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GAZA GENOCIDIO DEL 21° SECOLO

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JFK 9-11 Afghanistan Iraq Siria Libia ,Covid-19, Ucraina, Green, Gaza, Libano, Cisgiordania, Iran, l'imperialismo USA,al servizio della geopolitica globalista, della lobby finanziaria Sionista-massonica Anglo-Americana...

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La_Verita_10_Ottobre_2026.pdf

La_Verita_10_Ottobre_2026.PDF28.74 MB

La distruzione è indiscriminata, sistematica” Case ridotte in macerie, oggetti quotidiani sparsi tra le rovine che raccontano di vite interrotte. Bambini lottano per la vita in terapia intensiva e piangono chiedendo della loro mamma. Ci si sveglia sotto le bombe, mentre gli ospedali non sono altro che un cumulo di rovine. Attraverso video-diari e la sua testimonianza diretta, la dottoressa Tanya Haj-Hassan – medico statunitense specializzata in terapia intensiva pediatrica – racconta in prima persona l’orrore che si vive a Gaza. L’intervista di Anna Airoldi.

Avi Shlaim, EBREO, esperto di storia Israeliana

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“Ti ho portato in braccio vivo” Gaza, un padre piange il figlio ucciso da un raid israeliano: 10 morti in un giorno durante la “tregua” Hussam Abu Asr è stato ucciso la sera dell’8 ottobre da un attacco sulla sua casa, nel quartiere Sabra di Gaza City. Con lui è morta Intisar Abu Asr. Dieci i feriti. Secondo i testimoni, l’esercito israeliano aveva concesso all’intero isolato meno di 10 minuti per evacuare. Davanti al corpo del bambino, il giornalista Wadea Abu Alsoud dice: “Questo genocidio che vi hanno fatto credere sia finito. Ogni giorno abbiamo bambini, donne e anziani che muoiono. Non permettete loro che vi mentano.” Il 10 ottobre è un anno dall’inizio della “tregua”. Da allora l’esercito israeliano ha ucciso almeno 1.471 persone a Gaza. Fonte: Inside Over

🇲🇪🇷🇺 L'ultimo video di Rybar prima degli arresti in Montenegro Mikhail Zvinchuk, fondatore del canale russo di analisi militare Rybar, ha pubblicato questo video il giorno prima che i servizi di sicurezza montenegrini arrestassero lui, sua moglie e tre membri del suo team. Nel video, presenta la prossima parte della serie documentaria di Rybar sui Balcani. Segui 👉🏻@ClaraStatello

Hanno davvero vietato la vernice al piombo perché era tossica o perché bloccava i loro segnali? Per decenni ogni casa è stata ricoperta di vernice al piombo: il piombo è uno scudo naturale contro le radiazioni e le frequenze elettromagnetiche. Tutto è studiato e progettato contro di noi. 👇DALLE PAROLE DI JULIAN ASSANGE https://t.me/JulianAssangeWiki

VI SVELO CHI COMANDA IN ITALIA" L’ex Ambasciatore d’Italia a Pechino, Alberto Bradanini, solleva il velo sui retroscena del potere. Squarcia così quel silenzio omertoso, una vera e propria Matrix, che il mondo dell'informazione conosce da sempre, ma che nessuno ha mai osato scardinare. Un racconto proibito, taciuto per proteggere la narrazione rassicurante destinata all'opinione pubblica, utile solo a preservare gli interessi di chi muove i fili nell'ombra. Oggi Bradanini paga il prezzo della veridicità con la censura, colpevole di aver vissuto dall'interno quei palazzi e di averne rivelato i meccanismi. Le sue parole, tuttavia, superano qualsiasi commento. Ascoltiamolo. | Maurizio Candido.mp4

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IL MEDIOEVO A STELLE E STRISCE Una delle immagini più agghiaccianti della Rivoluzione Francese è quella delle “tricoteuses”, le donne parigine che sedevano tranquillamente in piazza a sferruzzare, a pochi metri dal patibolo, mentre assistevano alle decapitazioni dei condannati a morte. Il 3 di dicembre in Texas ci sarà l’esecuzione di Nidal Hasan, un ex-militare colpevole di aver ucciso 13 suoi colleghi nel 2009. L’esecuzione avverrà per fucilazione. Il plotone sarà fornito direttamente dal Pentagono. L’esecuzione sarà pubblica, chiunque vorrà potrà assistere. Il Ministro della Guerra, Pete Hegseth, ha dichiarato: “Faremo in modo che l’esecuzione sia pubblica, che la gente possa assistere. La gente deve capire che ci sono serie conseguenze per azioni del genere”. Secondo un portavoce del Pentagono, Trump ha approvato la richiesta di Hegseth di rendere pubblica la fucilazione. L’esecuzione stessa potrà avvenire solo se controfirmata da Donald Trump. Quella di Hasan sarà la prima esecuzione pubblica negli Stati Uniti da quasi cento anni. L’unica differenza è che non ci saranno donne in piazza a fare la maglia. Saranno sostituite da centinaia di telefonini che trasmetteranno in streaming in tutto il mondo la morte di quest’uomo. E poi dicono che i cattivi erano i nazisti. Massimo Mazzucco

SIRIA, ALCUNI CORSI UNIVERSITARI RISERVATI AGLI UOMINI: POLEMICHE SULLE NUOVE REGOLE DI AMMISSIONE Le nuove regole di ammissi
SIRIA, ALCUNI CORSI UNIVERSITARI RISERVATI AGLI UOMINI: POLEMICHE SULLE NUOVE REGOLE DI AMMISSIONE Le nuove regole di ammissione alle università siriane per l’anno accademico 2026-2027 escludono le donne da diversi corsi e istituti, suscitando polemiche nel paese. Le restrizioni riguardano in particolare alcuni programmi della nuova Università Nazionale per le Scienze della Difesa, dove diversi indirizzi militari, ingegneristici, giuridici, economici e di scienze sociali risultano riservati agli uomini. Anche presso l’Università Siriana per le Scienze della Sicurezza, la facoltà di scienze della sicurezza è aperta soltanto agli uomini, mentre i corsi di cybersicurezza restano accessibili a entrambi i sessi. Limitazioni analoghe compaiono anche in alcuni istituti tecnici civili, tra cui quelli del petrolio e del gas, delle ferrovie e il corso di regia radiofonica e televisiva dell’Istituto tecnico dei media di Idlib. Le restrizioni non equivalgono però a un divieto generale per le donne di studiare diritto, ingegneria o discipline tecniche in Siria: questi percorsi restano disponibili in altre università e istituzioni. Alcune limitazioni erano già presenti negli anni precedenti, mentre per il 2026-2027 il loro ambito è stato ampliato, in particolare negli istituti legati al settore petrolifero e del gas.
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ANTISEMITISMO: CHI DECIDE COSA SI PUÒ DIRE SU ISRAELE? | Pino Cabras – Campo Profondo #5 Chi stabilisce il confine tra la lotta all’antisemitismo e la libertà di criticare uno Stato, un governo, un’ideologia? E cosa accade quando una definizione nata come strumento di lavoro entra direttamente nel sistema delle politiche pubbliche? Nella quinta puntata di CAMPO PROFONDO, la rubrica di Pino Cabras su Visione TV, entriamo nel cuore del disegno di legge sull’antisemitismo proprio mentre il provvedimento è arrivato nell’Aula della Camera: il 2 ottobre si è svolta la discussione generale dell’A.C. 2830, già approvato dal Senato. Il testo adotta la definizione operativa dell’IHRA – International Holocaust Remembrance Alliance, compresi i relativi indicatori «necessari ai fini dell’applicazione della legge». È da qui che parte l’indagine di Campo Profondo. Cabras mette a confronto quegli indicatori con parole e casi concreti. Tamir Pardo, già direttore del Mossad, ha parlato di apartheid e ha evocato, descrivendo ciò che aveva visto in Cisgiordania, le persecuzioni subite dagli ebrei nel secolo scorso. La domanda diventa allora inevitabile: chi decide il contesto? Chi stabilisce quando una critica politica oltrepassa il confine? La puntata ricostruisce anche le critiche provenienti dall’interno dello stesso mondo degli studi sull’antisemitismo: la Jerusalem Declaration, Kenneth Stern — principale estensore della definizione originaria — e l’ACLU, che negli Stati Uniti ha contestato il suo impiego legislativo in rapporto alla libertà di espressione. Poi il tema si allarga. L’idea di Israele come “ebreo collettivo”; la distinzione tra ebrei, ebraismo, Stato d’Israele e sionismo; il rischio dell’autocensura preventiva. Non serve necessariamente vietare una conferenza o un libro: può bastare che organizzatori, università, alberghi o mezzi d’informazione comincino a pensare che aprire quella porta sia diventato troppo costoso. Cabras lo definisce “il costo di transazione della democrazia”. Nel viaggio entrano anche il contesto politico ed economico dei rapporti Italia-Israele, il ruolo delle precedenti proposte confluite nel testo, i casi Gasparri-Telit-Cyberealm e il precedente del 2007, quando importanti storici italiani si opposero all’idea di affidare al diritto penale la definizione della verità storica. Tutto torna infine a Gaza. Mai come oggi abbiamo potuto vedere quasi in tempo reale ciò che accade. Ma vedere i pezzi non significa necessariamente vedere il quadro. Apartheid. Crimine di guerra. Genocidio. Paragone storico. Sono parole enormi: devono poter essere documentate, discusse, contestate. La domanda della puntata è se qualcuno possa conquistarne il monopolio. «Questa volta non potremo dire: non potevamo sapere. Ma vorrei che fra qualche anno non fossimo costretti a dire: sapevamo, ma avevamo cominciato ad avere paura delle parole.» Poter sapere non basta. Bisogna poter parlare. Cabras ha inoltre annunciato in più occasioni che, qualora il provvedimento venisse definitivamente approvato, intende promuovere una raccolta di firme per chiederne l’abrogazione con REFERENDUM, sostenendo che la legge presenti gravi problemi sul piano costituzionale. CAMPO PROFONDO #5 – Pino Cabras | Visione TV #CampoProfondo #PinoCabras #Antisemitismo #IHRA #Israele

Si giura fedeltà alla patria, si dipende da Israele Made in USA Sotto indagine per aver criticato Israele, pe il genocidio dei Palestinesi. Assurdo

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vi rinfresco con il video della legge elettorale di qualche giorno fa: https://youtu.be/7ugy-DdwvZU

Pochi giorni fa ai tanti misteri che aleggiano sul 7 ottobre – i ripetuti allarmi precedenti l’attacco, che rivelavano anche nei minimi dettagli il piano predisposto da Hamas, del tutto ignorati; i palloni spia posti a ridosso del confine abbattuti nei giorni precedenti l’attacco e non riparati; i ritardi e il caos nel contrastare Hamas etc – se ne è aggiunto uno rivelato da Shalom Sheetrit, soldato della Golani a un incontro con i riservisti dell’IDF ripreso da Channel 7. Durante una testimonianza alla Knesset israeliana, Sheetrit ha dichiarato che lui e i suoi commilitoni di stanza in un avamposto militare vicino a Gaza, il 7 ottobre 2023 avevano ricevuto l’ordine di non effettuare il consueto pattugliamento mattutino lungo la recinzione di confine: “Abbiamo ricevuto l’ordine dai comandanti della Brigata Golani il 7 ottobre di sospendere tutti i pattugliamenti lungo il confine di Gaza dalle 5:20 alle 9:00