Pensiero Verticale
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Armare le parole. Costruire il pensiero. Alimentare consapevolezza.
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Ceuta brucia. E non è successo per caso
Sulle spiagge di Benítez e Trampolín la tensione è esplosa davvero. Ripari utilizzati dai migranti distrutti e incendiati, polizia costretta a intervenire, una città esasperata.
Per anni ci hanno raccontato che l’immigrazione irregolare fosse un fenomeno da “gestire”. Intanto il confine veniva messo sotto pressione e Ceuta lasciata a sopportarne le conseguenze.
Adesso il conto arriva sulla spiaggia.
Quando migliaia di ingressi irregolari si scaricano su territori piccoli e già fragili, parlare soltanto di accoglienza significa ignorare quello che succede a chi quei territori li vive ogni giorno.
Ceuta non ha bisogno di altre prediche. Ha bisogno di confini controllati, espulsioni per chi non ha diritto a restare e uno Stato che torni a far rispettare le proprie leggi.
Perché un confine che esiste soltanto sulla carta non è più un confine. E alla fine, a pagare il prezzo del caos, sono sempre le città lasciate sole.
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| 3 | Tre volte hanno decapitato la Madonnina della Pelara, a Ischia.
Simona Morgera non ha fatto proclami. Ha preso il DAS, ha rifatto quella testa con le proprie mani, l'ha dipinta ed è tornata lassù a rimetterla al suo posto.
In questa piccola storia c'è un'Italia intera: qualcuno distrugge, qualcun altro ricostruisce. Qualcuno disprezza ciò che appartiene a tutti, qualcun altro se ne prende cura.
Una Madonna su un sentiero, la fede semplice di un popolo, una donna che dice con un gesto: qui le nostre radici non si cancellano.
L'hanno decapitata tre volte. Tre volte è tornata.
Per ora ha vinto lei. Per ora ha vinto un popolo che ama ancora cultura e tradizione.
#politica #politicaitaliana #governo #destra #notizie | 110 |
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| 5 | Una maglia che si scioglie con l'acqua. Sembra una barzelletta. Invece è il ritratto di come lo Stato tratta uno dei suoi corpi più importanti.
Per anni ci hanno raccontato che bastava digitalizzare, centralizzare, razionalizzare. Risultato? Chi entra in una casa in fiamme si ritrova a discutere della qualità della maglietta che ha addosso.
Il problema non nasce oggi e non finisce con questa fornitura. Chi frequenta il Corpo conosce la storia: organici ridotti, mezzi che aspettano manutenzione, caserme vecchie, procedure infinite. Sempre la stessa logica: il pompiere deve arrangiarsi, il burocrate deve giustificarsi.
È il Paese degli appalti dove conta spendere meno, non comprare meglio. Dove la responsabilità evapora tra uffici, commissioni e determine. Se qualcosa va storto, nessuno ha deciso. Eppure qualcuno ha firmato.
Poi ci sorprendiamo se la fiducia nelle istituzioni crolla. Non crolla per una maglia. Crolla perché quella maglia racconta tutto il resto. | 161 |
| 6 | Più che un'inchiesta, un assist a Welcome to Favelas.
Pensavano di metterla all'angolo. Le hanno regalato un megafono.
Repubblica passa giorni a scavare per dimostrare che Welcome to Favelas non è allineata al pensiero dominante. Davvero questa sarebbe la scoperta? Basta aprire la pagina. È proprio per questo che milioni di persone la seguono.
Il punto non è la destra o la sinistra. Il punto è un altro: c'è chi racconta il degrado delle periferie, l'immigrazione clandestina, la sicurezza. E c'è chi, davanti a quelle immagini, preferisce processare chi le pubblica invece di discutere ciò che mostrano.
Quando un giornale usa un'inchiesta per colpire chi rompe la narrazione, il rischio è sempre lo stesso: trasformare un bersaglio in un simbolo. È quello che è successo. E forse è per questo che, oggi, quella di Repubblica somiglia più a una promozione gratuita che a un atto d'accusa. | 127 |
| 7 | Pirlo fermato all’ultimo, il diesel che costa meno, una nuova legge elettorale all’orizzonte. E poi attentati, immigrazione, cronaca e sempre meno bambini che nascono. Sette notizie, una settimana tutt’altro che tranquilla: scorri il carosello e scopri di più.
#politica #immigrazione #sicurezza #notizie #politicaitaliana | 143 |
| 8 | Le prime 24 ore della crisi di Ceuta raccontano immagini che difficilmente l'Europa potrà dimenticare.
Migliaia di persone hanno invaso l'enclave spagnola. Numerosi video mostrano le forze di sicurezza marocchine mentre spingono gruppi di migranti verso il confine. Sul lato della frontiera si sono registrati scontri, lanci di oggetti contro gli agenti e momenti di forte tensione. Le autorità locali hanno inoltre denunciato episodi di assalti, furti e violenze, mentre i centri di accoglienza sono finiti in pochi ore oltre il limite della loro capacità. Nel caos, decine di persone hanno perso la vita tentando la traversata via mare.
Questa non è soltanto un'invasione. È la dimostrazione di cosa accade quando il controllo delle frontiere viene meno: a pagare il prezzo sono i cittadini, le forze dell'ordine e chi dovrà pagare il prezzo della violenza migratoria.
#destra #governo #politica #immigrazione #notizie | 113 |
| 9 | Vergognarci? Di cosa, esattamente?
Fanpage pretende di decidere perfino cosa dovrebbero provare i cittadini davanti alle immagini di Ceuta. Migliaia di ingressi. Un confine che cede. Forze dell'ordine schierate. E il problema sarebbe la paura di chi guarda?
No. Il problema è un giornalismo che ha smesso di raccontare la realtà e ha iniziato a fare il predicatore. Se non applaudi, sei cattivo. Se chiedi confini controllati, sei razzista. Se pretendi che uno Stato difenda il proprio territorio, devi persino vergognarti.
Peccato che siano stati gli stessi lettori di Fanpage a smontare questa narrazione. Perché la realtà non si cancella con un titolo moralista. Si può essere umani senza essere ingenui. Si può difendere la dignità delle persone senza rinunciare alla sicurezza del proprio Paese. Chi confonde il buon senso con l'odio ha perso il contatto con il mondo reale. | 101 |
| 10 | Le immagini provenienti da Ceuta riportano al centro del dibattito una domanda che l'Europa continua a rimandare: dove finisce il dovere dell'accoglienza e dove inizia il diritto di uno Stato a difendere i propri confini?
Nel frattempo, l'Unione europea continua a oscillare tra slogan, promesse e misure d'emergenza.
Ogni nuova ondata migratoria riaccende lo scontro politico, ma lascia irrisolto il problema fondamentale: l'Europa ha ancora il controllo delle proprie frontiere oppure sta semplicemente inseguendo eventi più grandi della sua capacità di gestione?
Mentre il dibattito si polarizza, una cosa appare evidente: senza una strategia comune, Ceuta rischia di essere soltanto l'ennesimo simbolo di una crisi che il continente non è ancora riuscito ad affrontare davvero. | 4 342 |
| 11 | L'ultimo mondiale di calcio ci lascia in eredità una nuova coppia che sembra volere dettare legge a livello globale, ma non si tratta di Messi e Ronaldo: stiamo parlando di Donald Trump e di Gianni Infantino, grande capo della FIFA, e della loro fame infinita di denaro.
L'ultima trovata di questa particolare coppia sarebbe la creazione di una nuova società al fine di massimizzare ulteriormente i ricavi da diritti televisivi, sponsor e biglietti delle partite del Mondiale, che si giocherebbero ogni due anni ovviamente negli Stati Uniti.
Fermi tutti, però: sapete chi è contrario a questa folle trovata? La UEFA che, tra un'iniziativa contro il razzismo e l'altra, ha ideato anche la Nations League pur di incassare qualcosa.
Non si tratta forse del bue che da del cornuto all'asino?
#calcio #notizie #politica #destra #governo | 87 |
| 12 | Ancora un attentato. E qualcuno farà finta di non vedere.
Tre donne accoltellate a Parigi. Due sono gravi. L'uomo, una volta arrestato, rrestato avrebbe gridato: «Allah me lo ha ordinato». La magistratura farà il suo lavoro. La politica, invece, continua a non fare il proprio.
Per anni ci hanno raccontato che erano casi isolati. Oggi gli accoltellamenti sono diventati cronaca quasi ordinaria. E ogni volta la risposta è identica: aspettare, minimizzare, evitare parole scomode.
La realtà è più semplice. Se uno Stato non riesce a garantire la sicurezza nelle sue città, ha fallito. Punto.
Servono controlli veri, espulsioni per chi rappresenta un pericolo e una linea inflessibile contro questo estremismo violento. Il resto sono solo conferenze stampa e slogan.
La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto. Chi non lo capisce, o fa finta di non capirlo, si assuma almeno la responsabilità delle conseguenze.
#politica #destra #governo #notizie #politicaitaliana | 97 |
| 13 | Se in Spagna stanno ancora celebrando il mondiale di calcio vinto più che meritatamente, in Italia si vive invece una situazione surreale che vede protagonista un ex giocatore che la Coppa del Mondo l'ha sollevata al cielo di Germania nel lontano 2006: Andrea Pirlo.
Mancava solo l'ufficialità della sua nomina a Commissario Tecnico della nostra Nazionale, era lui il prescelto da Maldini e Leonardo invece il campione bresciano si è visto costretto a dichiarare sui social lunedì mattina di essere stato affossato.
Motivi tecnici? Assolutamente no: la colpa di Andrea Pirlo è quella di essere Ambassador della più importante società russa di scommesse.
Nemmeno la Danimarca ha partecipato agli ultimi mondiali così come la Nazionale italiana, ma siamo sicuri non ci sia del marcio anche in Italia? | 88 |
| 14 | Dopo l'attentato al Pride di Berlino, sui social è comparso un video che dice molto del clima culturale in cui viviamo. C'era chi ammetteva di aver sperato che il responsabile fosse un uomo bianco e cristiano. Sarebbe stato tutto più semplice: il mostro perfetto, il bersaglio giusto.
È questo il punto. Per una certa sinistra il bianco, l'europeo, il cristiano non è un individuo: è una categoria morale. È il colpevole di default. Se la realtà coincide con il copione, parte il processo mediatico. Se invece prende un'altra strada, improvvisamente arrivano i distinguo, la prudenza, il "non bisogna generalizzare".
Non è la ricerca della verità. È la ricerca del colpevole più utile.
Fa impressione che qualcuno possa rimanere deluso non perché ci sono dei morti, ma perché l'assassino non aveva il volto che si era immaginato. È il segno di un'ideologia che ha smesso di leggere i fatti e pretende che siano i fatti ad adattarsi all'ideologia.
La propaganda può scegliere i suoi nemici. La realtà, per fortuna, no. | 149 |
| 15 | Se le ricostruzioni diffuse dalle autorità tedesche saranno confermate, l'attacco al Pride di Berlino aprirà inevitabilmente anche una riflessione politica. Il sospettato è infatti un giovane migrante, elemento che evidenzia un cortocircuito interno al mondo progressista, da anni impegnato a sostenere contemporaneamente l'immigrazione e le battaglie per i diritti LGBT.
Eppure proprio l'integralismo islamista considera l'omosessualità un comportamento da reprimere e condannare. Se le accuse saranno confermate, ci si troverebbe di fronte al paradosso di un esponente di quell'universo culturale che prende di mira una delle manifestazioni simbolo della comunità LGBT. Un episodio che riporta al centro l' interrogativo è davvero possibile ignorare le tensioni che possono emergere tra modelli culturali profondamente diversi? E soprattutto, può essere immaginabile (prima ancora che attuabile) un mondo che da anni ha ingaggiato una lotta senza quartiere contro il principio di realtà? | 131 |
| 16 | Anni di sermoni: la violenza dei nostri figli andava sempre vivisezionata e condannata, mentre quella subita veniva regolarmente derubricata a "rissa tra giovani", sfortuna.E il riconoscimento dell'aggravante d'odio per chi ha massacrato Thomas Perotto fa crollare il castello di carte.
È stato sgozzato semplicemente per quello che era, per la terra a cui apparteneva. Quelle urla a Crépol "Siamo qui per accoltellare i bianchi" non erano bravate da ragazzi sbandati.
Nei salotti buoni e nelle redazioni allineate hanno fatto di tutto per girare la testa dall'altra parte. La paura vera? Dover ammettere che il razzismo esiste anche al contrario, che colpisce la gente comune, quella che non ha scorte né attici in centro. Oggi quella narrazione si spacca.
Questa decisione del tribunale non ridarà Thomas ai suoi genitori, questo lo sappiamo bene. Ma traccia una riga per terra. Proteggere la nostra gente, i nostri paesi e chi lavora non è uno slogan politico: è la base minima per tornare a essere una comunità. | 97 |
| 17 | "Noi i fasc*sti li combattiamo alle urne e poi coi fucili"
Lui è Lorenzo Pacini, e fa l'assessore (in quota PD) al Municipio 1 di Milano ed è in corsa per le primarie di centrosinistra nel capoluogo lombardo. Nel corso dell'ultima puntata de La Zanzara su Radio 24, illustrando evidentemente il programma elettorale aggiornato della sinistra, così si è espresso: prima le urne, poi l'armeria.
L'intento è così chiaro e cristallino che il nostro non solo non ha sentito il bisogno di correggersi, magari dopo una lavata di capo da parte del suo partito (che non c'è stata), ma ha addirittura confermato tutto alla stampa in una nuova dichiarazione.
È curioso che chi si proclama paladino della democrazia finisca per evocare la violenza come piano B. Forse sarebbe il caso di ricordare che nelle istituzioni si entra per rappresentare i cittadini, non per fare casting per un remake di Don Camillo contro Rambo. | 122 |
| 18 | Enzo Iacchetti ha scelto la via più facile: immaginare Vannacci nei campi a raccogliere pomodori in pieno agosto, "a un euro l'ora". Risate in sala. Sipario.
Perché se raccogliere pomodori a un euro l'ora è la punizione perfetta, allora qualcuno quel lavoro dovrà pur farlo. E sembra quasi che, nell'immaginario di una certa sinistra, sia normale che tocchi sempre agli stessi.
È qui che la satira si trasforma in qualcosa di meno divertente. Perché questa logica finisce per rendere accettabile un modello che vive di salari da fame e sfruttamento.
Enzo, una critica davvero di sinistra te la suggeriamo noi: il problema non sono gli italiani che non vogliono più fare certi lavori. Il problema sono i salari da fame e un sistema che, per anni, una certa politica ha tollerato, quando non addirittura difeso in nome della competitività.
Quella sì che sarebbe una stoccata contro il potere. Invece, ancora una volta, ci si limita a prendere di mira chi quel modello lo mette in discussione | 106 |
| 19 | Ci risiamo!!
A quanto pare i diritti dei lavoratori sono bellissimi. Soprattutto quando i lavoratori sono quelli degli altri.
Ilaria Salis, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, è stata condannata in primo grado dal Tribunale del Lavoro di Milano a risarcire con oltre 300 mila euro due suoi ex collaboratori, allontanati prima della scadenza dei rispettivi contratti.
Il giudice ha ritenuto non provata la giusta causa necessaria per interrompere anticipatamente i rapporti di lavoro.
Insomma: grandi battaglie contro il precariato, contro i licenziamenti, contro i datori di lavoro cattivi.
Poi, quando il datore di lavoro sei tu, improvvisamente il “rapporto fiduciario” diventa una cosa serissima.
Perché il padrone è sempre cattivo, finché non diventi tu il padrone.
Ma non preoccupiamoci: la lotta di classe continua! Solo che ogni tanto cambia il lato della scrivania.
P.S. Con 300 mila euro due appartamenti potevi anche comprarli invece di occuparli.
#destra #governo #notizie #politica #politicaitaliana | 132 |
| 20 | E se oggi il vero potere fosse quello di chi non può essere criticato? Dal film *Il fascino discreto della borghesia* di Buñuel a una riflessione sul presente: quando la rispettabilità, o la vulnerabilità, diventano uno scudo contro il dissenso, il confronto rischia di lasciare spazio a un'autorità morale sottratta alla critica. Ed è proprio lì che il dibattito smette di essere davvero libero.
#filosofia #storia #cinema #governo #destra | 95 |
