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📢 Mobilitazioni in tutta Italia per Anan, Ali e Mansour! 🇵🇸 Nel weekend del 28-30 marzo, tantissime città italiane si sono+9
📢 Mobilitazioni in tutta Italia per Anan, Ali e Mansour! 🇵🇸 Nel weekend del 28-30 marzo, tantissime città italiane si sono mobilitate per chiedere libertà per Anan, Ali e Mansour e denunciare il genocidio in corso a Gaza. ✊ 🔥 Cortei principali a Roma, Napoli, Milano e Firenze hanno riempito le strade con migliaia di persone in solidarietà con il popolo palestinese e il diritto alla resistenza, e per la liberazione di Anan, Ali e Mansour. 🗣 Presidi e iniziative anche a Bergamo, L'Aquila, Ferrara, Albano, Quattro Cantoni, Pisa, Pescara e Teramo. 📍 Prossima tappa: Mercoledì 2 aprile, ore 9:30, presidio davanti al Tribunale de L’Aquila in occasione della prima udienza del processo! La resistenza non si arresta! La resistenza non si processa! Libertà per Anan, Ali e Mansour!
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Verso l'udienza del 2 aprile! La resistenza non si arresta! La resistenza non si processa!+5
Verso l'udienza del 2 aprile! La resistenza non si arresta! La resistenza non si processa!
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Aggiornamenti dall'Udienza Preliminare Il Tribunale de L’Aquila ha deciso, nel corso dell’udienza preliminare, di rinviare a
Aggiornamenti dall'Udienza Preliminare Il Tribunale de L’Aquila ha deciso, nel corso dell’udienza preliminare, di rinviare a giudizio non solo Anan Yaeesh, ma anche Ali Irar e Mansour Doghmosh, gli altri due palestinesi coinvolti nel caso. Questa decisione arriva nonostante la Corte di Cassazione e il Tribunale della Libertà avessero già ordinato la loro scarcerazione lo scorso anno, ritenendo insufficienti gli elementi a sostegno delle misure cautelari. Nelle prossime settimane organizzeremo momenti di informazione e mobilitazione in vista della prima udienza, per tenere alta l’attenzione sul caso e per riaffermare la solidarietà al popolo palestinese e al suo diritto a resistere. A breve aggiornamenti dettagliati. Comitato Free Anan
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Appello alla mobilitazione e all'adesione Per il rilancio della Campagna Free Anan in vista dell'inizio del processo. https:/+1
Appello alla mobilitazione e all'adesione Per il rilancio della Campagna Free Anan in vista dell'inizio del processo. https://www.instagram.com/p/DGbS1YitOiK/
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Domani mattina Domenica 16 febbraio 2025 - Ore 10:00 Link per seguire l'assemblea: meet.google.com/fre-kpnv-yjm
Domani mattina Domenica 16 febbraio 2025 - Ore 10:00 Link per seguire l'assemblea: meet.google.com/fre-kpnv-yjm
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Verso il rilancio della campagna di mobilitazione per Anan Yaeesh Ad oltre un anno dall’arresto di Anan Yaeesh, attivista palestinese residente in Italia e recluso nel carcere di Terni, rilanciamo la campagna e la mobilitazione per la sua liberazione. Arrestato il 26 gennaio 2024 su richiesta delle autorità israeliane, Yaeesh rischiava l’estradizione in Israele, dove sarebbe stato – in quanto palestinese – processato da un tribunale militare e sottoposto a torture e trattamenti inumani, come documentato da numerose organizzazioni internazionali. Grazie alla vasta campagna di mobilitazione portata avanti in tutta Italia, la Corte d’Appello de L’Aquila ha respinto, a marzo 2024, la richiesta di estradizione, riconoscendo il concreto rischio di tortura nelle carceri israeliane. Nonostante questa importante vittoria, le autorità nostrane, decaduti i motivi per la sua carcerazione (fini estradizionali), hanno avviato un’indagine italiana per “associazione con finalità di terrorismo internazionale” (art. 270-bis c.p.), nel tentativo di trattenere Anan in carcere per non scontentare l’alleato israeliano. Nell’ambito di questa indagine sono stati coinvolti anche altri due connazionali,  successivamente rilasciati ma che rischiano di essere nuovamente coinvolti nel processo. Anan è tuttora detenuto con l’accusa di terrorismo per il presunto sostegno, dall’estero, alla resistenza palestinese in Cisgiordania. Una resistenza che lo stesso diritto internazionale riconosce come legittima, poiché esercitata in territori militarmente occupati (Convenzioni di Ginevra e risoluzioni ONU, come la 38/17). Tuttavia, in nome della propria alleanza con Israele, con cui si è resa complice del genocidio in Palestina, l’Italia si pone al di sopra del diritto internazionale, arrivando addirittura a sostituirsi alle autorità militari israeliane nel colpire e reprimere chi sostiene la resistenza palestinese. Segnando un passo significativo nel processo di criminalizzazione della resistenza palestinese e del movimento di solidarietà in Europa, questo caso rappresenta un pericoloso precedente, che è parte di un fenomeno che si è particolarmente intensificato nell’ultimo anno e mezzo. Con l’arrivo dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, si avvicina il processo contro Anan Yaeesh e i suoi due compagni. È quindi urgente rilanciare la campagna di solidarietà e mobilitazione per la sua liberazione, consapevoli che oltre ad Anan, sotto “accusa” è il diritto stesso del popolo palestinese a resistere e che, è di fondamentale importanza rammentare, così come il cessate il fuoco a Gaza non ha posto fine all’occupazione della Palestina, nemmeno la complicità dell’Italia con Israele si è arrestata. Per questo invitiamo tutte le organizzazioni politiche e sindacali, i comitati, i collettivi e i coordinamenti di solidarietà che si sono attivati negli ultimi mesi, a partecipare ad un’assemblea pubblica online per rilanciare la campagna. - L’assemblea si terrà domenica 16 febbraio 2025 - Ore 10:00 - Il link per partecipare sarà diffuso sui canali sociale del Comitato Free Anan - Per prenotare interventi o aderire alla campagna fare riferimento ai recapiti del Comitato La resistenza non si arresta! La resistenza non si processa! Libertà per Anan Yaeesh! Comitato Free Anan Mail: comitatofreeanan@gmail.com Instagram: @free_anan Facebook: Free Anan
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🇵🇸 Presidio - Anan Yaeesh libero! 📅 Domenica 9 febbraio 2025 🕔 Ore 14:00 📍 Terni - Strada dei Laghetti (davanti al carce
🇵🇸 Presidio - Anan Yaeesh libero! 📅 Domenica 9 febbraio 2025 🕔 Ore 14:00 📍 Terni - Strada dei Laghetti (davanti al carcere)
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A seguito dell’udienza di oggi, relativa al trattenimento di Mansour Doghmosh, scarcerato e poi trasferito in un CPR, il Trib
A seguito dell’udienza di oggi, relativa al trattenimento di Mansour Doghmosh, scarcerato e poi trasferito in un CPR, il Tribunale Ordinario di Roma NON CONVALIDA e pertanto ne ordina l’immediata liberazione. Questo risultato è frutto del lavoro legale affiancato dalle mobilitazioni, dentro e fuori Roma, capaci di non far passare sotto silenzio l’ennesima ingiustizia.
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Siamo a Viale Giulio Cesare 52
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Appello urgente! Mobilitazione per Mansour Doghmosh Nonostante la scarcerazione disposta dal Tribunale del Riesame dell'Aquila nell’udienza di ieri, lunedì 9 settembre, Mansour Doghmosh è stato trasferito in un CPR (Centro di Permanenza per i Rimpatri). Oltre l’assurdità dell’accanimento, è necessario porsi una domanda: un rimpatrio dove? Mansour ha moglie e tre figli piccoli, e non può essere rimpatriato in Palestina, dove da 11 mesi si sta consumando un genocidio nel quale oltre 40mila palestinesi sono stati uccisi e dove rischierebbe la detenzione politica in un carcere israeliano dove – per la stessa Corte d’Appello dell’Aquila – torture e trattamenti inumani e degradanti sono la prassi. Il trasferimento di Mansour nel CPR rappresenta una grave violazione dei diritti umani, una decisione che lo espone al rischio di subire ulteriori persecuzioni e violenze. Non possiamo rimanere in silenzio. Chiediamo a tutte e tutti di unirsi nel chiedere l’immediata liberazione di Mansour e il riconoscimento della protezione umanitaria per lui e per la sua famiglia. Non possiamo permettere che un palestinese venga ulteriormente vessato da ulteriori ingiustizie, dopo la detenzione. Chiediamo a tutte le organizzazioni politiche e sindacali, comitati e coordinamenti solidali con il popolo palestinese di mobilitarsi in presìdi davanti alle Prefetture delle diverse città italiane. Libertà per Mansour Doghmosh! Link: https://www.instagram.com/p/C_vYYK5tzte/
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Nelle prossime ore dovrebbero venire scarcerati Ali Irar e Mansour Doghmosh - aggiornamenti a breve!
Nelle prossime ore dovrebbero venire scarcerati Ali Irar e Mansour Doghmosh - aggiornamenti a breve!
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Dopo che l'ultima udienza, prevista per giovedì 5 settembre, è stata annullata e rimandata a lunedì 9, saremo nuovamente in p
Dopo che l'ultima udienza, prevista per giovedì 5 settembre, è stata annullata e rimandata a lunedì 9, saremo nuovamente in presidio davanti al Tribunale dell'Aquila per richiedere il rilascio di Anan, Ali e Mansour. La resistenza non è terrorismo!
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La resistenza non è terrorismo! Anan, Ali e Mansour liberi! È stata fissata per giovedì 5 settembre l'udienza del Tribunale d
La resistenza non è terrorismo! Anan, Ali e Mansour liberi! È stata fissata per giovedì 5 settembre l'udienza del Tribunale del Riesame per Ali Irar e Mansour Doghmosh, detenuti dalle autorità italiane con l'accusa di sostegno alla resistenza in Palestina. È indetto un presidio per richiedere la loro scarcerazione in concomitanza con l'udienza. L'appuntamento è per giovedì 5 settembre alle ore 10:30 a Via XX Settembre 68 (L'Aquila).
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Annullamento con rinvio per Ali Irar e Mansour Doghmosh Il Tribunale del Riesame che aveva confermato le misure cautelari dovrà rivedere la propria decisione Si è tenuta ieri, presso la Corte Suprema di Cassazione, l’udienza per il ricorso alle misure cautelari di Anan Yaeesh, Ali Irar e Mansour Doghmosh, i tre palestinesi arrestati dalle autorità italiane con l’accusa di “terrorismo”. Abbiamo visto, nel corso degli ultimi mesi, come questi arresti siano evidentemente un atto politico, frutto della fedeltà che ciecamente lo Stato italiano continua a serbare nei confronti di Israele, azione il cui scopo è quello di “criminalizzare” la resistenza in Palestina, in spregio dello stesso diritto internazionale che riconosce il diritto all’autodeterminazione e alla resistenza, anche armata, nei territori sotto occupazione, come è quello palestinese. L’udienza di ieri mattina si è svolta a porte chiuse in quanto, di regola, la Corte di Cassazione decide in Camera di Consiglio non partecipata: pertanto non erano presenti Anan, Ali e Mansour e nemmeno terzi, ma i soli avvocati. In concomitanza, a Roma, dopo il partecipato corteo di sabato che ha visto centinaia di persone scendere in piazza per chiedere la liberazione dei tre e per condannare la criminalizzazione della resistenza palestinese da parte delle autorità italiane, si è svolto un presidio davanti al Palazzo di Giustizia. Iniziative simili sono state organizzate anche in altre città italiane, a Milano, Bergamo, Como, Firenze, Pisa, Modena. E’ dunque giunta poco fa la notizia dell’esito dell’udienza: la corte ha annullato con rinvio per Ali Irar e Mansour Doghmosh, i quali dovranno, presumibilmente subito dopo l’estate, tornare davanti al Tribunale del Riesame dell’Aquila che dovrà rivedere la propria decisione di tenerli in carcere. Questo è da ritenersi un primo passo avanti che potrebbe significare la scarcerazione in tempi brevi per Ali e Mansour. Per Anan Yaeesh, la Corte di Cassazione ha invece confermato le misure cautelari: pertanto dovrà rimanere in carcere almeno per la durata del processo. Questo vuol dire che si andrà avanti nella costruzione di un’ampia mobilitazione a suo sostegno e favore, per la sua liberazione e per il diritto del popolo palestinese a resistere, denunciando la complicità dell’Italia e del governo Meloni che, nel pieno di un genocidio, oltre a fornire appoggio politico e militare a Israele, concede a oltre mille cittadini italiani di combattere nelle fila dell’esercito israeliano; che - nonostante avesse dichiarato il contrario - ha continuato a fornire armi all’esercito d’occupazione israeliano per tutta la durata della guerra; che decide di arrestare tre palestinesi con l’accusa di sostenere una resistenza riconosciuta legittima dallo stesso diritto internazionale, prostrandosi alla volontà di USA e Israele, alla faccia della tanto decantata “sovranità”. Instagram: https://www.instagram.com/p/C9UFZ3et59Q/
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Presidio davanti alla Cassazione a Roma La resistenza non si arresta! La resistenza non si processa! Libertà per Anan, Ali e Mansour! Oggi, giovedì 11 luglio, si è svolto un partecipato presidio per la liberazione di Anan Yaeesh, Ali Irar e Mansour Doghmosh, i tre palestinesi arrestati dalle autorità italiane con l’accusa di sostegno alla resistenza in Palestina. Il presidio, tenutosi davanti alla Corte di Cassazione in concomitanza con l'udienza, ha visto la partecipazione di numerose persone. I manifestanti hanno ribadito il diritto del popolo palestinese di resistere all’occupazione militare israeliana e hanno condannato la complicità dell’Italia e del governo Meloni con il genocidio perpetrato da Israele. Durante la protesta, è stata criticata la decisione di processare dei palestinesi per conto dell’occupazione israeliana, nel tentativo di criminalizzare il diritto alla resistenza del popolo palestinese, riconosciuto dal diritto internazionale, dalla Carta dell’ONU e dalle risoluzioni delle Nazioni Unite. Dopo l'udienza, il presidio si è sciolto. L'esito dell'udienza sarà comunicato entro stasera, ma la mobilitazione proseguirà fino alla liberazione dei tre. Sono previste ulteriori manifestazioni oggi e domani in diverse città italiane, tra cui Milano, Bergamo, Firenze, Como, Modena e Pisa. Seguiranno aggiornamenti.
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