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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets
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🚨 BREAKING | Trump: gli Stati Uniti stanno “prendendo il controllo” dello Stretto di Hormuz
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno assumendo il controllo dello Stretto di Hormuz, mentre Washington e Teheran continuano a scambiarsi attacchi e rivendicazioni sul controllo della principale rotta energetica mondiale.
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La grande migrazione dei flussi di cassa nell’era dell’AI
Secondo BofA, Nvidia, Micron, Broadcom e Applied Materials potrebbero generare complessivamente circa 430 miliardi di dollari di free cash flow nei prossimi dodici mesi, oltre tre volte il livello registrato appena due anni fa.
Nello stesso periodo, il free cash flow aggregato di Amazon, Alphabet, Meta, Microsoft e Oracle è atteso scendere per la prima volta in territorio negativo, dopo aver raggiunto un picco vicino ai 260 miliardi di dollari nel 2024.
Dietro questa inversione c’è l’enorme ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale. La spesa in conto capitale dei principali hyperscaler potrebbe avvicinarsi a 1.800 miliardi di dollari tra il 2026 e il 2027, assorbendo una quota crescente della liquidità generata dalle attività operative.
Il capitale sta quindi migrando lungo la filiera: gli hyperscaler finanziano data center, infrastrutture e capacità computazionale, mentre i produttori di semiconduttori e apparecchiature trasformano questa domanda in margini e cassa.
Il grafico fotografa uno dei cambiamenti più rilevanti dell’attuale ciclo tecnologico: la fase di massima monetizzazione si sta concentrando, almeno per ora, a monte della catena dell’AI.
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Il mercato degli ETF negli Stati Uniti continua ad accelerare a un ritmo senza precedenti.
Nel 2026 sono già stati lanciati oltre 770 nuovi ETF, il 55% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il risultato è che oggi negli Stati Uniti sono quotati circa 5.400 ETF, un numero ormai superiore alle circa 4.000 società domestiche presenti sui listini.
Cambia anche la natura dei nuovi prodotti. Tra gli ETF lanciati quest’anno:
il 54% utilizza strumenti derivati;
il 33% è costituito da ETF a leva o inversi, la quota più elevata mai registrata.
La crescita dell’industria, quindi, non è più guidata soltanto dagli ETF tradizionali che replicano gli indici. Sempre più spesso i nuovi prodotti offrono esposizioni altamente concentrate, utilizzano leva finanziaria o strategie basate su derivati.
Se questa tendenza proseguirà nella seconda metà dell’anno, il mercato dovrà confrontarsi con un ecosistema sempre più complesso, in cui i flussi passivi potrebbero amplificare la volatilità nei momenti di maggiore stress.
La prossima fase del boom degli ETF sembra essere costruita su leva, derivati e concentrazione. Sarà uno dei temi più importanti da monitorare nei prossimi anni.
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Corea del Sud, crollano SK Hynix e Samsung: il rally dell’AI entra in una fase più fragile
Seduta durissima per il mercato sudcoreano. SK Hynix ha chiuso in calo del 15%, la peggiore performance giornaliera della sua storia, mentre Samsung Electronics ha perso quasi l’11%. Il Kospi è arrivato a cedere il 9%, costringendo la Borsa di Seul a sospendere temporaneamente le contrattazioni.
Il ribasso arriva dopo mesi di rialzi eccezionali. SK Hynix aveva guadagnato oltre il 500% nell’ultimo anno, sostenuta dalla domanda di memorie HBM utilizzate nei processori di Nvidia e dalla convinzione che l’intelligenza artificiale avrebbe aperto un superciclo pluriennale per il settore dei chip.
Le aspettative, però, sono diventate molto difficili da superare. Korea Investment & Securities ha stimato che l’utile operativo dell’ultimo trimestre potrebbe risultare inferiore dell’8% rispetto alle previsioni di consenso. I contratti HBM hanno spesso prezzi fissati sul lungo periodo, mentre le memorie tradizionali stanno registrando aumenti più rapidi. Questo elemento potrebbe limitare la crescita dei margini rispetto a quanto scontato dal mercato.
Ha pesato anche il debutto degli ADR di SK Hynix negli Stati Uniti. L’operazione da 26,5 miliardi di dollari ha raccolto ordini superiori di oltre sette volte all’offerta e il titolo è salito del 13% nella prima seduta. Parte degli investitori potrebbe ora spostare l’esposizione dalle azioni quotate a Seul verso gli ADR americani, generando vendite tecniche sul titolo coreano.
Il quadro è aggravato dalla struttura del mercato locale. SK Hynix e Samsung hanno un peso enorme negli indici, il posizionamento degli investitori è molto concentrato e gli ETF a leva amplificano i movimenti. Quando iniziano le prese di profitto, le vendite forzate possono accelerare rapidamente. Nel 2026 il Kospi ha già registrato sette interventi dei circuit breaker, un dato che evidenzia quanto la volatilità sia diventata estrema.
I fondamentali del settore restano sostenuti dalla scarsità di memoria e dagli investimenti nell’AI. Il mercato sta però iniziando a interrogarsi sulla sostenibilità delle valutazioni, sull’aumento della capacità produttiva e sul rischio che gli utili futuri deludano aspettative ormai molto elevate.
Dopo il recente calo, SK Hynix e Samsung hanno perso almeno il 30% dai massimi di giugno. I titoli appaiono tecnicamente ipervenduti e potrebbero beneficiare di rimbalzi violenti. La volatilità, però, resterà probabilmente elevata finché non emergeranno indicazioni più solide su utili, prezzi delle memorie e domanda HBM.
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PREVIEW DELLA SETTIMANA | 14–18 LUGLIO 2026
La settimana si apre con tre catalizzatori principali: la crisi nello Stretto di Hormuz, il CPI americano e l’avvio della stagione delle trimestrali.
GEOPOLITICA
Sul fronte geopolitico, Stati Uniti e Iran hanno intensificato gli attacchi durante il weekend. Teheran ha dichiarato Hormuz chiuso fino a nuovo ordine, mentre Washington sostiene che il transito resti possibile. Una de-escalation avrebbe l’effetto opposto e riporterebbe l’attenzione sull’eccesso di offerta previsto per la seconda parte dell’anno.
INFLAZIONE
Il dato decisivo sarà il CPI USA di giugno, in uscita martedì. A maggio l’inflazione aveva raggiunto il 4,2% annuo, sostenuta soprattutto dall’energia. Il consenso prevede un rallentamento verso il 3,9%.
Un dato superiore alle attese, soprattutto con una componente core mensile oltre lo 0,3%, rafforzerebbe lo scenario di tassi elevati più a lungo. I Treasury potrebbero subire nuove vendite, con pressione sui titoli tecnologici e sui settori più sensibili al costo del capitale. Una lettura più moderata offrirebbe sollievo a bond, growth, real estate e utilities.
Il CPI arriverà durante le prime audizioni al Congresso di Kevin Warsh da presidente della Federal Reserve. Il mercato cercherà di capire come la Fed intenda trattare lo shock energetico: fenomeno temporaneo oppure rischio capace di riaccendere stabilmente l’inflazione. I verbali di giugno hanno mostrato che alcuni membri avevano già valutato un rialzo dei tassi.
Mercoledì saranno pubblicati anche PPI, vendite al dettaglio e Beige Book. La combinazione più delicata sarebbe un’inflazione elevata accompagnata da consumi in rallentamento, uno scenario vicino alla stagflazione e particolarmente difficile da gestire per la banca centrale.
TRIMESTRALI
Le grandi banche americane aprono la stagione degli utili. Il primo semestre è stato molto favorevole per trading, fusioni, acquisizioni e IPO, quindi le attese sui risultati sono elevate.
L’attenzione si concentrerà sulla guidance per il secondo semestre, sulla qualità del credito al consumo e sulla tenuta dei margini. Numeri solidi accompagnati da commenti prudenti potrebbero comunque deludere il mercato.
TSMC e ASML saranno il vero test per il settore tecnologico. Per TSMC conteranno la guidance, i prezzi e la capacità produttiva destinata ai chip AI. Per ASML il dato centrale saranno i nuovi ordini. Il recente caso Samsung, scesa quasi il 9% dopo avere battuto le stime, mostra quanto il mercato sia diventato esigente sui semiconduttori.
Netflix riporterà mercoledì sera. Le attese appaiono più equilibrate e il focus sarà sulla crescita degli abbonati e sulla monetizzazione del piano pubblicitario.
COSA GUARDARE
L’S&P 500 resta in rialzo di oltre il 10% da inizio anno e il VIX è tornato intorno a 15. La calma dell’indice nasconde una volatilità molto più elevata sui singoli titoli tecnologici.
Le strategie quantitative momentum hanno attraversato la fase peggiore dal 2023, segnalando rotazioni violente tra vincitori e perdenti. Alcuni grandi investitori stanno inoltre acquistando protezioni su movimenti estremi dell’S&P 500 e del VIX nei prossimi mesi.
IL CALENDARIO
▪️Lunedì: reazione dei mercati agli eventi in Iran, dati mensili di TSMC, trimestrali bancarie e audizione di Warsh.
▪️Martedì: CPI USA, appuntamento principale della settimana.
▪️Mercoledì: PPI, vendite al dettaglio, Beige Book, TSMC e Netflix.
▪️Giovedì: risultati ASML e decisione della Bank of Canada.
▪️Venerdì: inizio del blackout Fed e riposizionamento prima del weekend.
A fine settimana conterà soprattutto l’incrocio tra inflazione, tono della Fed e sviluppi su Hormuz. Un CPI gestibile e una stabilizzazione geopolitica lascerebbero spazio alle trimestrali. Un nuovo shock sui prezzi costringerebbe invece il mercato a rivedere rapidamente le aspettative sui tassi e sulle valutazioni azionarie.
~ Preview settimanale a cura di About Markets
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🔴 LA GUERRA TORNA NEL MENU DEL GIORNO
Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi missilistici contro l’Iran, colpendo sistemi di difesa aerea, radar costieri e infrastrutture legate a missili e droni.
Teheran ha risposto intercettando alcune navi e lanciando missili e droni contro obiettivi in Giordania, Bahrein, Kuwait e Qatar. I danni segnalati sono stati contenuti e, al momento, non risultano feriti.
La nuova escalation sta rimettendo sotto pressione i mercati. Il Brent è tornato a salire, il dollaro si è rafforzato e i rendimenti obbligazionari hanno ripreso quota. Una combinazione che pesa sulle azioni e sta penalizzando anche i metalli preziosi.
Il presidente Trump ha però dichiarato concluso il cessate il fuoco, mentre l’Iran ha respinto questa lettura, sostenendo che i colloqui potrebbero comunque proseguire.
Anche qualora le petroliere attualmente bloccate riuscissero a uscire, poche compagnie potrebbero essere disposte a entrare nello Stretto finché il rischio militare resterà elevato. Questo limiterebbe i flussi di petrolio più a lungo del previsto e manterrebbe elevato il premio geopolitico sui prezzi energetici.
Il petrolio guida i rialzi, con il Brent in aumento di oltre il 4% e vicino agli 80 dollari al barile, mentre cresce il timore che le tensioni nello Stretto di Hormuz possano compromettere le forniture energetiche.
I future azionari sono in calo: il Nasdaq 100 perde l’1,2%, l’S&P 500 lo 0,5%, con l’Europa attesa in apertura negativa di circa l’1%.
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Giuliana taccogna del nostro team su Milano Finanza
https://www.milanofinanza.it/news/energia-in-cassaforte-in-quali-etf-e-titoli-investire-per-beneficiare-del-megatrend-dell-energy-202607102036293085
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Apple fa causa a OpenAI per furto di segreti commerciali in un caso clamoroso
Apple Inc. ha citato in giudizio OpenAI per furto di segreti commerciali, accusando l'azienda di aver messo in atto una campagna coordinata per rubare informazioni sui prodotti in arrivo.
Apple ha dichiarato che OpenAI ha incoraggiato i suoi dipendenti a condividere informazioni, componenti, disegni e altro materiale relativo ai prodotti futuri per sviluppare la propria gamma di dispositivi.
Apple chiede a OpenAI di interrompere le sue pratiche, distruggere qualsiasi materiale proprietario e riprogettare i futuri prodotti in modo che non includano alcuna delle sue tecnologie.
Buon weekend così.
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⚠️ BREAKING NEWS | SK Hynix debutta a Wall Street con un balzo del 14%
L’ADR di SK Hynix ha aperto le contrattazioni sul Nasdaq a 170 dollari, rispetto al prezzo di collocamento di 149 dollari. Nei primi minuti ha toccato anche 177 dollari, segno di una domanda molto forte da parte degli investitori. Il titolo è negoziato temporaneamente con il ticker SKHYV.
L’operazione ha raccolto 26,51 miliardi di dollari, diventando la più grande emissione azionaria mai realizzata da una società non statunitense. L’offerta era risultata oltre sette volte superiore alle azioni disponibili, confermando il forte interesse istituzionale verso il principale produttore mondiale di memorie HBM per l’intelligenza artificiale.
L’esordio arriva mentre il management continua a lanciare un messaggio molto chiaro sul settore: secondo il presidente del gruppo e il CEO, la carenza di memorie avanzate potrebbe protrarsi fino al 2030 e oltre, perché la domanda legata all’AI continua a crescere più rapidamente della capacità produttiva.
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Trimestrali USA: utili fortissimi, aspettative ancora più forti | Preview About Markets
La stagione dei risultati americani parte con una previsione di crescita degli utili dell’S&P 500 pari al 26,2% su base annua. Si tratta di uno dei numeri più elevati mai registrati all’inizio di una reporting season, escludendo le fasi immediatamente successive a una recessione.
Il dato più importante riguarda però le revisioni. Negli ultimi tre mesi le stime sugli utili sono salite di circa il 3%, mentre storicamente gli analisti tendono a tagliarle di circa il 4% prima dell’inizio delle trimestrali. Le società entrano quindi negli appuntamenti con un livello di aspettative già molto alto.
Tecnologia e semiconduttori guidano ancora tutto
I semiconduttori potrebbero registrare una crescita degli utili vicina al 148% e contribuire da soli per circa 11 punti percentuali alla crescita complessiva dell’S&P 500. Nvidia, AMD, Broadcom, Arista e i produttori di memorie continuano a beneficiare degli investimenti in intelligenza artificiale, data center, reti e infrastrutture energetiche.
La spesa dei grandi hyperscaler viene stimata intorno ai 519 miliardi di dollari nel 2026. Le aziende continuano quindi a investire, mentre gli investitori iniziano a chiedere risultati più concreti: crescita dei ricavi, aumento della produttività e ritorni sul capitale impiegato.
Questo sarà uno dei temi centrali della stagione. Un nuovo aumento del capex potrebbe sostenere i fornitori di chip e infrastrutture, ma potrebbe essere accolto con maggiore freddezza per le società che finanziano questi investimenti senza mostrare ancora una monetizzazione sufficiente.
Banche ed energia tra i settori meglio posizionati
Le grandi banche americane dovrebbero beneficiare di ricavi solidi nel trading e nell’investment banking. I tassi elevati continuano a sostenere il margine di interesse, mentre buyback e dividendi offrono ulteriore supporto agli utili per azione.
JPMorgan, Goldman Sachs, Citigroup e Wells Fargo potrebbero quindi aprire la stagione con risultati superiori alle attese. Il mercato guarderà soprattutto alla qualità del credito, alle previsioni sul margine di interesse e alla capacità di mantenere una crescita dei ricavi anche nella seconda parte dell’anno.
Anche l’energia presenta revisioni positive molto forti, sostenute dall’aumento del petrolio legato alle tensioni geopolitiche. Una parte della crescita dipende però dai prezzi delle materie prime e risulta quindi più volatile rispetto alla crescita generata da maggiori volumi o da guadagni strutturali di quota di mercato.
I rischi si concentrano sui consumi
Il consumer discretionary presenta il peggior andamento delle revisioni: le stime sugli utili per il 2026 sono state ridotte di circa il 9% negli ultimi tre mesi.
Automobili, abbigliamento, lusso e società esposte ai consumatori con redditi più bassi devono fare i conti con tassi elevati, dazi, costi energetici e minore accesso al credito. La spesa delle famiglie più ricche rimane invece robusta e continua a sostenere viaggi premium, hotel e servizi di fascia alta.
Anche healthcare e consumer staples arrivano alla stagione con revisioni deboli. Nella sanità pesano i costi delle assicurazioni mediche e alcune riduzioni delle guidance. Nei beni di consumo il problema principale riguarda i margini: i clienti accettano con maggiore difficoltà nuovi aumenti di prezzo, mentre salari e materie prime restano costosi.
Il vero test arriverà dalle guidance
La crescita degli utili potrebbe risultare molto forte anche con un numero di sorprese inferiore rispetto ai trimestri precedenti. Il consenso parte già da livelli elevati e molte buone notizie sono presenti nelle valutazioni.
Per questa ragione, il mercato potrebbe reagire poco a un semplice superamento delle attese. Le società più costose dovranno battere le stime, confermare la domanda e alzare le previsioni per i prossimi trimestri.
La stagione potrebbe quindi produrre risultati aziendali complessivamente solidi insieme a movimenti molto violenti sui singoli titoli. Tecnologia, banche ed energia partono con il maggiore momentum. Consumer discretionary, healthcare e staples presentano il rischio più elevato di delusione.
Il punto decisivo sarà capire quanto della crescita degli utili appartiene davvero all’intero mercato e quanto continua a dipendere da semiconduttori, petrolio e poche grandi società tecnologiche.
- About Markets
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SK Hynix ha suonato la campana di apertura per il mercato azionario oggi alla borsa Nasdaq.
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Condividiamo l'ultima nota di Bofa, "The Flow Show No landing, no cut, no hike, no sweep, no bears"
BofA riassume il consenso di mercato con cinque “no”: nessun atterraggio dell’economia, nessun taglio alla spesa per l’intelligenza artificiale, nessun rialzo della Fed prima delle elezioni di metà mandato, nessuna vittoria piena dei Democratici e pochissimi investitori davvero ribassisti. Questa combinazione sostiene il mercato: crescita nominale forte, banche centrali prudenti, capex AI vicino a 800 miliardi di dollari nel 2026 e flussi che continuano a inseguire gli asset rischiosi.
I numeri mostrano quanto il posizionamento sia diventato aggressivo. Nell’ultima settimana sono entrati 56,4 miliardi di dollari nei fondi azionari, con 18,8 miliardi sulla tecnologia e 2,4 miliardi sui finanziari. Il Bull & Bear Indicator di Bank of America resta a 9,5 su 10, in piena area di euforia, e mantiene attivo un segnale di riduzione del rischio. I clienti privati della banca hanno il 65,7% dei portafogli in azioni, mentre la liquidità è scesa sotto il 10%. Intanto i fondi monetari hanno raggiunto il record di 7.900 miliardi: una riserva enorme che può alimentare nuovi acquisti a ogni correzione.
La banca vede un mercato molto carico, sostenuto da liquidità abbondante e da una narrativa quasi perfetta. Le condizioni finanziarie si stanno irrigidendo. Il rendimento reale del Treasury trentennale è salito al 2,9%, massimo dal novembre 2008. Il costo del capitale aumenta e le aree speculative iniziano a cedere: il comparto tecnologico delle small cap coreane ha perso il 36% in otto settimane. Finché il paniere dei grandi titoli tecnologici americani resterà sopra la media mobile a 200 giorni, gli investitori tenderanno a comprare i ribassi o a ruotare verso settori rimasti indietro. Un vero abbandono del rischio richiederebbe la rottura di questi due riferimenti.
Gli scenari contrari al consenso sono la parte più utile del report. Un altro dato debole sul lavoro americano potrebbe riportare domanda sui Treasury decennali, sui titoli ad alto dividendo e sui settori difensivi. Un rialzo della Fed sorprenderebbe un mercato convinto che la banca centrale resterà ferma: in quel caso BofA suggerisce dollaro forte e appiattimento della curva. L’inflazione al 4,2%, ormai allineata al tasso di disoccupazione, ricorda configurazioni storiche che hanno spesso preceduto nuove strette monetarie e fasi difficili per Wall Street.
Il rischio più rilevante resta la spesa AI. Le attese incorporano circa 800 miliardi di capex nel 2026 e un trilione nel 2027. Basta una revisione moderata per colpire semiconduttori, infrastrutture e titoli esposti alla corsa ai data center. BofA immagina una rotazione verso software e grandi piattaforme tecnologiche, finanziariamente più solide, accompagnata da vendite sull’indice dei semiconduttori. Il debito emesso per finanziare il boom AI ha già superato 208 miliardi di dollari; se i flussi di cassa degli hyperscaler iniziassero a deteriorarsi, il mercato obbligazionario potrebbe imporre disciplina attraverso tagli ai costi, minori investimenti e nuove emissioni azionarie.
BofA continua a preferire materie prime, mercati emergenti, small cap e, più avanti, consumi discrezionali. Il portafoglio con il 25% in azioni USA, Treasury, materie prime e liquidità sta annualizzando un rendimento del 16%, il migliore dal 2021. Nel 2026 la diversificazione sta tornando a funzionare.
L’ultimo campanello d’allarme arriva dal Giappone. Le banche giapponesi sono triplicate in tre anni mentre il rendimento del JGB decennale è salito dallo 0,5% al 3%. Tassi più alti hanno sostenuto i margini e l’intero settore bancario globale. Quando ulteriori rialzi dei rendimenti inizieranno a far scendere le banche giapponesi, BofA leggerà quel movimento come il primo vero segnale di stress globale. Il mercato conserva una forte inerzia rialzista. Il margine di errore si è ristretto parecchio.
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ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Dentro i mercati, oltre i titoli.
10 luglio 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 +0,81% (7.544), Nasdaq 100 +1,62% (29.727), Dow Jones +0,27% (52.492), Russell 2000 +1,22% (2.993)
Europa: EuroStoxx 50 +1,25% (6.282), DAX +0,83%, CAC +0,90%, FTSE MIB +1,09%
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Technology +1,65%, Consumer Discretionary +1,46%, Financials +1,02%
Bottom 3: Consumer Staples -1,75%, Energy -1,58%, Utilities -0,55%
–– Takeaway veloci ––
• Wall Street chiude positiva dopo le parole di Trump su un possibile accordo con l’Iran. Il mercato ha ridotto il premio al rischio geopolitico, almeno sulla parte energia.
• Il petrolio corregge: WTI a 72,08 dollari, Brent a 76,30. La seduta ha girato quando il rischio di attacchi alle infrastrutture energetiche è sembrato meno immediato.
• Il Nasdaq sovraperforma con il ritorno del bid su AI hardware, memorie e infrastruttura. Meta firma contratti lunghi su memorie e storage, Micron alza il piano capex USA a oltre 250 miliardi entro il 2035.
–– Macroeconomic Data ––
• Jobless Claims: 215k vs 218k attese, precedente 217k. Licenziamenti ancora bassi.
–– Specifiche azioni ––
• Meta: accordi di fornitura a lungo termine su memorie, networking e storage flash.
• Micron: investimenti USA aumentati a oltre 250 miliardi di dollari entro il 2035, con target di produrre negli USA il 40% della DRAM.
• SK Hynix: l’offerta ADR USA avrebbe raccolto quasi 200 miliardi di dollari di domanda. I primi 25 investitori avrebbero preso circa il 67% dell’operazione.
–– Focus del giorno ––
Secondo Goldman Sachs, gli hedge fund stanno cambiando assetto molto rapidamente. Nell’ultimo report della banca ci si concentra soprattutto sul crowding, cioè a quanto un trade è già pieno. Se tanti fondi sono tutti dalla stessa parte, quel trade diventa più fragile. Una notizia negativa può generare vendite forzate. Una notizia positiva, se molti sono short, può far partire uno squeeze.
La memoria è l’esempio perfetto. SK Hynix ha raccolto quasi 200 miliardi di dollari di domanda per una singola offerta ADR negli Stati Uniti. I primi 10 account hanno preso quasi metà dell’operazione, i primi 25 circa due terzi. Questo dice che il grande denaro istituzionale vuole ancora esposizione al ciclo memorie, anche dopo rally enormi e dopo le prime crepe viste su Samsung e Corea.
Il tema industriale resta forte. Meta firma accordi lunghi su memorie, apparecchiature di rete e storage. Micron porta il piano di investimenti USA sopra 250 miliardi di dollari entro il 2035. AI, data center, HBM, storage e supply chain restano il cuore della spesa tecnologica.
Il punto delicato è il prezzo già pagato dal mercato. Quando una storia diventa evidente a tutti, il margine di errore si riduce. Goldman segnala infatti che nei semiconduttori sono affollati sia i long sia gli short. Da una parte ci sono fondi che vogliono restare dentro il tema AI hardware. Dall’altra ci sono investitori che iniziano a scommettere contro aspettative considerate troppo tirate. Questo crea un settore più nervoso, più tecnico, più dipendente dai flussi.
La rotazione si vede anche altrove. Energy è entrata forte nei portafogli hedge fund, coerente con petrolio, Iran e rischio Hormuz. Healthcare Equipment & Services è diventato crowded long, al 98° percentile. Qui i fondi stanno cercando qualità più difensiva, con meno dipendenza dal momentum puro dell’AI.
Il tema giusto può diventare pericoloso quando il posizionamento è troppo pieno. Memorie e AI infrastructure possono ancora funzionare, perché la domanda reale esiste. Però il trade è diventato più sensibile a ogni dettaglio.
La giornata lascia quindi un mercato costruttivo, con tassi in calo, petrolio più leggero e Nasdaq forte. Lascia anche una mappa più chiara dei rischi: il capitale si sta spostando verso energia, healthcare e AI infrastructure, ma lo sta facendo in modo molto concentrato.
Quando la folla si muove tutta insieme, il problema arriva spesso prima dai flussi che dai fondamentali.
~ About Markets
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⚠️ BREAKING NEWS | Meta lancia il suo primo modello AI a pagamento per sviluppatori
Meta ha presentato Muse Spark 1.1, nuova versione del suo modello di intelligenza artificiale, introducendo per la prima volta un livello a pagamento per le aziende che vogliono accedere ai suoi modelli tramite API.
Secondo Mark Zuckerberg, il prezzo sarà molto aggressivo: circa il 25% rispetto ai costi pubblicizzati da alcuni modelli di punta di OpenAI e Anthropic. Gli sviluppatori potranno utilizzare il modello gratuitamente fino a una certa soglia di token, poi dovranno pagare per continuare ad accedervi.
La mossa segna un passaggio importante nella strategia AI di Meta: meno focus sull’open source puro, più attenzione alla monetizzazione diretta dei modelli. Dopo anni di investimenti pesanti in data center, chip e talenti, Meta prova a trasformare la spesa sull’intelligenza artificiale in una nuova linea di ricavi.
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MICRON AUMENTA GLI INVESTIMENTI PREVISTI NEGLI STATI UNITI A OLTRE 250 MILIARDI DI DOLLARI ENTRO IL 2035
👉🏼 https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_micron-accelera-sugli-stati-uniti-oltre-share-7480967935495364608-XFEN/?utm_source=social_share_send&utm_medium=member_desktop_web&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM
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⚠️ BREAKING NEWS | META ACCELERA SUI CHIP AI PROPRIETARI
Meta Platforms dovrebbe portare in produzione a settembre un nuovo chip AI interno, nome in codice Iris.
Il chip rientra nel progetto MTIA, Meta Training and Inference Accelerators, una roadmap proprietaria su più generazioni pensata per sostenere training e inference dentro i data center del gruppo.
Meta sta cercando di controllare meglio il costo della propria infrastruttura AI, ridurre la dipendenza dai fornitori esterni e rendere più efficiente la spesa in capex.
Gli hyperscaler continueranno a comprare GPU Nvidia e AMD, ma stanno anche costruendo soluzioni interne per gestire una parte crescente dei carichi AI dove hanno più scala, più visibilità e più convenienza economica.
Per Nvidia resta un ciclo strutturale molto forte. Ogni nuovo chip proprietario degli hyperscaler conferma però che la prossima fase dell’AI sarà più selettiva: meno acquisti indiscriminati, più focus su efficienza, costi e ritorno sul capitale investito.
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Il nostro contributo su Il Fatto Quotidiano riguardo alla vicenda Meta:
👉🏼 https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/08/meta-multa-minori-stati-usa-california/8442927/
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ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Dentro i mercati, oltre i titoli.
9 luglio 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 -0,28% (7.483), Nasdaq 100 +0,27% (29.253), Dow Jones -1,09% (52.353), Russell 2000 -0,88% (2.956)
Europa: EuroStoxx 50 -1,79% (6.207), DAX -2,35%, CAC -2,18%, FTSE MIB -1,22%
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Technology +1,44%, Energy +1,41%, Consumer Staples -0,44%
Bottom 3: Materials -2,49%, Financials -1,91%, Real Estate -1,62%
–– Takeaway veloci ––
• Seduta spaccata: Nasdaq positivo grazie a Broadcom/Apple e al tema chip, ma il resto del mercato ha sofferto.
• Il driver vero è stato il petrolio: Brent a 78 dollari, WTI a 73,5, con la tensione USA-Iran tornata al centro del pricing.
• I tassi sono saliti lungo la curva: non per crescita, ma per paura che energia e geopolitica riaprano il canale inflazione.
• I verbali Fed non hanno cambiato il quadro: comitato diviso, ma bias ancora restrittivo. Alcuni vedevano perfino spazio per rialzare.
–– Macroeconomic Data ––
• FOMC Minutes: alcuni membri vedevano motivi per alzare i tassi a giugno; la maggioranza resta concentrata sull’inflazione.
–– Specifiche azioni ––
• Broadcom + Apple: accordo chip da oltre 30 miliardi di dollari, sostegno diretto al Nasdaq.
• Nvidia: secondo The Information, la Cina potrebbe consentire ad Alibaba, ByteDance e DeepSeek di acquistare piccoli volumi di H200.
• Meta: nuovo data center da 1 GW in Alberta, investimento da 9,17 miliardi di dollari.
• ExxonMobil: prezzi dei liquidi potrebbero aggiungere 3,5-3,9 miliardi agli utili trimestrali.
–– Focus del giorno ––
Il mercato oggi non ha venduto rischio. Ha venduto fragilità.
La differenza è importante. Se fosse stata una classica seduta risk-off, avremmo visto tutto giù: Nasdaq, tecnologia, energia, credito, dollaro forte, oro forte. Invece no. Il Nasdaq ha chiuso positivo, tecnologia ed energia sono stati gli unici settori in verde, mentre sono stati colpiti finanziari, materiali, real estate, industriali e consumi discrezionali.
Questo dice una cosa semplice: il mercato non sta scappando da tutto. Sta separando chi può beneficiare della scarsità da chi la subisce.
Il petrolio è tornato il centro della seduta, nel momento peggiore possibile: Fed già hawkish, tassi lunghi elevati, debito pubblico alto, AI capex enorme e margini già sotto osservazione. Il barile a 78 dollari non rompe da solo il ciclo, ma cambia il tono della conversazione. Se l’energia sale mentre la Fed discute ancora di inflazione, il mercato non può più permettersi di ragionare solo su tagli futuri.
Il punto più interessante è che l’AI non è stata bocciata in blocco. Broadcom è salita sulla notizia dell’accordo con Apple. Nvidia ha trovato supporto dalle indiscrezioni sugli H200 verso alcune big cinesi. Meta continua a costruire data center giganteschi. Quindi il messaggio non è “fine del trade AI”. È più sottile: il mercato sta passando dalla fase in cui comprava ogni cosa collegata all’AI alla fase in cui vuole capire chi ha contratti, pricing power, domanda visibile e capacità reale.
Qui entra il tema più scomodo. L’AI doveva essere disinflazionistica. Per ora, però, sta producendo anche l’effetto opposto: più domanda di chip, più data center, più energia, più debito, più pressione su componenti e infrastrutture. La produttività arriverà, forse. Ma il conto arriva subito.
Ecco perché questa seduta conta. Non perché l’S&P abbia perso lo 0,28%. Conta perché mostra un mercato meno ingenuo. Non compra più la narrativa intera. Compra i pezzi che reggono anche se petrolio, tassi e geopolitica restano scomodi.
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