Embrace the femme
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[...] Per Susan Stryker, rileggere il passato in chiave queer e trans è un modo per offrire alla società un nuovo spazio di cambiamento e di creazione di comunità alternative, riconoscendo le radici lontane e profonde delle lotte, della formazione delle politiche identitarie contemporanee e delle trasformazioni che l’Occidente vive oggi. Con Storia Transgender, l’autrice fa emergere le potenzialità inespresse del passato in grado di alterare il futuro, mettendo in luce come l’esistenza transgender sia strettamente legata ad altri temi attuali e urgenti: dallo sfruttamento capitalista sempre più esasperante dei corpi e dell’ambiente al risorgere di fascismi e populismi di destra violenti ed estremi. Così è nata la nostra conversazione, nel tentativo di analizzare il momento che stiamo attraversando con una prospettiva trans*: trans-storica, trans-disciplinare, trans-genere e trans-generazionale [...]
Nella Ghinea di giugno Chiara Muzzicato (@chiasmatica) mi ha fatto scoprire la poesia di Lesbia Hardford. Un estratto qui:
[...] Nel loro saggio a sei mani, The intimate archive, le studiose Maryanne Dever, Sally Newman e Ann Vickey, nel chiedersi quali possano essere le metodologie migliori per scavare negli archivi intimi di chi fa letteratura, scelgono la figura di Lesbia Harford come fondamentale per “il movimento australiano dei diritti civili, specialmente in termini di classe, gender e orientamento sessuale”. Se per Lesbia il politico è vissuto come un fatto “intimo e personale”, l’amore è un fatto intimo e interiore quanto politico, potente come la politica proprio perché messo sullo stesso piano.
La poesia di Harford risultava insolita per quegli anni, perché toccava tabù o argomenti controversi come le mestruazioni, il pacifismo, l’amore libero e saffico.
Gli archivi intimi di Lesbia Harford e le sue lettere confermano infatti diverse relazioni saffiche della poetessa, e quello che ancora una volta esalta questa figura è lo spiraglio, la luce. Nella sua poesia l’amore come la politica come la natura come la lotta di classe sono messi sullo stesso piano, a suggerire una visione integrata dell’esistenza in cui tutto è fondamentale perché tutto è poesia. E per Lesbia Harford se tutto è poesia, tutto può essere la nuova realtà.
I contorni di Lesbia Harford iniziano così a delineare una figura mutevole e ambivalente che non solo abita il confine – donna e poetessa fuori dal canone – ma da esso trae la sua forza di parola, il suo splendore, quegli spruzzi di versi che non possono rimanere non scritti. Cantrice del margine, Lesbia sembra assumere quel ruolo senza rimorso: cercando le parole per parlare di altre vite ed esistenze che come lei non vedranno il giorno della rivolta, ma osservano l’oltre che si trova al di là di quel confine. E l’oltre che scrutano ha i contorni ancora più sfumati di coloro che lo descrivono e lo anelano: l’unica sicurezza è che si tratta di un mondo nuovo, una realtà che ancora non c’è e che non coincide con la “normalità”, o con ciò che è fuori dal margine solo perché antagonista a esso.
Lesbia Harford ha lavorato tutta la sua vita per quegli “spiragli di una nuova realtà” più che per la “nuova realtà” effettiva. Lesbia Harford ha aiutato con la sua poesia a definire quali possono e devono essere le caratteristiche di un mondo in cui il margine non è più un luogo di sofferenza ma un posto in cui coltivare bellezza, in cui rivendicare non è più dovuto perché è già tutto dato: l’amore, la rivolta, la natura, il linguaggio, la poesia [...]Alaska compie 18 mesi di vita ad Affori. E per questo vuole festeggiare. Lo fa così: letture, musica, presentazioni.
Qui sotto i dettagli, e noi ti aspettiamo, come sempre.
🎷 Ore 17: Letture con sax
"L'inseguitore" di Julio Cortázar (edizioni sur)
Silvia Pelizzari legge alcuni estratti della nuova edizione de L'inseguitore, giudicato - a ragione - il più bel racconto di Julio Cortázar, scrittore argentino tra i migliori della sua generazione. Accompagna al sax Jacopo Cirillo.
📚 Ore 18: Incontro con la traduttrice
"Detransition, Baby" di Torrey Peters (Oscar Mondadori Vault)
La traduttrice Chiara Reali in dialogo con Tristan Guida
🎤 Ore 19: Incontro con l'autrice
"Estate caldissima" di Gabriella Dal Lago (66thand2nd)
L'autrice Gabriella Dal Lago in dialogo con Elisa Lipari
🌺 Ore 20: Luca Telli & @siloca
Direttamente dalla tropicalità sabaudo-orobica Luca Telli & Si Loca ci faranno danzare come salmoni che risalgono la corrente: dinoccolati, brillanti. Canzoni in acustico: un dolce ukulele e percussioni vivaci in vero bambù. Venite in tanti tutti quanti!
🕺 Dalle 21: DJ Set
Selezione musicale Burkina Dee
Ti piace? Bene, anche a noi.
❇️ Alaska, la libreria di Affori
Via Gian Rinaldo Carli, 39 Milano
Repost from The Soft Bulletin
In questi giorni ho anche finito di leggere questo saggio/diario sulla cultura e sulla scena (queer) rave scritto da McKenzie Wark, Raving appunto.
Letto tutto d'un fiato come se avessi un metronomo interno a 160 bpm a scandire il ritmo.
Qui trovate un estratto.
Quote: Mi interessano le persone per cui il rave è una pratica collaborativa che rende sopportabile questa vita. Potrei uscirmene con una quantità di metafore: il rave come dipendenza, rituale, performance, catarsi, sublimità, grazia, resistenza. Ma ci arriveremo – al momento, non diamo troppo per scontato. Lasciamo che alcuni concetti sul rave emergano attraverso la partecipazione e l’osservazione. Vi porterò a ballare.
[...] We need to think about who's talking, who's got the loudest voices, who's defining the narrative. Traditionally, that is going to be more privileged people; white people, middle class people. You have a lot of academics theorising about us and about gender performance. That's why the lived experience is very important to me, because our identities are formed by our lived experience, they're formed by our class and cultural backgrounds.
We don’t talk about class in this country and we certainly don't talk about class in the context of queer spaces. Some of the negativity around butch identity is because it comes from working class bar culture in the US. People subconsciously see the butch stereotype as a working class [stereotype]. It's not cool, it’s unattractive by white beauty standards, it’s somebody that’s not very smart. If we don't talk about it, that narrative will just continue and working class butches and studs will become more and more isolated from queer spaces – something we already feel [...]
I think highlighting the differences as well as the commonality among butches and studs is really important. Because for a young white butch, discovering punky lesbians from the 1980s with spiky hair is a different experience from a young Black stud who's going to think that lesbians are white people with spiky hair. We’re not all just gay and living under a nice rainbow.
An excerpt from "For the Colonized Body, Tattoos Are Reclamation", Gabes Torres for Yes Magazine
[...] Alaga and Lacsamana share a similar hope to have more women and queer folks in the tattooing world, as studios have been predominantly masculine in the Philippines. Because tattooing is a vulnerable endeavor for the client, a warmer and perhaps more nurturing energy can provide safer spaces that honor the client’s trust and boundaries. Lacsamana also desires to reframe ideas surrounding femininity and tattoo designs. Floral and soft designs are often mocked and belittled, to which she responds, “Why is girliness a bad thing? I love stepping into my femininity.” She hopes that the tattoo world may welcome the interplay of softness and fierceness, power and gentleness, when it comes to tattoo design selection.
Lacsamana imagines tattooing as a way to give talismans to her clients. She shares that the process turns the client’s vision into something tangible, and, by embedding it onto the skin, “alchemizing tattoos into a talisman.” As a tattoo artist, she understands the mutual healing of this process, being a witness and creator who illustrates chapters of other people’s lives on their bodies.
There is something medicinal in choosing the kinds of scars that mark us. In these practices, we get to decide on these wounds and welcome them, as opposed to the ones that invade us without our consent. Through catharsis and colors, we are free. By our own wounds, we heal.
The CRASH comic contest is open to young artists, between 18 and 30 years old, who are EU residents and members of the LGBTQIA+ community. We want to give voice to young queer artists by awarding them 3.000EUR to realise a comic, offering them the opportunity to work and train in an international environment, and publish their work on our platform.
Download our call for applications and find out more.
We look forward to seeing your work!
Il questionario anonimo è parte di uno studio condotto dall’associazione Rete Lenford – Avvocatura per i diritti lgbti+ con i fondi del bando Otto per Mille della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi.
Lo scopo del presente studio è approfondire i bisogni e le necessità delle persone non binarie, attraverso un’indagine presso i centri pubblici e privati presenti sul territorio nazionale che si occupano di varianza di genere, al fine di poter individuare le possibili tutele giuridiche e incoraggiare lo scambio di esperienze tra operator* del settore (endocrinolog*, psichiatr*, psicolog*, legali). Non sono previste risposte giuste o sbagliate. Ciò che ci interessa, infatti, sono solo le esperienze e i vissuti personali, liberamente espressi.
Lo studio sarà condotto tramite un questionario auto-somministrato da compilare su computer, tablet o cellulare di una durata di 10 minuti. La partecipazione è completamente libera. Inoltre, se dovessi cambiare idea e volessi ritirarti, in qualsiasi momento è possibile farlo senza dover fornire alcuna spiegazione.
L’anonimato e la riservatezza di tutte le informazioni sono garantite dall’assegnazione solo di un codice numerico ai dati forniti. Infatti, dati personali richiesti quali genere, età, livello di istruzione, orientamento sessuale, esperienze lavorative, cittadinanza e zona di provenienza (Nord, Centro o Sud-Isole), sono informazioni importanti solo per descrivere i gruppi di persone che partecipano al nostro studio e in nessun modo sarà possibile, neanche per chi svolge la ricerca, risalire all’identità di chi li ha forniti.
I dati raccolti saranno utilizzati in forma anonima e aggregata per pubblicazioni scientifiche e/o presentazioni presso conferenze italiane e internazionali.
In collaborazione con MiX Festival, il Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer.
Dolore pelvico cronico: l’esperienza delle persone trans*
28.05.23 – h. 16:30
Nuovo Armenia
Via Livigno, 9 (MI)
Per declinare le importanti tematiche del festival anche in chiave queer e ampliare l’inclusività delle esperienze. E perché endometriosi, vulvodinia e altre forme di dolore pelvico cronico non riguardano solo le donne cisgender.
Con:
Majid Capovani, autore e attivista trans e queer. Paziente-attivista del Comitato Comitato Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo e formatore per conto dell’associazione GenderLens.
Silvia Carabelli, presidente del Comitato Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo. Esperta di femminismi e studi di genere, e attivista politica in ambito salute, generi e LGBT+.
Tristan Guida, membro dell'Associazione per l'Etica e la Cultura Transgenere di Milano. Condivide materiali sulla rappresentazione LGBTQIA+ e ne scrive.
Per prenotazioni qui!
Siamo un gruppo di persone che si occupa di benessere psicologico e ricerca soprattutto in ambito queer e facciamo parte di Asterisco dove ci occupiamo di divulgazione, consulenza e ricerca.
Nello specifico, adesso vogliamo dare voce alla comunità queer con un’attenzione speciale a persone con disabilità, malattie croniche, neurodivergenze, per raccogliere le vostre esperienze con l’educazione sessuale.
Con questo modulo ti invitiamo a partecipare a un progetto, che consiste nell’incontrarsi online per partecipare a un focus group della durata di due ore, per raccontarci quali sono state le tue esperienze con l’educazione sessuale.
Per motivi di accessibilità abbiamo deciso di troncare le parole in una forma neutra.
Dal 10 al 16 aprile l'@associazione_luca_coscioni ha indetto una campagna di mobilitazione sul territorio nazionale per sensibilizzare la cittadinanza sulle DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento), note anche come Testamento Biologico, e regolamentate ai sensi della legge 22 dicembre 2017 n. 219.
A questa chiamata abbiamo risposto proponendo presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano un dibattito informativo che si terrà domenica 16 aprile dalle 18 alle 20.
Insieme a me saranno presenti Maura Degl'Innocenti e Anna Spiniella (@pedagogiadelvento ), rispettivamente medica palliativista ed educatrice e pedagogista presso l’Associazione VIDAS; Elisa Rubio Frost (@latiaurfidia ), necrofora e tanatoesteta nel settore funebre; Cristiana Zerosi, coordinatrice della Cellula Coscioni di Milano (@cellulacoscionimilano ), che aprirà l'evento con una rapida panoramica sugli aspetti legali delle procedure in materia di consenso informato e DAT.
Sarà un'occasione preziosa per indagare i fattori per cui la malattia, la disabilità e la morte sono sistemicatemente rimosse dal discorso pubblico; analizzare i percorsi di accompagnamento nel fine vita e delle scelte che fino all’ultimo possiamo prendere; riflettere sulla tanatoestetica come atto di profonda cura deə dolenti nei confronti deə proprə affetti defuntə. Le ospiti, per i profili professionali che ricoprono e/o per le attività di advocacy in cui sono impegnate, sapranno fornire una prospettiva unica rispetto al tema dell'autodeterminazione sul fine vita.
Se siete a Milano, mobilitatevi con noi:
Domenica 16 Aprile, h18, Casa dei Diritti, Via De Amicis 10. Vi aspettiamo!
[Domenica 16 aprile a Milano succede questa cosa qui, a cui tengo tantissimo, perché ha a che fare con l'espressione ultima di autodeterminazione, quella sul fine vita. Trovate i dettagli nel testo a seguire 💜🙏]
Nell’ultimo decennio le discussioni pubbliche sulle questioni transgender sono aumentate in modo esponenziale. Ciò che una volta era considerato un disturbo o addirittura una sfortuna è diventato un’articolazione accettata dell’embodiment di genere, nonché un nuovo spazio per l’attivismo e il riconoscimento politico. Eppure a una maggiore visibilità si è accompagnata anche una grande regolamentazione, che non sempre è andata a favore delle persone trans*.
In che modo un’identità stigmatizzata è diventata così centrale nelle articolazioni del sé? E ha senso introdurre nuovi sistemi di regolamentazione se poi la struttura stessa della società rimane immutata?
Proprio per questo Halberstam decide di usare il termine trans*, affiancato dall’asterisco: per mettere in discussione tutte le modalità di embodiment di genere, nel tentativo di arrivare a una concezione del corpo non fissa ma in divenire, inclusiva di tutte quelle identità che non si riconoscono in nessuna etichetta o categoria, proprio perché fluide e in continua trasformazione, oltre ogni norma. In questo libro, Jack Halberstam racconta la differenza. La differenza fra i trans* del passato e le nuove generazioni, fra i trans* “privilegiati” (bianchi e benestanti) e le esperienze queer nelle comunità nere e latinoamericane, nei meandri della medicalizzazione, patologizzazione e chirurgia, negli approcci nei confronti dei bambini gender-variant, alla ricerca di una strada verso un futuro non-gender, gender-optional o gender-queer.
Repost from 🍄 Queer Mushroom Forest 🍄
"LAUNCHING A QUEER TRANS MASC MAGAZINE!! ❤️🔥 ⛓ 🏳️⚧️
Trans people are sexy, kinks are sexy, hot messy T4T sex is sexy and that’s what I want this magazine to make you feel ❤️🔥
If you’re a queer trans artist, photographer, writer, maker, model or anything at all and you’re interested in submitting some of your work to be featured in the first edition of this magazine just drop me an email bensaunders434@gmail.com with the work you’d like to submit! 💌
Deadline: Sunday 2nd April
"I’m hoping to release this in summer time and it will be for sale on my Etsy shop!! ✨"
https://linktr.ee/BenSaunders.Art
Mercoledì 12 aprile alle ore 19 @Alaska Libreria a Milano
Silvia Tebaldi presenta Il lettore dell'acqua (Zona 42).
Dialoga con lei Tristan Guida.
Silvia Tebaldi ha scritto il romanzo Vuoto centrale (Perdisa Pop 2009, nella collana Walkie Talkie diretta da Luigi Bernardi) e due novelle pubblicate da Zona 42 nella collana 42 nodi: Quattro lune di Giove al Capo delle Volte (curata da Chiara Reali, 2021) e Il lettore dell'acqua, a cura di Michele Vaccari, nel febbraio 2023. Alcuni suoi racconti sono presenti online e in antologie.
T COME TRANS* 🏳️⚧️
GD INTERVISTA: Penelope Agata Zumbo e Tristan Guida
Come risaputo, quella “T”, all’interno della sigla LGBTQIA+, sta per “trans*”, una definizione-ombrello che vorrebbe identificare chiunque non si riconosca nel sesso assegnato alla nascita.
☂️ Ma, appunto, in quanto termine-ombrello, contiene un vero e proprio universo al suo interno...
🏳️⚧️ Il 31 marzo ricorre la Giornata internazionale della visibilità trans*.
Per un’occasione tanto speciale, Penelope e Tristan ci parleranno del mondo trans* e di tutte le sue sfumature.
📌 Domenica 26 marzo, ore 19:30
📍 Via Bezzecca, 3 (MI)
🫂 Dalle 18:30 sarà disponibile il nostro servizio di accoglienza
ll Centro di giornalismo permanente presenta il workshop "Scrivere di diritti umani: raccontare le questioni di genere", in programma il 20, 21, 27 e 28 marzo dalle 18 alle 20.
Il corso è online ed è riservato a un massimo di 25 partecipanti.
È suddiviso in 4 moduli.
Il primo, tenuto da Claudia Torrisi, farà un’introduzione su violenza di genere e femminicidio: quando e come questo termine è entrato nelle redazioni? Chi decide il racconto delle questioni di genere? Uno spazio sarà dedicato alla narrazione mediatica di aborto e diritti sessuali e riproduttivi.
Il secondo incontro, con Antonia Caruso, si concentrerà su come il giornalismo italiano ha raccontato negli anni la popolazione LGBTQI+.
La settimana successiva, la giornalista Giulia Siviero analizzerà i principali errori commessi dai giornali quando si occupano di casi di violenza sulle donne. Come fare giornalismo femminista?
Nell’ultimo modulo l'Associazione Scosse racconterà come si parla di fenomeni di violenza di genere e omolesbobitransfobia quando riguardano persone adolescenti.
Il costo del workshop è di 75 euro, compreso di tessera associativa del Centro di Giornalismo Permanente.
Per iscriversi o chiedere informazioni potete inviare una mail a cgpworkshop@gmail.com
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- Claudia Torrisi è una giornalista. Collabora con Internazionale, Valigia Blu e altre testate. Si occupa di questioni di genere e diritti.
- Giulia Siviero è una giornalista femminista, lavora al Post e collabora con altre testate.
- Antonia Caruso, scrittrice e attivista trans/femminista. Ha curato l’antologia “Queer Gaze” (Asterisco Edizioni) e pubblicato “LGBTQIA+ - Mantenere la complessità” (Eris Edizioni), oltre a prefazioni e articoli per LUISS Press, Zona42, Jacobin Italia, effequ, Moscabianca, Meltemi, Odoya e Future Fiction. Ha scritto sceneggiature di fumetti pubblicate da Feltrinelli e Domani.
- SCOSSE – Soluzioni Comunicative Studi Servizi Editoriali – è un’Associazione di Promozione Sociale, nata nel 2011 a Roma grazie a una start-up dell’università di Tor Vergata, che si propone di contribuire alla costruzione di uno spazio pubblico aperto, partecipato e solidale, contro ogni esclusione sociale.
SCOSSE realizza e sostiene attività e politiche per le pari opportunità e la valorizzazione delle differenze di genere e di orientamento sessuale, per l’accoglienza, per l’intercultura, per i diritti delle e dei cittadini stranieri, delle e dei disabili, per l’educazione sentimentale e sessuale. Si impegna nella lotta alle mafie, alla violenza contro le donne, al bullismo, all’omofobia e alla transfobia, alla tratta di esseri umani e a ogni fenomeno che leda la dignità degli esseri umani.
