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Si sta parlando ancora di più della musica fatta dall’IA, ma non da scoppiati al tramonto come Timbaland, Dr. Dre o Diplo, bensì dall’ascoltatore che non accetta il goyslop artificiale. Nelle ultime settimane abbiamo avuto il caso di Rubberz del rapper losangelino Fenix Flexin, la prima canzone completamente realizzata con l'IA ad entrare nella classifica di Billboard. Poi la svolta R&B anni '80 del rapper Tyga con l’alias $tarface, il cui primo album del progetto (fatto sempre con l’IA) è stato accolto con un 0.0 da Pitchfork e un "Not Music" dal critico Anthony Fantano.
Un altro caso particolare, forse adiacente a tutto il discourse sull’IA, è la canzone Self Aware dei Temper City. È una band che, con una sola canzone pubblicata il 15 febbraio 2026, conta circa 31 milioni di ascoltatori mensili su Spotify. Il brano segue i canoni dell’indie pop degli anni 2010 ed è orecchiabile, ma già a un primo ascolto più attento si nota che — più che su un pianoforte — è stata composta su una calcolatrice da quanto è studiata a tavolino. Questi Temper City non solo sono una band israelo-americana, ma da quel poco che sappiamo hanno lavorato in passato per artisti che hanno partecipato (e addirittura vinto) l’Eurovision per Israele, e girano voci di un passato nell’IDF per i membri del gruppo. Quindi, cos’è questa Psyop Music? L’ennesimo slop con cui l’industria ci sta nutrendo? Scoprilo solo sul sito ⤵️ https://www.ilblast.it/psyop-music/

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Nick Land approva il Vannacci slop. Il Kali Yuga sta venendo veramente fermato signori
Nick Land approva il Vannacci slop. Il Kali Yuga sta venendo veramente fermato signori
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Gli Llanos sono un posto che non somiglia a niente. Mezzo milione di chilometri quadrati di erba piatta fra Colombia e Venezuela, dove per metà anno l'acqua copre tutto e per l'altra metà il fango si spacca sotto il sole. Ci vivono due animali che hanno accettato contro ogni probabilità di dividersi la riva. Il primo è la cosa più antica che ci sia sull'argine. Passa la maggior parte della vita immobile, con gli occhi appena sopra il pelo dell'acqua, e per questo lo scambiano regolarmente per qualcosa di morto e innocuo. Poi si muove, e quando si muove è letale. Nessun animale vivente ha un morso più potente. Il coccodrillo non mastica: quel morso gli serve a tenere quello che ha preso finché questo smette di muoversi. A due metri da lui, sulla stessa riva, c'è il Capibara. Sessanta chili di erbivoro: niente artigli, niente corazza, niente veleno niente velocità, preda pura. La sua strategia è geniale nella sua semplicità e consiste nel farsi tollerare e tollerare chiunque. Da qualche mese il Capibara è salito agli onori della cronaca anche nella politica italiana. Il Partito Capibara nasce nel 2019 dentro un ambiente bolognese che si chiamava Circolo Nomade Accelerazionista: nerd, memers e attivisti nativi dei forum di internet. Nel 2022 il salto memetico arriva con delle finte elezioni online, di quelle che si fanno per scherzo e che ogni tanto, per caso, generano un mostro. Da lì cominciano i raduni nei parchi, dove ci si siede in cerchio sull'erba perché si capibara (verbo loro, non mio). A giugno 2026 arrivano il sito, la raccolta firme e l'obiettivo dichiarato delle politiche 2027, con Davide Dibitonto, in rete Xenodibi, come volto pubblico. Il riferimento teorico dichiarato è Mark Fisher: realismo capitalista, accelerazionismo di sinistra, comunismo di lusso automatizzato. Scopri di più sul capibara e il suo partito e perché se vince bene, ma se perde meglio ⤵️ https://www.ilblast.it/partito-capibara-programma-limiti/
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In questo periodo storico, in alcuni settori dell’estrema destra già tecno-ottimisti, si nota un evidente coordinamento e accelerazione nel puntare su temi “prometeisti” legati ad un nuovo “tribalismo”. Quello che non salta subito all’occhio è che il tribalismo si relaziona con l’analisi disarmante, condivisibile o meno, che decenni orsono ha fatto Mcluhan. L’autore nordamericano afferma, e lo fa già negli anni Sessanta, che il tribalismo sarebbe stato la deriva inevitabile del media elettrico. Se la stampa aveva in passato creato l’uomo occidentale, lineare, specializzato, consequenziale, “moderno”, l’elettricità, man mano, unendoci ad un unico sistema nervoso centrale, avrebbe immediatizzato e re-tribalizzato la società. L’uomo vede quindi un cambiamento: non più esplosivo e rivolto all’esterno, diventa implosivo e rivolto al proprio interno, al gruppo, ai suoi consimili. Per esempio, anche se può apparire superficiale, possiamo pensare a come vivono la polis i cittadini statunitensi, dove è quasi impossibile vedere coppie con idee politiche difformi. La tecnica, l’elettricità, lo smartphone e la rete, hanno in effetti reso inevitabile tutto ciò.  È un caso che il centro del sistema, il luogo da cui si diramano le idee comuni diffuse dai media e dalla cultura, sia lo stesso che conduce inevitabilmente a un nuovo tribalismo? Scoprilo solo sul sito ⤵️ https://www.ilblast.it/tribalismo-tecno-ottimista
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In questo periodo storico, in alcuni settori dell’estrema destra già tecno-ottimisti, si nota un evidente coordinamento e accelerazione nel puntare su temi “prometeisti” legati ad un nuovo “tribalismo”. Quello che non salta subito all’occhio è che il tribalismo si relaziona con l’analisi disarmante, condivisibile o meno, che decenni orsono ha fatto Mcluhan. L’autore nordamericano afferma, e lo fa già negli anni Sessanta, che il tribalismo sarebbe stato la deriva inevitabile del media elettrico. Se la stampa aveva in passato creato l’uomo occidentale, lineare, specializzato, consequenziale, “moderno”, l’elettricità, man mano, unendoci ad un unico sistema nervoso centrale, avrebbe immediatizzato e re-tribalizzato la società. L’uomo vede quindi un cambiamento: non più esplosivo e rivolto all’esterno, diventa implosivo e rivolto al proprio interno, al gruppo, ai suoi consimili. Per esempio, anche se può apparire superficiale, possiamo pensare a come vivono la polis i cittadini statunitensi, dove è quasi impossibile vedere coppie con idee politiche difformi. La tecnica, l’elettricità, lo smartphone e la rete, hanno in effetti reso inevitabile tutto ciò.  È un caso che il centro del sistema, il luogo da cui si diramano le idee comuni diffuse dai media e dalla cultura, sia lo stesso che conduce inevitabilmente a un nuovo tribalismo? Scoprilo solo sul sito ⤵️ https://www.ilblast.it/tribalismo-tecno-ottimista/
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bello il nuovo gta
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Trentenni saranno tipo
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Scottanti aggiornamenti sulla vicenda Ranucci (è in realtà un imitatore di Lapo)+2
Scottanti aggiornamenti sulla vicenda Ranucci (è in realtà un imitatore di Lapo)
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Un raro meme di Reddit che fa ridere, perla del giorno
Un raro meme di Reddit che fa ridere, perla del giorno
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Pound e Pasolini: mematori ante-litteram? Quello che sorprende dell’incontro di due giganti del Novecento, tracciato da Luca Gallesi in “Pound e/o Pasolini”, è la manifestazione d’uno spazio entro cui divergenze politiche e ideologiche sfumano in favore del ricongiungimento sotto il segno della Poesia. Questa intervista conserva il suo valore oltre le specificità di qualsiasi periodo storico. In essa i due protagonisti indiscussi per erudizione e impegno politico-letterario hanno messo in atto sugli schermi una parabola esemplare del puro dialogo. Parte da due matrici stilistiche così distanti e una coppia di ideologie contrastanti, ma si risolve in un territorio comune che oltrepassa le dimensioni culturali più faziose. Una possibilità che è forse troppo spesso dimenticata in epoca contemporanea, dove si scontrano forze opposte che facilmente non ragionano sulle premesse della propria posizione, rendendo impossibile la convivenza del diverso nello spazio umano, nel quale sono coinvolte e lasciate intatte le tensioni che polarizzano un corpo sociale. Pound e Pasolini ci ricordano che questo è possibile, e pertanto vale la pena riportare alla luce in un libro quel momento di alta letteratura e soprattutto alta umanità, dove due spiriti, che Gallesi definisce “affini”, si toccano. Forse da qui nasce quella tendenza italica al rossobrunismo? Leggi l’articolo completo solo sul sito ⤵️ https://www.ilblast.it/ferro-di-cavallo-pound-e-pasolini-gemelli-contro/
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"Dunque, siamo qui per parlare..." "Rizoma". "Signor Deleuze, siamo all'alcolisti anonimi, non..." "Rizoma!" "Sì, ma..." "RIZ
"Dunque, siamo qui per parlare..." "Rizoma". "Signor Deleuze, siamo all'alcolisti anonimi, non..." "Rizoma!" "Sì, ma..." "RIZOMAAAAAAAAAAH" *scoppia a piangere*
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JAMES FISHBACK È IL FUTURO DELLA POLITICA AMERICANA? Il 18 agosto si sono svolte le primarie repubblicane in Florida. Byron Donalds ha vinto, ma il dato più interessante è un altro: James Fishback, associato all’area America First / Groyper, è arrivato terzo con il 10,5% e quasi 180.000 voti. Il punto non è soltanto quanti voti ha preso, ma chi glieli ha dati. Tra i 18-34 anni Fishback è stato il candidato più popolare, e nel precinto della Florida State University ha raccolto 25 voti su 28. Politico lo ha definito “lo sconfitto più influente”. Da dove arriva questo successo? Da una campagna costruita soprattutto su X e Instagram, con un uso dei meme molto più vicino alla grammatica di internet che a quella della politica tradizionale. Spot strani, eventi fisici, tacos, merch e linguaggio da zostili: roba che il GOP mainstream continua a non capire. Anche il programma era tutt’altro che moderato: divieto totale dell’aborto, stop al sostegno della Florida a Israele, liberalizzazione estrema delle armi e opposizione a nuovi data center. Il vecchio modello politico appare sempre più fuori meta. Non basta avere il programma “giusto”: servono idee radicali, una forma comunicativa riconoscibile e soprattutto saper usare le armi narrative del presente. Dieci anni dopo Trump 2016, una cosa è rimasta invariata: il potere dei meme. A trainare la narrazione sono ancora loro, e chi li padroneggia meglio riesce a trasformare una candidatura marginale in qualcosa che sopravvive alla sconfitta. In Europa il punto non è copiare Fishback o importare il Groyperismo in franchising. È capire il metodo: trovare figure nuove, capaci di leggere la propria tradizione, radicalizzarla e renderla interessante nel linguaggio del presente. La domanda è semplice: la Gen Z riuscirà a convincere boomer e millenniali? Il prossimo patto intergenerazionale nascerà da valori oggi considerati antisistema? Leggi l’articolo completo sul sito ⤵️ https://www.ilblast.it/james-fishback-e-il-futuro-della-politica-americana-e-non-solo/
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Oggi basta pronunciare la parola pensione e la stanza cambia leggermente forma. Compaiono simulazioni, coefficienti, comparti, rendimenti attesi. Qualcuno tira fuori la previdenza complementare. Bisogna cominciare presto, dicono. Informarsi, scegliere bene, versare con regolarità, approfittare dell’interesse composto. La pensione pubblica potrebbe non bastare e quindi conviene costruirsene un’altra, privatamente, poco alla volta, mentre si continua a pagare quella che potrebbe non bastare. Il ragionamento è impeccabile. È questo che comincia a farmi paura. A ventun anni non so ancora con certezza che lavoro farò, quanto verrò pagato, quante volte dovrò cambiarlo e se tra dieci anni il mestiere che avrò imparato esisterà ancora. In compenso dovrei già sapere quale parte della mia vecchiaia affidare al mercato azionario. Dovrei conoscere fondi pensione, obbligazioni, inflazione, commissioni, profili di rischio. Dovrei preparare con mezzo secolo d’anticipo il giorno in cui non sarò più in grado di lavorare, usando denaro che al momento non possiedo e facendo previsioni su un mondo che non riesce a prevedere neppure il prezzo del gas del prossimo inverno. Perché dobbiamo sapere tutte queste cose? Nostro nonno non sapeva cos’era un bond. Noi invece dobbiamo avere strategia. Ed è a quel punto che la scena diventa limpida. Non ci stanno insegnando a diventare capitalisti. Ci stanno insegnando a sopravvivere al capitalismo con maggiore competenza. Leggi l’articolo completo solo sul sito ⤵️ https://www.ilblast.it/perche-devo-sapere-tutte-queste-cose/
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Il tema della bellezza e dell’estetica nella storia del pensiero si ripropone molte volte e in molti modi, ultimamente lo si vede troppo spesso in modo banale. Qual è la relazione tra il bello e cyberspazio? Ma si può definire ancora meglio, tra l’arte e il bello nel presente? Il saggio Bello da Morire, di Vincenzo Susca, prova a dare una risposta, ripercorrendo la storia. Non solo, ma nelle pagine si trovano anche spunti di riflessione da non sottovalutare. Come se ci fosse bisogno di dirlo la chiave è il meme. E finalmente, in Italia, gli viene data una lettura più profonda anche in ambiente accademico! Cos’è un meme? Un dispositivo che dà senso alle cose in modo inaspettato, fuori da quello che è il monopolio delle interpretazioni. L’abbiamo detto dal giorno 0, a controllare i meme siamo NOI che abbiamo ancora il coraggio di prendere il mondo e dargli senso, di scrivere la Storia e ricordare che possiamo esserne protagonisti. Ciò che oggi appare surreale è veramente eversivo, perché scappa dal senso imposto. Pensiamo al celeberrimo 67. SIX SEVEN. Un gesto semplice che genera confusione e disprezzo da parte di molti boomer (il codice egemonico che pretende di razionalizzare tutto), ma che è diventato un simbolo identitario della generazione zostile (che prende in giro, attraverso il surrealismo proprio chi non capisce). Leggi la recensione completa solo sul sito ⤵️ https://www.ilblast.it/bello-da-morire/
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I biscotti Ittiti
I biscotti Ittiti
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15 Agosto. Il giorno più italiano di tutti. Ferragosto è un patrimonio italico da preservare. Mette insieme la tradizione ant
15 Agosto. Il giorno più italiano di tutti. Ferragosto è un patrimonio italico da preservare. Mette insieme la tradizione antica delle Feriae Augusti, con la solennità dell’Assunzione. Festività pagane che cedono il passo a un simbolo della cattolicità stessa. Eppure rimane un elemento arcaico in questo giorno. Il fumo che non va più verso gli dei nel cielo è oggi quello che sale dalle griglie, sparse per tutta la penisola. Lì gli uomini applicano il patriarcato mediterraneo abbrustolendo comunitariamente. Non esiste nulla di tutto questo oltreconfine. Lo stesso concetto di Agosto, mese delle ferie, del rilassamento totale e della chiusura di ogni attività è un patrimonio da preservare. La stasi agostana è antidoto alla frenesia capitalistica post-liberale. Boldrin, piangi! Ma se vuoi, una costata c’è anche per te. Che possa l’Italia grigliare e riscoprire se stessa sotto il benevole sguardo di Maria. Buon Ferragosto e buona Assunzione, tecnopirati!
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🎨 SOLO I VERI ARTISTI POSSONO RESISTERE AL POTERE. Sapevamo già di essere cucinati, ma la conferma definitiva l’abbiamo avuta con la cancellazione di Smiling Friends. Non a caso dopo una battuta sus nell’episodio finale di stagione. I guardiani dell’ordine volevano colpirci proprio dove faceva più male: nell’immaginario. Ma qualcuno può salvarci: le illustrazioni strambe dell’artista italiano Simone Machi, in arte rockfenty. Il mondo che vedete dalla finestra è un rendering a bassa risoluzione finanziato dai fondi d’investimento. La realtà vera è altrove: negli scarti, nei fogli protocollo sporchi d’inchiostro e nelle dita macchiate di chi traccia linee senza permesso. L’arma usata è il pennarello a spirito: non uno strumento da disegno, ma un acceleratore di particelle. A differenza del digitale non permette il ctrl+z. È un atto di fede puro. Se Machi disegna una bomba atomica rossa sul Kashmir, quella bomba esiste per sempre. Il colore che passa dall’altra parte del foglio diventa deterritorializzazione: il desiderio buca il supporto fisico. La narrazione periferica non può essere contenuta dai bordi della pagina o dai filtri di Instagram. Se nel goyslop mediatico vi raccontano che la geopolitica è fatta di trattati, Machi vi dice la verità: è una rissa tra divinità pop e mostri atomici. Rihanna e Anna Frank, Trump, Modi, Orbán, Venom, Godzilla, Man Scorpion: tutto finisce nella stessa cosmogonia. Trauma storico, estetica Fenty, sovranismo terminale, videogiochi e guerra diventano schizo-cartografia pura. Il tratto “infantile” è la maschera con cui guardare in faccia l’orrore del Caosmos. Un falso primitivo che ha capito una cosa semplice: nell’inferno della comunicazione globale, solo lo schiz-zo può salvarci. 🖍️ La periferia sta arrivando al centro, e ha un pennarello rosso in mano. Leggi l’approfondimento completo sul sito ⤵️ https://www.ilblast.it/rockfenty-salvera-larte/
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A pochi passi dal Palazzo di Cnosso...
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Lettura del giorno
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