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Fronte della Primavera Triestina - Zveza Tržaške Pomladi

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Movimento per il Territorio Libero di Trieste Gibanje za Svobodno Tržaško Ozemlje 📍🏠 Ci trovate in Via Giulia 74 ogni martedì dalle 18 alle 20 https://linktr.ee/primaveratriestina

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IMEC CORRIDOIO DI GUERRA Ieri mattina abbiamo presentato a Trieste il Comitato No Imec, il corridoio di guerra che sarebbe destina a collegare il porto della nostra città allo scalo militare sionista di Haifa. Qui di seguito una breve scheda che riassume finalità, prospettive e contesto dell'Imec

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NASCE IL COMITATO NO IMEC: FUORI LA GUERRA DAL NOSTRO PORTO! Ieri si è svolta la presentazione del Comitato No Imec, presso la sede del Fronte della Primavera Triestina, in via Giulia 74/a. Fanno parte di questo Comitato il Coordinamento No Green Pass e Oltre, il Fronte della Primavera Triestina, il Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (P. Carc), Socialismo Italico - Socit, il Partito Comunista, la Tavola per la Pace del Friuli Venezia Giulia, l'associazione Multipopolare-Ottolina Tv, il movimento Risveglio Umano e l'associazione Alister. Il Comitato si è costituito in concomitanza alla conferenza organizzata il 17 marzo, alla presenza del ministro degli Esteri Tajani, per suggellare la candidatura del nostro porto a principale collegamento tra l’Europa e l’India, attraverso il corridoio Imec (India Middle East- Europe Economic Corridor), transitante per Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Giordania e Israele. Si ricorda che proprio in occasione della conferenza del 17 marzo 2026, il Comitato aveva tenuto un presidio, informativo e di protesta, in piazza della Borsa. Facendo leva sull’aspetto del vantaggio economico che se ne potrebbe ricavare, il piano prevede di legare il porto di Trieste con quello di Haifa, principale infrastruttura militare marittima del regime sionista di Israele. In questo modo, il nostro scalo verrebbe trasformato nel principale hub europeo per i traffici di armi verso il regime genocida sionista. Tale ruolo s’integra con la designazione di Trieste come “porto dell’Ucraina” e con il progetto del Trimarium, volto ad integrare l’Europa centro-orientale in chiave antirussa, alimentando così la drammatica spirale verso la terza guerra mondiale. In tale modo il porto di Trieste verrebbe ad essere ridotto a nodo infrastrutturale per le strategie di guerra del regime sionista, degli Usa, della Nato e dell’Ue. Trasformare Trieste in un porto militare significa renderla un potenziale obiettivo di guerra, mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti i cittadini. Queste scelte bellicose non rappresentano solo un pericolo concreto per la nostra incolumità, ma violano anche la neutralità e la demilitarizzazione stabilite dalla Risoluzione 16/1947 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu e dal Trattato di Pace di Parigi del 1947, attraverso l'istituzione del Territorio Libero di Trieste. NO ALL'IMEC, NO A TRIESTE PORTO DI GUERRA! SÌ ALLA PACE, ALLA SMILITARIZZAZIONE E AL PORTO FRANCO INTERNAZIONALE! Seguici su 👉🏻 https://t.me/noimectrieste

Trieste, la porta sull’Adriatico che l’Europa non riesce a spalancare Il rischio, come ci insegna la storia, è che le occasio
Trieste, la porta sull’Adriatico che l’Europa non riesce a spalancare Il rischio, come ci insegna la storia, è che le occasioni si perdano prima ancora che qualcuno decida di coglierle davvero. L'autore: Lorenzo Maria Pacini L'articolo completo: https://strategic-culture.su/news/2026/04/16/trieste-la-porta-sulladriatico-che-leuropa-non-riesce-a-spalancare/

Né globalismo, né omologazione nazionale: difendiamo le nostre radici! Si è svolta ieri la nostra conferenza con il Prof. Lor
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Né globalismo, né omologazione nazionale: difendiamo le nostre radici! Si è svolta ieri la nostra conferenza con il Prof. Lorenzo Maria Pacini e Vincenzo Pellegrino. Superando i rigidi schemi del nazionalismo borghese e l'omologazione del globalismo capitalista, abbiamo cercato una via per riscoprire l’identità delle Patrie, piccole e grandi, dei loro popoli e delle loro civiltà. Un sentiero inesplorato che, oggi più che mai, è necessario percorrere. Un sentito ringraziamento ai relatori e a tutto il pubblico presente!

LA STORIA CI HA GIÀ ASSOLTO, IL TRIBUNALE DI TRIESTE SI ADEGUA A quasi cinque anni dai fatti, il tribunale di Trieste ha asso
LA STORIA CI HA GIÀ ASSOLTO, IL TRIBUNALE DI TRIESTE SI ADEGUA A quasi cinque anni dai fatti, il tribunale di Trieste ha assolto ieri quattro persone portate a giudizio per la mobilitazione del 6 novembre 2021. Quattro persone che erano colpevoli solo della loro libertà e volontà di resistere e contro cui lo Stato si è voluto accanire, dovendo alla fine cedere di fronte all'ottima difesa degli avvocati Starace e Bridda, alla mobilitazione solidale e all'inconsistenza delle accuse. La storia ha già assolto tutti coloro che si sono mobilitati contro la gestione autoritaria della "pandemia" e talvolta questa sentenza politica e morale incrocia quelle emesse dai tribunali. Dal canto nostro, continuiamo ad essere colpevoli di libertà e di volontà di resistenza: in un mondo segnato da guerra, emergenze e crisi c'è un bisogno estremo di queste colpe. Chi fa le cose giuste al momento giusto non attende giustizia: è la giustizia! Coordinamento No Green Pass e Oltre Ringraziamo La Nuova Alabarda Elcdd per la foto

Il 20 aprile 1916, nel pomeriggio, sette aerei italiani sganciarono venticinque bombe su Trieste. Nove civili, tra cui cinque bambini, persero la vita, mentre cinque rimasero feriti. Tra i luoghi colpiti vi fu il Convento dei Salesiani, la cui chiesa – dove 400 bambini stavano partecipando alle funzioni religiose – venne distrutta. Le vittime sono oggi commemorate da una stele nel cimitero di Servola, che però non menziona la causa del decesso, limitandosi alla generica dicitura "in memoria". Nel corso della Prima Guerra Mondiale, Trieste subì ripetuti bombardamenti da parte dello Stato che si proponeva come suo "liberatore". Già nel 1915, gli attacchi colpirono l’acquedotto di Aurisina, privando la città di acqua corrente e costringendo la popolazione a rifornirsi esclusivamente dai pozzi. Queste operazioni, oltre a danneggiare infrastrutture vitali, avevano l'obiettivo strategico di indebolire psicologicamente i civili, logorati dalle privazioni, per facilitare l’annessione della città al Regno Sabaudo nel 1918. Nei prossimi giorni, in occasione dei 110esimo anniversario del bombardamento di Servola, il Fronte della Primavera Triestina organizzerà un'azione dimostrativa per ricordare che anche le vittime delle infami bombe dei "liberatori" meritano rispetto. @primaveratlt

110 anni fa, l'Italia bombardava Trieste, la città "cara al cuore". Oggi quelle vittime, troppo scomode per la narrazione dei
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110 anni fa, l'Italia bombardava Trieste, la città "cara al cuore". Oggi quelle vittime, troppo scomode per la narrazione dei vincitori, giacciono ancora dimenticate. @primaveratlt Continua

Difendere l'identità tra globalismo e nazionalismo Evento spostato in aula E1 Oggi, il concetto di identità è sotto attacco d
Difendere l'identità tra globalismo e nazionalismo Evento spostato in aula E1 Oggi, il concetto di identità è sotto attacco da più fronti. Da un lato la narrazione globalista, che si prefigge lo scopo di creare una cultura artificiale e omologata, che vada a sostituire la moltitudine di tradizioni e visioni del mondo. D'altro canto i movimenti nazionalisti si ergono a difensori dell'identità, tuttavia tendono a cancellare le identità locali in favore di un'identità nazionale centralizzata. Con Lorenzo Pacini, professore di filosofia politica e geopolitica presso l'Università delle Dolomiti e Vincenzo Pellegrino, autore del saggio "Dalla Polis allo Stato-Civiltà: Un'analisi filosofico-giuridica di Heidegger, Dugin e Schmitt per una nuova ontologia giuridica del multipolarismo", esploreremo una visione alternativa ad entrambi gli schieramenti, che vada a valorizzare la salvaguardia dell'identità locale. Giovedì 16 Aprile, alle ore 17:30. Aula E1 del Narodni Dom (Via Fabio Filzi 14)

FUORI LA GUERRA DAL PORTO DI TRIESTE - PRESENTAZIONE DEL COMITATO NO IMEC Siamo scesi in piazza il 17 marzo in occasione del
FUORI LA GUERRA DAL PORTO DI TRIESTE - PRESENTAZIONE DEL COMITATO NO IMEC Siamo scesi in piazza il 17 marzo in occasione del vertice diplomatico sull'IMEC, costituendo il Comitato della Trieste che ancora resiste ai diktat dei potenti. Il piano che l’imperialismo ha in mente per Trieste è ormai chiaro: trasformarci nel porto strategico di NATO e Israele e integrarci sempre di più nella filiera della Terza Guerra Mondiale, attraverso la rotta IMEC. Organizziamo la resistenza popolare contro i loro piani infami! Il 18 aprile, alle ore 11:30, in Via Giulia 74/a, presenteremo il programma d’azione del Comitato No IMEC. Non mancare! Comitato No IMEC

15 APRILE ORE 14.30, TRIBUNALE DI TRIESTE: C'ERAVAMO TUTTI, DOBBIAMO ESSERCI ANCORA Il 6 novembre 2021 migliaia di persone ma
15 APRILE ORE 14.30, TRIBUNALE DI TRIESTE: C'ERAVAMO TUTTI, DOBBIAMO ESSERCI ANCORA Il 6 novembre 2021 migliaia di persone manifestarono a Trieste in una manifestazione regionale contro il green pass, nonostante il divieto della questura. Finito il corteo, una folla si radunava attorno a Piazza Unità, dove hanno sede i palazzi istituzionali, sottoposta ad una surreale blindatura da ingenti forze di polizia. Per reprimere la protesta, quest'ultime ricorrevano a cariche, provocazioni ed aggressioni, fermando diverse persone e portandole in questura. Per questi fatti, quattro persone saranno processate il 15 aprile alle 15 al tribunale di Trieste, presso l'aula 113 del piano terra. Davanti al tribunale terremo un presidio di solidarietà dalle 14.30, non solo contro la repressione di ieri, in nome dell'emergenzialismo "sanitario", ma anche contro la repressione di oggi, con continui pacchetti "sicurezza", aventi la chiara finalità di comprimere la libertà di manifestazione. Coordinamento No Green e Oltre

Difendere l'identità tra globalismo e nazionalismo Oggi, il concetto di identità è sotto attacco da più fronti. Da un lato la
Difendere l'identità tra globalismo e nazionalismo Oggi, il concetto di identità è sotto attacco da più fronti. Da un lato la narrazione globalista, che si prefigge lo scopo di creare una cultura artificiale e omologata, che vada a sostituire la moltitudine di tradizioni e visioni del mondo. D'altro canto i movimenti nazionalisti si ergono a difensori dell'identità, tuttavia tendono a cancellare le identità locali in favore di un'identità nazionale centralizzata. Con Lorenzo Pacini professore di filosofia politica e geopolitica presso l'Università delle Dolomiti e Vincenzo Pellegrino, autore del saggio "Dalla Polis allo Stato-Civiltà: Un'analisi filosofico-giuridica di Heidegger, Dugin e Schmitt per una nuova ontologia giuridica del multipolarismo", esploreremo una visione alternativa ad entrambi gli schieramenti, che vada a valorizzare la salvaguardia dell'identità locale. Giovedì 16 Aprile, alle ore 17:30. Aula D3 del Narodni Dom (Via Fabio Filzi 14)

La Mlekarica La Mlekarica, la donna del latte, scendeva dall’Altipiano Carsico lungo la cosiddetta “via del latte” – un perco
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La Mlekarica La Mlekarica, la donna del latte, scendeva dall’Altipiano Carsico lungo la cosiddetta “via del latte” – un percorso che già dal XIV secolo collegava Trebiciano a Trieste – portando in testa un grande vaso di alluminio, contenente dai 10 ai 15 litri di latte fresco, appena munto e bollito. Il suo lavoro era durissimo. Si alzava all’alba per mungere le mucche, preparava i cesti e, con questi in equilibrio sul capo, si avviava a piedi verso la città. Poche erano le fortunate che potevano contare su un carretto o un asino. Nel primo pomeriggio, dopo aver venduto il latte, intraprendeva il viaggio di ritorno, stavolta in salita. A casa l’aspettavano altri compiti: lavare gli attrezzi, fare le pulizie e badare alla famiglia. Questa vita, scandita dal passo lento delle Mlekarice, durò fino al 1972. Quell’anno, il sindaco firmo un’ordinanza: vendere latte crudo e sfuso porta a porta diventò fuorilegge. E così, da un giorno all’altro, si interruppe una tradizione vecchia di secoli.

ARMAMENTI NATO NEL PORTO DI TRIESTE OGGI L'altro ieri è stato nominato l'avvocato Natale Ditel, da parte del presidente Consa
ARMAMENTI NATO NEL PORTO DI TRIESTE OGGI L'altro ieri è stato nominato l'avvocato Natale Ditel, da parte del presidente Consalvo, come nuovo segretario dell'amministrazione portuale di Trieste e Monfalcone. Il primo atto, oggi, della loro gestione, è far passare un carico di armi della Nato nel porto di Trieste. Ciò è in piena coerenza con il progetto del corridoio Imec, che entrambi hanno detto di voler perseguire, rafforzando il collegamento tra Trieste e lo scalo di Haifa, principale porto militare del regime sionista. La crisi del porto di Trieste deriva principalmente dalla guerra in Medio Oriente e alimentando questa guerra e le dinamiche dello scontro globale la crisi si aggraverà ulteriormente. Non si vive di guerra, di guerra si muore: no all'esportazione di morte dai nostri porti. Ringraziamo il sindacato Usb, l'unico ad aver proclamato lo sciopero contro questa vergogna. NO ALL'IMEC, NO ALLA MILITARIZZAZIONE DEL PORTO DI TRIESTE, AVANTI NELLA MOBILITAZIONE! Comitato No Imec

GLI USA SONO UNA DISGRAZIA PER TRIESTE. La Cina possiede terminal in tutti i principali porti europei e, essendo “la fabbrica del mondo”, ne alimenta i traffici. A Trieste, invece, gli Stati Uniti hanno posto il veto a investimenti cinesi per via del ruolo strategico militare del porto e della vicinanza con la base americana di Aviano. Il risultato è che, mancando il potente volano ammortizzatore cinese, i traffici risentono di ogni crisi. A Trieste i container registrano un calo del 19,2% rispetto all’anno scorso mentre nessun porto dove i cinesi hanno terminal in concessione ha registrato cali e gli altri porti del Nord Adriatico registrano aumenti a due cifre. Come riporta il Piccolo di oggi, MSC ha annunciato l’eliminazione della toccata a Trieste della linea Dragon, dalla Cina verso gli USA, mentre gli operatori temono le conseguenze della chiusura dello Stretto di Hormuz, del Mar Rosso e del Canale di Suez (Houti). Ma la crisi di Hormuz e Suez è stata innescata dagli Stati Uniti e Israele con la guerra d’aggressione all'Iran. Senza Gaza prima e l'attacco israeloamericano all'Iran poi, non ci sarebbero stati nè attacchi Houthi nel Mar Rosso nè il blocco selettivo di Hormuz. La Cina, dal canto suo, ha interesse a sviluppare i terminal che già controlla in altri porti europei, non certo Trieste, da cui è stata esclusa per diktat americano, nonostante avesse individuato proprio Trieste come terminal ideale delle “Nuove Vie della Seta” (Memorandum sulla BRI del 2019). Proporre ora come alternativa l'IMEC-Via del Cotone che dovrebbe attraversare via terra il Medio Oriente sconvolto dalla guerra per raggiungere l'India è pura demagogia senza alcuna base economica credibile. Questo blocco allo sviluppo commerciale internazionale del Porto di Trieste dura da decenni ed è dovuto alla volontà degli Stati Uniti di renderlo inaccessibile ai propri rivali geopolitici. Il porto ha infatti un valore geopolitico e strategico: vedi anche la logistica militare dell’Europa centro orientale e il supporto alle basi americane del Nord Est italiano (Aviano e Vicenza). Per questo motivo la piena attuazione del Porto Franco Internazionale APERTO A TUTTI, come previsto dall’Allegato VIII del Trattato di Pace del 1947, è stata sistematicamente impedita da Washington, con Roma che ha eseguito fedelmente il divieto. La decadenza economica del porto e della città di Trieste non interessa né agli USA né all’Italia: ciò che conta è la possibilità di utilizzare rapidamente l’infrastruttura e la sua estesa rete ferroviaria in caso di crisi geopolitiche o conflitti, come quello attuale. Prima i triestini se ne rendono conto, meglio è. Occorre smentire gli irresponsabili che invocano il ritorno a Trieste di USA e Regno Unito con striscioni demenziali come “USA e UK come back”. Non capiscono che non se ne sono mai andati: hanno semplicemente imposto la loro volontà attraverso i vassalli di Roma cui nel 1954 hanno ceduto l’amministrazione del Territorio. di Paolo Deganutti

La "Coalizione Epstein", con le sue capillari diramazioni più o meno periferiche, sbarca così a Trieste, accompagnata da fanfare e Forum internazionali, consessi dove gli aguzzini dei popoli, nemici della pace e della Vita (ma sempre pronti a presentarsi come garanti della sicurezza, dei diritti e della loro putrida democrazia), usano ritrovarsi per pianificare le loro mosse utili a difendere i loro interessi. All'ultimo di questi vertici noi e tanti altri abbiamo dato il nostro piccolo e umile - ma comunque importante - segno: C'è qualcuno che non intende rimanere in silenzio e farsi complice di tutto questo. A breve uscirà un lavoro realizzato coralmente da diversi autori, dal Centro Studi Eurasia e Mediterraneo e dalla casa editrice Anteo Edizioni, il quale si propone di analizzare dal punto di vista storico e geopolitico la particolare situazione di Trieste. Nell'opera sarà incluso un nostro contributo. Seguiteci per rimanere aggiornati!

Mentre in Ucraina e in Asia occidentale infiamma la guerra e nel mondo dilagano violenza, furto e oppressione, emblematicamen
Mentre in Ucraina e in Asia occidentale infiamma la guerra e nel mondo dilagano violenza, furto e oppressione, emblematicamente rappresentati dal "sistema Epstein", ovvero quel sistema che ora corona la sua scia di stragi con l'aggressione all'indomito Iran e all'Asse della Resistenza, Trieste si trova stretta in una morsa che vede L'IMEC da un lato e la Three Seas Initiative dall'altro. Due diversi programmi e disegni geostrategici sfornati dalle centrali dell'impero dell'Occidente collettivo destinati a incontrarsi e toccarsi proprio a Trieste, città che data la sua posizione strategica e la sua peculiarità storico/giuridica si è attirata le attenzioni dei centri del potere. CONTINUA

IL LATO OSCURO DEI VACCINI Circolo ArmaMentis Lo stato di polizia pandemico ci ha insegnato una lezione: dubitare delle "veri
IL LATO OSCURO DEI VACCINI Circolo ArmaMentis Lo stato di polizia pandemico ci ha insegnato una lezione: dubitare delle "verità" della scienza – quella finanziata dal grande capitale, s’intende – è diventato, per il sistema in essere, un tabù intoccabile. Alla ricerca della verità, ci addentreremo allora negli stati di emergenza sanitaria, negli obblighi vaccinali, nei meccanismi della corruzione, nella martellante propaganda e in tutti gli aspetti che circondano questo tema proibito. Vi aspettiamo domani alle ore 17:30 presso la nostra sede in Via Giulia 74/a!

Ricordiamo le bombe "democratiche" su Belgrado. Dedicato a chi ha la memoria corta. Nella notte del 24 marzo 1999 cacciabomba
Ricordiamo le bombe "democratiche" su Belgrado. Dedicato a chi ha la memoria corta. Nella notte del 24 marzo 1999 cacciabombardieri NATO decollarono dalla base militare di Aviano con direzione Belgrado. Le stesse bombe che, a fine volo, avrebbero insanguinato i balcani transitarono anche sopra il cielo di Trieste. Quella notte la NATO lanciò l’Operazione Allied Force: 78 giorni di aggressione contro la Jugoslavia, con il beneplacito di Sergio Mattarella, allora Vicepresidente del Consiglio. Durante l'aggressione furono sganciate bombe all'uranio impoverito, 2.500 civili trucidati, un milione di persone in fuga, terre avvelenate, ecco il “progresso” esportato dalla NATO. Saldata la definitiva disgregazione della Jugoslavia, si compiva il trionfo dell'ordine mondiale unipolare, con l'imperialismo a stelle e strisce padrone dei giochi globali. @primaveratlt