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Publicaciones del Canal
Oggi più di 13000 persone hanno riattraversato alcune strade di quel Luglio 2001, lasciando il segno tangibile e indiscutibile che un altro mondo non solo è possibile ma necessario.
Con Carlo nel cuore e nella lotta , sempre con noi ✊🏽
Questo è solo l'inizio.
In ogni caso nessun rimorso
Genova , luglio 2026
25 esimo G8 2001
| 2 | Sin texto... | 168 |
| 3 | Sin texto... | 153 |
| 4 | Sin texto... | 147 |
| 5 | ‼️segnaliamo posti di blocco alle uscite autostradali per genova‼️ | 144 |
| 6 | Per Carlo.
Per chi c'era.
Per chi continua a lottare. | 196 |
| 7 | Sin texto... | 1 586 |
| 8 | Ma gossip a parte, per chi come noi ha scelto l’antifascismo militante come stile di vita non è possibile accettare questa ulteriore accelerazione verso maggiore controllo, verso l’utilizzo di strategie di guerra sempre più coercitive, di sorveglianza e di repressione.
Domenica 19 a Genova è stato chiamato un corteo nazionale per ricordare tutto ciò che sono state le giornate del G8 del 2001!
L’appuntamento per tutte le antifasciste e tutti gli antifascisti è dalle ore 15.30 con ritrovo in piazza Carlo Giuliani, attraverseremo la città con lo stesso scintillìo negli occhi di 25 anni fa, ma con maggiore consapevolezza che avevamo ragione noi!
Ci vediamo nelle strade!
#inognicasonessunrimorso | 244 |
| 9 | Domani a Washington andrà in scena il primo vertice mondiale anti-Antifa tanto voluto da Trump.
Nonostante il poco preavviso con cui è stato diramato l’invito ad un evento di tale portata, hanno immediatamente confermato la loro presenza i Capi di Stato più destrorsi che possiamo immaginare, Argentina, Ungheria e chi più ne ha più ne metta.
Come sempre è singolare la reazione della nostra Presidente del Consiglio che, se inizialmente pareva intenzionata ad inviare al summit una semplice figura diplomatica, tanto per dire ci siamo, dopo qualche ripensamento ha annunciato l’invio negli USA del sottosegretario agli Interni Nicola Molteni… probabilmente l’avrà reputata un’occasione troppo ghiotta per non provare a rientrare nelle grazie del biondo Tycoon. | 229 |
| 10 | Sin texto... | 394 |
| 11 | Dopo il Convegno/Assemblea del 4 luglio, APPELLO E RILANCIO DEL CORTEO DEL 19 LUGLIO
La giornata del 4 luglio al CAP di Genova è stata un passaggio importante, tutt'altro che scontato.
Dalla mattina alla sera si sono susseguiti interventi che hanno approfondito l'analisi della fase che stiamo vivendo, individuando i terreni su cui sarà importante intervenire per contrastare la deriva verso uno Stato di polizia al servizio della guerra.
È impossibile racchiudere in poche righe la ricchezza e la complessità di quanto discusso durante la giornata. Per questo lavoreremo nei prossimi giorni sui contributi raccolti, per pubblicarli e condividerli sul sito inognicasonessunrimorso.org.
Sarà un primo passo per renderli disponibili anche a chi non c'era, perché possano essere discussi, criticati, migliorati e poi tradotti in pratica concreta.
Adesso tutte le energie sono concentrate sulla riuscita della giornata del 19 luglio a Genova.
Il preconcentramento è fissato per le 14.30 davanti alla scuola Diaz, da dove partirà lo spezzone giovanile per raggiungere piazza Carlo Giuliani (Alimonda) dove, alle 15.30, è fissato il corteo nazionale "IN OGNI CASO NESSUN RIMORSO".
Sarà un corteo che darà voce alla voglia di organizzarsi contro la guerra, il fascismo e contro il continuo peggioramento delle condizioni di vita di milioni di lavoratori e lavoratrici.
Sarà un corteo capace di guardarsi indietro per riconoscere e rivendicare la storia da cui veniamo, senza però cadere nella retorica commemorativa: i nostri piedi restano saldamente piantati nel presente, mentre lo sguardo è rivolto al futuro.
Davanti ad un sistema che legittima e normalizza il linguaggio della deportazione, noi ci dichiariamo "non assimilati".
Non lo siamo e mai lo saremo rispetto alla società che produce tre morti al giorno sul lavoro, il genocidio e l'arruolamento forzato, che rapina e saccheggia ogni risorsa per alimentare la macchina della guerra.
Questo è un sentimento condiviso e diffuso ma che fatica a trovare spazio soffocato da una propaganda martellante che continua a inventare falsi nemici, per scaricare nella guerra tra poveri le contraddizioni generate dalla società della disuguaglianza e della repressione.
La piazza del 19 luglio chiama le classi popolari a scendere in strada.
Chiama i giovani che non vogliono essere carne da macello sul lavoro né carne da cannone al fronte.
Chiama le famiglie costrette a fare i conti con mutui, affitti, bollette e spese che le buste paga non riescono più a coprire.
Chiama gli anziani che dopo una vita di lavoro vengono lasciati soli, senza cure né assistenza adeguate, se non quelle private che le pensioni non bastano mai a coprire.
Chiama chi oggi è costretto a lavorare sotto il sole cocente o in capannoni a 40° e magari domani si troverà con la casa alluvionata perché la crisi climatica è anch'essa una questione di classe.
Chiama le donne che subiscono lo sfruttamento di un sistema patriarcale e con loro chi subisce la discriminazione che esso produce su identità e orientamento sessuale.
Chiama in piazza chi autogestisce spazi altrimenti lasciati all'abbandono e poi preda di speculatori e palazzinari, contro la politica degli sfratti, degli sgomberi e della desertificazione sociale.
Con Carlo nel cuore e per tutte e tutti coloro che non potranno essere con noi - perché caduti o condannati dai tribunali come "colpevoli di lottare" - saremo in piazza per riaffermare la nostra voglia di riscatto: perché sappiamo che potremo conquistarlo solo con la lotta e le nostre forze.
Saremo in piazza per un mondo che superi le logiche di guerra e sfruttamento, che non solo é possibile, ma che ormai è assolutamente necessario. | 367 |
| 12 | Davanti ad un sistema che legittima e normalizza il linguaggio della deportazione, noi ci dichiariamo "non assimilati".
Non lo siamo e mai lo saremo rispetto alla società che produce tre morti al giorno sul lavoro, il genocidio e l'arruolamento forzato, che rapina e saccheggia ogni risorsa per alimentare la macchina della guerra.
Questo è un sentimento condiviso e diffuso ma che fatica a trovare spazio soffocato da una propaganda martellante che continua a inventare falsi nemici, per scaricare nella guerra tra poveri le contraddizioni generate dalla società della disuguaglianza e della repressione.
La piazza del 19 luglio chiama le classi popolari a scendere in strada.
Chiama i giovani che non vogliono essere carne da macello sul lavoro né carne da cannone al fronte.
Chiama le famiglie costrette a fare i conti con mutui, affitti, bollette e spese che le buste paga non riescono più a coprire.
Chiama gli anziani che dopo una vita di lavoro vengono lasciati soli, senza cure né assistenza adeguate, se non quelle private che le pensioni non bastano mai a coprire.
Chiama chi oggi è costretto a lavorare sotto il sole cocente o in capannoni a 40° e magari domani si troverà con la casa alluvionata perché la crisi climatica è anch'essa una questione di classe.
Chiama le donne che subiscono lo sfruttamento di un sistema patriarcale e con loro chi subisce la discriminazione che esso produce su identità e orientamento sessuale.
Chiama in piazza chi autogestisce spazi altrimenti lasciati all'abbandono e poi preda di speculatori e palazzinari, contro la politica degli sfratti, degli sgomberi e della desertificazione sociale.
Con Carlo nel cuore e per tutte e tutti coloro che non potranno essere con noi - perché caduti o condannati dai tribunali come "colpevoli di lottare" - saremo in piazza per riaffermare la nostra voglia di riscatto: perché sappiamo che potremo conquistarlo solo con la lotta e le nostre forze.
Saremo in piazza per un mondo che superi le logiche di guerra e sfruttamento, che non solo é possibile, ma che ormai è assolutamente necessario. | 1 |
| 13 | Sin texto... | 216 |
| 14 | Ieri grandissima giornata di discussione al cap con il convegno "In ogno caso nessun rimorso ..verso il corteo del 19 luglio".
Una giornata di approfondimento e studio sulle tematiche portate 25 anni fa e tristemente attuali . Dal riarmo, alla crisi giovanile, alla condizione lavorativa passando per la crisi climatica e un'analisi politica attenta e precisa del momento storico che stiamo vivendo e che abbiamo già vissuto.
Insieme @genova_antifascista @cpafisud abbiamo costruito un momento storico di rilancio pronti e pronte per il 19 luglio.
Con Carlo nel cuore. | 399 |
| 15 | CONVEGNO\ASSEMBLEA NAZIONALE
Sabato 4 luglio 2026 presso il Circolo CAP in via A. Albertazzi 3R a Genova
Verso il corteo “IN OGNI CASO NESSUN RIMORSO” del 19 luglio 2026
www.inognicasonessunrimorso.org | 885 |
| 16 | https://www.instagram.com/p/DaTD4rmoHyI/?igsh=bGowZmRtNWdnaW9o | 35 |
| 17 | CONVEGNO\ASSEMBLEA NAZIONALE
Sabato 4 luglio 2026 presso il Circolo CAP in via A. Albertazzi 3R a Genova
Verso il corteo “IN OGNI CASO NESSUN RIMORSO” del 19 luglio 2026 | 35 |
| 18 | 🚩Crediamo che sia giunto il momento di scrivere la Storia con la forza delle nostre idee e delle nostre azioni.
Il filo rosso che vogliamo tenere teso arriva dalla lotta contro il nazifascismo, attraversa le conquiste degli anni '70 e '80 e passa dal quel luglio del 2001. Questa è la Storia che vogliamo raccogliere e porgere alle nuove generazioni: questo è il filo che la tiene insieme, la chiarisce e la specifica.
Noi siamo e saremo sempre la classe popolare: coloro che parteggiano, che sanno da che parte stare, che mai si piegheranno alla convenienza personale in cambio di una pace sociale ingiusta e diseguale e che daranno sempre tutto per cambiare l’esistente senza mai fare un passo indietro.
🚩Vogliamo costruire la Resistenza in grado di respingere l’ondata nera che lentamente sta invadendo le nostre città e la politica, per togliere spazio e respiro alle squadracce della cosiddetta "remigrazione".
Quella Resistenza che sia in grado di respingere le logiche di un'economia di guerra che si nutre di genocidi e di strategie che fomentano paure, incertezze e spaccature insanabili nella nostra società.
Per questi motivi desideriamo che il significato del 19 luglio 2026 vada oltre alla semplice ricorrenza. Per noi sarà l’invito ad aderire ad un nuovo percorso di lotta che non ci veda più solo come antagonisti ad un sistema ingiusto e sbagliato ma come protagonisti della costruzione del futuro al quale ambiamo.
🚩IN OGNI CASO NESSUN RIMORSO.🚩
19 luglio ore 15.30
Piazza Carlo Giuliani (p.zza Alimonda)
Corteo Nazionale | 649 |
| 19 | 🚩Hanno provato in tutti i modi a screditare e criminalizzare chi nel Luglio 2001 scese nelle piazze per rivendicare un nuovo mondo necessario, diverso da quello che allora si stava delineando e che oggi ci sta portando ad una nuova guerra mondiale.
Anno dopo anno abbiamo visto realizzarsi l’agenda politica che era stata decisa dai “Grandi” capitali e dai loro eserciti.
La finanza come strumento di coercizione e destabilizzazione.
La guerra come strumento per riaffermare il comando e il controllo.
La rapina di risorse a danno dei popoli del Sud Globale, costretti spesso ad abbandonare la propria terra per poi esser sfruttati sui mercati del centro capitalista.
Infine lo strumento repressivo, la chiusura di spazi politici e sindacali per eliminare le conquiste di lavoratori e lavoratrici e massimizzare rendite e profitti.
🚩Anche se in 25 anni molte cose sono successe, non è cambiato il copione attraverso il quale continuano ad attaccarci per delegittimarci agli occhi dell'opinione pubblica: la distinzione tra buoni e cattivi attraverso cui spaccarono anche quel movimento 25 anni fa.
Trovare uno slogan che racchiudesse tutti questi aspetti non era facile ma di una cosa abbiamo sempre avuto certezza: gridare a gran voce che noi vogliamo rivendicarci tutto.
“There is no alternative”: con questa narrazione hanno provato a convincerci che non potevamo reagire, che avremmo dovuto accettare la loro visione di futuro.
Una narrazione mistificata e falsa con cui hanno legittimato la continua barbarie di un modello sociale e produttivo in grado di reggersi solo attraverso stragi, deportazioni e guerra. | 536 |
| 20 | 🚩DOMENICA 19 luglio 2026
CORTEO NAZIONALE
Luglio 2001 - Luglio 2026
25 anni dal G8 di Genova
Il 19 luglio 2026 alle 15.30 scenderemo nelle strade di Genova, ma non sarà soltanto un corteo.
Vogliamo che quella data non rappresenti solo il ricordo degli eventi accaduti 25 anni fa:
Carlo e tutte e tutti coloro che subirono le violenze della repressione meritino di più. | 412 |
