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L’ultimo mese è stato decisamente positivo per i mercati crypto.
Bitcoin è riuscito a recuperare e consolidarsi sopra gli $80.000, entrando ora in una fase di lateralizzazione su questi livelli dopo il forte rimbalzo partito dai minimi.
Nel frattempo, anche i mercati americani continuano a mostrare forza, con gli indici principali vicini ai massimi storici grazie al ritorno di fiducia sul fronte macro e geopolitico.
Il contesto internazionale nelle ultime settimane è migliorato rispetto ai mesi precedenti:
tra Stati Uniti, Iran e Israele si è ridotta l’escalation diretta;
i bombardamenti che stavano destabilizzando il Medio Oriente si sono temporaneamente fermati;
il petrolio ha smesso di correre come nelle settimane di massima tensione.
Questo ha dato respiro ai mercati risk-on, crypto comprese.
Tuttavia, la situazione resta tutt’altro che risolta.
Continuano infatti le tensioni legate allo stretto di Hormuz, punto strategico da cui passa circa il 20% del petrolio mondiale.
Inoltre, proprio nelle ultime ore:
Israele ha colpito un importante leader di Hamas,
e questo dimostra quanto il contesto resti fragile e potenzialmente esplosivo.
Altro tema molto importante è il recente viaggio di Trump in Cina, che potrebbe rappresentare uno dei momenti geopolitici più rilevanti degli ultimi anni.
L’obiettivo è duplice:
migliorare i rapporti economici tra USA e Cina, e facilitare accordi strategici anche sul fronte Medio Oriente e Iran.
Un eventuale disgelo economico tra le due superpotenze potrebbe avere effetti enormi sui mercati globali e sulla liquidità.
Il mercato crypto sta riflettendo perfettamente questo scenario:
Bitcoin continua a essere il principale asset su cui si concentra la liquidità;
mentre le altcoin restano molto più deboli.
Ed è normale in una fase di bear market:
storicamente, nei periodi ribassisti il capitale tende a concentrarsi quasi esclusivamente su BTC e su pochi asset considerati più solidi.
📊 Livello chiave: la 200 Moving Average
In questo momento Bitcoin si trova vicino a una zona tecnica molto importante: la 200 MA (Moving Average).
Storicamente, durante i bear market, questa media ha spesso rappresentato:
una forte resistenza, oppure il livello decisivo che separa un semplice rimbalzo da una vera inversione strutturale.
Se BTC riuscisse a superarla con forza e consolidare sopra, il mercato potrebbe spingersi anche verso area $90.000.
Personalmente però continuo a vedere quella zona come un possibile target massimo di questo rimbalzo, prima di una nuova correzione importante.
+1
Bitcoin si è spinto fino ai $77.000 dopo la notizia dell’accordo di tregua tra Iran e Stati Uniti.
Una reazione forte, che conferma quanto in questo momento il mercato sia guidato soprattutto dal sentiment geopolitico.
Se BTC dovesse superare con decisione gli $80.000, il prossimo target potrebbe arrivare abbastanza rapidamente in area $90.000.
Quella zona resta probabilmente il target più realistico di questo rimbalzo, prima di un possibile nuovo ribasso più profondo. Ricordiamo infatti che siamo sempre in Bear Market.
In questo momento i mercati sono estremamente volatili e dipendono quasi totalmente dagli eventi geopolitici e soprattutto dalle dichiarazioni di Trump.
Basta una frase, un’intervista o un nuovo accordo internazionale per spostare miliardi di dollari nel giro di poche ore.
📊 Crypto in Bear Market, America quasi in ATH
La cosa interessante è che, mentre il mercato crypto continua a sembrare in bear market, il mercato azionario americano è praticamente sui massimi storici.
In realtà non è una situazione così strana:
le crypto tendono ad essere correlate allo stock market solo per brevi periodi;
il mercato americano è molto più solido e segue dinamiche economiche diverse;
il bear market crypto è spesso quasi uno schema ciclico predefinito.
Va però detto che questa potrebbe essere la prima vera fase ribassista “post ETF”, e quindi potrebbe essere diversa da quelle del passato:
- più breve
- meno violenta
- con più sostegno istituzionale.
D’altronde anche questo bull market è stato molto diverso dai precedenti:
- altseason praticamente mai arrivata
- dominance di Bitcoin rimasta sempre alta
- ETH e altcoin mai davvero esplose come nei vecchi cicli
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Bitcoin si è spinto fino ai $77.000 dopo la notizia dell’accordo di tregua tra Iran e Stati Uniti.
Una reazione forte, che conferma quanto in questo momento il mercato sia guidato soprattutto dal sentiment geopolitico.
Se BTC dovesse superare con decisione gli $80.000, il prossimo target potrebbe arrivare abbastanza rapidamente in area $90.000.
Quella zona resta probabilmente il target più realistico di questo rimbalzo, prima di un possibile nuovo ribasso più profondo. Ricordiamo infatti che siamo sempre in Bear Market.
In questo momento i mercati sono estremamente volatili e dipendono quasi totalmente dagli eventi geopolitici e soprattutto dalle dichiarazioni di Trump.
Basta una frase, un’intervista o un nuovo accordo internazionale per spostare miliardi di dollari nel giro di poche ore.
📊 Crypto in Bear Market, America quasi in ATH
La cosa interessante è che, mentre il mercato crypto continua a sembrare in bear market, il mercato azionario americano è praticamente sui massimi storici.
In realtà non è una situazione così strana:
le crypto tendono ad essere correlate allo stock market solo per brevi periodi;
il mercato americano è molto più solido e segue dinamiche economiche diverse;
il bear market crypto è spesso quasi uno schema ciclico predefinito.
Va però detto che questa potrebbe essere la prima vera fase ribassista “post ETF”, e quindi potrebbe essere diversa da quelle del passato:
- più breve
- meno violenta
- con più sostegno istituzionale.
D’altronde anche questo bull market è stato molto diverso dai precedenti:
- altseason praticamente mai arrivata
- dominance di Bitcoin rimasta sempre alta
- ETH e altcoin mai davvero esplose come nei vecchi cicli
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Spero abbiate passato tutti una bella Pasqua. Anche questa settimana è stata particolarmente movimentata per i mercati.
La cosa più assurda è che ormai sembra che tutto si muova quasi esclusivamente in base alle dichiarazioni di Trump.
I mercati sono sempre stati volatili, ma dal suo ritorno al centro della scena nel 2024 sembra che ogni movimento dipenda più dalle sue parole che dai dati macroeconomici o dagli eventi reali.
Ed è curioso notare come, puntualmente, poco prima delle sue dichiarazioni vengano mossi milioni di dollari tra acquisti e short. Chissà perché…
Bitcoin ha reagito positivamente alla notizia di un accordo temporaneo tra Iran e Stati Uniti, con un cessate il fuoco di due settimane.
Non si tratta di un accordo definitivo, ma è bastato per riportare un po’ di fiducia sui mercati:
• Bitcoin è passato da circa $65.000 a $72.000
• Il petrolio ha perso circa il 15% nel giro di poco tempo
Questo conferma ancora una volta quanto il mercato sia guidato più dal sentiment e dalle aspettative che da reali cambiamenti strutturali.
Per ora non ho aperto operazioni, perché il mercato continua ad essere estremamente volatile e soprattutto non sta seguendo una narrativa chiara.
Bitcoin darebbe un segnale importante se riuscisse a superare e chiudere la settimana sopra i $75.000.
Quello sarebbe il primo vero segnale di forza dopo mesi di debolezza.
Resta però da monitorare tutta la situazione geopolitica, perché nonostante il cessate il fuoco, dallo stretto di Hormuz continuano a non transitare navi normalmente. E questo rimane uno dei rischi principali per petrolio, inflazione e mercati.
Un altro tema importante riguarda la FED.
Negli ultimi giorni è emerso che probabilmente quest’anno non vedremo molti tagli dei tassi: al momento il mercato si aspetta al massimo un solo taglio.
Questo è un elemento da non sottovalutare, perché i tagli dei tassi tendono a favorire gli asset risk-on, comprese le crypto.
Meno tagli = meno liquidità = più difficoltà per i mercati nel sostenere rally forti e duraturi.
Per questo continuo a pensare che ogni movimento rialzista vada sfruttato con lucidità, senza dare per scontato che il peggio sia già passato.
L’ultima partita giocata dall’Italia ad un mondiale risale a giugno 2014 quando Bitcoin prezzava tra i 500 e i 600$.
Abbiamo visto prima Bitcoin a 100.000$ che l’Italia ad un altro mondiale e di questo passo lo vedremo prima ad 1.000.000$
Dal minimo di Bitcoin a $59.000 sono passati ormai quasi due mesi.
Da allora il mercato non ha mostrato grandi movimenti direzionali: tanta lateralità, volatilità ridotta e prezzo fortemente influenzato dal contesto geopolitico.
La guerra tra Stati Uniti e Iran, almeno per ora, sembra aver creato più problemi interni agli USA che reali vantaggi strategici.
Trump si trova con una popolarità in forte calo, anche tra parte dei suoi sostenitori, mentre i mercati restano deboli, il debito pubblico continua ad aumentare e il petrolio continua a salire.
Uno dei problemi più delicati resta quello dello stretto di Hormuz, il passaggio marittimo da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale.
Se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente e l’Iran minacciasse di bloccarlo completamente le conseguenze sui mercati sarebbero ancora più pesanti.
In questo momento sembra quasi che siano più gli Stati Uniti a cercare un accordo con l’Iran che il contrario.
È molto difficile fare previsioni precise, perché basta una notizia geopolitica per cambiare completamente il sentiment nel giro di poche ore.
Quello che però è abbastanza evidente è che un eventuale accordo definitivo e una riduzione delle tensioni potrebbero dare uno slancio importante a tutti i mercati, crypto comprese.
Siamo comunque in una fase di bear market.
Per questo motivo, anche in caso di rialzo, lo vedrei più come un forte rimbalzo tecnico che come l’inizio di un nuovo bull market.
Ma un rimbalzo può comunque essere molto importante.
Bitcoin da questi livelli potrebbe tranquillamente tornare in area $90.000, che significherebbe quasi un +50% dai prezzi attuali.
Successivamente, continuo a ritenere probabile un minimo definitivo più avanti nel corso dell’anno, magari in area $40/45.000.
Personalmente proverò a sfruttare questo eventuale rimbalzo.
Come sempre, se dovessi aprire posizioni o vedere setup interessanti, li condividerò qui nel canale.
Dopo il crollo fino ai $59.000 di circa un mese fa, Bitcoin è entrato in una nuova fase di lateralizzazione.
Il prezzo si muove in un range stretto mentre il contesto globale diventa sempre più instabile.
Nel frattempo è esploso un nuovo conflitto in Medio Oriente tra Iran e Israele con il coinvolgimento degli Stati Uniti, e questo sta aumentando ulteriormente la tensione sui mercati globali, soprattutto sulle materie prime e sui combustibili.
I mercati oggi reagiscono praticamente in tempo reale alle dichiarazioni e alle provocazioni dei leader mondiali, più simili a scaramucce mediatiche che a reali strategie diplomatiche.
Il contesto geopolitico e macroeconomico è diventato talmente confuso che i mercati sembrano un gigantesco casinò globale.
Emblematico è anche il ruolo di piattaforme come Polymarket, dove spesso chi ha accesso a informazioni privilegiate riesce a guadagnare milioni semplicemente scommettendo su eventi geopolitici che conosce in anticipo o che può influenzare.
Se avete mai visto la serie Black Mirror, sembra davvero che dal 2020 in poi ci troviamo dentro una di quelle puntate distopiche.
Per la prima volta su questo canale mi distacco un po’ dal lato puramente speculativo, è evidente che dal 2020 qualcosa nel mondo è cambiato.
Se fino a qualche anno fa i giochi di potere avvenivano dietro le quinte, manipolando informazione, economia e politica, oggi sembra che tutto avvenga alla luce del sole, senza neanche più il bisogno di nascondersi.
Tra insider trading, scandali politici, guerre lampo e manipolazione delle informazioni, il mondo sembra sempre più teso, quasi compresso, come se fosse in attesa di un’esplosione definitiva.
Spaventa quindi direzione che si sta prendendo.
Guardando invece puramente al mercato, Bitcoin arriva da circa 5 mesi di ribassi e tecnicamente ci sono diversi elementi che potrebbero favorire un rimbalzo:
• RSI su livelli storicamente molto bassi
• circa -50% dai massimi storici
• fase di compressione dopo un lungo drawdown
Anche nel caso in cui il ciclo fosse entrato in una fase più debole, un rimbalzo tecnico importante resta probabile.
Questo potrebbe dare respiro a tutto il settore crypto,
Per questo motivo ho iniziato ad aprire alcune posizioni speculative long, con stop loss sotto i minimi precedenti.
Il contesto rimane estremamente fragile: basta una notizia negativa per cambiare completamente lo scenario o anche solo per manipolarlo.
Soprattutto oggi, dove diventa sempre più difficile distinguere tra notizie reali e contenuti generati con l’AI.
Il grafico di Ethereum è probabilmente uno dei più particolari dell’intero mercato.
Se lo osserviamo su time frame settimanale, sembra quasi trovarsi in una fase di accumulazione strutturale continua dal 2022.
Parliamo quindi di quasi 4 anni di compressione all’interno di un canale rialzista, con minimi crescenti ben definiti e una falsa rottura al rialzo nell’estate scorsa.
Tecnicamente ETH ha segnato un nuovo ATH di poche centinaia di dollari, ma se lo rapportiamo all’inflazione reale, è come se quel massimo non fosse mai stato realmente superato in termini di potere d’acquisto.
Ai livelli attuali, in ottica long term, ETH è già su zone molto interessanti dal punto di vista d’acquisto. È comunque probabile che entro la fine dell’anno il prezzo torni a testare le aree viste lo scorso anno, specialmente se il mercato globale dovesse entrare in bear market.
Prima di eventuali nuovi minimi o retest è probabile ci sia un rimbalzo generale del mercato.
Ricordiamo infatti che sono 5 mesi ormai che Bitcoin registra candele rosse.
Altro fortissimo crash per Bitcoin e per l’intero mercato crypto.
Il dump è stato profondo e violento, con BTC che è arrivato a toccare i $59.000:
livelli che non vedevamo da oltre due anni.
A questo punto i ragionamenti diventano molto più semplici.
Arrivati qui, non è più fondamentale discutere se siamo in bull market o in bear market.
Su questi livelli, Bitcoin è oggettivamente a sconto.
Parliamo di:
• –50% dai massimi storici,
• prezzo sotto il massimo del 2021,
• capitolazione evidente su tutto il mercato.
Storicamente, queste zone sono sempre state aree di accumulo, indipendentemente dal contesto macro o ciclico.
Uno scenario simile lo abbiamo già visto nel bear market del 2022:
BTC crollò fino a $30.000, per poi rimbalzare rapidamente fino a $48.000.
È quindi molto probabile che anche questa volta si assista a un rimbalzo tecnico, anche nel caso in cui il ciclo non fosse ancora pronto a ripartire definitivamente.
Il punto però è che attualmente non dovrebbe interessare a che punto siamo, sono livelli ottimi di acquisto sia se da qui si ripartisse, sia se da qui continuasse a dumpare.
Ho iniziato quindi a comprare BTC, ETH e SOL.
Ricordiamo poi che in questi 2 anni sono cambiate tante cose, il Bull Market non si è presentato come negli scorsi cicli, non c’è mai stata una vera altseason. Molto probabile quindi che anche il Bear Market sarà qualcosa di diverso dal passato.
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Si parla sempre di oro, ma molto meno di argento.
Eppure, nell’ultimo anno l’argento ha fatto qualcosa di impressionante: ha triplicato il suo prezzo, portando la sua market cap vicino ai 6 trilioni di dollari.
Questo dato è importante per sfatare una narrativa che si sente spesso, e cioè che non c’è abbastanza liquidità per far salire Bitcoin.
La realtà è che in un solo anno l’argento ha aggiunto alla sua market cap una quantità di capitale pari a circa il doppio dell’attuale market cap di Bitcoin.
Quindi la liquidità esiste eccome, semplicemente, oggi sta scegliendo altri asset (le materie prime).
Negli ultimi 12 mesi le materie prime hanno registrato performance raramente viste in passato.
Allo stesso tempo, le banche centrali e gli istituzionali stanno accumulando oro, argento e commodities in modo aggressivo.
Questo comportamento è un segnale piuttosto evidente:
il mercato sta prezzando incertezza geopolitica, instabilità monetaria e rischi sistemici.
Guardando i grafici condivisi dell’oro e dell’argento, stiamo assistendo ad una situazione che ha pochi precedenti nella storia.
Sono curioso di conoscere anche la vostra visione.
Scrivetemi in privato che idea vi siete fatti: sempre utile confrontarsi.
+1
Oltre a Bitcoin, in questa fase è molto interessante osservare anche il grafico della TOTAL3 (market cap totale crypto esclusi BTC ed ETH).
Ad oggi, la struttura rialzista di fondo non è ancora stata rotta. Anzi, guardando il time frame settimanale, si può dire che la TOTAL3 non abbia mai realmente fatto nuovi ATH dal 2021, soprattutto se rapportiamo i valori all’inflazione.
Di fatto, il mercato delle altcoin è intrappolato nello stesso range da circa 5 anni.
Se questa zona dovesse essere finalmente rotta al rialzo, potremmo assistere alla prima vera fase di espansione strutturale delle altcoin dal 2021 a oggi.
Detto questo, va fatta una distinzione importante.
Osservando il grafico giornaliero, il pattern attuale ricorda molto quello di inizio 2022, poco prima dell’avvio del bear market definitivo sulle altcoin.
Questo è un elemento che non va ignorato, ma va contestualizzato.
Le differenze chiave rispetto al 2022:
• Nel 2022 l’RSI era in forte ipercomprato → oggi, al contrario, siamo in ipervenduto.
• Nel 2022 la liquidità globale era già entrata in trend ribassista → oggi, come mostra il secondo grafico, l’indice di liquidità globale è in forte crescita.
Come sappiamo storicamente esiste una correlazione molto forte tra liquidità globale e performance degli asset risk-on, crypto incluse.
Infine, va ricordato che la TOTAL3 resta fortemente correlata a Bitcoin.
Per questo motivo:
• se BTC dovesse rompere il range al rialzo, la TOTAL3 avrebbe ottime probabilità di confermare la struttura rialzista
• se invece BTC perdesse livelli chiave, il rischio di replicare uno scenario simile al 2022 aumenterebbe
+1
Volevo condividere con voi un’analisi un po’ diversa dal solito, basata più sulla lettura storica dei cicli che su indicatori di breve periodo.
Se guardiamo Bitcoin isolatamente, è evidente che da diversi mesi si trovi in una fase di stallo.
Il prezzo lateralizza, senza dare segnali chiari né di bull market né di bear market.
È una classica fase di transizione, una zona grigia che rende difficile prendere decisioni direzionali guardando solo BTC.
Se però allarghiamo lo sguardo e osserviamo l’oro, il quadro cambia radicalmente.
Gold è in uptrend costante, vicino ai $5.000 l’oncia, dopo una run impressionante che lo ha portato a quadruplicare il valore dal 2022.
Questo è un punto chiave perché Bitcoin e Oro sono storicamente correlati:
nelle fasi in cui l’oro accelera con forza, Bitcoin tende a seguire, spesso con un certo ritardo ma con movimenti più esplosivi.
Il primo grafico che ho condiviso (BTC/Gold Power Law) mostra proprio questo:
• il rapporto BTC/Oro si trova oggi su livelli storicamente bassi rispetto alle curve di riferimento
• in passato, zone simili hanno spesso preceduto forti movimenti rialzisti di Bitcoin rispetto all’oro
La seconda immagine aggiunge un tassello all’analisi.
Mostra come si è comportato Bitcoin rispetto all’oro partendo dai massimi di ciclo precedenti (2013, 2017, 2021 e ora 2024), misurando i giorni trascorsi dal top.
Quello che emerge è interessante:
• nei cicli passati, dopo una fase iniziale di debolezza relativa, Bitcoin ha sempre iniziato a sovraperformare l’oro;
• il ciclo attuale (linea più recente) è ancora molto indietro rispetto ai precedenti, soprattutto se confrontato con il 2013 e il 2017
• questo suggerisce che la rotazione BTC > Oro potrebbe non essersi ancora espressa, oppure che il ciclo sia strutturalmente diverso.
Questo è probabilmente il ciclo di Bitcoin più strano di sempre:
• ATH raggiunto prima del halving
• nessuna vera FOMO generalizzata sul mercato crypto
• altcoin estremamente deboli per quasi tutto il ciclo
• ETH e resto del mercato che non hanno mai vissuto una fase euforica classica
È anche per questo che, nonostante i tempi ciclici suggeriscano l’inizio di un bear market, molti ne compreso continuano ad aspettarsi un ultimo uptrend su BTC: la divergenza con l’oro è diventata molto ampia.
Concludo rispondendo ad alcune domande ricevute in privato relative ai post precedenti, il canale sarà sempre incentrato sulle crypto e analisi. I post di questi giorni sono relativi ad una collaborazione momentanea che ho intrapreso, in 2 anni di questo canale non ne ho mai portate (concedetemela).
Quindi tranquilli che non è cambiato il Focus.
Anzi inizierò a pubblicare analisi e con molta più frequenza, settimana prossima ho in mente anche un post sull’arbitraggio nel mondo crypto che può interessare a tanti.
Per chi segue il calcio ed è appassionato al betting, ho avviato una collaborazione con Vavada, un casinò online e piattaforma di scommesse sportive che ti permette di giocare utilizzando criptovalute senza commissioni sui prelievi e sui depositi.
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Bitcoin è stato respinto ancora una volta, questa volta in area $98.000.
Dopo due settimane positive, questo ritracciamento era in realtà piuttosto prevedibile.
A fare da catalizzatore è stata l’ultima escalation politica di Donald Trump, che ha annunciato la possibilità di nuovi dazi contro diversi Paesi membri della NATO, riportando tensioni macro e incertezza sui mercati.
Come spesso accade, il movimento è arrivato nel weekend, quando i mercati tradizionali sono chiusi, e questo ha anticipato una probabile apertura negativa per l’inizio della settimana.
📊 Struttura di mercato
Nonostante il ribasso, siamo ancora pienamente nel range, sia su BTC che su ETH.
Se questo dovesse essere davvero un bear market, sarà il breakdown deciso a ribasso a confermarlo.
Rispetto ai cicli precedenti, però, questo scenario ribassista appare fin troppo scontato:
è proprio per questo che continuo a mantenere una view moderatamente positiva, anche se personalmente non vorrei vedere Bitcoin scendere sotto area 80k.
Resto dell’idea che nelle prossime settimane potremmo assistere a una reazione forte, con una rottura direzionale del range che dura ormai da mesi.
Anche nel caso in cui BTC non dovesse fare subito nuovi ATH, una gamba rialzista riporterebbe fiducia sul mercato e spingerebbe l’intero comparto, soprattutto Ethereum, che ricordiamo non ha fatto nuovi massimi a ottobre, a differenza di Bitcoin.
In questi giorni ho anche rivisto il wallet, riducendo in modo significativo l’esposizione sulle altcoin più deboli e concentrando il capitale soprattutto su ETH e SOL, che al momento considero le strutture più solide in ottica di eventuale ripartenza.
🎆 Buon anno a tutta la community
Il 2026 si apre esattamente come avevamo lasciato il mercato: Bitcoin ha tentato una nuova rottura rialzista, ma si è fermato ancora una volta in area $94.000, lo stesso livello dove era stato respinto nei due tentativi precedenti.
📊 Struttura di mercato
Osservando sia il time frame giornaliero che il settimanale, emerge una zona molto chiara:
un range ben definito che può rappresentare accumulazione prima di una spinta rialzista importante, oppure distribuzione prima di un nuovo movimento al ribasso.
Dal punto di vista temporale, siamo ormai da circa due mesi in lateralizzazione.
Quando il prezzo rimane compresso così a lungo, storicamente tende a seguire un movimento violento, in una delle due direzioni.
Finché questo range non verrà rotto con decisione, resta fondamentale non anticipare troppo gli scenari.
Come anticipato nello scorso post, da oggi il canale torna attivo in modo costante.
Nei prossimi giorni condividerò anche un’analisi più ampia su Ethereum e sulle altcoin, per capire come si stanno posizionando in questa fase così delicata.
Perdonate l’assenza di post nell’ultimo mese: ho avuto diversi impegni che mi hanno tenuto lontano dal canale.
Da gennaio però tornerò operativo come sempre, con update regolari (anche giornalieri).
Colgo l’occasione per augurare a tutti buone festività 🎄
📊 Situazione attuale del mercato crypto
Per quanto riguarda il mercato, si può dire che non ci sono grandi novità rispetto all’ultimo update.
È passato circa un mese dal minimo di Bitcoin in area $80.000, e da allora il prezzo sta lateralizzando all’interno di un range ben definito.
Questo tipo di comportamento indica incertezza: il mercato sta accumulando informazioni (e liquidità) in attesa del prossimo movimento direzionale.
🔹 Bitcoin
Osservando la struttura grafica, al momento:
• non ci sono conferme di un bear market
• ma non ci sono nemmeno segnali chiari di ripartenza rialzista.
BTC si trova in una fase di equilibrio precario: servirà la rottura decisa di livelli chiave (al rialzo o al ribasso) per capire quale scenario prenderà il sopravvento. Fino ad allora, ogni movimento rimane potenzialmente un falso segnale.
🔹 Ethereum
Ethereum si trova in una situazione più delicata:
• non fa nuovi massimi da agosto, quindi parliamo già di 4 mesi di distribuzione/lateralità;
• questo lo rende più vulnerabile in caso di nuova debolezza generale, ma anche più interessante se il mercato dovesse ripartire, perché storicamente ETH tende a reagire con forza dopo fasi di compressione così lunghe.
🔹 Altcoin
Le altcoin sono quelle che stanno soffrendo di più:
• mancanza di direzionalità su BTC
• dominance ancora elevata
• assenza di fiducia generale.
In questo contesto è normale vedere debolezza diffusa e scarso interesse speculativo.
La direzione verrà decisa da:
• quali livelli Bitcoin romperà per primi
• e come reagiranno ETH e la dominance a quel movimento
Fino ad allora, non rimane che attendere. Anche questo mese c’è stato un taglio dei tassi da parte della FED, il resto dei mercati infatti è in ATH.
Dal mercato azionario americano fino all’oro.
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