Eresia
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Un paio d’anni fa, a un’enorme conferenza di neuroscienziati – 35.000 partecipanti, decine di sessioni in corso contemporaneamente – mi sono imbattuto in una presentazione che pensavo riguardasse la coscienza, ma che si è rivelata (sala sbagliata) parlare di cavallette e locuste. In prima fila, un neuroscienziato ossessionato dagli insetti di nome Steve Rogers stava descrivendo queste due creature: una elegante, modesta e ben educata, l’altra un teppista del calcio.
https://laboccadellaverita.altervista.org/muori-gene-egoista-muori/
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Avviso ai naviganti: questo non è il solito lamento nostalgico sui giovani che non studiano più. È la cronaca di un delitto perfetto. La distruzione della scuola in Occidente non è un incidente di percorso dovuto alla pigrizia dei tempi, ma il braccio armato di un nichilismo pedagogico che dura da cinquant’anni.
https://laboccadellaverita.altervista.org/il-grande-sabotaggio-lagonia-della-scuola-e-il-nichilismo-pedagogico-occidentale/
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La coscienza umana e animale potrebbe non abitare in un’area fisica e anatomica del cervello, ma manifestarsi come proprietà emergente all’interno di una complessa geometria iperbolica invisibile.
Questa prospettiva teorica prende vita da una ricerca condotta dagli scienziati Bendegúz Sulyok, Sámuel G. Balogh e Gergely Palla della Eötvös Loránd University di Budapest. Lo studio, intitolato “Network geometry of the Drosophila brain“, ha analizzato l’architettura neurale del moscerino della frutta (Drosophila melanogaster). I risultati stanno scuotendo le fondamenta delle neuroscienze confutando l’idea tradizionale che le funzioni cognitive superiori dipendano esclusivamente dalla localizzazione fisica dei neuroni.
https://laboccadellaverita.altervista.org/la-geometria-dellio-se-la-coscienza-risiedesse-in-uno-spazio-matematico-invisibile/
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Se la linea principale della tradizione guerriera europea si muove spesso lungo la densità della terra — dal fango delle legioni di Marco Aurelio al ferro delle trincee di Ernst Jünger —, con Antoine de Saint-Exupéry la sintesi tra pensiero e azione subisce una variazione verticale, spostandosi nella purezza rarefatta del cielo. Scrittore di immenso talento, pioniere delle rotte postali e pilota d’élite delle forze francesi ricognitive, scomparso in missione nel 1944, Saint-Exupéry non ha semplicemente scritto della guerra e del volo: ha trasformato l’abitacolo di un aereo da caccia in un laboratorio metafisico, in una vera e propria cella monastica ad alta quota.
https://laboccadellaverita.altervista.org/antoine-de-saint-exupery-e-la-cella-monastica-ad-alta-quota/
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Siamo un popolo di psicopatici stagionali, ammettiamolo. Non c’è altra spiegazione logica per quello che succede nei nostri supermercati. Fuori ci sono venti gradi, la gente cammina ancora in camicia, l’umidità dell’ottobrata ci morde la nuca e nei corridoi della grande distribuzione si deve fare lo slalom speciale tra tonnellate di uvetta, canditi e cartoni animati di renne col naso rosso.
https://laboccadellaverita.altervista.org/aiuto-ho-babbo-natale-in-dispensa-monologo-sulla-bulimia-stagionale/
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Le idee dei sapienti dell’antichità sembrano non invecchiare mai. La citazione di oggi di Platone, «L’ignoranza è il seme di ogni male», ne è uno degli esempi. Questa intuizione fa parte dell’intellettualismo morale, ereditato da Socrate e sviluppato da Platone con un’ambizione metafisica senza precedenti. La sua tesi si può riassumere così: chi conosce davvero il bene agirà bene; chi compie il male lo fa perché non comprende realmente in che cosa consista il bene.
https://laboccadellaverita.altervista.org/platone-lignoranza-e-il-seme-di-ogni-male/
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Cosa significa essere un uomo? All’inizio del XXI secolo, la mascolinità è oggetto di dibattito e fonte di ansia; gli influencer propongono modelli di virilità che includono auto veloci, conquiste sessuali e muscoli scolpiti. Prima dell’avvento del femminismo, suggeriscono, in una presunta Età dell’Oro, tutti condividevano un’idea comune di cosa significasse essere un uomo, ed essere un uomo era indiscutibilmente positivo. L’Impero Romano, a loro avviso, offre agli uomini di oggi un esempio stimolante di potere, gerarchia e successo, ed è per questo che gli uomini ci pensano così tanto, a differenza delle donne, troppo immerse nelle proprie emozioni…
https://laboccadellaverita.altervista.org/come-essere-un-uomo-romano/
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L’autonomia totale è un mito. Gran parte di ciò che facciamo dipende dal contributo degli altri. Non posso chiudere la valigia senza il tuo aiuto. Tu non puoi trovare la strada per la stazione senza il mio. Nessuno di noi due guiderà il treno che ci porta a Blyth. E così via. Eppure, alcune cose che faccio sembrano dipendere esclusivamente da me. Scrivo, e poi cancello, la parola “espressione”. Tu suggerisci “parola”. Io aggrotto la fronte. Dove dovremmo tracciare il confine, o i confini, tra le cose che facciamo che dipendono dal contributo degli altri e le cose che possiamo fare liberamente, senza dipendere da nessuno? E cosa determina la risposta a questa domanda?
https://laboccadellaverita.altervista.org/letica-degli-atti-linguistici/
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Avviso ai naviganti: analizzare l’anatomia del potere a Pechino non significa augurarsi la sottomissione al comunismo o tifare per la dittatura. Significa, molto più pragmaticamente, studiare a viso aperto la macchina istituzionale più efficiente, spietata e geometrica del Ventunesimo secolo. Chi scrive non ha alcuna sbandata per il collettivismo, ma rifiuta l’accecamento ideologico delle élite globaliste che preferiscono ignorare la realtà pur di non ammettere il proprio fallimento.
https://laboccadellaverita.altervista.org/il-miraggio-di-pechino-autorita-stabilita-e-la-tentazione-dello-stato-forte-2/
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Alla fine degli anni Quaranta, Oxford era un brulicare di giovani. Vera e propria città fantasma durante gli anni della guerra, ora era di nuovo in fermento. Giovani uomini sopravvissuti ad anni di combattimento o appena liberati dai campi di prigionia tornavano per completare gli studi che avevano dovuto interrompere. Di fronte a questo afflusso di studenti, i college della città avevano ricominciato ad assumere, e i membri più anziani della Senior Common Room si ritrovarono a condividere il loro porto con giovani uomini e (molto meno spesso) donne, che avevano visto molto più di quanto avessero mai visto loro: campi di sterminio nazisti, decrittazione di codici e servizi segreti militari.
https://laboccadellaverita.altervista.org/come-non-fare-lo-sciocco/
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Nel giro di pochi anni, i cartelloni dei distributori di carburante e i campi brulli delle nostre province sono diventati i bollettini di guerra di un conflitto invisibile ma devastante: quello tra l’economia dei mercati finanziari e l’economia della materia reale. La recente impennata del gasolio self-service oltre la soglia dei 2,250 euro al litro in Italia, causata dal mancato rinnovo del taglio delle accise e dal superamento dei massimali politici, non è un episodio isolato. È il sintomo di una crisi strutturale profonda che sta spingendo l’intero blocco occidentale verso un punto di rottura sociale ed economico non più rimandabile.
https://laboccadellaverita.altervista.org/lillusione-finanziaria-e-il-ritorno-della-storia-verso-il-punto-di-rottura-delleconomia-occidentale/
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Avviso ai naviganti: questo articolo non è un cedimento a sinistra, né una nostalgica rivalutazione del collettivismo. Al contrario, vuole essere un’analisi feroce e priva di sconti sulle spaventose somiglianze strutturali tra l’Est totalitario e l’Ovest progressista.
La Cina contemporanea si muove su un filo teso tra l’utopia socialista delle sue origini e il pragmatismo ultra-capitalista del suo presente. Ma cosa significa davvero, per i cittadini cinesi, vivere all’ombra del Partito Comunista?
https://laboccadellaverita.altervista.org/dalle-uova-di-mao-ai-rider-di-meituan-storia-del-lavoro-e-del-dissenso-nella-cina-moderna-2/
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Oggi, l’Universo si è evoluto nel luogo complesso e favorevole alla vita che conosciamo perché siamo stati in grado di formare atomi neutri nelle sue fasi primordiali. Tuttavia, senza le giuste proprietà quantistiche, la formazione di atomi neutri stabili sarebbe stata significativamente ritardata, o forse non si sarebbe nemmeno verificata, rendendo la vita, e l’Universo come lo conosciamo, impossibili.
https://laboccadellaverita.altervista.org/un-miracolo-quantistico-ha-reso-possibile-la-formazione-di-atomi-neutri/
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Se fino al 1945 il pensiero di Ezra Pound si era espresso attraverso la prosa saggistica, l’urgenza dei trattati economici e la foga dei radiomessaggi, il crollo della Seconda Guerra Mondiale impone un brutale mutamento di codice. La caduta dei regimi dell’Asse e la successiva cattura del poeta da parte dell’esercito americano segnano la fine del Pound teorico e militante. Lo scranno da cui l’intellettuale ammoniva l’umanità sul funzionamento del “Consorzio Oscuro” viene sostituito da una gabbia d’acciaio nel campo di prigionia di Pisa, esposta agli elementi e al disprezzo del mondo.
https://laboccadellaverita.altervista.org/la-gabbia-della-storia-e-larca-della-poesia-il-martirio-e-il-silenzio-di-ezra-pound/
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Oggi, chi vive nei paesi occidentali può aspettarsi di vivere in media molto più a lungo rispetto a circa 100 anni fa. La drastica riduzione dell’aspettativa di vita media del passato era dovuta agli altissimi tassi di mortalità infantile. Ciononostante, rispetto alla metà del XIX secolo, un bambino di cinque anni oggi può aspettarsi di vivere fino a 82 anni anziché 55, ovvero 27 anni in più.
https://laboccadellaverita.altervista.org/come-mantenere-un-cervello-sano/
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Nel saggio che Zygmunt Bauman non ha fatto in tempo a scrivere, le piramidi di panettoni che sorgono nei supermercati a metà ottobre avrebbero occupato un capitolo centrale, subito dopo l’analisi sulla fragilità dei legami umani. Non si tratta di una bizzarria logistica o di un errore di calcolo dei magazzinieri, ma del sintomo definitivo della società liquida: il collasso delle strutture temporali che un tempo ordinavano la vita comunitaria e offrivano punti di riferimento stabili all’individuo.
https://laboccadellaverita.altervista.org/la-colonizzazione-del-tempo-la-liquefazione-del-sacro-nel-carrello-del-supermercato/
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Nelle tappe precedenti abbiamo tracciato i confini della gabbia: abbiamo visto l’assalto geopolitico ai territori e la progressiva privatizzazione dei servizi vitali. Ma c’è un confine ultimo, una barriera biologica che fino ad ora era rimasta parzialmente protetta dal millenario scudo della tradizione e della natura: l’atto primario del nutrirsi.
Chi controlla il seme controlla il raccolto; chi controlla il raccolto controlla il prezzo del pane; chi controlla il prezzo del pane decide della vita e della sottomissione di un popolo.
https://laboccadellaverita.altervista.org/la-regia-invisibile-il-sacco-del-territorio-e-la-privatizzazione-della-vita-2/
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Era il 1993 e, a sedici anni, stavo per sostenere l’esame di Geografia GCSE. Si trattava di un esame pubblico “vecchio stile”, che si teneva nella palestra della scuola. Un odore soffocante di cera per pavimenti e polvere aleggiava nell’aria. Banchi singoli di epoca vittoriana, con calamai ormai del tutto obsoleti da circa tre generazioni, erano disposti in file con precisione impeccabile. Il silenzio era così innaturale e opprimente da sembrare tangibile.
https://laboccadellaverita.altervista.org/come-studiare-in-modo-efficace/
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Anni fa, dopo un viaggio in aereo trascorso a leggere Memorie dal sottosuolo di Fëdor Dostoevskij e la rivista Weight Watchers , Woody Allen fuse le due esperienze in un unico saggio. “Sono grasso”, iniziava. “Sono disgustosamente grasso. Sono la persona più grassa che conosca. Non ho altro che chili di troppo su tutto il corpo. Le mie dita sono grasse. I miei polsi sono grassi. I miei occhi sono grassi. (Riuscite a immaginare occhi grassi?)”. Era il 1968, quando la maggior parte della popolazione mondiale aveva un peso e un’altezza più o meno proporzionati e milioni di persone morivano di fame. Weight Watchers era una nuova organizzazione per un problema nuovo ed esotico. L’idea che essere grassi potesse scatenare un’angoscia degna di un romanzo russo era fonte di risate.
https://laboccadellaverita.altervista.org/lera-dellobesita/
