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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets

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⚠️ BREAKING | S&P 500 in verde, petrolio sotto i $93 • L’indice USA cancella le perdite intraday • WTI sotto $93 → sollievo i
⚠️ BREAKING | S&P 500 in verde, petrolio sotto i $93 • L’indice USA cancella le perdite intraday • WTI sotto $93 → sollievo immediato su inflazione • Rimbalzo guidato quasi solo dall’energia

📍 Ci vediamo il 27 marzo a Rimini per l’evento YouFinance. 🕒 15:05 – 15:50 Alessio Garzone sarà relatore insieme a Marco Bo
📍 Ci vediamo il 27 marzo a Rimini per l’evento YouFinance. 🕒 15:05 – 15:50 Alessio Garzone sarà relatore insieme a Marco Boschetti e Massimo Scolari. Parleremo di educazione finanziaria, del ruolo dell’informazione e di come orientarsi in un contesto di mercato sempre più complesso, tra consapevolezza, metodo e senso critico nelle scelte di investimento. Un confronto aperto e concreto, utile sia per investitori che per professionisti del settore. Se siete in zona, passate a trovarci 👇 https://www.youfinance.it/investi-bene-2026/rimini

NUOVO WEBINAR “About Markets” 👉 Martedì 24 marzo 2026 A che ora preferiresti partecipare?
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Le autorità di regolamentazione statunitensi svelano i piani per allentare le norme sul capitale delle grandi banche • Il tim
Le autorità di regolamentazione statunitensi svelano i piani per allentare le norme sul capitale delle grandi banche • Il timing non è casuale: negli ultimi giorni il mercato stava scendendo e si avvicinava a zone dove di solito si fermano le vendite. In questi punti o rimbalza, oppure accelera al ribasso. In queste fasi basta poco per rompere al ribasso o, al contrario, innescare un rimbalzo tecnico. • La notizia arriva “giusta” per cambiare il tono del mercato L’allentamento dei requisiti di capitale introduce nuova liquidità potenziale nel sistema proprio mentre il mercato ne ha bisogno. Questo tipo di notizie spesso agisce da catalizzatore: non cambia i fondamentali in un giorno, ma può spostare il posizionamento e far ripartire il flusso di acquisti. • Cosa significa la proposta Fino ad oggi le banche erano obbligate a tenere una parte importante dei loro soldi “ferma” come cuscinetto di sicurezza, il cosiddetto capitale. Questo serviva a proteggere il sistema in caso di crisi: meno leva, meno rischio di fallimenti a catena. Di fatto però limitava anche quanto potevano espandersi su alcuni asset, soprattutto prestiti all’economia, esposizioni più rischiose e in generale la capacità di allocare capitale in modo flessibile (inclusi, indirettamente, anche asset come corporate bond o altri strumenti più “risk-on”). Con questa nuova proposta, quel cuscinetto viene ridotto. Significa che una parte di quel capitale torna disponibile: le banche possono fare più credito, aumentare l’esposizione ad asset più remunerativi e allo stesso tempo distribuire più utili agli azionisti tramite dividendi e buyback. È un cambio di direzione rispetto al post-2008 e anche rispetto alle proposte più recenti che volevano regole ancora più rigide. L’obiettivo è anche competitivo: negli ultimi anni molto credito è finito fuori dal sistema bancario, nel private credit, proprio perché meno regolato. Ora si cerca di riportare le banche al centro. Il compromesso però è chiaro: più libertà e più liquidità oggi, ma meno protezione nel caso in cui il ciclo dovesse peggiorare. - About Markets

Indici sul solito supporto, chiudiamo short Nasdaq e eurostoxx e portiamo a casa un gran bel guadagno (sui fondi). Siamo pronti a riaprire solo se c’e’ una rottura al ribasso netta o se si ritorna sulla resistenza in alto del trading range

⚠️ BREAKING | Attacchi iraniani in Qatar colpiscono il cuore del mercato GNL globale. • Danneggiato circa il 17% della capaci
⚠️ BREAKING | Attacchi iraniani in Qatar colpiscono il cuore del mercato GNL globale. • Danneggiato circa il 17% della capacità di export LNG del Qatar, uno dei principali hub energetici mondiali • Tempi di ripristino stimati: 3–5 anni → shock non temporaneo ma strutturale sull’offerta globale • Ras Laffan (hub chiave) già compromesso → impatto diretto su ~20% supply mondiale di GNL

BCE: tassi invariati, quadro macro più incerto • Decisione sui tassi Il Consiglio direttivo ha lasciato invariati i tassi (de
BCE: tassi invariati, quadro macro più incerto • Decisione sui tassi Il Consiglio direttivo ha lasciato invariati i tassi (deposito 2,00%, rifinanziamento 2,15%, marginale 2,40%). La BCE conferma l’obiettivo di riportare e mantenere l’inflazione al 2% nel medio termine. • Ruolo della guerra nel nuovo scenario Il conflitto in Medio Oriente introduce un elemento di forte incertezza: – rischio rialzo inflazione (energia) – rischio ribasso crescita L’impatto dipenderà da intensità, durata e trasmissione ai prezzi. • Inflazione rivista al rialzo Nuove proiezioni: – 2026: 2,6% – 2027: 2,0% – 2028: 2,1% Anche la componente core resta sopra il 2% per l’intero orizzonte, riflettendo effetti indiretti dell’energia. • Crescita rivista al ribasso Stime PIL: – 2026: 0,9% – 2027: 1,3% – 2028: 1,4% Revisione negativa legata a prezzi delle commodity, redditi reali e fiducia. Supporto da occupazione, bilanci privati e spesa pubblica. • Approccio di politica monetaria La BCE ribadisce un approccio data-dependent e meeting-by-meeting, senza pre-impegni sul percorso dei tassi. Possibili scenari alternativi indicano che shock energetici prolungati porterebbero a inflazione più alta e crescita più debole rispetto al baseline. Il quadro resta bilanciato ma più incerto: politica monetaria vincolata dall’evoluzione del contesto energetico e geopolitico, con maggiore dipendenza dai dati nei prossimi mesi.

⚠️ BREAKING | Gold -4.3% e Silver -9.4%: sell-off violento sui metalli preziosi L’oro crolla verso il peggior mese dal 2008 m
⚠️ BREAKING | Gold -4.3% e Silver -9.4%: sell-off violento sui metalli preziosi L’oro crolla verso il peggior mese dal 2008 mentre il mercato rimuove il “taglio tassi” dallo scenario base: Fed più hawkish + shock energetico = real yields più alti → pressione diretta sui metalli. Break tecnico rilevante (sotto media 50 giorni) e flussi in uscita da ETF e banche centrali amplificano il movimento → rischio di correzione più strutturale se il contesto macro non cambia.

❗️In fasi di mercato come queste servono disciplina e flessibilità, non reazioni impulsive.❗️ Capiamo la domanda: “cosa fare adesso?” Per correttezza, e come abbiamo sempre detto, non possiamo indicare cosa comprare o vendere senza un’analisi approfondita del portafoglio. Il nostro lavoro è la gestione all’interno di un percorso strutturato e regolamentato, non dare indicazioni via chat. Per chi vuole un confronto o un’analisi del proprio portafoglio, potete compilare il form qui sotto: verrete ricontattati entro 24/48 ore. 👉 Modulo di contatto: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdYY22okoOqEC30D9DllM9Yrbb_Kx3JnDuuj0iKfxzg7240Xw/viewform

⚠️BREAKING: Brent a 116$ mentre la guerra entra nel cuore dell’energia globale. 1. Israele colpisce South Pars, il più grande
⚠️BREAKING: Brent a 116$ mentre la guerra entra nel cuore dell’energia globale. 1. Israele colpisce South Pars, il più grande giacimento di gas iraniano → escalation da conflitto militare a crisi energetica 2. L’Iran risponde con missili e droni contro infrastrutture nel Golfo → supply globale sotto attacco diretto 3. Colpito Ras Laffan (Qatar), il più grande impianto GNL al mondo (~20% dell’offerta globale) → danni estesi e export fermo 4. Gli attacchi si estendono anche ad altri hub (UAE/Habshan) → rischio interruzioni a catena nella regione 5. Il mercato prezza uno shock reale: gas europeo +35% → timori di scarsità prolungata 6. Brent a 116$ (+~50% dall’inizio della guerra) → rischio escalation anche sul petrolio (Kharg Island nel mirino) 7. Reazione mercati: forte risk-off → equity in calo, dollaro forte, rendimenti elevati 8. L’Europa è la più colpita nel breve → indici tutti in rosso (IBEX -2,0%, Euro Stoxx -1,8%, FTSE MIB -1,7%) per maggiore dipendenza energetica I mercati non stanno più prezzando il rischio, ma una vera e propria crisi dell’offerta energetica.

Gas europeo in shock: i future TTF sono balzati fino al 35%, oltre il doppio dei livelli pre-guerra, dopo che missili iranian
Gas europeo in shock: i future TTF sono balzati fino al 35%, oltre il doppio dei livelli pre-guerra, dopo che missili iraniani hanno colpito Ras Laffan in Qatar, il più grande hub GNL al mondo. Il mercato teme che il danno non sia episodico ma possa tradursi in una carenza prolungata di offerta globale. Perché conta per l’Europa: il colpo arriva nel momento peggiore, con gli stoccaggi europei da ricostruire dopo l’inverno. Se il GNL qatarino resta fermo, l’Europa dovrà contendersi meno carichi disponibili con l’Asia, con prezzi del gas più alti più a lungo. Messaggio del grafico: dopo mesi intorno a 25–35 €/MWh, il benchmark europeo del gas è esploso oltre 60 €/MWh in poche sedute. Segnale chiaro che il mercato non sta più prezzando solo il rischio Hormuz, ma anche danni fisici reali alle infrastrutture energetiche.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 19 marzo 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 -1,36% (6.625), Nasdaq 100 -1,43% (24.425), Dow Jones -1,63% (46.225), Russell 2000 -1,64% (2.479) Europa: EuroStoxx 50 -0,54% (5.738), DAX -0,88% (23.513), CAC 40 -0,06% (7.970), FTSE MIB -0,37% (44.721) –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Energy -0,16%, Industrials -0,77%, Utilities -0,79% Bottom 3: Consumer Staples -2,44%, Consumer Discretionary -2,32%, Materials -2,25% ⸻ –– Market Snapshot – aggiornamento in tempo reale –– Mercati flat a meno di Asia: Hang Seng -1,89% (25.533) Nikkei 225 -3,14% (53.504) –– Driver principali & Reazioni dei mercati –– La giornata si è mossa su due piani. Da un lato la Fed: nessuna sorpresa sui tassi, ma un messaggio più cauto del previsto(maggiori approfondimenti nelle comunicazioni di ieri sera). Dall’altro lato: l’energia. Gli attacchi a infrastrutture nel Golfo hanno sostenuto il petrolio e riportato al centro il tema offerta. Il mercato ha reagito in modo abbastanza ordinato ma coerente: rendimenti su, equity giù, dollaro forte. –– Prossimi eventi da monitorare –– • Jobless Claims USA • GDPNow Fed Atlanta • BCE, SNB, BoE, Riksbank, BoJ ⸻ –– Focus del giorno –– Energia, Hormuz e de-escalation: il vero equilibrio dei mercati Non torniamo sulla Fed: ieri sera l’abbiamo già approfondita. Il punto oggi è un altro, ovvero energia, flussi fisici e possibili vie d’uscita dal conflitto. Partiamo dai fatti. 1️⃣Lo Stretto di Hormuz resta di fatto paralizzato: il traffico è drasticamente ridotto e questo significa che una quota rilevante di petrolio e GNL non sta arrivando al mercato. Non è solo una questione di prezzo, ma di disponibilità reale. 2️⃣Questo sta già producendo effetti: raffinerie asiatiche che tagliano output, costi energetici in salita e prime pressioni su fertilizzanti e supply chain industriale. Più il blocco si prolunga, più lo shock iniziale rischia di propagarsi lungo tutta la catena. 3️⃣In parallelo, però, emerge un secondo elemento importante: la politica sta cercando una via di uscita. Trump ha esplicitamente spinto per una de-escalation dopo gli attacchi a South Pars e Ras Laffan, chiarendo due punti: – gli Stati Uniti non vogliono un’escalation diretta su infrastrutture che possano compromettere l’offerta globale – ma allo stesso tempo hanno fissato una linea rossa molto chiara su ulteriori attacchi al GNL del Qatar 4️⃣Il mercato ha reagito subito: petrolio in parte rientrato dai massimi e futures USA leggermente in recupero. Segnale chiaro — basta anche solo la percezione di stabilizzazione per cambiare il tono. 5️⃣Questo si lega a un tema più ampio: i mercati stanno iniziando a prezzare una possibile uscita “ordinata” dal conflitto nelle prossime settimane. Non una soluzione definitiva, ma una tregua o una dichiarazione di vittoria politica. Ad oggi possiamo leggere tre traiettorie: 🟢De-escalation (short term relief) Un allentamento anche parziale riapre i flussi → energia scende → rally tecnico su risk asset. È lo scenario che il mercato prova a prezzare a ogni headline positiva. 🟠Stato intermedio (probabile oggi) Flussi ancora disturbati, energia alta ma non fuori controllo → inflazione più appiccicosa, crescita che tiene ma perde momentum. Mercati più selettivi, meno direzionali. 🟠Prolungamento del blocco (tail risk) Se Hormuz resta chiuso più a lungo, il problema cambia natura: da prezzo a supply shock sistemico. Impatti su industria, fertilizzanti, energia elettrica e quindi inflazione globale più persistente. C’è poi un punto spesso sottovalutato: anche in caso di tregua, non è detto che il mercato torni “come prima”. Se non rientra davvero l’offerta iraniana (anche via alleggerimento sanzioni), il petrolio potrebbe mantenere un premio strutturale legato al rischio Hormuz. Per cui, oggi il mercato non sta solo prezzando la guerra, ma la durata e la reversibilità dello shock energetico. E questa è la vera variabile da monitorare nei prossimi giorni. ~ About Markets

Staying Put — Riflessioni serali Come ha detto Carlo De Luca nell’intervista post-Fed a Rai News 24, il vero shock della gior
Staying Put — Riflessioni serali Come ha detto Carlo De Luca nell’intervista post-Fed a Rai News 24, il vero shock della giornata non è stata la Fed — che il mercato sapeva sarebbe rimasta attendista — ma l’energia. ⸻ 1) Il mercato ha cambiato driver in poche ore Nella notte tutto sembrava andare nella direzione “giusta”: petrolio in calo, equity in recupero, clima più disteso. Poi arriva l’attacco diretto alle infrastrutture energetiche iraniane e cambia completamente il quadro. Non stiamo più parlando di rotte commerciali o tensioni geopolitiche astratte, ma di offerta reale di energia colpita. Brent a $110, WTI vicino a $98: questi non sono numeri qualsiasi, sono livelli che iniziano a pesare sull’economia vera. ⸻ 2) La Fed resta ferma, ma non rassicura davvero La decisione in sé non sorprende: tassi invariati. Ma il punto è il messaggio. Powell non ha cavalcato il tono hawkish, ma nemmeno ha aperto spiragli veri. Ha spostato l’attenzione sulle tariffe come fonte di inflazione, quasi minimizzando — per ora — lo shock energetico. E soprattutto ha lasciato intendere che un rialzo è stato discusso, anche se non è lo scenario base. Il risultato? Il mercato obbligazionario non l’ha presa bene. ⸻ 3) Il bond market sta dicendo qualcosa di diverso dalla Fed La curva si è appiattita subito dopo la Fed, segnale classico di timori di crescita più debole o policy più restrittiva nel breve. Ma sotto la superficie resta vivo il tema dello steepener trade: se davvero l’inflazione da tariffe rientra e la crescita tiene, allora nel medio la curva può tornare a irripidirsi. Tradotto: oggi abbiamo avuto un movimento “di pancia”, ma il quadro non è ancora definito. ⸻ 4) Il vero problema è il mix: energia + inflazione + politica monetaria Se il petrolio resta su questi livelli, l’inflazione non scende facilmente. Se l’inflazione non scende, la Fed non taglia. Se la Fed non taglia, i multipli fanno fatica a reggere. È un equilibrio delicato. E oggi il mercato ha iniziato a prezzarlo tutto insieme, senza più compartimenti stagni. Non a caso abbiamo visto scendere azioni, bond, oro e Bitcoin insieme: non è rotazione, è riduzione del rischio. ⸻ 5) Mercati laterali = il rischio che molti sottovalutano Veniamo da settimane di mercati laterali, apparentemente tranquilli. • I movimenti sono sporchi, non direzionali • Le coperture funzionano male • I portafogli si “consumano” lentamente senza che ce ne si accorga In più siamo dentro una fase di transizione profonda: • Powell a fine mandato → cambio di regime Fed • Guerra in escalation → rischio energia strutturale • Nuovo ciclo inflattivo legato a tariffe e geopolitica • Mercati sempre più guidati da flussi sistematici e meno da fondamentali 👉 In questo contesto, il vero errore è pensare che “tanto il mercato torna su”. Qui serve altro: • disciplina • gestione attiva • flessibilità nel ridurre e ri-aumentare rischio Perché il rischio non è il crollo improvviso. Il rischio è restare esposti mentre il mercato cambia pelle. ⸻ Oggi non è stata “una brutta giornata” (vedi screen mercati). È stata una giornata in cui il mercato ha iniziato a mettere insieme i pezzi: geopolitica, inflazione, Fed. La Fed può anche restare “staying put”. Ma se l’energia continua a muoversi così, saranno i mercati a non restare fermi. ~ About Markets

Il post FED, commenti a caldo, con Carlo De Luca su RaiNews24 https://youtu.be/UmqqscBIVzI?is=xtcE71ZE7BYLKHXH

Fed: tagli sì, ma solo se l’inflazione collabora Fed “ferma ma non dovish” La Fed tiene i tassi, ma il messaggio è più restri
Fed: tagli sì, ma solo se l’inflazione collabora Fed “ferma ma non dovish” La Fed tiene i tassi, ma il messaggio è più restrittivo di quanto sembri: crescita rivista leggermente al rialzo, inflazione più alta (2.7%) e nessuna urgenza di tagliare. Tradotto: il taglio resta possibile, ma non è garantito → dipende totalmente dai dati, soprattutto inflazione. Il dot plot: come si legge (e perché conta davvero) Ogni puntino = previsione di un membro della Fed sui tassi futuri. • Asse orizzontale: anni (2026, 2027, lungo termine) • Asse verticale: livello dei Fed Funds • La mediana (linea verde) è il “consensus” Qui il punto chiave: la mediana non cambia → 1 taglio, ma i puntini si spostano verso l’alto → meno membri vedono tagli aggressivi. Quindi il mercato non deve guardare solo la linea, ma la distribuzione (che è diventata più hawkish). Shift silenzioso ma importante Rispetto a dicembre: • meno membri “dovish” (da 8 a 5 sotto la mediana) • anche il più dovish ha alzato le stime Questo è il vero segnale: la Fed sta chiudendo la porta ai tagli facili, anche senza cambiare ufficialmente la traiettoria. Neutral rate più alto = nuovo regime Il lungo termine sale ~3.1% (massimi da anni) → significa che la Fed pensa che l’economia possa reggere tassi più alti strutturalmente (AI, investimenti, domanda). Implicazione: i tassi “bassi” del passato potrebbero non tornare più. Market takeaway • Bond: rendimenti su → meno spazio per rally duration • Equity: supporto ancora presente (crescita regge), ma multipli sotto pressione • Macro: rischio scenario “higher for longer + inflazione sticky” Per maggiori informazioni, i nostri contatti sono nella bio del canale.

‼️ FOMC: pausa confermata (come da nostra view) 1️⃣ Come avevamo previsto nella newsletter del weekend, la Fed ha lasciato i tassi invariati al 3,50% – 3,75% → Nessuna sorpresa: la banca centrale resta in modalità “wait & see”, senza fretta di tagliare. 2️⃣ Economia ancora solida, ma senza accelerazioni → Attività economica “solida” → Mercato del lavoro stabile (non forte, non debole) → Tradotto: niente urgenza di stimolare. 3️⃣ Inflazione ancora sopra target → “Somewhat elevated” è il passaggio chiave → Non è fuori controllo, ma neanche risolta → questo blocca i tagli nel breve. 4️⃣ Geopolitica entra ufficialmente nel radar Fed → Citato esplicitamente il Medio Oriente → Implicazione: energia + inflazione = rischio upside sui prezzi → La Fed non può permettersi di tagliare troppo presto. 5️⃣ Messaggio finale: dipendiamo dai dati, non c’è fretta → Nessun commitment su tagli imminenti → 1 membro ha votato per tagliare (-25bps), ma resta isolato → Base case: tassi fermi ancora per un po’, primo taglio solo quando inflazione scende davvero Fed in pausa, ma non “dovish”. È una pausa prudente, con occhi su inflazione e petrolio. Il mercato spera nei tagli… la Fed per ora prende tempo. — Seguiranno ulteriori approfondimenti a breve…

⚠️ BREAKING | Per la prima volta dall’inizio della guerra sono finiti sotto attacco anche asset energetici upstream iraniani:
⚠️ BREAKING | Per la prima volta dall’inizio della guerra sono finiti sotto attacco anche asset energetici upstream iraniani: media statali e Fars riferiscono colpi su impianti legati a South Pars e ad Asaluyeh, con alcune fasi del giacimento fermate per contenere gli incendi.

Before the Bell 1️⃣ Petrolio: cosa cambia davvero con l’accordo Iraq–Turchia L’Iraq ha trovato una soluzione logistica per de
Before the Bell 1️⃣ Petrolio: cosa cambia davvero con l’accordo Iraq–Turchia L’Iraq ha trovato una soluzione logistica per deviare parte dei flussi di greggio attraverso la Turchia, evitando il passaggio dallo Stretto di Hormuz. 👉 Questo significa che una quota di offerta torna sul mercato, riducendo la pressione immediata sui prezzi. 👉 Ma attenzione: non è una sostituzione totale di Hormuz → è solo una “valvola di sfogo”. 2️⃣ Perché il mercato ha reagito positivamente Il petrolio è il driver macro più sensibile in questo momento: - meno rischio di shock sull’offerta - minore pressione inflazionistica nel breve 👉 Risultato: equity in rialzo, volatilità in calo, sentiment più “risk-on”. 3️⃣ Ma il problema strutturale resta intatto - Hormuz gestisce ~20% del petrolio globale - i flussi alternativi (come Iraq–Turchia) sono limitati - logistica più costosa e meno efficiente 👉 Tradotto: basta un’escalation e torni subito a tensioni forti sul prezzo. 4️⃣ Implicazioni macro: perché la Fed guarda questo Se il petrolio si stabilizza → pressione inflazione scende → Fed più flessibile. Se invece risale → rischio stagflazione: - crescita debole - inflazione persistente 👉 È esattamente il trade-off che il mercato sta monitorando oggi. 5️⃣Sollievo tattico, non svolta L’accordo è importante perché dimostra che il sistema energetico globale prova ad adattarsi. 👉 Ma non cambia il quadro: il “vero collo di bottiglia” resta Hormuz.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 18 marzo 2026 ⸻ –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 +0,25% (6.716), Nasdaq 100 +0,51% (24.780), Dow Jones +0,10% (46.994), Russell 2000 +0,67% (2.520) Europa: EuroStoxx 50 +0,50% (5.768), DAX +0,67%, CAC 40 +0,49%, FTSEMIB +1,22% ⸻ –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Energy +1,02%, Consumer Discretionary +1,00%, Communication Services +0,67% Bottom 3: Health Care −0,92%, Consumer Staples −0,48%, Utilities −0,26% ⸻ –– Market Snapshot – aggiornamento in tempo reale –– USA: S&P 500 +0,43%, Nasdaq 100 +0,57% Europa: EuroStoxx 50 +0,69% Asia: Hang Seng +0,70%, Nikkei 225 +2,66% Commodity: Oro 4.993 $/oz (−0,24%), Silver 79,2 (−0,09%), Brent 101,0 $ (−2,41%) Valute: EUR/USD 1,159 (+0,03%) Bitcoin 74.064 $ (+0,18%) ⸻ –– Takeaway veloci –– • Mercati in risk-on moderato: equity e bond salgono insieme • Petrolio volatile: rimbalzo ieri, correzione oggi → tensione ma senza escalation • Fed al centro: attesa per decisione e dot plot ⸻ –– Driver principali & Reazioni dei mercati –– La giornata è stata dominata da un equilibrio delicato tra geopolitica e politica monetaria. Il flusso di notizie dal Medio Oriente resta intenso, ma senza un evento in grado di cambiare realmente lo scenario. Questo ha permesso ai mercati di mantenere un’impostazione costruttiva, con un risk-on controllato. Interessante il comportamento dei bond: rendimenti in calo nonostante petrolio elevato, segnale che il mercato sta iniziando a posizionarsi più sulla Fed che sul rischio inflattivo immediato. La forte asta a 20 anni conferma domanda per duration, mentre il dollaro si indebolisce e sostiene gli asset globali. ⸻ –– Macroeconomic Data –– • Pending Home Sales USA: +1,8% m/m (vs −0,5% atteso) • Treasury USA: rendimenti in calo su tutta la curva (10Y ~4,20%) • Asta 20Y: domanda forte (bid-to-cover 2,76x) ⸻ –– Specifiche azioni –– • NVIDIA: vede oltre $1T di domanda AI entro il 2027 • Amazon: AWS stimata a 600 mld $ nel lungo periodo grazie all’AI • Qualcomm: aumento dividendo + buyback da 20 mld $ • Private credit: rischio default fino all’8% secondo Morgan Stanley ⸻ –– Prossimi eventi da monitorare –– • Fed (oggi): decisione tassi + dot plot + Powell • USA: PPI febbraio • Banche centrali: BoC, BCB • Earnings: Micron, HelloFresh • Geopolitica: evoluzione Stretto di Hormuz ⸻ –– Focus del giorno –– Fed prevedibile, geopolitica no: il vero rischio è fuori dal radar Il mercato oggi è sostenuto da un presupposto molto chiaro: 👉 la Fed sarà prevedibile. Le attese sono per: • tassi invariati • tono prudente • nessuna apertura immediata ai tagli In altre parole, Powell dovrebbe confermare uno scenario già noto: aspettare senza irrigidire troppo le condizioni finanziarie. Ed è proprio questa prevedibilità che sta permettendo ai mercati di reggere. Ma nel frattempo, sotto la superficie, qualcosa sta cambiando rapidamente. • Gli USA stanno valutando di allentare le sanzioni sul Venezuela per aumentare l’offerta di petrolio • La Russia sta aumentando il supporto all’Iran: – tecnologia droni – intelligence sharing – immagini satellitari – cooperazione militare Questo introduce un nuovo livello di complessità: il conflitto non è più solo regionale, ma tende a diventare strutturale e prolungato. E quindi il punto chiave diventa questo: 👉 Il mercato oggi prezza una Fed stabile 👉 Ma sottostima il rischio che la geopolitica renda quella stabilità irrilevante Se il petrolio resta alto e il conflitto si amplia: • l’inflazione torna a essere un problema • i tagli si allontanano • la narrativa cambia rapidamente ~ About Markets