fa
Feedback
Don Francesco d'Erasmo

Don Francesco d'Erasmo

رفتن به کانال در Telegram
519
مشترکین
+124 ساعت
+37 روز
-130 روز
آرشیو پست ها
--- Leão XIV elimina o Filioque com uma nota de rodapé O Papa Leão XIV publicou uma nova Carta Apostólica intitulada In unitate fidei (“Na unidade da fé”), chamando os cristãos a um renovado “diálogo” e “unidade”. Publicado no domingo para celebrar o 1700º aniversário do Concílio de Niceia, o documento contém a habitual mistura de palavras sobre os “fundamentos compartilhados” da fé cristã. Na próxima sexta-feira, Leão XIV e o controverso Patriarca ortodoxo Bartolomeu visitarão Niceia, perto da atual Iznik, na Turquia. Credo em pluralitatem Ecclesiarum Na nova carta, Leão XIV escreve que a unidade cristã não consiste num “retorno” ao passado, mas num “ecumenismo que olha para o futuro, que busca a reconciliação através do diálogo”. Ele chega até a falar — contrariamente à Fé na única Igreja fundada por Cristo — de um “atual status quo da diversidade de Igrejas e comunidades eclesiais”. Leão XIV continua: “Devemos, portanto, deixar para trás as controvérsias teológicas que perderam a sua razão de ser, para desenvolver uma compreensão comum e, mais ainda, uma oração comum ao Espírito Santo, para que Ele nos reúna a todos numa só fé e num só amor”. O desaparecimento silencioso do Filioque A Carta Apostólica apresenta o Credo Niceno-Constantinopolitano tal como rezado pelos ortodoxos cismáticos, omitindo o Filioque: “Creio no Espírito Santo, Senhor que dá a vida, que procede do Pai, que com o Pai e o Filho é adorado e glorificado, que falou pelos profetas”. A nota de rodapé nº 10 afirma que a expressão “e procede do Pai e do Filho (Filioque)” não se encontra no texto de Constantinopla; foi introduzida no Credo latino pelo Papa Bento VIII em 1014 e é tema do diálogo ortodoxo-católico. História necessária omitida pela nota de rodapé Três sínodos de Toledo (400, 447, 589) aprovaram o Credo que afirma que o Espírito Santo “procede do Pai e do Filho”. Ordenou-se que fosse cantado na liturgia, tornando-se padrão no rito moçárabe. A partir daí, difundiu-se na liturgia galicana. Em 809, Carlos Magno convocou um sínodo em Aquisgrano, na Alemanha, onde os teólogos — especialmente Teodolfo de Orleães — defenderam o Filioque como parte integrante da fé cristã. Roma possuía a mesma doutrina, mas não recitava o Credo durante a Missa. Em 1014, o imperador Henrique II foi a Roma para ser coroado e ficou surpreso ao ver que o Credo não era cantado durante a Missa. Por isso, o Papa Bento VIII introduziu o Credo niceno com o Filioque na liturgia romana. A teologia do Filioque O Filioque permanece a expressão necessária e apropriada da relação interna da Santíssima Trindade: o Filho recebe toda a essência divina do Pai, incluindo a eterna espiração do Espírito Santo pelo Pai. Cristo indicou isso em João 16, afirmando que o Espírito “tomará do que é Meu”.

Mons. Anagbe denuncia en el Congreso de EE.UU: “El cristianismo corre riesgo de eliminación en el norte de Nigeria” - InfoVaticana https://infovaticana.com/2025/11/24/mons-anagbe-denuncia-en-el-congreso-de-ee-uu-el-cristianismo-corre-riesgo-de-eliminacion-en-el-norte-de-nigeria/

Kafka in Vaticano, ovvero il Caso Emblematico e Assurdo degli Araldi del Vangelo. - STILUM CURIAE https://www.marcotosatti.com/2025/11/24/kafka-in-vaticano-ovvero-il-caso-emblematico-e-assurdo-degli-araldi-del-vangelo/

Tutti gli errori di “In unitate fidei”, ennesimo disastro teologico ed ecclesiale | Aldo Maria Valli https://www.aldomariavalli.it/2025/11/24/tutti-gli-errori-di-in-unitate-fidei-ennesimo-disastro-teologico-ed-ecclesiale/amp/

پیام صوتی22:55

RESPONSORIO Cfr. Eb 12, 1-3 R. Affrontiamo con perseveranza la corsa che ci sta davanti, * tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. V. Pensate a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d'animo, R. tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. ORAZIONE O Dio, origine e fonte dì ogni paternità, che hai reso fedeli alla croce del tuo Figlio, fino all'effusione del sangue, i santi Andrea Dung-Lac e compagni martiri, per la loro comune intercessione fa' che diventiamo missionari e testimoni del tuo amore fra gli uomini, per chiamarci ed essere tuoi figli. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Dall'epistolario di san Paolo Le-Bao-Tinh agli alunni del Seminario di Ke-Vinh nel 1843. (Launay A.: Le clergé tonkinois et ses prêtres martyrs, MEP, Paris 1925, pp. 80-83). *La partecipazione dei martiri alla vittoria del Cristo capo* Io, Paolo, prigioniero per il nome di Cristo, voglio farvi conoscere le tribolazioni nelle quali quotidianamente sono immerso, perché infiammati dal divino amore, innalziate con me le vostre lodi a Dio: eterna è la sua misericordia (Sal 135, 3). Questo carcere è davvero un'immagine dell'inferno eterno: ai crudeli supplizi di ogni genere, come i ceppi, le catene di ferro, le funi, si aggiungono odio, vendette, calunnie, parole oscene, false accuse, cattiverie, giuramenti iniqui, maledizioni e infine angoscia e tristezza. Dio, che liberò i tre giovani dalla fornace ardente, mi è sempre vicino; e ha liberato anche me da queste tribolazioni, trasformandole in dolcezza: eterna è la sua misericordia. In mezzo a questi tormenti, che di solito piegano e spezzano gli altri, per la grazia di Dio sono pieno di gioia e letizia, perché non sono solo, ma Cristo è con me. Egli, nostro maestro, sostiene tutto il peso della croce, caricando su di me la minima e ultima parte: egli stesso combattente, non solo spettatore della mia lotta; vincitore e perfezionatore di ogni battaglia. Sul suo capo è posta la splendida corona di vittoria, a cui partecipano anche le membra. Come sopportare questo orrendo spettacolo, vedendo ogni giorno imperatori, mandarini e i loro cortigiani, che bestemmiano il tuo santo nome, Signore, che siedi sui Cherubini (cfr. Sal 79, 2) e i Serafini? Ecco, la tua croce è calpestata dai piedi dei pagani! Dov'è la tua gloria? Vedendo tutto questo preferisco, nell'ardore della tua carità, aver tagliate le membra e morire in testimonianza del tuo amore. Mostrami, Signore, la tua potenza, vieni in mio aiuto e salvami, perché nella mia debolezza si è manifestata e glorificata la tua forza davanti alle genti; e i tuoi nemici non possono alzare orgogliosamente la testa, se io dovessi vacillare lungo il cammino. Fratelli carissimi, nell'udire queste cose, esultate e innalzate un perenne inno di grazie a Dio, fonte di ogni bene, e beneditelo con me: eterna è la sua misericordia. L'anima mia magnifichi il Signore e il mio spirito esulti nel mio Dio, perché ha guardato l'umiltà del suo servo e d'ora in poi le generazioni future mi chiameranno beato (cfr. Lc 1, 46-48): eterna è la sua misericordia. Lodate il Signore, popoli tutti; voi tutte, nazioni, dategli gloria (Sal 116, 1), poiché Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole, per confondere i forti; ciò che è spregevole, per confondere i potenti (cfr. 1 Cor 1, 27). Con la mia lingua e il mio intelletto ha confuso i filosofi, discepoli dei saggi di questo mondo: eterna è la sua misericordia. Vi scrivo tutto questo, perché la vostra e la mia fede formino una cosa sola. Mentre infuria la tempesta getto l'àncora fino al trono di Dio: speranza viva, che è nel mio cuore. E voi, fratelli carissimi, correte in modo da raggiungere la corona (cfr. 1 Cor 9, 24); indossate la corazza della fede (cfr. 1 Ts 5, 8); brandite le armi del Cristo, a destra e a sinistra (cfr. 2 Cor 6, 79), come insegna san Paolo, mio patrono. È bene per voi entrare nella vita zoppicanti o con un occhio solo (cfr. Mt 18, 8-9), piuttosto che essere gettati fuori con tutte le membra. Venite in mio soccorso con le vostre preghiere, perché possa combattere secondo la legge, anzi sostenere sino alla fine la buona battaglia, per concludere felicemente la mia corsa (cfr. 2 Tm 4, 7). Se non ci vedremo più nella vita presente, questa sarà la nostra felicità nel mondo futuro: staremo davanti al trono dell'Agnello immacolato e canteremo unanimi le sue lodi esultando in eterno nella gioia della vittoria. Amen.

4.424 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, in Gama / DF, trasmesso il 31/01/2017 https://www.apelosurgentes.com.br/it-it/mensagens/4424

4.424 – Mensagem de Nossa Senhora Rainha da Paz, em Gama / DF, transmitida em 31/01/2017 https://www.apelosurgentes.com.br/pt-br/mensagens/4424

Lc 21,1-4 Vide una vedova povera, che gettava due monetine. Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere». Parola del Signore Lode a te o Cristo

Dn 1,1-6.8-20 Non si trovò nessuno pari a Daniele, Ananìa, Misaèle e Azarìa. Dal libro del profeta Daniele L’anno terzo del regno di Ioiakìm, re di Giuda, Nabucodònosor, re di Babilonia, marciò su Gerusalemme e la cinse d’assedio. Il Signore diede Ioiakìm, re di Giuda, nelle sue mani, insieme con una parte degli arredi del tempio di Dio, ed egli li trasportò nel paese di Sinar, nel tempio del suo dio, e li depositò nel tesoro del tempio del suo dio. Il re ordinò ad Asfenàz, capo dei suoi funzionari di corte, di condurgli giovani israeliti di stirpe regale o di famiglia nobile, senza difetti, di bell’aspetto, dotati di ogni sapienza, istruiti, intelligenti e tali da poter stare nella reggia, e di insegnare loro la scrittura e la lingua dei Caldèi. Il re assegnò loro una razione giornaliera delle sue vivande e del vino che egli beveva; dovevano essere educati per tre anni, al termine dei quali sarebbero entrati al servizio del re. Fra loro vi erano alcuni Giudei: Daniele, Ananìa, Misaèle e Azarìa. Ma Daniele decise in cuor suo di non contaminarsi con le vivande del re e con il vino dei suoi banchetti e chiese al capo dei funzionari di non obbligarlo a contaminarsi. Dio fece sì che Daniele incontrasse la benevolenza e la simpatia del capo dei funzionari. Però egli disse a Daniele: «Io temo che il re, mio signore, che ha stabilito quello che dovete mangiare e bere, trovi le vostre facce più magre di quelle degli altri giovani della vostra età e così mi rendereste responsabile davanti al re». Ma Daniele disse al custode, al quale il capo dei funzionari aveva affidato Daniele, Ananìa, Misaèle e Azarìa: «Mettici alla prova per dieci giorni, dandoci da mangiare verdure e da bere acqua, poi si confrontino, alla tua presenza, le nostre facce con quelle dei giovani che mangiano le vivande del re; quindi deciderai di fare con i tuoi servi come avrai constatato». Egli acconsentì e fece la prova per dieci giorni, al termine dei quali si vide che le loro facce erano più belle e più floride di quelle di tutti gli altri giovani che mangiavano le vivande del re. Da allora in poi il sovrintendente fece togliere l’assegnazione delle vivande e del vino che bevevano, e diede loro soltanto verdure. Dio concesse a questi quattro giovani di conoscere e comprendere ogni scrittura e ogni sapienza, e rese Daniele interprete di visioni e di sogni. Terminato il tempo, stabilito dal re, entro il quale i giovani dovevano essergli presentati, il capo dei funzionari li portò a Nabucodònosor. Il re parlò con loro, ma fra tutti non si trovò nessuno pari a Daniele, Ananìa, Misaèle e Azarìa, i quali rimasero al servizio del re; su qualunque argomento in fatto di sapienza e intelligenza il re li interrogasse, li trovava dieci volte superiori a tutti i maghi e indovini che c’erano in tutto il suo regno. Parola di Dio Rendiamo grazie a Dio

Dalla seconda lettera di san Pietro, apostolo 1, 1-11 Fedeltà alla vocazione cristiana Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo, a coloro che hanno ricevuto in sorte con noi la stessa preziosa fede per la giustizia del nostro Dio e salvatore Gesù Cristo: grazia e pace sia concessa a voi in abbondanza, nella conoscenza di Dio e di Gesù Signore nostro. La sua potenza divina ci ha fatto dono di ogni bene per quanto riguarda la vita e la pietà, mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la sua gloria e potenza. Con queste ci ha donato i beni grandissimi e preziosi che erano stati promessi, perché diventaste per loro mezzo partecipi della natura divina, essendo sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza. Per questo mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla pazienza la pietà, alla pietà l'amore fraterno, all'amore fraterno la carità. Se queste cose si trovano in abbondanza in voi, non vi lasceranno oziosi né senza frutto per la conoscenza del Signore nostro Gesù Cristo. Chi invece non ha queste cose è cieco e miope, dimentico di essere stato purificato dai suoi antichi peccati. Quindi, fratelli, cercate di render sempre più sicura la vostra vocazione e la vostra elezione. Se farete questo non inciamperete mai. Così infatti vi sarà ampiamente aperto l'ingresso nel regno eterno del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo. Parola di Dio Rendiamo grazie a Dio

SCOSSA NEL MONDO SCIENTIFICO: IL CDC RINNEGA LA POSIZIONE UFFICIALE SU VACCINI E AUTISMO – LVOGRUPPO https://lvogruppo.com/2025/11/20/scossa-nel-mondo-scientifico-il-cdc-rinnega-la-posizione-ufficiale-su-vaccini-e-autismo/

Leone XIV elimina il Filioque con una nota a piè di pagina – Gloria.tv https://gloria.tv/post/4M3mRXRmRrrAEGCrix21pWzG9

Video da parte di Ave Maria

Abusi, i fantasmi di Chiclayo inseguono papa Leone - La Nuova Bussola Quotidiana https://lanuovabq.it/it/abusi-i-fantasmi-di-chiclayo-inseguono-papa-leone

Escalation illiberale: dopo Sarkozy va in prigione Bolsonaro - La Nuova Bussola Quotidiana https://lanuovabq.it/it/escalation-illiberale-dopo-sarkozy-va-in-prigione-bolsonaro

FÓRMULA DE CONSAGRAÇÃO DA HUMANIDADE AO CORAÇÃO SACRATÍSSIMO DE JESUS. (“Annum Sacrum”, Carta Encíclica de Leão XIII) Ó dulcíssimo Jesus, ó Redentor do gênero humano, lançai um olhar sobre nós, humildemente prostrados diante do vosso altar. Somos vossos e vossos queremos ser; e para podermos viver mais estreitamente unidos a Vós, eis que cada um de nós se consagra ao vosso Sacratíssimo Coração. Muitos, porém, já não Vos conhecem; muitos, ao desprezar os vossos mandamentos, repudiam-Vos. O benigníssimo Jesus, tende piedade de uns e de outros; e atraí todos ao Vosso Coração Santíssimo. Oh Senhor, sê o Rei não só dos fiéis que não se distanciaram de Vós, mas também destes filhos pródigos que Vos abandonaram; fazei com que estes retornem à casa paterna o quanto antes para não morrerem de miséria e fome. Sê o Rei de todos os que vivem no engano do erro ou que por discordarem de Vós se separaram; chamai-os ao porto da verdade e da unidade da Fé para que assim, em breve, não haja mais que um só rebanho sob um só Pastor. Sê finalmente o Rei de todos os que estão envoltos nas superstições do paganismo e não recuseis tirá-los das trevas para traze-los à luz do Reino de Deus. Obtende, oh Senhor, a integridade e liberdade segura para a vossa Igreja; dai a todo o povo a tranqüilidade da ordem; fazei com que de uma extremidade à outra da terra ressoe esta única voz: “Seja louvado este Coração do qual provém a nossa salvação; a Ele a glória e a honra pelos séculos. Amém!” (11). 11. “Annum Sacrum”, Carta Encíclica de Leão XIII sobre a Consagração da Humanidade ao Sagrado Coração de Jesus, 25 de Maio de 1899