About Markets
Открыть в Telegram
Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets
БольшеСтрана не указанаКатегория не указана
2 556
Подписчики
+124 часа
+117 дней
+1130 дней
Архив постов
2 556
⚠️ Lumentum vola di circa +15% dopo l’annuncio dell’ingresso nel Nasdaq-100 dal 18 maggio, sostituendo CoStar Group.
Lumentum entra nel Nasdaq-100 dopo essere già entrata nell’S&P 500 a marzo: una doppia conferma del salto dimensionale fatto dal gruppo negli ultimi trimestri.
Il titolo è tra i migliori performer dell’S&P 500 nel 2026: circa +190% da inizio anno, dopo il +339% registrato nel 2025.
La società è uno dei player chiave nell’ottica per data center AI: laser, ricetrasmettitori e interconnessioni ottiche sono sempre più centrali per scalare le reti ad alta capacità.
L’ingresso nel Nasdaq-100 non cambia i fondamentali, ma aumenta visibilità, flussi passivi e riconoscimento istituzionale. Il titolo fa parte delle nostre strategie core da tempo: oggi il mercato sta semplicemente prezzando con più forza una tesi che seguivamo già prima.
2 556
⚠️ Difesa europea sotto pressione sulle speranze di tregua in Ucraina
Le azioni della difesa europea correggono con forza dopo le nuove speculazioni su una possibile maggiore disponibilità della Russia a negoziare, in seguito alla tregua del 9-11 maggio mediata da Trump e ai commenti di Putin durante il Giorno della Vittoria.
Tra i singoli titoli: Rheinmetall -4,1%, Leonardo -4,9%, Hensoldt -3,8%, Renk -3,4%, CSG -3,4%.
Ricordiamo che siamo usciti dal settore già qualche tempo fa.
2 556
Se abbiamo avuto una delle più grandi interruzioni delle forniture petrolifere mai registrate, perché il Brent è rimasto in media intorno ai 100 dollari al barile?
https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_aboutmarkets-activity-7459542872225234946-N46R?utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_source=social_share_send&utm_campaign=copy_link
2 556
Oggi, invece, su Il Giornale, Titta Ferraro analizza le grandi sfide della Fed di Kevin Warsh, tra inflazione, lavoro, crisi energetica e scommessa sull’AI.
Nel pezzo, Alessio Garzone (Gamma Capital Markets) sottolinea il punto politico più delicato: Warsh dovrà dimostrare indipendenza ed evitare di apparire come il “burattino di Trump”.
Il tema centrale è chiaro: tagliare i tassi sarà difficile se petrolio e inflazione restano alti, ma Warsh proverà a ridisegnare la Fed puntando su AI, produttività e riduzione del maxi-bilancio.
2 556
Sul Corriere della Sera, Marco Sabella analizza il paradosso dei mercati: Borse da record nonostante guerra USA-Iran, crisi energetica e rischio recessione.
Nel pezzo, intervistando anche Carlo De Luca (Gamma Capital Markets), emerge il punto chiave: oggi i listini sono sostenuti da utili solidi, liquidità, AI, ETF passivi e FOMO.
Ma il vero rischio resta nei rendimenti: il Treasury USA a 30 anni vicino al 5% può riaprire rapidamente il tema inflazione, debito e correzione dei mercati.
2 556
About Markets Today – before the bell
Dentro i mercati, oltre i titoli
I mercati europei si preparano a un’apertura negativa, con i futures in calo di circa -0,6%, nonostante Wall Street resti vicina ai massimi storici. Il messaggio di questa mattina è meno lineare: gli investitori stanno ancora provando a guardare oltre lo shock petrolifero, ma l’Europa appare più vulnerabile, soprattutto per la maggiore esposizione a energia, crescita debole e rischio geopolitico.
Il quadro pre-market resta diviso. In Asia continua la forza del tema AI, con il Kospi sudcoreano in rialzo di oltre il 5%, mentre negli Stati Uniti S&P 500 e Nasdaq 100 restano vicino ai record di venerdì. L’Europa invece parte più fragile: il rialzo del petrolio pesa di più su consumatori, margini industriali e aspettative d’inflazione.
Il punto centrale resta il greggio. Il Brent sale di circa il 4% verso area 106 dollari al barile, mentre il WTI supera i 100 dollari, dopo che Trump ha respinto la risposta iraniana all’ultima proposta di pace. Anche il dollaro continua a rafforzarsi, confermandosi il principale asset rifugio di questa fase.
La ragione è semplice: la stagione degli utili, finora, resta solida. Negli Stati Uniti, 446 società dell’S&P 500 hanno già riportato i risultati e l’83% ha battuto le attese. Questo sta aiutando Wall Street a separare il rischio geopolitico dal rischio utili.
Questa settimana l’attenzione si sposta su tre fronti:
▪️Trump-Xi: l’incontro a Pechino sarà cruciale per capire se ci sono margini di distensione su energia, tariffe, terre rare e catene di fornitura globali.
▪️Inflazione USA: dopo un mercato del lavoro più forte delle attese, il CPI di martedì diventa il dato chiave per la Fed. Bloomberg Economics si aspetta ancora un aumento mensile caldo, intorno allo 0,6%.
▪️Europa ed ECB: Lagarde ha ribadito che la BCE sta valutando con cautela l’impatto della guerra sull’inflazione. Secondo un sondaggio Bloomberg, il mercato ora si aspetta due rialzi dei tassi quest’anno, proprio a causa delle pressioni generate dal conflitto.
Sul fronte settoriale, Citi segnala che il quadro per l’azionario europeo continentale sta diventando più interessante guardando a valutazioni, revisioni degli utili e posizionamento. Fuori dall’energia, i settori che appaiono meglio impostati sono software, retail e real estate. Ma nel breve l’Europa deve fare i conti con un problema molto concreto: se il petrolio resta sopra quota 100 dollari, la narrativa su margini e consumi diventa più difficile da difendere.
Nel frattempo, resta centrale anche il tema AI. L’evento SAP Sapphire di mercoledì sarà seguito con più attenzione del solito, perché il mercato continua a cercare conferme su quali aziende software riescano davvero a monetizzare l’intelligenza artificiale e quali invece rischino di subirla.
~About Markets
2 556
⚠️ Trump raffredda le speranze di accordo con l’Iran.
Il presidente USA ha risposto alla replica iraniana sulla proposta di pace americana in 14 punti: “L’ho appena letta. Non mi piace”.
Il messaggio aumenta il rischio che la finestra diplomatica si stia restringendo, soprattutto dopo giorni di tensioni sullo Stretto di Hormuz e sul dossier nucleare.
I futures USA aprono tra meno di 2 ore: possibile reazione immediata su equity, petrolio, oro e Treasury, con il mercato che torna a prezzare rischio geopolitico.
2 556
⚠️ L’Iran apre a un compromesso parziale sul nucleare, ma non cede sugli impianti.
Teheran si è offerta di diluire parte dell’uranio altamente arricchito e trasferire il resto a un Paese terzo, in risposta all’ultima proposta USA per fermare la guerra.
Il punto chiave è che l’Iran ha però escluso lo smantellamento delle proprie infrastrutture nucleari e chiede garanzie sulla restituzione dell’uranio se i negoziati dovessero fallire.
Sul tavolo restano anche la riapertura graduale dello Stretto di Hormuz e la fine del blocco USA ai porti iraniani, ma le parti restano distanti. Intanto continuano incidenti marittimi, droni intercettati nel Golfo e minacce iraniane contro navi occidentali presenti nell’area.
primo segnale negoziale concreto, ma non ancora una svolta. Il mercato può leggere positivamente l’apertura sull’uranio, ma finché Hormuz resta instabile e il dossier nucleare rimane irrisolto, il premio geopolitico su petrolio, gas e inflazione resta vivo.
2 556
Continua il ping pong tra USA e Iran
Secondo Bloomberg, l'Iran ha presentato la sua risposta all'ultima proposta statunitense per porre fine a 10 settimane di guerra, secondo quanto riportato domenica dall'agenzia di stampa statale islamica IRNA, senza fornire ulteriori dettagli.
Teheran non ha ancora dato alcuna indicazione pubblica di voler accettare il piano del presidente Donald Trump, che prevede che l'Iran consenta il passaggio attraverso il canale e che Washington ponga fine al blocco dei porti iraniani entro il prossimo mese.
Buona domenica
2 556
⚠️ BREAKING NEWS
Secondo il WSJ, Apple e Intel avrebbero raggiunto un accordo preliminare per far produrre a Intel alcuni chip destinati ai dispositivi Apple.
Intel vola di un altro +14% in seduta e tocca nuovi massimi storici, portando il rialzo da inizio anno a oltre +230%.
La notizia, se confermata, sarebbe enorme: non solo per Intel, ma anche per l’intera narrativa sul reshoring dei semiconduttori negli Stati Uniti.
Il mercato sta prezzando Intel non più solo come turnaround industriale, ma come potenziale asset strategico nella catena di fornitura americana dei chip.
Il titolo fa parte delle nostre strategie core.
2 556
L’S&P 500 vola, ma il mercato è appeso a soli 5 titoli
Nuovi massimi, l’S&P 500 è salito tanto, ma non è salito “bene”.
Da inizio aprile l’indice americano ha guadagnato oltre il 12%, quindi a prima vista sembra un mercato forte, solido, con investitori tornati a comprare rischio. Ma se guardiamo meglio, scopriamo che metà di quel rialzo è arrivata da appena cinque titoli: Alphabet, Nvidia, Amazon, Broadcom e Apple.
In pratica, su circa 12 punti percentuali di crescita dell’S&P 500, questi cinque nomi ne hanno generati circa 6. Il resto dell’indice, cioè centinaia di società, ha contribuito molto meno. Questo è il punto centrale: il rally esiste, ma è estremamente concentrato.
Alphabet ha guidato il gruppo, aggiungendo circa 2 punti percentuali alla crescita dell'indice, con un guadagno del +38%.
A seguire Nvidia con circa 1,5 punti e un rendimento del +21%, Amazon con circa 1 punto e un guadagno del +30%, e Broadcom con circa 0,8 punti e un'impennata del +33%.
Apple ha contribuito con circa 0,7 punti, salendo del +13% nello stesso periodo.
Non significa per forza che il mercato sia in bolla o che questi titoli siano “sbagliati”. Anzi, molte di queste aziende hanno utili più visibili, bilanci più solidi, esposizione all’intelligenza artificiale e una capacità di difendere i margini superiore alla media. In un contesto di guerra, energia alta, inflazione più difficile da domare e incertezza macro, è normale che gli investitori cerchino rifugio nei nomi più liquidi e più forti.
Il problema è la dipendenza. Se l’S&P 500 sale quasi solo grazie alle mega-cap tecnologiche, allora tutto l’indice diventa molto più sensibile alla narrativa su AI, semiconduttori, cloud e Big Tech. Basta una guidance deludente, una trimestrale meno brillante o un cambio di sentiment sull’intelligenza artificiale per creare pressione non solo su quei titoli, ma sull’intero mercato.
Lo si vede anche dal confronto con l’S&P 500 equal weight, cioè l’indice che dà lo stesso peso a tutte le società. Questo indice è salito molto meno, segnalando che il titolo medio americano non sta partecipando allo stesso rally. Il mercato non sta comprando tutto: sta comprando soprattutto qualità, crescita visibile e AI.
Quindi il messaggio non è “crollo imminente”. È più sottile: il mercato può continuare a salire, ma il rialzo è fragile perché dipende da pochissimi motori.
Finché Big Tech continua a consegnare utili solidi, l’S&P 500 può restare forte. Ma sotto la superficie il mercato è meno sano di quanto sembri. Non è un rally corale. È un rally guidato da cinque giganti.
E quando cinque titoli fanno metà del lavoro, il vero rischio non è solo la valutazione. È la concentrazione.
2 556
I future azionari statunitensi hanno accelerato nel pre-market dopo un rapporto sul lavoro migliore delle attese.
Ad aprile l’economia USA ha creato 115.000 nuovi posti di lavoro, quasi il doppio rispetto ai 65.000 attesi dal consenso. Il dato resta in rallentamento rispetto a marzo, ma è comunque sufficiente per ridurre i timori di un deterioramento rapido del mercato del lavoro, soprattutto in un contesto già complicato dallo shock energetico legato alla guerra con l’Iran.
Il dettaglio più importante è che il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,3%, mentre la crescita dei salari si è moderata. Tradotto: il mercato del lavoro tiene, ma senza mandare un segnale eccessivamente inflazionistico.
La reazione dei mercati è stata positiva: i future sull’S&P 500 sono saliti fino a circa +0,7%, mentre quelli sul Nasdaq 100 hanno guadagnato circa l’1%. Anche i Treasury hanno ridotto parte dei guadagni iniziali, perché un dato occupazionale più forte rende meno immediata l’idea di una Fed pronta ad allentare la politica monetaria.
La lettura è abbastanza chiara: per il mercato questo è un dato perfetto. Abbastanza forte da confermare che l’economia USA non sta cedendo, ma non così caldo da riaccendere subito le paure sui salari e sull’inflazione. In una fase dominata da petrolio, geopolitica e Fed, è esattamente il tipo di numero che aiuta il sentiment di breve periodo.
2 556
⚠️ USA: NFP sopra le attese, ma salari più freddi.
Ad aprile i Nonfarm Payrolls salgono di 115.000 unità, sopra la stima di 65.000.
Anche il settore privato sorprende positivamente: +123.000 posti contro +75.000 attesi.
Il tasso di disoccupazione resta fermo al 4,3%, mentre i salari orari rallentano: +0,2% m/m contro +0,3% atteso e +3,6% a/a contro +3,8% stimato.
Dato migliore del previsto sul lavoro, ma non così “caldo” sui salari: per la Fed è un report meno recessivo, ma non necessariamente hawkish.
2 556
Anteprima NFP USA: oggi alle 14:30 il mercato guarda al lavoro
Oggi alle 14:30 esce il dato sul mercato del lavoro americano di aprile. Il numero principale da guardare è il dato NFP, cioè quanti nuovi posti di lavoro sono stati creati negli Stati Uniti fuori dal settore agricolo.
Il consenso si aspetta un forte rallentamento: 65 mila nuovi posti di lavoro, contro i 178 mila di marzo. Tradotto semplice: il mercato si aspetta già un’economia che sta assumendo molto meno rispetto al mese precedente.
Il punto, però, non è solo il numero dei posti di lavoro.
Ci sono tre dati da guardare insieme:
1) Nuovi occupati
Se il dato esce molto sotto 65 mila, il mercato potrebbe leggerlo come segnale di economia più debole. Ma attenzione: una parte del rallentamento potrebbe essere “rumore” tecnico, perché marzo era stato gonfiato da fattori temporanei, scioperi, meteo e revisioni statistiche.
2) Tasso di disoccupazione
Il consenso si aspetta 4,3%, invariato. Questo è importante perché la Fed può permettersi di tenere i tassi alti più a lungo finché il mercato del lavoro non peggiora davvero. Se la disoccupazione salisse più del previsto, tornerebbe il tema dei tagli. Se invece restasse stabile o scendesse, la Fed avrebbe meno fretta di muoversi.
3) Salari
Qui sta forse il dato più delicato. I salari orari medi sono attesi a +0,3% mensile e +3,8% annuo, in accelerazione dal 3,5%. Perché conta? Perché salari ancora forti significano pressione sull’inflazione. E in un momento in cui il petrolio e il Medio Oriente stanno già alimentando il rischio inflazionistico, la Fed non vuole vedere un mercato del lavoro troppo caldo.
Un dato leggermente debole potrebbe anche piacere al mercato, perché riaprirebbe un po’ la porta a una Fed meno rigida. Un dato troppo forte, invece, rischierebbe di rafforzare la narrativa “higher for longer”, cioè tassi alti più a lungo. Il vero scenario scomodo sarebbe crescita ancora resiliente, salari caldi e inflazione energetica in risalita: esattamente il mix che il mercato teme di più.
2 556
⚠️ BREAKING — Europa in rosso dopo nuovi scontri USA-Iran vicino allo Stretto di Hormuz
• Lo Stoxx Europe 600 perde circa lo 0,8% nelle prime battute, con tutti i settori in calo. A pesare è il ritorno della tensione in Medio Oriente dopo nuovi attacchi USA contro siti missilistici, droni e asset militari iraniani.
• I settori più colpiti sono travel e assicurativi. IAG, proprietaria di British Airways, scende fino a quasi -6% dopo aver avvertito che l’aumento dei costi del carburante legato alla guerra ridurrà i profitti.
• L’Europa continua a sottoperformare Stati Uniti ed emergenti dall’inizio del conflitto, perché è l’area più esposta al rischio di energia più cara, margini sotto pressione e crescita più debole.
2 556
Volevamo mostrarvi questo grafico perché racconta bene quello che ci stiamo dicendo ultimamente: l’intelligenza artificiale non è solo semiconduttori, non è solo GPU e non è solo NVIDIA.
Dal massimo del 27 aprile, NVIDIA è scesa di circa il 4%, mentre il Philadelphia Semiconductor Index è salito di circa l’1%. Questo rende NVIDIA uno dei peggiori performer tra i 30 componenti dell’indice. Non perché il gruppo sia improvvisamente diventato debole: NVIDIA resta dominante, con circa l’86% del mercato degli acceleratori AI.
Il punto è un altro. Il mercato sta iniziando a guardare oltre. Anthropic, per esempio, si è impegnata su larga scala con i chip AI di Google, mentre Amazon spinge su Trainium e Meta continua a sviluppare chip interni. I grandi hyperscaler non vogliono dipendere per sempre da un solo fornitore.
La rivoluzione AI sta entrando in una fase molto più infrastrutturale: data center, energia, fibra ottica, cavi, networking, raffreddamento, server e tutta la catena fisica che permette ai modelli di funzionare.
NVIDIA resta centrale. Ma la storia dell’AI non può più essere ridotta a un solo titolo: il valore potrebbe distribuirsi sempre di più lungo tutta la filiera dell’infrastruttura digitale.
2 556
ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
8 maggio 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 −0,38% (7.337), Nasdaq 100 −0,12% (28.564), Dow Jones −0,63% (49.602), Russell 2000 −1,63% (2.840)
Europa: EuroStoxx 50 −0,99% (5.967), DAX −0,99%, CAC −1,17%, FTSEMIB −0,82%
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Technology +0,08%, Communication Services +0,08%, Consumer Staples −0,14%
Bottom 3: Materials −1,83%, Energy −1,78%, Industrials −1,62%
–– Takeaway veloci ––
• Wall Street chiude in calo dopo una seduta dominata ancora da Hormuz: prima ottimismo su un possibile accordo USA-Iran, poi nuovo pessimismo su esplosioni in Iran e notizie contrastanti sul “Project Freedom”.
• Il petrolio resta il vero termometro del mercato: WTI sotto 90 dollari intraday, poi rimbalzo verso 95. Finché non arriva una risposta chiara da Teheran, ogni headline muove tutto.
• Treasury deboli: rendimenti in rialzo su tutta la curva, con il 10 anni al 4,39% e il 30 anni vicino al 5%. Il mercato continua a leggere Hormuz come rischio inflazione.
• Dollaro più forte e oro in rialzo: classica combinazione da incertezza geopolitica. Yen debole per effetto dei rendimenti USA più alti.
• Software in controtendenza: Datadog e Fortinet riaccendono interesse sul settore, dopo mesi in cui il mercato aveva trattato il SaaS quasi come un business “morto”.
–– Macroeconomic Data ––
• Jobless claims USA: 200 mila, in linea con le attese e ancora coerenti con un mercato del lavoro resiliente.
• Oggi focus su NFP USA
–– Specifiche azioni ––
• Datadog: titolo in forte rialzo dopo risultati solidi e guidance FY sopra le attese. Effetto positivo su tutto il software.
• Fortinet: batte le stime e alza l’outlook, sostenuta da domanda cybersecurity ancora forte.
• Arm: numeri sopra le attese, ma titolo debole per dubbi su smartphone e supply AI chip.
• McDonald’s: EPS e ricavi sopra consensus, ma vendite comparabili sotto attese.
• Whirlpool: perdita inattesa, ricavi sotto stime e guidance tagliata.
• OpenAI/Broadcom: accordo chip AI frenato da un problema di finanziamento da 18 miliardi di dollari.
–– Focus del giorno ––
Software: il settore più odiato inizia a dare segnali di vita
Negli ultimi mesi il mercato ha raccontato una storia molto semplice: semiconduttori su, software giù. Tutto quello che era collegato a chip, GPU, data center e infrastruttura AI veniva comprato. Tutto quello che era SaaS veniva trattato con sospetto.
Il motivo era chiaro: paura che l’intelligenza artificiale potesse ridurre il valore del software tradizionale, comprimere i prezzi e spostare il potere verso i grandi modelli. Tradotto semplice: se l’AI fa sempre più cose, a cosa servono ancora tanti software verticali?
La seduta di ieri però ha mostrato qualcosa di diverso. Datadog ha alzato in modo netto la guidance. Fortinet ha battuto le attese. E il settore software ha iniziato a rimbalzare proprio mentre il resto del mercato era sotto pressione.
Non è ancora una nuova storia strutturale. È presto per dirlo. Però il punto interessante è un altro: il posizionamento sul software è diventato estremamente scarico. Molti investitori sono usciti, gli hedge fund hanno aumentato gli short e il rapporto tra software e semiconduttori è sceso su livelli molto compressi.
Quando un settore è così odiato, non serve una notizia perfetta per farlo salire. A volte basta una notizia “meno brutta del previsto”. E ieri è successo proprio questo: il mercato ha capito che il software non è morto, semplicemente era stato prezzato come se lo fosse.
La lezione è semplice: l’AI non cancella tutto. Cambia le gerarchie. Alcuni software saranno distrutti, altri diventeranno più importanti, soprattutto se integrano AI, cybersecurity, dati e automazione nei processi aziendali.
Per mesi il mercato ha comprato solo la pala e il piccone dell’AI, cioè chip e infrastruttura.
Ora forse inizia a chiedersi chi userà davvero quella potenza di calcolo per generare ricavi, margini e produttività.
~About Markets
2 556
⚠️ Breaking News
Il petrolio USA ha cancellato tutte le perdite ed è tornato positivo dopo che il WSJ ha riportato che l’Iran non permetterebbe agli Stati Uniti di riaprire lo Stretto di Hormuz sulla base di un piano definito “irrealistico”.
La notizia riporta pressione sulla parte geopolitica del prezzo del petrolio: il mercato stava prezzando de-escalation, ma il dossier Hormuz resta tutt’altro che risolto.
Secondo il WSJ, un alto funzionario iraniano avrebbe chiesto “benefici tangibili” e compensazioni per i danni subiti, non semplici gesti simbolici.
Il movimento conferma quanto fragile fosse il crollo precedente del greggio: basta una smentita politica sullo Stretto per far tornare immediatamente il premio per il rischio.
2 556
IL RITORNO DEI SOFTWARE
Nell’S&P 500, il gruppo Software & Services è stato il migliore della giornata, con un rialzo di circa +3,8% contro un indice sostanzialmente piatto/leggermente positivo. Anche l’ETF iShares Expanded Tech-Software Sector ha guadagnato circa +3,5%.
Il driver principale sono stati gli utili: Datadog è esplosa di oltre il 30% dopo aver alzato la guidance annuale, Fortinet è salita di oltre il 20% grazie a risultati solidi e domanda cybersecurity ancora forte, mentre PTC ha battuto le attese e rivisto al rialzo le stime per il 2026.
Il punto interessante è che questi numeri arrivano proprio mentre il mercato continua a chiedersi se l’AI possa distruggere il valore del software tradizionale. Per ora, almeno nei segmenti dove il prodotto resta mission-critical — cloud, sicurezza, automazione, osservabilità — la domanda non sembra affatto crollare, così come abbiamo anticipato da Febbraio 2026, inserendo i titoli all'interno delle nostre strategie.
