NO DDL SICUREZZA - Rete Nazionale “A pieno regime”
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Rete Nazionale contro il DDL Sicurezza mail: retenoddlsicurezza@gmail.com
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🔴CONFERENZA STAMPA
Interventi dei portavoce della Rete alla conferenza stampa di oggi a Montecitorio
Sabato 31 maggio alle 14 a piazza Vittorio!
𝐂𝐎𝐍𝐅𝐄𝐑𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐒𝐓𝐀𝐌𝐏𝐀
𝘊𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘪𝘭 𝘥𝘦𝘤𝘳𝘦𝘵𝘰 𝘴𝘪𝘤𝘶𝘳𝘦𝘻𝘻𝘢
𝘍𝘦𝘳𝘮𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘪𝘭 𝘨𝘰𝘷𝘦𝘳𝘯𝘰 𝘔𝘦𝘭𝘰𝘯𝘪
📆 27 Maggio
ore 13
Montecitorio
VERSO LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 31 MAGGIO
🔥𝙇𝙖 𝙙𝙚𝙢𝙤𝙘𝙧𝙖𝙯𝙞𝙖 𝙣𝙤𝙣 𝙨𝙞 𝙥𝙞𝙚𝙜𝙖!
RETE NO DL SICUREZZA: "LA MOBILITAZIONE PROSEGUE, SABATO GRANDE MANIFESTAZIONE NAZIONALE, DOMANI CONFERENZA STAMPA"
Oggi a Piazza Barberini a Roma un presidio di oltre mille manifestanti, con delegazioni provenienti da Venezia, Milano, Bologna, Padova e altre città, si è trasformato in un corteo spontaneo verso il Parlamento dove è in discussione in queste ore l'approvazione del Dl Sicurezza. Dopo aver utilizzato la decretazione d'urgenza per superare le difficoltà fuori e dentro l'aula, ora Meloni, Salvini e soci si apprestano a mettere la fiducia in aula. Una decreto che cambia la costituzione materiale del nostro paese, comprimendo la libertà, il dissenso e la possibilità stessa del conflitto sociale, avviene comprimendo addirittura il dibattito parlamentare!
L'arroganza del governo di estrema destra non sembra avere limiti. Così oggi ci siamo mossi per raggiungere Montecitorio venendo fermati dopo poche decine di metri da un robusto dispositivo di forze dell'ordine. Con strumenti di difesa e autotutela, abbiamo tentato di superare il blocco subendo due cariche. Abbiamo opposto una resistenza determinata dimostrando che in questo paese c’è una rete larga che non china la testa di fronte alla svolta autoritaria. Si sono registrati comunque alcuni feriti, tra cui Luca Blasi, coportavoce della Rete colpito ripetutamente dai manganelli mentre tentava di trattare il proseguimento della manifestazione.
La Rete No Dl Sicurezza, che da ottobre si batte contro la stretta autoritaria nel nostra paese, mette insieme forze sociali e politiche, movimenti per il diritto all'abitare e studenti, forze sindacali e associative, associazioni per i diritti umani e anti proibizioniste. Oggi abbiamo ribadito che il nostro percorso prosegue a partire dalle prossime ore.
La giornata si è conclusa con un corteo in città fino alla Città Universitaria, dove si è tenuta un'assemblea che ha rilanciato i prossimi appuntamenti.
CONFERENZA STAMPA
Martedì 27 maggio ore 13.00 Piazza Montecitorio
CORTEO NAZIONALE
Sabato 31 maggio ore 14.00 Piazza Vittorio
Ph. di @Ramiasolefoto
IL CORTEO SI STA MUOVENDO VERSO LA SAPIENZA!
La mobilitazione non si ferma oggi: ci vediamo sabato in piazza Vittorio.
Smonteremo il Decreto Sicurezza pezzo dopo pezzo!
IL CORTEO È STATO BLOCCATO IN VIA DEL TRITONE!
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È iniziato il concentramento in piazza Barbenrini!
Siamo in piazza oggi per bloccare l'approvazione del Decreto Sicurezza, in discussione oggi alla Camera.
E saremo in piazza sabato perché, se anche il decreto dovesse passare, continueremo a rivendicare un'altra idea di sicurezza, fatta di diritti e non di repressione.
Non è il momento di rassegnarci. Non piegheremo la testa: è il momento di alzarla!
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🔴 SCONTRI A VENEZIA
Meloni e Piantedosi non siete benvenuti, né a Venezia né altrove!
I rappresentanti di questo governo fascista oggi hanno provato a trasformare ancora una volta Venezia in una vetrina per promuovere il loro progetto autoritario, in occasione del Festival delle Regioni al Teatro la Fenice.
Gli attivisti e le attiviste di tantissime realtà cittadine e regionali, che hanno preso parte alla costruzione della Rete nazionale contro il Decreto Sicurezza, hanno dato un forte segnale contro questo governo e le sue politiche. Un corteo, determinato a portare la contestazione fin sotto la Fenice, è stato caricato dalla polizia in Calle dei Frati.
Venezia è antifascista e respingerà sempre chi attacca i diritti e le libertà di tutte le persone. "Questa giornata è solo un primo assaggio e un'anticipazione delle grandi manifestazioni nazionali del 26 e 31 maggio a Roma, in cui daremo una risposta di massa e conflittuale a questo governo"
‼️CONTRO IL DECRETO SICUREZZA – FERMIAMO IL GOVERNO MELONI‼️
Lunedì 26 maggio ore 12, Andiamo verso il Parlamento
Sabato 31 maggio ore 14, Manifestazione nazionale a Roma
Leggi il testo di convocazione completo!
https://www.facebook.com/share/p/1C7nRK5BuJ/?mibextid=wwXIfr
Sabato 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, le realtà LGBTQIA+* si ritroveranno in piazza a Roma al grido: “Vennero a prendere me, ma stavolta c’eravamo tuttɜ”.
E ci saremo tutt3 perché è in corso un attacco a tutto campo ai diritti di tutt3 noi, delle minoranze razzializzate e marginalizzate. Ci troviamo di fronte all’imminenza di una svolta autoritaria e fascista del nostro Paese.
In Italia c’è ancora chi sostiene che la LGBTQIAfobia non esiste o sia altrove, quando le persone trans e non binarie sono sempre più al centro di una vera e propria persecuzione: gli sono negati i più elementari diritti costituzionali nella scuola, nel lavoro e nello sport.
Sabato, a Piazzale Ostiense, ci saremo tutt3 perché, unit3, condanniamo apertamente chi calpesta i diritti umani ed è responsabile di crimini contro l’umanità. Rifiutiamo le politiche razziste, militariste e coloniali perché crediamo nel diritto all’autodeterminazione dei popoli. Respingiamo la corsa al riarmo e al sistema della guerra che l’estrema destra vuole imporci perché la sicurezza di cui abbiamo bisogno richiede giustizia sociale e climatica.
Le forme del conflitto diventano ora lo strumento necessario per la difesa della democrazia. Ogni realtà e soggetto della nostra rete, con i propri mezzi e i propri codici, è vigile su quanto sta accadendo nel nostro Paese: con appelli, vertenze e pratiche continuiamo a dimostrare che l’Italia non è affatto pacificata e che siamo pronti a riempire le piazze e tutti gli spazi di agibilità democratica per fermare la torsione autoritaria del Governo Meloni.
🔴 GLI EMENDAMENTI AL DL SICUREZZA ATTACCANO IL DIRITTO DI SCIOPERO 🔴
Questo governo continua con il suo delirio panpenalista. Dall'inizio della legislatura ha introdotto in media due reati al mese, applicando il suo presunto garantismo solo ai corrotti e corruttori.
Oggi è la volta del Decreto Sicurezza: non è bastato bypassare le discussioni parlamentari del precedente Disegno Di Legge, le forze di governo hanno proposto integrazioni peggiorative che colpiscono ancora le libertà democratiche.
In particolare, come riportano gli approfondimenti su Il Manifesto e su Domani, tra i cinquanta emendamenti il tentativo è di estendere ancora il reato di occupazione abusiva anche per chi collabora con gli occupanti, nonché introdurre il divieto di sciopero per rider e altre categorie di lavoro precarie nella distribuzione (si parla di "servizi di trasporto, smistamento, e distribuzione in ambito urbano di pacchi, plichi, farmaci e prodotti alimentari).
Non resta che mobilitarsi. Il 26 maggio, giorno previsto della discussione parlamentare di questo decreto, saremo in piazza. Il 31, bloccheremo Roma con un corteo nazionale.
#nodlsicurezza #nomeloni
Siamo obbligati ad andare avanti perché oggi siamo più forti e più determinati a praticare il conflitto e a immaginare insieme come farlo, come disobbedire, come resistere, come difenderci. Accogliamo anche una riflessione più profonda sulle pratiche del conflitto, consapevoli che le tante storie che animano la rete - manifestazioni non violente, disobbedienza, pratiche di autotutela della piazza - debbano convergere sempre sulla pratica dell’obiettivo e sulla capacità di creare una dialettica tra conflitto e consenso. Ogni pezzo di questa rete - a proprio modo, sul proprio terreno, con i propri codici - lo sta facendo e lo farà. Questa è diventata una nostra priorità. Abbiamo creato uno spazio di difesa e di rottura per recuperare il terreno dei diritti che questo Governo vuole limitare, ci siamo riappropriati di quegli spazi pubblici che vogliono toglierci pezzo dopo pezzo.
Continuiamo allora a dare ampia visibilità al lavoro dei molti nodi di questa rete, sui territori e centralmente. Ci attendono appuntamenti importanti, che rafforzano e amplificano i prossimi 26 e 31 maggio.
Dall'altro ieri è iniziato lo sciopero della fame a staffetta promosso da sindacati, associazioni e giuristi, che terminerà proprio con la manifestazione nazionale. Il 17 maggio a Roma per la mobilitazione LGBTQIA+; nello stesso giorno, a Milano si scende in piazza per dire NO al cosiddetto “Remigration summit”, un evento che diffonde messaggi xenofobi e disumani, incompatibili con i valori della nostra città e della Costituzione. Il 26 e 27 maggio a Napoli è organizzata una opposizione al vertice NATO dedicato alla difesa e alla sicurezza del Mediterraneo che vede ospiti Libia e Israele.
Nei giorni antecedenti, sempre a Napoli il 23 e 24 maggio segnaliamo l’appuntamento del Social Forum dell’Abitare.
Il 31 maggio la mattina è il momento dell’assemblea nazionale del coordinamento delle associazioni e docenti del movimento contro le nuove indicazioni nazionali per la scuola. L'8 e 9 giugno per il Referendum sul lavoro e la cittadinanza. E poi, ricordiamo il 21 giugno in cui è prevista una grande manifestazione europea contro il Riarmo, perché il contrasto alla guerra resta la cornice politica dentro la quale ci muoviamo.
Non ci fermeremo!
Assemblea Nazionale Rete No DDL Sicurezza - A Pieno Regime
SE VOI FATE IL FASCISMO. NOI FACCIAMO LA RESISTENZA
Oggi ci troviamo di nuovo qui, in centinata, dopo otto mesi di mobilitazione che ha portato in piazza il 14 dicembre 100.000 persone. Una lunga marcia che non si ferma ha animato i territori di tutto il Paese con manifestazioni e assemblee fortemente partecipate e ha caratterizzato il 25 aprile in tutta Italia con cortei densissimi per celebrare la resistenza di ieri e, soprattutto, quella a cui siamo chiamati oggi. Partiamo dunque dai due appuntamenti che oggi abbiamo approvato con largo consenso: il 26 maggio, quando il decreto approderà alla Camera, e il 31 maggio a Roma in una grande manifestazione nazionale.
Lo scenario che ci troviamo davanti a questo punto è fortemente cambiato rispetto ai primi mesi di quest’anno. Il Governo Meloni ha forzato il meccanismo di discussione democratica e approvato nel Consiglio dei Ministri il Decreto Legge Sicurezza, sottraendo il provvedimento al voto nelle aule parlamentari. Un’accelerazione che è l’ultimo atto di una evidente svolta autoritaria che l’estrema destra sta imponendo al nostro Paese, a partire dalla torsione all’economia di guerra fino al silenzio nei confronti dei referendum del prossimo 8 e 9 Giugno e delle vertenze e dei contratti aperti, tra cui quelli del settore metalmeccanico.
Eppure la mobilitazione che abbiamo promosso in questi mesi e che ci fa ritrovare ora, in tant3 e in divers3, ci parla di una opposizione reale ed estesa nel nostro Paese, che non riguarda più soltanto gruppi organizzati ma anche l’eccedenza.
Una convergenza e un’assonanza trasversale che non ha fatto leva su egemonie interne ma che ha saputo animare uno spazio e un universo composito, attraverso la promozione di appelli tematici e vertenze specifiche, dimostrando che il nostro paese non è affatto pacificato ma che, anzi, è pienamente dotato degli anticorpi necessari a bloccare la torsione anti-democratica che il Governo Meloni vuole imporci.
Questa Rete ha avuto il mandato trasversale di costruire uno spazio di opposizione e dissenso, di rispondere ai tentativi di deriva autoritaria e di negazione dei diritti. Con questo obiettivo prosegue la costruzione di una mobilitazione di massa che dia corpo a una opposizione sociale duratura e di rilancio. Dopo il 31 maggio e oltre il DL Sicurezza.
Il 26 maggio il provvedimento arriverà in Aula alla Camera per la fiducia. In quel giorno siamo chiamati a costruire una piazza capace di raccogliere voci, protagonismo, potenza conflittuale diffusa, che ospiti interventi delle soggettività che si sono schierate contro il ddl e che si trasformi in assedio reale all’unanimismo autoritario del Palazzo con l’obiettivo di fermare l’iter del DL paura, come stiamo dicendo da mesi. Dentro l’Aula, invece, chiediamo che venga attuato un meccanismo di sabotaggio a opera delle forze politiche di opposizione per impedire a tutti i livelli che questa legge - la peggiore che il Governo Meloni di estrema destra ha imposto al nostro Paese e la peggiore della nostra storia repubblicana - modifichi profondamento l’assetto democratico.
Il 31 maggio l’appuntamento sarà in Piazza per una manifestazione nazionale, plurale, in cui convergano le ricchezze, le proposte, le istanze, le idee di società che stanno determinando l’opposizione sociale e politica al Governo Meloni, al suo piano autoritario e antipopolare. Saremo una moltitudine in movimento: l’obiettivo sarà quello di andare oltre.
Quella giornata sarà dedicata a una manifestazione di massa, di tutti coloro che alzano la testa contro i soprusi, composta dalle tante voci del conflitto e del dissenso sui temi sociali, civili, politici.
Le forme di conflitto diventano strumento necessario per la difesa della democrazia, per respingere tutti i tentativi autoritari del Governo Meloni perché la nostra opposizione sociale continuerà a essere reale e vigile contro qualsiasi ulteriore svolta anti-democratica e autoritaria. Non ci fermeremo.
https://www.facebook.com/share/v/1KcunBe9HG/
Segui la diretta dell’assemblea!
Dall'altro ieri è iniziato lo sciopero della fame a staffetta promosso da sindacati, associazioni e giuristi, contro il Dl Sicurezza, che terminerà con la manifestazione nazionale del prossimo 31 maggio promossa dalla rete “No Dl Sicurezza - A pieno regime”.
Tra i promotori dell’iniziativa A buon diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, Cnca, Forum droghe, L’altro diritto, La società della ragione e Ristretti orizzonti, che hanno lanciato un appello un’azione collettiva contro il provvedimento del governo Meloni.
“Il decreto legge sicurezza, privo dei requisiti di necessità e urgenza, è stato emanato scippando il testo su cui era ormai concluso il dibattito parlamentare, con un atto di prepotenza istituzionale, che colpisce il cuore della democrazia italiana”, scrivono i promotori dell’iniziativa, elencando i suoi contenuti più gravi:“La criminalizzazione della povertà, delle manifestazioni pacifiche e del dissenso, anche in carcere e nei Cpr; la reclusione di donne incinte o con figli piccoli negli Icam, che sono veri e propri istituti penitenziari, con la minaccia di separare i bambini dalle madri come sanzione disciplinare; il divieto della coltivazione e commercializzazione della canapa tessile; l’ampliamento dei poteri delle forze di sicurezza; la costruzione di nuovi reati con pene pesanti anche per fatti di sola rilevanza sociale”.
#nodlpaura #nogovernomeloni #sciopero
