Lo Squillo di Gilberto Trombetta
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Canale ufficiale di Gilberto Trombetta, giornalista, esperto di politica economica: notizie, politica ed economia.
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Tra il 1989 e il 1991 il PIL della ex DDR crolla del 44%. In Grecia il crollo del PIL è stato del 26% in più anni.
Crolla del 65% la produzione industriale e crollano le esportazioni. La Germania Est era uno dei Paesi più avanzati del blocco socialista con tre mercati: quello interno, il mercato occidentale e quello dei Paesi dell’Est.
Con l’introduzione del marco ovest le imprese persero tutti e 3 quei mercati. Le merci dell’Ovest erano più competitive nel mercato interno.
4 milioni di persone sono scappate dall’est all’ovest, mentre solamente 1,5 dall’ovest all’est. 1 milione e 800milla disoccupati.
Ancora oggi un abitante dell’est ha il doppio delle possibilità di essere disoccupato rispetto a un cittadino dell’ovest e se lavora guadagna circa il 70% di un lavoratore dell’ovest.
Il valore iniziale della Treuhandanstalt fu stimato in 600 miliardi di marchi dell’ovest, numeri di 35 anni fa. Non solo non si vide l’ombra di quei 600 miliardi, ma a fine svendita l’ente vantava un buco superiore ai 250 miliardi di marchi. Tutte imprese in difficoltà a causa della rivalutazione estrema della moneta. Vengono privatizzate con criteri abbastanza bizzarri.
Per esempio si decise che non avesse senso salvare quelle imprese che esportavano verso i Paesi dell’est. Privatizzato in maniera rapida e poco trasparente. Molte imprese furono vendute al prezzo simbolico di 1 marco. Al fianco del quale vennero spesso corrisposti cospicui aiuti di Stato per mantenere i livelli occupazionali. Cosa che non avvenne Di 4 milioni e 100mila ex impiegati delle imprese dell’Est, dopo il periodo 90 e il 94, ne restarono soltanto 100 mila.
Più di 7.100 aziende furono cedute a prezzo di favore agli amici imprenditori dell'Ovest. Milioni di marchi persi per la Germania dell'Est
Un pezzo del Paese divenne così strutturalmente dipendente da quello più industrializzato. Bisogna finanziare i consumi. Dare un reddito a chi non ha più un lavoro. Con i trasferimenti fiscali. Ancora oggi poco meno della metà della popolazione della Germania est ha il grosso della sua base reddituale derivante da questi strumenti.
Secondo alcune stime ci vorranno ancora 30 anni affinché l’Est raggiunga le condizioni dell’Ovest, per altre ce ne vorranno 100, mentre per un giornalista tedesco, sul FT, 320 anni.
Il mezzogiorno era lo spettro dell’unificazione, il rischio della mezzogiornificazione dell’Est. Alcuni economisti tedeschi sono giunti ad affermare, come Thomas G. Betz, che «il concetto di mezzogiorno per l’Est della Germania è un complimento immeritato».
In effetti il Sud dell’Italia ha un deficit commerciale rispetto al Nord del 12,5%, mentre l’Est della Germania del 45% rispetto all’Ovest. Un valore che resta un punto di riferimento in quanto nella storia non ci sono esempi di una situazione comparabile.
Il 47% degli adulti della Germania dell’est sopravvive prevalentemente grazie all’assistenza sociale.
Un insegnamento importante di questa triste storia è che la moneta non è mai soltanto una moneta. Ogni moneta incorpora un sistema giuridico. È un metodo di governo.
La storia dell’annessione dell’ex Germania dell’Est ha delle evidenti similitudini con la storia dei Paesi periferici dell’Unione Europea e dell’Eurozona. La storia dell’Italia degli ultimi 30 anni ricorda tristemente quella dell’ex DDR. Anche in questo caso, si sapeva come sarebbe andata a finire. Con la progressiva deindustrializzazione dei Paesi annessi.
| 2 | Quella tedesca non fu una riunificazione, ma un'annessione come ha spiegato benissimo e con cognizione di causa Vladimiro Giacchè nel suo "Anschluss".
Un'annessione che comportò la totale e rapidissima deindustrializzazione dell'Est, l'aumento dell'emigrazione da Est a Ovest e un enorme divario occupazionale e salariale che persiste tutt'oggi tra lavoratori dell'Est e dell'Ovest.
Una storia che assomiglia tanto, troppo, a quella dell'Unione Europea e dell'Eurozona.
Tuttora sussistono delle marcate differenze sotto il profilo economico e sociale tra l’ex Germania Ovest e l’ex DDR: basti pensare che un lavoratore dell’Est riceve uno stipendio pari a circa il 70% di un lavoratore dell’Ovest (circa 13.000 euro in meno l’anno) e che la disoccupazione è tuttora superiore del 50% circa rispetto a quella dell’Ovest (e nonostante un’emigrazione che ha interessato milioni di cittadini della ex Germania Est).
Molte città e paesi, soprattutto nelle aree rurali, si sono spopolati. Una ricerca dell’istituto di ricerca tedesco Ifo di qualche anno fa ha reso noto che, mentre la parte occidentale della Germania ha oggi più abitanti di quanti ne abbia mai avuti, la parte orientale è tornata ad avere gli abitanti che aveva nel 1905.
Queste differenze si riflettono anche in un voto molto differente da quello espresso nei Länder dell’Ovest, e che penalizza in particolare i partiti di governo (basta vedere il successo di AfD nelle ultime elezioni).
Un sondaggio ha evidenziato che i cittadini dell’Est si sentono cittadini di serie B. È difficile dar loro torto. Ma soprattutto, col passare del tempo, è sempre più difficile addebitare quelle differenze a “quello che c’era prima”. Non soltanto perché dalla caduta del Muro sono ormai passati 35 anni e perché Kohl aveva promesso “paesaggi fiorenti” all’Est in due-tre anni.
Ma per un motivo più sostanziale: perché gran parte del fossato che non si chiude tra Est e Ovest è stato scavato con l’unificazione, per il modo in cui essa è stata realizzata. L’unificazione politica è del 3 ottobre 1990. Era stata preceduta, il primo luglio 1990, da un’unione monetaria affrettata e mal congegnata.
Affrettata, perché avveniva in assenza di una convergenza economica (per questo motivo gli stessi esperti economici del governo di Bonn l’avevano sconsigliata); all’obiettivo politico di “fare presto”, di giungere quanto prima possibile all’unità politica tra le due Germanie, veniva di fatto sacrificata la possibilità di un’unione economica più equilibrata e meno traumatica per le regioni dell’Est.
Ad aggravare le cose, l’unione monetaria è stata anche mal congegnata: infatti essa stabiliva un cambio alla pari tra due monete tra le quali i rapporti di cambio a fine 1989 erano regolati secondo un rapporto di 1 a 4,44 (ossia, 1 marco ovest equivaleva a 4,44 marchi dell’est).
Apparentemente, si trattava di un regalo ai consumatori dell’Est. In realtà rappresentò la rovina per le imprese dell’Est, in cui prezzi conobbero automaticamente un aumento del 350%.
Il risultato fu l’immediato crollo della produzione industriale dell’Est (-35% nel solo mese di luglio 1990), licenziamenti di massa e il fallimento di fatto di gran parte delle imprese della Germania Est.
Queste imprese furono poi tutte privatizzate nel giro di pochi anni a prezzi irrisori, o semplicemente liquidate, da un organismo, la Treuhandanstalt, che operò in modo a dir poco discutibile.
Il risultato fu in ogni caso un processo di deindustrializzazione senza precedenti in Europa, le cui conseguenze si continuano a pagare oggi. Anche in termini politici.
Si sapeva che sarebbe andata così, scrive Schauble. Il 17 aprile del 90 incontrarono, lui e Hans Tietmeyer - uno dei negoziatori dell’unione monetaria per la Germania ovest e anche per i rapporti di cambio all’interno nell’euro - Lothar de Maizière «A Lohatr era ben chiaro esattamente come a Tietmeyer e a me ,che con l’introduzione della moneta occidentale le imprese della DDR non sarebbero più state in grado di competere». | 155 |
| 3 | Perché tra il 1990 e il 2026 le retribuzioni lorde reali sono diminuite in media del 6,6% (nelle fasce di reddito più basse il crollo è stato rispettivamente del 40,8%, del 31,1% e del 12,7%). Rispetto al 2005 i poveri assoluti sono triplicati passando da 1,9 milioni a 5,7. | 2 734 |
| 4 | Benzina alle stelle, amento delle bollette, crollo dei salari reali, deindustrializzazione, aumento della povertà, precariato, mancata crescita, austerità, inflazione. Tutto quello che per anni ci hanno detto sarebbe accaduto uscendo da UE ed Eurozona è puntualmente successo restandoci. | 1 010 |
| 5 | «Per quanto non si possa dire pubblicamente, il fatto è che l’Europa per nascere ha bisogno di una forte tensione russo-americana, e non della distensione, così come per consolidarsi essa avrà bisogno di una guerra contro l’Unione Sovietica, da saper fare al momento buono» (Altiero Spinelli, “Diario Europeo” pag. 175). La UE per sopravvivere ha bisogno della guerra, non della pace. Per questo i politici europei stanno facendo di tutto per spingerci in guerra contro la Russia. Per risolvere il problema basterebbe inviare immediatamente al fronte tutti quelli che da mesi stanno soffiando sui venti di guerra. Loro insieme ai parenti più stretti. | 1 647 |
| 6 | Solo tra il 2019 e il 2024 il prezzo dei prodotti alimentari è aumentato del 40% circa, con alcuni prodotti che hanno sfiorato aumenti del 70% (come l' olio di oliva). Rispetto al 2021, la bolletta media elettrica annuale (2.700 kWh) è aumentata del 35%, quella del gas (1.400 mc) del 60%. La spesa per energia (gas, luce e carburanti) e alimentazione rappresenta in media il 42% della spesa delle famiglie italiane. Percentuale che raggiunge il 52% nelle fasce più esposte (famiglie con più figli, operai e giovani). Tenendo conto che per la stragrande maggioranza della popolazione i generi alimentari, le bollette e i costi per la casa rappresentano la parte più grande delle spese mensili, l'inflazione è stata molto più alta di quanto comunicato dall'ISTAT. Vale a dire che il crollo dei salari reali è stato molto più grande del 10% registrato tra gennaio 2019 e marzo 2026 (almeno il triplo di quanto comunicato). | 6 152 |
| 7 | 30.000 parcheggi gratuiti in meno. Trentamila. Come gli alberi abbattuti. Un altro capolavoro dell'attuale giunta. Vale la pena ricordare che la sostituzione della strisce bianche con quelle blu a pagamento è iniziata nel 1997 con il Piano Generale del Traffico Urbano messo a punto dall'allora sindaco Rutelli. La progressiva abolizione dei parcheggi gratuiti sostituiti da quelli a pagamento dipende dalle direttive europee nate appositamente per disincentivare l'uso dei mezzi privati. | 1 220 |
| 8 | Svizzera nel 1992, Norvegia nel 1994, Danimarca nel 2000, Svezia nel 2003, Francia e Paesi Bassi nel 2005, Grecia nel 2015, Regno Unito nel 2016. Ogni volta che la parola è passata ai cittadini, l'Unione Europea è sempre stata bocciata (adesione a UE, adozione dell'euro, costituzione europea, austerità, uscita dalla UE). Per questo a Bruxelles preferiscono prendere le decisioni al riparo dal processo democratico. | 1 487 |
| 9 | Un pieno da 50 litri di benzina costa oggi circa 101 euro, contro gli 85 euro di un anno fa (un aumento del 18%). Per il diesel servono circa 107 euro, contro gli 82 euro dell’agosto 2025 (+31%). Rispetto al 2021 il prezzo della benzina è aumentato del 44%, quello del gasolio del 55%. Il governo potrebbe azzerare gli aumenti degli ultimi anni con una semplice firma tenendo conto che più del 50% del prezzo deriva da tasse e accise. Con cui il Governo e l'Unione Europea fanno cassa a danno dei cittadini. | 1 093 |
| 10 | Una scelta che mette a serio rischio la sicurezza interna del Paese e che ci spinge verso l'ulteriore inasprimento del conflitto con la Russia. Una scelta palesemente contraria ai nostri interessi. | 2 930 |
| 11 | Nel primo semestre di quest'anno gli utili di Eni sono stati 3,6 miliardi di euro. Il triplo del 2021 (1,2 miliardi). Gli utili di Enel sono stati di 3,9 miliardi, poco meno del doppio del 2021 (2,3 miliardi). Quando nel 1945 Enrico Mattei venne chiamato per liquidare l'AGIP, non solo si oppose mantenendola un'azienda si Stato, ma poco dopo creò l’ENI. Rifiutò di fare cartello con le 7 sorelle che volevano aumentare i prezzi energetici per fare crescere i profitti a spese dei cittadini. Permise all’Italia di diventare una protagonista dell’energia a livello mondiale perseguendo la sovranità energetica del Paese che si sentiva onorato di servire. «Non voglio essere ricco in un Paese povero». Enrico Mattei era un patriota, era un cattolico ed era un socialista. L'esatto contrario di quelli che oggi guidano le 2 ex aziende di Stato. E di quelli che guidano il Paese. | 3 969 |
| 12 | Perché il Trattato di Maastricht si fonda su parametri arbitrari, di “magia” finanziaria?
Perché il cosiddetto “salvataggio” della Grecia salvò tutti tranne la Grecia?
Perché l’euro, dopo più di vent’anni, può essere considerato uno strumento classista e nazionalista tedesco?
A questi interrogativi risponde in questa terza e ultima parte dell’approfondimento sulla storia dell’euro Gilberto Trombetta, giornalista economico e analista politico.
https://www.youtube.com/watch?v=0mkySjpdrbc
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| 13 | Quale fu il falso scandalo che in Banca d’Italia decapitò il vertice contrario all’unione monetaria europea?
Chi era Jacques Delors e perché la sua figura è centrale per la nascita dell’euro?
Cosa lega le privatizzazioni degli anni ’80 al vincolo esterno di Bruxelles?
Risponde in questa seconda parte del ciclo di approfondimento sulla storia dell’euro Gilberto Trombetta, giornalista economico e analista politico.
↘️ VIDEO COMPLETO QUI:
https://www.youtube.com/watch?v=vo6t_FlCPM8
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| 14 | L'apertuta di una sede ucraina di Leonardo ci espone a legittime ritorsioni belliche da parte della Russia e viola la Costituzione che nell'arricolo 41 dichiara che l'iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto "con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana". | 1 943 |
| 15 | Volevo retroattivamente ringraziare il Governo Berlusconi II e l'allora Ministro Tremonti per il DPR 115/2002 che ha introdotto una sanzione pari al 200% dell'importo dovuto se il pagamento del contributo unificato è effettuato dopo l'ottantesimo giorno dalla notifica. Neanche gli strozzini applicano interessi del genere. Lo Stato dopo il divorzio BdI/Tesoro e il consolidamento del vincolo esterno si è effettivamente votato a una odiosa forma di strozzinaggio legalizzato. | 2 326 |
| 16 | "Ogni area valutaria del mondo deve fare i conti con differenze regionali. Ma il divario tra Lussemburgo ed Estonia è molto più ampio di quello tra il sud e il nord dell'Inghilterra, o tra gli stati del Midwest degli Stati Uniti e la California. Per i Paesi baltici, ci sono solo due vie per colmare questo divario. O l'UE si sviluppa in un'unione economica e finanziaria a tutti gli effetti, economicamente integrata quanto gli Stati Uniti o la Svizzera. Questa eventualità è improbabile. Oppure, si torna alle valute nazionali. Lo status quo, tuttavia, è difficilmente sostenibile".
[Da Euro intelligence di oggi, via Sergio Cesaratto] | 4 723 |
| 17 | Perché le origini dell’attuale Unione Europea portano a Washington e all’egemonia degli Stati Uniti?
In che senso la concezione tecnica dell’Europa di Bruxelles è da far risalire al nazismo?
E quando apparve per la prima volta l’idea di moneta unica?
Risponde in questa prima puntata del ciclo di approfondimento sulla storia dell’euro Gilberto Trombetta, giornalista economico e analista politico.
↘️ VIDEO COMPLETO QUI:
https://youtu.be/7BZKAZaO9iw
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| 18 | 1 Italiano su 2 non fa neanche un giorno di vacanza nei 4 mesi estivi (il 48,5% contro il 39,5% del 2019). Di questi, la metà non parte perché non può permetterselo (il 52,8% contro il 42% del 2019). La durata media della vacanza è di 9,8 giorni per un costo di 917 euro a persona (contro i quasi 11 giorni di media del 2019 per una spesa di 837 euro). Nei primi 6 mesi del 2026 le famiglie italiane hanno contratto 170 milioni di euro di debiti per pagarsi le vacanze: +42% rispetto al 2019. Aumenta nel frattempo la quota di turisti stranieri in Italia che è arrivata al 54,6% del totale: nel 2019 erano il 49%. Continua il processo di sottosviluppo dell'Italia. | 6 122 |
| 19 | Nomisma per il 2026 prevede una spesa media annuale per le famiglie italiane di 862 euro per l'elettricità e di 1.920 euro per il gas. Nel 1999, anno in cui è iniziata la liberalizzazione del mercato energetico realizzata dal centrosinistra su richiesta della UE, a parità di consumi il costo era di 272 euro per l'elettricità e di 750 euro per il gas. Un aumento nominale rispettivamente del 217% per l'elettricità (+89% in valori reali) e del 156% per il gas (+60% in valori reali). Un capolavoro! | 5 628 |
| 20 | Prendere le decisioni al riparo dal processo elettorale. È uno dei pilastri dell'Unione Europea (e dei Governi a essa asserviti) che dopo aver distrutto la democrazia sostanziale sta demolendo anche quella formale. Succede così che Bruxelles che da decenni ci dice che per occupazione, salari e stato sociale non ci sono i soldi, vuole usare 650 miliardi di euro di soldi nostri (non esistono i soldi della UE) per finanziare la corsa al riarmo spingendoci a un insensato e pericoloso inasprimento del conflitto contro la Russia. | 2 271 |
