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Canale ufficiale dell'Associazione Corvelva info@corvelva.it www.corvelva.it

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📈 تحلیل کانال تلگرام CORVELVA

کانال CORVELVA (@corvelva1993) در بخش زبانی ایتالیایی بازیگری فعال است. در حال حاضر جامعه شامل 37 235 مشترک است و جایگاه 469 را در دسته سبک زندگی سالم و رتبه 671 را در منطقه ايطاليا دارد.

📊 شاخص‌های مخاطب و پویایی

از زمان ایجاد در невідомо، پروژه رشد سریعی داشته و 37 235 مشترک جذب کرده است.

بر اساس آخرین داده‌ها در تاریخ 04 سپتامبر, 2026، کانال فعالیت پایداری دارد. در ۳۰ روز گذشته تغییر اعضا برابر 104 و در ۲۴ ساعت گذشته برابر 0 بوده و همچنان دسترسی گسترده‌ای حفظ شده است.

  • وضعیت تأیید: تأیید نشده
  • نرخ تعامل (ER): میانگین تعامل مخاطب 44.59% است و در ۲۴ ساعت نخست پس از انتشار، محتوا معمولاً 15.03% واکنش نسبت به کل مشترکان کسب می‌کند.
  • دسترسی پست‌ها: هر پست به طور میانگین 16 603 بازدید دریافت می‌کند. در اولین روز معمولاً 5 595 بازدید جمع‌آوری می‌شود.
  • واکنش‌ها و تعامل: مخاطبان به‌طور فعال حمایت می‌کنند؛ میانگین واکنش به هر پست 215 است.
  • علایق موضوعی: محتوا بر موضوعات کلیدی مانند vaccino, vaccinazione, obbligo, lunedì, diritto تمرکز دارد.

📝 توضیح و سیاست محتوایی

نویسنده این فضا را محل بیان دیدگاه‌های شخصی توصیف می‌کند:
Canale ufficiale dell'Associazione Corvelva info@corvelva.it www.corvelva.it

به لطف به‌روزرسانی‌های پرتکرار (آخرین داده در تاریخ 05 سپتامبر, 2026)، کانال همواره به‌روز و دارای دسترسی بالاست. تحلیل‌ها نشان می‌دهد مخاطبان به‌طور فعال با محتوا تعامل دارند و آن را به نقطه اثرگذاری مهم در دسته سبک زندگی سالم تبدیل کرده‌اند.

37 235
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سپتامبر '26
سپتامبر '26
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04 سپتامبر+2
03 سپتامبر+5
02 سپتامبر+5
01 سپتامبر+1
پست‌های کانال
Parliamo di "volontà popolare", visto che oggi va tanto di moda in Veneto. La legge sul fine vita appena approvata nasce da una proposta di iniziativa popolare sostenuta da 9.000 firme, raccolte anche in digitale. Bene: 9.000 cittadini si fanno sentire e la Regione legifera. È così che dovrebbe funzionare la democrazia partecipativa. Il problema è che funziona solo a senso unico. Nel 2018 noi cittadini veneti abbiamo presentato una petizione con 38.000 firme di soli residenti in Veneto. Nel 2019 abbiamo depositato una proposta di legge di iniziativa popolare con 110.000 firme fisiche - carta e penna, raccolte una per una nei Comuni italiani, senza scorciatoie digitali e in sole 4 settimane. Numeri che fanno impallidire le 9.000 di oggi. Risultato? Cassetto. Silenzio. Nessuna legge, nessuna discussione degna di questo nome. Anzi, solo odio. Non entriamo nel merito della legge sul fine vita: non è il nostro tema e non pretendiamo di dare un contributo su una materia che non ci compete. Ma una cosa la diciamo forte e chiara: usare il "volere del popolo" come paravento quando fa comodo, e ignorarlo quando parla con una voce dieci volte più forte, è ipocrisia pura. E questo modo di fare politica, sì, ci fa schifo. Corvelva Staff

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Lo stesso Stato che ti riconosce la scelta sulla morte ti nega la scelta su un vaccino. Il corpo è tuo all'ultimo respiro, dello Stato in tutti quelli prima. O vale sempre, o non è autodeterminazione.
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AIUTACI AD AIUTARE - ASSOCIATI ORA! La nostra battaglia contro gli obblighi vaccinali non si fermerà finché anche solo una persona sarà soggetta a queste imposizioni, specialmente i bambini. Noi di Corvelva ci mettiamo tutta la nostra passione e determinazione, ma abbiamo bisogno del tuo supporto per fare la differenza. Associarsi a Corvelva significa molto più che condividere i nostri princìpi: significa fare parte di una comunità unita per garantire la libertà vaccinale in Veneto, in Italia, in Europa e nel mondo. Il tuo aiuto è essenziale per continuare la nostra missione. Reagiamo insieme! P.s. vi ricordiamo che da telegram il sito potrebbe avere dei problemi di visualizzazione. Per risolvere, una volta aperto cliccare sui tre puntini in alto e poi "Apri con il tuo browser". https://corvelva.it/registrazione-socio.html
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L'obbligo vaccinale ha fallito in ogni suo target prefissato e non ha fatto altro che polarizzare la popolazione. Complimenti
L'obbligo vaccinale ha fallito in ogni suo target prefissato e non ha fatto altro che polarizzare la popolazione. Complimenti alla petalosa Lorenzin
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🔴 QUANDO L'ALLARME DIVENTA UN BOOMERANG In mezzo mondo, ieri, lo stesso titolo: "Il morbillo uccide in Pennsylvania, i primi morti in 35 anni." Copia-incolla, da una redazione all'altra, senza che quasi nessuno leggesse cosa c'era scritto sotto. Cosa c'era scritto sotto? Che il medico legale della contea di Lancaster ha dichiarato che nessun decesso per morbillo è stato gestito dal suo ufficio. Che l'unico caso pediatrico citato è un neonato risultato positivo al morbillo ma morto per una rottura della milza, con indagine ancora aperta. Che lo Stato ha usato la formula "measles-associated" - che significa, testualmente, "evidenza di laboratorio o epidemiologica presente, ma causa ufficiale del decesso ancora sotto indagine." E che di quei due morti non è stato reso pubblico nulla: né età, né residenza, né dove siano deceduti. "Associato al morbillo" non vuol dire "morto di morbillo". Ma nei titoli quella differenza sparisce. E qui sta il punto che ci ostiniamo a ripetere: questo metodo è tanto stupido quanto controproducente. Chi grida "al lupo" a ogni notizia, gonfiando ciò che ancora non è accertato, ottiene un solo risultato: la gente si anestetizza. Nell'era in cui ogni fonte è a un clic di distanza, le persone leggono, confrontano, verificano - e quando scoprono lo scarto tra il titolo e i fatti, non si fidano più. Di niente. Vogliamo dirla tutta? Il vero "movimento antivaccinista" oggi è proprio questo: quello che confeziona notizie allarmistiche e imprecise e le fa rimbalzare in tutto il pianeta. Nessun volantino, nessun forum ha mai fatto ai vaccini il danno che fa un titolo scritto male e ripetuto mille volte. Complimenti, geni assoluti. Leggere prima di condividere. Sempre. 🔍 P.S. Vi mettiamo il link che riporta la notizia ufficiale del coroner di Lancaster a riprova, ma vi diciamo che dall'Europa, senza una VPN, non si può leggere... VPN che noi OVVIAMENTE abbiamo. https://lancasteronline.com/news/health/lancaster-county-coroner-s-records-don-t-add-clarity-to-2-pa-deaths-tied-to/article_01cf0185-73b6-4c8c-99de-249b412aa486.html
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Abbiamo attivato lo sportello Corvelva di settembre https://www.corvelva.it/speciale-corvelva/sportello-informativo.html
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La paura si sconfigge con l'informazione https://www.corvelva.it/malattie-vaccini/difterite.html
La paura si sconfigge con l'informazione https://www.corvelva.it/malattie-vaccini/difterite.html
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SANZIONI L. 119/2017: PRIMA I NUMERI, POI LE SCELTE In questi giorni stiamo affiancando una famiglia che ha deciso di contestare una sanzione amministrativa ricevuta per la mancata vaccinazione del figlio, quella prevista dalla Legge 119/2017, la ex Lorenzin. Nel loro caso abbiamo ravvisato vizi di forma palesi. Eppure, anche davanti a un verbale che fa acqua da più parti, abbiamo ricordato loro più volte una cosa scomoda ma onesta: viviamo in Italia, e l'esito di un contenzioso è incerto. Sempre. Si può avere pienamente ragione e soccombere lo stesso. E se questo vale quando i vizi ci sono e sono evidenti, immaginate quando non ci sono affatto. Ecco perché il nostro primo consiglio non è "ricorrete", e nemmeno "pagate". È un altro: guardate prima di tutto, egoisticamente, le vostre finanze. Mettete sul tavolo cifre, tempi e probabilità, e solo dopo decidete. Fregatevene del parere di chi vi spinge al ricorso a prescindere. E fregatevene soprattutto di chi vi racconta che pagare una sanzione amministrativa significhi "ammettere la colpa". Giuridicamente non significa nulla di tutto questo. È una favola, a volte interessata. La sanzione è vostra. Esattamente come avete deciso in autonomia cosa fare per la salute dei vostri figli, anche qui la scelta spetta a voi e a nessun altro. Ma per scegliere bene dovete conoscere tutti gli scenari: il ricorso al Giudice di Pace, il pagamento in misura ridotta, la richiesta in autotutela, con i costi reali e i rischi concreti di ciascuno. Li abbiamo messi tutti in fila, numeri alla mano, in questo articolo. Leggetelo con calma prima di muovervi. 👉 https://www.corvelva.it/area-legale/legge-119-2017/sanzioni-legge-119-2017-analisi-completa-degli-scenari.html Pragmatismo, non fideismo. Corvelva
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Sta capitando proprio in questi giorni e per chi abita in Lombardia è meglio che legga il nostro articolo. Sì, succede solo in Lombardia e neppure ovunque, ma tranquilli che non comporta nulla di particolare. Buona lettura POLIZIA LOCALE E QUESTIONI VACCINALE: FACCIAMO CHIAREZZA Negli ultimi tempi alcune più famiglie ci segnalano una prassi amministrativa inattesa: l'avvio di un accertamento di residenza da parte della Polizia Locale, innescato da una segnalazione di mancato recapito di una comunicazione dell'Azienda Sanitaria Locale (ULSS, ASL o analoghe) riguardo la questione vaccinale. Questa situazione, apparentemente banale - il mancato ritiro di una raccomandata - si trasforma repentinamente nell'arrivo di Polizia Locale. Molti si chiedono: è lecito? E soprattutto, qual è il vero scopo di questa pressione? (leggi tutto...) https://www.corvelva.it/speciale-corvelva/le-comunicazioni/polizia-minicipale-e-questioni-vaccinali-facciamo-chiarezza.html
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L'incognita del lungo periodo. L'influenza richiede una vaccinazione ogni anno. Il trial ha seguito i partecipanti per una singola stagione (mediana di 181 giorni) dopo una sola dose. Non esistono quindi dati sull'effetto della somministrazione annuale ripetuta di questa specifica piattaforma.  4. L'approvazione "accelerata" sugli anziani Qui sta il nodo più delicato, e va formulato con precisione. L'approvazione non è unica: è divisa in due. Per la fascia 50-64 anni l'approvazione è piena e poggia sui dati clinici del trial. Per gli over 65 è accelerata, cioè concessa sulla base della risposta immunitaria (gli anticorpi nel sangue) come parametro surrogato, con l'impegno vincolante a condurre dopo la commercializzazione uno studio confermativo, testa a testa contro l'alta dose. Proprio per la fascia più fragile, quella dove si concentra tra il 70% e l'85% dei decessi legati all'influenza, il trial non dimostra che il vaccino eviti più ricoveri o complicanze gravi rispetto alle alternative già in uso. Quella verifica non è stata pretesa prima dell'immissione in commercio: è stata rimandata a studi da fare a farmaco già distribuito e tasche ben riempite. Il trial FLUENT dimostra un beneficio reale modesto rispetto al vaccino a dose standard, misurato su un esito lieve, al prezzo di una reattogenicità immediata più alta anche se perlopiù transitoria. Per il gruppo che avrebbe più da guadagnare, gli anziani, la domanda decisiva (protegge dai ricoveri meglio dell'alta dose?) resta senza risposta e affidata a studi futuri. Fonti: ✔️ Studio primario. Leroux-Roels I, Huang G, Ferguson M, et al.; Fluent Trial Investigators. Efficacy and Safety of an mRNA Seasonal Influenza Vaccine in Adults. N Engl J Med. 2026 May 7;394(18):1803-1813. DOI: 10.1056/NEJMoa2516491. PMID: 42090792. Trial FLUENT, ClinicalTrials.gov NCT06602024. ✔️ Atti regolatori e cronaca. Lettera di Refusal-to-File della FDA (CBER) sul comparatore, febbraio 2026; strategia regolatoria bipartita (approvazione piena 50-64 anni, accelerata over 65 con studio confermativo post-marketing); approvazione di mFLUSIVA del 5 agosto 2026 per gli adulti dai 50 anni, con parere unanime VRBPAC. Riferimenti: comunicato stampa Moderna del 5 agosto 2026; Pharmacy Times, "After Refusal-to-File, FDA Reconsiders Moderna's mRNA Flu Vaccine With Higher Bar for Older Adults" (K. Ferruggia, T. Yang), 18 febbraio 2026.
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Nuovo vaccino antinfluenzale a mRNA: cosa dicono davvero i dati di approvazione Il 5 agosto 2026 la FDA statunitense ha approvato mFLUSIVA (mRNA-1010), il primo vaccino antinfluenzale stagionale a RNA messaggero, per tutti gli adulti dai 50 anni in su, dopo il parere unanime del comitato consultivo VRBPAC. I titoli parlano di "svolta storica" e celebrano un'efficacia dichiarata superiore di circa il 27% rispetto ai vaccini tradizionali. Ma cosa c'è scritto nello studio di Fase 3 (trial FLUENT) pubblicato sul New England Journal of Medicine, letto insieme al percorso di approvazione? Il trial è stato finanziato da Blackstone Life Sciences e da Moderna, cioè dal produttore stesso. Se traduciamo il linguaggio tecnico in cifre chiare, e se affianchiamo ai risultati gli atti regolatori, emergono ombre metodologiche che raramente trovano spazio nelle cronache commerciali. Vi anticipiamo un dato: su due dei punti che seguono non è Corvelva a sollevare obiezioni, ma la stessa FDA. 1. Il comparatore: un'asticella che la FDA aveva giudicato troppo bassa Quando si testa un nuovo prodotto, la regola vorrebbe che venisse confrontato con la migliore terapia già disponibile. Nel trial, condotto su 40.703 adulti dai 50 anni in su, il vaccino a mRNA è stato invece confrontato con un vaccino tradizionale a dose standard. Il problema riguarda la popolazione anziana. Per gli over 65 i vaccini a dose standard non sono la prima scelta: si usano prodotti "potenziati", ad alte dosi o adiuvati, studiati per un sistema immunitario più debole. Confrontare una nuova tecnologia con un prodotto base, e non con quello effettivamente raccomandato negli anziani, abbassa artificialmente l'asticella del confronto. Non è una lettura di parte. Nel febbraio 2026 la FDA aveva rifiutato la prima domanda di Moderna con una lettera di Refusal-to-File, firmata dal direttore del Center for Biologics Evaluation and Research, proprio perché il comparatore a dose standard non rappresentava il miglior standard di cura disponibile per gli anziani. L'agenzia non sollevava dubbi su sicurezza o efficacia: contestava il disegno del confronto. Solo dopo un incontro tecnico e una nuova strategia (dose standard come riferimento per i 50-64 anni, alta dose come riferimento per gli over 65) la domanda è stata accettata, con l'impegno di Moderna a condurre uno studio confermativo testa a testa contro l'alta dose negli anziani. 2. La magia dei numeri: 27% di efficacia o 0,73 punti percentuali? Nei comunicati risalta l'efficacia relativa (rVE) del 26,6%, arrotondata a circa 27%. Sembra enorme, ma il numero relativo può ingannare se non si guarda al rischio assoluto. I dati concreti dello studio: ✔️ gruppo vaccino tradizionale: si sono ammalati 557 su 20.124, cioè il 2,8%; ✔️ gruppo vaccino a mRNA: si sono ammalati 411 su 20.179, cioè il 2,0%. La differenza reale tra i due gruppi, la Riduzione del Rischio Assoluto, è di 0,73 punti percentuali (che, arrotondando le due percentuali, appare come 0,8%). Da qui il Number Needed to Treat (NNT): per evitare un singolo caso in più di influenza sintomatica rispetto alla vaccinazione tradizionale, occorre somministrare il nuovo vaccino a circa 137 persone. Va ricordato che l'endpoint misurato è la sindrome simil-influenzale confermata in laboratorio con tampone PCR, cioè un esito lieve e sintomatico, non il ricovero né la malattia grave. Anche il beneficio relativo, dunque, è misurato su un esito non severo. 3. Reazioni avverse e l'incognita delle iniezioni ripetute A fronte di un guadagno assoluto contenuto, il prezzo in reazioni a breve termine è nettamente più alto. Nel gruppo mRNA rispetto al tradizionale: ✔️ dolore nel punto di iniezione: 65,8% contro 29,8%; ✔️ affaticamento: 45,1% contro 20,3%; ✔️ mal di testa: 37,8% contro 18,0%; ✔️ dolori muscolari: 35,4% contro 11,6%.
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E anche oggi viene giù tutto domani...
E anche oggi viene giù tutto domani...
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⚖️ 5,5 MILIARDI DI DOLLARI. E cosa c'entra con le proteste No-Tav? Johnson & Johnson ha appena accettato di pagare circa 5,5 miliardi di dollari per chiudere decine di migliaia di cause: donne che sostengono che il talco della celebre "baby powder", contaminato da amianto, abbia provocato loro un tumore ovarico. Fin qui sembra una notizia solo americana. Ma c'è un filo che porta dritto in Piemonte, e vale la pena seguirlo. Il talco italiano più pregiato, il "Bianco delle Alpi", veniva estratto nel Pinerolese, tra Val Chisone e Val Germanasca. E da quelle miniere comprava anche J&J. I documenti giudiziari desecretati negli Stati Uniti raccontano che nel 1974, quando un opuscolo segnalò tracce di amianto in quel talco, l'azienda non indagò: fece riscrivere l'opuscolo. Perché talco e amianto viaggiano insieme? Perché nascono nella stessa roccia. E quella stessa roccia, le serpentiniti delle Alpi piemontesi, è esattamente ciò che i cantieri della TAV stanno scavando in Val di Susa. Non lo diciamo noi: è l'ARPA Piemonte a elencare Val di Susa, Valli di Lanzo e Val Chisone tra le principali zone amiantifere della regione. Due vicende diverse, la stessa fibra, lo stesso schema: chi guadagna dal minerale è anche chi controlla i test e decide cosa raccontare. Negli USA sono serviti decenni di cause, una donna morta senza risposte e miliardi di dollari per far emergere la verità. La domanda che la Val di Susa ha tutto il diritto di porre è semplice: quanto dovremo aspettare noi, per la stessa fibra, nella stessa roccia? 📖 L'inchiesta completa, con fonti 👉 https://www.corvelva.it/approfondimenti/sistema-sanita/case-farmaceutiche/cosa-centrano-i-no-tav-con-johnson-johnson.html #Corvelva #amianto #talco #JohnsonJohnson #NoTAV #ValdiSusa #TorinoLione
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Vogliamo ricordare a tutti che la maggior parte delle volte che discutiamo, lo facciamo con gente che ha creduto a notizie de
Vogliamo ricordare a tutti che la maggior parte delle volte che discutiamo, lo facciamo con gente che ha creduto a notizie del genere...
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Iter di Tutela Scolastica: lo scudo che speriamo non vi serva mai Cosa fare, con quali tempi e con quali parole, se la scuola prospetta lo spostamento di vostro figlio per la sua situazione vaccinale. «Vostra figlia non può essere accolta in quella classe.» Arriva quasi sempre a primavera. Una mail, poche righe, un protocollo, il richiamo a una legge. E poi il silenzio, mentre voi rileggete quella frase per la quinta volta. Sappiamo come va avanti, perché ce lo raccontate ogni anno: la notte passata a chiedersi se si è complicata la vita a un bambino di cinque anni, e la telefonata in segreteria la mattina dopo, con la voce che trema. Diciamolo subito: succede di rado. La stragrande maggioranza dei genitori non riceverà mai una lettera così, e nella scuola dell'obbligo l'accesso resta garantito. Ma "raro" non vuol dire "inesistente". Qualche caso c'è, e ha sempre la stessa origine: un dirigente scolastico che, quasi sempre in buona fede, ha letto male una norma. La norma è l'articolo 4 della Legge 119/2017, e tutto sta nel capire di chi parla. Il soggetto di quella frase è il bambino per cui il pediatra ha attestato una condizione clinica che rende la vaccinazione pericolosa, e per questo il vaccino è stato rinviato o omesso. La legge dice dove va collocato lui, per proteggerlo. Non dice, in nessun punto, che un altro bambino debba essere spostato. Il verbo della legge è "inserire", coniugato sul bambino fragile. Il verbo opposto, quello che toglierebbe il posto a un compagno, in quell'articolo non c'è. E non lo diciamo noi. Lo scrive il dossier del Servizio Studi della Camera dei Deputati, la scheda che i deputati avevano davanti prima di votare: il comma 1 «fa riferimento esclusivamente» ai casi di vaccinazione omessa o differita. La Relazione Tecnica del Governo lo definisce un semplice «criterio organizzativo». E nello stesso modo descrive la norma la Corte costituzionale nella sentenza 5 del 2018. C'è poi una seconda paura, che sentiamo ancora più spesso: «siamo in troppi non vaccinati in classe, sposteranno mio figlio?». La risposta è no. Il comma 2 chiede al dirigente una cosa sola: se in una classe i non vaccinati sono più di due, deve comunicarlo all'ASL. Nient'altro. Anzi, è proprio quella norma a smontare l'allarme: se la legge chiede di contare fino a due, dà per scontato che esistano classi con uno o due bambini non vaccinati. Se la compresenza fosse vietata, non ci sarebbe nulla da contare. Per questo abbiamo preparato una guida completa: la norma spiegata con le fonti ufficiali, cosa fare nei primi giorni e cosa non fare mai, i modelli di lettera, e un capitolo a cui teniamo particolarmente, su quando potete cavarvela da soli e quando invece serve un avvocato senza rimandare. Su quest'ultimo punto siamo stati onesti anche dove non ci conviene. Corvelva non è uno studio legale e non vuole esserlo. Nella maggior parte dei casi una lettera solida, che metta il dirigente davanti al testo della legge, basta a chiudere la questione. Ma quando c'è un provvedimento protocollato e dei termini che corrono, servono le competenze di un legale, e preferiamo dirvelo ora invece di lasciarvelo scoprire tardi. Speriamo che non vi serva mai. Se vi serve, però, vogliamo che la troviate già pronta. www.corvelva.it/area-legale/legge-119-2017/iter-di-tutela-scolastica-piu-di-due-la-norma-che-qualche-preside-legge-al-contrario.html
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Era il 21 luglio 2021...
Era il 21 luglio 2021...
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Non dovete convincere nessuno. Non dovete decidere in quel momento. Non dovete firmare nulla che contenga la parola rifiuto: se vi mettono davanti un modulo, la risposta è che vi serve tempo per esaminare le informazioni ricevute. E potete registrare, è lecito. Non c'è niente da temere in quella stanza. C'è solo da essere presenti. E se davvero non te la senti? Non ci chiedi di venire. Salti il colloquio e passi direttamente allo scritto: rispondi con raccomandata A/R o PEC e invii i tuoi quesiti tecnici. È previsto, è legittimo, e la traccia resta. L'unica cosa che indebolisce la tua posizione è delegarla. Noi ci siamo. Prima, dietro, dopo. Mai al posto tuo. Ti prepariamo le domande. Ti diamo le fonti. Ti spieghiamo cosa dice la norma e cosa non dice. Ti rispondiamo quando esci da quella stanza. Ma quella porta la apri tu, perché è tuo figlio, ed è la tua responsabilità. La stessa che difendiamo quando diciamo che nessuno può togliertela. Nemmeno noi. Corvelva Staff
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"Potete accompagnarmi al colloquio con l'ASL?" La risposta è no. E ogni volta che ci arriva questa domanda registriamo una nostra sconfitta, perché significa che non siamo riusciti a spiegare la cosa più semplice: nessuno vi porta via i figli per la questione vaccinale. Avviare un iter con l’ASL non è obbligatorio. Non è un lasciapassare, non è un salvacondotto, e non esiste alcuno scenario in cui il mancato invio di una PEC o la non risposta a una raccomandata vi costa un bambino. Qualsiasi realtà seria in Italia ve lo dice, e ve lo diciamo anche noi: se non fate nulla, non succede nulla di catastrofico nella maggior parte dei casi. Allora perché abbiamo costruito un Iter di Obiezione Attiva? Perché la vita, a volte, si mette di traverso per motivi che con i vaccini non c'entrano niente. Una separazione che si incattivisce. Una segnalazione arrivata per tutt'altro. Un periodo di osservazione che comincia da una porta e finisce col guardare dentro tutte le stanze. È lì che il tema vaccinale, che fino a quel momento dormiva, viene tirato fuori dal cassetto e messo sul tavolo come prova a carico. L'iter serve a quel giorno lì. A far sì che, quando qualcuno apre il vostro fascicolo cercando una crepa, ci trovi dentro una cronaca di diligenza invece di un vuoto. Il cuore di tutto è una frase sola: voi potete decidere diversamente da ciò che impone Mamma Stato. Potete dissentire, rimandare, chiedere ancora. Ma ogni singolo passo dev'essere documentato, rigoroso, tracciabile. Non state costruendo un archivio di carte. State costruendo la prova che del tema vi siete occupati. Che non siete scappati. Che avete letto, chiesto, protocollato, atteso risposte che non sono mai arrivate. La parola che l'istituzione usa per chi tace è incuria. La parola che non può usare per chi documenta è la stessa. E adesso spiegateci perché volete delegare proprio questo. Perché è questo il punto che ci lascia senza parole. L'intero senso di un qualsiasi iter è dimostrare che siete voi, esercenti la responsabilità genitoriale, a occuparvi della salute di vostro figlio e se al colloquio ci veniamo noi, cosa dimostriamo? Che Corvelva si occupa del tema. Che Corvelva fa domande al posto vostro sui vostri figli. Che Corvelva è diligente. Complimenti a noi. E voi? Voi restate esattamente dove eravate: assenti dal verbale, assenti dal fascicolo, rappresentati da terzi in un atto che per legge non è rappresentabile. Un domani, qualora capiti uno di quei scenari che non vorreste mai vivere e vi trovaste davanti a un giudice o a un assistente sociale, quel documento non dirà "questi genitori vigilano". Dirà che i genitori hanno mandato qualcun altro. Avete appena consegnato la prova contraria a quella che volevate costruire. C'è anche un effetto collaterale, meno nobile ma molto concreto: nel momento in cui ci sediamo accanto a voi smettete di essere un caso singolo e diventate una categoria. Non più il genitore scrupoloso con la sua storia clinica, i suoi dubbi, il suo bambino. Diventate una pratica di gruppo, e a una pratica di gruppo si risponde con un foglio prestampato. Ma soprattutto: a che pro? Ed è qui che ci accorgiamo di aver fallito nel comunicare, perché dietro la richiesta c'è sempre una paura, e la paura è mal riposta. Quel colloquio è una fase burocratica. Non è un esame. Non è un processo. Non è un duello scientifico in cui dovete battere un medico sul suo terreno. Non dovete arrivare preparati. Non vi verrà chiesto di argomentare, di citare studi, di reggere un contraddittorio. Nella maggior parte dei casi dura poco più di un saluto. Voi non siete lì per rispondere: siete lì per chiedere. Quali vaccini. Quali nomi commerciali. Quali reazioni avverse note. Quali accertamenti preventivi. I foglietti illustrativi, le schede tecniche. Sei domande che chiunque può leggere da un foglio, e che nessuno può rimproverarvi di aver posto.
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📜 Cento anni fa: le Leghe Anti-Vaccinazione di Leicester Nel 1853 la Gran Bretagna rese obbligatoria la vaccinazione antivaiolosa per tutti i neonati. Nel 1871 la legge venne inasprita ulteriormente. La risposta di Leicester fu una delle pagine più significative della storia dei diritti dei genitori. In pochi anni si passò da poche decine a oltre 1200 procedimenti giudiziari l'anno, con multe salatissime, pignoramenti dei beni e arresti — mentre nel frattempo il vaiolo continuava a colpire proprio le città con le coperture vaccinali più alte. Solo a Leicester furono intentate 6000 azioni legali. Genitori multati e imprigionati per essersi rifiutati di rischiare la vita di altri figli, dopo aver già visto un bambino morire o ammalarsi gravemente in seguito alla vaccinazione. Una donna incinta, terrorizzata da un pignoramento forzato, perse il bambino e morì lei stessa poco dopo. Nel 1885 una gigantesca manifestazione portò genitori e cittadini a presentarsi spontaneamente davanti alle carceri, pur di non sottoporre i figli all'obbligo. La pressione popolare ottenne nel 1889 una modifica della legge, con l'introduzione dell'obiezione di coscienza. Una storia che ci ricorda una cosa importante: l'opposizione all'obbligo vaccinale non nasce dall'ignoranza, ma dall'osservazione diretta di genitori, medici e cittadini di fronte a rischi reali e all'abuso del potere coercitivo dello Stato. 📖 L'articolo completo, tradotto dal BMJ (1984), è disponibile sul nostro sito.
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🗓 GLI SPORTELLI CORVELVA DI LUGLIO 2026, CAMBIO PROGRAMMA. In mezza giornata sono stati riempiti tutti gli slot di luglio, evidentemente c'è necessità di aumentarli e pertanto riattiviamo i giovedì. Fate sempre riferimento a questo link per restare aggiornati sulle date disponibili. 🔗 https://www.corvelva.it/speciale-corvelva/sportello-informativo.html
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