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Messa tridentina, Magistero della Chiesa, spiritualità cristiana, ecc.

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Coloro che amano davvero la Chiesa Cattolica hanno il cuore in lacrime nel vedere le devastazioni spirituali causate dalle vandaliche orde moderniste. Ma anche se la situazione appare davvero drammatica, non dobbiamo disperarci e arrenderci di fronte al degrado spirituale. Infatti dobbiamo ricordarci sempre che la Chiesa Cattolica, fondata da Gesù Cristo, è indefettibile, cioè non potrà mai venir meno. Quella che stiamo vivendo è una prova, dobbiamo restare fedeli a Dio fidandoci ciecamente della promessa del Redentore Divino: le porte degli inferi non prevarranno sulla Chiesa. Di questo argomento ne ho parlato nel post che ho ripubblicato oggi sul mio blog "Cordialiter": https://cordialiter.blogspot.com/2023/05/circa-la-drammatica-situazione.html

Non è raro il caso di anime che, datesi in principio a Dio con sincero fervore, col passare del tempo, cedendo all’egoismo, a
Non è raro il caso di anime che, datesi in principio a Dio con sincero fervore, col passare del tempo, cedendo all’egoismo, alla pigrizia, al proprio comodo, non sapendo imporsi sforzi generosi per procedere nel cammino intrapreso, si lasciano andare a continue negligenze, svogliatezze, omissioni volontarie, atti di pigrizia. La loro vita spirituale si riduce ad una specie di letargo che non è ancora la morte, ma che non ha più nulla della freschezza, del vigore di una vita sana e robusta. Manca il fervore della carità, spento da continue, deliberate condiscendenze al peccato veniale. [Brano tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena].

Siamo chiamati non solo ad amar Dio, ma anche a farlo amare. Non ci basti dunque amare il Signore, ma adoperiamoci perché anc
Siamo chiamati non solo ad amar Dio, ma anche a farlo amare. Non ci basti dunque amare il Signore, ma adoperiamoci perché anche altri lo amino. (San Vincenzo de' Paoli)

A GENOVA
A GENOVA

Quali provvedimenti dovrebbe prendere il nuovo Papa per porre rimedio ai gravi mali che affliggono la Chiesa? Ecco cosa scrisse in proposito il grande Sant'Alfonso Maria de Liguori in occasione del conclave del 1774: https://cordialiter.blogspot.com/2025/04/quel-che-dovrebbe-fare-un-papa-secondo.html

Non sono da lodare i piagnistei dei pessimisti. (Pensiero di San Luigi Guanella)

Si comincia ad esercitare la pazienza cercando di tollerare i disagi e le sofferenze quotidiane senza mormorare, ma con rassegnazione, sapendo che la divina Provvidenza non permette prova alcuna che non sia per noi fonte di bene. Agli inizi, ed anche per lungo tempo, l’anima sentirà molta ripugnanza per la sofferenza, tuttavia, se si sforza di abbracciarla bene - con costanza, con pace, con sottomissione al volere divino - un po’ alla volta, proprio attraverso questo esercizio tanto penoso, comincerà a sperimentare il grande profitto spirituale che ne deriva, si sentirà infatti più distaccata dalle creature e da se stessa e più vicina a Dio. Spontaneamente allora giungerà a stimare la sofferenza e poi, sperimentandone sempre più la fecondità spirituale, finirà con l’amarla. Ma non bisogna farsi illusioni: l’amore alla sofferenza è il vertice della pazienza, è il frutto della pazienza perfetta; per giungere a queste altezze occorre cominciare da un esercizio assai più umile: accettare in pace, senza lamentarsi, tutto quello che fa soffrire. (...) O Gesù, per amor tuo e col tuo aiuto, voglio soffrire in pace tutte le contrarietà della vita. [Pensiero tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Episcopus Aux.].

La mano di Dio è come quella del chirurgo: ferisce solo per guarire. (Pensiero di San Francesco di Sales)
La mano di Dio è come quella del chirurgo: ferisce solo per guarire. (Pensiero di San Francesco di Sales)

Questa sera alla Messa tridentina ho pregato soprattutto per il prossimo conclave. Quando penso al fatto che dall'elezione del prossimo Papa dipende la sorte eterna di innumerevoli anime, quasi mi tremano i polsi. Il celebrante ha detto che un cardinale nostro amico ha scritto una preghiera per supplicare Dio affinché ci doni una santo Pontefice. La stanno traducendo e poi la diffonderanno su internet. Umanamente parlando la situazione è molto difficile. Ma dobbiamo sperare contro ogni speranza. Nulla è impossibile a Dio.

Dagli scritti di un ex cappellano militare dell'Armir (Armata Italiana in Russia). [...] un infermiere chiama: — Il Tenente H. sta male — Vengo subito! Il tenente H. degli alpini è stato operato di peritonite. Ora è finita. Si è disposto e preparato alla morte in un modo commovente: sente che è giunta l’ora. — Cappellano, vorrei scrivere a casa per l’ultima volta. — Dimmi, scrivo io o mi detti tu? — Detto io. — Eccomi. — « Caro papà, cara mamma, cara sorella, prima di morire vi mando l’estremo saluto. Non piangete, ci ritroveremo ancora tutti, io ho fatto il mio dovere. « Caro papà, mi rincresce di non poterti aiutare nella tua vecchiaia, ma ti ringrazio per tutti i sacrifici che hai fatto per me. Scusami se non sono sempre stato buono, ma ti ho voluto molto bene. « Cara mamma, non so che dirti, ti bacio. Non piangere... Sii fiera che muoio per la Patria; il Signore ti conforterà... ti bacio ancora... « Cara Olga, ti vorrei dire molte cose, ma non posso. Conforta papà... e mamma, e... » C'è un aggravamento; mi getta le mani al collo: gli dò l’ultima benedizione, il foglio della lettera è bagnato di lacrime... Ora è spirato. E la lettera? La completerò e la spedirò nel giorno della sepoltura. [Brano tratto da "La croce sui girasoli", di Don Aldo Del Monte, Edizioni San Paolo, 1945].

"Devo essere vittima di amore: Amare Gesù: ecco lo scopo della mia vita. Ogni parola, ogni passo, ogni pensiero, ogni sentime
"Devo essere vittima di amore: Amare Gesù: ecco lo scopo della mia vita. Ogni parola, ogni passo, ogni pensiero, ogni sentimento, ogni respiro, dev'essere un atto di purissimo amore. Vivere e morire di amore per Gesù: ecco il mio ideale". (Pensiero di Padre Felice Maria Cappello,1879 - 1962).

L’intramontabile Catechismo di San Pio X insegna che il Santo Sacrificio della Messa viene offerto per quattro fini: - per onorare e adorare Dio come si conviene; - per ringraziare il Signore per tutto ciò che ci dona; - per placare Dio e dargli la dovuta soddisfazione per i nostri peccati, e anche per suffragare le anime sante del Purgatorio; per tali motivi il Sacrificio della Messa viene definito “propiziatorio”; - per impetrare dalla Santissima Trinità nuove grazie, soprattutto spirituali. Purtroppo oggi ben pochi cattolici conoscono l’aspetto sacrificale della Messa. Con grande dolore devo constatare che addirittura tanta gente non crede nella Presenza reale di Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento, con tutto il suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Invece noi cattolici fedeli al Magistero perenne della Chiesa crediamo fermamente a quel che il Concilio di Trento insegna infallibilmente al riguardo dell’Eucaristia, pertanto siamo felici di poter accogliere Gesù sacramentato in noi al momento della Comunione, unendoci a Lui con carità e devozione, ringraziandolo per tutti i suoi benefici e supplicandolo di aiutarci a raggiungere il supremo ed eterno traguardo nella Patria celeste.

Di ognuno che muore, si suole dire: è andato in Paradiso. È andato in Paradiso, se meritava il Paradiso; ma se meritava l’inf
Di ognuno che muore, si suole dire: è andato in Paradiso. È andato in Paradiso, se meritava il Paradiso; ma se meritava l’inferno? [...] Tutti vanno in Paradiso? Oh quanti pochi ci vanno! (Pensiero tratto da "Sermoni compendiati" di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa)

Dagli scritti di Don Ildebrando Antonino Santangelo (1913-1992). Moltissimi hanno disistima della confessione per diversi motivi: 1. Perché molti sacerdoti, oggi, non ne parlano, non la inculcano e non si rendono mai disponibili per le confessioni. Grave è la loro responsabilità dinanzi a Dio. Non cooperano all'opera redentrice di Cristo. Il Signore tantissime volte ha fatto vedere come e quando ci vuole la confessione: ultimamente con i tanti miracoli operati dai due grandi confessori moderni: Padre Pio e Padre Leopoldo [Mandic] (...). Nella confessione si raccolgono i frutti dell'apostolato. Il sacerdote che non vuole confessare, se anche fa apostolato, è simile a chi semina e si rifiuta di raccogliere; è simile al medico condotto che non vuole visitare e curare gli ammalati. [Brano tratto da “Liberazione”, di Don Ildebrando Antonino Santalngelo, Comunità Editrice di Adrano].

Se si perde l’anima tutto è perduto, al contrario se si salva l’anima tutto è salvo. (San Giovanni Bosco)
Se si perde l’anima tutto è perduto, al contrario se si salva l’anima tutto è salvo. (San Giovanni Bosco)

Segni della chiamata di Dio al sacerdozio Ogni tanto mi scrive qualche lettore per confidarmi di aver cominciato a riflettere su un'eventuale vocazione sacerdotale. Ma quali sono i segni della vocazione al sacerdozio? Per rispondere in maniera chiara e accurata ho consultato "Esortazioni al clero", scritto da Padre Ottavio Marchetti S. J., pubblicato nel 1943 dalla casa editrice Civiltà Cattolica. Ecco una sintesi schematica. Affinché una vocazione sacerdotale sia considerata autentica sono necessarie quattro caratteristiche: doni di natura, doni di grazia, libera volontà, retta intenzione. Doni di natura: - dono della salute (che consenta di svolgere efficacemente il ministero sacerdotale); - dono del buon carattere; - dono dell'intelligenza. Doni di grazia: - pratica delle virtù acquisite: pietà, castità, disinteresse, zelo, spirito di disciplina ed ubbidienza. Libera volontà: - tendere al sacerdozio senza costrizioni da parte di qualcuno. Retta intenzione: - tendere al sacerdozio cattolico unicamente per consacrarsi al servizio di Dio e alla salvezza delle anime, avendo una soda pietà, una provata purezza di vita e una scienza sufficiente. Chi ha tutte queste caratteristiche dimostra di avere i caratteristici segni della chiamata di Dio allo stato sacerdotale.

La tribolazione è il cammino e la porta del Paradiso, e ci apre il Regno del Cielo. (San Francesco di Paola)
La tribolazione è il cammino e la porta del Paradiso, e ci apre il Regno del Cielo. (San Francesco di Paola)

(Parole pronunciate il 25 dicembre 1969 dall'allora Don Joseph Ratzinger). «Avremo presto preti ridotti al ruolo di assistent
(Parole pronunciate il 25 dicembre 1969 dall'allora Don Joseph Ratzinger). «Avremo presto preti ridotti al ruolo di assistenti sociali e il messaggio di fede ridotto a visione politica. Tutto sembrerà perduto, ma al momento opportuno, proprio nella fase più drammatica della crisi, la Chiesa rinascerà. Sarà più piccola, più povera, quasi catacombale, ma anche più santa. Perché non sarà più la Chiesa di chi cerca di piacere al mondo, ma la Chiesa dei fedeli a Dio e alla sua legge eterna. La rinascita sarà opera di un piccolo resto, apparentemente insignificante eppure indomito, passato attraverso un processo di purificazione. Perché è così che opera Dio. Contro il male, resiste un piccolo gregge».

Nulla succede senza il volere o il permesso di Dio, e (...) Dio, essendo infinitamente sapiente e infinitamente buono, nulla
Nulla succede senza il volere o il permesso di Dio, e (...) Dio, essendo infinitamente sapiente e infinitamente buono, nulla vuole e nulla permette se non per il bene delle anime, anche quando noi non riusciamo a vederlo. [Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932)]