𝑅𝑜𝑐𝑘&𝑀𝑒𝑡𝑎𝑙 𝐵𝑎𝑙𝑙𝑎𝑑𝑠
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La ballad è l'essenza di una band, il cuore morbido che si cela dietro la dura corazza dell'heavy metal.
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Una band in continua evoluzione, i Thirty Seconds to Mars, una collaborazione tra Jared Leto e suo fratello Shannon, hanno ambiziosamente pubblicato il loro sesto album in studio, It's the End of the World but It's a Beautiful Day , che inaugurerà una nuova era per l'alternativa. abito da roccia. Sono noti per la loro capacità di sperimentare con il loro suono, come dimostrato nel corso dei loro cinque dischi precedenti, e questo non fa eccezione.
It's the End of the World si basa in larga misura sull'esplorazione e sulla concettualizzazione di vari aspetti delle emozioni umane in relazione agli alti e bassi della vita.
La ballata "Never Not Love You" dei Thirty Seconds to Mars esplora le complessità dell'amore e l'impatto duraturo che può avere sulla vita di qualcuno. Cattura le emozioni contrastanti del desiderio, dell'accettazione e dell'amore immutabile che rimane anche dopo la fine di una relazione.
Serve come un promemoria che alcune connessioni sono così potenti che non possono mai essere veramente dimenticate o sostituite.
Buon ascolto con questa poesia firmata Jared Leto 🖤
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@rock_metalballads
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Una tra le migliori Ballads degli anni 70... uno dei pezzi più belli e famosi degli Eagles... Desperado.
Una canzone basata su una traccia incompiuta del 1968, ripresa nel 1972 e pubblicata nel 1973.
Una Ballad dove non si sentono solo chitarre e batteria... ma una vera e propria orchestra...
Vi faccio sentire questo pezzo registrato in un live.. dove secondo me il gruppo è imbattibile.
Buona ascolto e buona domenica 🙋🏻♂️
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Gino_Castaldo_editor_Music_Box_Quando_i_grandi_fotografi_raccontano.pdf204.11 MB
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La musica ha sempre preteso un'immagine, come indispensabile complemento della sua fuggevole, immateriale natura fisica.
E già molto prima dell'avvento dei videoclip i fotografi hanno catturato le scie di fiammeggianti chitarre lanciate a sfidare il cielo, le espressioni intense di facce che portavano note incise sul volto, le notti chiaroscurate del jazz, acconciature, attimi fuggenti, dinamiche mobilità sonore, backstage eccitati o malinconici, metamorfosi, pubblici in estasi, complicità collettive, perfino il beat delle cadenze storiche.
A mettere insieme in un'ideale, infinita libreria, tutte le immagini significative che riguardano la musica, verrebbe fuori la più imperiosa e completa sinfonia del Novecento." Gino Castaldo.
Le immagini descrivono i luoghi, le situazioni, i protagonisti e gli oggetti. Ecco allora il palco e il backstage, la notte e la vita quotidiana, il corpo, la chitarra, il cappello, gli occhi e tutto ciò che ruota intorno alla musica dai fan ai locali storici, dalle ville alle sale d'incisione.
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Eccoci con la nostra rubrica del sabato sui libri che hanno fatto la storia del Rock.
Oggi più che il classico libro che racconta storie, gesta o musica, vi posto un libro che è una raccolta di foto che raccontano la musica, la passione, la concentrazione, la fatica anche. Ogni sfumatura del suo significato è racchiusa in questi scatti dei più grandi fotografi al mondo
Buona lettura, con "Music:box. Quando i grandi fotografi raccontano la musica.."🖤
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Il genio è un valore quasi impossibile da definire, ma quando è nell'aria lo si percepisce, deriva da emozioni, da invenzioni, da idee uniche, originali, difficili da replicare e, in alcuni casi, anche da capire.
Gli Uriah Heep sono stati geniali, di quel genio in grado non solo di inventare cose inedite, ma di modellare i suoni del futuro, che sarebbero stati presi in considerazione quasi due decenni più tardi.
L'album Salisbury del 1971 è una miscela di possente heavy metal e di complessità prog rock, troppo sfocato per l'ascoltatore casuale.
"È venuta da me una domenica mattina, i suoi lunghi capelli mossi dal vento invernale. Mi ha trovato mentre stavo camminando nelle tenebre e mi ha salvato dalla distruzione e da una lotta che non avrei mai potuto vincere".
"Lady In Black" è il capolavoro folk cantato da Ken Hensley, una ballata mistica costituita da un unico giro di chitarra spettrale che si ripete per tutta la sua durata senza mai cambiare ritmo. La Signora in Nero, tanto decantata nelle liriche, non rappresenta la Morte, bensì la Vita, perché questa giunge in soccorso di un uomo in guerra, salvandolo dalla distruzione e dal dolore, trascinandolo via dal campo di battaglia. Come divinità, la Vita passa a prendere tutte le persone pure, portandole con sé verso un futuro di libertà. E così la coda finale è un tripudio di cori che inneggiano alla salvezza.
Buon ascolto 🖤
@rock_metalballad
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