Pensiero Verticale
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Armare le parole. Costruire il pensiero. Alimentare consapevolezza.
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Ecco cosa accade quando ammassiamo persone nei quartieri senza controlli, servizi e presìdi, poi ci stupiamo se esplode il caos?
Questa non è accoglienza: è abbandono sociale mascherato da buonismo.
Senza ordine pubblico i più penalizzati sono sempre i lavoratori e i quartieri popolari.
Senza controllo dei flussi e senza polizia sul territorio, vince solo la legge del più pericoloso.
Chi governa ha scelto di non scegliere:
né integrazione, né sicurezza.
Risultato? Tensioni, rabbia, città ostaggio degli eventi.
Non servono slogan.
Servono regole, controlli e presenza dello Stato.
Ecco come si é addormentata Torino ieri sera.
#immigrazione #attualita #cronaca #notizie #torino
Per secoli il corpo è stato altare, tempio, linguaggio.
Il cristianesimo ci ha insegnato che la carne non è solo materia, ma segno:
segno di sacrificio, di promessa, di appartenenza.
E allora cosa succede quando il segno non è più solo parola, ma diventa pelle?
Quando il simbolo smette di essere inciso nella pietra o nella carta
e sceglie il corpo come luogo della memoria?
Il tatuaggio, spesso visto come profanazione,
nasce in realtà dallo stesso bisogno che attraversa la fede:
rendere visibile l’invisibile,
portare addosso ciò in cui si crede,
trasformare il dolore in senso.
In questo nuovo video di "inciso sulla pelle", parliamo di religione e tatuaggi,
non come mondi opposti,
ma come linguaggi fratelli.
E tu? Cosa ne pensi?
Faccelo sapere nei commenti!
#tatuaggi #tatuaggio #arte #milano
Il leone del Ponte dei Leoni non è stato danneggiato per caso.
È stato colpito perché simbolo di una città, della sua storia popolare e della sua identità.
Un gruppo di giovani di origine maghrebina ha infilato un petardo nella bocca della statua, distruggendo un bene pubblico che appartiene a tutti i monzesi.
Questo episodio non è una semplice bravata, ma l’ennesima dimostrazione del fallimento di un modello che tollera l’immigrazione senza pretendere rispetto, regole e integrazione reale. Chi vive ai margini, senza lavoro, senza disciplina e senza legami con la comunità, finisce per disprezzarla.
La città non è una terra di nessuno. I monumenti popolari non sono bersagli.
L’accoglienza non può essere cieca, né scollegata dall’ordine sociale. Chi distrugge i simboli comuni rompe il patto con il popolo che lo circonda.
Difendere l'Italia significa difendere i suoi spazi, la sua storia e la sua dignità. Senza giustizia e legalità non esiste solidarietà.
*E senza rispetto non esiste integrazione.*
È morto lavorando, di notte, al freddo, da solo, mentre sorvegliava un cantiere olimpico. Aveva 55 anni, un contratto a termine e mille chilometri da casa. È così che oggi si muore di lavoro: senza clamore, dentro turni considerati “normali”, finché il corpo non regge più.
Intorno c’è il racconto trionfale delle Olimpiadi, della corsa contro il tempo, delle opere da finire a ogni costo. Sotto, però, restano cantieri aperti 24 ore su 24, vigilanza privata con turnazioni esasperate, sicurezza trattata come un fastidio.
Quando succede l’inevitabile, si parla di malore e si abbassano i toni, come se il contesto non avesse alcuna responsabilità.
Questa non è una fatalità, è un modello. Un modello che consuma lavoro umano per tenere lucida la vetrina dei grandi eventi. Le Olimpiadi diventano così una patina brillante sopra un sistema che funziona male e non protegge chi regge davvero il peso della fretta.
in memoria di Pietro Zantonini. Lavoratore.
#lavoro #olimipiadi #milano #italia #governo
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È il 47' minuto di Inter-Napoli, posticipo serale della 20' giornata di serie A. Dai principali gruppi ultras nerazzurri (Secondo Anello Verde e Irriducibili, assiepati rispettivamente nelle curve nord e sud dello stadio Meazza di Milano) compaiono due striscioni: "Vicini alle famiglie delle vittime di Crans-Montana" e "Crans-Montana, 01-01-2026: 16 anni per sempre...". 47' minuto.47, come il numero delle vittime, perlopiù giovanissimi, della "strage di Capodanno" avvenuta nella rinomata località svizzera.
Il ricordo e il dolore per la strage che ha bagnato di sangue l'inizio del nuovo anno, riecheggiano nel messaggio, sobrio e composto come solo un sentimento profondo e sentito può e deve essere, esposto dalle frange del tifo interista. Un messaggio che ha accomunato l'Italia nei giorni dei funerali dei suoi giovani, dinanzi alle cui bare si è scoperta ferita e animata da una vibrante richiesta di giustizia e di verità che non potrà essere tradita.
Notte di Capodanno, Brera, pieno centro di Milano. Un turista straniero passeggia con moglie e figli quando viene assalito da tre rapinatori che tentano di strappargli dal polso un Patek Philippe. L’uomo viene scaraventato a terra, davanti ai bambini. Nessuna pattuglia, nessuna prevenzione. Solo la reazione della famiglia riesce a mettere in fuga gli aggressori.
Questo episodio non è un caso isolato. Milano è diventata territorio di caccia per delinquenti che colpiscono in centro, tra turisti e famiglie, certi dell’impunità. Non è disagio sociale: è criminalità organizzata, favorita da uno Stato assente.
Senza sicurezza non esiste giustizia sociale. Difendere le famiglie, i cittadini e chi lavora non è “repressione”, è il minimo dovere pubblico. Milano non può essere una giungla per chi la vive.
#immigrazione #sicurezza #italia #governo #milano
“Io qui ci sono cresciuta, ed era un’isola felice.”
È da questa frase che parte il racconto di una residente di Rogoredo, una voce che riporta indietro nel tempo, a un quartiere diverso, prima che degrado, spaccio e insicurezza diventassero parte della quotidianità.
In questa intervista abbiamo ascoltato la sua storia per raccontare, senza filtri, cosa significa oggi vivere accanto a un’area che da anni rappresenta una delle ferite più profonde della città. Un cambiamento lento ma costante, che ha trasformato abitudini, spazi e percezioni di sicurezza.
Dalle strade ai giardini, dai sottopassi alle case, il suo racconto restituisce la realtà vissuta da chi non ha mai lasciato il quartiere. Non numeri né slogan, ma esperienze dirette: la paura, la stanchezza, la sensazione di essere stati dimenticati.
Le sue parole, cariche di memoria e amarezza, raccontano una Milano che raramente trova spazio nel dibattito pubblico. Una città che chiede ascolto, presenza e risposte concrete, non interventi temporanei.
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Nella notte, poco dopo le due, la città di Caracas è stata svegliata da almeno sette violente esplosioni, accompagnate da forti boati descritti da alcuni testimoni come simili al rumore di aerei in volo.
L'episodio ha generato momenti di forte tensione nella capitale venezuelana. In una dichiarazione successiva, il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti avrebbero condotto con successo un'operazione militare su vasta scala contro il Venezuela.
Secondo quanto riportato, I'intervento avrebbe portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro, che sarebbe stato poi trasferito fuori dal Paese insieme alla moglie. Trump ha inoltre precisato che l'operazione è stata realizzata con il coinvolgimento e il coordinamento delle forze dell'ordine degli Stati Uniti.
#politicaestera #venezuela #guerra #america #notizie
Abbiamo chiuso l’anno guardandoci indietro, frame dopo frame.
Dalle inchieste sul degrado e la criminalità, alla storia dei tatuaggi, dall'inno di Mameli fino alle conferenze su un'Europa libera, e senza padroni.
Contenuti diversi, un unico filo: andare a fondo, senza paura, senza scorciatoie.
Buon anno da Pensiero Verticale.
Ma tranquilli, non ci fermeremo, anzi. Continueremo a osservare, raccontare, discutere e prendere posizione. Perché pensare in verticale significa non accontentarsi della superficie.
Questo non è un traguardo.
È solo l’inizio.
#capodanno #nuovoanno #politica #politicaitaliana
Alcuni media, come @Fanpage, tornano a parlare di Rogoredo scegliendo però una narrazione comoda e parziale: si concentrano sulle storie individuali e sull’emotività, umanizzando il degrado ma rimuovendo il nodo centrale, la sicurezza. Rogoredo è oggi un quartiere segnato dall’arretramento dello Stato, dallo spaccio organizzato e da una diffusa insicurezza dei residenti, un dato sistematicamente messo tra parentesi.
Evitare il tema della sicurezza significa evitare le responsabilità politiche: anni di lassismo, immigrazione mal gestita e territori lasciati a dinamiche illegali. Ridurre tutto al disagio sociale e all’empatia serve a coprire questi fallimenti e a far ricadere i costi sui cittadini.
I residenti non chiedono propaganda mascherata da giornalismo, ma sicurezza, presenza dello Stato e verità.
Pensiero Verticale rifiuta narrazioni che assolvono il sistema e colpevolizzano il territorio: la sicurezza non è secondaria e l’immigrazione fuori controllo è parte del problema, non un tabù da ignorare.
La storia, ormai, la conosciamo tutti. Un ragazzo come tanti, studente dell'istituto Molinari di Milano. Un solo "problema": è di destra. Per questo è costretto a cambiare scuola, scrive un tema contro le BR e, puntuale, arriva il castigo. È il 13 marzo 1975. L'aggressione a colpi di chiave inglese gli costerà 47 giorni di agonia fino a quando, il 29 aprile dello stesso anno, muore all'età di 18 anni. Il suo nome è Sergio Ramelli.
A 50 anni di distanza la sua figura dovrebbe ormai essere ricordata da qualsiasi partito politico. E allora ecco l'iniziativa coraggiosa di Pippi Mellone, sindaco di Nardò (LE), che decide di dedicare a Ramelli una scuola.
Ma dalle parti della CGIL di Maurizio Landini sentir parlare di riconciliazione non è cosa che si possa tollerare con leggerezza."Era un neofascista", "Personaggio divisivo", si scrive.
Resta un mistero di come in un luogo dove tutte le idee dovrebbero trovare cittadinanza, come la scuola, un ragazzo come Ramelli possa essere considerato "divisivo".
A volte, in mezzo alle lucine, ai regali e ai festoni, sentiamo che qualcosa manca. Che lo spirito del Natale si sia perso per strada, sostituito da una corsa frenetica che lascia il cuore vuoto.
Questo video non è solo un discorso, è un richiamo. Un invito a fermarci e a porci la domanda più importante: chi siamo, quando nessuno ci guarda? Questo è un viaggio al di là della superficie scintillante delle feste.
Ci ricorda che il primo Natale non fu uno spettacolo di ricchezza, ma un miracolo di umiltà. E ci sfida a riscoprire quella stessa essenza oggi: a riconoscere la "spada" che taglia via il superfluo, a silenziare il rumore del mondo per ascoltare il sussurro dello Spirito.
È un monito potente contro il Natale "a rate", che indebita il nostro animo.
Un messaggio che risuona oltre lo schermo, chiedendoci dove vogliamo accendere la nostra luce quest'anno. Perché la risposta più autentica non è nella corsa ai negozi, ma nel silenzio di una riflessione onesta.
Beppe Sala dichiara che «le nostre strade sono ancora piene di fascismo». Un’affermazione roboante, buona per i comizi e per i social, ma del tutto scollegata dalla realtà quotidiana dei milanesi. Nelle strade di Milano non sfilano camicie nere: si vedono invece scippi, violenza, spaccio e degrado crescente. Questo è il problema vero, ed è sotto gli occhi di tutti.
Da sindaco, Sala dovrebbe occuparsi della sicurezza concreta dei cittadini, soprattutto dei lavoratori e dei più deboli, invece di attaccarsi a vecchie ossessioni ideologiche utili solo a distrarre dall’incapacità amministrativa. La prassi é chiara: l’antifascismo come alibi per non governare. Milano ha bisogno di ordine, protezione sociale e serietà, non di slogan fuori tempo massimo.
#immigrazione #sicurezza #sala #beppesala #milano #italia #attualita #attualità #news #notizia #notizie #politica #politicaitaliana #governo #destra
Il tatuaggio è molto più di un segno, è una storia.
Una storia antica che nasce dal bisogno primordiale di lasciare un segno indelebile, di trasformare il corpo in una mappa di credenze e identità.
Da rituali tribali a simboli di status, da marchi di ribellione a opere d'arte contemporanee, il tatuaggio ha viaggiato attraverso il tempo e le culture, cambiando significato ma mantenendo intatto il suo potere: quello di scolpire sulla pelle un frammento di anima.
In questa nuova rubrica di Pensiero Verticale esploreremo le origini di questa pratica antichissima, le sue tecniche, le sue evoluzioni e i linguaggi simbolici che racconta.
Perché ogni linea, ogni ombra, ogni punto di inchiostro, nasconde un mondo.
#tatuaggio #tatuaggi #tatuatore #storia #arte #cultura #italia #milano #culturapop #artecontemporanea
Marco Travaglio ha commentato il rapporto tra Donald Trump e l'Europa sottolineando la sudditanza che l'Europa oggi soffre rispetto agli USA.
Emblematica la frase "noi siamo servi e i padroni non discuto coi servi"
#politicaestera #politicaitaliana #notizie #notizia #news #travaglio #trump #usa #europa #governo #destra #ucraina #cina
Camminando in questo quartiere la prima sensazione è di un luogo sospeso. Un'arteria storica di Milano, un tempo vivace e multiculturale, oggi percepita da molti dei suoi stessi abitanti come una terra di nessuno.
Questa è Milano senza filtri.
Questa è Via Padova.
Un laboratorio sociale diventato, agli occhi di chi lo vive ogni giorno, un esempio di degrado e abbandono. Il dato demografico racconta una realtà precisa: sette residenti su dieci sono di origine straniera.
A questa complessa situazione si aggiunge il progetto di una nuova moschea. Un’opera pubblica che per l’amministrazione è un passo verso l’inclusione, ma che molti residenti – italiani e non – guardano con scetticismo, chiedendosi se non sia l’ennesimo paravento per non affrontare i veri, urgenti problemi: sicurezza, legalità e vivibilità.
E tu? Cosa ne pensi?
Faccelo sapere nei commenti!
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Quest’anno le principali piazze europee saranno blindate come zone di sicurezza: controlli agli ingressi, divieti, cordoni, pattuglie ovunque. È il segno più evidente di una verità che molti fingono di non vedere: passare il Capodanno in piazza non è più quello di una volta.
La festa popolare, dove si brindava tra sconosciuti, è stata sostituita da una notte tesa, imprevedibile, vandalismi e comportamenti aggressivi. E sì, una parte del problema nasce da gruppi di giovani che, tra marginalità sociale, integrazione incompiuta e voglia di caos, trasformano una piazza piena in un territorio di sfogo.
Le autorità rispondono moltiplicando transenne, metal detector, zone rosse. Dov’è finito quel Capodanno semplice, rumoroso, imperfetto ma condiviso, che molti ricordano con rimpianto?
La verità è scomoda: abbiamo perso non solo la sicurezza, ma l’idea stessa di piazza come spazio comune. E finché non avremo il coraggio di dirlo, continueremo a brindare dentro recinti, sperando che nessuno rovini la serata.
L’Inno d’Italia non è “vecchio”, non è “retorico” e non è “fa*cista”.
È semplicemente più serio di noi.
Il 10 dicembre 1847 è nato un Paese che ancora non c’era.
La domanda oggi è: siamo ancora all’altezza di quelle parole?
Scrivilo nei commenti👇🇮🇹
Tu lo senti ancora tuo?
#accaddeoggi #storia #italia #roma #milano #governo #oggi #fatti #avvenimenti #storico #politica #politicaitaliana #destra
Mentre alla fiera Più libri più liberi si riempiono la bocca di pluralismo, basta osservare cosa accade quando qualcuno prova davvero a portare una voce diversa. @passaggioalbosco_edizioni pubblica libri su identità, storia, radici: immediatamente diventa il bersaglio da colpire. “Scomodo”, quindi da isolare. Il libero mercato delle idee funziona, sì, purché le idee siano quelle giuste.
La fiera che doveva dare spazio ai piccoli editori ora decide quali piccoli possono sedersi al tavolo e quali devono restare fuori. Passaggio al Bosco disturba non perché pericoloso, ma perché non chiede permesso. Difende memoria e appartenenza in un panorama che preferisce slogan e moralismi prêt-à-porter.
Se il confronto è reale, si ascolta anche ciò che non rassicura. La libertà editoriale non è celebrare chi ci assomiglia, ma permettere la presenza di chi ci sfida.
Altrimenti, più che libri più liberi, avremo solo libri più uguali.
E qualcuno continuerà a chiamarla libertà.
Dalle vecchie Falck fino all'interno del Municipio, in questo nuovo viaggio raccontiamo una storia particolare: quella di Sesto San Giovanni, che dalle ceneri del suo passato industriale ha costruito un nuovo futuro.
Qui, dove una volta si produceva acciaio, oggi si forgiano idee e conoscenza.
Ma a pochi passi da questi simboli di rinascita, si affronta ogni giorno un'altra, più complessa, sfida: quella del degrado e della sicurezza percepita dai cittadini.
Dove il cemento dei grandi stabilimenti lascia il posto al tessuto dei quartieri, la domanda di normalità e vivibilità diventa urgente.
Abbiamo portato queste domande direttamente al Sindaco, incontrandolo e confrontandoci sui temi più caldi di questi tempi.
Cosa fa un'Amministrazione che ha vinto la sfida della riqualificazione urbana per vincere quella, forse più difficile, del benessere quotidiano?
Per saperne di più, guarda il video e resta aggiornato!
