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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets

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🤡⚠️ BREAKING NEWS | Nasdaq in calo, torna tensione sul fronte Iran Il Nasdaq scende a circa -0,6% mentre il mercato torna a pesare il rischio geopolitico. Secondo feed di mercato, Trump avrebbe respinto i termini diffusi dall’Iran, sostenendo che non corrispondono a quelli concordati per iscritto con gli Stati Uniti. Il Presidente avrebbe anche definito Teheran un interlocutore “disonorevole” e accusato l’Iran per un attacco drone contro navi indiane in uscita dallo Stretto di Hormuz. Il punto per i mercati è che la narrativa sull’accordo USA-Iran resta fragile. Ieri il mercato aveva prezzato una possibile de-escalation, oggi basta una nuova dichiarazione per riportare volatilità su azionario, petrolio e asset rifugio.

Breaking news |SpaceX, $SPCX, è attesa in quotazione alle 15:50 ora italiana, con l’inizio degli scambi previsto intorno alle 16:00 ora italiana. Secondo le indicazioni di mercato, il titolo potrebbe aprire con un rialzo intorno al 25%. Se confermato, SpaceX entrerebbe subito tra le società quotate più grandi al mondo e porterebbe Elon Musk molto vicino alla soglia del primo patrimonio personale da trilione di dollari.

🚨QUESTO E' ASSURDO!🚨 ▪️SpaceX arriva in Borsa con numeri fuori scala: circa 555,6 milioni di azioni offerte, prezzo a 135 dollari, raccolta lorda intorno a 75 miliardi e valutazione vicina a 1.765 miliardi di dollari. Il punto chiave è il confronto con i fondamentali: nel 2025 i ricavi erano circa 18,7 miliardi. Tradotto: il mercato sta pagando SpaceX circa 94 volte i ricavi. Non è necessariamente “sbagliato”, ma significa che si sta comprando soprattutto il futuro, non il presente. ▪️Fidelity ha abbassato drasticamente la soglia minima per provare ad accedere all’IPO di SpaceX: bastano 2.000 dollari su un conto retail, contro requisiti che in alcune IPO potevano arrivare fino a 500.000 dollari. La ragione è che SpaceX avrebbe riservato fino al 30% dell’offerta agli investitori retail, molto più del normale 5-10% visto in molte IPO. È una scelta enorme: significa portare dentro molti più piccoli investitori in una delle quotazioni più attese e discusse degli ultimi anni. ▪️Attenzione però al messaggio nascosto: più accesso non significa automaticamente migliore opportunità. Fidelity ha anche regole anti-flipping: vendere le azioni nei primi 15 giorni può penalizzare l’accesso a future IPO. In pratica, il retail viene invitato al tavolo, ma dentro un’operazione che resta complessa, molto richiesta e probabilmente valutata a multipli estremamente aggressivi. https://www.fidelity.com/learning-center/trading-investing/spacex-ipo-explained ▪️C’è anche un tema tecnico sugli indici. Nasdaq ha introdotto una regola di “fast entry” che può permettere a società neo quotate molto grandi di entrare nel Nasdaq 100 dopo 15 giorni di trading, se rispettano i criteri richiesti. Se SpaceX dovesse entrare rapidamente nell’indice, i fondi passivi che replicano il Nasdaq 100 dovrebbero adeguare i portafogli. Questo può creare domanda tecnica, ma non cambia il problema principale: il prezzo resta il prezzo.

Commentiamo in live su CNBC la quotazione di SpaceX, con Jole Saggese e Carlo De Luca 👉🏼 https://video.milanofinanza.it/classcnbc

Ricerca di Truist
Ricerca di Truist

SpaceX: il razzo parte oggi. Ma occhio a dove si sale. L’IPO di SpaceX è probabilmente l’evento finanziario più spettacolare dell’anno: prezzo a 135 dollari per azione, raccolta da circa 75 miliardi di dollari e valutazione vicina a 1.770 miliardi. Numeri enormi. Narrativa ancora più enorme. Il problema è che la storia delle grandi IPO tech racconta una cosa abbastanza scomoda: spesso il primo giorno non è il momento migliore per comprare. È il momento migliore per chi vende. Secondo l’analisi di Truist (società di servizi finanziari con sede a Charlotte, North Carolina, nata dalla fusione tra BB&T e SunTrust. Oggi è tra le prime 10 banche commerciali negli Stati Uniti) su 30 grandi IPO tech degli ultimi 15 anni, il massimo ribasso medio nel primo anno è stato circa il -55%. La mediana è stata circa il -54%. Non parliamo solo di aziende finite male. Facebook nel primo anno ha avuto un drawdown del 54%. Uber del 68%. Pinterest del 70%. Lyft del 79%. Rivian dell’88%. Robinhood del 90%. E anche i vincitori hanno fatto male prima di fare bene. Zoom ha chiuso il primo anno a +142%, ma durante il percorso ha perso fino al -40%. Palantir ha chiuso a +153%, ma prima ha subito un drawdown del -53%. Datadog, CrowdStrike, MongoDB, Cloudflare: storie forti, ma nessuna passeggiata lineare. Questo è il punto: una grande azienda non è automaticamente un grande investimento a qualunque prezzo. SpaceX può essere una società straordinaria. Può anche diventare una delle storie industriali più importanti dei prossimi decenni. Ma entra in Borsa con una valutazione già mostruosa, circa 95 volte i ricavi 2025. Per un paragone veloce: Valutazione di SpaceX: circa 1.800 miliardi di dollari Valutazione di Walmart: circa 920 miliardi di dollari Ricavi di SpaceX: circa 18 miliardi di dollari Ricavi di Walmart: circa 713 miliardi di dollari Qui non si compra solo un business. Si compra una narrativa perfetta. E quando il mercato prezza la perfezione, anche una piccola crepa può bastare per far male. Morale semplice: non serve odiare SpaceX per evitare la FOMO. Si può amare l’azienda, rispettare Musk, credere nello spazio, in Starlink e nella tecnologia, e allo stesso tempo dire: a questo prezzo, con questa euforia, preferisco aspettare. Il razzo può anche partire. Ma quando tutti vogliono salire al countdown, forse conviene ricordarsi una cosa semplice: nello spazio non c’è gravità, in Borsa sì.

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🤡 ⚠️ BREAKING NEWS | L’Iran gela Trump: nessun accordo finale e nessuna firma confermata Secondo Fars, Teheran respinge l’ipotesi di una cerimonia nel weekend a Ginevra con JD Vance, definendo l’idea di una firma o di un incontro faccia a faccia un equivoco sulle proposte americane. Per l’Iran non esiste ancora un accordo finale da firmare.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 12 giugno 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 +1,75% (7.394), Nasdaq 100 +3,29% (29.446), Dow Jones +1,86% (50.854), Russell 2000 +3,02% (2.921) Europa: EuroStoxx 50 +0,93% (6.066), DAX +0,06%, CAC +0,48%, FTSEMIB +0,95% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Materials +3,26%, Industrials +3,25%, Technology +2,94% Bottom 3: Energy −2,06%, Consumer Staples −0,47%, Real Estate −0,12% –– Takeaway veloci –– • Wall Street rimbalza forte dopo la svolta di Trump sull’Iran: attacchi cancellati, accordo definito “praticamente concluso” e firma attesa a breve. • Il petrolio crolla perché il mercato prezza meno rischio geopolitico: WTI sotto 90 dollari e Brent vicino a 90 dollari. • I Treasury comprano su tutta la curva: rendimenti USA in calo di circa 8-10 punti base, con il decennale al 4,45%. • Dollaro debole, oro e Bitcoin in recupero, mentre il Nasdaq guida il rally con un +3,29%. • Bastano pochi titoli geopolitici opposti per cambiare completamente la narrativa intraday. –– Macroeconomic Data –– • PPI USA headline: +1,1% m/m vs +0,7% atteso; +6,5% a/a vs +6,4%. • PPI core: +0,4% m/m in linea; +4,9% a/a, sotto il 5,3% atteso. • PPI supercore: +0,8% m/m e +5,1% a/a. Le pressioni di fondo non sono sparite. • Jobless claims USA a 229 mila vs 219 mila attese. • BCE: rialzo di 25 punti base al 2,25%, inflazione rivista al rialzo e crescita più debole. –– Prossimi eventi da monitorare –– • SpaceX: IPO attesa come nuovo test sulla fame di rischio. • Medio Oriente: conferme ufficiali, o smentite, sull’accordo USA-Iran. –– Focus del giorno –– Il TACO del giovedì è servito La cosa più interessante della giornata non è stata la BCE. Non è stato nemmeno il PPI americano, che pure è uscito “hot” nella parte headline e supercore. La cosa più interessante è che, ancora una volta, i mercati si sono mossi più su un post di Trump che sui dati macro. Il copione è stato quasi surreale. Prima escalation durissima contro l’Iran, minacce di attacchi “molto pesanti”, riferimento all’isola di Kharg e alle infrastrutture petrolifere. Poi cambio di tono: attacchi cancellati, accordo “praticamente concluso”, firma molto vicina. A quel punto petrolio giù, Treasury su, dollaro debole e Nasdaq oltre +3%. Il problema è che non sappiamo ancora se l’accordo esista davvero nei termini descritti da Trump. O se esista davvero, e basta. I media iraniani hanno negato l’approvazione di un testo definitivo e anche da Israele sono arrivati segnali più cauti. Il mercato però, almeno per oggi, ha scelto di comprare la de-escalation prima ancora di vederla firmata. Se il petrolio resta giù, l’inflazione futura respira e la Fed può permettersi meno aggressività. Se invece l’accordo salta, il mercato deve rifare i conti con energia alta, rendimenti alti e geopolitica instabile. A noi sembra un rally potente, ma non pulito. Dispiace, ma facciamo fatica a fidarci. È un rally che non nasce da utili migliori, multipli più bassi o quadro macro risolto. Nasce da una narrativa. Un tweet. E quando il mercato compra narrative così velocemente, serve più disciplina, non meno. Poi c’è il contesto: mega IPO in arrivo, SpaceX al centro dell’attenzione. SpaceX vale 1,8T$, più di Walmart che vale 920B$. Ma SpaceX genera 18B$ di ricavi. Walmart, invece, genera 713B$ di ricavi. E quindi liquidità che cerca nuove storie da comprare, necessità di arrivare alle quotazioni “belli, lindi e pinti”. La sensazione, provocatoria ma non assurda, è che tra banche d’investimento, grandi narrative e persino presidenti (mr. TACO), il mercato trovi sempre un nuovo appiglio per provare a salire. Almeno fino alla IPO… …il bello viene dopo. ps: visto che ormai è diventato un gioco del canale, continuiamo a giocare -> 🤡 👉🏼 https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_il-taco-del-gioved%C3%AC-%C3%A8-servito-prima-si-share-7471064006330535937-yUXk/?utm_source=social_share_send&utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_campaign=copy_link ~About Markets

⚠️ BREAKING NEWS | Trump annuncia un “grande accordo di pace” con l’Iran Il Presidente USA ha dichiarato di aver raggiunto un
⚠️ BREAKING NEWS | Trump annuncia un “grande accordo di pace” con l’Iran Il Presidente USA ha dichiarato di aver raggiunto un accordo di pace con Teheran e ha cancellato gli attacchi militari programmati. Al momento, però, la conferma iraniana resta il punto chiave da verificare: alcune fonti parlano di progressi nei negoziati, ma non ancora di accordo pienamente formalizzato.

⚠️ BREAKING NEWS | Il petrolio USA crolla sotto 87 dollari al barile Il WTI perde oltre il 5% dopo la notizia della cancellaz
⚠️ BREAKING NEWS | Il petrolio USA crolla sotto 87 dollari al barile Il WTI perde oltre il 5% dopo la notizia della cancellazione degli attacchi programmati dagli Stati Uniti contro l’Iran. Molti che leggono, mettono come reazione il pagliaccio…la mettiamo anche noi a sto giro! Ci vuole proprio! 🤡

⚠️ BREAKING NEWS | Trump annulla gli attacchi contro l’Iran, Nasdaq +2% Donald Trump ha dichiarato di aver cancellato gli att
⚠️ BREAKING NEWS | Trump annulla gli attacchi contro l’Iran, Nasdaq +2% Donald Trump ha dichiarato di aver cancellato gli attacchi e i bombardamenti previsti contro l’Iran questa sera. Il mercato reagisce subito in modo positivo: il Nasdaq recupera con forza e sale di circa il 2%, segnale che gli investitori stanno prezzando una riduzione del rischio geopolitico immediato.

Inflazione USA: il problema non è ancora chiuso ▪️Dal 2020 a oggi l’inflazione americana ha vissuto un ciclo estremo: il CPI è passato dallo 0,12% di maggio 2020 al picco del 9,06% di giugno 2022. Oggi siamo lontani da quei massimi, ma non siamo nemmeno tornati in una fase “normale”. ▪️Il PPI, cioè i prezzi alla produzione, è stato ancora più volatile: minimo a 1,52% negativo nell’aprile 2020 e picco all’11,66% nel marzo 2022. È importante perché spesso anticipa le pressioni che poi arrivano sui prezzi al consumo. ▪️Il dato più rilevante è quello attuale: a maggio 2026 il CPI è al 4,25% e il PPI al 6,46%. Entrambi stanno riaccelerando, ma il PPI corre di più. Questo suggerisce che le pressioni a monte della filiera non sono ancora state assorbite. Per i mercati il messaggio è scomodo: non siamo più nell’emergenza inflazionistica del 2022, ma siamo ancora troppo lontani da un quadro compatibile con una Fed tranquilla e con valutazioni azionarie molto tirate.

🔥 BREAKING NEWS | Trump minaccia una nuova escalation contro l’Iran 🔥 Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti colpiranno l’
🔥 BREAKING NEWS | Trump minaccia una nuova escalation contro l’Iran 🔥 Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti colpiranno l’Iran “molto duramente” nelle prossime ore e ha citato esplicitamente Kharg Island, uno snodo chiave per l’export petrolifero iraniano, insieme ad altre infrastrutture energetiche. Il messaggio è pesante perché sposta il rischio dal piano puramente militare a quello energetico: se il mercato inizia a prezzare attacchi diretti alle infrastrutture petrolifere iraniane, il rischio principale diventa una nuova fiammata del petrolio e un ulteriore shock inflazionistico. Reazione immediata: Nasdaq in brusco ribasso, con il mercato che torna a vendere soprattutto tecnologia e titoli a lunga duration. In questa fase il problema non è solo geopolitico: più petrolio, più inflazione e meno spazio per una Fed accomodante.

BCE: nuove stime più scomode per il mercato ▪️La BCE non ha sorpreso sui tassi, ma ha rivisto in modo netto le stime di infla
BCE: nuove stime più scomode per il mercato ▪️La BCE non ha sorpreso sui tassi, ma ha rivisto in modo netto le stime di inflazione. Ora vede l’inflazione al 3,0% nel 2026, rispetto al 2,6% precedente, al 2,3% nel 2027, rispetto al 2,0%, e al 2,0% nel 2028, rispetto al 2,1%. È il primo rialzo dei tassi dal 2023 e arriva perché la guerra in Medio Oriente sta alimentando nuove pressioni sui prezzi, soprattutto tramite energia e materie prime. ▪️Sulla crescita il quadro è più debole nel breve periodo. Il PIL dell’Eurozona è atteso a +0,8% nel 2026, rispetto al +0,9% precedente, e a +1,2% nel 2027, rispetto al +1,3%. Per il 2028 c’è invece una lieve revisione al rialzo a +1,5%, dal +1,4% precedente. ▪️Il messaggio della BCE resta prudente: approccio data dependent, decisioni riunione per riunione e nessun impegno su un percorso predefinito dei tassi. Il mercato, però, continua a prezzare circa altri 43 punti base di rialzi nel 2026, quindi una o due mosse aggiuntive, con un terminal rate atteso intorno al 2,5%–2,7%. Per i mercati il punto è questo: la BCE si trova davanti a uno scenario meno comodo, con inflazione più alta e crescita più bassa. Il rischio è il classico errore da banca centrale: alzare i tassi per inseguire uno shock energetico mentre l’economia rallenta. Per questo la conferenza stampa di Lagarde sarà decisiva per capire se il rialzo di oggi resta un intervento isolato o se la porta ad altri rialzi rimane davvero aperta.

🔥BCE: rialzo da 25 bps come da attese🔥 ▪️La BCE ha alzato i tassi di 25 punti base, in linea con le attese del mercato. ▪️I
🔥BCE: rialzo da 25 bps come da attese🔥 ▪️La BCE ha alzato i tassi di 25 punti base, in linea con le attese del mercato. ▪️Il tasso sui depositi sale al 2,25%, il tasso principale al 2,40% e il marginal lending al 2,65%. ▪️Per ora la decisione non sorprende. La parte davvero importante arriverà tra poco con le nuove proiezioni macro e soprattutto con il discorso di Lagarde.

AI: ricavi sotto pressione, costi ancora in salita ▪️Nella catena dell’intelligenza artificiale non tutti stanno vivendo lo s
AI: ricavi sotto pressione, costi ancora in salita ▪️Nella catena dell’intelligenza artificiale non tutti stanno vivendo lo stesso ciclo. Da un lato i prezzi dei token stanno scendendo, quindi usare modelli AI può diventare più economico per clienti e sviluppatori (OpenAI, Anthropic, Google). Dall’altro lato, però, i costi della memoria DRAM continuano a salire. In pratica, l’AI diventa più economica da vendere, ma non necessariamente più economica da costruire. ▪️Se i prezzi dei token calano, le società che vendono servizi AI potrebbero dover accettare margini più bassi o monetizzare molto più volume per compensare. È un po’ come una compagnia aerea che vende biglietti più economici mentre il carburante sale: può funzionare solo se riempie molti più aerei e controlla perfettamente i costi. ▪️La parte hardware resta invece sotto pressione positiva. Se la DRAM continua a salire, significa che la memoria resta uno dei colli di bottiglia dell’AI. Questo può aiutare società legate a memory, semiconduttori e infrastruttura (Micron, Samsung, SK Hynix), ma crea un problema per hyperscaler e cloud provider: devono continuare a spendere tantissimo in data center proprio mentre il prezzo finale dell’AI tende a scendere. ▪️Qui nasce la vera contraddizione del momento. Il mercato continua a prezzare l’AI come una storia di crescita quasi infinita, ma il grafico dice che la fase romantica sta finendo. Ora conta la disciplina dei costi: capex, memoria, energia, capacità, ritorno sul capitale investito. Il dibattito sull’AI si sta spostando dalle “capacità” dei modelli alla resa dei conti sui costi. ▪️Se i prezzi dei token scendono e i costi dell’infrastruttura salgono, il valore potrebbe spostarsi più verso i fornitori di componenti critici che verso chi promette monetizzazione futura ancora tutta da dimostrare (Microsoft, Amazon, Oracle).

ANTEPRIMA BCE | ABOUT MARKETS La riunione non è sul rialzo. È su cosa dirà Lagarde dopo. Oggi la BCE dovrebbe alzare i tassi
ANTEPRIMA BCE | ABOUT MARKETS La riunione non è sul rialzo. È su cosa dirà Lagarde dopo. Oggi la BCE dovrebbe alzare i tassi di 25 punti base, portando il tasso sui depositi dal 2,00% al 2,25%. La decisione in sé è quasi scontata. Il mercato la prezza già. Il vero punto sarà capire se la BCE vuole aprire un nuovo ciclo di rialzi oppure se farà un solo intervento per rispondere allo shock energetico. Il motivo è che la guerra in Iran ha tenuto il petrolio alto per mesi e questo sta rimettendo pressione sull’inflazione europea. Non è ancora detto che il problema diventi strutturale, ma la BCE non può nemmeno far finta di nulla se l’energia comincia a passare sui prezzi finali. La domanda chiave sarà se è solo petrolio più caro, oppure sta tornando inflazione più ampia? ▪️Se Lagarde lascia intendere che luglio è una riunione “viva”, il messaggio sarà hawkish. In quel caso potremmo vedere rendimenti europei in rialzo, euro leggermente più forte e banche favorite. ▪️Se invece la BCE alza oggi ma resta molto prudente sul futuro, il mercato potrebbe leggerlo come un rialzo quasi obbligato, non come l’inizio di una stretta vera. In quel caso Bund più forti, euro più debole e meno supporto per le banche. Lo scenario base, secondo noi, resta questo: 1️⃣ rialzo oggi 2️⃣ tono dipendente dai dati (che novità..) 3️⃣ e prossima vera finestra a settembre. Luglio non è impossibile, ma servirebbe una BCE molto più preoccupata sull’inflazione di quanto il mercato si aspetti. Il rischio politico e macro è evidente: stringere troppo mentre la crescita europea rallenta. È il classico equilibrio difficile della BCE. Se non fa nulla, rischia di perdere credibilità sull’inflazione. Se fa troppo, rischia di colpire un’economia già fragile. Per i mercati, oggi guardiamo soprattutto tre cose: 1. parole su luglio 2. nuove stime su inflazione e crescita 3. reazione di Bund, euro e banche europee Ricordiamo che il rialzo è già nei prezzi. La vera sorpresa può arrivare solo dal tono. Più Lagarde spinge sull’idea che l’inflazione energetica possa diventare più ampia, più il mercato dovrà prezzare una BCE ancora restrittiva. Se invece domina la prudenza sulla crescita, il rialzo di oggi potrebbe sembrare più una mossa difensiva che l’inizio di un nuovo ciclo. A cura di About Markets

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Dentro i mercati, oltre i titoli. 11 giugno 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 −1,62% (7.267), Nasdaq 100 −1,98% (28.508), Dow Jones −1,87% (49.924), Russell 2000 −1,10% (2.835) Europa: EuroStoxx 50 −0,62%, DAX −0,88%, CAC −0,51%, FTSEMIB −0,46% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Consumer Staples +1,69%, Energy +1,46%, Real Estate +0,02% Bottom 3: Industrials −3,41%, Materials −2,45%, Technology −2,34% –– Takeaway veloci –– • Wall Street chiude pesante, con nuova pressione su tecnologia, semiconduttori e momentum. Il mercato sta riducendo esposizione dove il posizionamento era più affollato. • CPI USA: headline al 4,2% annuo, core mensile sotto le attese a +0,2%. Respiro per la Fed, non abbastanza per riaprire il discorso tagli. • Treasury deboli sulla parte lunga: 10Y al 4,54%, 30Y sopra il 5%. Energia alta, inflazione sopra target e duration lunga restano una combinazione scomoda. • Petrolio ancora protagonista: WTI sopra 90 dollari e Brent sopra 93, sostenuti da nuovi scambi militari USA-Iran. –– Macroeconomic Data –– • CPI USA maggio: +0,5% m/m e +4,2% a/a. • Core CPI: +0,2% m/m vs +0,3% atteso; +2,9% a/a. • L’inflazione resta più che doppia rispetto al target Fed. Il dato core mensile aiuta, ma servizi e supercore restano da monitorare. –– Specifiche azioni –– • Oracle: ricavi ed EPS sopra le attese, OCI +93% a/a, ma titolo debole after market per capex elevati, FCF negativo e piano di finanziamento da circa 40 miliardi tra debito ed equity. • Nvidia: ancora sotto pressione, con area 200 dollari osservata come livello psicologico. • Broadcom: continua a pesare sul sentiment AI dopo la reazione negativa alla guidance. • Super Micro: lancia aumento di capitale da 7 miliardi. • TSMC: ricavi di maggio in aumento, ma il dato non ferma la correzione dei chip. • OpenAI: secondo indiscrezioni prepara un nuovo modello AI entro il prossimo anno. –– Prossimi eventi da monitorare –– • BCE: atteso rialzo da 25 bps, con focus su Lagarde. • USA: PPI di maggio e richieste settimanali di sussidi. –– Focus del giorno –– La seduta di ieri racconta bene il cambio di umore. Il CPI era gestibile: brutto nel numero annuo, meno brutto nella parte core mensile. In un mercato davvero forte sarebbe bastato per rimbalzare. Invece il rimbalzo è durato poco, poi sono tornate le vendite su tecnologia, semiconduttori e momentum. Secondo noi il punto è che il mercato non aveva bisogno di una cattiva notizia enorme per scendere. Aveva bisogno solo di una scusa. Negli ultimi mesi il trade AI è diventato troppo grande, troppo affollato e troppo legato a una sola idea: più capex, più data center, più chip, più crescita futura. Finché tutto sale, questa catena sembra perfetta. Quando però entrano dubbi su costi, debito, equity issuance, ritorni sul capitale e tempi di monetizzazione, la stessa catena diventa fragile. Oracle è il caso perfetto. Numeri operativi buoni, OCI fortissima, RPO enorme. Ma il mercato ha guardato anche l’altra faccia: capex sopra le attese, free cash flow negativo e necessità di raccogliere altri capitali. Non basta più dire “AI”. Ora bisogna spiegare quanto costa costruirla, chi paga il conto e quando arriva il cash flow. Non siamo davanti alla fine dell’intelligenza artificiale. Siamo davanti alla fase in cui il mercato comincia a distinguere tra crescita buona e crescita finanziata a qualsiasi prezzo. Quando posizionamento, leva e narrativa sono tutti nello stesso punto, non serve un cigno nero. A volte basta una domanda banale: e se i ritorni arrivassero più lentamente della spesa? ~About Markets

BREAKING: L'esercito statunitense ha avviato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran, secondo Axios.