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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets

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Fed: pausa, dissensi e inflazione che torna centrale 1. La Fed lascia i tassi invariati per il terzo meeting consecutivo, mantenendo il range al 3,50%-3,75%. 2. Il voto è molto diviso: 4 membri dissentono, un livello di opposizione interno che non si vedeva dal 1992. 3. Il punto politico è ancora più interessante: 3 membri non contestano la pausa, ma rifiutano l’inserimento di un bias verso futuri tagli. 4. Nel comunicato entra con forza il Medio Oriente: la Fed scrive che gli sviluppi nella regione stanno contribuendo a un elevato livello di incertezza sull’outlook economico. 5. Cambia anche il linguaggio sull’inflazione: da “rimane leggermente elevata” a “è elevata”, con riferimento esplicito al recente aumento dei prezzi globali dell’energia. la Fed non taglia, ma apre ancora la porta a un allentamento futuro. Il problema è che energia e geopolitica stanno rendendo quella porta molto più difficile da attraversare.

tutto come previsto, nessun cambiamento. a seguire maggiori dettagli
tutto come previsto, nessun cambiamento. a seguire maggiori dettagli

A breve, la decisione sui tassi della Fed…

Il nuovo rischio dell’estate è il carburante per aerei 1. La crisi nello Stretto di Hormuz sta diventando un problema molto p
Il nuovo rischio dell’estate è il carburante per aerei 1. La crisi nello Stretto di Hormuz sta diventando un problema molto più concreto di quanto sembri. Non riguarda solo il prezzo del Brent o del petrolio alla pompa, ma anche il jet fuel, cioè il carburante usato dagli aerei. Il punto è semplice: una parte importante del greggio e dei prodotti raffinati passa dal Golfo Persico. Se quei flussi rallentano, si crea pressione su tutta la catena energetica, inclusa l’aviazione. 2. L’Europa è particolarmente esposta perché importa circa il 40% del carburante per aerei che consuma. E normalmente una parte rilevante di queste forniture è legata al Medio Oriente e alle rotte che passano da Hormuz. Nel grafico si vede bene: nei primi mesi del 2026 il Medio Oriente era ancora la fonte dominante, mentre ad aprile il suo peso crolla e l’Europa prova a compensare comprando di più da Nord America e Africa. 3. Il problema è che il jet fuel non si sostituisce con uno schiocco di dita. Non basta dire “compriamo petrolio altrove”. Serve capacità di raffinazione, servono navi, servono contratti, serve logistica aeroportuale e soprattutto serve prodotto già disponibile. L’Europa, negli ultimi anni, ha chiuso diverse raffinerie e quindi dipende più dall’estero. Questo rende il sistema più fragile proprio nel momento peggiore: l’avvicinarsi della stagione estiva, quando la domanda di voli aumenta. 4. I prezzi lo stanno già dicendo chiaramente. Il carburante per aerei in Europa ha superato i 200 dollari al barile, salendo anche più del greggio. Per le compagnie aeree è un colpo pesante, perché il carburante può rappresentare fino al 30% dei costi operativi. Tradotto: se il costo del jet fuel esplode, le compagnie hanno poche opzioni. Possono assorbire il colpo nei margini, aumentare i prezzi dei biglietti, tagliare rotte meno redditizie o lasciare a terra gli aerei più vecchi e meno efficienti. 5. Le conseguenze pratiche possono arrivare direttamente sui passeggeri. Biglietti più cari, supplementi carburante, meno voli disponibili e possibili cancellazioni sulle tratte meno profittevoli. Il rischio vero non è solo “volare costa di più”, ma che in alcuni aeroporti l’offerta fisica di carburante diventi più tirata se l’Europa non riesce a sostituire abbastanza rapidamente i flussi persi dal Medio Oriente. Secondo l’articolo, se non venisse compensata più della metà delle forniture perse, le scorte europee potrebbero arrivare a livelli critici già a giugno. Questa è la parte meno visibile dello shock energetico: non si ferma al prezzo del petrolio, ma entra nei trasporti, nel turismo, nei costi delle compagnie aeree e potenzialmente nell’inflazione dei servizi. Se la crisi resta aperta fino all’estate, il rischio è una combinazione molto scomoda: meno voli, biglietti più cari e margini sotto pressione per tutto il settore aviation.

LA NOMINA DI WARSH ALLA PRESIDENZA DELLA FED OTTIENE IL VIA LIBERA DALLA COMMISSIONE DEL SENATO

Il boom dell’AI si vede anche nei dati industriali Il dato sugli ordini di beni durevoli racconta una cosa abbastanza chiara:
Il boom dell’AI si vede anche nei dati industriali Il dato sugli ordini di beni durevoli racconta una cosa abbastanza chiara: negli Stati Uniti l’attività di investimento sta accelerando in modo forte. La parte più interessante è quella dei cosiddetti ordini “supercore”, cioè i beni capitali non legati alla difesa e al netto degli aerei: una proxy molto seguita per capire quanto le aziende stanno realmente investendo in macchinari, infrastrutture e capacità produttiva. Il dato è salito del 3,3%, con una revisione al rialzo importante del mese precedente. Una parte rilevante di questa dinamica sembra collegata al ciclo di investimenti sull’intelligenza artificiale: data center, infrastrutture energetiche, hardware, componenti, capacità produttiva e tutto l’ecosistema industriale che serve per sostenere questa nuova fase. Il punto interessante è che l’AI viene spesso raccontata come una forza disinflazionistica nel lungo periodo, perché può aumentare produttività ed efficienza. Ma nella fase iniziale può produrre l’effetto opposto: più domanda di capitale, più domanda di energia, più domanda di infrastrutture e quindi un’economia che potrebbe reggere tassi più alti più a lungo.

Seagate vola nel premarket: +15% dopo risultati e guidance sopra le attese • Seagate Technology sale di circa +15% nel premarket dopo una trimestrale molto forte e una guidance Q4 nettamente superiore al consensus. • Nel Q3 i ricavi sono stati pari a 3,11 miliardi di dollari, +44% anno su anno, sopra le attese di 2,95 miliardi. EPS rettificato a 4,10 dollari contro 3,50 stimati. • La guidance è il vero driver: per il Q4 la società prevede ricavi tra 3,35 e 3,55 miliardi di dollari, contro 3,16 miliardi attesi, ed EPS rettificato tra 4,80 e 5,20 dollari, sopra i 3,96 dollari stimati. Titolo presente nelle nostre strategie azionarie, dove la tesi resta legata alla crescita strutturale della capacità di archiviazione richiesta dall’infrastruttura AI.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 29 aprile 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 −0,49% (7.139), Nasdaq 100 −1,01% (27.029), Dow Jones −0,05% (49.142), Russell 2000 −1,15% (2.756) Europa: EuroStoxx 50 −0,46% (5.835), DAX −0,18%, CAC −0,46%, FTSEMIB +0,77% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Energy +1,65%, Real Estate +1,02%, Consumer Staples +0,99% Bottom 3: Technology −1,29%, Materials −1,07%, Industrials −0,88% –– Takeaway veloci –– • Seduta negativa a Wall Street, con il tech sotto pressione dopo le nuove preoccupazioni sulla sostenibilità della spesa AI e data center. • Il petrolio torna protagonista: WTI vicino a 100 dollari e Brent sopra 111 dollari, sostenuti dallo stallo USA-Iran e dal rischio Hormuz. • I Treasury vendono su tutta la curva: il mercato torna a ragionare su energia alta, inflazione e Fed più prudente. • Il dollaro si rafforza, mentre oro e metalli preziosi correggono. • La BoJ lascia i tassi invariati, ma il voto 6-3 mostra una banca centrale sempre più divisa sul prossimo rialzo. –– Macroeconomic Data –– • Fiducia consumatori USA: 92,8 vs 89,5 atteso. • Aspettative in miglioramento, ma consumatori ancora cauti. • Quasi il 50% degli intervistati si aspetta tassi più alti nei prossimi 12 mesi. • ADP settimanale USA quasi invariato a 39 mila unità. –– Specifiche azioni –– • OpenAI: sotto gli obiettivi di ricavi e utenti, riaccendendo i dubbi sul ritorno degli investimenti AI. • Nvidia: lancia Nemotron 3 Nano Omni, modello multimodale per agenti AI più efficienti. • Amazon: AWS segnala domanda di chip, energia e capacità AI ancora superiore all’offerta. • Spotify: titolo in forte calo dopo ricavi sotto le attese. • Coca-Cola: trimestrale solida. –– Prossimi eventi da monitorare –– • Fed: decisione tassi e conferenza stampa di Powell. • Trimestrali: Microsoft, Amazon, Meta, Alphabet, Qualcomm, Ford, Carvana, SoFi, Humana, Mercedes-Benz, Adidas, Porsche. –– Focus del giorno –– Mag 7: non è più solo una earning season, è un referendum sull’AI La giornata di oggi è probabilmente una delle più importanti dell’anno per il mercato. Non solo c’è la Fed, ma dopo la chiusura arrivano insieme Microsoft, Amazon, Meta e Alphabet. Quattro società che da sole pesano circa il 18% dell’S&P 500 e che oggi rappresentano il cuore della narrativa AI. Il punto però è cambiato. Fino a qualche mese fa il mercato voleva solo vedere più crescita, più cloud, più chip, più AI. Oggi la domanda è diversa: quanto costa tutto questo e quando torna indietro in termini di utili e cash flow? La notizia su OpenAI ha colpito proprio questo nervo scoperto. Se anche uno dei simboli dell’AI fatica a centrare obiettivi di ricavi e utenti, allora il mercato inizia a chiedersi se la corsa ai data center non stia diventando troppo aggressiva. Non perché l’AI non funzioni, ma perché forse i tempi di monetizzazione sono più lunghi rispetto ai tempi della spesa. Le aspettative sono altissime. Amazon deve dimostrare che AWS sta accelerando davvero. Microsoft deve convincere su Azure e Copilot. Alphabet deve mostrare che Search e Cloud reggono la sfida AI. Meta deve far vedere che la spesa enorme non sta mangiando troppa redditività. Questa è la vera prova: non più “chi spende di più”, ma chi spende meglio. Il mercato non sta bocciando l’AI. Sta semplicemente iniziando a fare una domanda più adulta: va bene costruire il futuro, ma a che prezzo? ~About Markets

🚨 Per tutti gli iscritti al webinar ricordiamo che fra 5 min saremo live! 🚨

⚠️ BREAKING | Gli Emirati Arabi Uniti annunciano l’uscita da OPEC e OPEC+ dal 1° maggio, con aumento graduale della produzion
⚠️ BREAKING | Gli Emirati Arabi Uniti annunciano l’uscita da OPEC e OPEC+ dal 1° maggio, con aumento graduale della produzione petrolifera. Decisione legata a un riallineamento strategico dopo le tensioni con l’Iran e ai crescenti attriti con l’Arabia Saudita su quote produttive e influenza regionale. L’obiettivo dichiarato è espandere la capacità e adattarsi alla domanda globale in evoluzione.

Abbiamo inviato a tutti gli iscritti il link di accesso al webinar. Nel caso in cui non avessi ricevuto l’e-mail, ti chiediamo di contattarci direttamente a questo indirizzo: alessio.garzone@gammamarkets.it o t.me/alessiogarzone Ricordiamo che il webinar è dedicato esclusivamente agli addetti ai lavori, per motivi di compliance. Per completare l’iscrizione è quindi necessario utilizzare un’e-mail aziendale. Se non ti sei ancora iscritto, hai tempo fino alle ore 15:00 per farlo, dopodiché le iscrizioni saranno chiuse per motivi organizzativi. Iscriviti qui: https://forms.gle/aFNXeLwcokK3iFQo6 Grazie.

⚠️ BREAKING | Pharma europee -5%: il settore scende dopo una doppia pressione. Da un lato Novartis delude sulla trimestrale (EPS e ricavi sotto le attese), dall’altro Bayer AG perde terreno dopo l’udienza alla Corte Suprema degli Stati Uniti sul caso Roundup, che ha mostrato giudici divisi e aumenta l’incertezza legale. Mix negativo tra earnings deboli e rischio regolatorio che colpisce l’intero comparto.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna stampa a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 28 aprile 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 +0,12% (7.174), Nasdaq 100 +0,01% (27.306), Dow Jones −0,11% (49.175), Russell 2000 +0,13% (2.791) Europa: EuroStoxx 50 −0,32% (5.862), FTSEMIB +0,04% (47.674), DAX −0,14% (24.094), CAC −0,19% (8.142) –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Communication Services +0,94%, Financials +0,65%, Technology +0,46% Bottom 3: Consumer Staples −1,18%, Real Estate −0,83%, Consumer Discretionary −0,76% –– Takeaway veloci –– • La seduta non dice molto se guardiamo solo agli indici. Dice molto di più se guardiamo sotto: equity ferma, petrolio forte, Treasury deboli. È un mercato che non vuole vendere rischio, ma nemmeno ignorare l’inflazione energetica. • Hormuz resta il prezzo vero della geopolitica. La proposta iraniana riapre una finestra negoziale, ma alza anche la posta: Teheran vuole trasformare lo Stretto da rischio militare a leva politica. Questo è il motivo per cui il petrolio non torna davvero indietro. • Il rialzo dei rendimenti non nasce da dati macro, ma dal petrolio. Il mercato sta iniziando a ragionare su uno scenario scomodo: crescita ancora resiliente, Fed prudente e shock energetico che rischia di rientrare nell’inflazione. –– Specifiche azioni –– • Verizon: buona trimestrale e guidance 2026 rivista al rialzo. In una giornata piatta, ha aiutato Communication Services a sovraperformare. • Microsoft/OpenAI: il nuovo accordo elimina il revenue sharing da Microsoft verso OpenAI e rende la licenza meno esclusiva. È un segnale importante: la partnership resta centrale, ma diventa più pragmatica e meno “blindata”. • Qualcomm/MediaTek: collaborazione con OpenAI sui chip mobile. Tema interessante perché sposta l’AI anche verso il dispositivo finale, non solo cloud e data center. • Adobe: downgrade a Neutral. Il software resta una delle aree più sensibili al dubbio “AI opportunity o AI disruption?”. • Oracle: saltato il finanziamento da 16 mld $ per un data center in Michigan. –– Focus del giorno –– OpenAI: il primo vero stress test della narrativa AI Il mercato non sta mettendo in discussione l’intelligenza artificiale. Sta iniziando a mettere in discussione il modo in cui la sta finanziando. Questa è la differenza decisiva. Per mesi la narrativa è stata lineare: più domanda di AI, più bisogno di calcolo, più data center, più chip, più valore per tutto l’ecosistema. Il problema è che questa catena funziona solo se alla fine arriva una cosa molto concreta: ricavi ricorrenti, margini e cash flow. Le indiscrezioni su OpenAI colpiscono proprio qui. Se l’azienda simbolo dell’AI fatica a centrare target interni di utenti e ricavi, mentre ha impegni futuri enormi sulla capacità di calcolo, il mercato è costretto a fare una domanda che finora ha evitato: questi investimenti sono davvero industriali o stanno diventando finanziari? Non è un dettaglio. OpenAI è diventata il punto di riferimento dell’intera filiera: hyperscaler, semiconduttori, memoria, energia, data center. Una parte enorme del rally AI si basa sull’idea che la domanda futura sarà abbastanza grande da giustificare qualsiasi capex presente. Ma “qualsiasi capex” non esiste. Da questa settimana le trimestrali delle Big Tech dovranno rispondere a una domanda molto meno comoda: non quanto stanno spendendo sull’AI, ma quanto di quella spesa sta già costruendo un ritorno credibile. Il mercato può ancora premiare l’AI. Ma da qui in avanti sarà più selettivo. Meno storytelling, più ritorno sugli investimenti. —— Ne parliamo anche oggi nel webinar dedicato agli addetti ai lavori (consulenti, private banker, gestori, analisti), per cui è richiesta un’email aziendale per partecipare. In molti ci avete scritto anche da privati o da fuori settore. A breve organizzeremo un nuovo appuntamento aperto a tutti, sempre su mercati, petrolio e scenari futuri, con un taglio più semplice e accessibile. https://forms.gle/aFNXeLwcokK3iFQo6 ~About Markets

⚠️ BREAKING | Nvidia ($NVDA) tocca un nuovo massimo storico: capitalizzazione a $5,2 trilioni, con un incremento di circa $4,
⚠️ BREAKING | Nvidia ($NVDA) tocca un nuovo massimo storico: capitalizzazione a $5,2 trilioni, con un incremento di circa $4,9 trilioni dal 2022.

⚠️ BREAKING NEWS: Microsoft e OpenAI rivedono profondamente la loro partnership sull’intelligenza artificiale. Accordo aggior
⚠️ BREAKING NEWS: Microsoft e OpenAI rivedono profondamente la loro partnership sull’intelligenza artificiale. Accordo aggiornato per dare più flessibilità e prevedibilità: Microsoft resta il partner cloud principale, ma OpenAI potrà distribuire i propri prodotti anche su altri cloud provider. La licenza di Microsoft sulla tecnologia OpenAI resta valida fino al 2032, ma diventa non esclusiva. Stop al revenue share da Microsoft a OpenAI, mentre continuano (fino al 2030) i flussi da OpenAI verso Microsoft, con un cap massimo. Microsoft in calo in premarket del 3% circa.

📌🚨 Webinar About Markets 🚨📌 Titolo: Borse ai massimi, petrolio in allarme: cosa stanno ignorando i mercati? Webinar desti
📌🚨 Webinar About Markets 🚨📌 Titolo: Borse ai massimi, petrolio in allarme: cosa stanno ignorando i mercati? Webinar destinato esclusivamente agli addetti ai lavori (sarà obbligatorio inserire l'email aziendale) Data dell'evento: martedì 28 aprile 2026 Orario Inizio: 17:00 Orario Fine: 17:45 Modalità di partecipazione: Online (riceverai link via e-mail) Discuteremo delle implicazioni della guerra, dell’impatto sul petrolio, dei mercati azionari tornati sui nuovi massimi e soprattutto di cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi. Il webinar sarà accompagnato anche da una lettura operativa del nostro posizionamento sui mercati: asset allocation, asset class preferite, settori che stiamo privilegiando e principali scenari che vediamo per il futuro. Un confronto pensato per chi lavora ogni giorno sui mercati e vuole andare oltre il rumore di breve periodo. Iscriviti qui: https://forms.gle/aFNXeLwcokK3iFQo6

About Markets | Weekly Preview Settimana chiave per i mercati: tra Big Tech, Fed e geopolitica, si entra in una fase dove gli
About Markets | Weekly Preview Settimana chiave per i mercati: tra Big Tech, Fed e geopolitica, si entra in una fase dove gli errori non sono più concessi. Big Tech Earnings Le Big Tech arrivano agli utili dopo un rally importante: le “Magnificent 7” sono salite di ~+20% da fine marzo, con S&P 500 sopra i 7.000 punti Il mercato ha già prezzato molto: lo spazio per sorprese negative è elevato Calendario: • Mercoledì 29 aprile: Microsoft, Alphabet, Meta, Amazon (after close) • Giovedì 30 aprile: Apple (after close) Federal Reserve (29 aprile) • Attesa una pausa sui tassi (3.50%–3.75%) per la terza riunione consecutiva • Inflazione ancora alta e domanda resiliente → Fed costretta alla prudenza • Il mercato sta ridimensionando le aspettative di tagli nel breve • Barclays: primo taglio possibile verso settembre 2026 👉 Abbiamo approfondito questo tema qui (con una lettura diversa dal solito): https://aboutmarkets.it/analisi/fed-preview-da-powell-a-warsh Cosa troverete nell’articolo: • Non è una semplice riunione Fed: è la fine dell’era Powell • Il possibile arrivo di Warsh cambia completamente le regole del gioco • Il mercato sta sottovalutando un vero cambio di regime monetario • Il “Fed put” potrebbe non esistere più Macro & Banche Centrali • BOJ, BOE, BCE e Bank of Canada attese tutte ferme • Il contesto resta hawkish, con inflazione ancora alimentata dal conflitto in Medio Oriente • In Europa: aziende vedono prezzi di vendita +3.5% e costi input +5.8% nei prossimi 12 mesi Geopolitica • Iran avrebbe proposto agli USA un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz • Mercati reagiscono positivamente: petrolio in calo, azioni in rialzo • Attesa oggi riunione alla Casa Bianca nella Situation Room Takeaway Il mercato sta correndo tra utili perfetti e speranza di stabilità macro, ma il contesto reale resta fragile: è qui che iniziano gli errori più costosi.

⚠️ BREAKING | La Cina blocca l’acquisizione da $2 miliardi di Manus da parte di Meta: Pechino avrebbe chiesto alle parti di ritirare l’operazione, frenando il tentativo di Meta di mettere le mani su una startup AI singaporiana con radici cinesi. L’AI sta diventando sempre più un asset strategico nazionale, non solo un tema tecnologico. Per Meta è un ostacolo nella corsa agli agenti AI; per il mercato è l’ennesimo segnale che M&A, talenti e proprietà intellettuale nell’intelligenza artificiale saranno sempre più filtrati dalla geopolitica. https://www.cnbc.com/2026/04/27/meta-manus-china-blocks-acquisition-ai-startup.html

Chart of the Day — i chip stanno dicendo “reflation” Il grafico mette insieme due cose: semiconduttori YoY e ISM manifatturie
Chart of the Day — i chip stanno dicendo “reflation” Il grafico mette insieme due cose: semiconduttori YoY e ISM manifatturiero USA. Storicamente i chip si muovono prima, perché stanno all’inizio della catena produttiva: auto, industria, elettronica, data center, capex. Se la domanda riparte, spesso lo vedi prima lì. Il movimento attuale è enorme: $SOX circa +150% su base annua, il rialzo più forte dal 2000, e 18 sedute consecutive positive. Non è una normale rotazione settoriale. È il mercato che sta prezzando una riaccelerazione molto forte. La lettura di BofA è che se la relazione storica regge, l’ISM manifatturiero potrebbe risalire verso 60, cioè area da espansione robusta. Non “economia che evita la recessione”, ma manifattura che torna a correre. La parte interessante è che questo rally non parla solo di AI. L’AI è il detonatore, ma il segnale è più ampio: se semiconduttori, capex e ordini industriali si muovono insieme, allora siamo davanti a una ripresa ciclica vera. Il rischio è altrettanto semplice: il mercato si è portato molto avanti. Se l’ISM non conferma nei prossimi mesi, il rally dei chip rischia di diventare troppo tirato. Se invece conferma, cambia la narrativa macro: meno soft landing, più nuovo ciclo industriale. ~ About Markets

⚠️ BREAKING | Iran propone accordo “a metà” agli USA ▪️Teheran offre un’intesa immediata per riaprire lo Stretto di Hormuz e porre fine alla guerra, ma vuole rinviare i negoziati sul nucleare a una fase successiva ▪️Strategia chiara: sbloccare il petrolio ora (pressione economica interna) e rimandare il tema più critico, dove la leadership iraniana è divisa ▪️Problema per Washington: accettare significherebbe perdere leva negoziale sul nucleare (uranio arricchito + stop arricchimento) ▪️Trump valuta le opzioni nella Situation Room, ma dalle ultime dichiarazioni sembra voler mantenere il blocco per aumentare la pressione ▪️Timeline critica: secondo Trump, l’Iran avrebbe pochi giorni prima di danni strutturali agli impianti petroliferi se l’export resta fermo