L'amorenonuccide🛑
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Le delusioni d'amore devono essere superate ed affrontate e noi vi aiutiamo a farlo. @LaPostaDelCuorebot ✔ post #perlui #perlei #pertutti ⚠Membro di @networklamusa ➡️ Membro di @LaFeniceNetwork
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Il caso Chiara Alessandri - Parte 2
St 3 Ep 6 • 25 min
Per Chiara Alessandri la sua rivale diventa un ostacolo simbolico da eliminare. La pianificazione del delitto rivela controllo, manipolazione e i tratti tipici del narcisismo maligno.
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Il caso Chiara Alessandri – Parte 1
St 3 Ep 5 • 24 min
Nel 2019, a Gorlago, Chiara Alessandri attira Stefania Crotti in un garage con un inganno e la uccide, dandone poi alle fiamme il corpo. Un delitto nato da una rivalità sentimentale vissuta come ossessione.
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Il caso Alessio Alamia - Parte 2
St 3 Ep 4 • 28 min
Quella che sembrava una storia d'amore con Janira, si rivela un incubo di controllo e incapacità di accettare il rifiuto da parte di Alessio Alamia. L'omicidio è l'esito estremo di un narcisismo che vive l'abbandono come umiliazione.
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Il caso Alessio Alamia - Parte 1
St 3 Ep 3 • 27 min
Il 7 aprile 2017, a Pietra Ligure, Janira D'Amato viene uccisa con 49 coltellate dall'ex fidanzato Alessio Alamia Burastero. Un femminicidio maturato in una relazione segnata da gelosia e ossessione.
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Il caso Chiara Petrolini - Parte 2
St 3 Ep 2 • 29 min
Dietro l'immagine irreprensibile di Chiara emerge una freddezza lucida, capace di nascondere le gravidanze, cancellarne le tracce e portarla addirittura ad uccidere i figli neonati.
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Il caso Giovanni Padovani - Parte 2
St 3 Ep 10 • 29 min
La relazione tra Giovanni e Alessandra si trasforma in controllo ossessivo e persecuzione. L'incapacità di Giovanni di accettare la fine del legame sfocia in una violenza distruttiva.
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Il caso Giovanni Padovani - Parte 1
St 3 Ep 9 • 26 min
Il 23 agosto 2022, a Bologna, Giovanni Padovani uccide l'ex compagna Alessandra Matteuzzi dopo mesi di stalking e minacce. È condannato all'ergastolo per omicidio premeditato.
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Il caso Gabriele Defilippi – Parte 2
St 3 Ep 8 • 25 min
Defilippi costruisce un'identità seduttiva e vittimistica dietro cui celare la sua natura di manipolatore seriale. Il delitto è l'espressione di una personalità predatoria, priva di empatia.
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Il caso Gabriele Defilippi - Parte 1
St 3 Ep 7 • 27 min
Tra il 2015 e il 2016, Gabriele Defilippi raggira Gloria Rosboch tramite una truffa amorosa facendosi consegnare 187 mila euro e, quando lei li rivuole, la uccide. Per i giudici è un omicidio lucido e premeditato.
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Il caso Chiara Petrolini – Parte 1
St 3 Ep 1 • 27 min
Nel 2024, a Traversetolo, i corpi senza vita di due neonati vengono trovati sepolti nel giardino di casa di Chiara Petrolini, 21 anni. La ragazza è accusata di duplice omicidio e soppressione di cadavere.
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Nella mente di Narciso (2026)
Stagione 03 Ep.10
Durata: 25-30 min
#NellaMenteDiNarciso #docuserie
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"Nessuno al mondo è insostituibile.
I fidanzati , le fidanzate, si possono cambiare. Non succede niente.
Anche i mariti e le mogli si possono cambiare.
Non c’è bisogno d fissarsi perché il mondo è pieno di gente interessante.
Quindi verosimilmente troverete qualcuno di migliore molto prima di quanto pensiate.
Non c’è bisogno di fissarsi su nessuno.
Se qualcuno non vuole stare con voi è liberissimo di lasciarvi.
E voi siete liberissimi di rivolgervi altrove cercando migliori occasioni.
Non costringete nessuno a stare in una relazione che non apprezza.
Non lasciatevi costringere dal senso di colpa a rimanere in relazioni che non vi nutrono.
Quello è l’inferno vero , ragazzi , eh!
Non fatevi ricattare dal punto di vista emotivo.
Nessuno ha il diritto di trattenervi dove non volete stare o dove sentite di non essere apprezzati.
Non dimenticatevelo questo."
Roberta Bruzzone
#pertutti
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Roberta Bruzzone Psicologa e Criminologa | Rome (Facebook)
NELLA MENTE DI NARCISO: LA TERZA STAGIONE
Il viaggio nell'oscurità continua. Dal 9 aprile, torna in esclusiva su RaiPlay la terza stagione di Nella mente di Narciso, la docu-serie condotta da me.
Nuovi casi, nuove analisi e un unico obiettivo: imparare a riconoscere i segnali del narcisismo patologico per difendersi dalle dinamiche manipolatorie prima che sia troppo tardi.
I primi 3 casi - disponibili dal 9 aprile:
Il Caso Petrolini: il ritrovamento di due neonati sepolti nel giardino di una villetta a Traversetolo (Parma) tra agosto e settembre 2024.
Il Caso Alamia: l'omicidio dell'ex fidanzata Janira D'Amato avvenuto con 50 coltellate, dopo averla attirata in casa con il pretesto di restituirle alcuni effetti personali.
Il Caso Alessandri: l'omicidio di Stefania Crotti, uccisa brutalmente a colpi di martello e poi bruciata, per un'ossessione amorosa mai sopita.
https://facebook.com/robertabruzzonecriminologa/posts/1463793815114801
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In questi anni, nel mio lavoro clinico e forense, mi sono trovata spesso di fronte a soggetti autori di condotte gravi, soprattutto ai danni dei loro partner, che presentavano chiari tratti di funzionamento narcisistico.
In molti di questi casi la confessione non è mai arrivata.
Oppure è arrivata tardi, in forma parziale, distorta, funzionale solo a proteggere sé stessi.
Non si è trattato solo di una strategia difensiva.
In molti casi, la confessione era psicologicamente impossibile.
Oggi vi spiego perché.
Perché per un soggetto con funzionamento narcisistico la confessione è psicologicamente intollerabile.
Non è una scelta strategica.
È una impossibilità strutturale.
Ecco perché:
1. La confessione equivale all’annientamento del Sé
Il narcisista non possiede un’identità stabile.
Possiede un Sé grandioso difensivo, costruito per proteggersi da vergogna e vuoto.
Confessare significa:
• riconoscersi colpevole,
• accettare una posizione di inferiorità,
• perdere il controllo dell’immagine.
Per un narcisista questo equivale a una morte psichica. Meglio il carcere che l’umiliazione definitiva e irreparabile.
2. Incapacità di assumersi una responsabilità autentica
Il narcisista:
• non integra la colpa,
• non prova rimorso reale (solo paura delle conseguenze),
• vive ogni accusa come persecuzione.
La colpa viene sempre:
• negata,
• minimizzata,
• proiettata sugli altri.
La confessione richiede responsabilità interna.
Il narcisista funziona per attribuzione esterna.
3. Meccanismi di difesa primitivi
Nel narcisismo patologico dominano:
• negazione (“non è successo”),
• proiezione (“sono loro i colpevoli”),
• scissione (buono/cattivo),
• razionalizzazione.
Confessare farebbe crollare l’intero sistema difensivo.
E il soggetto non ha nulla sotto ragion per cui confessare significherebbe sprofondare in un abisso di angoscia impossibile da gestire.
4. Controllo narrativo ossessivo
Il narcisista deve:
• controllare la storia,
• manipolare la percezione altrui,
• riscrivere i fatti a proprio vantaggio.
Confessare significa perdere il monopolio della narrazione
e diventare oggetto del racconto di altri (giudici, media, vittime).
Per lui è intollerabile.
5. Fantasia di onnipotenza residua
Anche davanti all’evidenza:
• crede di poter “ribaltare tutto”,
• sopravvaluta le proprie capacità persuasive,
• sottovaluta l’intelligenza degli altri.
Il suo pensiero dominante è “Alla fine ne uscirò comunque.”
Questa illusione regge fino al crollo finale.
6. La confessione sgretola la maschera
Il narcisista vive di immagine, non di verità.
Confessare significa:
• smascherarsi,
• perdere status,
• perdere ammirazione (o anche solo timore).
Per questo spesso:
• tace,
• mente,
• accusa altri,
• si presenta come vittima.
7. Quando confessano (evento raro)
Se confessano, di solito la confessione
• è strumentale (ottenere benefici),
• è parziale,
• è distorta (“l’ho fatto, ma perché provocato”),
• è tardiva, quando ogni altra via è fallita.
Non è mai una confessione riparativa.
È solo un ultimo tentativo di controllo.
La pena la può scontare.
La responsabilità no.
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"L’anima di qualcuno te la devi meritare.
È un posto prezioso dove entra solo
chi sa leggerne l’essenza,
sfiorandone le corde senza graffiarle."
(Angelo De Pascalis)
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❌LA VIOLENZA CHE NON LASCIA LIVIDI — LA FORMA PIÙ SILENZIOSA E DISTRUTTIVA DI ABUSO
C’è una forma di violenza che non sporca la pelle, non lascia ematomi, non si fotografa.
È una violenza che non arriva improvvisa come uno schiaffo, ma lenta, quotidiana, goccia dopo goccia.
È la violenza psicologica, quella che lacera dall’interno e riduce una persona a un’ombra di se stessa, spesso senza che nessuno se ne accorga.
Si parla poco di questa violenza perché non lascia segni visibili.
Eppure, i suoi effetti sono devastanti: svuota l’autostima, distorce la percezione della realtà, rende schiave persone che non portano catene ai polsi ma nell’anima.
QUANDO TI CRITICA FINO A DISTRUGGERTI
La violenza psicologica inizia quasi sempre sottovoce.
Una critica.
Poi un’altra.
E un’altra ancora.
Secondo lui non vai mai bene: troppo, troppo poco, sbagliata comunque.
Vuole cambiarti, modellarti a sua immagine, e più ti affanni per raggiungere quel traguardo invisibile, più lui sposta il traguardo.
Perché non è previsto che tu possa vincere.
QUANDO TI SVILISCE, E TU FINISCI PER CREDERGLI
Lui è sempre perfetto.
Tu non sei mai abbastanza.
Le tue capacità non valgono nulla, le sue valgono tutto.
E lentamente il messaggio si incide nella tua mente:
“Senza di me non sei niente.”
Il manipolatore si dipinge come il salvatore: il benefattore che ti sopporta, quello a cui dovresti essere grata.
È un meccanismo perverso, studiato, reiterato.
QUANDO TI RENDE COLPEVOLE DI TUTTO
Lui è nervoso?
Colpa tua.
Lui è geloso?
Colpa tua.
Lui ti limita?
Colpa tua.
Lui ti umilia?
Colpa tua.
È la tecnica della colpevolizzazione: rovesciare sulle tue spalle ogni responsabilità, finché ti convincerai di meritare tutto ciò che ti accade.
LA GELOSIA NON È AMORE
Troppo spesso la cultura romantica ci ha insegnato che la gelosia è una prova d’amore.
Non lo è.
Non lo è mai.
La gelosia patologica è controllo, possesso, sfiducia, ansia, manipolazione.
È una gabbia costruita con frasi come:
“Lo faccio perché ti amo.”
“Lo faccio per proteggerti.”
E dentro quella gabbia, lentamente, ti convinci che non meriti libertà.
QUANDO TI CONTROLLA, NON TI AMA
Il telefono, i vestiti, gli orari, gli amici, i social, l’ultimo accesso su WhatsApp.
Ogni cosa diventa un pretesto per un interrogatorio.
Geloso → controllante → accusatorio.
La spirale è sempre la stessa.
QUANDO INVALIDA OGNI TUO EMOZIONE
Ed ecco un altro marchio della violenza invisibile:
la totale invalidazione dei tuoi sentimenti.
Se sei triste, sei instabile.
Se sei arrabbiata, hai il ciclo.
Se sei delusa, pretendi troppo.
Se vuoi lasciarlo, sei ingrata.
Se piangi, sei esagerata.
Se soffri, sei pazza.
Tu perdi la bussola.
Lui diventa — agli occhi del mondo — la vittima della tua presunta instabilità.
PRIMA DELLE BOTTE, C’È SEMPRE LA VIOLENZA EMOTIVA
Ogni storia di violenza fisica inizia quasi sempre con una violenza psicologica ignorata, minimizzata o scambiata per eccesso d’amore.
Riconoscerla salva la vita.
Nominarla la rende reale.
Parlarne protegge chi non ha ancora capito di essere in pericolo.
Chi ti ama davvero non ti toglie libertà.
Non ti spegne.
Non ti controlla.
Non ti sminuisce.
Non ti fa del male — mai, in nessuna forma.
Chi ti ama rende la tua vita più bella. Sempre.
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"Rispondigli di sì, anche se stai morendo di paura, anche se poi te ne pentirai, perché comunque te ne pentirai per tutta la vita se gli rispondi di no."
(Gabriel Garcia Marquez, da “L’amore ai tempi del colera”)
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