𝑅𝑜𝑐𝑘&𝑀𝑒𝑡𝑎𝑙 𝐵𝑎𝑙𝑙𝑎𝑑𝑠
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La ballad è l'essenza di una band, il cuore morbido che si cela dietro la dura corazza dell'heavy metal.
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Just Like Heaven è stato il terzo singolo estratto dall'album del 1987 Kiss Me Kiss Me Kiss Me.
I ricordi del viaggio di Smith hanno costituito le basi per il video musicale, diretto da Tim Pope, che accompagnava la canzone.
Il testo è stato scritto dal frontman del gruppo Robert Smith, che aveva tratto ispirazione da un viaggio passato in riva al mare con la sua futura moglie.
il brano è stato il primo successo americano dei Cure negli Stati Uniti, dove nel 1988 ha raggiunto la quarantesima posizione della classifica Billboard Hot 100. Just Like Heaven è stato oggetto di numerose cover nel corso degli anni, da parte di artisti come Dinosaur Jr. e Katie Melua. Robert Smith ha detto che considera Just Like Heaven una delle canzoni migliori dei Cure
Il brano ha ispirato il nome, oltre ad essere nella colonna sonora, del film del 2005 Just Like Heaven.
Una delle piu belle canzoni d'amore mai scritta. The Cure, Just Like Heaven. Buon ascolto❤️
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She Hates Me, Puddle of Mudd
Il testo di questo brano è stato scritto dal chitarrista Jimmy Allen appena uscito da una relazione, ispirato dall'ira che la sua ormai ex-ragazza gli aveva sempre provocato. Gli accordi sono molto simili a quelli di I Saw Your Mommy dei Suicidal Tendencies, ma anche a quelli della famosa Summer Nights, parte della colonna sonora del cult Grease. Ciò ha causato ai Puddle of Mudd non poche accuse di plagio.
Nell'inserto di ogni album c'è una fotocopia del testo della canzone originario, scritto a mano, che figura il titolo She Fucking Hates Me. Alla pubblicazione il titolo è stato cambiato a causa della censura di radio e televisioni, tuttavia nel ritornello del testo, qualora non censurato, si può sentire ancora la versione originale.
Personalmente adoro questo brano
Buon ascolto con i Puddle of Mudd 🖤
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"To Whom It May Concern” è il nuovo singolo degli A Perfect Circle, uscito il 29 settembre 2026, dopo Starless.
Il punto centrale del brano è la perdita dell''empatia...
Maynard costruisce il pezzo come se stesse scrivendo una lettera aperta a qualcuno che non viene mai veramente identificato. Quel “To Whom It May Concern” — a chiunque possa interessare — sembra inizialmente quasi burocratico, freddo.
In realtà parla soprattutto di persone che un tempo parlavano, ascoltavano e riuscivano persino a non essere d'accordo senza odiarsi.
Quindi l'idea potrebbe essere:
non siamo necessariamente diventati persone peggiori; siamo diventati bravissimi a percepirci come nemici.
La canzone arriva a descrivere l'altro come una sorta di “ghoul”, qualcuno che ha venduto la propria anima per distruggere un altro essere umano.
È quasi una denuncia della disumanizzazione.
E musicalmente?
Qui trovo interessante che To Whom It May Concern abbia un'atmosfera gotica, scura e quasi claustrofobica, con un andamento che non esplode immediatamente ma costruisce una tensione continua.
E secondo me questa scelta musicale è perfetta per il testo: non sembra una protesta urlata contro qualcuno; sembra il resoconto di una persona che sta assistendo con orrore a qualcosa che sta accadendo dentro la società — e dentro se stessa.
È quasi una lettera che dice:
“Guardate cosa ci stiamo facendo.”
Non sbagliano un colo gli A Perfect Circle. Non sbaglia un colpo Maynard con questa ballata oscura su quanto stia andando tutto male
Buon ascolto ❤️
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The Raven that Refused to sing
Steven Wilson
Secondo me è una delle ballad più riuscite di Steven Wilson, e forse proprio perché non cerca di dimostrare nulla.
La cosa che trovo straordinaria in The Raven That Refused to Sing è il contrasto tra la semplicità della storia e la profondità emotiva. Wilson racconta di un uomo anziano che, ormai alla fine della vita, è ancora prigioniero del lutto per la sorella morta da bambino. Il corvo che compare nel suo giardino diventa per lui una possibile manifestazione della sorella: se riuscisse a farlo cantare, avrebbe la certezza che lei è tornata per accompagnarlo nell'aldilà...
Ma c'è qualcosa di terribilmente umano nel fatto che il corvo non canta.
Se cantasse, la storia diventerebbe quasi consolatoria: è davvero lei, è tornata, non sono più solo. Il silenzio invece lascia tutto nell'ambiguità. Potrebbe essere davvero la sorella; potrebbe essere soltanto un animale sul quale l'uomo proietta il proprio desiderio. Wilson stesso descrive il pezzo come una storia di perdita e mortalità e insiste sulla sua semplicità emotiva.
E secondo me il finale è devastante proprio per questo: non c'è una vera catarsi nel senso tradizionale. C'è piuttosto l'accettazione dell'assenza.
Non è una canzone sulla morte di una persona; è una canzone sulla vita di qualcuno che non è mai riuscito a superare quella morte.
Poi cos'altro dire. La voce meravigliosa di Wilson. La chitarra di uno dei mostri sacri assoluto dello strumento, take Guthrie Govan. Il tutto incastonato in uno degli album più belli della storia della musica. Davvero. Dategli una possibilità. Ascoltatelo. Ne resterete scioccati.
Buon ascolto con questa magia di Steven Wilson & Guthrie Govan
"The raven that refused to sing"
Pelle d'oca ❤️
