ru
Feedback
Paolo Sceusa - Marcia delle Libertà Pace Evoluzione

Paolo Sceusa - Marcia delle Libertà Pace Evoluzione

Открыть в Telegram

Informazioni legali, controinformazione, pensiero e azione evolutiva

Больше

📈 Аналитический обзор Telegram-канала Paolo Sceusa - Marcia delle Libertà Pace Evoluzione

Канал Paolo Sceusa - Marcia delle Libertà Pace Evoluzione (@sceusap) языкового сегмента Итальянский является активным участником. Сейчас сообщество объединяет 17 919 подписчиков, занимая 428 место в категории Закон и право и 1 434 место в регионе Италия.

📊 Показатели аудитории и динамика

С момента создания невідомо проект демонстрирует стремительный рост, собрав аудиторию из 17 919 подписчиков.

Согласно последним данным от 22 сентября, 2026, канал показывает стабильную активность. За последние 30 дней изменение числа участников составило -96, а за последние 24 часа — 0, при этом общий охват остаётся высоким.

  • Статус верификации: Не верифицирован
  • Уровень вовлечённости (ER): Средний показатель вовлечённости аудитории составляет 26.50%. В первые 24 часа после публикации контент обычно набирает 11.03% реакций от общего числа подписчиков.
  • Охват публикаций: В среднем каждый пост получает 4 749 просмотров. В течение первых суток публикация набирает 1 977 просмотров.
  • Реакции и взаимодействия: Аудитория активно поддерживает контент: среднее количество реакций на один пост — 340.
  • Тематические интересы: Контент сосредоточен на ключевых темах, таких как iran, dichiarazione, signore, araghco, diritto.

📝 Описание и контентная политика

Автор описывает ресурс как площадку для выражения субъективного мнения:
Informazioni legali, controinformazione, pensiero e azione evolutiva

Благодаря высокой частоте обновлений (последние данные получены 23 сентября, 2026) канал поддерживает актуальность и высокий уровень охвата публикаций. Аналитика показывает, что аудитория активно взаимодействует с контентом, что делает его важной точкой влияния в категории Закон и право.

17 919
Подписчики
Нет данных24 часа
-157 дней
-9630 дней
Архив постов
Buongiorno amici 🌞 Non si tratta di abolizione del bollo auto, ma solo di una SOSPENSIONE, per un anno: 2027. Sottoposta cmq a molteplici condizioni. I giornaloni e i canali di disinformazione nazionale, sottacciono obbedienti. Lo capite vero, che si tratta di una mancetta pre-elettorale del governo, speranzoso di mantenere il potere anche grazie alla nuova legge elettorale che la maggioranza parlamentare sta elaborando su misura? Tutti motivi ulteriori per astenersi in massa dal voto. Senza adeguata rappresentatività sostanziale non potranno mandare i nostri figli in guerra, se non rischiando la loro testa. Sì, perché quando la massa non si sente più rappresentata dal potere, squarta e impicca senza pietà chi pretende ancora di comandare. È sempre stato così.

Scusate, non è che i risultati del voto nel lander tedesco della sassonia-anhalt, dove il partito di ultradestra afd ha vinto a man bassa, testimoniano di una improvvisa ri-nazificazione tedesca tout court. No. Quel voto manifesta semplicemente una sacrosanta crisi di rigetto della ue, così com’è: una autocrazia non rappresentativa, fondata sulla finzione democratica di un voto europeo che non conta e che non serve a nulla. È l’unico partito di massa, che si dichiara contrario all’impegno bellico europeo in funzione anti russa e che vorrebbe veder ripristinati i buoni rapporti con la russia. Spero fortemente che la ue si dissolva quanto prima, vista la sua propaganda guerrafondaia. Altrettanto spero dell’euro e della nato.

Buongiorno a tutti. Eccovi un’analisi che ancora non avete trovato da nessuna parte https://youtu.be/OO8nx0g-ezc?is=VMWa2eW3SW73b_g8

Epstein Files.pdf0.20 KB

Riflessioni e dubbi antelucani: ma se le donne ucraine vanno al fronte e poi i russi le ammazzano, saranno messe nel conto dei femminicidi? 🤔🤔 E noi in italia siamo così costernati e contriti per i nostri femminicidi, perché se no poi abbiamo meno donne da mandare a farsi ammazzare sul fronte russo? 🤔🤔 🤔

Francesca, che mi vede su TikTok, a proposito del link che ho postato ieri qui sopra, mi ha mandato un messaggio carico ancora della sofferenza provata nel periodo della feroce discriminazione che abbiamo dovuto affrontare. E allora riposto, questa volta in chiaro, affinché sia visibile da tutti, quel post di TikTok, al quale voglio aggiungere queste mie parole di sdegno e di condanna nell’intento di riassumere i motivi profondi e indelebili che provocano e continueranno a provocare il dolore inestinguibile di Francesca, mio, vostro e di tanti altri perseguitati come noi. Cara Francesca, cari tutti, quelle parole ci straziano perché sono cariche di un odio cieco, disumano e profondo. La pubblica diffusione, dispensata quotidianamente in gocce sapienti di quelle maledizioni, fu diretta a far lievitare una vasta e condivisa propensione persecutoria. Fu propaganda. Fu il linciaggio verbale indispensabile a preparare quello fisico, reale, desiderato, o quantomeno considerato accettabile, da tutti i sierati entusiasti ed ebbri della loro obbediente paura. La schiacciante maggioranza degli italiani. Fu il semenzaio delle mani che potevano e che dovevano armarsi contro di noi. A me in quei giorni bersagliarono l’auto con un proiettile mentre mi trovavo al suo interno. Il segno è ancora lì. Nessuna polizia, lo volle documentare, nonostante le mie reiterate denunce. C’era voglia di persecuzione, di internamento e di sterminio, pubblicamente e orgogliosamente sbandierata, rimasta impunita e anzi, nemmeno colpita da indagini. Inaudito! Stavano propagandando la loro soluzione finale, insomma, col beneplacito dell’informazione nazionale. Davano fiato alle trombe del loro ritrovato squadrismo in salsa totalitaria. Destra, centro e sinistra, finalmente unite. Ci siamo sentiti a un passo dagli stalag, dai gulag e dalle trionfanti e plaudite decimazioni. Questo è quel che ci ha investito in pieno. Questo deve fondare la celebrazione del nostro giorno della memoria. La memoria che siamo costretti a portare nel nostro cuore lacerato dalla loro brutale disumanità. Indicati quale feccia da schiacciare senza pietà. Questa fu la barbarie tornata in auge senza pudore e senza vergogna. Noi l’abbiamo vista, riconosciuta e coraggiosamente contrastata, pagandone il prezzo delle sanzioni, dell’isolamendo, della sospensione dal lavoro. Ma quel che di più ci ferisce, più del berciare di quelle scimmie feroci, è il silenzio complice. Quello dei vicini, degli amici, dei parenti rimasti colpevolmente a guardare la nuda va prospettiva delle camere a gas che, in tanti, senza dirlo, avrebbero voluto che si spalancassero per inghiottirci. E mattarella fornì loro il più proditorio degli argomenti: “non si invochi la libertà…” Ebbene, sono trascorsi ormai tanti anni e quel silenzio complice ancora mi assorda. Ho aspettato paziente qualche segno di resipiscenza dagli amici, dai compagni, dai colleghi di un tempo. Nessuno di loro mi ha mai manifestato, nè pubblicamente nè privatamente, manco una parola di consapevolezza e di sdegno per la vergognosa persecuzione che fu scatenata contro di noi. Vergognatevi, finti democratici assonnati, sotto il cui naso ha sfilato inavvertita la furia di una nuova, eppure non inedita, frenesia di discriminazione. Capaci solo di esecrare a parole gli orrori del passato, senza nemmeno saper distinguere quelli del presente, se non per approvarli, silenziosamente. Vergognatevi! Ebbene, cara Francesca, io mi sono stancato di aspettare quel segnale, quella parola di resipiscenza. Quindi, ancora una volta coraggiosamente, prendo congedo da tutti gli ex colleghi, gli ex amici, gli ex compagni di scuola. La mia dignità me lo impone. Basta rimpatriate ipocrite, cene di classe, rievocazioni di bei tempi andati. Soprattutto non osate rimproverarmi perché “non mi faccio mai sentire nè vedere”, come se fossi io quello che dovrebbe sentirsi in colpa per il mio silenzio e la mia assenza. Dio vi benedica, vi auguro di riuscire a vivere in pace con le vostre coscienze, ma i miei compagni di viaggio, ora, sono altri e sono nuovi. Siete voi.

Francesca, che mi vede su TikTok, a proposito del link che ho postato ieri qui sopra, mi ha mandato un messaggio carico ancora della sofferenza provata nel periodo della feroce discriminazione che abbiamo dovuto affrontare. E allora riposto, questa volta in chiaro, affinché sia visibile da tutti, quel post di TikTok, al quale voglio aggiungere queste mie parole di sdegno e di condanna nell’intento di riassumere i motivi profondi e indelebili che provocano e continueranno a provocare il dolore inestinguibile di Francesca, mio, vostro e di tanti altri perseguitati come noi. Cara Francesca, cari tutti, quelle parole ci straziano perché sono cariche di un odio cieco, disumano e profondo. La pubblica diffusione, dispensata quotidianamente in gocce sapienti di quelle maledizioni, fu diretta a far lievitare una vasta e condivisa propensione persecutoria. Fu propaganda. Fu il linciaggio verbale indispensabile a preparare quello fisico, reale, desiderato, o quantomeno considerato accettabile, da tutti i sierati entusiasti ed ebbri della loro obbediente paura. La schiacciante maggioranza degli italiani. Fu il semenzaio delle mani che potevano e che dovevano armarsi contro di noi. A me in quei giorni bersagliarono l’auto con un proiettile mentre mi trovavo al suo interno. Il segno è ancora lì. Nessuna polizia, lo volle documentare, nonostante le mie reiterate denunce. C’era voglia di persecuzione, di internamento e di sterminio, pubblicamente e orgogliosamente sbandierata, rimasta impunita e anzi, nemmeno colpita da indagini. Inaudito! Stavano propagandando la loro soluzione finale, insomma, col beneplacito dell’informazione nazionale. Davano fiato alle trombe del loro ritrovato squadrismo in salsa totalitaria. Destra, centro e sinistra, finalmente unite. Ci siamo sentiti a un passo dagli stalag, dai gulag e dalle trionfanti e plaudite decimazioni. Questo è quel che ci ha investito in pieno. Questo deve fondare la celebrazione del nostro giorno della memoria. La memoria che siamo costretti a portare nel nostro cuore lacerato dalla loro brutale disumanità. Indicati quale feccia da schiacciare senza pietà. Questa fu la barbarie tornata in auge senza pudore e senza vergogna. Noi l’abbiamo vista, riconosciuta e coraggiosamente contrastata, pagandone il prezzo delle sanzioni, dell’isolamendo, della sospensione dal lavoro. Ma quel che di più ci ferisce, più del berciare di quelle scimmie feroci, è il silenzio complice. Quello dei vicini, degli amici, dei parenti rimasti colpevolmente a guardare la nuda va prospettiva delle camere a gas che, in tanti, senza dirlo, avrebbero voluto che si spalancassero per inghiottirci. E mattarella fornì loro il più proditorio degli argomenti: “non si invochi la libertà…” Ebbene, sono trascorsi ormai tanti anni e quel silenzio complice ancora mi assorda. Ho aspettato paziente qualche segno di resipiscenza dagli amici, dai compagni, dai colleghi di un tempo. Nessuno di loro mi ha mai manifestato, nè pubblicamente nè privatamente, manco una parola di consapevolezza e di sdegno per la vergognosa persecuzione che fu scatenata contro di noi. Vergognatevi, finti democratici assonnati, sotto il cui naso ha sfilato inavvertita la furia di una nuova, eppure non inedita, frenesia di discriminazione. Capaci solo di esecrare a parole gli orrori del passato, senza nemmeno saper distinguere quelli del presente, se non per approvarli, silenziosamente. Vergognatevi! Ebbene, cara Francesca, io mi sono stancato di aspettare quel segnale, quella parola di resipiscenza. Quindi, ancora una volta coraggiosamente, prendo congedo da tutti gli ex colleghi, gli ex amici, gli ex compagni di scuola. La mia dignità me lo impone. Basta rimpatriate ipocrite, cene di classe, rievocazioni di bei tempi andati. Soprattutto non osate rimproverarmi perché “non mi faccio mai sentire nè vedere”, come se fossi io quello che dovrebbe sentirsi in colpa per il mio silenzio e la mia assenza. Dio vi benedica, vi auguro di riuscire a vivere in pace con le vostre coscienze, ma i miei compagni di viaggio, ora, sono altri e sono nuovi.

Peggio di trump mi appaiono soltanto quei deficienti che ancora insistono nel pensare e nel dire che egli abbia “un piano per la salvezza dell’umanità dal male”. Ce ne sono diversi anche in italia. Se ve ne sono anche fra gli iscritti di questo canale, li pregherei di sloggiare. Sciò!

Buongiorno a tutti 🌞 Occhio che c’è uno che usa un profilo copiato dal mio (non clonato, solo copiato), vi scrive e vi chied
Buongiorno a tutti 🌞 Occhio che c’è uno che usa un profilo copiato dal mio (non clonato, solo copiato), vi scrive e vi chiede soldi. Segnalate e bloccate, per favore. Quindi, sempre attenti slle bufale 😃🤗

Il posto bellissimo e naturale in cui mi trovo, vicino alla stupenda città di Gubbio, mi fa pensare a quanto sia importante la bellezza dei luoghi. “L’italia è tutta bella”… Quante volte abbiamo sentito e abbiamo detto questa frase. Era vera. Lo è sempre di meno. Assistiamo a uno spietato, progressivo, continuo attacco alla bellezza dei luoghi, sia naturali che artistici. Ci vedo un disegno, uno scopo, in tutto ciò: quello di condurci silenziosamente e lentamente, quasi inavvertitamente alla disaffezione. Al disamoramento verso quel che ci circonda e, in ultimo, verso noi stessi. Lo schiavo, circondato dalla bellezza, anela alla sua libertà, la vuole conquistare e difendere. Circondato dal brutto, lo schiavo si rassegna. La distruzione bellica che questi quattro delinquenti pianificano, ha bisogno della sua fase propedeutica, attraverso lo scempio della bellezza. Dopotutto, se la distruzione si abbatte sul degrado, appare quasi benvenuta, no? “La bellezza ci salverà” è stato detto. Bene. Per questo abbraccio chi si mobilita in difesa delle bellezze naturali e urbane. In Sardegna, in val di Susa, nel Casentino e dovunque ci si possa stringere in difesa delle più belle creazioni divine e umane, lì occorre la partecipazione e il sostegno. Buon Ferragosto 🌞

Infine: nessuno confonda questa segnalazione con “una petizione”. Come sapete non faccio mai petizioni rivolte a far cambiare norme di legge. Le formiche non implorano il formichiere. La mie è una segnalazione di violazione di legge al primo e diretto responsabile: il ministro. L’ho preferita alla chiamata dei carabinieri (o chi per loro), che avrebbe messo in croce prima di tutto i dipendenti addetti al luogo.

Oppure no, si può far meglio. Attraverso un cortese addetto al luogo, ho parlato telefonicamente con la direttrice dell’importante complesso architettonico/religioso. Le ho esposto il problema e lei, cortesemente, mi ha consentito l’ingresso gratuito. Tuttavia, poiché non deve trattarsi di una graziosa elargizione individuale, mi sono fatto indicare il recapito email del ministero dei beni culturali, responsabile del luogo e della sua fruibilità pubblica, nonché, tristemente, della scelerata delibera di sopprimere l’acquistabilità del biglietto, per contanti. A quel ministero ho indirizzato il seguente reclamo: Spett. Ministro pro tempore del dicastero dei beni culturali, segnalo che per l’accesso al complesso della Basilica di Pomposa (Codigoro-Ferrara) è imposto il pagamento di un biglietto esclusivamente mediante carta di credito. Il pagamento per contanti mi è stato rifiutato. Segnalo che questo rifiuto è contro la legge. L’art. 693 cp punisce, anche se con sola sanzione amministrativa pecuniaria, chi rifiuta pagamenti in contanti. Invito pertanto a ripristinare l’esercizio del diritto a pagare in contanti per chi lo voglia. Distinti saluti Paolo Sceusa Pomposa, 11 agosto 2026 Infine, cari amici, vi segnalo l’estrema importanza della difesa, prima di tutto individuale, dei diritti di ciascuno. Il diritto che non difendi ti verrà calpestato, anche dallo stato che dovrebbe garantirtelo. Pertanto vi invito a indirizzare una consimile protesta al ministero evitando il copia-incolla, dato che il fatto non vi è accaduto personalmente, ma che risulta di vostra conoscenza. L’indirizzo email è: Ancora: all’interno della Basilica c’è uno spazio riservato alla preghiera. Esso deve avere accesso libero e gratuito per un tempo non limitato se non dall’orario di chiusura della chiesa. Nemmeno di questo si viene informati all’ingresso.

Cari amici, buongiorno. Oggi abbiamo rinunciato a visitare la basilica di pomposa, perché il biglietto si può acquistare solo con carta di credito o bancomat. Come insegno, è contro la legge. Finché sarà così, NON VISITATELA