Fronte della Primavera Triestina - Zveza Tržaške Pomladi
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Movimento per il Territorio Libero di Trieste Gibanje za Svobodno Tržaško Ozemlje 📍🏠 Ci trovate in Via Giulia 74 ogni martedì dalle 18 alle 20 https://linktr.ee/primaveratriestina
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GIÙ LE MANI DA TRIESTE!
Diffondiamo questa intervista ad un rappresentante del Comitato No Imec su Ottolina TV. Ci vediamo sabato 9 maggio alle 10.00 in Campo S. Giacomo per dire no alla terza guerra mondiale, all'Imec e alla trasformazione di Trieste in porto militare!
https://www.youtube.com/live/uaCelpbWnvA?is=ukVSrmszymKY1QuL
Trieste morirà in silenzio?
La crisi abitativa sta strappando a Trieste il suo futuro. In 60 anni abbiamo perso più di 70 mila abitanti.
Dal 2021 i prezzi delle case a Trieste sono saliti del 33%. Gli affitti sono ai massimi storici, e, mentre migliaia di famiglie aspettano una casa ATER da anni, 25 mila appartamenti della città giacciono vuoti, in mano ai grandi capitali esteri.
Trieste sta venendo trasformata in una distesa di affitti brevi che portano profitto ai magnati lasciando indietro i cittadini.
Vieni a farti sentire. Il 13 maggio, ore 18, in Via Giulia 74/a. Conferenza e dibattito pubblico. Riprendiamoci la città.
@primaveratlt
Trieste morirà in silenzio? La crisi abitativa sta condannando il futuro della città.
In 60 anni abbiamo perso più di 70 mila abitanti. Dal 2021 il prezzo delle case si è alzato di un terzo, gli affitti sono ai massimi storici, e, mentre migliaia di persone aspettano una casa ATER da anni, 25 mila appartamenti della città restano vuoti, in mano ai grandi capitali esteri.
Trieste sta venendo trasformata in una distesa di affitti brevi che portano profitto ai magnati lasciando indietro i cittadini.
Vieni a farti sentire. Il 13 maggio alle ore 18, in Via Giulia 74/a. Conferenza e dibattito pubblico. Riprendiamoci la città.
@primaveratlt
Ma chi glielo spiega che il Maresciallo è morto da un pezzo?
Eppure l’antititismo, anche in assenza di Tito, è ancora la mitologia propagandistica dei nazionalisti italiani.
A sentire certi personaggi, sembra – come ogni anno, del resto – che si voglia convincere i triestini che a San Servolo ci sia ancora la “miliza”, che imbracciando la propria Zastava guarda Trieste sognando il giorno in cui riprendersela.
Una politica vuota, senza argomenti sul presente, che ha fatto dell’anacronismo storico la propria bandiera. Triestini, non pensate alla militarizzazione del porto, alla crisi industriale e demografica, al caro affitti e all’erosione della vostra identità culturale: concentratevi piuttosto sulle bandiere rosse sul Carso!
Nota a parte: c’è qualcosa di particolarmente esilarante nel leggere i commenti di italiani emigrati da lontane regioni accusare noi slavi-triestini, radicati in questa terra da millenni, di essere cattivi ospiti e di dovercene tornare a “casa nostra”. Ma sorvoliamo.
E così, con la solita tecnica del divide et impera, si distraggono le masse con dibattiti sterili, che nulla hanno a che vedere con la ricerca della verità storica e molto, invece, con un delirante culto delle ceneri.
Sempre il solito schema: le classi dominanti agitano lo spettro dell’anticomunismo quando la classe dominata prende coscienza del proprio sfruttamento e inizia a rivendicare giustizia sociale, diritti lavorativi e democratizzazione economica. Giocano la carta dell’antifascismo quando i popoli manifestano la volontà di preservare la propria essenza identitaria di fronte alle pressioni omologanti della globalizzazione mondialista, con il suo nichilismo valoriale e il suo edonismo consumista. Due leve perfette per alimentare, con la collaudata tattica del divide et impera, la falsa dicotomia tra destra e sinistra, assicurandosi che la classe dominata non si accorga mai di chi manovra davvero i burattini.
La ridicola “caccia alle streghe” contro i “titini”, a cui assistiamo in giornate come queste, ha a Trieste in particolare lo scopo di erigere un pilastro della mitologia nazionalista. Poiché la Jugoslavia non era soltanto un nemico ideologico, ma anche etnico e nazionale, essa rappresenta a tutti gli effetti il nemico per antonomasia di cui i tricoloristi hanno bisogno: il “barbaro” slavo alle porte, l’invasore che minaccia la lingua, il sangue e il suolo. È un archetipo costruito ad arte per fabbricare strumentalmente un’identità italiana laddove prima mancava.
Ecco perché le vittime degli eccidi del dopoguerra vengono ribattezzate, senza alcun nesso storico, “martiri per l’italianità”. Le tragedie del dopoguerra, ingigantite e decontestualizzate già dalla propaganda della Guerra Fredda, diventano reliquie strumentali: non conta la ricostruzione onesta di ciò che accadde, ma il racconto sacralizzato che serve a blindare una narrazione propagandistica.
Perché finché si potrà puntare il dito contro il nemico immaginario, si potrà evitare di chiedersi chi ci sta trasformando in un porto della NATO, chi ha lasciato morire l’industria, chi ha trasformato la città in un dormitorio turistico, chi ha permesso che i giovani emigrassero altrove.
P.S. Due precisazioni per i soliti "nazionalisti domači" che accorreranno a darmi del titino.
Sono nato due decenni dopo la morte del Maresciallo Tito: figurarsi se mi interessa definirmi con etichette nostalgiche. A casa mia eravamo tutti per Stalin, iscritti al Partito Comunista di Vidali, acerrimo nemico di Tito. Se mai Tito avesse vinto, saremmo finiti dritti al Goli Otok.
Adam Bark
MOBILITIAMOCI CONTRO LA TERZA GUERRA MONDIALE E IL CORRIDOIO IMEC
Il 9 maggio, in occasione dell’81° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, scenderemo in piazza per rivendicare con forza che non debba essercene una terza. Mentre i fronti di guerra divampano dall’Ucraina all’Iran, passando per la martoriata Palestina, il Libano e lo Yemen, gli interessi della macchina bellica occidentale e israeliana stanno trascinando il mondo sull'orlo di un nuovo conflitto globale.
È il momento di mobilitarci per respingere il tentativo di trasformare il nostro territorio in una base strategica al servizio dell'imperialismo USA, dei sionisti e delle potenze NATO, responsabili della deriva verso la catastrofe globale. Non vogliamo che Trieste venga utilizzata come struttura logistica per il genocidio in Palestina, per il conflitto con la Russia o per le aggressioni in Medio Oriente.
TUTTI IN PIAZZA A SAN GIACOMO IL 9 MAGGIO ALLE ORE 10!
Comitato No IMEC
Leggi l'appello completo
È uscita la nostra intervista con Clara Statello su Casa del Sole TV!
Parliamo di:
🔴 Il libro "Trieste porto franco internazionale" (a cui abbiamo contribuito con un capitolo)
🔴 Le nuove notizie sul corridoio IMEC
🔴 L'attacco all'autonomia portuale con la riforma Porti d'Italia S.p.A.
🔴 La geopolitica che passa per Trieste
Buona visione!
https://www.youtube.com/watch?v=hfNOTB-3Bic
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MOBILITIAMOCI CONTRO LA TERZA GUERRA MONDIALE E IL CORRIDOIO IMEC
Il 9 maggio, in occasione dell’81° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, scenderemo in piazza per rivendicare con forza che non debba essercene una terza. Mentre i fronti di guerra divampano dall’Ucraina all’Iran, passando per la martoriata Palestina, il Libano e lo Yemen, gli interessi della macchina bellica occidentale e israeliana stanno trascinando il mondo sull'orlo di un nuovo conflitto globale.
È il momento di mobilitarci per respingere il tentativo di trasformare il nostro territorio in una base strategica al servizio dell'imperialismo USA, dei sionisti e delle potenze NATO, responsabili della deriva verso la catastrofe globale. Non vogliamo che Trieste venga utilizzata come struttura logistica per il genocidio in Palestina, per il conflitto con la Russia o per le aggressioni in Medio Oriente.
TUTTI IN PIAZZA A SAN GIACOMO IL 9 MAGGIO ALLE ORE 10!
Leggi l'appello completo
Trieste morirà in silenzio?
La crisi abitativa sta strappando a Trieste il suo futuro. In settant'anni abbiamo perso più di settantamila abitanti.
Dal 2021 gli affitti sono ai massimi storici, e, mentre migliaia di persone aspettano una casa ATER da anni, il 15% degli appartamenti della città resta vuoto, in mano ai grandi capitali esteri.
Trieste sta venendo trasformata in una distesa di affitti brevi che portano profitto ai magnati lasciando indietro i cittadini.
Vieni a farti sentire. Il 30 aprile, ore 18, in Via Giulia 74/a. Assemblea pubblica. Riprendiamoci la città.
@primaveratlt
E ora chi ci libera dai nostri "liberatori"?
Come l'antifascismo è oggi diventato uno strumento del potere
Piccolo spunto di riflessione sul 25 aprile e i consueti teatrini. In Italia ci sono 113 basi NATO e USA. Domanda retorica: una Liberazione può definirsi davvero completata se il paese liberato finisce per essere asservito, oltre a conpartecipe, al più nefasto potere imperialista della storia?
Detto questo, sottolineo che il mio giudizio storico sul fascismo è nettamente negativo, sebbene per ragioni che nulla hanno a che vedere con la vuota retorica istituzionale. Il fascismo fu lo strumento con cui lo Stato coloniale italiano tentò di risolvere le proprie contraddizioni interne: attraverso un nazionalismo fanatico e becero, impose all’intera penisola una fittizia identità nazionale, omologando forzatamente le specificità locali e, nel nostro caso, le minoranze etniche.
Per quanto riguarda le nostre terre, al fascismo va attribuita la volontà di compiere un vero e proprio genocidio culturale dell’identità slava, attuato tramite persecuzioni sistematiche e un programma di sostituzione etnica. Al di là della consueta retorica sulla 'difesa dell’identità', esso si rivelò il più grande snaturatore delle autentiche radici delle 'piccole patrie' che compongono l'Italia. Fu, in essenza, il più becero nazionalismo ottocentesco portato alle sue estreme e tragiche conseguenze.
Tale ideologia — che tradì ben presto i suoi elementi socialistrggianti contenuti nel Programma di San Sepolcro del 1919 — nacque per asservire gli interessi delle classi dominanti. Queste usarono l’evoluzione autoritaria dello Stato come braccio armato per reprimere ogni opposizione, in particolare le spinte popolari della rivoluzione socialista, e l'espansionismo bellico come mezzo per allargare i propri orizzonti finanziari. Furono le stesse classi che, l’8 settembre 1943, si sbarazzarono in fretta della camicia nera per riscoprirsi improvvisamente "democratiche".
Se la sconfitta della svastica nazista fu frutto del sacrificio delle forze partigiane e della Bandiera Rossa d’Oriente, la stessa che caccio i tedeschi da Trieste, il merito della Liberazione venne in seguito monopolizzato dalla borghesia e dai suoi partiti, abilissimi nel consolidare il proprio potere dentro il nuovo assetto repubblicano. Attraverso un’appropriazione strumentale dell’antifascismo, costruirono una narrazione ideologica funzionale ai propri interessi di classe e, tornando alla domanda iniziale, all’occupazione dell’Europa da parte dei suoi “liberatori” stranieri, svuotando così il 25 aprile di ogni carica rivoluzionaria e di qualsiasi reale comprensione storica.
L’antifascismo è così diventato, al pari dell’anticomunismo, un pilastro della mitologia su cui si fonda l’attuale assetto statuale italiano ed europeo. In chiave marxiana, due elementi costitutivi della sovrastruttura ideologica: una narrazione finalizzata a giustificare l’ordine vigente in tutte le sue forme disumane. Le classi dominanti agitano lo spettro dell’anticomunismo quando la classe dominata prende coscienza della propria condizione di sfruttamento e inizia a rivendicare giustizia sociale, diritti lavorativi e democratizzazione economica. Giocano invece la carta dell'antifascismo quando i popoli manifestano la volontà di preservare la propria essenza identitaria di fronte alle pressioni omologanti della globalizzazione mondialista, con il suo nichilismo valoriale ed edonismo consumista. Due elementi utili, nondimeno, per alimentare con la nota tattica del divide et impera la falsa dicotomia tra destra e sinistra, assicurandosi che le classi dominate, non si accorga mai di chi davvero manovra i burattini.
Adam Bark
Repost from Marx21.it
📚 Trieste porto franco internazionale. Storia, geopolitica, economia, testimonianze
a cura di Maria Morigi (prefazione di Davide Rossi)
Un saggio collettivo del CeSEM che fa il punto sul presente e sul futuro di Trieste: città di confine, crocevia di culture, snodo logistico sempre più al centro di mire geopolitiche e finanziarie globali.
📍 Dai porti asburgici al fallimento della BRI con la Cina
📍 Dalla NATO al progetto IMEC (“Via del Cotone”)
📍 Dalla finanziarizzazione delle infrastrutture alla perdita di autonomia del Porto Franco
Due voci cittadine – Adriana Janežič e Adam Bark (Fronte della Primavera Triestina) – ricordano che un’altra Trieste è possibile: neutrale, plurale, non militarizzata.
🔎 Un libro necessario per chi vuole capire davvero cosa significa “vincere i limiti del presente, immaginare il futuro”.
#Trieste #PortoFranco #Geopolitica #IMEC #CeSEM #AnteoEdizioni
https://www.marx21.it/cultura/trieste-porto-franco-internazionale-storia-geopolitica-economia-testimonianze/
Repost from Idee&Azione
TRIESTE. PORTO FRANCO INTERNAZIONALE. Storia, geopolitica, economia, testimonianze
di AA.VV.
Quale sarà il futuro del Porto Franco internazionale di Trieste? Quale il suo ruolo al vertice di un sistema che unisce l’Alto Adriatico all’Europa centrorientale, punto d’incontro strategico tra mondi economici e culturali lontani? Porti d’Italia S.p.A., la nuova società pubblica partecipata dal Ministero dell’Economia e vigilata dal MIT, sarà in grado di dare soluzioni?
In un quadro storico su città, territorio, trattati di pace ed evoluzione del porto, questo saggio a più contributi mette a fuoco nodi geopolitici e di finanziarizzazione infrastrutturale, inoltre lascia spazio a testimonianze di vita vissuta e di impegno militante. Intende in tal modo contrapporsi ai numerosi summit – organizzati senza alcun coinvolgimento della cittadinanza – i quali propagandano vantaggi economici (IMEC – Via del Cotone), ma in realtà mascherano prospettive sia di grave declino industriale che di scarsa autonomia del porto, che verrebbe consegnato a grandi investitori e, nella peggiore delle ipotesi, costretto a diventare hub militare.
Curatela di Maria Morigi
Contributi di:
Maria Morigi
Lorenzo Maria Pacini
Filippo Bovo
Paolo Deganutti
Adriana Janežič
Adam Bark
Ordinalo su Anteo Edizioni 👇🏻
https://www.anteoedizioni.eu/negozio/continenti/trieste-porto-franco-internazionale/
TRIESTE PORTO FRANCO INTERNAZIONALE – STORIA, GEOPOLITICA, ECONOMIA E TESTIMONIANZE
Anteo Edizioni
Curato dalla Prof.ssa Maria Morigi con la prefazione di Davide Rossi, il libro raccoglie i saggi della Prof.ssa Adriana Janežič, del Prof. Lorenzo Maria Pacini, degli analisti Paolo Deganutti e Filippo Bovo e un nostro contributo scritto da Adam Bark.
Un’opera per comprendere il ruolo attuale di Trieste nello scacchiere geopolitico e la sua unicità storica, culturale e giuridica.
Nel nostro saggio – “Per Trieste sovrana, neutrale e popolare: manifesto politico-ideologico del Fronte della Primavera Triestina” – Adam Bark ripercorre la millenaria storia dello spirito autonomista triestino, definisce il particolarismo identitario della città e traccia le coordinate per una liberazione politica, sociale e culturale. In una parola: la via verso l’autodeterminazione del Territorio Libero di Trieste.
A breve la data della presentazione, dove sarà possibile acquistare il libro.
Ordina il libro online
Repost from N/a
L'obiettivo chiave di IMEC, derivato della spinta degli Accordi di Abramo di Trump 2.0, è trasformare Israele in un centro strategico per i flussi commerciali ed energetici in Asia occidentale.
Leggi l'articolo di Pepe Escobar 👇🏻
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-pepe_escobar__la_guerra_contro_liran_ridefinisce_la_guerra_dei_corridoi_di_connettivit/39602_66475/
Repost from SOCIT - Socialismo Italico & Artverkaro
⚙️ La nostra organizzazione esprime una condanna chiara, netta e senza ambiguità dei progetti IMEC e Trimarium, presentati all’opinione pubblica come iniziative di sviluppo economico e cooperazione commerciale, ma che in realtà sono strumenti di penetrazione strategica e militarizzazione di tutti i territori coinvolti. Dietro la narrazione delle “opportunità” e delle “nuove rotte” si cela un disegno più ampio e pericoloso: l’integrazione forzata di intere aree geopolitiche, tra cui Trieste, in una logica di competizione militare globale guidata dalle entità statunitensi e sioniste. Questa è, nei fatti, una militarizzazione mascherata.
https://www.socialismoitalico.it/2026/04/23/nasce-il-comitato-no-imec-ci-parlano-di-via-del-cotone-o-addirittura-di-via-delloro-ma-limec-e-la-via-del-sangue
Estratto dalla conferenza stampa di presentazione:
https://youtu.be/_idl7k5oJ7o?is=0TMGsB0nQ8WDaCgE
“Trieste porto franco internazionale. Storia, geopolitica, economia, testimonianze” – presentazione dell’opera:
https://artverkaro.altervista.org/trieste-porto-franco-internazionale-storia-geopolitica-economia-testimonianze-presentazione-dellopera/
Repost from ComeDonChisciotte.org - UFFICIALE
📢 Nasce il Comitato No Imec: “Ci parlano di Via del Cotone o addirittura di Via dell’Oro, ma l’Imec è la via del sangue”
🔍
Di Giovanni Amicarella
Sabato 18 aprile si è svolta a Trieste la presentazione del Comitato No Imec, presso la sede del Fronte della Primavera Triestina, in via Giulia 74/a. Formato…
👉 https://comedonchisciotte.org/nasce-il-comitato-no-imec-ci-parlano-di-via-del-cotone-o-addirittura-di-via-delloro-ma-limec-e-la-via-del-sangue/
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Točno pred 110 leti, 20. aprila 1916, je sedem italijanskih letal bombardiralo Škedenj in ubilo 9 oseb, med katerimi je bilo 5 otrok.
Danes so predstavniki Zveze tržaške pomladi počastili spomin na žrtve in položili cvetje k spomeniku v Škednju.
Zahtevamo spominsko ploščo v centru Škednja, da te žrtve – in okoliščine, v katerih so izgubile življenje – ne bi bile pozabljene.
Trst si zasluži pravico.
+2
110°anniversario del bombardamento di Servola. In memoriam.
Esattamente 110 anni fa era il 20 aprile 1916. Sette aerei italiani bombardarono Servola, mietendo 9 vittime, di cui 5 bambini.
Fu uno dei numerosi bombardamenti italiani che colpirono il nostro territorio, volti a terrorizzare la popolazione e privarla di infrastrutture vitali per facilitare l'annessione al Regno Sabaudo.
Oggi, il Fronte della Primavera Triestina ha scelto di onorare la memoria di quei defunti lasciando dei fiori sulla stele di Servola.
Chiediamo una targa commemorativa bilingue nel centro di Servola, affinché quei morti - e le circostanze in cui persero la vita - non siano dimenticati. Trieste merita giustizia.
110 anni fa l'Italia bombardava Trieste.
Il crimine di guerra che vogliono farti dimenticare. Esattamente 110 anni fa, il 20 aprile 1916, sette aerei italiani bombardarono Servola, mietendo 9 vittime, di cui 5 bambini.
Il Fronte della Primavera Triestina pretende che i crimini di guerra italiani su Trieste vengano finalmente riconosciuti.
Chiediamo una targa commemorativa, visibile e chiara, nel centro di Servola.
@primaveratlt
Parlano di noi 👇🏻
https://www.triesteprima.it/cronaca/no-imec-trieste.html?fbclid=IwdGRjcARQp_RjbGNrBFCn8WV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHtVS5gpC8Nq6LRwjirdocskejCnvnSCyo7DDUwh0eYoCPqE9NLFX_sIZ1aAN_aem_mDv8MsFOSUbYFQ0237lGAg
https://triestecafe.it/it/news/politica/nasce-a-trieste-il-comitato-no-imec-no-al-porto-militarizzato-si-a-pace-e-porto-franco-int.html
https://www.triesteallnews.it/2026/04/trieste-nasce-il-comitato-no-imec-il-porto-non-diventi-un-hub-militare/
