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E se proprio siete sopraffatti dalla noia e non riuscite a restare inattivi, "sfogatevi" sul mercato azionario, che al momento ne ha per tutti i gusti.
Detto questo, da oggi il canale entra in modalità estiva il che significa un'analisi dei mercati mensile, per poi riprendere la consueta attività settimanale da settembre.
E se volete restare sul pezzo e mantenervi aggiornati, c'è sempre il Circolo degli Investitori dove continuiamo giornalmente a pubblicare analisi e condividere operazioni.
A proposito di sfogarsi sul mercato azionario, l'ultima operazione in ordine di tempo nella Trading Room del Circolo è stata un call spread su DELL che ci ha già regalato un 100% di profit.
Auguro a tutti una meravigliosa estate ricca di divertimento, soddisfazioni e profitti.
| 2 | Ma questo squilibrio tra le performance delle "mega-cap" e il resto del mercato, per quanto estremo, non giustifica i timori; infatti se analizziamo le performance storiche, gli anni caratterizzati da una leadership netta delle società a capitalizzazione elevata sono stati seguiti da solidi guadagni nel 75% dei casi.
In tale ambito, se è vero che il gap tra la crescita dell’EPS delle big tech rispetto alle altre società sul mecato alla fine è destinato a ridursi, comunque continuerà a "schiacciare" il resto del mercato fino al 2026 inoltrato.
Per chiudere, mentre tutti continuano a effettuare parallelismi tra l'attuale fase di mercato e il 2000 (alle soglie dell'esplosione della bolla dotcom), personalmente ritengo che quest'anno abbia più il sapore del 1995.
Il 1995 è stata l’ultima volta in cui abbiamo avuto un "soft landing" dell'economia globale.
La Fed tagliò i tassi di interesse di 75 punti base (dal 6% al 5,25%).
L'S&P 500 realizzò 77 nuovi massimi storici nel corso del 1995 e questo fu solo l'antipasto dell'epica bullrun che culminò proprio... nella bolla dotcom del 2000.
Da inizio 2024 l'S&P 500 ha già aggiornato 30 ATH e, per fornire ulteriore contesto, parliamo del miglior inizio di sempre per un anno elettorale.
Pensate a questi elementi di considerazione la prossima volta che vi imbattete in qualche analisi dei soliti profeti di sventura e macro analisti; i pessimisti e i ribassisti sembrano sempre molto smart e forbiti nelle loro analisi, ma sono gli ottimisti e i rialzisti a fare soldi.
Adesso passiamo al mercato crypto.
Abbiamo già detto della fase di consolidamento che sta caratterizzando la price action di bitcoin e proprio l'azione dei prezzi delle ultime settimane ci ha fornito alcuni elementi di considerazione interessanti.
Intanto sul grafico settimanale è emerso un massimo decrescente (lower high), che conferma come la resistenza sta scendendo progressivamente su livelli più bassi e, nel caso specifico, da 73.000 dollari a 71.500 dollari.
I venditori dunque stanno "pesando" in misura significativa sul prezzo, desiderosi di vendere a livelli più bassi quando se ne presenta l’occasione durante i rally.
Inoltre riscontriamo che il livello tra $66K e $67K (mid range) non offre più un supporto affidabile.
Ma non ci sono solo "cattive" notizie, infatti se è vero che bitcoin ha piazzato un lower high su grafico settimanale, allo stato dell'arte abbiamo anche un chiaro minimo più alto (higher low); e ciò è vero almeno fino a 63.000 dollari.
Dunque sia che il prezzo scenda leggermente al di sotto di $ 63.000 o inverta al di sopra del livello, soddisferà comunque i criteri per un potenziale minimo più alto che si sviluppa all'interno dell'attuale range di riaccumulo.
Proprio la sequenza di massimi più bassi e i minimi più alti (lower high e higher low) sono dei tratti distintivi delle fasi di consolidamento e segnalano il restringimento del range.
E se analizziamo i precedenti range di riaccumulo post halving di bitcoin nei cicli passati, riscontreremo proprio tale tendenza.
L'idea di base qui è che non sappiamo esattamente dove e quando bitcoin piazzerà il minimo più alto all'interno del range, ma è probabile che ne stia cercando uno.
E se davvero Bitcoin sviluppasse questo nuovo minimo più alto durante l’attuale pullback, ciò costituirebbe anche l’inizio di un modello "Bull Flag", che è una struttura di continuazione del trend, aumentando ulteriormente le probabilità di un breakout al rialzo.
Naturalmente questo sarà un processo lungo ed estenuante e, in tale contesto, il rischio più grande è quello di restare vittima della noia e dell'impazienza.
In questa fase ogni pullback e correzione andrebbe sfruttata per consolidare le posizioni ed eventualmente migliorare il prezzo medio di ingresso.
Una volta che bitcoin effettuerà il breakout per entrare in modalità price discovery, non ci saranno più altre occasioni per accumulare a buon mercato. | 2 354 |
| 3 | Analisi dei mercati del 19.06.24
Bitcoin e il mercato crypto in generale continuano nell’estenuante fase di consolidamento che ormai sta caratterizzando il trimestre in corso.
Chiaramente questa è una dinamica naturale dopo un percorso quasi interamente al rialzo che ha caratterizzato la performance di Bitcoin dai minimi di novembre 2022.
Ma ciò non toglie che questo andamento erratico sta producendo dolore per i top buyers 2024 e noia per il resto della platea.
E non può che essere così, con buona pace degli impazienti; storicamente infatti, ogni breakout dei precedenti massimi storici di bitcoin è stato preceduto da una lunga ed estenuante fase di consolidamento.
Ma di questo parleremo nel dettaglio in seguito, adesso facciamo la solita panoramica sui mercati finanziari.
Infatti se il mercato crypto non ci sta regalando particolari emozioni, non possiamo dire lo stesso per il mercato azionario, con tutti i principali indici sui massimi storici e performance dei titoli tech paragonabili proprio a quelle del mercato crypto (Nvidia, Broadcom, Microsoft, giusto per fare qualche nome).
Da più parti continuo a leggere analisi che si riferiscono all’attuale rally come a una bolla pronta a esplodere.
Mi dispiace deludere contanti analisti, ma la realtà è che il rally a mio avviso è destinato a estendersi per tutto il 2024, al netto di qualche sporadica correzione.
Partiamo dal posizionamento degli investitori.
Dall’analisi delle option chain relative ai principali indici e titoli azionari, emerge chiaramente come gli investitori siano posizionati proprio in vista di un altro poderoso rally nel secondo semestre dell’anno.
L’obiezione di molti macro furus da social è più o meno la seguente: “la Fed può davvero iniziare a tagliare i tassi di interesse con i mercati sui massimi storici e l’inflazione non ancora definitivamente domata?”
Risposta: Sì (la BCE lo ha appena fatto).
Flash sull’inflazione: purtroppo i prezzi sono su livelli alti e vi resteranno ancora a lungo, dato che l’unico modo per causarne un calo è una deflazione, quindi una recessione.
Ma il tasso di aumento dell’inflazione è indiscutibilmente in calo e credo che tale tendenza sia destinata a continuare.
Ma torniamo ai tassi di interesse e leggiamo cosa dice Morgan Stanley:
“Naturalmente, con gli indici principali sui massimi, alcuni investitori potrebbero chiedersi se la Fed può davvero tagliare i tassi. La risposta è sì: lo ha fatto in 20 occasioni dal 1980 e l’S&P 500 un anno dopo era su livelli di prezzo più alti tutte e 20 le volte.
I rialzisti riporranno la loro fiducia nella storia, mentre gli orsi potrebbero sostenere che vedremo tagli di questa portata solo se qualcosa si “romperà”. Resta da vedere se sarà il primo o il secondo caso”.
Chiaramente come investitori dobbiamo valutare sempre ogni possibile scenario, ma alla luce dei fatti ritengo che lo scenario rialzista al momento sia quello più probabile.
Un’altra valutazione interessante arriva direttamente dal desk di Goldman Sachs, che nel frattempo ha modificato il suo outlook 2024 sull’indice S&P 500 a 5600 punti.
Qui la lettura più interessante a mio avviso, è quella sull’ipotesi di deciso rialzo:
“1. In uno scenario di “inseguimento del rally”, l’indice S&P 500 chiuderebbe l’anno a 5900 punti. Il multiplo dell’indice S&P 500 "equal weight" si espanderebbe fino a 18x, eguagliando il suo massimo pre-pandemia del 2018.
2. In uno scenario di continua eccezionalità delle mega cap, l’indice S&P 500 chiuderebbe l’anno a 6300 punti (+16%), supponendo un P/E NTM con un premium del 45% verso l’indice S&P 500 equal weight (89° percentile dei rendimenti a 6 mesi).”
Sempre Goldman: "Tutti sono preoccupati per un eccesso di valutazione dell'indice S&P 500 ponderato (SPX) rispetto all'S&P 500 equal weight (SPW) grazie alle performance stellari dei titoli tecnologici, ma la realtà è che quel premium in passato è stato anche su livelli decisamente più estremi. | 2 168 |
| 4 | Fase del ciclo che vede bitcoin ancora all'interno del suo range di consolidamento post-halving.
A mio avviso dovremo monitorare attentamente l'andamento di bitcoin nelle prossime settimane, poiché lo sviluppo della price action avrà dei risvolti su tutto lo sviluppo del ciclo.
Quello che io auspico, è che l'attuale fase di consolidamento duri un tempo sufficiente a far sì che gli investitori abbiano il tempo di accumulare ulteriormente sul range low dell'attuale intervallo di riaccumulo nella regione $60K, favorendo anche un processo di “risincronizzazione” con i tradizionali cicli di halving, dopo che la sincronizzazione è saltata a causa del nuovo ATH pre-halving.
Finché BTC non esce da questo range di ri-accumulo tra $60K e $70K (al netto dei falsi breakout) ci sarà sempre una possibilità di "risincronizzazione del ciclo".
E ciò è importante per stabilire la presunta "durata residua" da qui al picco del ciclo.
Il ripristino della sincronizzazione, ragionevolmente ci porta nella finestra del Q4 2025.
Ma se la price action subirà un'altra accelerazione nelle prossime settimane, aprendo le porte a una nuova fase parabolica di price discovery, allora la nostra strategia deve necesssariamente adeguarsi.
Un pò come quando accendiamo una candela da entrambi i lati: l'illuminazione sarà più intensa, ma per un periodo di tempo più breve.
Ma la realtà, comunque la vogliate girare, è che sarà una bull run più calda dell'inferno. | 3 517 |
| 5 | Sul fronte crypto, ETH è salito alle stelle dopo i rumors di una probabile approvazione dell'ETF.
Il primo round di scadenze dell'ETH spot ETF si avvicina e quello che sembrava essere un affare di basso profilo si è rivelata una scadenza urgente, a causa di queste voci di un improvviso "pivot" della Sec, favorito dall'attuale amministrazione in carica.
Tutto è iniziato con una notizia in cui è stato riferito che agli Exchange e agli emittenti è stato chiesto di aggiornare i documenti 19b-4 in modo accelerato, suggerendo che l'approvazione di almeno un Ether ETF sia imminente.
E in effetti questa settimana abbiamo visto gli analisti di Bloomberg aumentare le probabilità di approvazione al 75%, da un mero 15%.
Di conseguenza, ETH è salita di oltre il +15% in un rialzo in gran parte guidato dagli acquisti spot e da uno short squeeze.
Considerato lo shock, è improbabile che la moneta possa stabilizzarsi nell'attuale area di prezzo.
Un'effettiva approvazione dell'ETF dovrebbe portare ETH nella regione $4k, mentre un rifiuto può produrre un roll down fino a $3k.
Come promemoria, le scadenze imminenti sono relative all'istanza VanEck il 23 maggio e Ark Invest/21Shares il 24 maggio.
L'attuale dinamica in corso è riflessa nello spread ETH/BTC, che è passato dai minimi di febbraio 2021 all’attuale area di resistenza di 0,053 dopo un rialzo del 13%.
E lo spread potrebbe facilmente aumentare di un altro 20% in breve tempo se l’ETF venisse approvato.
In un'analisi di febbraio avevamo discusso di un'eventualità di un'approvazione di un ETF su Ether a patto che lo staking fosse esplicitamente escluso dai filing degli emittenti; ed è esattamente ciò che è successo, con l'aggiornamento dei documenti 19b-4 nelle ultime ore che ha visto proprio l'esclusione dello staking.
Tornando a Bitcoin, di recente si è registrato un ritorno in grande stile degli afflussi negli ETF, che nelle ultime due settimane hanno registrato afflussi per un totale di 932 milioni di dollari, in risposta al report CPI statunitense favorevole.
Ma analizzando più a fondo il contesto macro e il panorama internazionale, emerge un'altra dinamica molto interessante che potrebbe essere alla base della recente ripresa di bitcoin.
Il mese scorso infatti ha registrato un enorme deflusso netto di capitali dalla Cina, per un controvalore di circa 85 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai mesi precedenti.
E se analizziamo la storia, non possiamo fare a meno di notare che l'enorme muro di capitali inerti della Cina, sono stati il più grande motore dei rialzi parabolici nella storia di bitcoin, soprattutto durante i periodi di deflussi di capitali, che di solito precedono una qualche forma di controllo più oppressiva o una massiccia svalutazione.
Se ad esempio prendiamo il grafico di bitcoin a partire dal 2015, vediamo come "curiosamente" la svalutazione dello Yuan nell'agosto 2015 è coincisa proprio con l'inizio del rally che ha portato BTC da $250 a $20.000 in poco più di due anni.
In sintesi, state pur certi che l'enorme massa di liquidità proveniente dalla Cina, giocherà un ruolo chiave nella seconda parte dell'attuale ciclo al rialzo.
Maggiori dettagli a questo link. | 2 631 |
| 6 | ** Analisi dei mercati del 22.05.24 *
Come avevamo evidenziato nell'analisi della scorsa settimana qui sul canale, le probabilità di un framework normativo più crypto-friendly negli Stati Uniti sarebbero aumentate in caso di una nuova amministrazione Trump, dopo che quest'ultimo si era dichiarato esplicitamente favorevole al settore.
La realtà è andata ben oltre le aspettative, infatti l’endorsement dell’ex Presidente Trump in piena campagna elettorale ha costretto i democratici a “un’inversione a U” clamorosa nei confronti delle criptovalute, che come primo risultato ha prodotto l'aumento esponenziale delle probabilità di approvazione di un ETF anche su Ethereum, che sembra ormai certa per il 2024 (non sono affatto sicuro che ci siano le condizioni per un semaforo verde già in settimana, ma ormai è questione di quando, non di se).
Naturalmente Biden con le elezioni alle porte non può permettersi di perdere milioni di appassionati del settore e il risultato è sotto gli occhi di tutti: siamo passati da “prima ti deridono, poi ti combattono” a “e alla fine vinci.
Bitcoin e più in generale l’industria crypto hanno vinto.
Ciò naturalmente ha prodotto un'esplosione al rialzo di tutto il comparto delle criptovalute, che ha colto con la guardia abbassata la quasi totalità degli investitori.
Il risultato è stato uno short squeeze che ha spinto bitcoin sopra la soglia psicologica dei $70k ed Ether a ridosso della resistenza a $3800.
Adesso procediamo con la consueta panoramica dei mercati tradizionali, per poi passare al focus sul settore crypto.
L'attuale setup sui mercati azionari apre una finestra molto favorevole nel breve termine, con le prossime due settimane che hanno il potenziale per l'ennesimo squeeze al rialzo.
In tale ambito, il principale catalizzatore è rappresentato dal report trimestrale di NVIDIA, che sarà pubblicato alla chiusura della sessione odierna.
Naturalmente un report positivo è la "conditio sine qua non" per accendere le polveri di un rally.
Ipotizzando che sarà così, esaminiamo i dati a disposizione.
Il primo elemento di considerazione è dato dal fatto che l'indice Dow Jones ha superato il livello psicologico di 40.000 punti. Ciò sancisce che i più grandi proprietari di azioni americane (le famiglie e i consumatori statunitensi, nda), hanno appena ottenuto una vittoria contro gli orsi.
E considerati i recenti titoli euforici sulla stampa mainstream, c'è il potenziale affinché gli investitori retails aggiungano "un po' di esposizione".
La tesi è avvalorata dal ritorno in grande stile della "retails army", come dimostra la recente price action delle meme stocks GME e AMC.
Per contestualizzare, ricordo che le famiglie e i consumatori americani possiedono il 39% del mercato azionario statunitense, composto da 78.000 miliardi di dollari in azioni liquide e il 65% di fondi comuni e ETF.
Gli hedge fund si attestano al 2%.
I flussi come sempre seguono la performance.
- Il mercato delle opzioni 0DTE (ossia contratti che hanno una durata giornaliera) rappresenta il 50% delle opzioni S&P 500 negoziate quotidianamente. Questo è un nuovo record e significa che ogni sessione ha un proprio "ecosistema".
- Si avvicina una fase stagionale estremamente positiva. La seconda metà di maggio e la prima di giugno hanno una stagionalità buona.
Inoltre negli ultimi 16 anni, durante il mese di luglio l'indice Nasdaq ha registrato una chiusura positiva 16 volte.
- Corporate buyback: siamo in piena "open window", con una domanda giornaliera di circa 5,5 miliardi di dollari fino al 14/06/24.
- Infine la liquidità sul mercato rimane solida, sui livelli più alti degli ultimi due anni.
Questi sono tutti ingredienti propedeutici al proseguimento del rialzo nel medio breve termine, Nvidia permettendo. | 2 398 |
| 7 | Ora, con questo non voglio dire che Bitcoin sia l'unico asset da avere in portaflglio.
Anche perché sono il primo ad attuare una diversificazione degli asset e del rischio nei miei portafogli di investimento.
Il concetto è quello di allocare una percentuale idonea in base alla propria avversione al rischio.
In sostanza, ognuno deve valutare che percentuale di patrimonio allocare su bitcoin alla luce delle proprie esigenze e convinzioni.
Io ad esempio ho allocato oltre il 60% del mio patrimonio netto in bitcoin, ma questa non è una legge incisa nella pietra e ognuno deve valutare in base a parametri ed esigenze personali; a qualcuno sembrerà una percentuale eccessiva, ad altri non sufficiente.
Tutto è relativo.
E il resto della liquidità che ho a disposizione è diversificata su asset strategici che potenzialmente garantiscono un ritorno sull'investimento idoneo quantomeno a compensare l'inflazione.
Ad esempio il mercato azionario presenta ottime opportunità per chi è abile a individuarle; pensate solo a chi a inizio 2023 ha investito nelle compagnie Eli Lilly and Company o Novo Nordisk e nel loro farmaco rivoluzionario anti-obesità.
Ma narrazioni simili sono molto più comuni di quanto si pensi: ad aprile nel Circolo degli Investitori abbiamo investito nelle azioni di una grande compagnia di Bitcoin mining, che a oggi hanno già reso circa il 20%.
Nonostante il sentiment sui Bitcoin miners sia ai minimi termini, dopo che l'halving ha contribuito al taglio dell'outlook da parte di molti analisti a causa della riduzione del block reward, ho sempre mantenuto una visione decisamente rialzista sui miners e non solo grazie a motivazioni precipue del settore.
Infatti non mi riferisco solo alle “inscriptions”, che quasi certamente daranno un deciso contributo a rimpinguare i ricavi delle suddette società, ma molto presto i miners torneranno utili anche per fornire energia ai data center che dovranno supportare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Dimenticate le chat generative e i chip, il prossimo AI trade ragionevolmente sarà sull’energia.
In un report della banca d’affari Morgan Stanley, si prevede che grazie all'ottimizzazione del consumo energetico portato avanti proprio dalle società di BTC mining, queste ultime potrebbero rivelarsi estremamente utili per la messa in posa di nuovi data center propedeutici all'implementazione di prodotti e servizi associati all'intelligenza artificiale.
Ciò grazie al fatto che i miners hanno già accesso a enormi quantità di energia, che gestiscono in modo ottimale ottimizzandone la resa a fronte di una riduzione della dispersione.
I modelli di queste banche d’affari, suggeriscono che attualmente i titoli dei miners sono negoziati in forte "sconto" rispetto al loro valore intrinseco.
E potenzialmente siamo solo all’inizio del melt up.
Un'altra area che sto seguendo molto da vicino, è proprio quella del settore energetico grazie al fatto che la rivoluzione dell'intelligenza artificiale porterà a una completa rivoluzione della rete elettrica statunitense e, con comodo, anche di quella europea.
Ad esempio il Goldman Sachs North American Pipelines & Power Equity ETF (ticker GSENEPOW) sta rendendo molto bene e ragionevolmente "l'esplosione al rialzo" è appena iniziata (+10% da inizio aprile).
Tuttavia stiamo completando un report su una SPAC che presenta un'opportunità asimmetrica notevole rispetto all'ETF di Goldman Sachs.
Generalmente non sono un fan delle SPAC (Special Purpose Acquisition Companies, nda), ma questa è una fusione tra il "prossimo AI trade" di cui abbiamo appena discusso, ovvero l'elettrificazione dei data center, e la mania sull'intelligenza artificiale in stile Sam Altman.
Naturalmente investendo su una SPAC il rischio di perdita è più alto rispetto a un ETF come quello presentato prima, ma il profitto potenziale è decisamente asimmetrico e giustifica ampiamente il rischio.
Pubblicheremo il report completo sulla SPAC in questione la prossima settimana sul Canale Azionario del Circolo degli Investitori. | 3 445 |
| 8 | Sul fronte crypto, la volatilità sta lentamente tornando alla normalità dopo la price action selvaggia che ha caratterizzato le ultime due settimane.
Lo scenario attuale si può sintetizzare nella seguente affermazione: la domanda di Bitcoin sta diminuendo, mentre l’offerta di nuova emissione è stata dimezzata dall'halving.
La domanda in calo è determinata dall'assenza di narrazioni che possano alimentare l'hype e l'interesse a breve termine, con il risultato che i flussi di investitori istituzionali e qualificati si orientano verso narrative più allettanti (in seguito farò alcuni esempi).
E il primo risultato di una tale dinamica, è quello di una price action erratica e in balia dei derivati, che segue logiche per lo più speculative con una prospettiva di breve termine.
In generale, resto molto costruttivo su Bitcoin dato che le condizioni attuali di mercato appaiono decisamente più sane rispetto al 2021.
Il top del mercato rialzista nel 2021 è stato una definizione da manuale di una bolla speculativa eccessiva, mentre il mercato di oggi sembra molto più organico e robusto, guidato da una sana domanda spot di lungo periodo.
Tuttavia nell’immediato, penso che l'output più probabile sia una fase di consolidamento lunga ed estenuante, fino a quando non torneranno in gioco catalizzatori in grado di indicare più chiaramente la direzione del mercato.
A oggi ci sono alcuni indicatori rialzisti e altri ribassisti, e questo indica indecisione.
Per esperienza, la parte dolorosa di una fase di consolidamento è il "dolore temporale", in cui le cose diventano noiose man mano che la volatilità si comprime, fino a quando la diga si rompe di nuovo.
Essere consapevoli di quello che ci aspetta, è il primo passo per evitare di commetere errori che possano impattare negativamente il P/L del nostro portfoglio.
Stiamo entrando nella fase in cui il pericolo principale è la noia; fase progettata per durare da poche settimane fino anche a 6 mesi e, appunto, per "annoiare a morte".
Quando sarete sufficientemente annoiati e stufi della lateralizzazione dei prezzi, i sintomi andranno dal pensare che l'halving è già scontato e che il bull market è finito, dunque sarete tentativdi vendere su quello che ragionevolmente sarà un bottom locale per dislocare i fondi su altri progetti o azioni più "promettenti".
O peggio, avrete la tentazione di aprire operazioni short.
E questi sintomi, insieme alle posizioni short, raggiungeranno i livelli estremi proprio prima che la diga si rompa e inizi il prossimo rally che porterà bitcoin nella fase di price discovery.
E non sono solamente io a pensarla così, ma circolano molti report riservati di grandi banche d'affari che prospettano scenari molto interessanti per bitcoin nel medio lungo termine.
Ad esempio, vi riassumo alcuni “bullets” di un report molto interessante della banca Standard Chartered:
1. Bitcoin trarrà sicuramente vantaggio dalla politica di fiscal dominance degli USA;
2. Il debito e il deficit pubblico degli Stati Uniti sembra avviato su un percorso insostenibile;
3. Per i buoni del tesoro USA, ciò significa una curva dei rendimenti più ripida, breakenen e term premium più elevati:
4. Ciò dovrebbe spingere al rialzo i prezzi di bitcoin, con gli investitori alla ricerca di asset alternativi;
5. Una seconda amministrazione Trump potrebbe fornire un framework normativo più "crypto-friendly", a tutto vantaggio degli asset digitali;
6. (...) questo si aggiunge al nostro outlook a medio termine già rialzista su bitcoin: ribadiamo i nostri livelli di prezzo target per la fine del 2024 e la fine del 2025 rispettivamente a $150K e $200K". (Standard Chartered Bank)
Credo ci sia davvero poco da aggiungere. | 2 393 |
| 9 | Questa improvvisa inversione al rialzo dei mercati azionari ha sorpreso molti investitori, ma in realtà era una dinamica ampiamente prevedibile una volta messi a sistema tutti i dati a nostra disposizione.
In un'analisi pubblicata all'interno del Circolo degli Investitori circa 3 settimane fa, avevo scritto che il ribasso del mercato era basato su 3 paure: Fed aggressiva, utili societari in calo ed escalation in Medio oriente.
In merito al primo punto, Powell è stato apertamente accomodante durante l’ultima conferenza stampa del FOMC, affermando che il prossimo intervento sui tassi di interesse difficilmente sarà un aumento. Dunque nel giro di 5 minuti praticamente la sessione di domande e risposte era già terminata, anche se in effetti è durata oltre 40 minuti.
In ogni modo, le risposte di Powell hanno confermato le mie opinioni sulla necessità di frenare i rendimenti dei Treasury. In sintesi, sarà necessaria una forte riaccelerazione dei dati sull’inflazione affinché la Fed possa valutare nuovamente un hike dei tassi di interesse. E il PCE core al 2,8% non è affatto sufficiente, nonostante ciò che gli orsi vogliono credere.
Passiamo al secondo elemento di considerazione, gli utili.
Secondo Factset, oltre l’80% delle aziende ha pubblicato i report sul primo trimestre del 24 e il 77% ha superato le stime degli analisti.
Dunque nel complesso, la stagione degli utili è andata molto bene.
Infine, in relazione al rischio escalation geopolitica la situazione si è "normalizzata" (per quanto decine di migliaia di morti si possano ritenere normali); Israele ha abbandonato le velleità di uno scontro diretto con l'Iran ed è concentrata in un’operazione a Rafah, mentre Russia e Ucraina sono ancora impegnate in una guerra di logoramento.
Quindi, se non succede nulla di eclatante, la naturale conseguenze è la prosecuzione della dinamica di compressione della volatilità, il che significa vento in poppa per i mercati.
Per coloro che non riescono a credere che il VIX sia a 13 quando c’è così tanto “rischio” sul mercato, la realtà è che il VIX ha trascorso il 20% della sua storia al di sotto di 13 punti.
E proprio le montagne russe dell'indice VIX (da 13 a 21 punti in 15 giorni e viaggio di ritorno a 13 in neanche due settimane) sono state un elemento chiave nello squeeze in corso sugli indici azionari.
Certo, alla fine qualche catalizzatore lo riporterà a livelli “normali”, ma i trader e i macro furus che aspettano una rapida salita del VIX o che "gli orsi tornino in controllo" (le ultime parole famose) potrebbero dover aspettare a lungo. | 2 031 |
| 10 | Analisi dei mercati del 10.05.24
Come "regalo" per la festa del 1° maggio, Bitcoin ci ha regalato il famoso bonus di cui abbiamo parlato nell'analisi precedente con un dip improvviso sotto la regione $60K, che poi è stato riassorbito abbastanza agevolmente nei giorni seguenti.
La price action della principale criptovaluta è perfettamente in linea con quella dei precedenti cicli di halving, come abbiamo evidenziato in più occasioni.
In questo post sul gruppo di discussione Fb Bitcoin 3X trovate un'interessante comparazione tra l'attuale fase pre e post halving e quella del 2016.
Personalmente sono ancora dell'idea che ogni test del limite inferiore del range di ri-accumulo in zona $60K sia un'opportunità di acquisto nel medio lungo periodo, anche se ragionevolmente ci aspettano settimane (se non mesi) di consolidamento, a base di lateralizzazioni estenuanti e improvvisi falsi breakout dal range.
Ma di questo parleremo in seguito più nel dettaglio.
Sul fronte dei mercati tradizionali, lo scenario ha seguito alla lettera quanto avevamo ipotizzato nell'analisi precedente, con il segretario del Tesoro Janet Yellen e il Presidente della Fed Jay Powell che hanno attivato il freno di emergenza dei rendimenti sui buoni del tesoro americani, favorendo una clamorosa ripresa del mercato azionario dopo le difficoltà di aprile.
Vediamo nello specifico che cosa è successo.
La Yellen ha annunciato un rifinanziamento per il Q2 leggermente sopra le attese, mentre ha proiettato un’emissione di buoni del tesoro per il Q3 decisamente sotto le stime.
La Fed invece ridurrà il QT in corso di $35 miliardi a partire da giugno, superando le aspettative del mercato.
Ciò significa che la soglia mensile di riduzione del bilancio della Fed scenderà da 60 a circa 25 miliardi di dollari.
Dunque, oltre alle proiezioni di rifinanziamento per il Q3 in calo annunciate dalla Yellen, grazie alla riduzione del QT della Fed ora ci saranno altri 105 miliardi di dollari in meno di emissioni nel terzo trimestre.
Tradotto: i rendimenti sono troppo alti e la Fed sta dando una mano.
Più o meno quello che avevamo ipotizzato nell'analisi del 29 aprile: niente di comparabile rispetto al 2021 o a fine 2023, ma una mossa sufficiente a innescare il freno di emergenza dei rendimenti obbligazionari, che infatti sembrano aver invertito la tendenza (i rendimenti sui decennali sono scesi al 4,40%).
Poi venerdì scorso è caduto l’ultimo tassello del domino, con l'aumento del tasso di disoccupazione e, più in generale, un mercato del lavoro USA che inizia a "scricchiolare".
In tale ambito, la banca centrale americana sarà incentivata a portare a termine la sua previsione di taglio dei tassi di interesse già a partire da luglio.
A contribuire alla rinnovata iniezione di fiducia sui mercati azionari sono arrivati anche gli ottimi report trimestrali di molte società quotate a Wall Street e, soprattutto, la stagione dei buyback che entra nel vivo proprio oggi, con il 92% delle società quotate entrate in regime di “open window”.
Apple da sola, ha annunciato un importo record di $110 MILIARDI da destinare al buyback delle proprie azioni. Ma in generale, le autorizzazioni complessive di buyback durante l’attuale stagione degli utili sono aumentate notevolmente rispetto alle attese, con un “boom” generalizzato che va oltre le società di alto profilo come appunto Apple o Google. | 2 082 |
| 11 | È difficile stabilire in anticipo quando Bitcoin avrà raggiunto il suo bottom perfetto ma è molto probabile che l'attuale range low sia sufficientemente vicino al bottom locale e per me ciò è sufficiente a giustificare una strategia di accumulo.
Come del resto è stato impossibile stabilire il bottom esatto del mercato ribassista 2022 a $15K, quando la quasi totalità di anal-isti e traders dava per scontato un ulteriore calo a $12K e oltre (i famigerati 10K boyZ).
Come se in prospettiva di lungo periodo cambiasse qualcosa comprare a 15.000 o 10.000.
Tuttavia qui entra in gioco la guerra di nervi menzionata in precedenza.
Mi aspetto che l'attuale fase di consolidamento sia lunga ed estenuante (poi magari bitcoin domani piazza un breakout e non sarò mai stato più felice di aver sbagliato ipotesi).
Ma se ripercorriamo gli eventi dei cicli precedenti, ad esempio nel 2020 BTC è rimbalzato in più occasioni dal range low al range high, piazzando numerosi falsi breakout sia al rialzo che al ribasso.
E lo ha fatto per mesi prima della rottura definitiva.
E anche la price action del 2016 è stata similare, al netto di qualche differenza.
I punti salienti sono che sia il 2020 che il 2016 mostrano che nella maggior parte di questo lungo periodo che ci attende in vista del breakout (ipotizzando una decelerazione del ciclo che consenta il riallineamento della price action ai cicli passati), ragionevolmente gli swing dei prezzi saranno selvaggi e andranno a testare in più occasioni il limite superiore e inferiore del range di ri-accumulo.
Naturalmente ribadisco che potrei sbagliare e che il breakout di bitcoin è invece imminente: ma a meno che BTC non sia in grado di chiudere sopra $72K su time frame settimanale e di confermare tale area di prezzo (attuale range high) come nuovo supporto, potremmo essere in presenza dell'ennesimo falso breakout.
In generale, sto negoziando il range solo con una minima parte del mio bankroll (compro il range low e vendo il range high), perché sono convinto che alla fine BTC supererà il range high, è solo questione di quando non di se.
Il mio obiettivo principale quindi è quello di incrementare le posizioni attraverso un DCA aggressivo attorno l'area del range low.
E se dovesse esserci una rottura al ribasso del suddetto range, semplicemente continuerò la mia strategia di DCA su livelli di prezzo ancora più favorevoli.
Per concludere, nell'attuale fase del ciclo di mercato ritengo che bitcoin meriti ancora la massima attenzione, dunque è qui che andrebe allocata la percentuale più significativa di capitale.
Tuttavia arriverà il momento in cui sarà opportuno ruotare parte dei profitti in alcune altcoins selezionate, che consentiranno di massimizzare i suddetti profitti su livelli "che possono cambiare la vita", dunque è bene iniziare a pianificare.
Ed è per questo motivo che tra qualche settimana condivideremo un paniere di alts dal potenziale disruptive con gli abbonati Business pro al Circolo degli Investitori.
Il numero sarà limitato a 5 massimo 10 alts, così da evitare un'eccessiva diversificazione che indebolisca il portafoglio.
Le opportunità sono intorno a noi, basta solo saperle cogliere.
Nel contesto attuale è facile cedere al pessimismo e restare vittime del bias ribassista, con un eco dell'annus horribilis del 2022.
Ma la realtà è che anche se i pessimisti sembrano intelligenti e molto forbiti nelle loro previsioni ribassiste, sono gli ottimisti a fare soldi.
E questa frase mi torna in mente ogni volta che parlo di Bitcoin alle persone. | 3 950 |
| 12 | E per far ciò, è importante esser consapevoli di dove si trovi il limite inferiore del range di consolidamento e ri-accumulo
Dunque dov'è esattamente il range low?
Di recente, durante l'escalation in Medio oriente, Bitcoin ha nuovamente battezzato la regione 60.000 dollari come limite inferiore del suo range di ri-accumulo.
In effetti, il livello è stato testato quattro volte dall'inizio di marzo, confermandosi come supporto affidabile.
Per farci un'idea di cosa ci aspetta, facciamo un rapido raffronto con la price action dei precedenti cicli rialzisti.
Se è vero che le performance passate non sono in alcun modo una garanzia di rendimenti futuri, è anche vero che la storia non si ripete ma spesso fa rima.
Nel 2020, questa sorta di conferma della forza della moneta in prossimità del range low di ri-accumulo, è stata sufficiente a mantenere bitcoin in un andamento laterale supportando efficacemente la price action.
Quindi, per gli standard del 2020, l'area $60K oggi rappresenta ragionevolmente il bottom dell'attuale fase di consolidamento.
Tuttavia, nel 2016 il prezzo ha registrato un breakdown di quello che inizialmente sembrava il suo range low.
Quindi, secondo gli standard del 2016, in questo ciclo c'è ancora spazio per un movimento al ribasso sotto $60K.
Dunque, posto che siamo fiduciosi sull'outlook di bitcoin nel medio lungo termine, le azioni da intraprendere durante l'attuale fase del ciclo di mercato sono piuttosto intuitive: continuare ad accumulare "sats" su ogni test della regione 60k e tenersi pronti a eventuali "visite" sub 60.000 dollari.
La volatilità al ribasso è molto difficile da misurare poiché i "wick" delle candele (le ombre), che rappresentano gli estremi nell'azione dei prezzi, possono spingersi su livelli "impensabili" e quindi cercare di acquistare sul minimo esatto di quel wick, è come tentare di rispondere alla domanda "quanto saranno emotivi gli investitori in caso di un breakdown del range low?"
Impossibile da stabilire a priori.
In ogni modo, fino a prova contraria BTC ha dimostrato in più occasioni la solidità del supporto nella regione $60K, dunque se in qualsiasi momento i prezzi scenderanno al di sotto del range low, per me saremo alla stregua di un bonus.
Inoltre, in qualità di holder non ha molta importanza se una posizione viene aperta a 60.600, a 58.000 o 55.600 dollari. | 2 793 |
| 13 | Prima di passare alla seconda parte dell'analisi, è opportuno precisare un aspetto: la mia è un'ipotesi, dunque non sconvolgete i vostri piani di investimenti o, peggio, non piazzate lo stipendio long 100X su azioni e criptovalute.
Semplicemente utilizzate l'informazione per bilanciare eventuali sovra-esposizioni, dunque se avete uno short in size magari potreste valutare una presa di profitto, oppure se non avete un posizionamento long su azioni o bitcoin potreste iniziare a costruire delle posizioni.
Adesso passiamo al consueto focus su Bitcoin e su come dobbiamo sfruttare a nostro vantaggio l'attuale fase del ciclo di mercato.
Quando analizziamo il nostro portafoglio e ragioniamo sulle strategie da implementare, è importante non perdere mai di vista il quadro più ampio e l'obiettivo della strategia: ossia prepararsi in vista della successiva parte del ciclo che ragionevolmente sarà caratterizzata da un rialzo parabolica, con Bitcoin in modalità price discovery.
Attualmente l'elemento chiave da considerare è che potrebbe passare ancora molto tempo prima che questa fase parabolica esprima tutto il suo potenziale.
E ci sono vari elementi a sostegno di questa teoria.
Ad esempio, se analizziamo l'andamento dei flussi aggregati sui fondi Bitcoin quotati in borsa (tra cui gli ETF, che sono stati il principale catalizzatore del Q1), scopriremo che si sono ridotti notevolmente.
Inoltre storicamente, ogni volta che BTC subisce un calo in prossimità dell'halving, segue poi un lungo periodo di consolidamento.
Ma è proprio questa fase di consolidamento che favorirà il breakout e la transizione di bitcoin nella fase di price discovery.
Vista da un'altra prospettiva, l'attuale fase di consolidamento rappresenta l’ultima opportunità di acquisto a buon mercato, prima che bitcoin entri appunto nella fase del ciclo in cui registrerà i maggiori progressi.
In tale ambito, abbiamo un'altra confluenza oltre all'halving; e cioè i massimi storici di marzo 2024.
Ed è interessante evidenziare tale confluenza, infatti nell'attuale fase del ciclo di mercato stiamo scontando contestualmente i cali che di norma si verificano sia a ridosso dell'halving che intorno ai massimi storici precedenti.
Ed è proprio durante questi due eventi che BTC tende a scontare dei periodi di consolidamento, propedeutici appunto alla successiva rottura verso nuovi massimi storici e oltre.
Proseguendo nelle settimane e nei mesi sarà una vera e propria guerra di nervi, che metterà alla prova la pazienza e la di forza di volontà per assicurarsi di non capitolare, ruotare inutilmente altrove i profitti di BTC o restare vittima di over-trading.
A mio avviso adesso i rischi principali sono proprio questi; vendere per "sfinimento", ruotare i profitti su altcoin o, peggio, esagerare nel trading con il rischio di intaccare i progressi realizzati fino a oggi.
L'unico obiettivo che invece si dovrebbe perseguire, è quello di aumentare, quando possibile, le proprie dotazioni di BTC o migliorare il costo medio in dollari di eventuali posizioni magari aperte in maniera avventata in prossimità dei massimi locali, sfruttando proprio l'attuale fase di consolidamento. | 2 669 |
| 14 | Ora, anche se questo importo non è paragonabile al saldo TGA di inizio 2021, fornisce sicuramentre un cuscinetto di sicurezza considerevole sia per il Tesoro (le cui aste di debito sono state esaminate al microscopio negli ultimi giorni a causa dell'ormai noto aumento di 1.000 miliardi di dollari di debito pubblico ogni 100 giorni) che per la Fed, poiché all'improvviso c'è una necessità meno urgente di emettere buoni del tesoro (titoli di stato), di drenare la struttura Reverse Repo della Fed e, più in generale, di svuotare la liquidità sistemica statunitense a un livello precario in cui le riserve bancarie potrebbero innescare un altro codice rosso.
Ciò naturalmente rappresenta un potenziale catalizzatore di propensione al rischio per le azioni e gli asset in generale.
In sostanza, già a partire dal QRA di mercoledì, gli investitori potrebbero scoprire che il Tesoro USA avrà bisogno di molte meno emissioni di debito e, anzi, potrebbe di fatto fornire liquidità sostanziale per compensare qualsiasi QT della Fed a breve termine.
Dunque adesso il pallino è in mano a Janet Yellen, che potrebbe "attivare il freno di emergenza" all'aumento incontrollato dei rendimenti dei buoni del tesoro (i treasury decennali sono sopra la soglia critica del 4,60%), controbilanciando l'eventualità tutt'altro che remota che la Fed debba rinviare il taglio dei tassi di interesse.
E questa dinamica è perfettamente in linea con quello che scrivo da mesi qui nel canale, cioè che l'amministrazione USA farà tutto ciò che è in suo potere per evitare un crollo dei mercati fino al 5 novembre 2024, data delle presidenziali americane.
Anzi, un altro drenaggio del TGA in stile 2021 potrebbe essere l'innesco di un altro poderoso rally dei mercati.
Quindi a mio avviso è probabile che la Yellen potrebbe sorprendere tutti con una stima di finanziamento futuro molto bassa grazie alle riserve TGA su buoni livelli, che le consentirebbe di comunicare un importo di emissioni obbligazionarie totali previste più basso per il prossimo trimestre, rispetto alle stime precedenti sul fabbisogno finanziario del paese.
Ciò sortirebbe l'effetto di abbattere i rendimenti obbligazionari e di aumentare la propensione al rischio.
Anche se, è bene sottolineare, l'importo attuale del TGA è lontano dall'importo che ha favorito le due precedenti "sorprese QRA" (l'ultima a novembre 2023, che ha contribuito a innescare il rally fine 2023/Q1 2024).
Tuttavia la mossa potrebbe essere sufficiente a produrre uno short squeeze sui buoni del tesoro; infatti il posizionamento short aggregato sui treasury è vicino a livelli record e ci vorrebbe davvero poco per innescare uno squeeze a cascata.
In conclusione, le preoccupazioni degli investitori scaturite dalle recenti dinamiche macro potrebbero trovare di nuovo una "tregua a breve termine ”, poiché il crollo dei rendimenti obbligazionari allenterebbe drasticamente le condizioni finanziarie, il che significa un potente vento favorevole per le azioni e i titoli "risk" nei prossimi mesi.
Dunque, con la Fed che ha le mani legate in merito ai tassi di interesse a causa dei livelli di inflazione ancora lontani dal target, ritengo probabile che sarà Janet Yellen a venire in soccorso di Biden già da questa settimana, quando il Tesoro annuncerà un importo di finanziamento inferiore alle stime per i prossimi 3/6 mesi, facendo crollare i rendimenti obbligazionari e mettendo il boost alle azioni e a.... Bitcoin, che oggi per Wall street rappresenta l'essenza della propensione al rischio (sebbene io non sia d'accorso su questo inquadramento di BTC, ma questo conta poco). | 2 080 |
| 15 | Analisi dei mercati del 29.04.24
Bitcoin e l'intero comparto crypto non hanno riservato sorprese dall'ultima analisi, con la fase di ri-accumuo all'interno del range di consolidamento $60K - $72K che procede in accordo alla performance storica di BTC post halving.
Halving che è stato il principale catalizzatore del mese di aprile, ma naturalmente non ha avuto un impatto decisivo in termini di price action di breve termine, dato che sappiamo si tratta di un evento che dipana i suoi effetti sull'equilibrio domanda/offerta solo nel lungo periodo.
La scorsa settimana ho dedicato all'halving un approfondimento completo sul mio blog analizzando gli impatti dell'evento sul network e, soprattutto, sul prezzo di bitcoin nel ciclo di mercato attuale.
Dunque per evitare ridondanza non mi dilungherò in concetti già espressi nell'articolo, che potete consultare in ogni momento a questo link.
Oggi invece voglio soffermarmi su quello che potrebbe succedere a stretto giro sul mercato azionario, con conseguenti riflessi anche su quello crypto, e su come sfruttare l'attuale fase di mercato senza commettere errori "costosi".
Nelle ultime settimane la solita falange di perma-bears a base di analisti macro e profeti di sventura ha rialzato la testa a causa dei tristi eventi in Medio oriente e del deterioramento del quadro macroeconomico.
Il problema per questi fenomeni però, è che sappiamo bene come l'economia non sia direttamente correlata all'andamento degli indici azionari.
Inoltre, al netto delle turbolenze iniziali, nonostante le guerre siano terribili in realtà sono rialziste per i mercati in ottica di medio lungo termine.
Chi ha dubbi, può consultare il grafico dell'S&P 500 di aprile 2022 con la guerra in Ucraina esplosa in tutta la sua drammaticità già da un mese abbondante.
Per la cronaca, il ribasso successivo a partire da fine maggio non è da imputare direttamente alla guerra, bensì alla Federal reserve che stava iniziando uno dei cicli monetari più restrittivi degli ultimi 40 anni in termini di progressività e magnitudo dei rialzi dei tassi di interesse.
Detto questo, torniamo all'attualità.
Tra oggi e mercoledì infatti, potrebbe verificarsi un evento che fornirà ulteriore carburante al rimbalzo in atto sui mercati azionari, che potenzialmente annullerà tutta la negatività delle ultime settimane; sto parlando del Quarterly Refunding Statement (QRA) del tesoro degli Stati Uniti.
Ma andiamo per ordine, dato che non si tratta di concetti semplici.
Torniamo a febbraio 2021, molto prima che la maggior parte delle persone avesse sentito parlare del conto generale del Tesoro (TGA) o della dichiarazione trimestrale sui rimborsi (QRA).
All'epoca il saldo di cassa record del tesoro pari a 1.100 miliardi di dollari, sarebbe poi servito da "tsunami" di liquidità favorendo l'aumento dei prezzi di tutti gli asset del globo terracqueo, parallelamente al massiccio QE della Fed; un'ondata di denaro senza precedenti che è stata il catalizzatore principale che ha portato bitcoin da $ 13.000 nell'ottobre 2020 a $ 65.000 nell'aprile 2021.
Adesso facciamo un salto alla settimana scorsa, quando si è verificato qualcosa di simile, anche se in misura inferiore in termini di "miliardi": mentre infatti il Tesoro USA prevedeva un saldo di cassa di 750 miliardi di dollari per il Q2, grazie a un inaspettato afflusso di imposte sulle plusvalenze, il livello di liquidità del Tesoro è ora ben al di sopra del tetto previsto poco prima dell'ultimo annuncio di rimborso trimestrale e, soprattutto, pochi giorni prima del QRA che avremo tra oggi e mercoledì.
In sintesi, dalla scorsa settimana nel conto generale del Tesoro ci sono circa 955 miliardi di dollari (cioè la liquidità disponibile del Tesoro), ovvero 205 miliardi di dollari in più di quanto il Tesoro si aspettasse. | 2 781 |
| 16 | Questo è il motivo per cui i Bitcoin ETF sono importanti e perché hanno incontrato una dura resistenza per anni da parte dela SEC, che li ha approvati solo dopo essere stata costretta a farlo da un tribunale.
L'oro si muove lentamente e può essere soppresso e anche se salisse a $ 2500 non scatenerebbe allarmi sistemici tra il pubblico, anche se chiaramente le banche centrali e i governi occidentali non gradirebbero.
Ma se i Bitcoin ETF porteranno Bitcoin a quotare centinaia di migliaia di dollari per singola unità, i titoli dei giornali saranno incontenibili e il pubblico inizierà a porre domande scomode.
Con le banche centrali che cercano disperatamente di tagliare i tassi di interesse e una potenziale seconda ondata di inflazione incombente, è facile capire perché, dal punto di vista di politici e burocrati, i tempi per l’approvazione dell’ETF su Bitcoin non avrebbero potuto essere peggiori.
Bitcoin presto fungerà da "sistema di allarme permanente" del sistema finanziario, come una fastidiosa sbavatura nella narrazione della politica.
E noi non ci facciamo pregare per continuare ad accumulare, infatti il 20 marzo è stato eseguito l'ordine che avevamo piazzato all'interno del range indicato nella scorsa analisi. Al momento abbiamo in posizione circa il 70% del capitale che nel 2022 avevamo dedicato al portafoglio di investimento pubblico del canale, che vi ricordo potete consultare tramite il link nel messaggio fissato in alto.
Chiudo con una considerazione generale.
Purtroppo il quadro fosco non si limita alla macroeconomia, infatti si stanno riaccendendo anche le tensioni sul piano geopolitico, con la situazione in Ucraina ormai totalmente incancrenita e Israele che sembra sempre più fuori controllo in Medio Oriente, dopo aver ucciso sette operatori di una ONG e aver bombardato una sede diplomatica dell'Iran in Siria.
Per non parlare del massacro di decine di migliaia di civili nella striscia di Gaza, in una situazione talmente disturbante e distopica da lasciarmi senza parole.
E la cosa più triste, è che in tale contesto chiunque provi a nominare le parole pace, tregua e trattativa, viene bollato come un mezzo deficiente.
Non so come finirà, purtroppo non ho una risposta a questo dilemma.
Ma vi lascio con una citazione di gramsciana, che inquadra perfettamente il contesto:
"Il vecchio mondo sta morendo e il nuovo mondo fatica a nascere; ed è in questo chiaro scuro che nascono i mostri". | 4 125 |
| 17 | Adesso due parole sul quadro politico in relazione al mercato crypto.
Gli ETF su Bitcoin ormai sono stati approvati, dunque il "danno" è fatto e i burocrati dell'amministrazione USA hanno le armi spuntate, se non la scrittura di letterine pietose alla Sec, che però lasciano i tempo che trovano.
Invece possono fare molto sulle future decisioni, a partire dall'ETF su Ether.
Continuo a pensare che non ci sia margine per un'approvazione nel corso del 2024 e ad avvalorare questa tesi c'è lo scontro riacceso tra la Sec e Clownbase (Coinbase, nda), per la presunta attività di trading di titoli non autorizzati.
E per titoli non autorizzati si intendono proprio altcoins.
Questo è uno dei motivi per cui non ho un outlook di lungo termine favorevole sul comparto altcoins, che però restano un proxy utile a un po' di "sana speculazione" di medio breve termine.
Ma torniamo a Bitcoin, unica criptovaluta che valga la pena mantenere in portafoglio in prospettiva di lunghissimo periodo, e analizziamo l’aspra opposizione dei politici nei confronti di Bitcoin.
Gensler (Chairman della Sec) non lo odia davvero a causa della protezione degli investitori.
I politici che vi si oppongono fermamente in realtà non pensano davvero che Bitcoin abbia un uso per traffici illeciti significativo.
Quelle appena descritte sono tutte motivazioni strumentali.
E allora perché ciclicamente membri oscuri del Congresso USA e del parlamento europeo sbucano ciclicamente dal nulla -- con Bitcoin nei loro pensieri tra tutti i problemi che ci afflifgono -- ripetendo a pappagallo queste noiose obiezioni?
È chiaro che vengono indotti silenziosamente da altri a farlo, incluse le banche centrali che comprendono la vera minaccia: in un sistema che dipende da una spesa pubblica irresponsabile per finanziare deficit e guerre (come ha detto Assange, l'obiettivo non è vincere le guerre ma fare in modo che le guerre non finiscano mai) con la stampa di denaro e di titoli di stato per coprire tale irresponsabilità, non si può permettere che i segnali d’allarme funzionino.
Non devono esserci puri segnali di prezzo.
E soprattutto, un campanello d'allarme non deve fungere anche da zattera di salvataggio facilmente accessibile a tutti, soprattutto al grande pubblico, sotto forma di ETF.
Non deve esserci alcuna via di fuga dal sistema finanziario.
Questa è una motivazione non dichiarata ma fondamentale per comprendere la resistenza di lunga data a Bitcoin e in particolare agli ETF.
È anche il motivo per cui il collegio di tre giudici di una corte d’appello federale americana che nel 2023 ha sostanzialmente costretto la SEC ad approvare i Bitcoin ETF, potrebbe alla fine rivelarsi come il gruppo di persone meno celebrate ma più importanti nella storia dei mercati finanziari statunitensi e globali.
Dopo la sentenza di quella corte, si potevano quasi sentire gli strepitii di politici, burocrati e di alcune figure influenti del settore privato (su tutti il CEO di JP Morgan che non perde occasione per spalare fango su Bitcoin) stracciarsi le vesti maledicendo "quei dannati giudici che non si rendono conto di quello che hanno fatto?"
Le quinte colonne e i "gate keepers" del sistema finanziario hanno capito che le zattere di salvataggio non possono essere consentite.
Ecco Christine Lagarde che improvvisamente parla di Bitcoin e della necessità di una cooperazione globale sulla regolamentazione.
Il punto è proprio questo: se c'è una via di fuga, verrà utilizzata.
Ed è esattamente ciò che sta avvenendo con Bitcoin e con l'oro.
Ed è proprio per questo motivo che il gold standard è stato abolito.
Come scrisse Greenspan in un saggio degli anni '60: "in assenza del gold standard, non c’è modo di proteggere i risparmi dalla confisca attraverso l’inflazione. Non esiste una riserva di valore sicura. Se esistesse, il governo dovrebbe rendere illegale la sua detenzione, come è stato fatto in passato nel caso dell’oro".
La politica finanziaria attuale dunque è concepita in modo che non ci siano concrete possibilità di proteggersi dalla svalutazione. | 3 078 |
| 18 | E dal momento che la Fed sta ora mostrando debolezza, una valuta più debole è solo una questione di tempo.
E questo spiega perché Bitcoin e oro sono ai massimi storici.
Giusto per contestualizzare, il debito pubblico degli Stati Uniti sta aumentando di 1.000 miliardi di dollari ogni 3 mesi (più o meno quella che era la capitalizzazione di mercato di bitcoin solo poche settimane fa); ecco perché i rendimenti dei buoni del Tesoro USA minacciano di schizzare sopra il 4,5%.
E se un simile scenario dovesse davvero materializzarsi, allora purtroppo significa che il quadro macro si sta gradualmente spostando da un “soft landing” benigno (la narrazione che ha caratterizzato gli ultimi 6 mesi) a una maligna stagflazione.
Quindi per sistetizzare: mentre l’economia statunitense nei precedenti trimestri è stata un treno con una crescita superiore al 3% e un’inflazione appena sopra il target del 2%, nel Q1 2024 stiamo assistendo a una crescita ipotetica inferiore al 2% e a un’inflazione che minaccia di tornare nel range 3-4%.
Il che naturalmente significa stagflazione.
Ed è per questo che il petrolio sta sovraperformando il Nasdaq da inizio anno.
E è anche per questo che l'oro, storicamente molto sensibile al rialzo dei rendimenti obbligazionari, in questa fase sta semplicemente ignorando la dinamica in atto e ha nuovamente aggiornato i massimi storici sopra $2300.
Sempre più persone e aziende si stanno rendendo conto che nell’attuale sistema economico le valute fiat sono un vuoto a perdere.
E a tal proposito, non mi stupisce affatto che sempre più società stanno uscendo allo scoperto, annunciando di aver inserito Bitcoin come treasury asset primario.
Ritengo che proprio tale dinamica, insieme ai Bitcoin spot ETF approvati a inizio anno, saranno i drivers principali della prossima bull run.
Sul fronte crypto, Bitcoin oggi sta tentando il recupero dell'area $69K sul massimo storico pro tempore 2021, che dovrà fornire la base di supporto su cui costruire la prossima struttura tecnica di price discovery.
Fino a quando Bitcoin non riuscirà a consolidarsi sopra la suddetta area di prezzo, l'attuale fase di consolidamento andrà avanti.
Consideriamo anche un altro aspetto.
Dopo l'aggiornamento dell'ATH 2024 di Bitcoin, molti piccoli investitori sono stati invogliati a salire a bordo acquistando in prossimità del top locale.
Dunque la qualità degli attuali partecipanti al mercato è deteriorata non poco.
Alla luce di ciò, se in qualsiasi momento dovesse materilizzarsi del FUD, come magari la vendita per la milionesima volta dei BTC di MtGOX o un po' di Tether Fud che non si nega a nessuno, l'impatto sui prezzi può rivelarsi significativo.
Sappiamo bene che una massa di cervi spaventati è capace di tutto.
E magari questi vecchi trucchi potrebbero tornare utili per andare a pesca di liquidità nella parte bassa dell'attuale range di consolidamento nella regione $62K.
Ciò favorirebbe anche il test della media mobile 50 giornaliera, che non nego mi piacerebbe davvero tanto dal punto di vista tecnico, dato che fornirebbe un buon entry point in prospettiva di medio lungo termine.
Sul fronte altcoins nulla di significativo da segnalare, se non le performance astronomiche di alcune meme coin, che sono state una concausa del pullback in corso sul mercato.
Il mondo DeFi continua a riservare truffe e rug pull, come l'ultima "trovata" degli sviluppatori di una meme coin su rete Solana che hanno raccolto 1 milione di dollari durante una campagna online sui social per finanziare il progetto e poi sono spariti dai radar.
Penso che si debba essere dei completi idioti per inviare denaro a personaggi simili, tuttavia considerando che il nome della moneta era CONDOM, la storia è piuttosto divertente.
A questo punto mi aspetto a breve che venga lanciata una nuova raccolta fondi per un'altra meme coin dal nome LUAN, così da chiudere il cerchio. | 2 308 |
| 19 | Analisi dei mercati del 04/04/24
Nelle ultime due settimane bitcoin è stato all'interno di un range di consolidamento HTF molto ampio, ricalcando da vicino la fase di ri-accumulo della tarda primavera e dell'autunno 2020 che ha preceduto il rally del 2021.
L'attuale fase di incertezza sul mercato crypto è alimentata anche dai mercati azionari, che dopo un primo trimentre 2024 caratterizzato da rialzi quasi senza soluzione di continuità, stanno attraversando a loro volta una fase di consolidamento.
Le alts tendono a seguire a distanza e naturalmente soffrono particolarmente i dip di bitcoin, al netto di qualche eccezione positiva.
Capitalizzazione di mercato a quota $2.540 miliardi, indice di BTC dominance 52,5%.
A proposito dei mercati azionari, la situazione merita un approfondimento.
Non fosse altro perché dal lancio dei Bitcoin ETF la correlazione tra gli indici di Wall Street e Bitcoin è tornata ai massimi livelli.
L'indice S&P 500 si sta stabilizzando a quota 5200 punti, dopo un inizio di settimana difficile.
Il problema principale è quello dei rendimenti obbligazionari, che sono tornati a salire improvvisamentre a causa dei recenti dati macro che analizzeremo in seguito, proprio qualdo le banche centrali hanno iniziato a lasciar intendere chiaramente che siamo vicini alla fine del ciclo monetario restrittivo.
A tal proposito, i rendimenti sui buoni del tesoro americani decennali sono saliti sopra il 4,30%, che è un valore decisamente elevato.
Il problema di garantire rendimenti così elevati, è che si dovrà far fronte a interessi "monstre" sul debito pubblico; infatti a oggi il governo federale degli Stati Uniti paga un importo di circa 1.100 miliardi di dollari di interessi sul debito e questa cifra può aumentare di altri 500 miliardi di dollari entro fine anno, a seconda di cosa farà la Fed con i tassi di interesse nel corso del 2024.
Ma torniamo all'analisi dei mercati azionari.
I movimenti di mercato come quelli che stiamo vivendo - un aumento del 25% in 5 mesi - si sono verificati solo dopo eventi estremi, come la ripresa dai minimi dopo una recessione (come nel 1938, 1975, 2009 e 2020) o all'inizio di una fase di bolla.
E dato che gli Stati Uniti non sono in recessione (e anche se lo fossero, difficilmente se ne parlerebbe a pochi mesi dalle elezioni presidenziali), l'unica conclusione ragionevole a cui possiamo giungere è che siamo, in effetti, al principio di una bolla (non che ci sia bisogno di uno sforzo particolre per convincersene, dopo aver visto l’andamento dei titoli tech negli ultimi mesi).
Naturalmente ogni bolla ha il suo tallone d'Achille, che nel caso specifico si può riassumere in una parola: inflazione.
Anche se, devo ammenttere che c’è qualcosa di strano in questo ciclo.
Dopo aver toccato il punto più basso nel giugno 2023, da qualche mese l'indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti è di nuovo in una tendenza al rialzo e molti si aspettano che il CPI salirà a 3,6-4,0% entro giugno che, curiosamente, è il momento in cui si prevede che la Fed inizierà a valutare seriamente il taglio dei tassi di interesse.
E ciò suggerisce che la Fed stia tollerando un’inflazione più elevata e abbia tacitamente accettato un target di inflazione più elevato rispetto allo storico 2%, proprio a causa della necessità di alleviare il peso del debito pubblico record degli Stati Uniti che ha raggiunto la cifra folle di 34.500 miliardi di dollari. | 2 613 |
| 20 | A proposito dei Bitcoin ETF, ieri è stata una buona giornata nonostante il pesante pullback avesse indotto molti a ipotizzare una sessione caratterizzata da deflussi.
Invece la giornata si è chiusa con afflussi netti totali di 200 milioni di dollari. Ciò significa anche che la settimana si conclude con flussi netti totali di +2,56 miliardi di dollari.
Numeri estremamente significativi.
L'andamento erratico degli ultimi giorni dunque è determinato dal fatto che BTC è bloccato nella regione del precedente massimo storico e si sta consolidando in quest'area, dove fisiologicamente si stanno palesando molti venditori. Il che è normale.
E la fase di consolidamento andrà avanti finché tali venditori non esauriranno le munizioni.
Dopo una simile price action parabolica tuttavia, una correzione più profonda non dovrebbe sorprendere nessuno.
Nell’analisi di ieri ho evidenziato i livelli di supporto chiave da monitorare e c’è da scommettere che ci saranno vari tentativi di spingere il prezzo in quella direzione.
D’altronde ho evidenziato in più occasioni l’entità dei capitali a bordo campo in attesa di posizionarsi.
A tal proposito, ieri è uscito un interessante report di Bank of America che si sposa benissimo con ciò che ripetiamo da settimane: gli istituzionali vogliono prezzi più bassi per entrare e BoA ci dice anche in che zona, ossia 50K alto.
E basta osservare i “bombardamenti nucleari” di posizioni short sui futures, per snasare i tentativi in corso. E purtroppo fino a quando sul mercato crypto si potrà utilizzare il naked short selling (vietato sui mercati regolamentati), è una dinamica con cui dovremo convivere.
Ma per raggiungere quel target hanno bisogno che anche gli holders vendano le proprie monete; senza pesanti vendite spot, semplicemente tutti i dip provocati dai derivati verranno assorbiti.
Il mercato sarà così generoso da concedere a queste entità un entry point a $58K?
Vedremo.
Ma la realtà è che manca poco più di un mese all’halving, con gli ETF che incassano 2,5 miliardi di dollari in una settimana.
Questi sono numeri totalmente folli, che nessuno di noi poteva minimamente ipotizzare prima del lancio dei BitcoinETF.
Il trading range che sta caratterizzando l'attuale fase di consolidamento di Bitcoin è composto da un limite inferiore a $65000 e un limite superiore a $73000.
Tuttavia in caso di correzione, l'area di supporto successiva è nell'intervallo $62000 - $58000.
E direi che ha assolutamente senso piazzare ordini limit lì in zona; se raggiunti, offriranno un buon punto di ingresso in prospettiva di medio lungo termine.
Non vi do un prezzo esatto poiché 6000 persone che piazzano un ordine sullo stesso livello finiscono per pestarsi i piedi da sole e abbattono le probabilità di esecuzione dell'ordine stesso.
Avete l'area di interesse, procedete a vostro gusto.
Vi ricordo che nel messaggio fissato in alto potete verificare la composizione del portafoglio di investimento pubblico del canale.
Chiudo con una considerazione: siamo in una fase di mercato che ragionevolmente segnerà l'inizio di un bull market epocale e solo chi ha compreso la realtà dei fatti e crede in Bitcoin verrà premiato.
Non guadagnerete una fortuna senza rischiare e siamo nella fase del ciclo in cui rischiare sigifica avere fiducia nel "pump" a lungo termine.
Che poi è la cosa più difficile da fare.
Molti venderanno troppo presto o, peggio, non parteciperanno affatto.
Ma la realtà è che bitcoin non ha un top in prospettiva di lunghissimo periodo, semplicemente perché le valute fiat non hanno un bottom in termini di svalutazione.
Buon fine settimana a tutti. | 4 437 |
