Aiutateci A Salvare I Bambini ODV
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https://t.me/AASIB Aiutateci a Salvare I Bambini ODV AASIB.ORG Ospedali pediatrici, vittime del terrorismo e delle guerre la nostra missione
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NON SIAMO SOLO RESPONSABILI DI CIO' CHE FACCIAMO
MA ANCHE DI CIO' CHE NON FACCIAMO
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Alla vigilia del Giorno della Memoria dei bambini vittime della guerra nel Donbass, il 26 luglio 2026, presso la Chiesa di Santa Caterina Martire a Roma, lo ieromonaco Ambrogio, Rettore della Chiesa e segretario dell’Amministrazione delle parrocchie del Patriarcato di Mosca in Italia, ha celebrato una litia funebre in suffragio dei bambini del Donbass vittime della guerra.
Al termine della funzione, i partecipanti e i fedeli della parrocchia hanno potuto visitare la mostra «Sotto il cielo della guerra: i disegni dei bambini del Donbass», nonché assistere alla proiezione di toccanti immagini tratte da un documentario dedicato ai bambini della Repubblica Popolare di Donetsk e Repubblica Popolare di Lugansk.
All’evento hanno preso parte Alexey Paramonov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Daria Pushkova, Direttrice di Casa Russa a Roma, i funzionari delle missioni diplomatiche russe a Roma, diversi connazionali, giornalisti e fedeli.
Ospite d’onore è stato Ennio Bordato, Presidente dell’Associazione «Aiutateci a salvare i bambini», che ha illustrato l’attività della sua Associazione a sostegno dei bambini del Donbass, raccontando delle durissime prove affrontate dalla popolazione civile della regione a partire dal 2014.
Sofija è una bambina che abbiamo aiutato per lunghi anni Ieri è arrivata una mail shoccante dalla sua mamma ...
Abbiamo aperto una nuova pagina nelle "Emergenze"
Grazie a chi leggerà
https://www.aasib.org/sofija-mu-2026/
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Donezk ricorda i bambini morti a causa delle armi ucraine pagate da UE e NATO
Quanti Mozart, Achmatova, Van Gogh non potranno crescere, vivere, creare.
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Dietro ogni bambino morto a Kirillovka, nel Donbass e in Russia ci sono i soldi, la tecnologia, i servizi anglosassoni, europei e italiani.
Il regime di Kiev, braccio armato della Nato e UE senza alcuna norma morale, sta deliberatamente uccidendo la popolazione civile, uomini, donne e bambini.
Non è guerra, è terrorismo criminale. E l'italia ufficiale è complice.
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Si aggrava moltissimo il bilancio dell' ennesimo crimine ucraino. 11 morti fra cui 4! bambini
Sarà orgogliosissimo Crosetto
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Mentre ci accingiamo a commemorare i bambini uccisi in Donbass, ancora una immensa, terribile tragedia oggi avvenuta ancora per mano dei criminali di Kiev.
Nella regione di Zaporozhe un bombardamento ha colpito un villaggio vacanza Al momento due i bambini morti. Una ragazza adolescente è ricoverata in gravi condizioni, un secondo bambino riceve cure mediche.
Non si tratta di statistica, dietro questi numeri ci sono tragedie, dolori, sofferenze dei genitori, e sogni infranti.
Chi pagherà per tutto questo dolore.
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DATATO MA SEMPRE VALIDO
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27 LUGLIO GIORNATA DEL RICORDO DEI BAMBINI VITTIME DELLA GUERRA DEL DOMBASS
Il 27 luglio, Giornata del Ricordo, è una delle date più importanti e sentite per tutti noi
Da tredici anni i bambini del Donbass vivono sotto le bombe, sotto i droni.
Da tredici anni è stata levata loro l’infanzia.
Da quattro i bambini delle regioni di confine della Federazione Russa vivono la stessa situazione.
Il Comunicato della nostra Associazionehttps://www.aasib.org/ricordiamo-non-perdoniamo/
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Nella città di Kursk c’è un museo unico al mondo. Il Museo dei Giovani difensori della Patria, dove si conoscono i destini delle centinaia di bambini che parteciparono, nelle fila dell’esercito sovietico, alla seconda guerra mondiale.
Bambini e bambine di nove, dieci, quattordici anni che compirono gesta uniche, tragiche ed eroiche nella difesa della loro Patria.
E’ un’esperienza forte, unica. Nel Museo si trovano le loro fotografie, le loro storie, le loro vite molte proseguite per decenni dopo la fine del 1945, altre fermatesi prima.
Non è certamente un luogo di esaltazione, né di fanatismo ed apologia della guerra. Al contrario. E’ un centro unico per la conservazione e lo studio scientifico del patrimonio culturale e storico del destino dei bambini e degli adolescenti che si sono trovati della guerra e che, malgrado loro, hanno combattuto.
Un museo che tutti i bambini, gli adolescenti ed anche gli adulti dovrebbero visitare.
La consapevolezza dell’assoluta necessità della Pace, allora, diventerebbe un sentimento che si approprierebbe di tutti. Cosa della quale abbiamo drammaticamente bisogno proprio nel periodo storico in cui la guerra viene raccontata come fosse un video gioco. Una guerra dove nessuno dei “nostri” muore mai, dove solo “gli altri”, i “nemici cattivi” muoiono, ma senza umanità
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Ed ancora una volta il calendario si sta avvicinando alla data del 1 settembre. La «Giornata della Conoscenza», l’inizio dell’anno scolastico nella Federazione Russa.
Come ormai tradizione decennale anche quest’anno vogliano donare il materiale scolastico a 200 bambini delle zone del fronte del Donbass. Bambini di 1 elementare di famiglie meno abbienti, orfani di guerra, socialmente deboli
Servono 4.500 Euro
Apriamo la raccolta donazioni che crediamo possa concludersi positivamente anche quest’anno
Grazie a tutti, grazie a chi risponderà a queto nostro appello
https://www.aasib.org/scuola-guerra-vita/
BANCA del TRENTINO ALTO ADIGE
IT 60 M083 04208 0000 0084 395763
BANCA INTESA SANPAOLO
IT 73 N030 69096 06100 0001 91441
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KSJUSHA, I SUOI OCCHI, LA SUA FAMIGLIA E LA GINNASTICA ACROBATICA
Abbiamo incontrato a Mosca Ksjusha.
Un incontro importante, toccante con una delle “nostre” bambine, che ha dimostrato una forza straordinaria, una forza vitale che nessuno potrà scalfire.
Guardate il video della sua performance !
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KURSK, GLI ASILI, I BAMBINI AUTISTICI ED I PROFUGHI
La nostra Associazione la settimana scorsa ha visitato la città di Kursk per incontrare il Difensore dei Diritti dell’Infanzia della regione con la quale abbiamo definito, ancora l’anno scorso, il Progetto “Bambini Ipovedenti di Kursk”, la donazione di 13 attrezzature moderne a quattro ambulatori di altrettanti asili per l’infanzia della città.
Non solo https://www.aasib.org/kursk-gli-asili-i-bambini-autistici-ed-i-profughi/
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Ed ancora una volta il calendario si sta avvicinando alla data del 1 settembre. La «Giornata della Conoscenza», l’inizio dell’anno scolastico nella Federazione Russa.
Come ormai tradizione decennale anche quest’anno vogliano donare il materiale scolastico a 200 bambini delle zone del fronte del Donbass. Bambini di 1 elementare di famiglie meno abbienti, orfani di guerra, socialmente deboli
Servono 4.500 Euro
Apriamo la raccolta donazioni che crediamo possa concludersi positivamente anche quest’ano
Grazie a tutti, grazie a chi risponderà a queto nostro appello
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17 luglio 2014 veniva abbattuto l'aereo della Malaysian aerlines MH117 Fra le vittime 80 bambini. Fu la prima grave provocazione contro la popolazione del Donbass ordita da menti criminali e professionali. Ancora oggi, come per il volo Itavia, si insabbia, si svia, si copre
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Era il 2018 .... per se lo fosse persa un intervista del nostro Presidente sul Donbass e la guerra
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IN FRANCIA I PANNOLINI SONO DIVENTATI ARMI RUSSE
C’è una donna rinchiusa da oltre sei mesi in un carcere francese. Si chiama Anna Novikova, ha doppia cittadinanza russa e francese ed è tra i fondatori di SOS Donbass, un’organizzazione che raccoglie cibo, vestiti, medicinali e beni di prima necessità per la popolazione civile del Donbass.
La Francia la accusa di rapporti con una potenza straniera, raccolta di informazioni e attività considerate lesive degli interessi nazionali. Accuse gravi, certo. Talmente gravi che, prima ancora di una condanna, Novikova ha già subito la pena più comoda delle democrazie contemporanee: una lunga detenzione preventiva, accompagnata da una condanna pubblica costruita attraverso formule abbastanza vaghe da rendere sospetto qualunque contatto con la Russia.
Non sappiamo ancora che cosa l’accusa riuscirà davvero a dimostrare. Sappiamo però che, fino a oggi, sono state offerte soprattutto insinuazioni, relazioni personali, incontri, contatti, vicinanze politiche e fotografie. Tutto questo può giustificare un’indagine. Non basta, in uno Stato che pretende ancora di chiamarsi di diritto, a trasformare una persona in una spia.
Il punto più grave, però, è un altro.
Nell’Europa di oggi l’aiuto umanitario ha smesso di essere universale. Ha una nazionalità, una bandiera e perfino un orientamento geopolitico. Se si raccolgono fondi per Kiev, si è benefattori. Se si raccolgono medicinali per il Donbass, si entra nell’anticamera dello spionaggio. Un pacco di pannolini cambia natura attraversando una linea del fronte: da una parte è solidarietà, dall’altra materiale sospetto.
È questa la civiltà europea di cui dovremmo essere fieri?
La commissaria russa per i diritti umani, Yana Lantratova, ha riassunto la questione con una semplicità brutale: la Francia considera normale inviare all’Ucraina missili, artiglieria e armamenti pagati dai contribuenti; considera invece pericolosa una donna che raccoglie cibo, vestiti e medicine per i civili del Donbass.
Il paragone è devastante proprio perché è elementare.
Lo Stato può spedire strumenti di morte e chiamarli difesa. Il cittadino raccoglie beni necessari alla sopravvivenza e rischia di essere definito agente straniero. La guerra è rispettabile quando passa attraverso ministeri, banche e industrie militari. La compassione diventa sospetta quando non obbedisce alla linea politica stabilita.
Naturalmente ci verrà spiegato che il problema non sono i medicinali, ma i contatti. Non i convogli umanitari, ma le relazioni. Non il Donbass, ma la sicurezza nazionale. È il linguaggio perfetto delle operazioni politiche travestite da neutralità giudiziaria: non si perseguita un’opinione, si indaga un’influenza; non si colpisce una posizione filorussa, si protegge la democrazia; non si punisce il dissenso, si previene la destabilizzazione.
Le parole cambiano. Il risultato no.
Da anni l’Europa accetta senza imbarazzo organizzazioni, fondazioni, mezzi di informazione e gruppi di pressione che operano apertamente a sostegno dell’Ucraina. Raccolgono denaro, organizzano campagne, influenzano il dibattito pubblico, incontrano politici e promuovono l’invio di armi. Tutto perfettamente legittimo.
Basta sostituire la parola Ucraina con Russia o Donbass e la stessa attività assume improvvisamente un odore criminale.
Questa non è giustizia. È selezione politica della solidarietà.
Non serve dichiarare innocente Anna Novikova senza conoscere gli atti. Sarebbe intellettualmente disonesto. Ma è altrettanto disonesto fingere di non vedere il clima nel quale questa vicenda è maturata: un’Europa sempre meno capace di distinguere tra spionaggio e dissenso, tra propaganda e opinione, tra sicurezza e repressione.
La presunzione d’innocenza è diventata un privilegio geopolitico. Vale per chi si trova dalla parte giusta della narrazione. Per gli altri resta la presunzione di colpevolezza, possibilmente accompagnata da mesi di carcere e da titoli di giornale già pronti.
La Francia processerà Anna Novikova. Ma in quell’aula non sarà giudicata soltanto una donna.
Sarà giudicata un’Europa che manda missili con la coscienza pulita e teme i pannolini quando sono destinati ai bambini sbagliati.
Da https://vk.ru/club229428987
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