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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets

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⚠️ BREAKING | USA: a marzo i Non-Farm Payrolls salgono di 178.000 unità, ben sopra le attese di 65.000. Il dato di febbraio è
⚠️ BREAKING | USA: a marzo i Non-Farm Payrolls salgono di 178.000 unità, ben sopra le attese di 65.000. Il dato di febbraio è però stato rivisto pesantemente al ribasso a -133.000 da -92.000, mentre la revisione netta a due mesi è pari a -7.000. Il tasso di disoccupazione scende al 4,3% dal 4,4%, mentre i salari medi orari rallentano allo 0,2% m/m e al 3,5% a/a, sotto le attese: nel complesso, job market ancora solido sulla creazione di posti di lavoro, ma con segnali meno caldi su salari e trend precedente.

ANTEPRIMA DEI DATI SULL’OCCUPAZIONE DI MARZO 2026 Attese principali (consensus vs precedente) ▪️NFP (Nonfarm Payrolls): +65k
ANTEPRIMA DEI DATI SULL’OCCUPAZIONE DI MARZO 2026 Attese principali (consensus vs precedente) ▪️NFP (Nonfarm Payrolls): +65k vs -92k ▪️Private Payrolls: +78k vs -86k ▪️Tasso di disoccupazione: 4,4% vs 4,4% ▪️Salari medi orari MoM: 0,3% vs 0,4% ▪️Salari medi orari YoY: 3,7% vs 3,8% ▪️Ore settimanali medie: 34,3 vs 34,3 ▪️Tasso di partecipazione: 62,0% vs 62,0% 1️⃣ Il mercato si aspetta un recupero dopo il brutto dato di febbraio, ma attenzione: un rimbalzo non significa automaticamente un mercato del lavoro forte. Una parte del miglioramento di marzo potrebbe essere semplicemente tecnica, legata a un meteo migliore e alla fine di alcuni scioperi che avevano falsato il dato precedente. 2️⃣ Le revisioni potrebbero contare quasi quanto il dato di oggi. Il sospetto è che gennaio abbia dato un’immagine troppo forte del lavoro USA e febbraio una troppo debole. Se le revisioni confermano questa idea, allora marzo va letto più come “ritorno alla normalità” che come vera riaccelerazione. 3️⃣ Tra l’altro, il mercato non ha nemmeno una view chiara sul numero giusto. Le stime vanno da -16k a +150k. Tradotto: c’è pochissima visibilità. Quando la forchetta è così ampia, il rischio di reazioni violente sui mercati aumenta, perché basta poco per sorprendere. 4️⃣ Come abbiamo detto anche le volte scorse, oggi il livello di “pareggio” del mercato del lavoro è molto più basso rispetto al passato. Powell e Waller hanno fatto capire che, con la frenata dei flussi migratori, per tenere stabile il mercato del lavoro potrebbe bastare anche una creazione di posti molto modesta, in alcuni casi quasi zero. Quindi un dato da +50k/+70k oggi non sarebbe necessariamente debole come sarebbe stato qualche anno fa. 5️⃣ Anche se il lavoro rallenta, non è detto che arrivino subito tagli dei tassi. Perché questa volta c’è di mezzo il petrolio, c’è di mezzo l’Iran, e c’è il rischio che uno shock energetico tenga alta l’inflazione più a lungo. In altre parole: un NFP morbido oggi non è automaticamente bullish come sarebbe stato in un contesto normale. Per cui… se oggi esce un dato migliore, non vuol dire che l’economia stia ripartendo con forza. Vuol dire più probabilmente che febbraio era troppo brutto per essere vero. Il problema vero è un altro: nella seconda parte dell’anno potremmo iniziare a vedere gli effetti di costi più alti, margini sotto pressione e aziende più caute sulle assunzioni. Per oggi il mercato non cerca un dato forte. Cerca un dato credibile. E soprattutto cerca di capire se il lavoro USA sta davvero reggendo, oppure se sta solo mascherando le prime crepe in un contesto reso molto più complicato da petrolio alto e guerra. ~ About Markets

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 3 aprile 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 +0,11% (6.583), Nasdaq 100 +0,11% (24.046), Dow Jones −0,13% (46.505), Russell 2000 +0,70% (2.530) Europa: EuroStoxx 50 −0,62% (5.697), FTSEMIB −0,20% (45.625), CAC −0,24% (7.962), DAX −0,79% (23.114) –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Real Estate +1,48%, Technology +0,73%, Consumer Staples +0,66% Bottom 3: Consumer Discretionary −1,49%, Health Care −0,68%, Industrials −0,39% ⸻ –– Market Snapshot – aggiornamento in tempo reale –– future azionari flat Oro: 4.676,06 (−1,72%) Silver: 73,013 (−2,70%) Brent: 109,054 $ (+8,62%) EUR/USD: 1,15715 (−0,03%) Bitcoin: 66.603 $ (−0,43%) –– Takeaway veloci –– • Il mercato resta ostaggio delle headline geopolitiche: basta una frase su Iran o Hormuz per ribaltare il sentiment in pochi minuti. • Il vero asset da guardare continua a essere il petrolio, non l’azionario: finché resta sopra 100-110$, il rischio macro rimane aperto. • I bond recuperano nonostante il greggio in spike: segnale di ricerca di protezione e di crescita che comincia a raffreddarsi. • Il mercato del lavoro USA continua a tenere, ma il GDPNow scende a 1,6%: economia ancora solida, ma meno. • L’oro corregge e questo conferma ancora una volta che nelle fasi di stress iniziale prevale la ricerca di liquidità più che il rifugio puro. –– Driver principali & Reazioni dei mercati –– La seduta di ieri è stata ancora una volta dominata dalla guerra e dalla sua trasmissione sui prezzi energetici. Il discorso di Trump ha riacceso in pieno la narrativa di escalation: altre 2-3 settimane di attacchi, minacce dirette contro centrali e potenzialmente impianti energetici iraniani, tono molto più aggressivo di quanto il mercato sperasse. La prima reazione è stata immediata: petrolio in impennata, futures azionari sotto pressione, dollaro in rialzo, oro e argento in calo. Poi, nel corso della giornata, è arrivato il parziale recupero grazie alle indiscrezioni su un possibile protocollo Iran-Oman per la gestione del traffico nello Stretto di Hormuz. Questo ha ridotto un po’ il premio al rischio più estremo, ma non ha cambiato il quadro di fondo. Il punto chiave è che il mercato continua a cercare una narrativa rassicurante, mentre il greggio continua a raccontare qualcosa di molto meno tranquillo. E cioè che anche con una guerra meno intensa o persino formalmente conclusa, il danno macro può restare in piedi se Hormuz rimane sotto pressione, militarizzato o soggetto a nuove restrizioni operative. Sotto la superficie iniziano inoltre ad apparire altri segnali da non ignorare: stress nel private credit, licenziamenti sempre più collegati all’AI, e dati di crescita che rallentano. Non è ancora un cambio di regime, ma è un mix che rende il mercato molto meno solido di quanto sembri dalla semplice tenuta degli indici. –– Macroeconomic Data –– • Challenger layoffs: 60.620 a marzo, in aumento dal mese precedente; l’AI è la prima causa dichiarata dei tagli • Initial Jobless Claims: 202k, meglio delle attese (215k) • Continuing Claims: 1,841 mln, sostanzialmente in linea • Bilancia commerciale USA: deficit a 57,3 mld $ • GDPNow Atlanta Fed: rivisto a 1,6% da 1,9% –– Specifiche azioni –– • Tesla: consegne Q1 deludenti, sotto le attese del mercato • Microsoft: punta a sviluppare modelli AI di frontiera su larga scala entro il 2027 • Amazon / Globalstar: trattative per una possibile acquisizione da circa 9 miliardi di dollari • Blue Owl: limita i riscatti in due fondi retail, segnale da monitorare nel credito privato –– Prossimi eventi da monitorare –– • USA: oggi il dato più importante è il Non-Farm Payrolls di marzo –– Focus del giorno –– Anteprima dei dati sull'occupazione di marzo (nel prossimo messaggio…)

⚠️ BREAKING | I future recuperano le perdite mentre emergono segnali di apertura sullo Stretto di Hormuz: l’Iran starebbe lav
⚠️ BREAKING | I future recuperano le perdite mentre emergono segnali di apertura sullo Stretto di Hormuz: l’Iran starebbe lavorando con l’Oman a un protocollo per regolare il traffico marittimo (Bloomberg).

⚠️ BREAKING | WTI sopra $112/barile (+13%): shock petrolio in accelerazione, massimo intraday spinto dall’escalation geopolit
⚠️ BREAKING | WTI sopra $112/barile (+13%): shock petrolio in accelerazione, massimo intraday spinto dall’escalation geopolitica e dal rischio prolungato su Hormuz.

Chiudiamo futures short sui fondi, con un ottimo guadagno

⚠️ BREAKING NEWS Per la prima volta la Cina prende posizione in modo diretto e ufficiale sulla guerra. • Pechino accusa Stati
⚠️ BREAKING NEWS Per la prima volta la Cina prende posizione in modo diretto e ufficiale sulla guerra. • Pechino accusa Stati Uniti e Israele di aver condotto operazioni militari “illegali” contro l’Iran • Secondo il Ministero degli Esteri cinese, questi attacchi sono la causa principale delle tensioni e del blocco nello Stretto di Hormuz • La Cina chiede esplicitamente cessate il fuoco e ritorno alla diplomazia, sottolineando i rischi per economia globale ed energia

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 2 aprile 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 +0,72% (6.575), Nasdaq 100 +1,18% (24.020), Dow Jones +0,48% (46.566), Russell 2000 +0,64% (2.512) Europa: Euro Stoxx 50 +3,05% (5.740), DAX +3,01%, CAC +2,10% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Industrials +1,65%, Communication Services +1,65%, Materials +1,16% Bottom 3: Energy −3,89%, Consumer Staples −0,57%, Financials flat –– Driver principali & Reazioni dei mercati –– La giornata di ieri è stata dominata da un classico repricing da de-escalation, con il mercato che ha scelto di credere alla narrativa di una fine vicina del conflitto USA–Iran. Dati macro solidi (ADP, ISM, retail sales) hanno rafforzato il quadro di crescita resiliente, ma con un warning importante: le componenti inflattive stanno risalendo, soprattutto lato energia e supply chain. Il punto chiave è che il mercato ha ignorato le smentite iraniane e ha prezzato uno scenario “best case”. Ma questo equilibrio si è rotto nelle ore successive, con il discorso di Trump che ha completamente cambiato il tono. –– Macroeconomic Data –– • ISM manifatturiero: 52,7 (vs 52,3 attese) • ISM prezzi pagati: 78,3 (forte accelerazione) • ADP occupazione: +62k (vs +40k attese) –– Specifiche azioni –– • Nike: crolla dopo guidance debole e dubbi sul turnaround • Eli Lilly: approvazione FDA per nuova pillola dimagrante –– Focus del giorno –– “Hit Hard” Lo avevamo detto chiaramente anche ieri: il rimbalzo era tecnico, da eccesso di venduto, non sostenuto da una narrativa solida. E oggi si vede benissimo. Anche nello scenario migliore — guerra che finisce domani — il problema non sparisce: Hormuz resta chiuso e quindi il problema per l’economia globale resta il petrolio. Questo è il punto che il mercato continua a sottovalutare. Nelle ultime ore si è inserito anche un passaggio chiave: la lettera del presidente iraniano Pezeshkian al popolo americano. Tono più diplomatico, apertura narrativa alla fine del conflitto, ma senza concessioni reali: nessuna proposta concreta, nessun segnale operativo su Hormuz, nessun passo indietro strategico. Subito dopo è arrivata la conferenza stampa di Trump, ed è lì che il mercato ha capito di aver corso troppo: • ha rivendicato successi militari “quasi completati” • ha ribadito che la guerra durerà ancora 2-3 settimane • ha minacciato attacchi diretti a infrastrutture energetiche • ha escluso di dipendere dal petrolio di Hormuz • ha scaricato sugli altri Paesi la responsabilità di riaprire lo stretto E soprattutto: zero riferimenti concreti a cessate il fuoco o accordi imminenti. Risultato immediato: → petrolio in forte rialzo → volatilità in aumento → futures equity in calo E qui torniamo al punto centrale: Il mercato aveva costruito una narrativa di fine guerra. Trump ha riportato tutto su uno scenario di escalation controllata ma ancora aperta. Ma la cosa più importante è questo: Hormuz resta il vero driver macro globale. Ogni giorno di blocco significa ~11 milioni di barili fuori dal mercato. Il petrolio non è geopolitica. È macro. È il prezzo del rischio, dell’inflazione e della crescita — tutto insieme. E quando si muove così, non sta reagendo alle notizie: sta anticipando ciò che il mercato non ha ancora capito. Per questo è sempre il primo asset a dirti una cosa semplice: il mercato quando sale non sta prezzando la realtà, sta prezzando una speranza. https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_il-taco-del-taco-il-discorso-di-trump-sull-share-7445345610527956992-FK2z?utm_source=social_share_send&utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_campaign=copy_link ~ About Markets

⚠️ BREAKING — Trump speech: escalation + “fine vicina” • Guerra Iran: ancora 2–3 settimane, ma Trump insiste che la missione
⚠️ BREAKING — Trump speech: escalation + “fine vicina” • Guerra Iran: ancora 2–3 settimane, ma Trump insiste che la missione è “quasi completata” • Rivendica successi militari: distrutta gran parte di missili, droni, marina e capacità industriale iraniana • Linea dura: se non arriva un accordo, attacchi simultanei alle centrali elettriche iraniane • Strategia: chiudere rapidamente il conflitto dopo aver “finito il lavoro”, combinando pressione militare e negoziati • Messaggio contraddittorio: apertura diplomatica ma tono estremamente aggressivo (“stone age”) • Hormuz resta il nodo: nessun piano concreto per riaprirlo, ma USA vogliono ridurre dipendenza futura Reazione mercati: NDX −1.6% | S&P 500 −1.2% | Brent +6.5% | WTI +6.1% | VIX +5.5% | Gold −1.8% | Silver −4.1% | Bitcoin −2.5% Al momento funziona molto bene la nostra copertura short sui futures.

Pezeshkian agli americani: “Il vero nodo non è l’Iran, ma la narrativa della guerra” 1. L’obiettivo della lettera è politico
Pezeshkian agli americani: “Il vero nodo non è l’Iran, ma la narrativa della guerra” 1. L’obiettivo della lettera è politico e comunicativo Pezeshkian si rivolge direttamente al popolo americano chiedendo di andare oltre la “nebbia della propaganda” e di guardare all’Iran per quello che sostiene di essere davvero: un Paese che non cerca lo scontro, ma rispetto, dignità e comprensione reciproca. Il messaggio è chiaro: separare la narrativa ufficiale di Washington dalla percezione degli americani comuni. 2. La tesi centrale è che l’Iran non si considera l’aggressore Il presidente iraniano sostiene che l’Iran, nella storia moderna, non abbia mai scelto aggressione, espansione, colonialismo o dominio, e che le sue azioni militari siano solo una risposta “misurata” di autodifesa. In questa cornice, Teheran prova a ribaltare il racconto occidentale: non come fonte della guerra, ma come Paese che reagisce a minacce esterne. 3. Pezeshkian ricostruisce una lunga lista di colpe americane Nella lettera richiama il colpo di Stato del 1953, il sostegno USA allo Shah, l’appoggio a Saddam negli anni ’80, le sanzioni e infine le recenti azioni militari. Il punto politico è questo: la sfiducia iraniana verso Washington non nasce oggi, ma da decenni di interferenze e pressioni. Quindi l’attuale crisi viene presentata come l’ultimo capitolo di una storia molto più lunga. 4. Attacca apertamente la linea USA-Israele e prova a parlare agli interessi americani Pezeshkian dice che gli Stati Uniti starebbero combattendo “per conto di Israele” e si chiede se questa guerra serva davvero agli americani. Fa leva su un argomento molto diretto: vite, soldi pubblici, reputazione internazionale e distruzione di infrastrutture civili iraniane non sarebbero nell’interesse del cittadino USA. In pratica prova a spostare il dibattito da “sicurezza” a “costo politico, umano ed economico”. 5. Il messaggio finale è un’offerta implicita di de-escalation, ma con una narrativa molto dura Da un lato dice che continuare il confronto è sempre più costoso e inutile, e che la scelta tra scontro e dialogo segnerà il futuro per generazioni. Dall’altro, però, lo fa accusando apertamente Washington e Israele di manipolazione, aggressione e crimini di guerra. Quindi non è una mano tesa neutrale: è un tentativo di aprire uno spiraglio diplomatico senza arretrare sul piano della propaganda e della legittimazione interna. Adesso il mercato resta in attesa del discorso di Trump, atteso fra qualche ora, dove probabilmente il presidente rivendicherà i successi militari USA e proverà a indicare una possibile exit strategy dal conflitto. Sarà un passaggio chiave per capire se Washington vuole davvero avviare una de-escalation oppure limitarsi a dichiarare vittoria mantenendo però aperti i principali nodi, a partire da Hormuz.

⚠️ BREAKING | Iran–USA: attesa lettera di Pezeshkian prima del discorso di Trump Funzionari iraniani annunciano che il presidente Masoud Pezeshkian pubblicherà una “lettera importante” al popolo americano nelle prossime ore, poco prima dell’intervento alla nazione di Donald Trump.

🚨🚨Abbiamo appena pubblicato i risultati di marzo delle gestioni patrimoniali di Gamma Capital Markets🚨🚨 Link 👉🏼 https:/
🚨🚨Abbiamo appena pubblicato i risultati di marzo delle gestioni patrimoniali di Gamma Capital Markets🚨🚨 Link 👉🏼 https://www.gammamarkets.it/images/GCM_-_Factsheet_Gestioni_Patrimoniali_-_Marzo_2026_2.pdf Il confronto con i mercati è piuttosto chiaro: a marzo il Nasdaq 100 ha chiuso a -4,89%, l’S&P 500 a -5,09% e l’MSCI World a -6,55%. Da inizio anno il bilancio resta negativo per tutti: Nasdaq 100 -5,98%, S&P 500 -4,63%, MSCI World -3,88%. Le nostre linee Long Only hanno invece tenuto molto meglio e restano positive da inizio anno: Best Brands Long Only +1,08%, Robotics & AI Long Only +0,70%, Alternative Energy Long Only +7,72%. Sulle linee GPM il bilancio è invece sostanzialmente flat ma con una tenuta comunque superiore rispetto agli indici: GPM Multiasset Azionaria -0,14%, Dinamica -0,23%, Equilibrata -0,28%. In un contesto in cui i benchmark globali sono tutti in rosso, questi numeri mostrano bene il valore di una gestione davvero attiva e flessibile: non replicare passivamente il mercato, ma intervenire sull’esposizione, rivedere i portafogli, contenere la volatilità e adattarsi rapidamente a un contesto che cambia. È proprio nelle fasi più difficili che questo approccio fa la differenza. Ringraziamo come sempre tutti i nostri clienti e consulenti per la fiducia. Restiamo a disposizione per ogni informazione e chiarimento. Chi desidera analizzare il proprio portafoglio e/o ricevere maggiori informazioni sulle nostre linee di gestione può compilare il form qui 👉🏼 https://forms.gle/EqpjCaAHyt6vb3K68 verrete ricontattati entro 48 ore. Team Gestioni Gamma Capital Markets

Inseriamo strategie terre rare sui fondi 4%

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Apriamo short nasdaq 10% sui fondi rimbalzo finito secondo noi

⚠️ BREAKING | Trump: l’Iran ha chiesto un cessate il fuoco, ma gli Stati Uniti lo prenderanno in considerazione solo quando lo Stretto di Hormuz sarà “aperto, libero e sgombro”. “Fino ad allora, stiamo annientando l’Iran”, ha aggiunto su Truth Social.

⚠️ BREAKING | Iran colpisce infrastrutture AWS in Bahrain Strike su strutture legate ad Amazon Web Services nel Golfo: non è
⚠️ BREAKING | Iran colpisce infrastrutture AWS in Bahrain Strike su strutture legate ad Amazon Web Services nel Golfo: non è un cyber attacco globale, ma un attacco fisico a data center locali. Rischio escalation anche sul settore tech e cloud, finora fuori dal conflitto.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 1 aprile 2026 ⸻ –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 +2,92% (6.529), Nasdaq 100 +3,43% (23.740), Dow Jones +2,49% (46.341), Russell 2000 +3,45% (2.497) Europa: EuroStoxx 50 +0,49% (5.569), DAX +0,31%, CAC +0,57%, FTSEMIB +1,11% ⸻ –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Communication Services +4,41%, Technology +4,24%, Consumer Discretionary +3,27% Bottom 3: Energy −1,12%, Utilities −0,09%, Consumer Staples +0,01% ⸻ –– Market Snapshot – aggiornamento in tempo reale –– S&P 500 +0,22%, Nasdaq 100 +0,38%, EuroStoxx 50 +0,20% Hang Seng +1,97%, Nikkei 225 +4,62% Oro 4.675 $/oz (+0,17%), Argento −1,35% Brent 105 $ (+1,69%) EUR/USD 1,160 (+0,15%), USD/JPY 158,8 (+0,07%) Bitcoin 68.272 $ (+0,08%) ⸻ –– Takeaway veloci –– • Rally violento di fine trimestre: equities spinte da narrativa di fine guerra • Petrolio in calo ieri, ma rimbalza stamattina → mercato ancora instabile • Dollaro debole su aspettative di de-escalation • Bond in rally: rendimenti in discesa su minori pressioni inflattive • Asia forte: recupero dopo il peggior mese degli ultimi anni. Kospi +8%. ⸻ –– Driver principali & Reazioni dei mercati –– Il mercato ha reagito in modo quasi meccanico: meno guerra percepita = meno inflazione = più multipli. Le dichiarazioni incrociate tra Washington e Teheran hanno creato una narrativa di possibile uscita dal conflitto. Questo ha innescato un massiccio risk-on: azioni su, rendimenti giù, dollaro debole. Attenzione però: non è una vera pace, ma una riduzione dello scenario peggiore. Il nodo Hormuz resta aperto e continua a essere il vero driver strutturale. ⸻ –– Macroeconomic Data –– • JOLTS: 6,88M (in linea, ma hiring rate ai minimi dal 2010) • Consumer Confidence: 91,8 (vs 88 atteso) • Treasury USA: rendimenti in calo su tutta la curva (10Y ~4,29%) • Fed: tono ancora hawkish prudente, inflazione vista in aumento nel breve ⸻ –– Specifiche azioni –– • NVIDIA: investe $2B in Marvell → rafforza filiera AI • Marvell: forte rally post partnership • Apple: rimuove app AI dallo store per violazioni • Constellation Energy: guidance debole → titolo sotto pressione ⸻ –– Prossimi eventi da monitorare –– • USA: ADP, ISM manifatturiero, NFP (venerdì) • Europa: disoccupazione, PMI finali • Banche centrali: verbali BoC, interventi Fed e BCE • Energia: scorte petrolio e sviluppi geopolitici ⸻ –– Focus del giorno –– Il focus del giorno merita uno spazio dedicato, per questo lo abbiamo trattato a parte nel nostro nuovo post su LinkedIn. Vi invitiamo a leggerlo! 👇 Al suo interno facciamo un’analisi chiara della situazione e spieghiamo cosa si nasconde davvero dietro il clamoroso rally dei mercati di ieri. Andando oltre i facili entusiasmi dei titoli di giornale, analizziamo le reali strategie di USA e Iran, i movimenti puramente tecnici (e speculativi) che hanno spinto le borse e i pericolosi nodi ancora irrisolti sul petrolio. Fateci sapere cosa ne pensate e qual è il vostro punto di vista, scrivendoci in privato o in un commento qui👇🏼 https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_%C3%A8-tempo-di-andare-via-ieri-i-mercati-hanno-share-7444978054361276416-HYmT?utm_source=social_share_send&utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_campaign=copy_link

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