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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets
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Chiudiamo short nasdaq e short eurostoxx per target raggiunto
Se questo supporto viene rotto potremmo riaprire amche in giornata
Intanto essere uscito completamente dall’oro e’ stata una buona operazione
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About Markets Today | Inizio settimana
Settimana che si apre con un tono decisamente più nervoso sui mercati, mentre il conflitto tra Stati Uniti e Iran entra nella sua quarta settimana e il focus resta tutto sullo Stretto di Hormuz.
Trump ha dato a Teheran 48 ore per riaprire completamente il passaggio, minacciando in caso contrario attacchi alle centrali elettriche iraniane. L’Iran ha risposto che, se colpito, chiuderebbe Hormuz “completamente” e prenderebbe di mira infrastrutture energetiche, IT e di desalinizzazione collegate a USA e Israele.
Dentro i mercati, oltre i titoli
America
• S&P 500: -0,53%
• Nasdaq 100: -0,66%
• Russell 2000: -1,02%
Europa
• Euro Stoxx 50: -1,43%
• DAX: -1,76%
• FTSE 100: -2,07%
• CAC 40: -1,96%
Asia
• Hang Seng: -3,91%
• Nikkei 225: -3,49%
• CSI 300: -2,97%
• Nasdaq Golden Dragon: -2,92%
• Sensex: -2,35%
Commodities & Metals
• Brent: $112,9 (+0,50%)
• WTI: $99,1 (+1,05%)
• Gold: $4.274 (-4,95%)
• Silver: $63,09 (-7,07%)
1️⃣ Non solo energia, ma anche supply chain
A complicare il quadro c’è il tema elio/Qatar.
Il Qatar pesa per ~30% della produzione globale di elio, fondamentale per semiconduttori, MRI e spazio. Se la crisi colpisce logistica e produzione, il rischio non è solo energia ma un nuovo shock sulla supply chain dei chip, proprio mentre il mercato sconta il boom AI.
2️⃣ Iran – escalation su Hormuz
Siamo nella fase più delicata, con l’ultimatum di 48 ore ormai agli sgoccioli.
👉 USA pronti a colpire le centrali elettriche iraniane se Hormuz non riapre
👉 Iran minaccia attacchi a infrastrutture energetiche regionali → petrolio “alto a lungo”
Nel frattempo:
• transito solo per paesi “non nemici”
• tassa di $2M per nave
→ primo passo verso una chiusura selettiva dello stretto
3️⃣ Escalation militare e impatto regionale
Il conflitto si sta allargando rapidamente:
• attacchi su infrastrutture energetiche e nucleari
• oltre 100 feriti in Israele
• raid su siti strategici iraniani
E non è più solo bilaterale:
👉 Iraq: target USA
👉 Libano: escalation su Beirut
👉 Yemen: rischio ingresso Houthi
👉 Arabia Saudita/UAE: possibile coinvolgimento
→ da guerra locale a conflitto regionale multi-front
4️⃣ Strategia USA: “escalate to de-escalate”
L’idea è chiara: intensificare ora per forzare una de-escalation.
Ma è un equilibrio fragile:
• funziona solo se l’Iran cede
• altrimenti → escalation fuori controllo
E infatti Bessent stesso ammette:
“50 giorni di prezzi alti… forse 100… non lo sappiamo”
5️⃣ Scenari possibili (ne parliamo domani 👇)
In questo contesto, è chiaro che non esiste una sola traiettoria possibile.
Noi abbiamo in mente diversi scenari di uscita, alcuni più probabili, altri più estremi, ma la verità è che il mercato oggi sta cercando di prezzarli tutti insieme.
Ed è proprio da qui che vogliamo partire.
👉 Domani ne parleremo nel webinar, entrando nel dettaglio di cosa può succedere davvero e soprattutto come si stanno posizionando i mercati (e come ci stiamo posizionando noi) in base a questi scenari.
Saremo molto pratici, ma soprattutto sarà un momento di confronto:
lasceremo ampio spazio alle domande live, perché in questa fase più che risposte preconfezionate serve capire i ragionamenti.
Ad oggi siamo già a circa +250 iscritti, segno che il tema è tutt’altro che banale.
⸻
📅 Appuntamento domani ore 19:00
👉 Riceverai il link di partecipazione iscrivendoti qui:
https://forms.gle/oVyZPNt7tmqvdpuA9
🎙 Con:
• Carlo De Luca (Head of Asset Management, Gamma Capital Markets)
• Alessio Garzone (Portfolio Manager, Gamma Capital Markets)
🎤 Modera:
• Vito Ferito (Business Development Manager, Gamma Capital Markets)
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⚠️ BREAKING | Petrolio sopra i 100$ → shock energetico globale, equity sotto pressione, mentre la "scadenza" fissata dal presidente Trump per l'apertura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran è ora a 25 ore di distanza.
• Il petrolio supera i 100$/barile mentre si avvicina la deadline su Hormuz: parliamo di uno shock su ~20% dell’offerta globale
• I mercati reagiscono in modalità risk-off: Nasdaq -0,60%, S&P -0,40% e small cap sotto pressione → tipico schema da “energy shock”
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⚠️ BREAKING | Bitcoin sotto pressione: rompe i 68.000$ mentre sale il rischio geopolitico su Hormuz
• Il Bitcoin scende sotto i 68.000$ con un calo giornaliero vicino al -2%, in linea con un contesto di risk-off globale
• Il movimento arriva mentre manca meno di un giorno all’ultimatum di Trump sull’apertura dello Stretto di Hormuz
• Questo non è un sell-off “crypto”, è un sell-off macro. Quando il petrolio sale e la guerra entra nello scenario centrale, il Bitcoin torna ad essere trattato per quello che è oggi: un asset risk, non un hedge.
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⚠️ BREAKING | Escalation Iran–USA: 48 ore decisive per i mercati
Settimana ad altissima tensione geopolitica e macro, con un unico vero driver: lo Stretto di Hormuz.
• Ultimatum di Trump → Il presidente USA ha dato all’Iran 48 ore per riaprire Hormuz, minacciando attacchi diretti alle centrali elettriche.
→ L’Iran risponde: se colpite infrastrutture energetiche, Hormuz verrà chiuso completamente.
• Escalation militare in corso → Nuovi attacchi missilistici iraniani su Israele con vittime.
→ IRGC: pronti a colpire energia, telecomunicazioni e infrastrutture USA/Israele in tutta la regione.
• Shock energetico globale → Il conflitto è ormai entrato nel cuore dell’offerta:
→ rischio reale su petrolio, gas e fertilizzanti
→ potenziale impatto a catena su inflazione e produzione alimentare globale
• Settimana macro chiave (ma secondaria rispetto alla guerra)
→ PMI servizi USA (martedì)
→ Scorte petrolio (mercoledì)
→ Jobless claims (giovedì)
→ Consumer sentiment e inflation expectations (venerdì)
• Mercati attesi estremamente volatili → Futures pronti a riaprire in modo disordinato.
Continuiamo a monitorare la situazione da vicino e a tenervi informati, il più possibile.
~ About Markets
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SIAMO GIÀ A OLTRE 150 ISCRIZIONI IN POCHE ORE!
In questo Webinar, parleremo di guerra, banche centrali e, soprattutto, di come si stanno realmente posizionando i mercati in questo contesto.
📅 24 marzo 2026
🕖 19:00 – 19:45
📍 Online (link via email)
Come sempre, ampio spazio alle domande in diretta.
Chi partecipa avrà anche accesso al materiale e agli approfondimenti successivi.
Link iscrizione qui 👉 https://forms.gle/oVyZPNt7tmqvdpuA9
(Compilare il modulo richiede meno di 30 secondi).
👉🏼 Per chi si è già iscritto: riceverete entro la giornata una email con link e invitation così da salvarlo direttamente in calendario (Outlook o simili).
Ricordiamo che il link verrà inviato solo a chi si iscrive. Il webinar sarà registrato e tutto il materiale (inclusa la nostra market outlook utilizzata nei comitati di investimento) verrà condiviso esclusivamente con i partecipanti iscritti.
⏰ Le iscrizioni si chiuderanno martedì 24 marzo alle ore 12:00.
Buon weekend a tutti!
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TUTTO CIÒ È PARANORMALE!!
Trump cambia tono sull’Iran nel giro di 90 minuti: alle 20:30 circa ora di Roma dice di non volere un cessate il fuoco, alle 21:45 circa afferma che gli Stati Uniti stanno valutando una possibile de-escalation del conflitto.
I mercati reagiscono subito al cambio di narrativa: forte inversione nel trading after-hours, con SP500 in rialzo di oltre l’1% dai minimi, pur restando in calo di circa l’1,5%. Il quadro però resta estremamente volatile e guidato dai titoli geopolitici.
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⚠️ BREAKING | Trump dichiara che non vuole un cessate il fuoco nella guerra con l’Iran, e i mercati accelerano al ribasso: Nasdaq -2,41%, S&P 500 -1,97%, Russell 2000 -3,06%, Euro Stoxx 50 -3,66%, Dow Jones -1,22%.
Sui fondi restiamo coperti con future short, come da comunicazioni precedenti.
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⚠️ BREAKING | Oro verso il peggior calo settimanale dal 1983 (-11,2%) mentre il mercato ricalibra le aspettative su inflazione e tassi.
Intanto, il petrolio in zona 100$: torna il rischio inflazione.
• Il petrolio scambia ormai da circa due settimane in area 100 dollari al barile, un livello che inizia a diventare macro-rilevante e non solo geopolitico.
• Secondo il modello degli analisti, se il greggio restasse su questi livelli per altri due mesi, l’inflazione CPI USA potrebbe risalire verso il 3,3%.
• Il grafico mostra bene la sensibilità: con oil a 95 dollari il CPI sarebbe attorno al 3,2%, mentre con ulteriori salite verso 110-130 dollari la pressione inflattiva tornerebbe molto più intensa.
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Ringraziamo Mariangela Pira per aver citato Gamma Capital Markets nel suo podcast “3 Fattori” di oggi.
Link alla puntata completa qui https://open.spotify.com/episode/2Am1iuFEkVXTCJXAEJ8Wxm?si=gMKLAhBmSYupQbuIWSGInQ&t=423&pi=L_kR9MCFQv-_x
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🚨Aperte le iscrizioni al prossimo webinar di About Markets🚨
Parleremo di guerra, banche centrali e – soprattutto – di come si stanno realmente posizionando i mercati in questo contesto.
📅 24 marzo 2026
🕖 19:00 – 19:45
📍 Online (link via email)
Compilare il modulo richiede meno di 30 secondi.
Chi partecipa avrà anche accesso al materiale e agli approfondimenti successivi.
Link iscrizione qui https://forms.gle/oVyZPNt7tmqvdpuA9
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📊 Tassi USA: il mercato cambia passo
• Il mercato sta ricalibrando le aspettative sulla Fed: la probabilità implicita di un rialzo dei tassi entro ottobre è ora intorno al 50%
• La curva OIS (WIRP) mostra un progressivo aumento dei tassi attesi fino a ottobre (~3,77%), prima di un leggero raffreddamento a fine anno
• Il messaggio è chiaro: lo scenario “tassi più alti più a lungo” torna centrale, anche in un contesto di forte incertezza macro e geopolitica
• Le attese sui tagli vengono posticipate, mentre il rischio di una Fed ancora restrittiva resta sul tavolo
Il mercato sta lentamente abbandonando il pivot aggressivo → contesto meno favorevole per equity e multipli, più supportivo per USD e rendimenti.
Di tutto questo — guerra, Stretto di Hormuz, BCE e Fed, correlazioni tra asset e ruolo dei metalli preziosi come l’oro — ne parleremo nel prossimo webinar del 24 marzo 2026.
Nel tardo pomeriggio arriverà il link per iscriversi.
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⚠️ BREAKING | Il Pentagono invia migliaia di Marines aggiuntivi in Medio Oriente, ampliando la presenza militare nella regione, mentre i mercati virano in negativo:
Nasdaq -1,35%
S&P 500 -0,94%
Russell 2000 -1,28%
EuroStoxx 50 -1,09%
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Sembra che l’orario preferito sia 19:00
Nel pomeriggio invieremo link per invitation a tutti.
Grazie 🙏🏼
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Chiudiamo il sondaggio alle ore 13:00 ⏰
Se non hai ancora votato, fallo ora: ci aiuta a scegliere l’orario migliore per il webinar di martedì 24 marzo.
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⚠️ BREAKING | Trump valuta un’operazione su Kharg Island (hub del 90% dell’export petrolifero iraniano); USS Tripoli e Marines in movimento verso il Medio Oriente. Nessuna decisione finale né tempistiche confermate sull’eventuale intervento.
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ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
20 marzo 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 −0,27% (6.607), Nasdaq 100 −0,29% (24.355), Dow Jones −0,44% (46.022), Russell 2000 +0,65% (2.495)
Europa: EuroStoxx 50 −2,10% (5.616), FTSEMIB −2,42%, DAX −2,84%
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Energy +1,48%, Financials +0,02%, Technology ~flat
Bottom 3: Materials −1,55%, Consumer Discretionary −0,87%, Consumer Staples −0,84%
–– Market Snapshot – aggiornamento in tempo reale ––
Mercati azionari flat
Oro +1,51%, Argento +1,20%, Brent −0,40%
WTI -0,76%
EUR/USD 1,160 (−0,21%), Bitcoin 70.730 (+1,16%)
–– Takeaway veloci ––
• Petrolio estremamente volatile: spike sopra 100$ e crollo intraday su segnali di de-escalation
• Banche centrali G10 tutte ferme → bias restrittivo più lungo del previsto
• Dollaro in calo → supporto da euro e sterlina più “hawkish”
• Shock energetico reale → gas Europa +35%, rischio scarsità prolungata
–– Driver principali & Reazioni dei mercati ––
La giornata è stata dominata da due forze opposte: geopolitica e politica monetaria.
Da un lato, l’escalation energetica in Medio Oriente ha portato il petrolio sopra i 100$, con attacchi diretti alle infrastrutture (Qatar, Iran, Arabia Saudita). Dall’altro, le dichiarazioni di Netanyahu – che ha parlato in serata di una guerra “più breve del previsto” e di capacità militari iraniane compromesse – hanno innescato un violento risk-on di fine seduta, con crollo del petrolio e rimbalzo di equity e bond.
Nel frattempo, il vero messaggio strutturale arriva dalle banche centrali: Fed, BCE, BoE, BoJ tutte allineate su un “higher for longer”. Il mercato sta progressivamente eliminando lo scenario di tagli nel 2026.
Risultato:
→ rendimenti alti sulla parte breve
→ equity sotto pressione ma non in panico
→ volatilità gestita da positioning e opzioni
–– Macroeconomic Data ––
• Jobless Claims: 205k (meglio delle attese) → mercato del lavoro stabile
• Continuing Claims: 1,857M (in aumento) → primi segnali di raffreddamento
–– Specifiche azioni ––
• Micron: risultati solidi ma timori su capex e margini
• Alibaba: miss su ricavi e utili
• JPM / Goldman: possibile apertura allo short su private credit
–– Focus del giorno ––
Bibi salva il mercato
Dopo una giornata dominata dalla paura per l’escalation energetica — con Brent sopra 119$, gas europeo in forte rialzo e timori crescenti su Hormuz e sul GNL del Qatar — il mercato ha improvvisamente cambiato direzione quando il premier israeliano ha lasciato intendere che la guerra potrebbe chiudersi molto prima del previsto. In parallelo, ha sostenuto che la capacità iraniana di arricchire uranio e produrre missili balistici sarebbe stata fortemente compromessa, e ha anche indicato che non ci saranno nuovi attacchi a South Pars dopo la richiesta di Trump.
Per il mercato, il messaggio è stato semplice: forse il peggio sul fronte energetico non deve ancora arrivare.
Ed è bastato questo per innescare una reazione violentissima:
• Brent sotto 108$ dopo aver superato 119$ intraday
• Treasury in recupero, con il 2Y sceso dai massimi di giornata
• azionario USA in rimbalzo dai minimi, pur chiudendo ancora leggermente negativo
La cosa interessante è che il mercato non ha comprato una pace vera e propria. Ha comprato un’idea molto più tattica:
de-escalation (almeno parziale)
In altre parole, non è sparito il rischio geopolitico, ma si è ridotto il premio per uno scenario da fuori controllo immediato.
In questo momento i mercati non cercano certezze: cercano qualunque segnale che consenta di abbassare il prezzo del worst case scenario.
Resta però un equilibrio fragile.
Perché se da un lato le parole di Bibi hanno “salvato” il mercato a fine seduta, dall’altro l’Iran ha già chiarito che non intende mostrare moderazione se le sue infrastrutture energetiche verranno colpite di nuovo.
Dunque si, ieri Bibi ha “salvato il mercato”, ma più che una svolta definitiva è stata una tregua psicologica. Non è finita. Continuiamo a monitorare.
~ About Markets
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Riapriamo anche coperture USD.
La nuova legge delle banche libera liquidita’ e il dollaro si deprezza, da 1,15 e’ anche un buon livello (supporto basso del trading range)
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🚨 Netanyahu apre alla de-escalation
Netanyahu afferma che l’Iran avrebbe perso la capacità di arricchire uranio e di produrre missili in modo efficace → segnale che gli obiettivi militari principali sarebbero stati raggiunti.
Il tono è chiaro: costruire le condizioni per dichiarare una vittoria e aprire una fase di uscita dal conflitto senza escalation ulteriore.
Secondo Netanyahu, la guerra potrebbe chiudersi molto più rapidamente del previsto, elemento che ha subito innescato reazioni sui mercati.
Movimento iniziale risk-on: equity in recupero, rendimenti e dollaro in calo, petrolio sotto pressione → il mercato inizia a prezzare un allentamento del rischio geopolitico.
Tutto dipende dai prossimi sviluppi: servono segnali concreti (stop agli attacchi, negoziati). Senza follow-through, resta solo una narrativa → e il rischio di inversione è elevato.
