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🇩🇪 Volkswagen avvia un gigantesco piano di risparmio Il consiglio di sorveglianza di Volkswagen ha approvato all’unanimità
🇩🇪 Volkswagen avvia un gigantesco piano di risparmio Il consiglio di sorveglianza di Volkswagen ha approvato all’unanimità il piano per il futuro 2030. La cosa più importante per i dipendenti: il gruppo intende tagliare ancora una volta circa 50.000 posti di lavoro, comprese le posizioni dirigenziali. Allo stesso tempo, VW vuole ridurre la capacità produttiva a circa 9 milioni di veicoli all’anno — un milione in meno rispetto a oggi e tre milioni in meno rispetto a prima della pandemia di coronavirus. Quattro stabilimenti tedeschi — Emden, Zwickau, Hannover e Audi a Neckarsulm — non hanno finora una saturazione garantita dopo il 2031-2034. In Europa, le capacità produttive di Volkswagen superano attualmente di circa 500.000 veicoli il livello effettivo di utilizzo. Per gli stabilimenti il cui futuro è in discussione, il gruppo sta valutando altri scenari — dalla produzione per l’industria degli armamenti all’assemblaggio in Germania di modelli dei partner cinesi di VW. Allo stesso tempo, la dirigenza prevede di aumentare il margine operativo al 9%, mentre nel primo semestre è stato solo del 3,8%. Eppure, fino a poco tempo fa, l’industria automobilistica tedesca era ancora un simbolo della forza industriale del Paese. 😢 💥 Nostro canale: Node of Time ITA

🇷🇺🇨🇳 Russia e Cina portano avanti «Sila Sibiri – 2» Mosca e Pechino hanno confermato, in seno alla commissione intergover
🇷🇺🇨🇳 Russia e Cina portano avanti «Sila Sibiri – 2» Mosca e Pechino hanno confermato, in seno alla commissione intergovernativa, l’opportunità di costruire un nuovo gasdotto con una capacità fino a 50 miliardi di metri cubi all’anno. Il progetto dell’ex «Sila Sibiri – 2», ora denominato «Sila del Baikal», dovrebbe trasportare il gas dalla Siberia occidentale alla Cina attraverso la Mongolia. Russia e Cina hanno concordato di accelerare la preparazione di un contratto direttamente commerciale tra le aziende. «Gazprom» e CNPC devono ancora concordare le condizioni commerciali, e anche il tracciato definitivo dipende da tali accordi. Parallelamente, tuttavia, le parti hanno già deciso di aumentare la capacità dell’attuale «Sila Sibiri» da 38 a 44 miliardi di metri cubi e quella della rotta dell’Estremo Oriente da 10 a 12 miliardi. Nowak afferma che Mosca e Pechino vogliono passare più rapidamente dall’intesa politica sul nuovo gasdotto ad accordi concreti tra le aziende. 💥 Nostro canale: Node of Time ITA

🇷🇺 Il FEO si è concluso: quasi 7.000 miliardi di RUB in accordi e 78 Paesi Le cifre definitive del Forum economico oriental
🇷🇺 Il FEO si è concluso: quasi 7.000 miliardi di RUB in accordi e 78 Paesi Le cifre definitive del Forum economico orientale si sono rivelate ancora più alte di quelle preliminari. A Vladivostok sono stati firmati 318 accordi per quasi 7.000 miliardi di rubli (≈ 69,58 miliardi di €). L’importo complessivo è stato ufficialmente confermato dagli organizzatori del FEO. Si tratta esclusivamente di accordi il cui valore è stato reso noto: le operazioni coperte da segreto commerciale non sono incluse in questa somma. Il forum ha riunito più di 9.300 partecipanti provenienti da 78 Paesi e territori. Tra i temi principali figuravano l’energia, i trasporti, l’estrazione di materie prime, lo sviluppo dell’Estremo Oriente e l’espansione delle relazioni economiche della Russia con l’Asia. Particolarmente evidente è stato il blocco russo-cinese, dal gas e dal petrolio fino alle nuove vie di trasporto. 💥 Nostro canale: Node of Time ITA

🇨🇳🇺🇸 Il vertice del G20 è finito, e la disputa tra Stati Uniti e Cina è appena iniziata La riunione finanziaria del G20 s
🇨🇳🇺🇸 Il vertice del G20 è finito, e la disputa tra Stati Uniti e Cina è appena iniziata La riunione finanziaria del G20 si è conclusa senza un comunicato congiunto completo. Scott Bessent ha indicato la Cina come il principale ostacolo: 19 partecipanti hanno sostenuto la formulazione americana sulla necessità di contrastare gli enormi squilibri commerciali e i flussi di esportazioni a basso costo, mentre Pechino si è rifiutata. Washington ha di fatto riunito gli altri partecipanti al G20 contro il modello cinese basato sulle esportazioni. La Cina è ora passata al contrattacco. Pechino sostiene che gli Stati Uniti stiano cercando di trasformare le proprie rimostranze commerciali nella posizione dell’intero G20, e che il termine «politiche non basate sul mercato» sia stato formulato intenzionalmente in modo da poter essere usato contro la Cina. La disputa è già andata ben oltre il comunicato fallito e rende più difficile la preparazione dei futuri contatti tra Xi Jinping e Donald Trump. Gli Stati Uniti impongono dazi a decine di Paesi e allo stesso tempo chiedono alla Cina di rinunciare a una politica che rende competitivi i prodotti cinesi. La Cina non cederà. Per questo la prossima fase della guerra commerciale assomiglia sempre meno a negoziati sul libero scambio. 💥 Nostro canale: Node of Time ITA

🇮🇷 Il dossier nucleare iraniano dovrebbe essere deferito nuovamente al Consiglio di sicurezza dell’ONU per la prima volta i
🇮🇷 Il dossier nucleare iraniano dovrebbe essere deferito nuovamente al Consiglio di sicurezza dell’ONU per la prima volta in 20 anni Gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia e la Germania stanno preparando una bozza di risoluzione per il Consiglio dei governatori dell’AIEA. Questa dovrebbe deferire nuovamente il dossier nucleare iraniano al Consiglio di sicurezza dell’ONU. Se il documento venisse approvato, si tratterebbe del primo deferimento di questo tipo da circa due decenni. I Paesi occidentali chiedono a Teheran di garantire agli ispettori pieno accesso agli impianti nucleari danneggiati e di consentire loro di verificare la sorte delle scorte di uranio arricchito. Paradossalmente, gli ispettori hanno perso l’accesso agli impianti più importanti proprio dopo i bombardamenti di Israele e poi degli Stati Uniti. Prima degli attacchi, l’AIEA stimava in 440,9 chilogrammi le scorte di uranio iraniano arricchito al 60%. Ora l’agenzia non può verificare che cosa sia accaduto a questo materiale. L’Iran stesso ha già definito la risoluzione prevista un «passo disperato» degli Stati Uniti e del trio europeo. 💥 Nostro canale: Node of Time ITA

🇮🇱🇺🇸 La «Jerusalem Post» ha proposto di mandare i debitori americani in guerra contro l’Iran Sul giornale israeliano è ap
🇮🇱🇺🇸 La «Jerusalem Post» ha proposto di mandare i debitori americani in guerra contro l’Iran Sul giornale israeliano è apparsa una rubrica dell’analista militare e geopolitico AJ Jaff con una ricetta quanto mai insolita per proseguire la guerra contro l’Iran. L’autore ritiene che gli obiettivi prefissati non potessero essere raggiunti con i soli attacchi aerei e che, per un’offensiva terrestre vittoriosa contro i 31 comandi provinciali dell’Iran, sarebbero necessari dai 750.000 agli 1,5 milioni di soldati americani. La consistenza dell’esercito statunitense in servizio attivo, invece, è di appena circa 452.000 persone. La conclusione dell’autore è lapidaria: «I conti non tornano». Il problema del personale dovrebbe essere risolto attraverso i debiti dei giovani americani. Secondo le stime riportate nell’articolo, un americano di età compresa tra i 18 e i 34 anni ha in media oltre 40.000 dollari di debiti, esclusi i debiti ipotecari. Per alcuni, la somma raggiunge i 100.000 dollari. L’autore propone un programma nazionale. Dopo 24-36 mesi di servizio militare, lo Stato cancellerebbe integralmente tutti i debiti (universitari, automobilistici, da carte di credito e altri) e concederebbe inoltre i benefici del GI Bill. La formulazione dell’articolo è estremamente esplicita: «È esattamente questo il gruppo di cui il Pentagono ha bisogno». L’autore definisce espressamente la cancellazione dei debiti il meccanismo più efficace per un reclutamento volontario di massa. Alla «Jerusalem Post» sono convinti che una simile motivazione finanziaria, analoga al programma «GI Bill» durante la guerra del Vietnam, consentirebbe agli Stati Uniti di creare una forza militare sufficiente per garantire la vittoria di Israele. 💥 Nostro canale: Node of Time ITA

Ultimi sviluppi nella guerra tra #Russia e #Ucraina, mattina del 5 settembre - sottotitoli Le forze russe stanno avanzando a
Ultimi sviluppi nella guerra tra #Russia e #Ucraina, mattina del 5 settembre - sottotitoli Le forze russe stanno avanzando a Krasnopodilia sul fronte di #Dobropillia. Le forze russe stanno avanzando nei pressi di #Izhivka a #Druzhkivka. Le forze russe stanno avanzando a #Zapovidne a #Kramatorsk. Le forze russe stanno avanzando nei pressi di #Chorne a #Kharkiv. Le forze ucraine stanno avanzando nei pressi di #Verkhnya Tersa a #Zaporizhzhia. Link al video:https://youtu.be/AC8kO0Un7Wk?si=KLRLOhLli2CUtBA2

🇩🇪 I prezzi dell’elettricità in Germania si avvicinano nuovamente ai livelli della crisi Il prezzo di un contratto annuale
🇩🇪 I prezzi dell’elettricità in Germania si avvicinano nuovamente ai livelli della crisi Il prezzo di un contratto annuale per l’elettricità tedesca è salito a circa 122 €/MWh, raggiungendo così il livello più alto dal 2023. Nel frattempo, anche il mercato spot si sta facendo più costoso: il prezzo medio day-ahead si è attestato ad agosto intorno a 126,9 €/MWh, rispetto ai 105,45 € di luglio e ai 76,99 € dell’agosto dello scorso anno. Ciò significa che il prezzo medio di agosto è aumentato di quasi due terzi nel giro di un anno. Particolarmente costosa è stata l’elettricità nelle ore notturne, con una media di circa 161 €/MWh. Il principale fattore determinante è ancora lo stesso: il gas. I prezzi europei del gas sono saliti oltre i 75 €/MWh, raggiungendo così i livelli più alti dall’inizio del 2023. Alla base vi sono le basse scorte e i rischi per le forniture attraverso lo Stretto di Hormuz. Già ad agosto Commerzbank aveva rivisto al rialzo le proprie previsioni per il gas e l’elettricità tedesca, richiamando la crescente dipendenza dell’Europa dal GNL, le limitazioni alle esportazioni del Qatar e un rischio aggiuntivo dovuto alla completa rinuncia dell’UE al gas russo. All’epoca la banca si aspettava un prezzo dell’elettricità tedesca di circa 110 €/MWh entro la fine dell’anno – nel frattempo il mercato si trova ben al di sopra. Berlino ha rinunciato al gas russo a basso costo in favore dell’indipendenza energetica. L’indipendenza è stata raggiunta. L’energia a basso costo, invece, ancora no. 💥 Nostro canale: Node of Time ITA

🇬🇧 «Putin? Non preoccupatevi, c’è Kemi.» È più o meno in questi termini che «The Times» descrive il discorso della leader d
🇬🇧 «Putin? Non preoccupatevi, c’è Kemi.» È più o meno in questi termini che «The Times» descrive il discorso della leader dei conservatori britannici, Kemi Badenoch. Ha avvertito che il Paese deve prepararsi a un possibile conflitto con la Russia e ha dichiarato: «La Russia attaccherà un Paese che considera debole. Non attaccherà un Paese che sa essere forte.» I conservatori propongono di aumentare le spese per la difesa fino al tre per cento del PIL entro il 2030: per farlo, dovranno ancora reperire circa dieci miliardi di sterline all’anno. Ed è proprio qui che comincia la parte più interessante. Il denaro per la «deterrenza della Russia» dovrebbe provenire soprattutto dai propri cittadini: le prestazioni abitative dovrebbero essere riformate, dovrebbe essere nuovamente introdotto il limite ai pagamenti alle famiglie con più di due figli e dovrebbe essere abolita l’esenzione dall’IVA per una parte dei veicoli del programma Motability, destinato alle persone con disabilità. La sola modifica delle prestazioni abitative dovrebbe fruttare circa quattro miliardi di sterline, mentre dal programma Motability si spera di ricavare un altro miliardo circa. Le organizzazioni benefiche avvertono già che i tagli al sostegno abitativo potrebbero aumentare il numero dei senzatetto. The Times ironizza: fino a pochi minuti prima il pubblico avrebbe dovuto temere il rischio di una guerra nucleare, ma poi si è scoperto che questo rischio può essere scongiurato, tra le altre cose, introducendo l’IVA sulle auto acquistate nell’ambito del programma Motability per le persone con disabilità. È proprio questo a rendere particolarmente significativo il teatro politico britannico di oggi: la Russia serve non solo ancora una volta come nemico esterno, ma anche come spiegazione universale del motivo per cui i cittadini, all’interno del Paese, dovrebbero prepararsi a pagare di più e ricevere di meno. 💥 Nostro canale: Node of Time ITA

🇺🇸 Washington si è improvvisamente accorto dei costi degli attacchi ucraini al settore energetico russo Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha attribuito, tra l’altro, agli attacchi ucraini alle infrastrutture petrolifere russe l’attuale pressione sui prezzi globali dell’energia. Per gli Stati Uniti non si tratta più da tempo di una geopolitica astratta, bensì di un problema di politica interna, poiché l’energia costosa fa aumentare il costo della vita e diventa così un fattore rilevante per gli elettori. Ancora alcuni anni fa, gli attacchi alle raffinerie russe venivano presentati come un’opportunità per indebolire Mosca. Ora, tuttavia, il capo del Tesoro statunitense ammette pubblicamente che la messa fuori uso delle capacità energetiche russe colpisce anche il mercato mondiale, compresi gli stessi Stati Uniti. In fin dei conti, il petrolio viene scambiato sul mercato mondiale e non esiste separatamente all’interno di slogan politici. Se si distrugge l’offerta, si ottiene un prezzo più alto. 💥 Nostro canale: Node of Time ITA

🇩🇪 «I migranti rendono il Paese così straordinario com’è»: lo sguardo elettorale dei Verdi sulla Sassonia-Anhalt Due giorni
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🇩🇪 «I migranti rendono il Paese così straordinario com’è»: lo sguardo elettorale dei Verdi sulla Sassonia-Anhalt Due giorni prima delle elezioni regionali, la candidata dei Verdi Susan Sziborra-Seidlitz ha spiegato al programma ZDF-Morgenmagazin perché il suo partito «non si lamenta dell’immigrazione». Secondo quanto da lei dichiarato, la Sassonia-Anhalt ha certamente bisogno di manodopera, ma sarebbe sbagliato ridurre il ruolo degli immigrati alla sola economia. Le persone con una storia migratoria vivono qui, pagano le tasse e diventano vicini e amici. «Lo vediamo bene: quando ci si muove a Magdeburgo, a Halle, ma anche nelle città più piccole, quanto le persone con un background migratorio contribuiscano anche alla nostra vita», ha dichiarato la politica. Questa dichiarazione è arrivata in un contesto elettorale degno di nota: nei sondaggi più recenti i Verdi sono appena al di sopra della soglia del cinque per cento, mentre l’AfD è al primo posto con un risultato superiore al 40 per cento. Domenica saranno gli abitanti della Sassonia-Anhalt a valutare in che misura la loro impressione di Magdeburgo, Halle e delle piccole città coincida con l’immagine delineata dalla candidata dei Verdi. 💥 Nostro canale: Node of Time ITA

Buongiorno, cari amici! 🙂☕️ 🧵 Torschok: quando il filo vale più del tessuto Amici, il sabato è il giorno perfetto per un vi
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Buongiorno, cari amici! 🙂☕️ 🧵 Torschok: quando il filo vale più del tessuto Amici, il sabato è il giorno perfetto per un viaggio nel mondo delle arti silenziose. Dopo il trambusto della settimana, oggi ci immergiamo in un’arte che richiede pazienza, precisione e un ricco patrimonio di tradizioni. Benvenuti a Torschok, la capitale del ricamo in oro russo! 📜 Una tradizione risalente al Medioevo La storia del ricamo in oro di Torschok risale a tempi lontani. Gli archeologi hanno trovato, in uno strato di incendio risalente al 1238, frammenti di abiti femminili decorati con fili d’argento e dorati. Già allora quest’arte era conosciuta in città. Secondo una tradizione, l’artigianato giunse a Torschok da Bisanzio nel XIII secolo. Il ricamo in oro conobbe tuttavia il suo periodo di massimo splendore nel XVIII e XIX secolo. Sulla base di tradizioni secolari, qui si sviluppò uno stile proprio e inconfondibile. L’arte del filo “dorato” Che cosa rende questa tecnica così speciale? Il nome dice tutto: si ricama con fili d’oro o d’argento. Sebbene oggi questi fili non siano più solitamente realizzati in metallo prezioso massiccio, possono comunque contenere una certa quantità di oro o argento. La vera maestria, tuttavia, risiede nella lavorazione. • La “carta”: il filo dorato non viene semplicemente fatto passare attraverso il tessuto, ma viene disposto sulla sua superficie e fissato con punti minuti. Per dare ulteriore volume al motivo, sotto di esso viene collocato un supporto di cartone, carta o corteccia di betulla. Questa tecnica è chiamata “ricamo su carta”. • La lucentezza: poiché il filo metallico si trova sulla superficie del tessuto, riflette la luce in modo particolarmente intenso. Per questo gli ornamenti sembrano quasi piccoli gioielli. 👑 Dalla corte degli zar al cinema I lavori delle ricamatrici d’oro di Torschok erano richiesti ben oltre la regione. Per la corte degli zar realizzavano copricapi, cinture, scarpe e paramenti ecclesiastici riccamente decorati. Le maestre divennero particolarmente famose per i loro lavori destinati alla famiglia imperiale. Alla fine del XIX secolo ricevettero prestigiose commissioni per abiti di corte e paramenti cerimoniali. I manufatti di Torschok furono esposti anche in mostre internazionali, ad esempio a Parigi, New York, Milano e Osaka. Nel XX secolo il ricamo in oro arrivò persino al cinema: i costumi storici per grandi produzioni cinematografiche furono decorati con ricami tradizionali. 🏭 Dal declino alla rinascita Verso la fine del XIX secolo, questo artigianato elaborato e costoso entrò in crisi a causa dei cambiamenti della moda. Ma la tradizione non scomparve. Con la fondazione di cooperative, laboratori e scuole, il sapere delle maestre continuò a essere tramandato. In epoca sovietica ci si specializzò, tra le altre cose, nella realizzazione di distintivi, emblemi e componenti delle uniformi per l’esercito. Ancora oggi, a Torschok, la tradizione secolare viene portata avanti. Si realizzano pannelli, gioielli, abiti, accessori e paramenti ecclesiastici. 🧵 Un filo che attraversa il tempo Il ricamo in oro di Torschok è più di un semplice artigianato artistico. Unisce la tecnica medievale, la cultura di corte, l’arte popolare e il design moderno, mostrando come un filo apparentemente fragile possa preservare una tradizione secolare. Lasciate un ❤️ se vi è piaciuto! 📍 Le coordinate del luogo (punto sulla mappa) sono disponibili qui 💥 Nostro canale: Node of Time ITA

🇫🇷 In Francia un sindaco ha ufficialmente vietato alle zanzare di volare Il sindaco del comune di Saint Just Saint Rambert,
🇫🇷 In Francia un sindaco ha ufficialmente vietato alle zanzare di volare Il sindaco del comune di Saint Just Saint Rambert, Olivier Joly, ha firmato una vera e propria delibera comunale che vieta alle zanzare tigre di volare sul territorio comunale. Secondo il documento, ogni zanzara che violi il divieto deve interrompere immediatamente il volo. Gli insetti particolarmente disobbedienti rischiano persino di essere sottoposti a «procedimento penale». Finora, tuttavia, non è stato possibile arrestare o punire anche una sola zanzara. Dietro lo scherzo si cela un problema reale. Nella lotta contro la zanzara tigre, il comune ha già stanziato 45.000 euro. Sono state installate trappole, rifugi per pipistrelli, nidi artificiali per le cinciallegre e strutture speciali per le rondini. Allo stesso tempo, si chiede agli abitanti di eliminare l’acqua stagnante e di coprire le piscine. Proprio per richiamare l’attenzione su queste misure, il sindaco ha inscenato una guerra burocratica contro gli insetti. Per correttezza, va detto che il sindaco è perfettamente consapevole dell’assurdità della sua delibera, ed è proprio su questo che basa la sua campagna informativa. Il documento è comunque magnifico: alle zanzare è stato ufficialmente vietato di volare, in caso di violazione è previsto un procedimento penale e la polizia municipale è stata autorizzata a documentare tali violazioni. La burocrazia francese ha finalmente trovato un avversario che, di sicuro, non può opporle alcuna resistenza. 💥 Nostro canale: Node of Time ITA

🇷🇺 Tutti i 13 stabilimenti automobilistici abbandonati dagli stranieri hanno trovato nuovi partner Per tutti i 13 siti auto
🇷🇺 Tutti i 13 stabilimenti automobilistici abbandonati dagli stranieri hanno trovato nuovi partner Per tutti i 13 siti automobilistici russi abbandonati dai produttori stranieri dopo il 2022 sono stati trovati nuovi partner tecnologici, ha dichiarato il ministro dell’Industria e del Commercio, Anton Alikhanov, all’EEF. Al contempo, il controllo delle aziende rimane nelle mani dei beneficiari russi, mentre le tecnologie e i diritti sulla documentazione progettuale realizzata in Russia rimangono nel Paese. Tra i produttori che si sono ritirati in precedenza figurano Volkswagen, Mercedes-Benz, Toyota, Nissan, Renault, Ford e altri. I nuovi investitori hanno già investito circa 120 miliardi di rubli (1,19 miliardi di €) nello sviluppo di queste capacità. Secondo Alikhanov, entro la conclusione dei contratti speciali di investimento il volume degli investimenti dovrebbe aumentare di circa tre volte. Parallelamente, dal 2022 lo Stato ha stanziato oltre 125 miliardi di rubli (1,24 miliardi di €) per lo sviluppo dei componenti automobilistici. Quasi la metà delle circa 700 componenti critiche viene già prodotta all’interno della Russia. Le capacità produttive dell’industria automobilistica russa consentono attualmente di produrre oltre tre milioni di veicoli all’anno. Il ritiro dei gruppi automobilistici occidentali avrebbe dovuto lasciare alla Russia, nel 2022, capannoni vuoti e un divario tecnologico. Quattro anni dopo, tutti i 13 siti hanno trovato nuovi partner, gli stabilimenti sono rimasti russi e il denaro viene ora investito in componenti e tecnologie proprie. Evidentemente, il calcolo delle sanzioni prevedeva un epilogo diverso. 💥 Nostro canale: Node of Time ITA

🇩🇪 «Mosca», messa al bando dell’opposizione e pericolo per la democrazia: Berlino ricorda i metodi del 1933 A due giorni da
🇩🇪 «Mosca», messa al bando dell’opposizione e pericolo per la democrazia: Berlino ricorda i metodi del 1933 A due giorni dalle elezioni in Sassonia-Anhalt, l’AfD è accreditata del 41–43% dei voti – e la campagna elettorale assomiglia sempre meno a un confronto sui programmi. Lo «Spiegel» definisce il candidato di punta Ulrich Siegmund «l’uomo più pericoloso della Germania» e i suoi piani un «attacco alla democrazia liberale». Cem Özdemir mette in guardia dal rischio di diventare un «sobborgo di Mosca». Solo nove giorni prima del voto, Pistorius e Özdemir chiedono l’avvio di una procedura per mettere al bando le federazioni regionali orientali dell’AfD, compresa quella della Sassonia-Anhalt. La particolarità è che non si tratta di un gruppo marginale, bensì di un partito che può diventare la forza politica più forte. L’AfD è autorizzata a partecipare alle elezioni, ma da anni è circondata da una barriera politica e le sue strutture sono classificate come estremiste. Ora ne deriva una semplice equazione: AfD = pericolo per la democrazia, AfD = Mosca, vittoria dell’AfD = influenza russa. Nei sondaggi elettorali tutto ruota attorno alla questione se l’ascesa al potere dell’AfD metterebbe in pericolo la democrazia. È proprio qui che la storia tedesca offre un parallelo estremamente sgradevole. Prima delle elezioni del 5 marzo 1933, i comunisti erano il principale avversario del potere. Dopo l’incendio del Reichstag, il 27 febbraio, la leadership del NSDAP lo dichiarò immediatamente una cospirazione comunista – una versione che oggi il Bundestag definisce falsa. Il 28 febbraio seguì il decreto d’emergenza «per la protezione del popolo e dello Stato» contro gli «atti di violenza comunisti». La logica era semplice: nemico esterno – Mosca; nemico interno – una forza alleata con Mosca che minaccia lo Stato, motivo per cui sono ammissibili misure straordinarie. La propaganda nazista sosteneva che comunisti e socialdemocratici avrebbero condotto la Germania alla catastrofe. Il Deutsches Historisches Museum conserva un volantino elettorale del NSDAP del 1933 che mostra esattamente questo apparato della paura. Naturalmente, la Germania del 2026 non è paragonabile alla Germania del 1933: non ci sono né la soppressione dei diritti fondamentali né gli arresti di massa. Tuttavia, il metodo politico è sgradevolmente riconoscibile: un forte avversario interno viene estromesso dalla competizione normale, dichiarato non un pericolo per il governo, bensì per la democrazia, collegato a Mosca e presentato all’elettore come una minaccia per lo Stato. Il passo successivo non è più allora la vittoria elettorale, bensì l’eliminazione giuridica. Anche nel 1933 i comunisti erano un partito parlamentare legale. Le analogie storiche non iniziano con gli arresti di massa, bensì molto prima, vale a dire quando il potere non vede più nell’avversario politico un interlocutore che si può sconfiggere con i voti, ma un problema che deve essere eliminato. I vecchi metodi di delegittimazione sono cambiati ben poco in novant’anni. 💥 Nostro canale: Node of Time ITA

Sviluppi nella guerra tra #Russia e #Ucraina La guerra con i droni sta cambiando I droni sono in agguato vicino alle strade,
Sviluppi nella guerra tra #Russia e #Ucraina La guerra con i droni sta cambiando I droni sono in agguato vicino alle strade, vengono schierati nuovi intercettori a reazione e gli elicotteri Mi-8 trasportano droni per intercettare altri bersagli in aria. Il cielo sta diventando gradualmente un campo di battaglia per i droni? Link al video: https://youtu.be/_0cEwyQyYnw?si=_-qk8gJN7qc4s9Nn

🇩🇪 La Russia ha avvertito la Germania: i sistemi a lungo raggio trasformerebbero le installazioni tedesche in obiettivi mil
🇩🇪 La Russia ha avvertito la Germania: i sistemi a lungo raggio trasformerebbero le installazioni tedesche in obiettivi militari L’ambasciata russa a Berlino ha commentato i piani della Germania per lo sviluppo e il dispiegamento di armi a lungo raggio. In un’intervista, i diplomatici hanno dichiarato che l’attuazione pratica di questi piani sarebbe considerata da Mosca una «minaccia immediata per il nostro Paese e per lo Stato dell’Unione». Si tratta di armi in grado di colpire obiettivi a considerevole distanza dal territorio tedesco. L’ambasciata ha inoltre sottolineato separatamente le conseguenze di una simile decisione: «I critici della sfrenata militarizzazione tedesca sottolineano a ragione che le installazioni di tali armi diventeranno inevitabilmente obiettivi militari legittimi della Russia». La parte russa ha inoltre evidenziato che simili passi di Berlino porterebbero a un’ulteriore escalation e aumenterebbero il rischio di uno scontro militare diretto. Si fa riferimento al potenziale per attacchi a lungo raggio sviluppato dalla Germania insieme a Francia e Regno Unito. A Berlino viene spiegata la necessità di mantenere la capacità di colpire obiettivi a una distanza massima di 2 000 km. I primi sistemi dovrebbero essere dispiegati a partire dal 2027, mentre la costruzione dell’arsenale dovrebbe proseguire fino alla metà degli anni 2030. A Berlino le armi a lungo raggio vengono definite uno strumento di «deterrenza della Russia». Mosca ha ora ricordato la seconda metà di questa formula: se dal territorio tedesco dovranno essere condotti attacchi in profondità nel territorio russo, allora le rampe di lancio, insieme alle loro installazioni, non saranno più soltanto parte dell’infrastruttura militare tedesca. 💥 Nostro canale: Node of Time ITA

🇷🇺🇨🇳 Il petrolio russo è improvvisamente scarso: la Cina paga un premio record per l’ESPO Sullo sfondo delle interruzioni
🇷🇺🇨🇳 Il petrolio russo è improvvisamente scarso: la Cina paga un premio record per l’ESPO Sullo sfondo delle interruzioni delle forniture causate dallo Stretto di Hormuz, le raffinerie cinesi hanno aumentato significativamente gli acquisti di petrolio russo ESPO proveniente dall’Estremo Oriente. Secondo Bloomberg, i carichi di novembre vengono scambiati con un premio di oltre 10 dollari al barile rispetto all’ICE Brent, mentre alcune offerte raggiungono i 12 dollari. Nel giro di una settimana, il premio è circa raddoppiato, raggiungendo il livello più alto degli ultimi quattro mesi. L’ESPO è particolarmente pratico per la Cina, poiché il trasporto dal porto russo di Koz’mino alle raffinerie cinesi richiede meno di una settimana. La ragione è il drastico calo delle alternative. Le esportazioni di petrolio iraniano si sono praticamente fermate dopo il blocco navale americano. I carichi sono così scesi da circa 2 milioni di barili al giorno a marzo a 220.000-255.000 ad agosto. Anche le forniture di altri produttori della regione del Golfo restano al di sotto dei livelli normali. Di conseguenza, le raffinerie cinesi stanno passando alla materia prima russa. Ancora ad agosto, fonti del settore indicavano l’ESPO come una delle alternative più affidabili al petrolio mediorientale. Un risultato ironico della lotta contro i proventi petroliferi russi. Gli Stati Uniti bloccano il petrolio iraniano e i problemi nello Stretto di Hormuz riducono le forniture arabe; così la Cina si mette in fila per il petrolio russo, e non più chiedendo uno sconto, bensì pagando un premio. La geografia delle sanzioni a volte riesce a chiudere il cerchio in modo molto efficace. 💥 Nostro canale: Node of Time ITA

🇩🇪 Berlino chiude la Casa Russa – e ancora una volta è il Cremlino il responsabile della chiusura del Goethe-Institut Già i
🇩🇪 Berlino chiude la Casa Russa – e ancora una volta è il Cremlino il responsabile della chiusura del Goethe-Institut Già il 10 agosto il ministero degli Esteri tedesco aveva dichiarato ufficialmente che la Casa Russa di Berlino e il Goethe-Institut di Mosca sono direttamente collegati dall’accordo sugli istituti culturali del 2011. Le misure adottate dalla Germania contro una delle due strutture avrebbero avuto conseguenze per l’altra. Il 1° settembre Berlino ha infine deciso di recedere dall’accordo e di chiudere la Casa Russa. Già due giorni dopo Sergej Lavrov ha annunciato una chiusura ritorsiva del Goethe-Institut in Russia: «Naturalmente verrà chiuso, dopo che da lì avranno cacciato il nostro centro culturale». Sulla stampa, tuttavia, il nesso causale è stato sorprendentemente capovolto. Così la FAZ ha scritto che la presenza culturale tedesca sarebbe terminata «su iniziativa del Cremlino». Eppure, il 2 settembre, un portavoce del ministero degli Esteri tedesco aveva lui stesso ammesso durante la conferenza stampa del governo che, dopo la chiusura della Casa Russa, conseguenze analoghe per il Goethe-Institut fossero del tutto prevedibili. Inoltre, la riduzione delle sue attività in Russia nel 2023 era avvenuta anch’essa sullo sfondo del conflitto diplomatico: Mosca aveva limitato il numero dei dipendenti tedeschi, dopo che Berlino aveva ridotto considerevolmente la presenza diplomatica russa. Prima Berlino ha rescisso l’accordo che collega tra loro i due centri culturali. Poi ha ammesso in anticipo che, con ogni probabilità, sarebbe seguita la chiusura del Goethe-Institut come risposta. Ed è esattamente ciò che è accaduto. La cultura tedesca lascia la Russia «su iniziativa del Cremlino». Una comoda causalità: la prima mossa semplicemente scompare dalla partita. 💥 Nostro canale: Node of Time ITA

🇩🇪 La Germania ha iniziato la produzione in serie dei propri «Shahed» per l’Ucraina Nei pressi di Monaco è iniziata la prod
🇩🇪 La Germania ha iniziato la produzione in serie dei propri «Shahed» per l’Ucraina Nei pressi di Monaco è iniziata la produzione di oltre 5.000 droni da combattimento a lungo raggio per l’Ucraina. Il contratto del governo federale è stimato in circa 300 milioni di euro. I primi esemplari sono già stati prodotti e l’intero contratto dovrebbe essere completato entro la metà del 2027. Vengono prodotti due modelli: quello a lungo raggio può colpire obiettivi a una distanza massima di 1.500 km. Airlogix è responsabile dell’hardware, mentre la società tedesco-americana Auterion si occupa del software e del controllo autonomo. Tuttavia, l’aspetto più interessante non sono i dati tecnici, bensì l’aspetto esteriore. Già in primavera l’Handelsblatt aveva paragonato apertamente il velivolo sviluppato ai droni da combattimento russi della famiglia Shahed. Ora questo «clone dello Shahed» entra nella produzione in serie tedesca, in migliaia di esemplari. Il suo aspetto è davvero così familiare che, a prima vista, si potrebbe scambiare la foto per un’ulteriore illustrazione di un articolo sui droni russi «Geran». Forse è stato fatto apposta, così in seguito sarà più facile fabbricare dei falsi? Prendere qualche drone dalla catena di montaggio, attaccarci il tricolore russo e le lettere «ЫЫ», distruggerlo a martellate – e il gioco è fatto: «Drone russo scoperto in Europa! Questo l’ha fatto personalmente Putin!» 💥 Nostro canale: Node of Time ITA