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35 Anni Senza Stato

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Dal Coordinamento popolare Laurentino 38 Ci sono bambini, anziani e animali in strada da due giorni per il principio di incendio al palazzo di Spin Time. Noi del Laurentino 38 di incendi ne sappiamo assai,purtroppo. Camminano a braccetto con l' incuria e l'incapacità delle istituzioni di garantire il minimo vitale a chiunque. È stata allestita una tendopoli dalla protezione civile perché le temperature di questi giorni sono insostenibili e la situazione è tragicamente grave. Non viene permesso alle persone di tornare nelle abitazioni in cui troverebbero la soluzione all'emergenza,acqua, medicinali,libri di scuola,giocattoli,una merenda,una coccola prima di coricarsi. I BAMBINI SONO DI TUTTI!! Sono il futuro,il sale della vita,la cosa più preziosa che una società possiede. Oppure contano di più la politica, i soldi? Gli viene impedito di far rientro nelle abitazioni e recuperare un po’ di normalità,dalla furia cieca e dalle azioni scellerate con cui si sta scegliendo di gestire le categorie più bisognose e in difficoltà. Ma dove vogliono arrivare?? I BAMBINI NON SI TOCCANO!!! Parlano di inagibilità ma hanno trasformato Spin Time in una gigante caserma. Cosa fa lo stato mette a rischio i suoi lavoratori in un posto pericolante? Non si fanno refertare in massa in questo caso? No, il re è nudo. Spin Time ostaggio dei politici è quello che sono disposti a fare con le nostre vite. Centinaia di persone in strada per una guerra tra chi poteva fare e non ha fatto nulla. Una guerra che deve spargere odio nella società mentre i politici di ogni bandiera magnano e dormono tranquilli. Coordinamento popolare Laurentino 38

Chiediamo ai politicanti del governo e delle opposizioni continuare a fare quello che stanno facendo, sempre più sarà evidente l'inutilità e infamitá che li accompagna, a favore dei soldi di pochi contro gli interessi dei molti Chiediamo a chi ci ascolta, a chi vive queste valli, di lasciar perdere le provocazioni di questi sciacalli e di venire a conoscersi, di unirsi in questa lotta, per chi vive oggi qui e per chi ci vivrà in futuro. Oggi è il campeggio della Piana che si interfaccia con le zone rosse, domani sarà l'intera Susa e Bussoleno a essere invivibile, se veramente andranno avanti con questo progetto. A sgomberi, zone rosse, jersey e militarizzazione rispondiamo con un sorriso e andiamo avanti nella lotta. Ci vediamo intanto al presidio di Venaus. Se non ci lasciano nessuno spazio, noi saremo ovunque.

Questo il comunicato letto in conferenza stampa: C'era una volta un campeggio alla Piana, ma abbiamo anche altri piani. Un ordine di problemi e qualche soluzione Su quanto accaduto questa mattina, i fatti si commentano da soli. Nulla di più, nulla di meno. La prefettura di Torino fa le veci della politica e emette un'ordinanza. Il campeggio della Piana, previsto dal 30 luglio al 2 agosto, non si deve fare nei comuni di Susa e Bussoleno. All'ultimo, si sono resi conto che mancava anche Venaus e, poiché "troppo evocativo" a detta della polizia, hanno provveduto ad aggiungere Venaus nella lista dei comuni interdetti. Inizialmente hanno comunque tentato di cacciare le persone dal presidio di Venaus pur non avendo nulla di scritto o ordinato formalmente. Non è la prima volta che si proclamano zone rosse, ma la prima volta che fisicamente viene schierata la celere al di fuori dei presidi per impedire di campeggiare, sostare o muoversi liberamente. Comunque ci esprimiamo a favore del nuovo reato di Evocatività, speriamo venga inserito nel prossimo decreto sicurezza. Non ci interessa in questa sede aggiungere nient'altro se non che il campeggio si farà e sarà più divertente di quello che potevamo prevedere. Le lotte sociali e la battaglia contro il Tav ci hanno insegnato che a problemi ci sono sempre soluzioni e l'importante è tenere quel punto. Dunque, andiamo avanti. Prendiamo parola pubblicamente e iniziamo da qualche considerazione. -I due compagni tedeschi fermati dopo la manifestazione del 25 luglio, sono oggi nel Carcere delle Vallette. A loro va il nostro pensiero e la nostra solidarietà. Li vogliamo liberi ora e vogliamo la polizia e gli operai di Telt fuori dalla Valle, dalla Terra e dal sistema solare. -Il campeggio della Piana nasce su spinta del presidio di San Giuliano. Uno dei tanti luoghi di lotta che cercano di resistere al processo di espropri in corso. Il campeggio nasce anche come momento di informazione e condivisione su come la devastazione del Tav agirá nei terreni della piana di Susa. Non saranno certo delle ordinanze prefettizie a impedire che tutto ciò emerga. -Di fronte gli attacchi vigliacchi della repressione, abbiamo un'unica soluzione: rilanciare. E allora ci prenderemo questi giorni per fare quello che volevamo fare e forse qualcosina in più. Giorni per conoscerci, discutere della guerra in corso e delle complicità che legano il Tav alla catastrofe guerrafondaia degli Stati e delle potenze di tutto il mondo. Giorni per parlare di autonomia energetica e come resistere di fronte lo scenario di crisi internazionale. Giorni per elaborare proposte e condividere sogni su come poter vivere meglio, su come poter rendere abitabili e vivibili i luoghi che amiamo e che resistono alla distruzione in corso del capitalismo. Giorni per parlare del Tav e unire la Val di Susa alle lotte globali, le lotte globali alla Val di Susa. Quello che sta succedendo stamattina è cio che accade quando si alza la testa, quando si resiste collettivamente ai progetti di morte e distruzione. Succede da 30 anni in Val di Susa, succede ovunque si lotti per cambiare lo stato delle cose. -Chiediamo ai giornalisti o sedicenti tali, che se davvero vogliono parlare di quello che accade in Val Susa, chiedessero alle persone di Traduerivi la paura che hanno di essere l'ennesimo caso di tumore in valle. Documentassero quello che accade tutti i giorni qui in Val di Susa e non solo quando la rabbia cresce e la violenza torna loro indietro. Chiedessero agli abitanti e le abitanti delle borgate cosa ne pensano delle acque contaminate da Pifas e metalli pesanti. Documentassero quello che accade a Oulx, là in fontiera, non troppi chilometri lontano da qui, dove le persone migranti ogni giorno fanno esperienza delle zone rosse per eccellenza che sono i confini.

Roma - Appello alla solidarietà per Spin Time Ieri sera un incendio è stato domato all'interno della palazzina abitata da 150
Roma - Appello alla solidarietà per Spin Time Ieri sera un incendio è stato domato all'interno della palazzina abitata da 150 nuclei familiari. Da questa mattina siamo davanti a Spin Time per sostenere le persone che vogliono rientrare nelle loro case dopo una notte in strada e chiediamo a tuttx di aggiungersi. Mettiamo il cuore. Facciamo vedere che c'è chi resiste alla desertificazione delle relazioni in questa metropoli dove comanda solo la speculazione e la questura. Da ora in poi richiesta la massima partecipazione. Dalle ore 17 assemblea davanti al palazzo.

Due righe prima del brindisi e della cocomerata di oggi, giovedì 9 luglio, al sesto ponte... Non l'abbiamo mai detto ai quattro venti che tutte le cose presenti nello squat e tutti gli effetti personali nelle case sono stati sequestrati e sotterrati dai muri abbattuti e dalla devastazione provocata dallo sgombero. Non abbiamo detto nulla perché è quello che avviene normalmente nelle case popolari sgomberate e non abbiamo mai vantato di essere speciali. Siamo statx in silenzio anche quando abbiamo trovato cose in strada trafugate dallo spazio sgomberato, allarmato e con videocamere, segnale che qualcuno che poteva entrare ha fatto un bel giro e selezionato quello che voleva. Da ieri riceviamo le foto di laboratori autogestiti, delle case dove abitavamo, di quello che abbiamo autocostruito in decenni di fatica e pazzia buttato in cortile, sotto gli occhi di tutte e tutti. Foto e messaggi arrabbiati a cui rispondiamo trattenendo il tormento del dolore. Certe volte l'ironia ci ha messi/e al riparo dalla tristezza ma in tutta sincerità abbiamo scherzato anche sopra alle nostre possibilità. Negarci di recuperare le cose e buttarle come immondizia in strada vorrebbe essere una lezione: guardate che succede se non fate i bravi, guardate tutte e tutti quanto contano le vostre vite. Che resti allora la rabbia dei messaggi che riceviamo da chi abita al sesto ponte, una rabbia che ripara dal disciplinamento e dalle lezioni dello Stato. Ci vediamo oggi alle ore 19 al sesto ponte sotto ai palazzi per brindare insieme alla lotta, a quella possibilità che ci siamo dati/e nella vita per stare meglio in quartiere, a quello sforzo che facciamo insieme e che in pochi mesi ci ha permesso di avere due grandi vittorie per il sesto ponte: due case per due famiglie che hanno lottato, con noi al loro fianco. L38squatters per una vita libera insieme

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SUSANNA OGGI HA UNA CASA SUSANNA HA LOTTATO E NOI CON LEI Era la sera del 12 gennaio quando abbiamo visto le fiamme divampare da una casa accanto a L38Squat. Era un lunedì di una solita assemblea di gestione – una di quelle serate in cui ti stringi intorno a un tavolo con le stufe vicine vicine e con la giacca addosso sopporti il freddo per organizzare collettivamente l'occupazione – quando ci siamo precipitatx dalle scale unendoci in strada al vicinato del sesto ponte. Le conseguenze di quel fuoco sono state pesantissime e non è oggi il giorno per ricordarle. Perché allora parliamo di noi? Perché oggi tremano le mani scrivendo queste parole? Perché dalla sera dell'incendio non abbiamo mai smesso di lottare insieme a Susanna. Abbiamo puntato i piedi negli uffici dei politici troppo abituati al silenzio della rassegnazione, abbiamo spinto sotto alle porte di Ater con abitanti di altri quartieri, abbiamo abbattuto i muri di gomma della burocrazia assassina, abbiamo iniziato con una colletta di quartiere e siamo finiti ad avere il sostegno di compagni e compagne che da tutto il paese hanno capito e supportato questa lotta, abbiamo approfittato della presenza di personaggi pubblici al Laurentino 38 per dare visibilità al grido "UNA CASA PER SUSANNA SUBITO". Questo stesso grido ha tuonato in quartiere mentre centinaia di guardie facevano incursione per sgomberare L38Squat. Mentre tutto sembrava sbriciolarsi a colpi di mazzetta sotto ai piedi di chi resisteva sul tetto dello squat, sapere che il vicinato da ore non mollava e ci sosteneva dalle finestre, vedere lì davanti ai nostri occhi la casa carbonizzata, capire che le guardie non potevano portarci via perché chiunque avrebbe visto la nostra vita in pericolo, ha fatto aprire lo squarcio e imporre una condizione per scendere dal tetto dopo ore di resistenza: UNA CASA PER SUSANNA SUBITO. ORA QUESTA CASA C'È. Per questo tremiamo oggi, perché la nuova casa di Susanna per noi significa che niente è finito con lo sgombero e che la lotta è una possibilità di vita. Non è stato facile resistere insieme, accordare la voglia di fargliela pagare a chi ti sta sgomberando e lasciare aperto uno spiraglio per ottenere una vittoria. Non è stato facile in una città che non è capace di resistere insieme contro gli sgomberi, che coltiva egemonia e potere mentre c'è solo da fare piazza pulita di padri padroni del movimento. Oggi Susanna ha preso casa, oggi tutto il Laurentino 38 può prendere forza per continuare a lottare, oggi i compagni e le compagne sono felici. L38squatters

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Lo scorso 16 giugno, a seguito di una vasta operazione repressiva che ha visto 9 compagnx arrestatx e perquisizioni in tutta Italia, il Bencivenga occupato è stato sgomberato. Quel giorno eravamo davanti al cancello del Bencivenga a far sentire allx compagnx barrictx all’interno di non essere solx a difendere lo spazio. Eravamo anche sotto e sopra i tetti di L38 Squat lo scorso aprile, la mattina in cui le camionette della celere sono arrivatx a somberare lo spazio ed eravamo in strada per ZK Squat a gennaio, la mattina dello sgombero. Tre occupazioni storiche sgomberate in meno di sei mesi. Così come il Torre Maura occupato. Spazi autogestiti dove si continuava a praticare quel tipo di socialità libera dalle logiche del profitto. Spazi di dissenso politico e lotta, di autorganizzazione dal basso. Probabilmente anche lo sgombero del Bencivenga Occupato si inserisce nel quadro della "riqualificazione" di alcune zone della città di Roma, come quella in programma nel quartiere adiacente la stazione Tiburtina dove Strike continua ad esistere da 23 anni. Accanto a noi stiamo assistendo all’innalzarsi giorno dopo giorno, e con una velocità che solo le infrastrutture private riescono a conseguire, uno studentato privato pronto a ricordarci che nella città delle camere in affitto a 600 euro gli interessi collettivi decadono facilmente a vantaggio di quelli privati. CI SENTIAMO MINACCIATX DA QUEST’ENNESIMA OPERA DI SPECULAZIONE CHE USURPA LA CITTÀ E CI OSTRUISCE LA VISTA DEL TRAMONTO SOPRA AL VERANO... CI SENTIAMO MINACCIATX DAI RECENTI SGOMBERI DEGLI SPAZI OCCUPATI E AUTOGESTITI CHE ABBIAMO ATTRAVERSATO, SUPPORTATO E AMATO. Domani sabato 27 giugno Il Bencivenga Occupato avrebbe festeggiato 25 anni. Ci piacerebbe che questo giorno sia un’occasione per riflettere tuttx insieme su quanto stiamo assistendo a Roma, in Italia e in altre parti d’Europa come ad Atene, dove la comunità autogestita di Prosfygika è in pericolo di sgombero con un piano di evacuazione forzata previsto per il 2026. Siete quindi tuttx invitatx a Strike domani per il compleanno del Bencivenga Occupato! ~Ore 18:00 chiacchiera pubblica sulle pratiche di occupazione, autogestione e sui recenti sgomberi ~A seguire concerti con: PaperinX Innesco Speedrone Tea Max Solidarietà per tutte lx compagnx colpitx dalla repressione nelle sue subdole forme come le misure cautelari o le inutili e invasive perquisizioni, ribadiamo che staremo sempre al fianco di chi con ogni pratica lotta contro lo stato che ci opprime in ogni sua forma. Libere tutte e liberi tutti. Al fianco di Micol, Nico, Stefano, Arnau, Giulia, Luna, Bibbi, Pietro e Tony. Con rabbia e con amore.

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Hanno costruito un muro di violenza e ricatto economico davanti alla porta di una nuova casa per Susanna. Quel muro l'abbiamo sfondato, quella porta ora la apriamo tenendoci per mano tutte insieme. Il supporto è arrivato da tantissime città, da singoli, da gruppi di lavoratrici, da collettivi di lotta della penisola e delle isole. L'obiettivo è stato raggiunto e superato, Susanna può pagare Ater e ricomprare alcune cose di quel tutto perso nell'incendio. Oggi i grandi dirigenti e i politici devono sentirsi dei piccoli strozzini schiacciati dalla solidarietà. Dopo aver causato l'incendio con le mancate manutenzioni, dopo aver lasciato una donna in strada tra le promesse e i silenzi per 5 mesi e dopo aver ascoltato la rabbia della lotta, hanno provato una mossa infame. Quei 2700 euro posti come condizione per avere una nuova assegnazione potevano essere rateizzati come tutto il resto ma invece no, volevano dare una lezione, volevano costringere a una nuova sofferenza. Noi, tutte e tutti, non glielo abbiamo permesso. Per abbattere gran parte delle morosità calcolate male c'è voluta una lunga battaglia. Per trovare una casa Ater tra le centinaia lasciate vuote a marcire c'è voluta una lunga resistenza. Per entrare in questa casa e ricostruire la tranquillità c'è voluta una bella solidarietà. L'abbiamo fatto con Susanna e vogliamo farlo con chiunque voglia lottare fianco a fianco: oggi una casa subito per Susanna, una casa per tutte e tutti. Coordinamento popolare Laurentino 38

Vi chiediamo di copiare questo messaggio e inviarlo a tutti i vostri contatti. Daje regà ✌️

⚠️⚠️ APPELLO URGENTE SUSANNA È A UN PASSO DALL'ASSEGNAZIONE DI UNA NUOVA CASA ATER. SERVE IL SOSTEGNO DI TUTTE E TUTTI NOI. Dopo l'incendio di gennaio nella casa Ater del sesto ponte al Laurentino 38, Susanna ha lottato con tenacia dopo aver perso tutto e noi siamo stati/e al suo fianco. Ne abbiamo provate tante per far ascoltare le ragioni di Susanna e ora siamo a questo punto: 3/4 delle morosità sono state abbattute perché è stato fatto un ricalcolo basato sul suo reale ISEE – cosa che veniva ignorata fino ad oggi – e finalmente oggi ATER, durante un incontro formale che Susanna ha guadagnato con il municipio in presenza di alcune solidali, ha dichiarato che l'alloggio nuovo da assegnarle esiste ed è già abitabile. ATER ha imposto una condizione: il pagamento di 2700 euro (ovvero parte della morosità) prima di poter entrare nella nuova casa la prossima settimana. Vogliamo raccogliere 2700 euro entro lunedì mattina per sostenere Susanna. Non crediamo servano dettagli sulla sua vita perché abbiamo la vostra fiducia, non ci piace romanzare né spiegare perché è una cifra non sostenibile individualmente. Chiediamo ai nostri affetti, a chi lotta in ogni angolo del mondo, di sottoscrivere. Non importa se sono 5 o 10 euro, non importa se è di più o di meno, ma i soldi servono entro lunedì 22 giugno mattina, ovvero tra poche decine di ore. Una casa per Susanna per noi significa una casa per tutte e tutti. Per sottoscrivere: Bonifico istantaneo intestato a Giulia Cesetti IBAN IT94K3608105138243585843618 Causale "Una casa subito per Susanna"

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I cantieri ATER di quinto e sesto ponte hanno levato ogni parcheggio a chi vive in quartiere. Quindi sfratti, sgomberi, difficoltà a spostarsi e zero parcheggi. Vi chiediamo di non parcheggiare nelle vie adiacenti al campetto altrimenti si blocca la viabilità. Per raggiungerci, se non volete usare il qr code, basta cercare: Campetto Occupato Laurentino Liberato

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Siamo ora davanti al Teatro Elsa Morante al Laurentino 38 perché fra un paio d'ore verrà Sigfrido Ranucci di Report a present
Siamo ora davanti al Teatro Elsa Morante al Laurentino 38 perché fra un paio d'ore verrà Sigfrido Ranucci di Report a presentare il suo libro. Vogliamo questo momento di visibilità per parlare di quello che accade nei quartieri popolari. Leggete le nostre richieste nelle slides che seguono.                  https://www.instagram.com/p/DZKrIG6iHZR/?img_index=4&igsh=MWpmOWljdXYxNTI4Ng==

LA LIBERTÀ NON CADE DAL CIELO Domenica 7 giugno Giornata al Laurentino 38 Ecco il programma e qualche info in più
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