone un coprifuoco di 48 ore. Scene straziante circolano: una madre che tiene tra le braccia il corpo del figlio.
In Nigeria questi massacri contro comunità cristiane nella Middle Belt sono ricorrenti da anni e sono i gruppi jihadisti.
Mentre l’Occidente cattolico si mobilita compatto per un alto prelato fermato per motivi di sicurezza (e poi rapidamente risolto), il sangue di decine di cristiani nigeriani uccisi proprio nel giorno più sacro scorre senza nessuna eco.
Un provocatore in Terra Santa fa più rumore di decine massacrati in Nigeria.
La libertà religiosa sembra contare di più per un cardinale italiano in uno Stato democratico, piuttosto che intere comunità africane sotto il fuoco degli islamisti.
#mediamente
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Tariq Ramadan condannato a 18 anni di galera per stupro e i "grandi" giornali italiani scelgono il silenzio.
Il 25 marzo 2026 il Tribunale penale di Parigi ha condannato in contumacia Tariq Ramadan a 18 anni di carcere per lo stupro di tre donne, commesso tra il 2009 e il 2016 (uno dei casi aggravato perché su persona vulnerabile).
La corte ha emesso un mandato d’arresto internazionale, una misura di sorveglianza giudiziaria di 8 anni e il divieto definitivo di soggiorno in Francia.
La pena è stata motivata con l’«estrema gravità dei fatti».
A questa sentenza si aggiunge quella definitiva in Svizzera: nel 2025 il Tribunale federale ha confermato la condanna a 3 anni di reclusione (di cui uno da scontare) per violenza carnale e coazione sessuale su una donna, avvenuta in un hotel di Ginevra nell’ottobre 2008.
In totale, dunque, Ramadan – islamologo svizzero di origini egiziane, ex professore a Oxford e figura di riferimento per una certa sinistra islamofila europea – è stato condannato per stupro su quattro donne in due paesi diversi.
Eppure, di fronte a una notizia di questa portata, Repubblica, Corriere della Sera e La Stampa hanno scelto di non pubblicare alcun articolo dedicato alla condanna francese degli ultimi giorni.
Non compare nemmeno sui rispettivi siti web.
Perché questo silenzio?
Secondo noi perché ammettere che Tariq Ramadan fosse un predatore seriale potrebbe costringere a rivedere narrazioni consolidate sul multiculturalismo e sull’islam moderato.
Ramadan è stato per anni un intellettuale “utile”, ponte tra l’Islam politico (è nipote del fondatore dei Fratelli Musulmani) e una parte della sinistra europea che lo ha invitato in convegni, università e talk show.
Avete un'altra ipotesi? Qualunque sia la ragione, tre dei giornali più influenti d’Italia hanno deciso che questa condanna non meritava spazio in home page. Una scelta che dice molto più sul loro approccio all’informazione che sulla vicenda giudiziaria in sé. #mediamente
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Il Corriere apre con Pizzaballa bloccato alla Porta di Giaffa la Domenica delle Palme, Netanyahu come burattinaio dell'affronto alla cristianità, il frame già confezionato prima che i fatti potessero complicarlo. Peccato che la smentita arrivi dall'articolo stesso.
Netanyahu, in serata, ha chiesto personalmente che l'accesso fosse garantito al cardinale. Traduzione: la decisione era operativa, presa dalle forze di sicurezza sul campo durante un evento ad alta concentrazione di fedeli in una città che dal 7 ottobre 2023 vive su livelli di allerta che Frattini si dimentica sistematicamente di citare.
La rettifica del premier viene sepolta come nota a margine; era invece l'unico elemento che avrebbe reso l'articolo giornalismo.
Le fonti sono Pizzaballa, parte interessata, e una reazione americana senza nome che liquida la decisione israeliana come "esagerata e infelice." Le forze di sicurezza israeliane, con le loro motivazioni operative, non pervenute. Il contesto del 7 ottobre, rimosso. I protocolli di accesso alla Città Vecchia durante eventi di massa, inesistenti nella narrazione del Corriere, benché documentati e applicati da anni.
Questo è il metodo: accumulo emotivo, omissione chirurgica del dato operativo, conclusione scritta prima dei fatti.
Davide Frattini scrive da Gerusalemme. La distanza dalla redazione non sempre coincide con la distanza dal frame.
#mediamente
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Repubblica come giornale patafisico: costruisce mondi alternativi
La patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie. Repubblica ne ha fatto un metodo giornalistico.
Oggi il giornale di Mario Orfeo dedica cinque pagine a un processo a Israele, costruito su un episodio che il diretto interessato ha già archiviato. Il cardinale Pizzaballa, intervistato da Tv2000 il 29 marzo sera, aveva parlato di "fraintendimenti", riconosciuto le ragioni di sicurezza legate ai missili iraniani e de-escalato tutto senza attaccare Israele. Repubblica esce il 30 marzo come se quell'intervista non fosse mai avvenuta.
Il titolo è "Israele, il divieto shock”
Da lì il meccanismo si mette in moto con precisione. Pizzaballa diventa il martire del dialogo contro Israele. Il suo profilo in pagina 3 lo colloca "in conflitto con Netanyahu dopo gli orrori di Gaza", cucendo insieme due episodi distinti con il filo della narrativa desiderata. In pagina 4 sfilano Meloni, Tajani e Macron, la cui indignazione viene presentata come conferma del frame invece che come posizione politica da verificare. In pagina 5 entra persino la legge israeliana sulla pena di morte per terrorismo, accostata al caso Pizzaballa senza alcun nesso causale.
Le ragioni di questa architettura narrativa sono tre e si tengono insieme.
1. Repubblica ha una linea editoriale filo-palestinese consolidata che precede i singoli episodi: il frame non nasce dalle notizie, sono le notizie a essere selezionate per il frame.
2. A questo si aggiunge che cinque pagine di indignazione vendono più di cinque pagine di contesto — l'outrage è un prodotto editoriale redditizio e collaudato.
3. Infine, Repubblica sostiene Conte e il Movimento 5 Stelle, che sulla politica estera mediorientale hanno una posizione netta — antisemita. Costruire Israele come Stato fuorilegge serve alla campagna elettorale.
Il dettaglio che chiude il cerchio: l'intera costruzione regge su lanci di agenzia rimontati. Nessun corrispondente sul campo, nessuna verifica, nessuna altra fonte.
Cinque pagine di mondo alternativo assemblate al desk con il copia-incolla. Giornalismo, lo chiamano.
#mediamente
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https://www.facebook.com/share/v/17qzAuwGhL/ l'intervento di Carmen Dal Monte al museo ebraico di Bologna questa mattina.
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Free4Future ha aderito. - post da condividere!
“Donne e Coraggio – La scelta di resistere”
Il 31 marzo, alla Sala Ater di Verona, dalle 18.30 alle 20.30, daremo spazio a storie che attraversano confini e ferite: dall’Ucraina all’Iran, dal Rwanda alle comunità Yazidi, fino a Israele. Storie di donne che trasformano paura e dolore in forza, libertà e richiesta di giustizia.
In un mese simbolico per i diritti femminili, ascolteremo voci che resistono alla violenza, alla repressione, alla guerra. Voci che proteggono i propri figli, che difendono la libertà personale e collettiva anche quando farlo significa rischiare tutto.
Un incontro per capire, per non voltarsi dall’altra parte, per riconoscere il coraggio dove nasce: nella vita reale delle donne che non smettono di lottare.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
