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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets

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Quando lo spread fa il lavoro della BCE – Parte 2 La parte che secondo noi diventa davvero interessante è distinguere tra con
Quando lo spread fa il lavoro della BCE – Parte 2 La parte che secondo noi diventa davvero interessante è distinguere tra contagio e rischio fiscale. • Immaginiamo che la Francia continui ad avere problemi e che, a un certo punto, inizino a essere venduti anche BTP, Bonos spagnoli o governativi portoghesi. La prima domanda da farsi sarebbe: quei titoli stanno scendendo perché qualcosa è cambiato nei loro fondamentali oppure perché il mercato sta semplicemente riducendo il rischio Europa? La risposta cambia parecchio. Se si tratta di contagio, la BCE avrebbe molto più spazio per cercare di fermare il movimento. Se invece il mercato sta chiedendo un premio più alto perché dubita della sostenibilità fiscale di quel Paese, intervenire diventa molto più complicato. • Questa distinzione sarà importante anche per l’Italia. Un BTP che soffre perché viene trascinato dalla Francia racconta una storia. Un BTP che soffre perché il mercato cambia opinione sulla traiettoria del debito italiano ne racconta un’altra. Per questo guardare semplicemente il livello dello spread potrebbe diventare insufficiente. Bisognerà capire cosa sta guidando il movimento. • E qui arriviamo al vero limite delle banche centrali. La BCE può rallentare un movimento disordinato, comprare tempo e impedire che un problema locale diventi sistemico. Una traiettoria fiscale poco credibile, invece, resta principalmente un problema politico. Questo secondo noi è il vero cambio di regime. Per molti anni abbiamo vissuto con l’idea che, prima o poi, la BCE avrebbe sempre trovato un modo per comprimere gli spread. Con inflazione più alta, rendimenti più elevati e debiti pubblici molto più grandi, quella protezione diventa inevitabilmente più condizionata. Potremmo quindi entrare in una fase in cui parlare genericamente di “bond europei” avrà sempre meno senso. Dopo anni in cui la politica monetaria ha appiattito quasi tutto, il mercato potrebbe tornare a mettere un prezzo alla qualità della politica fiscale. E a quel punto lo spread smette di essere soltanto un numero che sale quando c’è paura. Torna a essere un giudizio.
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Quando lo spread fa il lavoro della BCE – Parte 1 Ci siamo abituati a leggere la politica monetaria quasi esclusivamente attr
Quando lo spread fa il lavoro della BCE – Parte 1 Ci siamo abituati a leggere la politica monetaria quasi esclusivamente attraverso il livello dei tassi. In questa fase però una parte della stretta sta arrivando direttamente dal mercato. • Da luglio le condizioni finanziarie nell’Eurozona si sono irrigidite parecchio. Rendimenti più alti, spread più larghi e costo del capitale più elevato iniziano ad avere lo stesso effetto di una BCE più restrittiva. In pratica il mercato sta facendo una parte del lavoro di Francoforte. Più il mercato stringe da solo, meno la BCE ha bisogno di farlo attraverso i tassi. Possiamo quindi ritrovarci con bond più nervosi e, contemporaneamente, una banca centrale più prudente. • Per questo nei prossimi mesi potremmo iniziare a considerare lo spread quasi come una sorta di “tasso BCE ombra”. Il tasso ufficiale è uguale per tutti, ma se Francia, Italia e Germania iniziano a finanziarsi a condizioni molto diverse, anche l’effetto della politica monetaria diventa diverso da Paese a Paese. Ed è proprio qui che la frammentazione torna a essere importante. • C’è poi un secondo aspetto. Prima di arrivare a strumenti straordinari, la BCE potrebbe semplicemente rallentare la riduzione del proprio bilancio. Una parte dei titoli in scadenza potrebbe tornare a essere reinvestita. Gli importi, presi singolarmente, potrebbero anche sembrare piccoli. Il segnale al mercato sarebbe molto più importante. La BCE potrebbe continuare a mantenere una politica restrittiva sull’inflazione, evitando allo stesso tempo che il QT aggiunga ulteriore pressione sui governativi. Per questo il prossimo vero cambiamento della BCE potrebbe arrivare prima dal bilancio che dai tassi.
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Euro ancora sotto pressione EUR/USD è sceso in area 1,12 e, per ora, il movimento sembra avere soprattutto un epicentro: la F
Euro ancora sotto pressione EUR/USD è sceso in area 1,12 e, per ora, il movimento sembra avere soprattutto un epicentro: la Francia. • Il cambio è stato respinto quasi perfettamente dalla trendline ribassista di lunghissimo periodo. Da lì è partita una correzione molto rapida e oggi l’euro tratta sotto le principali medie mobili. Anche l’annuncio delle elezioni anticipate in Spagna ha avuto un impatto limitato sul cambio: il mercato sembra concentrarsi soprattutto sul rischio fiscale francese. • Qui si sta creando un meccanismo delicato. Gli investitori stranieri detengono oltre metà del debito pubblico francese e una parte importante dell’esposizione potrebbe essere non coperta dal rischio cambio. Se le tensioni sugli OAT indeboliscono ulteriormente l’euro, le perdite valutarie rendono i bond francesi meno interessanti per questi investitori; una domanda più debole può quindi spingere ancora più in alto i rendimenti francesi. In pratica, Francia → euro più debole → minore attrattività degli OAT → nuova pressione sulla Francia. • Dal punto di vista tecnico, è possibile che ci sia ancora spazio per un’ulteriore fase di debolezza prima che il cambio trovi una zona in cui provare a stabilizzarsi. Però è ancora presto per dirlo. E, almeno per ora, non vediamo una vera generalizzazione dello stress: mentre gli OAT restano sotto pressione e lo spread Francia-Germania torna ad allargarsi, i rendimenti italiani e spagnoli stanno mostrando maggiore tenuta. Per noi sarà importante seguire insieme EUR/USD e mercato obbligazionario francese: se iniziano ad alimentarsi reciprocamente, il problema smette rapidamente di essere soltanto valutario.
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⚠️ BREAKING | Schneider Electric crolla fino al -10% dopo l’accordo da $22,6 miliardi per acquisire PTC. Il mercato teme sopr
⚠️ BREAKING | Schneider Electric crolla fino al -10% dopo l’accordo da $22,6 miliardi per acquisire PTC. Il mercato teme soprattutto leva eccessiva: circa il 75% dell’operazione sarà finanziato a debito, con €16–17 miliardi di nuova emissione, mentre PTC vola +36% nel pre-market.
6936010Войдите, чтобы посмотреть аналитику
⚠️ BREAKING | Il premier spagnolo Pedro Sánchez convoca elezioni anticipate per il 29 novembre dopo la bocciatura in Parlamento del piano d’emergenza sulla casa. La decisione arriva dopo settimane di proteste nazionali contro l’aumento dei costi abitativi.
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⚠️ BREAKING | Tornano i timori di contagio sul mercato obbligazionario europeo: il sell-off partito dalla Francia si è esteso
⚠️ BREAKING | Tornano i timori di contagio sul mercato obbligazionario europeo: il sell-off partito dalla Francia si è esteso a Italia, Belgio e Grecia, mentre il Bund tedesco ha beneficiato dei flussi rifugio. Se la frammentazione dovesse aumentare, la BCE potrebbe diventare più prudente sui rialzi dei tassi o valutare una pausa nel quantitative tightening.
8203013Войдите, чтобы посмотреть аналитику
📌 Siamo stati citati anche su Milano Finanza in un approfondimento sul ritorno d’interesse verso la “old economy”. Il tema è quello che seguiamo da tempo: l’AI non significa solo chip, ma anche reti elettriche, cavi, trasformatori, utility e infrastrutture. Qui l’articolo completo https://www.milanofinanza.it/news/affari-da-old-economy-da-enel-a-leonardo-e-prysmian-ecco-quali-azioni-dell-economia-reale-hanno-maggiori-202610022111122690
853008Войдите, чтобы посмотреть аналитику
📌 Siamo stati citati da Borsa Italiana in un approfondimento dedicato alle tensioni sui titoli di Stato europei. Il tema è importante perché la Francia sta ormai pagando rendimenti superiori a diversi Paesi storicamente considerati “periferici” e la pressione sta iniziando a propagarsi anche a Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Belgio. Quando il mercato torna a differenziare in modo così netto il rischio fiscale tra i Paesi dell’Eurozona, torna inevitabilmente una parola che per anni era quasi scomparsa: frammentazione. Nell’articolo abbiamo sottolineato proprio questo rischio: il problema francese potrebbe smettere rapidamente di essere soltanto francese. 🔗 https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/teleborsa/finanza/titoli-di-stato-parigi-resta-l-anello-debole-e-il-mercato-riscopre-la-frammentazione-105_2026-10-02_TLB.html
803208Войдите, чтобы посмотреть аналитику
ABOUT MARKETS | Il lavoro rallenta. Ma attenzione a leggere bene il 4,2% di disoccupazione. Il dato di settembre ha fatto tanto rumore. Negli Stati Uniti sono stati creati appena 29.000 posti di lavoro, contro circa 90.000 attesi. In più, agosto è stato rivisto da 162.000 a 133.000 e luglio da +20.000 a -10.000. A prima vista sembra un report molto brutto. In parte lo è. Ma secondo noi il punto vero è capire come sta rallentando il mercato del lavoro americano, perché da questo dipendono anche Fed e mercati. 1. Il mercato del lavoro era già più debole di quanto sembrasse Se prendiamo luglio, agosto e settembre insieme, arriviamo a una media di circa 51.000 nuovi posti al mese. Quindi non siamo passati improvvisamente da un mercato fortissimo ad agosto a uno debolissimo a settembre. La realtà è più semplice: stava già rallentando da tempo, solo che le revisioni ce lo stanno mostrando con ritardo. Il +29.000 non ci dice che l'economia americana è improvvisamente crollata. Ci dice che il motore occupazionale gira ormai molto più piano. 2. Disoccupazione al 4,2%: qui bisogna capire bene cosa sta succedendo Quando leggiamo “disoccupazione in aumento”, pensiamo subito a più licenziamenti. Ma non è necessariamente così. Il tasso è salito dal 4,1% al 4,2%, mentre la partecipazione alla forza lavoro è salita dal 61,6% al 61,8% e l'occupazione rilevata dall'indagine sulle famiglie è aumentata di oltre 400.000 persone. In pratica, più persone sono tornate a cercare lavoro. E chi cerca un lavoro senza averlo ancora trovato viene conteggiato tra i disoccupati. Quindi quel 4,2% non significa che centinaia di migliaia di americani abbiano improvvisamente perso il posto. La nostra lettura resta quella di un mercato low hire, low fire: si assume poco, si licenzia poco. È diventato più difficile trovare lavoro, mentre per chi lo ha già continua a essere relativamente difficile perderlo. Un mercato debole, sì. Ma soprattutto lento. 3. Il dato che ci piace meno sono i salari La crescita salariale è scesa a +0,1% mensile e +3,0% annuo. Per la Fed è una buona notizia: meno pressione salariale significa meno rischio inflazionistico. Per le famiglie, però, il discorso cambia. Se i salari rallentano mentre energia e prezzi restano elevati, il potere d'acquisto si comprime. E secondo noi questo è il rischio vero dei prossimi mesi: famiglie che continuano a lavorare, ma vedono il proprio reddito reale crescere sempre meno. 4. La reazione dei mercati, per ora, ha senso Dopo il dato abbiamo visto Treasury comprati, rendimenti in calo, dollaro più debole, oro in rialzo e futures azionari più forti. Il 10 anni è sceso di circa 8 punti base e il 2 anni di circa 9. Il messaggio è abbastanza chiaro: un mercato del lavoro più debole riduce l'urgenza della Fed di alzare ancora i tassi. Ed è molto diverso dal prezzare una recessione. Se il mercato stesse leggendo questi numeri come l'inizio di un vero crollo economico, probabilmente vedremmo molta più avversione al rischio. Per ora sembra soprattutto un repricing dei tassi, non una fuga dal rischio. 5. Adesso arriva il dato che conta davvero: il CPI Il report sul lavoro ha dato alla Fed tempo, non una soluzione. Il lavoro rallenta, i salari rallentano e quindi la banca centrale può permettersi di aspettare. Ma il problema principale resta l'inflazione. Se il prossimo CPI mostrerà un raffreddamento convincente, il quadro potrebbe diventare molto favorevole: crescita più lenta senza rottura, mercato del lavoro più morbido, rendimenti meno aggressivi e Fed meno urgente. Se invece l'inflazione resterà ostinata, soprattutto con l'energia ancora elevata, questa reazione positiva potrebbe durare poco. La nostra lettura oggi è quindi che il lavoro americano sta chiaramente rallentando, ma non sta collassando. La disoccupazione è salita anche perché più persone stanno cercando lavoro. La Fed può aspettare. Adesso, però, deve parlare il CPI.
9433015Войдите, чтобы посмотреть аналитику
⚠️ BREAKING | Seagate ($STX) -15% e Western Digital ($WDC) -10% dopo indiscrezioni secondo cui Toshiba investirà circa 60 miliardi di yen per raddoppiare la capacità produttiva di hard disk. Il mercato teme nuova offerta nel settore storage, anche se Bloomberg Intelligence legge il piano soprattutto come conferma della forte domanda legata ad AI e data center.
813402Войдите, чтобы посмотреть аналитику
⚠️ BREAKING | Payroll USA molto più deboli delle attese: +29k a settembre contro +90k stimati, con disoccupazione al 4,2% e s
⚠️ BREAKING | Payroll USA molto più deboli delle attese: +29k a settembre contro +90k stimati, con disoccupazione al 4,2% e salari mensili a +0,1% contro +0,3% atteso. I mercati la prendono bene: Nasdaq +0,9%, S&P 500 +0,7% e rendimenti Treasury in calo. La lettura immediata è semplice: un mercato del lavoro più debole aumenta lo spazio per una Fed più accomodante. Attendiamo ora i dati ufficiali completi e soprattutto lo spaccato del report per capire qualità dell’occupazione, revisioni e salari prima di approfondire.
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Chip Nvidia in Cina: cresce il mercato nero nonostante i controlli USA • Un’indagine ricostruisce una rete internazionale att
Chip Nvidia in Cina: cresce il mercato nero nonostante i controlli USA • Un’indagine ricostruisce una rete internazionale attraverso cui chip Nvidia soggetti alle restrizioni americane continuerebbero ad arrivare in Cina, spesso passando da Sud-est asiatico, Giappone e altri hub. Le autorità USA ritengono che il fenomeno sia molto più ampio di singoli episodi isolati e stanno portando avanti nuove indagini e incriminazioni. • Secondo SemiAnalysis, centinaia di migliaia di acceleratori AI potrebbero essere sfuggiti ai controlli, per un valore di miliardi di dollari. Funzionari americani sospettano che parte di questa capacità sia arrivata anche a gruppi cinesi come DeepSeek e altri grandi operatori tecnologici, contribuendo a ridurre il gap computazionale con i laboratori AI statunitensi. • Il problema nasce anche dalla complessità della distribuzione Nvidia: i chip vengono normalmente integrati nei server da partner come Dell e Super Micro e poi distribuiti attraverso intermediari. In alcuni casi l’hardware sarebbe stato ordinato per data center in Thailandia, Taiwan o Singapore e successivamente reindirizzato verso la Cina. • Nvidia non è accusata di aver violato intenzionalmente le restrizioni e sostiene che il fenomeno sia marginale: secondo la società, meno dello 0,5% dei suoi prodotti sarebbe stato deviato. Le autorità e alcuni ex funzionari USA contestano però la qualità dei controlli sugli utenti finali e segnalano casi in cui gli acquirenti non disponevano nemmeno dello spazio o della capacità energetica necessari per utilizzare i server ordinati. • La questione sta diventando anche politica: a Washington cresce il sostegno bipartisan per controlli più severi e maggiore tracciabilità dell’hardware, mentre l’amministrazione Trump ha contemporaneamente allentato alcune restrizioni sulla vendita di chip Nvidia meno avanzati alla Cina. Il nodo resta strategico: Huawei sta aumentando la produzione, ma secondo le stime citate non sarebbe ancora in grado di soddisfare completamente la domanda cinese di capacità AI. Foto: Bloomberg
733109Войдите, чтобы посмотреть аналитику
Broadcom prepara 60 miliardi di dollari per finanziare i chip AI • Broadcom e un consorzio di Wall Street stanno iniziando a raccogliere 60 miliardi di dollari di finanziamenti destinati all’acquisto e al leasing di chip e infrastrutture AI, con Anthropic tra i principali beneficiari. L’operazione permetterebbe alle società AI di aumentare rapidamente la capacità di calcolo senza finanziare direttamente tutto l’hardware. • La struttura prevede 42 miliardi di dollari di debito senior garantito e altri 18 miliardi di debito junior guidati da Blackstone. Quest’ultima dovrebbe impegnare direttamente circa 9 miliardi attraverso diversi fondi e sindacare sul mercato la parte restante. • Per Broadcom è un passaggio strategico importante: oltre a vendere acceleratori e infrastrutture di networking, il gruppo contribuisce a creare il finanziamento necessario affinché i clienti possano acquistare capacità AI. È un modello che avvicina ulteriormente Broadcom ad Anthropic e aumenta la competizione con Nvidia. • L’operazione mostra anche quanto il boom dell’AI stia diventando dipendente dal credito: dopo centinaia di miliardi raccolti per costruire data center, ora crescono rapidamente anche i finanziamenti specifici per chip, server e capacità computazionale. • Il test per il mercato sarà quindi la disponibilità degli investitori ad assorbire altri 60 miliardi di debito AI. Ad agosto Nvidia aveva già annunciato, insieme a grandi gruppi finanziari tra cui Blackstone, un’iniziativa per mobilitare oltre 500 miliardi di dollari destinati all’ecosistema AI.
692205Войдите, чтобы посмотреть аналитику
🔴 Alessio Garzone è LIVE ora su Mercati e strategie: come affrontare il quarto trimestre 2026 Insieme a Daniela La Cava parleremo di: • rendimenti e mercato obbligazionario • Europa e rischio frammentazione • nuove dinamiche e nuovi effetti legati all’AI • strategie e scenari per affrontare l’ultimo trimestre dell’anno 📺 Segui la diretta qui: https://www.youtube.com/live/lgNazB-VT1o?si=TDKLyd0Eken7bLei
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ANTEPRIMA ABOUT MARKETS | Oggi arrivano i Non-Farm Payrolls di settembre Alle 14:30 avremo probabilmente il dato macro più im
ANTEPRIMA ABOUT MARKETS | Oggi arrivano i Non-Farm Payrolls di settembre Alle 14:30 avremo probabilmente il dato macro più importante della settimana. Il mercato del lavoro americano resta solido, ma settembre arriva con parecchio rumore statistico e soprattutto dopo un agosto che potrebbe essere stato molto più forte sulla carta che nella realtà. Il consenso si aspetta circa +90.000 nuovi posti di lavoro, dopo i +162.000 di agosto. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile al 4,1%, mentre i salari orari dovrebbero crescere dello 0,3% m/m e del 3,2% a/a. Goldman Sachs è leggermente più prudente sui payrolls, con una stima di +80.000, ma vede la disoccupazione in calo al 4,0%. Barclays è ancora più bassa, a +50.000, mentre Nomura rappresenta l’estremo opposto con +130.000. Perché questo report è più complicato del solito? ▪️ Agosto potrebbe aver dato un’immagine troppo forte. Le correzioni stagionali hanno avuto un impatto insolitamente favorevole e diverse banche si aspettano revisioni. Per questo oggi guarderemo quasi con la stessa attenzione il dato di agosto rivisto e quello nuovo di settembre. ▪️ Gli indicatori anticipatori restano discreti. Le richieste iniziali di sussidio sono scese verso 200 mila, quelle continuative sono ai minimi dal 2023 e l’ADP ha mostrato +90 mila occupati privati. Anche alcune indagini sulle imprese indicano un miglioramento delle assunzioni. ▪️ I consumatori raccontano però una storia meno brillante. Nell’indagine del Conference Board è aumentata la quota di persone che considera più difficile trovare lavoro. In pratica, imprese e dati amministrativi descrivono ancora stabilità, mentre la percezione delle famiglie continua lentamente a deteriorarsi. ▪️ I salari per ora non sembrano il problema principale. Una crescita intorno al 3%-3,5% annuo sarebbe compatibile con un mercato del lavoro ancora sano senza riaccendere, da sola, il timore di una nuova spirale salariale. La Fed Dopo il rialzo di settembre, il mercato aveva iniziato a prezzare con forza un altro intervento già a ottobre. Negli ultimi giorni questa probabilità si è ridotta parecchio dopo il PCE più moderato e i commenti più prudenti della Fed. Goldman Sachs e Barclays vedono ora ottobre come una pausa e dicembre come la finestra più probabile per un eventuale nuovo rialzo. Il dato di oggi può riaprire il dibattito, ma per cambiare davvero il quadro servirebbe probabilmente una sorpresa importante. Come la leggiamo noi Per noi ci sono tre zone abbastanza chiare. 🟢 40-100 mila posti, disoccupazione 4,0%-4,1% È probabilmente lo scenario più tranquillo: economia che rallenta senza rompersi, pressione limitata sulla Fed e rendimenti che potrebbero respirare. 🔥 Oltre 120 mila, soprattutto con disoccupazione al 4,0% Il mercato tornerebbe rapidamente a discutere di un rialzo già a ottobre. In questo caso il rischio sarebbe soprattutto sui Treasury e, indirettamente, sulle valutazioni equity. ❄️ Sotto 20 mila o disoccupazione verso il 4,3% Cambierebbe completamente la lettura di agosto. Il mercato inizierebbe a chiedersi se il rallentamento del lavoro sia molto più rapido del previsto. C’è poi un elemento che secondo noi rende interessante soprattutto il mercato obbligazionario: il posizionamento sistematico sui Treasury è già estremamente ribassista. Goldman segnala esposizioni short molto elevate sui governativi USA a 10 e 30 anni. Un dato debole potrebbe quindi generare una reazione sui bond molto più violenta di quanto suggerirebbe il semplice dato macro. Ci aggiorniamo come sempre alle 14:30.
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AI: i conti degli hyperscaler iniziano a diventare molto pesanti È uno di quei temi su cui continuiamo a tornare, trimestre d
AI: i conti degli hyperscaler iniziano a diventare molto pesanti È uno di quei temi su cui continuiamo a tornare, trimestre dopo trimestre, senza che sia ancora arrivata una risposta davvero convincente: chi pagherà davvero tutta questa infrastruttura AI? Torsten Slok, Chief Economist di Apollo, riparte proprio da questa domanda e mette in evidenza una possibile incoerenza tra le aspettative incorporate nelle stime delle big tech e quelle dei settori che dovrebbero acquistare i loro servizi. ▪️ Le stime degli analisti sul settore tecnologico implicano un aumento enorme della generazione di cassa nei prossimi anni. Per gli hyperscaler, dopo una fase in cui gli investimenti stanno comprimendo il free cash flow, il consenso incorpora un recupero molto forte verso fine decennio. ▪️ Il grafico è interessante proprio per questo: Meta, Microsoft, Alphabet, Amazon e Oracle stanno attraversando una fase di capex giganteschi, al punto che il free cash flow aggregato potrebbe diventare negativo in alcuni trimestri nel 2026-2028 prima di risalire con forza nelle stime successive. ▪️ Slok evidenzia però un’incoerenza: gli analisti tech stanno implicitamente assumendo una fortissima crescita futura della spesa in AI e servizi cloud, mentre le previsioni sui flussi di cassa dei settori che dovrebbero essere i clienti di queste aziende risultano molto più moderate. Da qualche parte, quindi, le aspettative dovranno incontrarsi. ▪️ C’è poi un passaggio che ci piace particolarmente. Se gli investimenti continuassero a crescere molto più velocemente della capacità dei clienti di finanziarli con la propria cassa, gli hyperscaler finirebbero quasi per comportarsi come “il nuovo governo americano”: grandi investimenti finanziati continuamente attraverso nuovo debito e capitale, aspettandosi che la domanda futura giustifichi la spesa di oggi. ▪️ Per noi questo non significa che la tesi AI sia sbagliata. Significa che stiamo entrando nella fase più importante: dall’AI raccontata all’AI monetizzata. La domanda diventa quindi molto semplice: quanto fatturato e quanto cash flow deve generare l’AI per remunerare centinaia di miliardi di dollari di investimenti ogni anno? È probabilmente uno dei numeri più importanti da seguire nel mercato azionario da qui al 2030.
7202014Войдите, чтобы посмотреть аналитику
🇫🇷 FRANCIA, TORNA IL RISCHIO FRAMMENTAZIONE IN EUROPA Ieri il mercato obbligazionario europeo ha mandato un segnale che non
🇫🇷 FRANCIA, TORNA IL RISCHIO FRAMMENTAZIONE IN EUROPA Ieri il mercato obbligazionario europeo ha mandato un segnale che non va sottovalutato secondo noi. La pressione partita dalla Francia si è rapidamente allargata agli altri governativi dell’Eurozona, riportando alcuni spread su livelli che mancavano dalla crisi del debito sovrano del 2012. ▪️ Il cuore del problema resta Parigi. Il nuovo bilancio punta a ridurre il deficit dal 5,4% al 5% del PIL nel 2027, attraverso circa €54 miliardi di risparmi, ma arriva con un debito pubblico già intorno al 119% del PIL, costi di finanziamento in forte aumento e un percorso parlamentare politicamente molto complicato. ▪️ Il mercato sta chiedendo un premio sempre maggiore per detenere debito francese. Lo spread OAT-Bund decennale è tornato sui livelli più elevati dal 2012, mentre i rendimenti francesi hanno raggiunto massimi che non si vedevano da oltre vent’anni. La Francia oggi si finanzia a costi superiori anche a quelli di alcuni Paesi che storicamente consideravamo “periferici”. ▪️ La parte che ci interessa di più è il contagio. Ieri la pressione non è rimasta confinata agli OAT: anche Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Belgio hanno visto allargarsi i premi al rischio, mentre il Bund tedesco è tornato a svolgere il ruolo di rifugio. È esattamente questo tipo di divergenza che riporta nel vocabolario dei mercati la parola “frammentazione”. ▪️ Intanto la BCE si trova in una posizione scomoda. Joachim Nagel ha ricordato che gli strumenti anti-frammentazione servono a preservare la trasmissione della politica monetaria e la stabilità dei prezzi, non a difendere uno specifico livello degli spread. Inoltre, l’utilizzo del TPI sulla Francia oggi sarebbe tutt’altro che automatico, vista la natura principalmente fiscale del problema. Detto ciò, secondo noi parlare già oggi di nuova crisi del debito europeo sarebbe prematuro. Però qualcosa è cambiato e sta coinvolgendo l’intero mondo. Per mesi il mercato ha tollerato deficit elevati e traiettorie del debito poco rassicuranti, ora sta iniziando a chiedere un prezzo più alto. E quando il rischio fiscale torna a essere prezzato in modo differenziato tra i Paesi dell’Eurozona, il tema smette rapidamente di essere solo francese. La Francia, quindi, diventa uno dei dossier macro più importanti da seguire nei prossimi mesi: bilancio, politica, spread e capacità del governo di convincere gli investitori che il debito possa essere stabilizzato senza innescare una nuova fase di stress finanziario europeo. https://lnkd.in/p/eKK6ZFXy
7031013Войдите, чтобы посмотреть аналитику
Buongiorno 2 ottobre 2026 Wall Street apre ottobre con rialzi contenuti dopo una seduta molto volatile. Il recupero dei Treasury dai massimi di rendimento ha aiutato gli indici USA, mentre l’Europa è stata colpita da vendite pesanti tra tensioni fiscali, rialzo dei rendimenti sovrani e debolezza delle banche. Petrolio e dollaro hanno chiuso ancora in rialzo. 🇺🇸 USA S&P 500 +0,19% | Nasdaq 100 +0,31% | Dow Jones +0,04% | Russell 2000 +0,35% 🇪🇺 Europa Euro Stoxx 50 -1,49% | DAX -1,03% | CAC 40 -1,62% | FTSE MIB -2,21% Settori USA 🟢 Migliori: Energy +1,93%, Technology +1,06%, Industrials +1,01% 🔴 Peggiori: Health Care -1,32%, Communication Services -0,93%, Real Estate -0,53% I temi principali della giornata ▪️ Wall Street resiste grazie a tecnologia ed energia. Il Nasdaq 100 ha guidato i rialzi, sostenuto dal software dopo i risultati di Accenture e il miglioramento della guidance di Synopsys. Accenture ha registrato la migliore seduta della sua storia, trascinando anche IBM e Cognizant. L’energia è stata però il settore più forte, accompagnando il nuovo rialzo del greggio. ▪️ L’ISM resta espansivo, ma i prezzi accelerano ancora. L’indice manifatturiero è sceso appena a 54,5, sotto il 55,0 atteso, mentre nuovi ordini e occupazione sono rimasti solidi. Più delicato il dato sui prezzi pagati, saliti a 77,9 da 71,1: l’attività economica continua a tenere, ma le pressioni sui costi restano elevate. ▪️ Anche il mercato del lavoro continua a mostrare resilienza. Le richieste iniziali di sussidio sono rimaste basse a 197 mila, mentre quelle continuative sono scese a 1,701 milioni. Revelio Labs stima inoltre 56,9 mila nuovi occupati a settembre. Il quadro resta quello di un’economia ancora solida alla vigilia del rapporto ufficiale sul lavoro. ▪️ I Treasury hanno invertito parte del sell-off. Il rendimento del decennale ha toccato il 5,34%, massimo dal 2002, prima di ripiegare verso il 5,23%, mentre il biennale è sceso intorno al 4,79%. I commenti più prudenti di Jefferson e Bowman hanno ridimensionato le aspettative di un nuovo rialzo Fed già a ottobre e favorito il recupero dell’equity dai minimi. ▪️ Il dollaro è tornato protagonista. Il DXY è sui livelli più alti dall’aprile 2025, sostenuto dal differenziale dei tassi e dalle crescenti tensioni europee. EUR/USD è sceso sotto 1,13, mentre gli indicatori tecnici mostrano un dollaro ormai vicino a condizioni di forte ipercomprato e un euro su livelli di ipervenduto che non si vedevano dal 2015. Il movimento riflette soprattutto il deterioramento del quadro europeo, con rendimenti francesi e italiani in forte aumento e segnali di maggiore stress anche sul credito. ▪️ Il petrolio resta al centro del mercato. Il WTI ha guadagnato 2,45 dollari a 92,87, mentre il Brent è salito di 4,28 dollari a 102,31. Oltre alle indiscrezioni sullo stop cinese alle esportazioni di carburanti, aumenta il premio geopolitico: gli Stati Uniti stanno inviando nel Golfo Persico la USS Theodore Roosevelt insieme a circa 10 mila tra marinai e Marines. Con il suo arrivo Washington potrebbe tornare ad avere tre gruppi portaerei nell’area. Sono state inoltre rafforzate le difese missilistiche in Qatar e Arabia Saudita. ▪️ La diplomazia con l’Iran resta bloccata. Da settimane gli attacchi diretti sono diminuiti, ma i negoziati restano in stallo, soprattutto sul controllo dello Stretto di Hormuz. Teheran avrebbe mostrato apertura al ritorno degli ispettori nucleari in cambio di un alleggerimento delle sanzioni, mentre il rafforzamento militare americano mantiene elevato il rischio di una nuova escalation. ▪️ Cambiamenti importanti anche negli indici USA: Moderna entrerà nel Nasdaq 100, mentre Twilio farà il suo ingresso nell’S&P 500. Sono movimenti tecnici rilevanti perché comportano acquisti da parte dei fondi e degli ETF passivi che replicano i due benchmark. Da monitorare oggi: il rapporto sul lavoro USA di settembre, con occupazione, disoccupazione e salari centrali per il percorso della Fed.
7790013Войдите, чтобы посмотреть аналитику
⚠️ BREAKING | Gli Stati Uniti stanno inviando una terza portaerei e fino a 10.000 militari aggiuntivi in Medio Oriente. Secondo il WSJ, Trump avrebbe inoltre detto ai suoi consiglieri di aspettarsi una ripresa dei bombardamenti contro l’Iran. Reazione immediata sui mercati: Brent +4,8% a 106,6$, WTI +3,3% a 93,3$. I futures azionari USA virano leggermente in negativo, con S&P 500 -0,18% e Nasdaq 100 -0,04%, mentre in Europa l’Euro Stoxx 50 perde circa l’1,3%. Il movimento arriva in una giornata già caratterizzata da forti tensioni sul mercato energetico e da timori sull’offerta.
9956025Войдите, чтобы посмотреть аналитику
⚠️ BREAKING | EUR/USD arriva a toccare il -1% a 1,124, sotto 1,13 per la prima volta da maggio 2025. Il movimento riflette la
⚠️ BREAKING | EUR/USD arriva a toccare il -1% a 1,124, sotto 1,13 per la prima volta da maggio 2025. Il movimento riflette la crescente pressione sui conti pubblici francesi e il repricing più hawkish della Fed, con il dollaro ai massimi da aprile 2025.
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