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Canale di propaganda e informazione per la sovranità popolare e l'eguaglianza sociale.
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Milano. Ieri pomeriggio migliaia di persone hanno manifestato in solidarietà alla lotta del popolo palestinese e del Libano.
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STAMPA E GOVERNO DIFENDONO I RAZZISTI, AMSTERDAM DA A LORO UNA LEZIONE
Cori che inneggiano al genocidio e alla pulizia etnica in Palestina.
Cortei dove si strappano bandiere palestinesi dalle case che si incontrano e si prendono a botte taxisti che hanno la sola colpa di essere di etnia araba.
Questi fatti possono bastare , nella situazione politica attuale, per scatenare la rabbia di una parte della popolazione che abita le capitali occidentali del XXI secolo.
Quello che abbiamo visto ieri sera ad Amsterdam non è altro che la frustrazione di una parte della nostra società che si trasforma in rabbia quando viene provocata platealmente da un gruppo di fascisti e razzisti.
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Hezbollah continua a mantenere la capacità di colpire Israele e le forze armate sioniste.
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BUON ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE BOLSCEVICA
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I tifosi del PSG , durante la partita di Champions League contro l' Atletico Madrid mandano un messaggio di solidarietà per il popolo palestinese
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Trump vince le presidenziali statunitensi e si trova ora alla guida di un paese lanciato nel tentativo di restaurazione armata della propria egemonia globale.
Fermo restando che la volontà di fermare il conflitto in Ucraina, qualora sia effettivamente spendibile, difficilmente potrà concretizzarsi , al di là delle boutade elettorali che abbiamo sentito in questi mesi , la postura trumpiana nel teatro medio orientale non può che alimentare le tensioni regionali e di rimando quelle internazionali.
Rimane quindi un quadro internazionale fosco , e un popolo diviso fra due maniere (Harris e Trump) di pensare diversamente la stessa strategia.
Elettoralmente ha vinto l' america profonda contro quella delle due coste , ma ha perso il popolo statunitense nel suo complesso, in un paese dove la democrazia è solo una parola vuota e nulla più.
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Il gruppo tedesco "Bosch" ha annunciato il licenziamento immediato di 7.000 dipendenti.
Un altro colpo alla classe lavoratrice tedesca e non, legato all'annuncio di numerosi lincenziamenti fatto da Volkswagen nelle settimane scorse sulla scorta della crisi persistente del settore automobilistico.
La situazione industriale tedesca continua a peggiorare , decretando una situazione europea che in prospettiva rimane a tinte fosche relativamente ai vari compartimenti delle industrie manifatturiere con relativi indotti
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Repost from Marx21.it
L’harris Bar
di Marco Travaglio
da il fatto quotidiano 5 novembre 2024
Abbiamo atteso con ansia i risultati del ballottaggio in Moldavia per sapere se era valido o no. Le prime proiezioni davano in testa il socialista Alexandr Stoianoglo, bollato come “filorusso” perché vuol mantenere il Paese neutrale fra Mosca e l’occidente. Infatti l’impero del Bene già strillava alle elezioni truccate da Putin. Poi invece ha vinto col 54% Maia Sandu, gradita a Usa e Ue, quindi tutto regolare: “Ha vinto la democrazia”. Era già accaduto al primo turno, quando si votava pure il referendum consultivo pro o contro l’ue. Finché le proiezioni davano davanti il No, il voto era viziato dai brogli dell’impero del Male (anche se molti moldavi in Russia non avevano neppure le schede per votare). Poi ha prevalso il Sì per 13 mila voti (50,46 a 49,54%) e sono tornate la legalità e la democrazia. Purtroppo non si può dire lo stesso della Georgia, dove i quattro partiti filo-occidentali fedeli alla presidente Zourabichvili han racimolato appena il 37%, contro il 54 di Sogno Georgiano del premier Kobakhidze (neutralista, ergo “filorusso” pure lui): lì, siccome ha vinto quello sbagliato, il voto non vale, anche se l’ocse non ha rilevato irregolarità e il riconteggio ha confermato la disfatta dei Buoni per mano dei Cattivi. La Zourabichvili, che non è neppure georgiana ma francese, anziché inchinarsi alla sovranità popolare, ha chiamato la gente in piazza per ribellarsi e chiedere di rivotare, col sostegno delle famose democrazie Usa e Ue, che accettano i risultati elettorali solo se piacciono a loro. Se vince il candidato sbagliato, le elezioni sono truccate e si rivota finché non vince chi decidono loro.
Sono gli stessi che accusano preventivamente Trump di avere l’intenzione di non riconoscere l’eventuale sconfitta, come già quattro anni fa con l’assalto a Capitol Hill. E intanto fanno la stessa cosa in Georgia ed erano pronti a farla anche in Moldavia, se al referendum avesse vinto il No e se la Sandu avesse perso le Presidenziali. Anche fra i golpisti, ci sono quelli buoni e quelli cattivi. Come per le fake news. L’altro giorno Trump ha attaccato la guerrafondaia Liz Cheney, degna figlia di suo padre, schierata con la Harris: “Ha sempre voluto mandare la gente in guerra, se fosse per lei saremmo in guerra con 50 Paesi: mettiamola davanti a un fucile che le spara addosso e vediamo come si sente. Sono tutti falchi di guerra quando stanno seduti a Washington in un bel palazzo e dicono ‘Cavolo, mandiamo 10 mila soldati nella bocca del nemico’...”. Un discorso che avrebbe potuto fare Gino Strada. Ma tutti i media dell’harris Bar hanno scritto che Trump istigava a fucilare la Cheney e un procuratore idiota ha pure aperto un’inchiesta. Le balle dei buoni non sono sono dogmi di fede.
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L’harris Bar
di Marco Travaglio
da il fatto quotidiano 5 novembre 2024
Abbiamo atteso con ansia i risultati del ballottaggio in Moldavia per sapere se era valido o no. Le prime proiezioni davano in testa il socialista Alexandr Stoianoglo, bollato come “filorusso” perché vuol mantenere il Paese neutrale fra Mosca e l’occidente. Infatti l’impero del Bene già strillava alle elezioni truccate da Putin. Poi invece ha vinto col 54% Maia Sandu, gradita a Usa e Ue, quindi tutto regolare: “Ha vinto la democrazia”. Era già accaduto al primo turno, quando si votava pure il referendum consultivo pro o contro l’ue. Finché le proiezioni davano davanti il No, il voto era viziato dai brogli dell’impero del Male (anche se molti moldavi in Russia non avevano neppure le schede per votare). Poi ha prevalso il Sì per 13 mila voti (50,46 a 49,54%) e sono tornate la legalità e la democrazia. Purtroppo non si può dire lo stesso della Georgia, dove i quattro partiti filo-occidentali fedeli alla presidente Zourabichvili han racimolato appena il 37%, contro il 54 di Sogno Georgiano del premier Kobakhidze (neutralista, ergo “filorusso” pure lui): lì, siccome ha vinto quello sbagliato, il voto non vale, anche se l’ocse non ha rilevato irregolarità e il riconteggio ha confermato la disfatta dei Buoni per mano dei Cattivi. La Zourabichvili, che non è neppure georgiana ma francese, anziché inchinarsi alla sovranità popolare, ha chiamato la gente in piazza per ribellarsi e chiedere di rivotare, col sostegno delle famose democrazie Usa e Ue, che accettano i risultati elettorali solo se piacciono a loro. Se vince il candidato sbagliato, le elezioni sono truccate e si rivota finché non vince chi decidono loro.
Sono gli stessi che accusano preventivamente Trump di avere l’intenzione di non riconoscere l’eventuale sconfitta, come già quattro anni fa con l’assalto a Capitol Hill. E intanto fanno la stessa cosa in Georgia ed erano pronti a farla anche in Moldavia, se al referendum avesse vinto il No e se la Sandu avesse perso le Presidenziali. Anche fra i golpisti, ci sono quelli buoni e quelli cattivi. Come per le fake news. L’altro giorno Trump ha attaccato la guerrafondaia Liz Cheney, degna figlia di suo padre, schierata con la Harris: “Ha sempre voluto mandare la gente in guerra, se fosse per lei saremmo in guerra con 50 Paesi: mettiamola davanti a un fucile che le spara addosso e vediamo come si sente. Sono tutti falchi di guerra quando stanno seduti a Washington in un bel palazzo e dicono ‘Cavolo, mandiamo 10 mila soldati nella bocca del nemico’...”. Un discorso che avrebbe potuto fare Gino Strada. Ma tutti i media dell’harris Bar hanno scritto che Trump istigava a fucilare la Cheney e un procuratore idiota ha pure aperto un’inchiesta. Le balle dei buoni non sono sono dogmi di fede.
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L’harris Bar
di Marco Travaglio
da il fatto quotidiano 5 novembre 2024
Abbiamo atteso con ansia i risultati del ballottaggio in Moldavia per sapere se era valido o no. Le prime proiezioni davano in testa il socialista Alexandr Stoianoglo, bollato come “filorusso” perché vuol mantenere il Paese neutrale fra Mosca e l’occidente. Infatti l’impero del Bene già strillava alle elezioni truccate da Putin. Poi invece ha vinto col 54% Maia Sandu, gradita a Usa e Ue, quindi tutto regolare: “Ha vinto la democrazia”. Era già accaduto al primo turno, quando si votava pure il referendum consultivo pro o contro l’ue. Finché le proiezioni davano davanti il No, il voto era viziato dai brogli dell’impero del Male (anche se molti moldavi in Russia non avevano neppure le schede per votare). Poi ha prevalso il Sì per 13 mila voti (50,46 a 49,54%) e sono tornate la legalità e la democrazia. Purtroppo non si può dire lo stesso della Georgia, dove i quattro partiti filo-occidentali fedeli alla presidente Zourabichvili han racimolato appena il 37%, contro il 54 di Sogno Georgiano del premier Kobakhidze (neutralista, ergo “filorusso” pure lui): lì, siccome ha vinto quello sbagliato, il voto non vale, anche se l’ocse non ha rilevato irregolarità e il riconteggio ha confermato la disfatta dei Buoni per mano dei Cattivi. La Zourabichvili, che non è neppure georgiana ma francese, anziché inchinarsi alla sovranità popolare, ha chiamato la gente in piazza per ribellarsi e chiedere di rivotare, col sostegno delle famose democrazie Usa e Ue, che accettano i risultati elettorali solo se piacciono a loro. Se vince il candidato sbagliato, le elezioni sono truccate e si rivota finché non vince chi decidono loro.
Sono gli stessi che accusano preventivamente Trump di avere l’intenzione di non riconoscere l’eventuale sconfitta, come già quattro anni fa con l’assalto a Capitol Hill. E intanto fanno la stessa cosa in Georgia ed erano pronti a farla anche in Moldavia, se al referendum avesse vinto il No e se la Sandu avesse perso le Presidenziali. Anche fra i golpisti, ci sono quelli buoni e quelli cattivi. Come per le fake news. L’altro giorno Trump ha attaccato la guerrafondaia Liz Cheney, degna figlia di suo padre, schierata con la Harris: “Ha sempre voluto mandare la gente in guerra, se fosse per lei saremmo in guerra con 50 Paesi: mettiamola davanti a un fucile che le spara addosso e vediamo come si sente. Sono tutti falchi di guerra quando stanno seduti a Washington in un bel palazzo e dicono ‘Cavolo, mandiamo 10 mila soldati nella bocca del nemico’...”. Un discorso che avrebbe potuto fare Gino Strada. Ma tutti i media dell’harris Bar hanno scritto che Trump istigava a fucilare la Cheney e un procuratore idiota ha pure aperto un’inchiesta. Le balle dei buoni non sono sono dogmi di fede.
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LAVROV:
Gli anglosassoni stanno preparando l'Europa a una grande avventura contro la Federazione Russa in caso di fallimento di Kiev
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La completa distruzione di un villaggio nel sud del Libano da parte delle forze di occupazione israeliane.
Per i sionisti il Libano deve diventare una nuova Gaza
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Il voto per le presidenziali in Moldavia si conclude con la vittoria dell' europeista Maia Sandu.
Il paese rimane però fondamentalmente spaccato , dato che la Sandu riesce a vincere grazie ai voti della diaspora e dell' unico vero centro urbano della Moldavia ,mentre il candidato avversario Stoianoglu vince il confronto nella maggioranza del paese.
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In Yemen imponenti mobilitazioni contro Israele e a supporto del fronte della resistenza sullo sfondo del possibile inasprirsi delle tensioni militari nella regione
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🇮🇷Generale Kothari:
"L'intero Asse della Resistenza si unisce alla risposta dell'Iran contro Israele"
"La risposta sarà più grande dell'operazione True Promise 2"
"Israele, anche con l'aiuto degli Stati Uniti, non sarà in grado di fermare un attacco regionale contro di lui".
È notizia di qualche minuto fa che il Consiglio per la sicurezza nazionale dell'Iran avrebbe convenuto sulla necessità di una risposta militare a Israele.
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Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin ha ordinato lo spiegamento di forze aggiuntive in Medio Oriente, tra cui cacciatorpediniere, jet da combattimento e bombardieri. Lo ha riferito il portavoce del Pentagono Patrick Ryder.
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La Resistenza di Hezbollah continua a colpire i sionisti nel nord di Israele.
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Palestina, Libano, Yemen: la Resistenza continua a infliggere duri colpi ai sionisti. I crimini israeliani non saranno sufficienti a piegare la lotta dei popoli mediorientali contro il colonialismo e l'imperialismo.
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