WIKI APPROTECH • IL PORTALE DEI SAPERI E DEL SAPER FARE •
Open in Telegram
Il Portale dei saperi e del Saper fare vuole diventare il primo, grande collettore mondiale di conoscenza e scambio per l'auto produzione di ogni genere di prodotti e per l'autosufficienza alimentare ed energetica.
Show more5 704
Subscribers
-224 hours
-67 days
+130 days
Posts Archive
La felicità non dipende dai tuoi beni materiali
Un orologio da 300 Euro segna la stessa ora di un orologio da 30 Euro. La solitudine in una casa di 400 mq è la stessa in una casa di 40 mq. Se viaggi in 1a classe o in economy arriverai comunque alla stessa destinazione. Un giorno ti renderai conto che la felicità non dipende dai beni materiali, bensì dall'amore delle persone che ti circondano e dall'allegria che senti per essere vivo e per la fortuna di vivere oggi come oggi.
La situazione economica, sociale ed ecologica a cui stiamo andando incontro richiede una compartecipazione di molti, disponibili ad inventare e ad applicare nuovi stili di vita, capaci di soddisfare in profondità anche le necessità esistenziali delle persone, nel rispetto e nella collaborazione con gli altri individui della terra.
Se scegliamo uno sviluppo locale auto-sostenibile con tecnologie appropriate all'ambiente naturale, possiamo indicare una serie di criteri da seguire per aumentare la qualità del sistema produttivo avendo come obiettivo la salubrità dell'ambiente:
Le finalità sono quelle di incentivare, diffondere e agevolare il miglioramento della qualità della vita attraverso l'auto-produzione dei beni.
Il Saper Fare è il recupero di un insieme di pratiche tradizionali che si sono tramandate da padre in figlio.
Il Sapere e il Saper Fare dimenticati, (quelli che vengono spesso considerati arretrati e poco scientifici), sono invece strumenti importanti per liberare gli individui dalla dipendenza assoluta dalle merci e dal mercato.
Ogni processo produttivo atto a realizzare un determinato prodotto, è passato (prima di essere industrializzato) nelle mani di uomini, di artigiani che quella materia, quel prodotto lo hanno manipolato e creato: da questo passaggio importante nasceva il prototipo.
Il processo di smantellamento dell’economia reale nel nostro paese è iniziato con la marginalizzazione prima, la distruzione poi, dell’artigianato primario.
Burocratizzazione ossessiva e sistemica;
morte del vero apprendistato “di bottega”;
declassamento, nell’immaginario collettivo, dei mestieri attraverso la mono-cultura – mito – della laurea, unico simbolo di stato riconosciuto e, quindi, ricercato e voluto dalle famiglie.
Tratto dal mio libro: Il Portale dei saperi e del saper fare
Graziano Naressi
In questo libro faccio alcune proposte per costruire un mondo migliore. Non ho la verità in tasca e per questo accetto critiche o proposte per migliorarlo. È un libro aperto dove tutti possono partecipare e dire la loro. Come tutti i miei progetti anche questo libro è Open Source.
Il portale dei saperi è il tentativo di mettere assieme coloro che pur partendo da realtà e esperienze diverse condividono uno stesso desiderio di cambiamento, ma soprattutto condividono una attenzione verso il mondo e un’apertura mentale che favorisce il pensiero creativo.
“Le culture e le civiltà si sono formate, si sono arricchite, sono state trasmesse da milioni di persone che apprendevano attraverso la vita e l’azione e per le quali vivere e apprendere erano sinonimi, perché dovevano apprendere per vivere e apprendevano tutto ciò che aveva senso per loro e per la comunità a cui appartenevano.
Il portale dei saperi propone una visione alternativa di quello che potrebbe essere il futuro se applicassimo quello che già conosciamo, per raggiungere una nuova e sostenibile civiltà mondiale. Problematiche di guerra, povertà, fame, debito e inutili sofferenze umane vengono considerate non solo evitabili, ma totalmente inaccettabili. Altrimenti , assisteremo al prosieguo degli stessi problemi inerenti al mondo di oggi.
Tratto dal mio libro: Il portale dei saperi e del saper fare.
Graziano Naressi
Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una crescente erosione delle fondamenta della nostra democrazia e dei principi sanciti nella nostra Costituzione. Le pressioni globali e le emergenze hanno spesso portato a violazioni della nostra sovranità nazionale.
I partiti politici, invece di rappresentare i cittadini, sembrano sempre più inclini a seguire gli interessi delle lobby. Il margine della libertà (dal punto di vista politico, religioso, tecnologico) sta diventando ogni giorno che passa sempre più ristretto.
Non è più possibile delegare l'attività politica ai partiti e alle persone da loro scelte, pena la degenerazione continua, costante, della qualità della nostra vita e la mancata soluzione dei nostri problemi. Un mondo migliore sembra impossibile. Eppure, è il solo avvenire che merita di essere pensato e per il quale è urgente impegnarsi. Vogliamo ridare potere decisionale ai cittadini e promuovere valori come la libertà, la responsabilità individuale, la solidarietà e il bene comune.
Costruiamo insieme quel cambiamento necessario per il nostro paese, per il nostro pianeta, per una vita semplicemente migliore. Lavoreremo insieme per creare una una società creativa e solidale fondata sulla condivisione dei saperi e delle conoscenze che devono diventare patrimonio dell’umanità e non al servizio esclusivo di poche élite.
Costruiamo la cultura della condivisione e della conoscenza!
La conoscenza è patrimonio comune dell'umanità; è un bene pubblico comune mondiale e, come tale, deve essere messo al diritto della vita per tutti, a cominciare dai diritti all'acqua, al cibo, alla salute, all'educazione, alla democrazia.
Realizzare la partecipazione della popolazione ad un progetto di comunità significa mettere a disposizione, di chi ha le idee e la passione per realizzarle, le strutture comuni, adeguatamente normalizzate e pronte all’uso che s’intende fare:
ciò significa, in ultima analisi, condividere un progetto e una prospettiva per il bene comune, valorizzando le competenze e le passioni, dando fiducia a chi l’ha persa,
a chi ha difficoltà da superare con l’aiuto di una comunità solidale.
Gli spazi d’incontro potranno essere biblioteche e laboratori dove condividere idee, competenze e lavoro, dove condividere progetti e visioni del mondo.
I luoghi potranno essere gli spazi di una strategia più ampia per riportare concretamente e stabilmente l’Università nei nostri territori e con essa la cultura della condivisione della conoscenza la cui assenza è la vera causa del profondo degrado che incontriamo intorno a noi, in ogni direzione.
Il portale del cambiamento dovrà diventare un luogo d’incontro e di confronto, un punto di riferimento imperdibile per chi ha deciso di mettersi in movimento.
Al centro ci sarà l’ecologia,
il saper fare,
i nuovi stili di vita, la decrescita, la permacultura, l’efficienza energetica, l'auto-costruzione, la bioedilizia e molto altro ancora….
ALCUNI OBIETTIVI CHE IL PORTALE DEVE PERSEGUIRE:
- ll portale vuole essere uno strumento utile per tutti quelli che sono felicemente impegnati a cambiare stile di vita, un luogo di incontro e di confronto sui temi della decrescita, dell'autosufficienza energetica e alimentare e uno spazio aperto alle idee e ai progetti utili a rafforzare l’alternativa che in tanti stiamo costruendo nel mondo.
- Sarà l'espressione di una rivoluzione culturale già in atto, dal momento che viene scardinato alla base il meccanismo per cui se si vuole acquisire un sapere o una competenza, la si deve comprare. E una volta comprata se la si vuole diffondere, occorre entrare nel mercato, serve renderla "spendibile", "appetibile",
e "commercializzabile”.
Inutile dire quale impoverimento e appiattimento ha causato questo modo di intendere la cultura.
Il portale promuoverà tutti quei saperi che alcune élite culturali hanno interesse a tenere nascosti, la diffusione dei quali costituirebbe per tutta l'umanità un salto enorme di consapevolezza e di sviluppo.
Credo che sia arrivato il tempo di iniziare la trasformazione della società, ritirando le nostre energie dal sistema e creandone uno alternativo che valorizzi la nostra umanità,
il nostro amore, la compassione e la gioia in ognuno di noi nel creare, lavorare e vivere insieme.
Cominciamo a costruire una rete mondiale per una nuova economia solidale.
Nell’era digitale, nella società della conoscenza, il vero capitale sono le persone, le loro qualità, la loro esperienza, impegno, idee e modalità relazionali.
Attraverso la condivisione del dono, vogliamo scommettere sullo sviluppo e sulla diffusione di una cultura della reciprocità.
Tratto dal mio libro "Il Portale dei saperi e del saper fare" che potete scaricare anche dal nostro sito internet: www.ipds.it
Graziano Naressi
Noi del Portale dei saperi vogliamo cambiare le cose e crediamo che come noi anche molte altre migliaia di persone ci stiano già provando. Il primo passo è di progettare un luogo prima virtuale e poi finalmente reale che ci aiuti ad incontrarsi per costruire insieme quel cambiamento necessario per il nostro paese, per il nostro pianeta, per una vita semplicemente migliore.
Il portale del cambiamento dovrà diventare un luogo d'incontro e di confronto, un punto di riferimento imperdibile per chi ha deciso di mettersi in movimento.
Al centro ci sarà l'ecologia, il saper fare, i nuovi stili di vita, la decrescita, la permacultura, l'efficienza energetica, l'auto-costruzione, la bioedilizia e molto altro ancora...
È importante poi acquisire, sviluppare la flessibilità mentale per poter modificare sempre i nostri comportamenti, le nostre azioni fino a ottenere ciò che desideriamo,ciò che vogliamo realmente. Dobbiamo sviluppare la tenacia, la resilienza, la determinazione, e desiderare davvero ciò che vogliamo per poter far fronte a qualsiasi ostacolo che si presenterà sulla nostra strada.
Continuiamo ad accendere e alimentare continuamente il fuoco della speranza, della fede, del coraggio, della tolleranza e della flessibilità.
Un’altra mondializzazione sta nascendo: quella del desiderio di un mondo diverso, di un’altra globalizzazione, pacifica e solidale.
In tal senso si può prospettare uno scenario definibile anche come globalizzazione dal basso, solidale, non gerarchica, la cui natura è comunque quella di una rete strategica (anche internazionale, mondiale) tra società locali.
Non ho una ricetta per cambiare il mondo, ma so che l'idea deve venire da tutti noi.
La forma che useremo deve provvedere a renderci vicini l'un l'altro, come eguali, ad ascoltarci e sostenerci, a cooperare e creare insieme un mondo migliore a misura d'uomo "
La maggioranza delle persone desidera una società più giusta e pacifica, un'economia etica, uno sviluppo eco-sostenibile, un'umanità più consapevole.
Sono coloro che, in Italia e nel mondo, auspicano stili di vita più sani e autentici, ispirati ai valori della pace, dei diritti umani, dell'ambiente, della qualità della vita, delle relazioni consapevoli e costruttive, della crescita personale e spirituale. Uno sviluppo sostenibile che provveda alle necessità umane, e rimanga entro limiti ecologici, richiede una rivoluzione culturale più grande di uno qualsiasi dei tumultuosi cambiamenti del secolo scorso.
Tratto dal mio libro "Il Portale dei saperi e del saper fare"
Graziano Naressi
Noi del Portale dei saperi vogliamo cambiare le cose e crediamo che come noi anche molte altre migliaia di persone ci stiano già provando. Il primo passo è di progettare un luogo prima virtuale e poi finalmente reale che ci aiuti ad incontrarsi per costruire insieme quel cambiamento necessario per il nostro paese, per il nostro pianeta, per una vita semplicemente migliore.
Il portale del cambiamento dovrà diventare un luogo d'incontro e di confronto, un punto di riferimento imperdibile per chi ha deciso di mettersi in movimento.
Al centro ci sarà l'ecologia, il saper fare, i nuovi stili di vita, la decrescita, la permacultura, l'efficienza energetica, l'auto-costruzione, la bioedilizia e molto altro ancora...
È importante poi acquisire, sviluppare la flessibilità mentale per poter modificare sempre i nostri comportamenti, le nostre azioni fino a ottenere ciò che desideriamo,ciò che vogliamo realmente. Dobbiamo sviluppare la tenacia, la resilienza, la determinazione, e desiderare davvero ciò che vogliamo per poter far fronte a qualsiasi ostacolo che si presenterà sulla nostra strada.
Continuiamo ad accendere e alimentare continuamente il fuoco della speranza, della fede, del coraggio, della tolleranza e della flessibilità.
Un’altra mondializzazione sta nascendo: quella del desiderio di un mondo diverso, di un’altra globalizzazione, pacifica e solidale.
In tal senso si può prospettare uno scenario definibile anche come globalizzazione dal basso, solidale, non gerarchica, la cui natura è comunque quella di una rete strategica (anche internazionale, mondiale) tra società locali.
Non ho una ricetta per cambiare il mondo, ma so che l'idea deve venire da tutti noi.
La forma che useremo deve provvedere a renderci vicini l'un l'altro, come eguali, ad ascoltarci e sostenerci, a cooperare e creare insieme un mondo migliore a misura d'uomo "
La maggioranza delle persone desidera una società più giusta e pacifica, un'economia etica, uno sviluppo eco-sostenibile, un'umanità più consapevole.
Sono coloro che, in Italia e nel mondo, auspicano stili di vita più sani e autentici, ispirati ai valori della pace, dei diritti umani, dell'ambiente, della qualità della vita, delle relazioni consapevoli e costruttive, della crescita personale e spirituale. Uno sviluppo sostenibile che provveda alle necessità umane, e rimanga entro limiti ecologici, richiede una rivoluzione culturale più grande di uno qualsiasi dei tumultuosi cambiamenti del secolo scorso.
Tratto dal mio libro "Il Portale dei saperi e del saper fare"
Graziano Naressi
Grazie mille amici! Stiamo costruendo il nostro sito internet. Sono oltre 50 i volontari che mi stanno aiutando. I progetti sono stati divisi in 28 categorie principali che riguardano tutti i settori. Chi ha dei saperi, delle conoscenze o dei progetti da condividere con noi è il benvenuto. Se avete delle conoscenze informatiche e volete contribuire alla realizzazione di questo grande progetto potete scrivermi su questa mail: africad2021@gmail.com
Noi del Portale dei saperi vogliamo che i saperi e le conoscenze diventino patrimonio dell'umanità e non al servizio di poche èlite!
Non siamo soli!
Nel mondo sono sorti altri gruppi con i nostri stessi ideali. Nel mio libro "Il Portale dei saperi e del saper fare" ho proposto una serie di principi per costruire un mondo migliore.
CARTA DEI PRINCIPI PER LA COSTRUZIONE DÌ UNA RETE MONDIALE BASATA SULLO SCAMBIO E LA CONDIVISIONE DEI SAPERI
I valori espressi nel presente documento sono basati su principi di solidarietà, cooperazione, non violenza, giustizia sociale e democrazia:
1) La Rete sottolinea il ruolo centrale che donne e uomini debbono avere nei sistemi di socio economia solidale, godendo di uguali diritti di partecipazione, potere decisionale e di possibilità di attuazione, mettendo in accordo in modo solidale lediversità che ci caratterizzano come esseri umani, abolendo ogni forma dioppressione,
di dominio, di pregiudizio e di esclusione, specialmente quelli che hanno tenuto sottomesse le donne nel corso della storia;
2) La Rete concepisce il lavoro umano, il sapere, la sensibilità etica e la creatività come valori centrali della società e cerca di adottare pratiche di vita e di lavoro cheutilizzino il tempo delle persone e la loro energia per svilupparne liberamente edeticamente il potenziale umano;
3) La Rete si definisce come uno strumento di promozione del recupero e della valorizzazione delle culture, delle tradizioni e della saggezza dei popoli tradizionalie delle loro economie basate su reciprocità e solidarietà;
4) La Rete ritiene lo sviluppo economico e tecnologico non un fine, masemplicemente un mezzo al servizio dello sviluppo umano, sociale, etico ed eco-sostenibile;
5) La Rete ritiene che una Società solidale, in particolare per quanto riguarda gli ambiti del lavoro, della produzione e del consumo, sia l'agente conduttore del suo sviluppo;
6) La Rete asserisce che le lavoratrici e i lavoratori sono anche consumatori:
ilnostro modo di consumare definisce il tipo di società che abbiamo. Il primo passoverso la costruzione di una economia solidale è quello di consumare in modo etico, responsabile e solidale;
7) La rete ha l'obiettivo di ripristinare la bellezza e la curiosità dietro ogni sapere eper far questo offre i suoi corsi in maniera completamente gratuita. Essa si pone come ponte tra chi vuole condividere le proprie conoscenze e chi desidera apprenderle, senza che queste - né chi le offre e né chi le riceve - siano considerati unprodotto da spendere nel mercato. Una volta definiti bisogni e desideri degli individuie delle comunità,
si ha la base su cui pianificare ciò che si deve produrre,
con quale tecnologica,
in che quantità e qualità, sempre salvaguardando l'equilibrio degliecosistemi e promuovendo in modo etico l'esercizio delle libertà pubbliche, individuali e sociali;
8) La rete vuole portare la società moderna a un nuovo livello di unità e di sviluppo pacifico della civiltà in tutte le sfere della vita;
9) La rete intende condurre la nostra civiltà fuori dall'impasse dell'autodistruzione e garantire a tutti i cittadini un futuro senza guerre, conflitti, violenza e fame;
10) L'obiettivo è di garantire una vita dignitosa alle persone di tutto il mondo senza paura per il presente e il futuro.
Tratto dal mio libro "Il Portale dei saperi e del saper fare"
Graziano Naressi
Oggi le aziende più potenti del pianeta hanno costruito le loro intelligenze artificiali facendo qualcosa che assomiglia moltissimo a ciò per cui Aaron fu perseguitato: raccogliere quantità sterminate di testi, dati e conoscenza prodotti dall'intera umanità. Solo che loro non lo hanno fatto per restituire quel sapere a tutti.
Lo hanno fatto per venderlo, per fatturare miliardi, per diventare gli uomini più ricchi della Terra!
E nessuno li ha messi in manette.
Vengono celebrati, invitati, corteggiati dagli stessi governi che riempiono i discorsi di parole come libertà e democrazia, e poi lasciano che il sapere di tutti diventi il profitto di pochissimi.
Il caso Swartz ci lascia una lezione tagliente. Il sistema, alla prova dei fatti, non teme chi ruba per arricchirsi. Teme chi minaccia il commercio del sapere. Chi prende una cosa preziosa e la rende gratis per tutti, mandando in fumo guadagni milionari, diventa il nemico numero uno. È la stessa paura delle mafie davanti all'ipotesi di legalizzare ciò su cui lucrano: finché resta proibito e a pagamento vale oro, nel momento in cui diventa libero e accessibile il tesoro svanisce.
Aaron non voleva rubare nulla. Voleva solo che il sapere, che è di tutti, tornasse a tutti gratis.
E proprio per questo andava fermato.
Ci ha lasciati troppo presto, quel ragazzo che a tredici anni parlava alla pari con i padri di internet. Ma un'idea non la puoi arrestare, né incriminare, né spingere al silenzio. E la sua continua a camminare, un articolo liberato alla volta, dentro la testa di chiunque pensi che la conoscenza sia un diritto e non una merce.
Riposa dove hai scritto il tuo manifesto, Aaron. Su quelle colline marchigiane un ragazzo di ventun anni aveva già capito tutto. Se puoi rendere il mondo un posto migliore, diceva, allora fallo. Lui ci ha provato davvero. Il minimo che possiamo fare è non lasciare che lo dimentichino.
Se credi anche tu che il sapere appartenga all'umanità, e non a una manciata di miliardari, fai in modo che questa storia continui a girare.
#AaronSwartz #Ricerca #ricercalibera
Aaron fondò un'organizzazione, Demand Progress, e si mise a capo della rivolta. Il 18 gennaio 2012 Internet si spense per protesta: Wikipedia, Google, Reddit e migliaia di altri siti si oscurarono nello stesso giorno. Milioni di persone scrissero al Congresso. E accadde l'impensabile: una legge già lanciata verso l'approvazione venne ritirata!
Un ragazzo aveva contribuito a fermare il potere. Non con le armi. Con le persone e con un'idea.
Poi però c'era quell'altra faccenda.
Tra il 2010 e il 2011 Aaron aveva collegato un computer alla rete del MIT e scaricato in massa gli articoli scientifici custoditi dietro il paywall di JSTOR, una grande banca dati accademica. Milioni di documenti. Non per rivenderli. Non per arricchirsi. Non ci guadagnò un centesimo, e non aveva intenzione di guadagnarci. Voleva restituirli al mondo, a cui in fondo appartenevano già.
Qui vi chiedo attenzione perché la storia diventa istruttiva.
JSTOR, la presunta parte lesa, dichiarò di non voler procedere contro di lui e recuperò i propri file. Poteva finire lì. Invece la procura federale decise di andare avanti da sola, con una durezza che ancora oggi lascia senza parole. I capi d'accusa, inizialmente quattro, vennero moltiplicati fino a tredici. 13! La pena teorica arrivava a trentacinque anni di carcere (35!) e a un milione di dollari di multa. Trentacinque anni. Per aver scaricato degli articoli scientifici, quando c'era chi rischiava molto meno per crimini con vittime vere. I procuratori pretendevano una dichiarazione di colpevolezza e il carcere, e non mollarono la presa fino a due giorni prima della fine.
L'11 gennaio 2013 Aaron Swartz si tolse la vita nel suo appartamento.
Aveva ventisei anni.
Il ragazzo che aveva aiutato a salvare la libertà di Internet, schiacciato dalla stessa macchina che quella libertà avrebbe dovuto difenderla.
Quando morì, uno dei primi a piangerlo fu Tim Berners-Lee, l'uomo che ha inventato il World Wide Web, il web che usiamo ogni giorno. Non un ragazzino qualsiasi ai suoi occhi, ma un pari, quasi un maestro. Scrisse parole che ancora oggi fanno stringere il cuore: "Aaron è morto. Viandanti in questo folle mondo, abbiamo perso un saggio anziano. Hacker per la giustizia, siamo uno in meno. E voi tutti che siete genitori, abbiamo perso un figlio. Piangiamo."
Lo disse l'inventore di Internet, per un ragazzo di ventisei anni. Serve altro per capire chi avevamo di fronte?
L'onda di sdegno fu tale che al Congresso venne presentata una proposta di riforma di quella legge vecchia e feroce, e le diedero il suo nome: Aaron's Law. Sarebbe bello raccontarvi che passò. Non passò. Si arenò in commissione, una volta, e poi ancora. La legge che lo aveva distrutto è rimasta in piedi.
Anche questo dice qualcosa su chi comanda davvero.
E Aaron non è stato l'unico.
C'è un filo che lega alcuni nomi degli ultimi vent'anni, colpiti non tanto per quello che hanno fatto quanto per quello che rappresentano.
Julian Assange, con WikiLeaks, ha pubblicato documenti che mostravano cosa i governi facevano lontano dagli occhi dei cittadini, e ha pagato con anni di reclusione e di rifugio forzato prima di tornare libero.
Edward Snowden, nel 2013, ha rivelato che gli Stati Uniti spiavano in massa le comunicazioni di mezzo mondo, e da allora vive in esilio, ricercato in patria per aver detto la verità.
E c'è una giovane ricercatrice, Alexandra Elbakyan, kazaka, che nel 2011 ha creato Sci-Hub, una biblioteca che apre gratuitamente milioni di articoli scientifici a chiunque, ovunque. È la più vicina a noi, perché la sua battaglia è di questi giorni: vive in Russia sotto il peso di condanne milionarie, i suoi siti vengono oscurati uno dopo l'altro, e ancora oggi, nel 2026, i grandi editori la inseguono nei tribunali. Qualcuno la chiama pirata. Milioni di studenti e scienziati la chiamano semplicemente colei che ha dato loro accesso al sapere. La stessa colpa di Aaron.
Lo stesso identico bersaglio.
E adesso guardiamo il presente, perché è qui che la storia di Aaron diventa una domanda scomoda per tutti noi.
Ciao a tutti. Dedico questo post ad Aaron Swartz che ha dedicato la sua vita alla conoscenza libera.
C'è un eremo, nelle Marche, arroccato sulle colline sopra Cupramontana, in provincia di Ancona. Si chiama Eremo dei Frati Bianchi. Nel luglio del 2008 ci passò un ragazzo americano di ventun anni, ospite di un incontro sul futuro delle biblioteche, un ritiro dell'organizzazione Electronic Information for Libraries (EIFL). In quei giorni, su quelle colline italiane, scrisse due pagine che sarebbero diventate uno dei testi più letti e tradotti di tutto il movimento per la conoscenza aperta. Si chiamava Aaron Swartz. E quel manifesto, il "Guerilla Open Access Manifesto", porta ancora oggi la firma «luglio 2008, Eremo, Italia».
Vale la pena sapere chi era, questo ragazzo, perché la sua storia dice qualcosa di preciso sul mondo in cui viviamo: e alla fine, converrete con me, il suo pensiero ha mille ragioni per essere ricondiviso nel tempo.
A tredici anni collaborava alla nascita dell'RSS, la tecnologia che ancora oggi fa arrivare notizie e podcast sui nostri dispositivi. A quindici lavorava fianco a fianco con il giurista Lawrence Lessig all'architettura tecnica di Creative Commons, gli strumenti che permettono a un autore di dire «questa mia opera potete usarla liberamente». A diciannove era tra i creatori di Reddit. Quando la piattaforma venne venduta, si ritrovò ricco a vent'anni. Poteva fermarsi lì, comprarsi una villa e godersi il resto.
Scelse l'esatto contrario.
Perché Aaron aveva in testa un principio che lo guidava come una bussola: se hai la possibilità di rendere il mondo un posto migliore, allora hai anche il dovere di farlo. Non un vezzo, non uno slogan. Un obbligo morale che si è portato addosso fino all'ultimo giorno.
E il mondo, per come lo vedeva lui, aveva un difetto insopportabile. La ricerca scientifica, nella maggior parte dei casi, la paghiamo noi. La finanziano le università pubbliche, i fondi statali, le tasse dei cittadini. Poi però gli studiosi, per pubblicare i risultati del proprio lavoro, li cedono a un pugno di editori privati. E da quel momento tutto si capovolge: per rileggere quella stessa ricerca, che l'umanità ha già finanziato una volta, bisogna pagare di nuovo. Studenti, ricercatori, medici, curiosi di tutto il pianeta si trovano davanti un muro fatto di paywall.
Chi possiede quel muro incassa cifre enormi. Chi vorrebbe solo "sapere" resta fuori.
La sua intuizione era luminosa nella sua semplicità: se mettessimo insieme il sapere di tutti e lo rendessimo accessibile a chiunque, da quel cervello collettivo potrebbero nascere scoperte che oggi nemmeno immaginiamo. Persino la cura di una malattia che continua a ucciderci, come il cancro.
E qui arriva la parte che sembra scritta apposta per dargli ragione. Negli stessi anni, un ragazzino del Maryland di nome Jack Andraka, appena quattordici, quindici anni, perse una persona cara a causa di un cancro al pancreas diagnosticato troppo tardi. Voleva capire. Cominciò a leggere articoli scientifici che trovava in rete, sbattendo di continuo contro quei paywall da quaranta dollari a pagina. Con quello che riuscì a mettere insieme mise a punto l'idea di un test economico per individuare precocemente quel tumore, e vinse il primo premio a una delle più importanti fiere scientifiche del mondo. Quando gli chiesero da dove fosse partito, indicò proprio la conoscenza libera.
Un ragazzino, con degli articoli, un'intuizione e nessun muro davanti.
Esattamente ciò che Aaron sosteneva potesse accadere. Il suo test avrebbe poi acceso discussioni nel mondo scientifico, come è giusto che sia per ogni scoperta giovane. Ma il senso resta intatto: quando il sapere è aperto, chiunque può provare a cambiare le cose.
Del resto Aaron non era soltanto un teorico. Nel 2011 negli Stati Uniti stava per passare una legge chiamata SOPA. Dietro la scusa della lotta alla pirateria, avrebbe dato al governo e alle grandi aziende il potere di oscurare interi siti web. Un colpo durissimo alla libertà della rete.
Ciao a tutti,
voglio condividere con voi questo post che ho messo nel nostro gruppo wathsapp.
Faccio un appello agli iscritti a questo gruppo di rispettare gli ideali per cui è stato creato. Ricevo circa 30 post ogni giorno che non c'entrano niente con gli ideali per cui è stato creato questo gruppo. La maggior parte dei post che mi arrivano sono post politici o sono post per farsi pubblicità.
Per cui mi trovo costretto a cancellare circa il 90% dei post!
Lo ripeto per l' ultima volta!
Questo gruppo è stato creato per costruire un mondo migliore!
Vuol dire che in questo gruppo vanno condivisi solo contenuti che riguardano saperi, conoscenze e progetti che possono aiutarci a costruire un mondo migliore!
In questo gruppo non chiediamo a nessuno se è di destra, di sinistra, se è Vax, non Vax , di quale religione, ecc.. queste divisioni sono state create per dividerci. L'importante è condividere gli ideali su cui è stato creato questo gruppo.
Noi vogliamo che i saperi e le conoscenze diventino patrimonio dell'umanità e non al servizio di poche èlite!
Vogliamo decidere noi della nostra vita, del nostro tempo. Questo lo potremmo fare quando saremo padroni dei saperi e delle conoscenze. Stiamo costruendo il primo sito al mondo con oltre 6000 progetti Open Source che riguardano ogni settore di produzione.
Chi non è d'accordo con questo obiettivo è pregato di uscire da questo gruppo! Ho cancellato molti iscritti che sono entrati in questo gruppo solo per dividerci e creare casini!
Non mi interessa avere molti iscritti ma quelli che rimangono devono essere d'accordo con gli obiettivi per cui è stato creato questo gruppo. Razzisti e nazisti in questo gruppo non possono entrare e saranno cancellati appena saranno scoperti.
Ne ho cancellati almeno un centinaio!
Stiamo costruendo il nostro sito internet e quando sarà finito diventerà il più grande sito al mondo come numero di progetti in Open Source (oltre 6000 progetti). Il sito è tradotto in tutte le lingue del mondo per eliminare ogni barriera linguistica. Sono oltre 50 volontari che mi stanno aiutando a organizzare il materiale che sarà inserito nel nostro sito internet.
Il sito si chiama: www.ipds.it
,
È incredibile, ho provato 3 volte a condividere il post della storia di quella ragazza palestinese ma mi mettono un' altro video. Il video si trova comunque nel nostro gruppo facebook.
