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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets

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Apple fa causa a OpenAI per furto di segreti commerciali in un caso clamoroso Apple Inc. ha citato in giudizio OpenAI per fur
Apple fa causa a OpenAI per furto di segreti commerciali in un caso clamoroso Apple Inc. ha citato in giudizio OpenAI per furto di segreti commerciali, accusando l'azienda di aver messo in atto una campagna coordinata per rubare informazioni sui prodotti in arrivo. Apple ha dichiarato che OpenAI ha incoraggiato i suoi dipendenti a condividere informazioni, componenti, disegni e altro materiale relativo ai prodotti futuri per sviluppare la propria gamma di dispositivi. Apple chiede a OpenAI di interrompere le sue pratiche, distruggere qualsiasi materiale proprietario e riprogettare i futuri prodotti in modo che non includano alcuna delle sue tecnologie. Buon weekend così.

⚠️ BREAKING NEWS | SK Hynix debutta a Wall Street con un balzo del 14% L’ADR di SK Hynix ha aperto le contrattazioni sul Nasdaq a 170 dollari, rispetto al prezzo di collocamento di 149 dollari. Nei primi minuti ha toccato anche 177 dollari, segno di una domanda molto forte da parte degli investitori. Il titolo è negoziato temporaneamente con il ticker SKHYV. L’operazione ha raccolto 26,51 miliardi di dollari, diventando la più grande emissione azionaria mai realizzata da una società non statunitense. L’offerta era risultata oltre sette volte superiore alle azioni disponibili, confermando il forte interesse istituzionale verso il principale produttore mondiale di memorie HBM per l’intelligenza artificiale. L’esordio arriva mentre il management continua a lanciare un messaggio molto chiaro sul settore: secondo il presidente del gruppo e il CEO, la carenza di memorie avanzate potrebbe protrarsi fino al 2030 e oltre, perché la domanda legata all’AI continua a crescere più rapidamente della capacità produttiva.

Trimestrali USA: utili fortissimi, aspettative ancora più forti | Preview About Markets La stagione dei risultati americani parte con una previsione di crescita degli utili dell’S&P 500 pari al 26,2% su base annua. Si tratta di uno dei numeri più elevati mai registrati all’inizio di una reporting season, escludendo le fasi immediatamente successive a una recessione. Il dato più importante riguarda però le revisioni. Negli ultimi tre mesi le stime sugli utili sono salite di circa il 3%, mentre storicamente gli analisti tendono a tagliarle di circa il 4% prima dell’inizio delle trimestrali. Le società entrano quindi negli appuntamenti con un livello di aspettative già molto alto. Tecnologia e semiconduttori guidano ancora tutto I semiconduttori potrebbero registrare una crescita degli utili vicina al 148% e contribuire da soli per circa 11 punti percentuali alla crescita complessiva dell’S&P 500. Nvidia, AMD, Broadcom, Arista e i produttori di memorie continuano a beneficiare degli investimenti in intelligenza artificiale, data center, reti e infrastrutture energetiche. La spesa dei grandi hyperscaler viene stimata intorno ai 519 miliardi di dollari nel 2026. Le aziende continuano quindi a investire, mentre gli investitori iniziano a chiedere risultati più concreti: crescita dei ricavi, aumento della produttività e ritorni sul capitale impiegato. Questo sarà uno dei temi centrali della stagione. Un nuovo aumento del capex potrebbe sostenere i fornitori di chip e infrastrutture, ma potrebbe essere accolto con maggiore freddezza per le società che finanziano questi investimenti senza mostrare ancora una monetizzazione sufficiente. Banche ed energia tra i settori meglio posizionati Le grandi banche americane dovrebbero beneficiare di ricavi solidi nel trading e nell’investment banking. I tassi elevati continuano a sostenere il margine di interesse, mentre buyback e dividendi offrono ulteriore supporto agli utili per azione. JPMorgan, Goldman Sachs, Citigroup e Wells Fargo potrebbero quindi aprire la stagione con risultati superiori alle attese. Il mercato guarderà soprattutto alla qualità del credito, alle previsioni sul margine di interesse e alla capacità di mantenere una crescita dei ricavi anche nella seconda parte dell’anno. Anche l’energia presenta revisioni positive molto forti, sostenute dall’aumento del petrolio legato alle tensioni geopolitiche. Una parte della crescita dipende però dai prezzi delle materie prime e risulta quindi più volatile rispetto alla crescita generata da maggiori volumi o da guadagni strutturali di quota di mercato. I rischi si concentrano sui consumi Il consumer discretionary presenta il peggior andamento delle revisioni: le stime sugli utili per il 2026 sono state ridotte di circa il 9% negli ultimi tre mesi. Automobili, abbigliamento, lusso e società esposte ai consumatori con redditi più bassi devono fare i conti con tassi elevati, dazi, costi energetici e minore accesso al credito. La spesa delle famiglie più ricche rimane invece robusta e continua a sostenere viaggi premium, hotel e servizi di fascia alta. Anche healthcare e consumer staples arrivano alla stagione con revisioni deboli. Nella sanità pesano i costi delle assicurazioni mediche e alcune riduzioni delle guidance. Nei beni di consumo il problema principale riguarda i margini: i clienti accettano con maggiore difficoltà nuovi aumenti di prezzo, mentre salari e materie prime restano costosi. Il vero test arriverà dalle guidance La crescita degli utili potrebbe risultare molto forte anche con un numero di sorprese inferiore rispetto ai trimestri precedenti. Il consenso parte già da livelli elevati e molte buone notizie sono presenti nelle valutazioni. Per questa ragione, il mercato potrebbe reagire poco a un semplice superamento delle attese. Le società più costose dovranno battere le stime, confermare la domanda e alzare le previsioni per i prossimi trimestri. La stagione potrebbe quindi produrre risultati aziendali complessivamente solidi insieme a movimenti molto violenti sui singoli titoli. Tecnologia, banche ed energia partono con il maggiore momentum. Consumer discretionary, healthcare e staples presentano il rischio più elevato di delusione. Il punto decisivo sarà capire quanto della crescita degli utili appartiene davvero all’intero mercato e quanto continua a dipendere da semiconduttori, petrolio e poche grandi società tecnologiche. - About Markets

SK Hynix ha suonato la campana di apertura per il mercato azionario oggi alla borsa Nasdaq.

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Condividiamo l'ultima nota di Bofa, "The Flow Show No landing, no cut, no hike, no sweep, no bears" BofA riassume il consenso di mercato con cinque “no”: nessun atterraggio dell’economia, nessun taglio alla spesa per l’intelligenza artificiale, nessun rialzo della Fed prima delle elezioni di metà mandato, nessuna vittoria piena dei Democratici e pochissimi investitori davvero ribassisti. Questa combinazione sostiene il mercato: crescita nominale forte, banche centrali prudenti, capex AI vicino a 800 miliardi di dollari nel 2026 e flussi che continuano a inseguire gli asset rischiosi. I numeri mostrano quanto il posizionamento sia diventato aggressivo. Nell’ultima settimana sono entrati 56,4 miliardi di dollari nei fondi azionari, con 18,8 miliardi sulla tecnologia e 2,4 miliardi sui finanziari. Il Bull & Bear Indicator di Bank of America resta a 9,5 su 10, in piena area di euforia, e mantiene attivo un segnale di riduzione del rischio. I clienti privati della banca hanno il 65,7% dei portafogli in azioni, mentre la liquidità è scesa sotto il 10%. Intanto i fondi monetari hanno raggiunto il record di 7.900 miliardi: una riserva enorme che può alimentare nuovi acquisti a ogni correzione. La banca vede un mercato molto carico, sostenuto da liquidità abbondante e da una narrativa quasi perfetta. Le condizioni finanziarie si stanno irrigidendo. Il rendimento reale del Treasury trentennale è salito al 2,9%, massimo dal novembre 2008. Il costo del capitale aumenta e le aree speculative iniziano a cedere: il comparto tecnologico delle small cap coreane ha perso il 36% in otto settimane. Finché il paniere dei grandi titoli tecnologici americani resterà sopra la media mobile a 200 giorni, gli investitori tenderanno a comprare i ribassi o a ruotare verso settori rimasti indietro. Un vero abbandono del rischio richiederebbe la rottura di questi due riferimenti. Gli scenari contrari al consenso sono la parte più utile del report. Un altro dato debole sul lavoro americano potrebbe riportare domanda sui Treasury decennali, sui titoli ad alto dividendo e sui settori difensivi. Un rialzo della Fed sorprenderebbe un mercato convinto che la banca centrale resterà ferma: in quel caso BofA suggerisce dollaro forte e appiattimento della curva. L’inflazione al 4,2%, ormai allineata al tasso di disoccupazione, ricorda configurazioni storiche che hanno spesso preceduto nuove strette monetarie e fasi difficili per Wall Street. Il rischio più rilevante resta la spesa AI. Le attese incorporano circa 800 miliardi di capex nel 2026 e un trilione nel 2027. Basta una revisione moderata per colpire semiconduttori, infrastrutture e titoli esposti alla corsa ai data center. BofA immagina una rotazione verso software e grandi piattaforme tecnologiche, finanziariamente più solide, accompagnata da vendite sull’indice dei semiconduttori. Il debito emesso per finanziare il boom AI ha già superato 208 miliardi di dollari; se i flussi di cassa degli hyperscaler iniziassero a deteriorarsi, il mercato obbligazionario potrebbe imporre disciplina attraverso tagli ai costi, minori investimenti e nuove emissioni azionarie. BofA continua a preferire materie prime, mercati emergenti, small cap e, più avanti, consumi discrezionali. Il portafoglio con il 25% in azioni USA, Treasury, materie prime e liquidità sta annualizzando un rendimento del 16%, il migliore dal 2021. Nel 2026 la diversificazione sta tornando a funzionare. L’ultimo campanello d’allarme arriva dal Giappone. Le banche giapponesi sono triplicate in tre anni mentre il rendimento del JGB decennale è salito dallo 0,5% al 3%. Tassi più alti hanno sostenuto i margini e l’intero settore bancario globale. Quando ulteriori rialzi dei rendimenti inizieranno a far scendere le banche giapponesi, BofA leggerà quel movimento come il primo vero segnale di stress globale. Il mercato conserva una forte inerzia rialzista. Il margine di errore si è ristretto parecchio.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Dentro i mercati, oltre i titoli. 10 luglio 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 +0,81% (7.544), Nasdaq 100 +1,62% (29.727), Dow Jones +0,27% (52.492), Russell 2000 +1,22% (2.993) Europa: EuroStoxx 50 +1,25% (6.282), DAX +0,83%, CAC +0,90%, FTSE MIB +1,09% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Technology +1,65%, Consumer Discretionary +1,46%, Financials +1,02% Bottom 3: Consumer Staples -1,75%, Energy -1,58%, Utilities -0,55% –– Takeaway veloci –– • Wall Street chiude positiva dopo le parole di Trump su un possibile accordo con l’Iran. Il mercato ha ridotto il premio al rischio geopolitico, almeno sulla parte energia. • Il petrolio corregge: WTI a 72,08 dollari, Brent a 76,30. La seduta ha girato quando il rischio di attacchi alle infrastrutture energetiche è sembrato meno immediato. • Il Nasdaq sovraperforma con il ritorno del bid su AI hardware, memorie e infrastruttura. Meta firma contratti lunghi su memorie e storage, Micron alza il piano capex USA a oltre 250 miliardi entro il 2035. –– Macroeconomic Data –– • Jobless Claims: 215k vs 218k attese, precedente 217k. Licenziamenti ancora bassi. –– Specifiche azioni –– • Meta: accordi di fornitura a lungo termine su memorie, networking e storage flash. • Micron: investimenti USA aumentati a oltre 250 miliardi di dollari entro il 2035, con target di produrre negli USA il 40% della DRAM. • SK Hynix: l’offerta ADR USA avrebbe raccolto quasi 200 miliardi di dollari di domanda. I primi 25 investitori avrebbero preso circa il 67% dell’operazione. –– Focus del giorno –– Secondo Goldman Sachs, gli hedge fund stanno cambiando assetto molto rapidamente. Nell’ultimo report della banca ci si concentra soprattutto sul crowding, cioè a quanto un trade è già pieno. Se tanti fondi sono tutti dalla stessa parte, quel trade diventa più fragile. Una notizia negativa può generare vendite forzate. Una notizia positiva, se molti sono short, può far partire uno squeeze. La memoria è l’esempio perfetto. SK Hynix ha raccolto quasi 200 miliardi di dollari di domanda per una singola offerta ADR negli Stati Uniti. I primi 10 account hanno preso quasi metà dell’operazione, i primi 25 circa due terzi. Questo dice che il grande denaro istituzionale vuole ancora esposizione al ciclo memorie, anche dopo rally enormi e dopo le prime crepe viste su Samsung e Corea. Il tema industriale resta forte. Meta firma accordi lunghi su memorie, apparecchiature di rete e storage. Micron porta il piano di investimenti USA sopra 250 miliardi di dollari entro il 2035. AI, data center, HBM, storage e supply chain restano il cuore della spesa tecnologica. Il punto delicato è il prezzo già pagato dal mercato. Quando una storia diventa evidente a tutti, il margine di errore si riduce. Goldman segnala infatti che nei semiconduttori sono affollati sia i long sia gli short. Da una parte ci sono fondi che vogliono restare dentro il tema AI hardware. Dall’altra ci sono investitori che iniziano a scommettere contro aspettative considerate troppo tirate. Questo crea un settore più nervoso, più tecnico, più dipendente dai flussi. La rotazione si vede anche altrove. Energy è entrata forte nei portafogli hedge fund, coerente con petrolio, Iran e rischio Hormuz. Healthcare Equipment & Services è diventato crowded long, al 98° percentile. Qui i fondi stanno cercando qualità più difensiva, con meno dipendenza dal momentum puro dell’AI. Il tema giusto può diventare pericoloso quando il posizionamento è troppo pieno. Memorie e AI infrastructure possono ancora funzionare, perché la domanda reale esiste. Però il trade è diventato più sensibile a ogni dettaglio. La giornata lascia quindi un mercato costruttivo, con tassi in calo, petrolio più leggero e Nasdaq forte. Lascia anche una mappa più chiara dei rischi: il capitale si sta spostando verso energia, healthcare e AI infrastructure, ma lo sta facendo in modo molto concentrato. Quando la folla si muove tutta insieme, il problema arriva spesso prima dai flussi che dai fondamentali. ~ About Markets

⚠️ BREAKING NEWS | Meta lancia il suo primo modello AI a pagamento per sviluppatori Meta ha presentato Muse Spark 1.1, nuova versione del suo modello di intelligenza artificiale, introducendo per la prima volta un livello a pagamento per le aziende che vogliono accedere ai suoi modelli tramite API. Secondo Mark Zuckerberg, il prezzo sarà molto aggressivo: circa il 25% rispetto ai costi pubblicizzati da alcuni modelli di punta di OpenAI e Anthropic. Gli sviluppatori potranno utilizzare il modello gratuitamente fino a una certa soglia di token, poi dovranno pagare per continuare ad accedervi. La mossa segna un passaggio importante nella strategia AI di Meta: meno focus sull’open source puro, più attenzione alla monetizzazione diretta dei modelli. Dopo anni di investimenti pesanti in data center, chip e talenti, Meta prova a trasformare la spesa sull’intelligenza artificiale in una nuova linea di ricavi.

⚠️ BREAKING NEWS | META ACCELERA SUI CHIP AI PROPRIETARI Meta Platforms dovrebbe portare in produzione a settembre un nuovo c
⚠️ BREAKING NEWS | META ACCELERA SUI CHIP AI PROPRIETARI Meta Platforms dovrebbe portare in produzione a settembre un nuovo chip AI interno, nome in codice Iris. Il chip rientra nel progetto MTIA, Meta Training and Inference Accelerators, una roadmap proprietaria su più generazioni pensata per sostenere training e inference dentro i data center del gruppo. Meta sta cercando di controllare meglio il costo della propria infrastruttura AI, ridurre la dipendenza dai fornitori esterni e rendere più efficiente la spesa in capex. Gli hyperscaler continueranno a comprare GPU Nvidia e AMD, ma stanno anche costruendo soluzioni interne per gestire una parte crescente dei carichi AI dove hanno più scala, più visibilità e più convenienza economica. Per Nvidia resta un ciclo strutturale molto forte. Ogni nuovo chip proprietario degli hyperscaler conferma però che la prossima fase dell’AI sarà più selettiva: meno acquisti indiscriminati, più focus su efficienza, costi e ritorno sul capitale investito.

Il nostro contributo su Il Fatto Quotidiano riguardo alla vicenda Meta: 👉🏼 https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/08/meta-multa-minori-stati-usa-california/8442927/

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Dentro i mercati, oltre i titoli. 9 luglio 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 -0,28% (7.483), Nasdaq 100 +0,27% (29.253), Dow Jones -1,09% (52.353), Russell 2000 -0,88% (2.956) Europa: EuroStoxx 50 -1,79% (6.207), DAX -2,35%, CAC -2,18%, FTSE MIB -1,22% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Technology +1,44%, Energy +1,41%, Consumer Staples -0,44% Bottom 3: Materials -2,49%, Financials -1,91%, Real Estate -1,62% –– Takeaway veloci –– • Seduta spaccata: Nasdaq positivo grazie a Broadcom/Apple e al tema chip, ma il resto del mercato ha sofferto. • Il driver vero è stato il petrolio: Brent a 78 dollari, WTI a 73,5, con la tensione USA-Iran tornata al centro del pricing. • I tassi sono saliti lungo la curva: non per crescita, ma per paura che energia e geopolitica riaprano il canale inflazione. • I verbali Fed non hanno cambiato il quadro: comitato diviso, ma bias ancora restrittivo. Alcuni vedevano perfino spazio per rialzare. –– Macroeconomic Data –– • FOMC Minutes: alcuni membri vedevano motivi per alzare i tassi a giugno; la maggioranza resta concentrata sull’inflazione. –– Specifiche azioni –– • Broadcom + Apple: accordo chip da oltre 30 miliardi di dollari, sostegno diretto al Nasdaq. • Nvidia: secondo The Information, la Cina potrebbe consentire ad Alibaba, ByteDance e DeepSeek di acquistare piccoli volumi di H200. • Meta: nuovo data center da 1 GW in Alberta, investimento da 9,17 miliardi di dollari. • ExxonMobil: prezzi dei liquidi potrebbero aggiungere 3,5-3,9 miliardi agli utili trimestrali. –– Focus del giorno –– Il mercato oggi non ha venduto rischio. Ha venduto fragilità. La differenza è importante. Se fosse stata una classica seduta risk-off, avremmo visto tutto giù: Nasdaq, tecnologia, energia, credito, dollaro forte, oro forte. Invece no. Il Nasdaq ha chiuso positivo, tecnologia ed energia sono stati gli unici settori in verde, mentre sono stati colpiti finanziari, materiali, real estate, industriali e consumi discrezionali. Questo dice una cosa semplice: il mercato non sta scappando da tutto. Sta separando chi può beneficiare della scarsità da chi la subisce. Il petrolio è tornato il centro della seduta, nel momento peggiore possibile: Fed già hawkish, tassi lunghi elevati, debito pubblico alto, AI capex enorme e margini già sotto osservazione. Il barile a 78 dollari non rompe da solo il ciclo, ma cambia il tono della conversazione. Se l’energia sale mentre la Fed discute ancora di inflazione, il mercato non può più permettersi di ragionare solo su tagli futuri. Il punto più interessante è che l’AI non è stata bocciata in blocco. Broadcom è salita sulla notizia dell’accordo con Apple. Nvidia ha trovato supporto dalle indiscrezioni sugli H200 verso alcune big cinesi. Meta continua a costruire data center giganteschi. Quindi il messaggio non è “fine del trade AI”. È più sottile: il mercato sta passando dalla fase in cui comprava ogni cosa collegata all’AI alla fase in cui vuole capire chi ha contratti, pricing power, domanda visibile e capacità reale. Qui entra il tema più scomodo. L’AI doveva essere disinflazionistica. Per ora, però, sta producendo anche l’effetto opposto: più domanda di chip, più data center, più energia, più debito, più pressione su componenti e infrastrutture. La produttività arriverà, forse. Ma il conto arriva subito. Ecco perché questa seduta conta. Non perché l’S&P abbia perso lo 0,28%. Conta perché mostra un mercato meno ingenuo. Non compra più la narrativa intera. Compra i pezzi che reggono anche se petrolio, tassi e geopolitica restano scomodi. ~ About Markets

🔴🤡 Il CENTCOM degli Stati Uniti annuncia che gli USA hanno iniziato a condurre ulteriori attacchi in Iran. Questi attacchi sono intesi a "degradare ulteriormente la capacità dell'Iran di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz," dichiara il CENTCOM.

Fed: toni hawkish, ma la novità è l’AI I verbali dell’ultima riunione Fed confermano quello che il mercato aveva già capito d
Fed: toni hawkish, ma la novità è l’AI I verbali dell’ultima riunione Fed confermano quello che il mercato aveva già capito dal dot plot: dentro il FOMC la discussione si è spostata in modo più restrittivo. ▪️Il punto principale è che “alcuni” membri vedevano già a giugno le condizioni per alzare i tassi. Non hanno dissentito, quindi non parliamo di una spaccatura forte, ma il messaggio è chiaro: la Fed non è più concentrata solo sul rischio rallentamento, ma soprattutto sul rischio che l’inflazione resti alta più a lungo. ▪️La parte interessante è il motivo. Non si parla solo di dazi, petrolio e Medio Oriente. Nei verbali entra in modo esplicito anche l’intelligenza artificiale. Il ragionamento della Fed è semplice: gli investimenti enormi in data center, energia, chip, infrastrutture e tecnologia possono sostenere la crescita, ma nel breve periodo rischiano anche di alimentare pressioni sui prezzi. La produttività dell’AI arriverà, probabilmente, ma potrebbe arrivare dopo. Nel frattempo il capex arriva subito, la domanda di energia sale subito e i costi possono restare più rigidi. ▪️In pratica: l’AI viene vista non solo come tema di crescita, ma anche come possibile fattore inflazionistico. Questo è importante perché cambia la narrativa. Fino a ieri il mercato ragionava così: AI uguale produttività, produttività uguale inflazione più bassa nel lungo periodo. La Fed oggi dice: attenzione, prima della produttività potremmo avere un’ondata di domanda, investimenti e costi più alti. ▪️Altro punto: la maggioranza dei membri teme che, dopo anni di inflazione sopra il 2%, aspettative, salari e prezzi possano iniziare ad adattarsi a un regime più alto. E in uno scenario con mercato del lavoro ancora stabile e inflazione resistente, quasi tutti vedrebbero giustificato un ulteriore inasprimento. Dunque? tagli lontani, rialzi non esclusi. 👉🏼 https://www.federalreserve.gov/monetarypolicy/files/fomcminutes20260617.pdf

⚠️ 🤡 BREAKING NEWS | Trump valuta il ritorno al blocco dello Stretto di Hormuz. Il presidente USA afferma che Washington sta considerando di reimporre il blocco dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi più sensibili al mondo per il traffico energetico globale. Trump ha aggiunto che “odierebbe” colpire gli impianti di desalinizzazione dell’Iran, ma che “potrebbe doverlo fare”.

⚠️ BREAKING NEWS | Trump riaccende il rischio trade war: Europa in rosso, Spagna sotto attacco. Le borse europee accelerano a
⚠️ BREAKING NEWS | Trump riaccende il rischio trade war: Europa in rosso, Spagna sotto attacco. Le borse europee accelerano al ribasso dopo le indiscrezioni secondo cui Trump avrebbe ordinato al Segretario al Tesoro di sospendere gli scambi commerciali con la Spagna. L’IBEX perde quasi il 2% e sottoperforma lo Stoxx 600, mentre anche Euro Stoxx 50, DAX, CAC e FTSE MIB scendono con forza. Nel frattempo la pressione si estende anche a Wall Street: i futures E-mini S&P 500 arretrano dello 0,7%, i futures Nasdaq 100 perdono l’1,1% e i futures Dow scendono dello 1%. Il mercato sta prezzando un ritorno della tensione geopolitica su Iran e Medio Oriente.

⚠️ BREAKING NEWS | Trump afferma che il cessate il fuoco con l’Iran è finito. Tutti insieme? 🤡

Il KOSPI entra in bear market: crollo guidato da Samsung e SK Hynix La Borsa coreana ha chiuso in forte ribasso: il KOSPI ha
Il KOSPI entra in bear market: crollo guidato da Samsung e SK Hynix La Borsa coreana ha chiuso in forte ribasso: il KOSPI ha perso circa il 5,4% e ora tratta oltre il 20% sotto i massimi di giugno, entrando tecnicamente in bear market. Il sell-off è stato guidato dai chipmaker: Samsung Electronics -6,3% e SK Hynix -5,7%, con forte pressione anche sul Kosdaq e attivazione di meccanismi temporanei di controllo sulle vendite. La Corea era diventata uno dei trade più affollati dell’anno sull’AI infrastructure. Ma quando due titoli pesano così tanto sull’indice, la forza diventa fragilità. Samsung ha pubblicato utili molto forti, ma il mercato ha guardato alla parte meno brillante: ricavi/guidance non abbastanza convincenti per giustificare aspettative ormai estremamente elevate. Da monitorare ora tre cose: contagio su Micron, Western Digital, Sandisk e semiconduttori USA, eventuali flussi forzati da ETF/prodotti leveraged legati ai chip coreani, e soprattutto se il mercato sta iniziando a distinguere tra domanda reale di AI e prezzi già perfetti nei titoli che la rappresentano.

La Cina valuta restrizioni all’accesso estero ai suoi migliori modelli AI. Secondo Reuters, Pechino avrebbe discusso con Alib
La Cina valuta restrizioni all’accesso estero ai suoi migliori modelli AI. Secondo Reuters, Pechino avrebbe discusso con Alibaba, ByteDance e Z.ai possibili limiti all’utilizzo internazionale dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati, inclusi quelli futuri e in parte anche open source. Il punto di mercato è semplice: se la Cina chiude l’accesso ai suoi modelli più economici e competitivi, molte aziende occidentali perderebbero un’alternativa low-cost agli LLM americani. Questo potrebbe ridare forza ai principali player AI USA, che negli ultimi mesi erano sotto pressione proprio per il rischio che clienti e sviluppatori migrassero verso modelli cinesi meno costosi. Per ora non c’è ancora una decisione definitiva. Ma il messaggio è chiaro: l’AI sta diventando sempre più una questione di sicurezza nazionale, non solo di tecnologia.

L’Iran rivendica attacchi contro siti militari USA in Bahrain e Kuwait. L’IRGC afferma di aver colpito 85 obiettivi militari statunitensi in risposta ai raid USA, inclusa la sede della Quinta Flotta in Bahrein e la base aerea di Ali Al-Salem in Kuwait. L’operazione sarebbe stata condotta con più ondate di missili e droni da forze navali e aerospaziali iraniane. Teheran sostiene inoltre di aver abbattuto un drone USA MQ-9 durante l’operazione. Per i mercati, il punto chiave è l’allargamento geografico dello scontro: rischio immediato su petrolio, shipping, assicurazioni marittime, difesa e asset del Golfo.