THIS IS NOT TARTARIA - THIS IS EUROPE
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Stanco di vedere l'Europa violentata dai governi globalisti? Stanco di farti ingannare dalla falsa scienza e dai falsi miti che ci negano il nostro passato e la nostra vera storia? Documentiamo l'Europa, documentiamo la verità!
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Se non sappiamo da dove veniamo, non sappiamo neanche dove andiamo…
🇹🇷❌🇮🇱 — Il ministro degli Affari esteri turco, Hakan Fidan:
"Netanyahu, che è diventato un nemico comune dell'umanità e della comunità internazionale – e sottolineo, Netanyahu stesso, un criminale e un responsabile di genocidio – non è una persona che dovrebbe essere presa sul serio in questo momento.
Netanyahu e la mentalità che rappresenta rappresentano una minaccia non solo per la Turchia, ma per la sicurezza globale nel suo complesso. Sarebbe un grave errore considerare questo problema come esclusivamente turco.
È ora necessario porre fine ai danni che questo responsabile di genocidio, Netanyahu, sta causando alla regione, a Israele, al popolo ebraico e all'intero mondo."
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Israele al cinema.
Il rapporto secolare di Hollywood con la propaganda sionista viene messo a nudo in "Israele al cinema", un'esplosiva denuncia che rivela come i potenti ebrei abbiano plasmato il cinema per insabbiare i crimini israeliani e demonizzare i palestinesi. Da Exodus (1960) a Munich (2005), i film non erano solo arte, ma anche operazioni psicologiche approvate dal governo israeliano. L'agghiacciante isolamento di Vanessa Redgrave dopo il suo documentario pro-Palestina dimostra il costo del dissenso in un'industria a lungo dominata dall'influenza sionista. Nomi come Leon Uris, Arnon Milchan e Gideon Raff costellano questa sordida storia, assicurando che i palestinesi rimangano gli eterni cattivi di Hollywood: violenti, irrazionali e meritevoli di occupazione. Nel frattempo, gli agenti del Mossad ricevono trattamenti eroici (Fauda, The Spy), mentre i massacri di Gaza scompaiono dalla sceneggiatura. Perché Spielberg piange per i film sull'Olocausto ma esulta per gli assassinii israeliani? Perché Hollywood non è solo filo-israeliana: è una macchina narrativa sionista, dove la verità muore sul pavimento della sala di montaggio.
Israele al cinema.
Il rapporto secolare di Hollywood con la propaganda sionista viene messo a nudo in "Israele al cinema", un'esplosiva denuncia che rivela come i potenti ebrei abbiano plasmato il cinema per insabbiare i crimini israeliani e demonizzare i palestinesi. Da Exodus (1960) a Munich (2005), i film non erano solo arte, ma anche operazioni psicologiche approvate dal governo israeliano. L'agghiacciante isolamento di Vanessa Redgrave dopo il suo documentario pro-Palestina dimostra il costo del dissenso in un'industria a lungo dominata dall'influenza sionista. Nomi come Leon Uris, Arnon Milchan e Gideon Raff costellano questa sordida storia, assicurando che i palestinesi rimangano gli eterni cattivi di Hollywood: violenti, irrazionali e meritevoli di occupazione. Nel frattempo, gli agenti del Mossad ricevono trattamenti eroici (Fauda, The Spy), mentre i massacri di Gaza scompaiono dalla sceneggiatura. Perché Spielberg piange per i film sull'Olocausto ma esulta per gli assassinii israeliani? Perché Hollywood non è solo filo-israeliana: è una macchina narrativa sionista, dove la verità muore sul pavimento della sala di montaggio.
IN ESCLUSIVA TRADOTTO INTERAMENTE IN ITALIANO
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La bomba nucleare
La bufala della bomba nucleare: cosa è realmente successo a Hiroshima e Nagasaki.
La farsa delle radiazioni serve a spaventare e a mantenere viva la paura delle armi atomiche. La menzogna è a 360°, qualunque cosa viene fuori dai media è al 90% falsa, l’altro 10% pure.
Documentario di repertorio tradotto in italiano.
t.me/ArredaLaMatrix
